L’atmosfera è particolare. Se vi capita di passare da Praga un sabato in cui il Bohemians 1905 gioca in casa (di solito alle 15, ogni tanto alle 17), fateci un salto. Se invece vivete qui, e avete degli amici locali (cosa che a non tutti riesce) e sentite parlare di Bohemians o di Klokani (canguri) aggregatevi. Il Bohemians è L’ALTRA squadra del quartiere di Vršovice. Il suo stadio (tram stop Bohemians, linea 22) dista non più di due chilometri dalla fantascientifica Eden Arena, dove gioca lo Slavia (tramstop Slavia, sempre linea 22).

Lo stadio – il Ďolíček – credo non sfigurerebbe nella nostra lega pro: una tribuna coperta, la curva per i tifosi di casa e tre righe di panche sull’altro lato lungo del campo, metà delle quali destinate agli ospiti. Avrà capienza di forse 5000 posti e sarà costruito, e mai ristrutturato, ai tempi di Pepi Bican – tant’è che il comune lo vuol demolire.

Il Ďolíček
Il Ďolíček

Tornando a noi, il secondo caso – cioè se andate allo stadio con degli autoctoni –  sarà particolarmente stimolante. Molto probabilmente quando arriverete al Ďolíček avrete già messo in groppa una discreta scimmia. Alle partite qui si va in tram o a piedi. Il secondo caso è il mio, e ci vado, di solito, con non meno di 3 slovacchi. Da casa mia al Ďoliček ci sono forse 30 minuti di camminata in discesa, durante la quale ci si fa fuori non meno di una svapora, una bottiglia di cola e una di Tuzemák – rum prodotto in ČR.

Una volta allo stadio, c’è solo da prendere il biglietto – 150 kč per le partite fighe, 100 per le altre. E si va in curva (kotel), no come i fighetti in tribuna coperta, perché lì si respira quell’atmosfera tipica di calcio danubiano. Un’atmosfera composta al 50 per cento dai cori (mai contro l’avversario), al 40 per cento dall’afrore diffuso di pivo a párek e al 10 per cento da altri aromi vegetali.

Il Bohemians 1905. La squadra di Panenka

Ma in realtà se arrivate nelle condizioni testé descritte, della partita vi frega poco. Conta prendere ancora pivo e magari una luganega (klobása), poi amen, si sta li, chi sa le parole canta, chi non le sa beve, fuma e spara cagate. Come dovrebbe essere e com’era ai tempi in cui la Cecolovacchia di Planička dominava il mondo pallonaro e Karel Poláček scriveva Muži v ofsajdu*.

Comunque sia il Bohemians 1905 gioca piuttosto male, esprime un calcio pasta e fagioli, o se preferite, piccone e palla nel bosco. In Synot lotta per la salvezza, in Italia farebbe altrettanto una o due serie sotto, a occhio. Squadre ceche che se la giocherebbero in A sono forse 4 – Slovan Liberec, Mladá Boleslav, Slavia e Sparta. Ecco se passate da Praga, ste ultime due squadre evitatele. In campo e fuori vedrete cose comuni anche nei nostri stadi, e allo stadio dello Sparta la birra è rigorosamente analcolica.

Allo stadio del Bohemians invece, vedrete quello che dovrebbe essere l’approccio dei tifosi, e dell’intero quartiere di Vršovice, a una partita di calcio.

*) Muži v ofsajdu (Uomini in fuorigioco) è un libro che tratta le gesta di due tifosi di un’altra leggendaria squadra praghese – il Viktoria Žižkov. Pubblicato verso il 1928, purtroppo non è tradotto in italiano.

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    Da notare, in risposta alla proposta di demolizione da parte del comune, le due scritte dietro alla curva: “Non molliamo il Ďolícek” e “Ďolíček, più che uno stadio”

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