Italiani a Praga: Luca Magnago, proprietario del bar Simply u Kravaty 2

Italia Praga One Way incontra oggi Luca Magnago, proprietario e gestore del bar Simply u kravaty 2 (Žižkov)

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Italiani a Praga: Luca Magnago, proprietario del bar Simply u Kravaty 2

Italia Praga One Way incontra oggi Luca Magnago, proprietario e gestore del bar Simply u kravaty 2 (Žižkov)

Ciao, e benvenuto su Italia Praga One Way, spiegaci innanzitutto come sei arrivato in questa città.

Sono arrivato a Praga 4 anni or sono, invitato a intraprendere una nuova esperienza lavorativa come barman in un ristorante gestito da italiani che in seguito si sono rivelati “poco affidabili”. Oltre alla sfortuna di aver conosciuto connazionali che tutto hanno fatto tranne che agevolarmi, mi sono scontrato con una realtà lavorativa a dir poco assurda per le abitudini che avevo in Italia.

Quali sono le condizioni lavorative nella ristorazione da queste parti?

Come detto, facevo il barman. La situazione lavorativa, per un tipo di lavoro di questo tipo, è molto diversa rispetto all’Italia, i dipendenti del settore sono molto svantaggiati. Stipendi e ore di lavoro erano (quando sono arrivato) e sono alquanto differenti dai nostri. Nella circostanza mi sono dovuto “documentare” e, in poco tempo, dimenticate le abitudini lavorative italiane, mi sono reso conto delle differenze. Ho però anche notato che le condizioni ceche ti permettono di vivere bene in una splendida capitale, quale è Praga.

Quando e come hai deciso/sei stato in grado di aprire U Kravaty?

In realtà in breve tempo. Coinvolta la mia compagna Sara abbiamo aperto il nostro primo locale. È altresì vero che in mezzo a tanta gente esistono persone disponibili e disinteressate nel dare una mano. Grazie ad alcuni amici già inseriti nel tessuto ceco siamo riusciti a costituire una piccola società che ci ha dato modo di intraprendere il lavoro. Abbiamo avuto (e abbiamo ancora oggi) amici di nazionalità ceca che ci aiutano con una lingua che purtroppo a noi è ancora pressoché sconosciuta. Da circa un anno abbiamo aperto il secondo locale a Praga, Simply U Kravaty2, ambiente informale che coinvolge ragazzi e persone di tutte le età

Quali sono le principali difficoltà di aprire un ristorante/bar in proprio in Repubblica Ceca?

Sostanziali difficoltà non ne esistono considerato che la macchina burocratica ceca è di una funzionalità estrema e di gran lunga più veloce di quella italiana. Nel mio caso l’equivalente di 400 € e mezza mattinata in giro per uffici mi hanno permesso di mettere in piedi una società individuale con la quale gestisco il mio lavoro. Rispetto all’Italia, questa è una nazione che permette ancora di rischiare a livello imprenditoriale, tasse e rischio commerciale non si possono paragonare al nostro paese. È però molto importante la fedina penale pulita (certificato penale), e la certificazione di aver svolto l’attività per almeno sei anni nel proprio paese (è una sorta di conferma del fatto di conoscere le norme igieniche in merito all’attività). E molta buona volontà.

U Kravaty è un punto di incontro per diversi italiani, ma organizzate eventi aperti anche agli expats in generale. Ce ne puoi indicare qualcuno?

Simply U Kravaty2 è un punto di incontro di molti italiani, lo è però anche per molti expats di tutte le nazionalità del mondo. Nella serata del sabato in particolare organizziamo i Couchsurfing Meeting Party. Un’altra costante del nostro ambiente è la musica, organizziamo serate di karaoke , lan-party, pub quiz e vari party a tema.

Tu sei tra quelli che hanno saputo riconoscere i vantaggi di vivere in Repubblica Ceca. C’è però qualcosa dell’Italia che ti manca?

Non finirò mai di ringraziare chi mi ha dato questa possibilità di scoprire la Repubblica Ceca e tutti gli amici cechi che mi aiutano costantemente soprattutto con la lingua, in un lavoro che come richiede la capacità di parlare e comunicare. In tutto questo ovviamente non dimentico le mie origini e il mio paese. Torno in Italia periodicamente, come tutti noi. Sono deluso da parecchi aspetti ma non ripudio l’Italia, molti dei i miei affetti più cari sono ancora lì. Forse un giorno ci tornerò. Per ora, grazie Praga!


1 commento

  1. Luca e Sara, grandi lavoratori e grandi persone che mi hanno accolto come se fossi a casa. Tornerò presto a trovarli. Durante l’anno di permanenza a Praga, posso dire che in base a quanto testimoniano 8 connazionali su 10 è tutto vero .

    – Francesco Lazzaro

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