Home Blog Pagina 3

Mostra Neapolis 2500 a Praga: figurini e costumi della grande opera napoletana

In esposizione pezzi della prestigiosa collezione della Fondazione Pagliara dedicati al patrimonio operistico partenopeo

Praga, 6 maggio 2026. Nell’ambito degli eventi per la celebrazione dei 2500 anni della città di Napoli, si inaugura oggi nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga (IIC) la mostra “Napoli rivive la grande scena. Figurini teatrali a Napoli. Per un immaginario della storia della musica lirica italiana patrimonio dell’umanità”. La cerimonia di apertura sarà introdotta dalla Direttrice dell’IIC Marialuisa Pappalardo e vedrà gli interventi dell’Ambasciatore d‘Italia nella Repubblica Ceca, Alessandro Gaudiano, del coordinatore scientifico del progetto Prof. Pierluigi Leone de Castris e dalla costumista Odette Nicoletti.

L’esposizione, curata da Francesca De Ruvo e Alessandra Monica Mazzaro,  porta a Praga pezzi della prestigiosa collezione della Fondazione Adelaide e Maria Antonietta Pagliara, che conserva centinaia di opere risalenti ai secoli XVIII e XIX: spartiti musicali, libretti d’opera, ritratti litografici di compositori, cantanti e ballerini, nonché un vasto repertorio iconografico di costumi teatrali sia a stampa sia in disegni originali, realizzati dai figurinisti che nel corso dell’Ottocento operarono per i Reali Teatri di Napoli e per numerosi teatri italiani ed europei. L’esposizione, composta da 84 figurini e 22 opere di materiale teatrale, è articolata in sezioni che mettono in dialogo arte, musica, moda e spettacolo e che valorizzano la dimensione internazionale del corpus iconografico, ed è arricchita da 7 costumi di scena realizzati da Odette Nicoletti e da un camerino virtuale per un’esperienza immersiva nel mondo dell’opera, realizzato da RE-LAB sotto la direzione di Roberto Montanari. Nel quadro dell’iniziativa, il 7 maggio la celebre costumista napoletana terrà una lezione nella Sala conferenze dell’IIC.

“Napoli rivive la grande scena. Figurini teatrali a Napoli. Per un immaginario della storia della musica lirica italiana patrimonio dell’umanità” è un progetto ideato e realizzato dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli insieme al Comitato Nazionale Neapolis 2500, istituito congiuntamente dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero della Cultura. Prima della tappa praghese – organizzata insieme all’Istituto Italiano di Cultura, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Praga – la mostra è stata allestita negli ambienti del Piano Musei e Mostre dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa (16 gennaio – 12 febbraio 2026) e al Centre Saint-Guillaume di Strasburgo (19 febbraio – 14 marzo 2026).

L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 7 maggio al 28 giugno, ad ingresso gratuito, dal martedì al sabato, dalle ore 11 alle 19. 

L’omaggio dell’IIC alla cultura partenopea proseguirà l’8 giugno con il concerto degli Avion Travel nella Cappella barocca della sede e con Iaia Forte che mercoledì 10 porterà in scena al teatro Divadlo Komedie di Praga “Tony Pagoda”, il personaggio nato dalla penna di Paolo Sorrentino.

De Chirico a Praga: la mostra record con 7.200 visitatori

In stampa un catalogo trilingue dedicato all’esposizione

Praga, 28 aprile 2026. La mostra dedicata al grande maestro della Metafisica “GIORGIO DE CHIRICO – Dipingere è l’arte magica”, allestita negli spazi dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga (IIC) dal 3 marzo al 26 aprile, ha chiuso i battenti domenica scorsa con il numero record di oltre 7.200 visitatori.

A cura di Lorenzo Canova, professore di Storia dell’arte contemporanea dell’Università del Molise e membro del Consiglio scientifico della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, l’esposizione è stata promossa dalla Fondazione Aledya e organizzata insieme all’Istituto Italiano di Cultura, in collaborazione con Casa d’Arte San Lorenzo di San Miniato (Pisa) e con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Praga.

66 opere di de Chirico: dalla metafisica alle Piazze d’Italia

La mostra ha presentato sessantasei opere provenienti da importanti collezioni private italiane ed europee, realizzate dagli anni Trenta fino alle ultime stagioni creative di de Chirico, ripercorrendo in modo ampio e articolato la sua produzione artistica: dalle celebri Piazze d’Italia alle vedute di Venezia, dai cavalli e cavalieri della fase barocca alle nature morte, da lui definite “vite silenti”, fino alla produzione grafica con disegni, litografie e incisioni. Pensata appositamente per i suggestivi spazi storici dell’Istituto e seguendo una linea curatoriale attenta ai rapporti tra de Chirico e Praga, l’esposizione ha offerto al pubblico un’occasione unica per confrontarsi con la poetica e con l’universo creativo di uno dei protagonisti assoluti dell’arte del Novecento. Non sono mancati riferimenti alle precedenti presenze di de Chirico a Praga, alla sua amicizia con il grande pittore ceco Jan Zrzavý e un omaggio al maestro realizzato da Mario Schifano, protagonista dell’arte italiana e internazionale del secondo Novecento.

GIORGIO DE CHIRICO – Dipingere è l’arte magica ha segnato il ritorno del Maestro a Praga ad oltre novanta anni dall’ultima esposizione. L’evento è stato è stato accolto con grande interesse ed entusiasmo da parte del pubblico ceco, con un picco di 500 visitatori nei giorni di chiusura; inoltre anche i più piccoli hanno avuto modo di avvicinarsi all’arte metafisica grazie a una visita guidata seguita da un laboratorio organizzato dall’Istituto.

A coronamento dell’iniziativa è in fase di stampa un catalogo trilingue (ceco, inglese e italiano) con saggi sul tema a cura di Lorenzo Canova, introdotto dai contributi istituzionali dell’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Ceca, Alessandro Gaudiano, della Direttrice dell’IIC, Marialuisa Pappalardo, del Presidente e del Direttore artistico della Fondazione Aleyda, rispettivamente Francesco Nava e Roberto Milani. Il catalogo e il risultato degli studi del curatore Lorenzo Canova sui rapporti tra de Chirico e Praga saranno presentati in Istituto prima della pausa estiva.  

Italia in scena: la rassegna di teatro italiano contemporaneo all’IIC di Praga

“Autoritratto” di Davide Enia apre la rassegna dedicata al teatro italiano contemporaneo; a giugno appuntamento con Iaia Forte

29 aprile 2026. L’Istituto Italiano di Cultura di Praga (IIC), in collaborazione con il teatro Divadlo Komedie, inaugura oggi la rassegna “Italia in scena” che nel corso dei prossimi mesi inserirà spettacoli del panorama teatrale italiano contemporaneo nel cartellone di uno dei tre teatri municipali di Praga. L’evento di apertura vedrà come protagonista Davide Enia, in scena questa sera con “Autoritratto”.  Vincitore nel 2025 di due Premi Ubu nelle categorie miglior testo e migliore attore, lo spettacolo è un monologo in cui lo scrittore, drammaturgo e attore teatrale italiano racconta come Cosa Nostra abbia influenzato fatalmente i destini della gente comune, dando vita a un “autoritratto intimo e collettivo” di un’intera comunità. Con interventi musicali di Giulio Barocchieri, “Autoritratto” è una co-produzione del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, dell’Accademia Perduta Romagna Teatri e dello Spoleto Festival dei Due Mondi. Davide Enia sarà a Praga in residenza d’artista presso l’IIC fino al 14 maggio, quando parteciperà come ospite alla Fiera internazionale del libro “Svet knihy Praha” per parlare della sua attività teatrale e del romanzo “Così in terra”, tradotto in ceco da Marina Feltlová per l’editore Argo.

La rassegna “Italia in scena” proseguirà nel mese di giugno con Iaia Forte che mercoledì 10 porterà in scena “Tony Pagoda”, il personaggio nato dalla penna di Paolo Sorrentino – e noto al pubblico ceco grazie alle traduzioni di Alice Flemrová per l’editore Dybbuk – una figura attraversata da scariche di memoria e improvvise “struggenze” d’amore che elargisce illuminazioni sul significato della vita e sul tirare a campare in uno straripante flusso di coscienza.

Gli spettacoli si terranno in italiano con sottotitoli in ceco.

“Con Italia in scena portiamo a Praga voci, storie e linguaggi diversi della scena teatrale italiana contemporanea – ha sottolineato la Direttrice dell’IIC Marialuisa Pappalardo – Ringrazio il Teatro Komedie per la preziosa collaborazione: insieme proponiamo momenti di confronto e riflessione, di dialogo con il pubblico ceco e con tutti coloro che amano il teatro”.  

Spettacoli italiani in programma al Prague Fringe Festival 2026

Produzioni passate e retrospettive italiane al festival

Riflettori puntati a Praga sulla scena teatrale anche al Prague Fringe Festival, in programma dal 26 al 31 maggio, con gli spettacoli “Radici” di Antonio Anzilotti, “Boxeur” della Pequodcompagnia e “High Priestess – Johanna” di Beatrice Schiaffino.

IIC Praga: Bologna tra arte, musica e opera — evento con l’Accademia del Teatro Comunale (aprile 2026)

L’IIC di Praga avvia una collaborazione con l’Accademia del Teatro Comunale del capoluogo emiliano

Praga, 22 aprile 2026. L’Istituto Italiano di Cultura di Praga, (IIC) in collaborazione con la Fondazione Bologna Welcome, il Teatro Comunale di Bologna e la Fondazione Guglielmo Marconi, ha promosso il 16 e il 17 aprile una due giorni di attività dedicate alla città di Bologna, per presentare al pubblico ceco alcune delle eccellenze che caratterizzano il capoluogo emiliano, dalla musica all’arte, dal teatro all’enogastronomia, fino alla ricerca scientifica. I lavori hanno preso il via nella Cappella barocca dell’IIC il pomeriggio del 16 aprile con il Maestro Federica Falasconi che ha guidato il pubblico in una lezione-concerto dedicata all’opera lirica come arte viva e universale, capace da oltre quattro secoli di raccontare l’uomo e le sue emozioni più profonde, dalle intuizioni di Claudio Monteverdi fino all’eredità di Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi e Vincenzo Bellini. Le attività sono proseguite con l’evento di promozione culturale, turistica e territoriale “Bologna tra arte, cultura e musica: sulle tracce del visionario moderno Marconi”, tenutosi alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Ceca, Alessandro Gaudiano, con il coordinamento della Direttrice Marialuisa Pappalardo. Di fronte ad un pubblico di giornalisti, operatori turistici, amanti dell’Italia e rappresentanti del mondo delle arti e della cultura, sono intervenuti il Direttore generale di Bologna Welcome, Patrik Romano, la Sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, Elisabetta Riva, e in collegamento streaming la Presidente della Fondazione Guglielmo Marconi, Giulia Fortunato, per illustrare alcune delle eccellenze di Bologna e del suo territorio, in una narrazione che ha unito musica, cultura, arte, enogastronomia e divulgazione scientifica. La serata si è conclusa con una breve dimostrazione di cucina e una degustazione dedicata ai sapori del territorio bolognese, grazie alla partecipazione della “Cesarina” Cristina Rossi, rappresentante della rete diffusa di cuoche e cuochi amatoriali nata a Bologna nel 2004.

Studenti Accademia di Bologna a Praga

Masterclass lirica e concerto sold out: l’evento ha riscosso grande successo nella capitale ceca.

Nel quadro della collaborazione avviata tra l’IIC e l’Accademia del Teatro Comunale del capoluogo emiliano, l’iniziativa è proseguita la mattina del 17 aprile con una masterclass in Istituto del Maestro Federica Falasconi rivolta agli studenti di canto dell’Accademia delle Arti performative (HAMU) di Praga. Gran finale nella Cappella barocca dell’Istituto Italiano di Cultura sold out da settimane, con il concerto di Anna Cimmarrusti (soprano), Enrico Park (tenore) e Chiara Scannapieco (mezzosoprano), studenti di canto lirico dell’Accademia del Teatro Comunale di Bologna, che si sono esibiti con l’accompagnamento al pianoforte di Federica Falasconi, in un applauditissimo programma dedicato all’Opera, con l’esecuzione di un repertorio che ha spaziato da Mozart alle arie di Donizetti, Leoncavallo, Puccini e Verdi. La tournée dell’Accademia proseguirà dal 26 al 28 maggio a Roma, al Teatro dell’Opera, e il 1° giugno nella Concert Hall dell’Hong Kong City Hall, in occasione delle celebrazioni per la Festa della Repubblica Italiana.

Patrimonio UNESCO e città creativa: perché Bologna collabora con l’IIC

Come ha sottolineato la Direttrice Pappalardo: “Bologna è una città unica sotto molti aspetti. I suoi portici sono stati riconosciuti Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2021 per il loro eccezionale valore architettonico, culturale e sociale, mentre sin dal 2006 è riconosciuta dall’UNESCO come ‘Città Creativa della Musica’. Ed è proprio sotto il segno delle eccellenze musicali che abbiamo avviato una collaborazione con la prestigiosa Accademia del Teatro Comunale di Bologna, per condividere il patrimonio operistico italiano e per creare ulteriori occasioni di crescita e di incontro”.

Made in Italy a Praga: design e rigenerazione urbana nell’evento dell’Ambasciata

Ambasciata Coronavirus principali eventi in programma per il 2020 viaggi con l'Italia
Fotocredit - Francesco Bologna

Comunicato IIC: “Giornata del Made in Italy”A Praga un focus sull’eccellenza italiana nella rigenerazione urbana

Praga, 15 aprile 2026. In occasione della Giornata del Made in Italy, istituita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e celebrata ogni anno il 15 aprile, anniversario della nascita di Leonardo da Vinci, l’Ambasciata d’Italia a Praga organizza oggi nei saloni di rappresentanza un evento dedicato alla valorizzazione del know-how italiano nei settori dell’architettura, del design e della rigenerazione urbana.

L’iniziativa – organizzata in collaborazione con Generali Real Estate e col sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga, dell’Agenzia ICE-Italian Trade Agency e della Camera di Commercio e dell’Industria Italo-ceca (CAMIC) – sarà introdotta dall’Ambasciatore Alessandro Gaudiano, che sottolineerà il tema della rigenerazione urbana, una delle sfide più impellenti e al tempo stesso stimolanti della contemporaneità, dove l’esperienza italiana ha permesso di sviluppare un approccio basato sull’integrazione di design innovativo e patrimonio storico-architettonico.

Rigenerazione urbana: l’approccio italiano tra innovazione e patrimonio

Il tema della rigenerazione urbana valorizza l’esperienza italiana, fondata su numerosissimi progetti che hanno permesso l’emergere di nuovi hub culturali e centri di innovazione, contribuendo alla rivitalizzazione funzionale e sociale di intere aree urbane, e preservando al tempo stesso il loro carattere storico. Approccio quindi di particolare significato in città caratterizzate da un importantissimo patrimonio storico-architettonico, come Praga, gettando così un ulteriore ponte tra l’Italia e la Repubblica Ceca, rimarca l’Ambasciatore Gaudiano.

Seguiranno gli interventi dell’Head of CEE Region – Generali Real Estate, Ramon Spoladore e dell’Head of Engineering & Project Management – Generali Real Estate, Paolo Micucci. Il focus sarà dedicato al progetto di ristrutturazione del centro commerciale Kotva, a Praga, un caso di studio per il contributo fornito da professionisti e marchi italiani alla riqualificazione di un edificio iconico, che riaprirà al pubblico nel 2027, e alla rivitalizzazione di un’area urbana. Per approfondire i dettagli tecnici, in occasione dell’evento sarà fornita una visione in esclusiva del progetto in realtà virtuale.

Giornata del Made in Italy

Promozione della creatività italiana nel design e nell’industria.

La Giornata mira a promuovere il Made in Italy come simbolo di creatività, eccellenza e valore, riconoscendone il contributo allo sviluppo economico e culturale del Paese e incoraggiando le nuove generazioni a intraprendere carriere nei settori artigianale, creativo e industriale che rappresentano alcuni dei punti di forza distintivi della produzione italiana.

Cosa vedere a Kutná Hora: gita UNESCO da Praga in 1 giorno

Patrimoni Unesco cechi #2: Kutná Hora

Gita da Praga: Kutná Hora in un giorno

Se avete deciso di recarvi a Praga per un weekend lungo e vi viene l’idea di una gita fuori porta di un giorno, Kutná Hora è la migliore opzione.

Situata a 85 km a est di Praga, Kutná Hora è una piccola cittadina che racchiude in sé una bella fetta di storia ceca. Per capire la sua importanza, basti pensare che nel 1409 vi fu firmato il Decreto di Kutná Hora, grazie al quale (almeno per un po’) il ceco divenne la lingua VIP e di riferimento dell’università di Praga a scapito dei tedeschi. Tutto merito dei soldi che arrivavano dalle sue immense miniere d’argento.

📌 Carta d’Identità: Kutná Hora

  • Popolazione: ~21.000 abitanti
  • Distanza da Praga: 85 km (poco più di un’ora)
  • Collegamenti: Treni diretti dalla stazione centrale (Hlavní nádraží)
  • Tempo di visita: In giornata (5 o 6 ore sono sufficienti)
  • Attrazioni principali: Ossario di Sedlec, Cattedrale di Santa Barbara, Vlašský Dvůr (Corte Italiana)

Come arrivare a Kutná Hora: confronto treno vs auto noleggio da Praga

La maggior parte dei turisti sceglie il treno, poiché dalla stazione principale di Praga (Hlavní nádraží) parte un diretto ogni due ore. È sicuramente l’opzione più economica, ma preparatevi a un po’ di “ginnastica logistica”.

Kutná Hora, infatti, è divisa in due: la stazione dei treni e l’Ossario di Sedlec si trovano a circa 2 km dal vero centro storico (dove spicca la Cattedrale). Arrivati col treno, dovrete aspettare una navetta locale cercando di incastrare gli orari, oppure rassegnarvi a camminare per 40 minuti in una zona periferica non proprio affascinante.

Ecco perché noleggiare un’auto è la vera mossa vincente per questa gita. Avere la macchina vi permette di parcheggiare comodamente all’Ossario, fare la visita e poi guidare in due minuti fino al centro storico. Nessuna attesa al freddo o sotto il sole, zero stress e, soprattutto, avrete la totale libertà di scappare prima che arrivino le folle dei pullman o di fare una deviazione verso il vicino e fiabesco castello di Žleby.

UNESCO Travel Guide

Organizza la visita: Hotel, noleggio auto e consigli pratici

I consigli di Italia Praga One Way per Kutná Hora

🛌 Dove dormire

Vedi tutto su Booking

🚗 Mobilità

Raggiungere i siti UNESCO fuori Praga con i mezzi è spesso un calvario. L’auto è la scelta più intelligente.

Consigliato: DiscoverCars

💡 Consiglio locale: L’Ossario si trova a Sedlec, mentre la Cattedrale di Santa Barbara è nel centro storico, a circa 2 km di distanza. Non fatevela a piedi lungo la strada principale: prendete il trenino locale (navetta) che collega le due stazioni o un economico taxi/Bolt. Risparmierete tempo ed energie per la salita verso la cattedrale.

* Link affiliati: Se prenoti, offri virtualmente una birra a Italia Praga One Way. A te non costa un centesimo in più.

Kutná Hora - map

L’ossario di Sedlec è famoso per il suo lampadario (oltre che per un quantitativo impressionante di teschi)

OLYMPUS DIGITAL CAMERA
DSC6481

La maestosa cattedrale di Santa Barbara, patrimonio dell’Unesco

L’interno della Cattedrale

Genevieve-Hathaway_Czech-Republic_Kutna-Hora_St-Barbora-church_resized
kutna-hora-ossuary-2

Il Vlašský dvůr (Corte Italiana). Curiosità: non è chiaro perché, ma “Italia” fino al 1600 in ceco si diceva “Vlaschie” (in polacco ancora oggi si dice Włochy)

Kutna-Hora-Vlassky-dvur110709_11maly_panorama

Itinerario consigliato: come visitare Kutná Hora in mezza giornata

Trattandosi di una cittadina gotico-barocca, Kutná Hora ha un discreto fascino anche durante l’inverno.

P1040357

Contatti e informazioni utili

Contatti Infocentrum Kutná Hora
Telefono/Fax: +420 327 512 378
E-mail: [email protected]
Sito: www.kutnahora.cz

La lista completa dei Patrimoni Unesco Cechi


Birra Verde Praga: il Rito del Zelené Pivo e il Giovedì Verde Ceco

Un gruppo di persone allegre brinda sollevando grandi boccali di birra verde brillante in un pub tradizionale ceco affollato. Sullo sfondo, sopra il bancone in legno, è appeso uno striscione verde con la scritta bianca "Zelené Pivo 2006–2026: 20 Let" e un'icona grafica di un boccale di birra.
Un caloroso brindisi con boccali colmi di Zelené Pivo in una tipica birreria ceca. L'atmosfera festosa celebra il Giovedì Verde e, come indica lo striscione sullo sfondo, il 20° anniversario (2006-2026) di questa amata tradizione del "liquido color smeraldo".

Se pensavate che il cielo “color cemento armato” di Praga fosse l’unica variazione cromatica deprimente della città, non avete ancora visto cosa succede durante la Pasqua ceca. Mentre nel resto del mondo ci si scambia uova di cioccolato, qui ci si scambia sguardi complici davanti a un boccale di pivo verde fluo che farebbe invidia a una scoria nucleare di Springfield.

Giovedì Verde (Zelený čtvrtek): la Tradizione della Birra Verde Ceca

Il rito si consuma il cosiddetto “Giovedì Verde” (Zelený čtvrtek), il giorno che precede il Venerdì Santo. Non cercate di spiegare ai locali che la birra dovrebbe essere dorata: per un giorno all’anno, la città decide che il verde è il nuovo oro.

La regina indiscussa di questa follia collettiva è la Zelené pivo del birrificio Starobrno, che nel 2026 festeggia il suo ventesimo anniversario. Nata quasi per scommessa nel 2006, è diventata un pilastro delle festività pasquali, manco fosse la corata della nonna.

Cosa contiene il kit di sopravvivenza

Cosa c’è dentro? Oltre alle vostre speranze di sopravvivenza.

Nonostante l’aspetto da detersivo per piatti, la versione “originale” di Brno vanta una ricetta più segreta dei codici di lancio dei missili russi. Sappiamo che viene prodotta con un infuso di erbe (bylinný výluh) aggiunto durante la bollitura e un tocco di liquore finale.

Tuttavia, fate attenzione: mentre i birrifici più seri usano decotti di ortica o erbe primaverili per ottenere quel tono smeraldo, molte hospodazze di quarta categoria o trappole per TikToker si limitano a buttare del colorante alimentare nella loro lager più economica. Se il verde è così intenso da illuminarvi il viso al buio, probabilmente state bevendo chimica pura.

Caratteristiche Tecniche: Gradazione, Disponibilità e Gusto

Ecco alcuni dettagli tecnici per non fare la figura del banchiere di Zurigo al bancone:

  • Gradazione: È spesso una birra “forte” (14 gradi Plato, circa il 6% di alcol), quindi sale molto più velocemente di una normale desítka.
  • Disponibilità: Si trova quasi esclusivamente alla spina (točená) nei pub che espongono il cartello. Se la trovate in bottiglia nel večerka sotto casa, procedete a vostro rischio e pericolo.
  • Gusto: Aroma erbaceo, finale leggermente amarognolo e un retrogusto di “perché l’ho fatto?”.

💡 LA DRITTA IP1W

Se decidete di sfidare la sorte e il vostro fegato con la birra verde, assicuratevi di avere in frigo una bottiglia di Vincentka per il mattino dopo. È l’unico rito sciamanico approvato dagli insider per sopravvivere alla sbornia da infuso d’erbe.

Telč Repubblica Ceca: guida insider da Praga (senza bus horror)

Patrimoni Unesco cechi #5: Telč, la "perla nascosta" dell'Europa

Telč è quel posto che vedi in cartolina e pensi: “Non può essere vero”. Poi ci arrivi e capisci che è tutto vero, ma che le dimensioni sono inversamente proporzionali alla sua bellezza.

— ”Quanti abitanti ha Telč secondo te?”

“5.000, ho letto…”

— “5.000? Secondo me 5! Questo posto è un buco assurdo!”

Può sembrare brutale, ma questa è stata l’accoglienza del mio anfitrione nel giorno della mia prima visita. Telč è la classica “perla nascosta” consigliatissima da ogni guida, ma che nasconde diverse insidie logistiche che è bene conoscere prima di partire.

📌 Carta d’Identità: Telč

  • Popolazione: ~5.100 abitanti
  • Distanza da Praga: 155 km (circa 2h 45m in bus)
  • Collegamenti: Bus diretti da Praga (stazioni di Florenc o Roztyly). Il treno è un’odissea sconsigliata.
  • Tempo di visita: 2 ore (se prendete il caffè con calma)
  • Attrazioni principali: Piazza Zachariáš z Hradce, Castello (Zámek), camminata lungo i laghetti (Rybníky).

Il problema dei trasporti e perché l’auto è la soluzione

Il problema principale di Telč è la posizione. Situata sulle alture della Vysočina, al confine tra Boemia e Moravia, è servita da collegamenti pubblici che definire pigri è un complimento. Esistono bus diretti da Praga, ma il tragitto si snoda attraverso una costellazione di paesini (come Vlašim e Pelhřímov) dove anche i navigatori satellitari a volte chiedono indicazioni ai passanti.

Detto ciò, Telč è effettivamente splendida. Tutta la sua bellezza è concentrata nella piazza principale, un lungo triangolo di case rinascimentali e barocche con frontoni color pastello che sembrano usciti da un libro di fiabe. Il laghetto che circonda il centro riflette le torri della chiesa e del castello, regalando visuali spettacolari. Ma siamo onesti: in due ore l’avete girata, fotografata e rivoltata come un calzino.

UNESCO Travel Guide

Organizza la tappa a Telč — dove dormire, noleggio auto e consigli locali

I consigli di Italia Praga One Way per Telč

🛌 Dove dormire

Vedi hotel a Telč

🚗 Mobilità

Raggiungere i siti UNESCO fuori Praga con i mezzi è spesso un calvario. L’auto è la scelta più intelligente.

Consigliato: DiscoverCars

💡 Consiglio locale: Non fermatevi solo alla piazza. Salite sulla torre della Chiesa di Santo Spirito per una vista dall’alto che chiarisce bene perché Telč sia considerata una città d’acqua. E se avete fame, cercate i ristoranti fuori dalla piazza principale: i prezzi scendono e la qualità del cibo tipico della Vysočina (molte patate, molta sostanza) sale drasticamente.

* Link affiliati: Se prenoti, offri virtualmente una birra a Italia Praga One Way. A te non costa un centesimo in più.

Piazza di Telč riflessa
Case colorate Telč

Itinerari alternativi: abbina Telč a Žďár nad Sázavou e Třebíč

Il nostro consiglio non è quello di snobbare Telč, sarebbe un peccato imperdonabile. Piuttosto, organizzate una gita fuori porta intelligente: noleggiate un’auto e usatela come base per esplorare la regione, magari abbinandola alla chiesa di San Giovanni Nepomuceno a Žďár nad Sázavou o al quartiere ebraico di Třebíč.

Scorcio castello Telč

Per approfondire, ecco il sito ufficiale di Telč e la nostra lista completa dei Patrimoni UNESCO cechi.


Se hai trovato utile questa guida, seguici su Facebook e Instagram per non perdere i prossimi viaggi in Repubblica Ceca.

Stipendio medio a Praga 2026: quanto devi guadagnare per vivere bene under 30

Tre coinquilini (italiano in maglia del Genoa, slovacco con fujara, ceco che frigge bramboráky) in una cucina caotica a Praga al tramonto.

Aggiornato a Marzo 2026

Quanto devi guadagnare per vivere a Praga: il budget reale under 30

Ci scrivete in molti, oggi come dieci anni fa, con le stesse domande esistenziali sulla vita in Boemia riguardo allo stipendio medio a Praga:

  1. Qual è lo stipendio medio reale?
  2. Quanto serve per non fare la fame a Praga?
  3. Basta uno stipendio di XYZ corone per vivere bene?

⚠️ Hai già superato i 30 anni? Allora smetti di sognare la vita in ostello e leggi direttamente la nostra guida specifica per Over 30, dove i costi (e le pretese) cambiano drasticamente.

Pensare in corone (CZK), non in euro: il primo errore da evitare

La risposta parte da un assioma che non scade mai: ragionare in euro non vi servirà a nulla. Convertire mentalmente ogni spesa è il primo passo verso l’esaurimento nervoso o, peggio, verso una valutazione economica totalmente errata. In Repubblica Ceca si vive in corone (CZK), si guadagna in corone e si paga l’affitto in corone.

“In Italia ho uno stipendio di 1.500 euro netti e la vita mi costa 1.600 tra affitto, benzina e svaghi. In Repubblica Ceca ne prendo 35.000 (netti) e la stessa vita me ne costa 32.000. Dove mi conviene stare?”

Anche senza conoscere il cambio attuale, la risposta è logica: meglio un bilancio in attivo di poche corone che uno in rosso di cento euro.

Stipendio medio a Praga 2026: entry-level e multinazionali (numeri veri)

Stipendio netto vs lordo e entry-level in multinazionali: cosa guadagni davvero

Dimenticate le cifre del 2021. Oggi, se venite assunti in una multinazionale a Praga per un ruolo entry-level (senza specializzazioni particolari ma con le lingue), difficilmente partirete da meno di 45.000 – 50.000 CZK lorde. Lo stipendio medio a Praga ha ormai sfondato la quota delle 55.000 CZK, mentre nel resto del Paese la cifra è sensibilmente più bassa.

Costo della vita a Praga 2026

Affitto, trasporti, birra e cibo: breakdown reale delle spese.

  • L’affitto: La vera nota dolente. Una stanza in casa condivisa a Praga viaggia oggi tra le 12.000 e le 15.000 corone (spese incluse). Se volete un monolocale tutto vostro (garsonka), preparatevi a sborsare dai 18.000 ai 22.000 CZK, a meno di non finire al capolinea della metro in un prefabbricato dell’era socialista.
  • Trasporti: Restano l’unica cosa economica. L’abbonamento annuale (Lítačka) costa ancora 3.650 CZK. In pratica, con 10 corone al giorno girate tutta la città. Imbattibile.
  • Birra e svago: In un bar di quartiere (non per turisti), una birra da mezzo litro costa tra le 55 e le 70 CZK. Con 300 corone bevete ancora parecchio. In Italia, con la stessa cifra, vi danno due spritz annacquati.
  • Ristoranti: Il polední menu (menù del giorno) è salito: calcolate 180-220 CZK per un piatto e una bibita. Se andate dall’italiano a mangiare la pizza “di élite”, mettete in conto almeno 250-300 CZK solo per una margherita fatta bene.

💡 La dritta IP1W

Il budget minimo netto per vivere bene (senza coinquilini)

Se hai più di 30 anni e non hai intenzione di vivere con uno studente Erasmus che lascia i piatti sporchi nel lavandino, il tuo budget deve salire drasticamente. Vivere da soli a Praga con meno di 40.000 corone nette inizia a diventare una sfida di sopravvivenza più che un’esperienza di vita.

Vivere a Praga sotto i 30 anni

Vale la pena trasferirsi a Praga? Il verdetto per under 30.

Sì, se non fate l’errore di paragonare lo stipendio da cameriere a Praga con quello da manager a Milano. Praga offre ancora un bilancio vita-lavoro che l’Italia si sogna, ma la pacchia dei costi stracciati è finita. Oggi si vive bene se si entra nel mercato del lavoro qualificato; per il resto, è una lotta all’ultima corona contro l’inflazione.

Per approfondire i drammi immobiliari e le questioni burocratiche, vi rimandiamo al nostro Rozbludník.


Emanuel Uggè: come l’italiano inventò il Talián, la salsiccia che non affumica

Talián di Praga servito caldo con rafano grattugiato e pane di segale, l'insaccato inventato da Emanuel Uggè.

Nella Repubblica Ceca, dove il concetto di “salubre” spesso soccombe davanti a una montagna di carne affumicata, esiste un’eccezione che conferma la regola della dieta locale: il Talián. Per chi bazzica le hospody meno contaminate dal turismo di massa, questo insaccato biancastro e bollito è una presenza fissa, quasi rassicurante. Ma dietro questo nome, che per ogni italiano suona come un richiamo familiare, si cela la storia di un uomo che è stato più praghese dei praghesi stessi: Emanuel Uggè.

Un “Talián” cittadino di Praga

Emanuel Uggè (1835–1907) non apparteneva alla categoria degli immigrati di passaggio. Nato a Praga da una famiglia di commercianti di origini italiane, era l’esempio perfetto di naturalizzazione riuscita. Nel 1886 prestò solenne giuramento come měšťan (cittadino) di Praga, gestendo una delle prime e più fortunate attività di macelleria e salumeria (uzenář) nel cuore della città.

Uggè non si limitava a insaccare carne; era un pilastro del tessuto sociale dell’epoca. Membro attivo e stimato del Sokol, quel mix tutto ceco di ginnastica e patriottismo, e amico intimo di Jindřich Fügner, uno dei fondatori del movimento, l’uomo si muoveva tra i circoli che contavano, portando con sé un’intuizione che avrebbe cambiato le merende delle generazioni a venire.

La nascita del Talián: l’ossimoro della salsiccia non affumicata

Il capolavoro di Uggè fu la creazione di una “neuzená uzenina”, un ossimoro gastronomico che indica un insaccato non affumicato. Si tratta di una miscela bollita di carne di maiale e manzo, insaccata e lasciata riposare in salamoia. In un Paese ossessionato dal fumo, produrre qualcosa di bollito e bianco era una mossa coraggiosa, o forse solo molto pragmatica.

All’inizio, il marketing dell’epoca battezzò la novità semplicemente come “Uggeho pivní pochoutka” (la delizia alla birra di Uggè). I praghesi, con la loro tipica propensione a masticare e distorcere i nomi, la trasformarono presto in Uggovka, termine che per pura coincidenza fonetica veniva pronunciato come užovka (biscia). Ma la forza dell’abitudine ebbe la meglio: dato che il produttore era “l’italiano”, la gente prese a dire: “Vado a farmi uno spuntino dal Talián”. In poco tempo, il nome delle origini dell’artigiano divenne il nome del prodotto, cancellando l’appellativo originale.

Perdita del marchio Talián: il caso Uggè

Perché il Talián non è protetto: come Emanuel Uggè perse il controllo del suo marchio

Qui la storia prende una piega che farebbe inorridire qualsiasi consulente di proprietà intellettuale moderno. Emanuel Uggè, forse accecato da un eccesso di spirito di fratellanza verso i compagni del Sokol o semplicemente troppo disinteressato al profitto esclusivo, non si preoccupò mai di proteggere legalmente la sua invenzione o il nome del prodotto.

L’eredità di Uggè: un funerale maestoso e un prodotto senza padrone

Il risultato fu scontato: la concorrenza, fiutando l’affare della “salsiccia non affumicata”, iniziò a produrre i propri taliáni in ogni angolo di Praga, spesso con standard qualitativi discutibili. Quello che era un marchio d’autore divenne proprietà di tutti e, di conseguenza, di nessuno. Quando Uggè morì nell’estate del 1907, ebbe un funerale maestoso e una sepoltura onorevole ai cimiteri di Olšany, ma lasciò in eredità un prodotto che i posteri avrebbero consumato ignorando, nel 90% dei casi, l’uomo che aveva insegnato ai praghesi a non affumicare tutto ciò che finisce in un budello.

💡 LA DRITTA IP1W

Come riconoscere un vero Talián: la dritta dell’insider

Se volete onorare la memoria di Uggè, evitate le versioni industriali da supermercato che sanno di cartone salato. Cercate il Talián solo nelle macellerie storiche con cucina (řeznictví) o nelle birrerie di quartiere che lo servono ancora nel suo brodo di cottura. Il segreto per non farsi scambiare per un turista distratto è uno solo: il Talián si mangia rigorosamente caldo, con una generosa dose di rafano (křen) fresco grattugiato e una fetta di pane di segale. Se il rafano non vi libera i seni nasali all’istante, non è un’esperienza autentica.

- Advertisement -