Vincenzo Di Piazza: arte povera e materiali non convenzionali tra Pistoia e Praga

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L’arte moderna, ed in particolare quella astratta, è un terreno insidioso per la produzione artistica, che richiede una notevole abilità per creare opere di valore.

È necessario seguire molti canoni compositivi per far si che un’opera non figurativa risulti in grado di essere comunicativa, o che semplicemente, possa “stare in piedi” a livello compositivo, grazie al giusto mix di motivi e distribuzione di colori e, eventualmente, materiali.

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Le opere di Vincenzo Di Piazza: arte povera e materiali non convenzionali

In questo senso, la maturità artistica raggiunta nel corso di pochi anni da Vincenzo di Piazza, artista pistoiese autodidatta, è impressionante.

Il sapere chimico nella scelta dei materiali poveri

Le sue opere si rifanno essenzialmente all’arte povera. Prevedono dunque,oltre all’impiego di vernici polimeriche non convenzionali, l’inserimento di attrezzi da lavoro, supporti in compensato, e vari materiali, per un effetto, spesso tridimensionale, che spesso si stacca dalla pittura e punta verso l’installazione. E non ultimo, una notevole padronanza della chimica.

Paolo Di Piazza: indipendenza espressiva e metodo impulsivo

Piuttosto curioso, anche il fratello Paolo di Piazza è artista e si dedica alla scultura. Ciò non di meno, sebbene spesso e volentieri i fratelli seguano percorsi artistici simili, in questo caso Paolo e Vincenzo hanno seguito percorsi autonomi. Non lavorano in sinergia e non c’è collegamento tra i loro lavori.

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Tecnica e gestualità nella scultura di Paolo Di Piazza

Le opere nascono in poco tempo, prevedendo l’impiego di materiali che seccano in fretta, e Vincenzo di Piazza ha un approccio impulsivo ed immediato che tuttavia produce composizioni molto equilibrate, che spesso attirano l’occhio grazie all’incredibile effetto del colore da un lato e la creazione di motivi casuali eppure incredibilmente solidi, e spesso ricorrenti dall’altro.

Pagina di Vincenzo di Piazza
Alcune opere esposte presso Golden Wheel Boutique Hotel a Praga


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Tiziano Marasco
Tiziano Marascohttps://www.tizianomarasco.com
Il Vojvoda | Friulano di nascita, parla 9 lingue e scrive in 4 alfabeti. Ha studiato metallistica all'università di Hedlund e seguito le lezioni del professor Krull. Alimenta la fiamma di Trockij, si è stabilito a Praga nel 2011. All'epoca stava fuggedo dalla Russia, dove aveva tentato di sabotare la rielezione di Putin. Riparato a Vienna ha provato a convincere gli austriaci a riprendere le loro terre, stabilendo però il parlamento al Karlmarxhof. Fallito anche questo tentativo, si è stabilito a Praga dove lo aveva invitato il suo amico Egon Bondy. Potete trovarlo a Žižkov travestito da Major Zeman. Per italia praga one way fa il favellatore di lingua ceca e riceve mezzo chilo di halušky al mese (con la bryndza e la slanina, mica quelli coi crauti).

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