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Italian Design Day 2024 a Praga: conferenza e mostra di vasi all’IIC

Giornata del Design Italiano 2024

Si trasmette il comunicato stampa dell’Istituto italiano di cultura (IIC) di Praga relativo alla Giornata del Design italiano nel mondo 2024.

Conferenza e mostra di design all’IIC Praga

Lo studio David Dolcini tiene una conferenza, in parallelo con una mostra di vasi di design.

In occasione dell’ottava edizione della Giornata del Design Italiano nel Mondo 2024 (Italian Design Day), l’Istituto Italiano di Cultura di Praga (IIC) organizza il 14 marzo nella propria Cappella barocca, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Ceca Mauro Marsili, una conferenza sul tema della rassegna per l’anno 2024: “Fabbricare valore. Inclusività, innovazione e sostenibilità”. Interverrà in veste di relatore il designer Riccardo Curti dello studio David Dolcini, specializzato in design industriale e di interni, allestimenti e “art direction”.

La giornata prevede anche l’inaugurazione della mostra “Vasi di design italiano”, allestita dall’Istituto insieme alla casa editrice Skira per narrare l’evoluzione della produzione italiana nel XX e XXI. La mostra è organizzata dall’Istituto in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia, l’Agenzia ICE e la Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca (Camic).

Chi organizza la Giornata del Design Italiano nel Mondo

La Giornata del Design Italiano, uno strumento di sostegno alla promozione del design e all’internazionalizzazione di un comparto d’eccellenza per l’Italia, è promosso e organizzato con cadenza annuale dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero della Cultura. Collaborano all’iniziativa la Fondazione Compasso d’Oro, l’Associazione per il Disegno Industriale, la Triennale di Milano, il Salone del Mobile, Federlegno Arredo e l’Agenzia ICE.

Programma dell’evento del 14 marzo


Sardegna Travel a Praga: gli eventi febbraio per il turismo sostenibile

Promozione della Sardegna in Europa centrale

Si trasmette il comunicato stampa dell’Istituto italiano di cultura (IIC) a Praga relativo a un ciclo di iniziative con i tour operator dell’Europa centrale per promuovere la Sardegna.

La Sardegna, un’emozione da vivere tutto l’anno, e non solo nel periodo estivo, all’insegna del viaggio sostenibile, con un approccio consapevole al turismo che cerca di ridurre l’impatto ambientale e sociale del viaggio, al fine di preservare e proteggere le risorse naturali e culturali dei luoghi visitati. Questo lo spirito con cui l’agenzia di viaggi ceca Sardegna Travel ha organizzato il 7 e l’8 febbraio a Praga un ciclo di eventi che ha visto la partecipazione di tour operator e professionisti del settore provenienti da Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Svizzera e naturalmente dalla Sardegna, con la presenza di delegati e rappresentanti di oltre cento strutture ricettive e alberghiere.

Al centro delle iniziative, organizzate con la collaborazione della Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca (CAMIC), della Regione Autonoma della Sardegna e dell’Associazione delle agenzie di viaggio della Repubblica Ceca (ACK-ČR), la promozione a tutto tondo e per l’intero periodo dell’anno del territorio sardo, non solo in relazione alle bellezze paesaggistiche – con una particolare attenzione alle attività di trekking, vela, equitazione e cicloturismo – ma anche alle risorse culturali, folkloristiche ed enogastronomiche dell’isola. In base al progetto illustrato dagli organizzatori in occasione del workshop ospitato nella sede dalla CAMIC e della conferenza stampa conclusiva, la Repubblica Ceca si propone come apripista e punto di raccordo tra l’offerta turistica della Sardegna e la domanda di viaggio sostenibile proveniente dall’Europa centro-orientale attraverso il portale Sardinie4Me.cz (https://sardinie4me.cz/), una piattaforma che offre all’utente informazioni sull’isola suddivise per ciascun mese dell’anno, con specifici focus su enogastronomia, arte e archeologia, musica e cultura, natura e relax, sport. Il portale integra un blog utenti e un’audioguida digitale geolocalizzata sull’intero territorio isolano.

Come ha rimarcato l’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Ceca Mauro Marsili in occasione della serata di gala tenutasi il 7 febbraio nel Teatro liberty dell’hotel Bohemia, l’iniziativa di Sardegna Travel guidata da Antonio Costantino si colloca in un preciso processo progettuale sostenuto dalle istituzioni italiane in Repubblica Ceca e avviato da un convegno sullo stato dell’arte del settore turistico nel campo dello studio, della ricerca e della sperimentazione svoltosi l’11 maggio 2022 nella Cappella barocca dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga. “La notizia che il numero di collegamenti aerei tra Praga e Cagliari sarà raddoppiato a partire da maggio, con la copertura di un più ampio periodo per visitare la Sardegna è un successo per l’intero Sistema Italia, oltre che per Sardegna Travel – ha commentato l’Ambasciatore Marsili – Le attrattive dell’isola sono numerose e variegate, e meritano di essere vissute non solo durante l’estate”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento del Presidente della CAMIC, Danilo Manghi, mentre l’Assessore al Turismo, all’Artigianato e al Commercio della Regione Autonoma della SardegnaGiovanni Chessa, ha inviato un messaggio di saluto.

A partire da quest’anno la compagnia Smartwings aggiungerà ai propri collegamenti bisettimanali tra Praga e Cagliari in programma il giovedì e la domenica dal 31 maggio al 1° ottobre, altri due voli settimanali che il venerdì e il martedì copriranno il periodo compreso tra il 25 aprile e il 13 ottobre. Confermato il collegamento tra la capitale ceca e Olbia con voli il mercoledì e il sabato, dal 29 maggio al 16 ottobre.

Sardegna Travel a Praga: febbraio 2025

Gli eventi del 7-8 febbraio con workshop e conferenza stampa.


Workshop ASI a Praga: tecnologie spaziali per la preservazione del patrimonio culturale

Si trasmette il comunicato stampa dell'Ambasciata d'Italia a Praga relativo al workshop "Lo spazio incontra la cultura", in programma oggi pomeriggio all'Istituto italiano di Cultura di Praga.

Spazio e cultura: workshop all’IIC Praga

Si trasmette il comunicato stampa dell’Ambasciata d’Italia a Praga relativo al workshop “Lo spazio incontra la cultura”, svoltosi all’Istituto italiano di Cultura di Praga (IIC).

Quali sono i risultati dell’osservazione del patrimonio culturale mondiale dallo spazio? Quali le sfide e le tecniche più all’avanguardia per il monitoraggio e la preservazione dei beni culturali? Se ne parlerà oggi pomeriggio nella Cappella barocca dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga (IIC) in occasione del workshop “Space meets Culture: discovering and preserving cultural heritage from space”, organizzato dall’Ambasciata d’Italia in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l’IIC.

Come i satelliti e l’IA preservano i beni culturali: il ruolo dell’ASI

Le tecnologie spaziali contribuiscono in modo sempre più incisivo alla scoperta e alla tutela dei beni culturali, che sono costantemente esposti agli eventi atmosferici e a rischi di diversa natura. I dati di osservazione della Terra, trattati con applicazioni all’avanguardia di intelligenza artificiale e machine learning, forniscono informazioni in presa diretta sulle variazioni ambientali nei siti archeologici e orientano le necessarie azioni per la loro conservazione.

Partendo da questi assunti, come ha sottolineato l’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Ceca Mauro Marsili, “nel corso dell’evento saranno presentati alcuni brillanti risultati ottenuti attraverso l’osservazione del patrimonio culturale dallo spazio, che vede l’Agenzia Spaziale Italiana impegnata in prima linea sia nello sviluppo dei satelliti e dei rivelatori più all’avanguardia, sia nella gestione delle ricadute ad ampio spettro del trattamento dei dati di osservazione della Terra. Una occasione speciale – ha concluso il diplomatico italiano – per apprezzare le potenzialità delle infrastrutture spaziali, tradizionalmente associate al futuro ma sempre più incisive nell’apportare soluzioni innovative ed efficaci alle necessità della società terrestre”.

Dopo il saluto dell’Ambasciatore Marsili e col coordinamento dell’Addetto spaziale dell’Ambasciata, Maria Cristina Falvella, interverranno il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, l’ingegner Gianfranco Corini, presidente di NAIS – Nextant Applications and Innovative Solutions, l’azienda che in cooperazione con l’ASI e la regione Campania sta sviluppando l’analogo digitale del Parco Archeologico di Paestum e Valeria Fascione, Assessore alla Ricerca, Innovazione e Start-up della Campania, la regione che ospita un European Digital Innovation Hub e che si è distinta a livello internazionale per i progetti all’avanguardia in materia di tutela dei beni culturali dallo spazio. Il Direttore e responsabile di missione del Sistema di Satelliti COSMO-SkyMed Alessandro Coletta e lo specialista Deodato Tapete, entrambi dell’ASI, approfondiranno gli aspetti tecnici del monitoraggio satellitare applicato al patrimonio culturale, mentre in rappresentanza delle istituzioni e dei centri di ricerca cechi interverranno il Direttore dell’Ufficio spazio del ministero dei Trasporti, Vaclav Kobera, e il Direttore generale del dipartimento Beni culturali del ministero della Cultura, Vlastislav Ouroda. Alla tavola rotonda conclusiva prenderà parte anche la Space Downstream Market Office dell’Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale (EUSPA), Chiara Solmini.

Tutti gli eventi culturali in Repubblica Ceca


Mostra Giorgio Celiberti all’IIC di Praga: Spirito di pace per il Giorno della Memoria

Celiberti

Comunicato IIC: mostra Celiberti per il Giorno della Memoria

Riportiamo il comunicato stampa dell’Istituto italiano di cultura (IIC) sulla mostra personale del Maestro Giorgio Celiberti per il giorno della memoria.

Nel quadro delle commemorazioni previste in occasione del Giorno della Memoria, l’Istituto Italiano di Cultura (IIC) di Praga apre oggi al pubblico la mostra “Spirito di pace”, che presenterà l’opera di Giorgio Celiberti, uno dei massimi protagonisti dell’arte italiana contemporanea. Alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia a Praga, Mauro Marsili, interverranno il Maestro friulano, il Responsabile dell’IIC, Vito De Bellis, l’Europarlamentare ceca Martina Dlabajova e il curatore della mostra, Mario Da Re. Durante l’inaugurazione verrà anche letto il messaggio di saluto dell’Europarlamentare italiano, Gianantonio Da Re.

“Presentare a Praga l’opera del Maestro Giorgio Celiberti” – ha affermato l’Ambasciatore Marsili – “si inserisce in una precisa strategia di diplomazia culturale, volta a sostenere l’internazionalizzazione dell’arte italiana in un Paese attento e sensibile come la Repubblica Ceca”. Le opere in mostra nella Cappella barocca e nella Sala capitolare dell’IIC offrono una panoramica della produzione dell’artista italiano, che attraverso la manipolazione della materia e l’accostamento di segni e elementi primitivi, declinati intorno al tema centrale della natura umana, spinge gli spettatori a interrogarsi e riflettere sul passato, nonché sulle possibili connotazioni del futuro. Il ruolo dell’arte come testimonianza della memoria storica e medium relazionale tra gli individui rappresenta, infatti, la cifra della ricerca del Maestro Celiberti, anche sulla base dell’esperienza vissuta in prima persona della visita del lager di Terezin, vicino a Praga.

L’esposizione è stata realizzata con il patrocinio del Parlamento Europeo ed è stata promossa dall’Ambasciata d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura di Praga, in collaborazione con lo Studio Giorgio Celiberti. La mostra resterà aperta con ingresso gratuito fino al 29 febbraio, per poi trasferirsi dal 7 marzo al 30 aprile nel Museo della fortezza di Terezin.

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Casa del suicida e Casa della madre del suicida: il monumento a Jan Palach e Libuše Palachová

Monumento "Casa del suicidio e Casa della madre del suicidio"
Monumento "Casa del suicidio e Casa della madre del suicidio" - il copyright di questa immagine ci appartiene

Monumento a Jan Palach e sua madre

Il monumento “Casa del suicida e Casa della madre del suicida” è dedicato a Jan Palach e a sua madre Libuše Palachová.

L’installazione Casa del suicida e Casa della madre del suicida (Dům sebevraha a Dům matky sebevraha) è stata realizzata dalla Galleria della Capitale di Praga e inaugurata il 16 gennaio 2016.

Il significato simbolico: acciaio corten e punte metalliche

Il monumento è costituito da due corpi geometrici di metallo a pianta quadrata di 2,7 x 2,7 metri e alti 7,3 metri. Entrambi i corpi sono sormontati da punte metalliche, che simboleggiare le fiamme.
Il corpo in lamiera di acciaio corten più scuro rappresenta la madre, il corpo in acciaio inossidabile satinato rappresenta il figlio portatore di luce.

La realizzazione di quest’opera è avvenuta sulla base di disegni, prototipi e fotografie dell’architetto americano di origine ceche John Hejduk. La Casa del suicidio faceva originariamente parte di 26 disegni del ciclo Maschere, a cui Hejduk lavorò durante diversi decenni.

Una prima realizzazione in legno, che l’autore dedicò alla Cecoslovacchia nel 1991, era collocata interno del castello di Praga. La scultura li rimase fino al 2000, quando dovette essere rimossa a causa delle sue condizioni fatiscenti.

L’attuale monumento è stato realizzato dalla ditta “Kruntorád metal design” di Chotěboř ed è accompagnato da una targa commemorativa con la poesia di David Shapiro “Il funerale di Jan Palach”, scritta subito dopo gli eventi di Praga nel gennaio 1969.

The Funeral of Jan Palach

When I entered the first meditation
I escaped the gravity of the object,
I experienced the emptiness,
And I have been dead a long time.

When I had a voice you could call a voice,
My mother wept to me:
My son, my beloved son,
I never thought this possible

I’ll follow you on foot.
Halfway in mud and slush the microphones picked up.
It was raining on the houses;
It was snowing on the police-cars.

The astronauts were weeping,
Going neither up nor out.
And my own mother was brave enough she looked
And it was alright I was dead.

Leggi anche: il memoriale di Jan Palach e Josef Toufar a Praga


Palazzo Desfours a Praga: gli interni ingannano la facciata austera

Palazzo Desfours
Palazzo Desfours - il copyright di questa foto ci appartiene

A prima vista, Palazzo Desfours sembra un palazzo qualsiasi in stile neoclassico. Ma è dietro quell’austera facciata che si nascondono interni Palazzo Desfours (Desfourský palác) fu costruito durante gli anni 1845–1847 dall’architetto ceco Josef Kranner, su commissione dell’uomo d’affari Albert Klein von Wiesenberg.

Nel 1847 il nobile Franz Desfours-Walderode lo acquistò come residenza per la sua famiglia. Tuttavia, i Desfours non vi restarono a lungo, poiché il nobile morì nel 1969 e la moglie vendette il palazzo subito dopo.

Nel 1900 l’edificio fu comprato dalla famiglia Krasnopolski, che fu sterminata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.

In seguito, il palazzo cambiò diversi proprietari e subì pesanti modifiche. Durante l’occupazione comunista, una parte dello stabile divenne la sede del Rudé právo (la legge rossa), il giornale ufficiale del partito, l’ala ovest venne demolita e il resto del palazzo fu suddiviso in appartamenti e uffici.

Finalmente, nel 1958 Palazzo Desfours fu dichiarato monumento culturale nazionale, ma rimase in uno stato fatiscente e di abbandono, così come lo troviamo oggi.

Il palazzo si distingue soprattutto per gli interni di grande pregio e per la sua decorazione, a cui parteciparono il pittore Karel Nacovský e lo scultore Ferdinand Pischelt.
Molti dei soffitti mantengono le meravigliose pitture con i motivi originali. In alcune stanze sono ancora presenti i pavimenti in legno e il mobilio, le porte e le finestre in stile Art Nouveau. Da non perdere è l’imponente scala, che all’epoca rappresentava l’ingresso principale, con pavimenti in mosaico, pareti in marmo artificiale e ringhiere in ghisa.

Il Museo della città di Praga è oggi il proprietario di Palazzo Desfours e ha sviluppato un progetto di recupero e ricostruzione che durerà all’incirca sette anni.
Durante il breve tempo a disposizione, prima che i lavori inizino, si può entrare nel palazzo tramite le visite guidate dell’associazione Open House Praha o durarante le giornate aperte, che si svolgono a Maggio.
 

Leggi anche: Invalidovna: il barocco ceco unito a missione sociale


Conferenza Angelo Maria Ripellino a Praga: centenario all’Istituto Italiano di Cultura

Ripellino

Eventi IIC Praga in onore di Ripellino

Si trasmette il comunicato dell’Istituto italiano di cultura (IIC) di Praga relativo al programma di eventi in onore di Angelo Maria Ripellino.

In occasione del centenario della nascita del poeta e slavista Angelo Maria Ripellino e per celebrare i cinquant’anni dalla pubblicazione del suo celebre romanzo-saggio “Praga magica”, l’Istituto Italiano di Cultura di Praga ospita oggi nella propria Cappella barocca una conferenza internazionale organizzata con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia.

Ad aprire l’incontro il saluto di un relatore d’eccezione: Alessandro Ripellino, che rievocherà l’esperienza praghese vissuta in compagnia del padre, insieme ad aneddoti e ricordi familiari del grande autore italiano. A tutti gli effetti una figura unica di filologo slavista, di poeta tra storia e magia, di critico teatrale, di traduttore di poeti russi e cechi, di saggista dotto e antiaccademico, nonché di testimone appassionato e partecipe delle vicende tragiche di Praga.

Seguiranno gli interventi di Giuseppe Traina (“I volti di Praga nel volto di Ripellino”), Jiří Pelán (“Praga magica: poesia o scienza?”), Fausto De Michele (“Alfabeto Ripelliniano”), Alice Flemrová (“Praga magica: rilettura mezzo secolo dopo”) e Alessandro Testa (“Evoluzioni moderne e tardo-moderne del mito di Praga magica”). Mentre Serena Vitale, impossibilitata a partecipare a causa di un imprevisto, ha inviato un contributo sul tema: “Ritratto di Angelo Maria Ripellino”. Nell’ambito dei lavori, l’Ambasciatore d’Italia in Repubblica Ceca, Mauro Marsili, ha espresso pieno apprezzamento per l’iniziativa odierna e ha rimarcato il proprio sostegno ad una petizione a favore di Ripellino promossa dall’editore Progetto Repubblica Ceca.

Ripellino: poeta, traduttore, ponte tra culture

“Condivido il giudizio secondo cui Ripellino è stato un poeta nell’anima capace di esprimere poesia anche insegnando, traducendo, scrivendo di critica; un artista che non ha mai smesso di credere nella funzione creatrice e liberatrice di forme dell’arte, nel potere evocativo e catartico della parola. Ritengo inoltre che ad Angelo Maria Ripellino devono molto sia la città di Praga, sua seconda patria, che l’Italia, da lui avviata ad una conoscenza della civiltà slava e mitteleuropea con testi e strumenti di indagine che vanno al di là del perimetro accademico. Per queste ragioni ho scritto al sindaco di Praga per esprimere il sostegno mio e delle istituzioni italiane alla raccolta di firme avviata dall’editore Progetto Repubblica Ceca per la intitolazione di una via, di una piazza o di un altro spazio pubblico di Praga alla memoria di Ripellino”.

Intanto nell’attesa che Ripellino entri a pieno titolo nella toponomastica cittadina, in questi giorni il suo nome sta viaggiando sui tram e nei vagoni di Praga in calce alla poesia “Sinfonietta n. 37”, nella traduzione della scrittrice e boemista Sylvie Richterová realizzata per la manifestazione “Poesie per chi viaggia”, promossa dal festival internazionale di poesia “Den poezie”, giunto quest’anno alla XXV edizione. Sempre in virtù di una collaborazione tra il festival e l’Istituto Italiano di Cultura, le celebrazioni ripelliniane continueranno sabato 11 novembre, alle ore 14.00, con una passeggiata sulle tracce di “Praga magica” in compagnia di Vít Janota, poeta emerito della capitale ceca e profondo ammiratore di Angelo Maria Ripellino.

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Epos257 e Dýmová hora: il monumento ai senzatetto di Praga 10

Dýmová hora
Dýmová hora - copyright https://www.dymovahora.cz/pamatnik

Il monumento di Dýmová hora a Praga 10

La montagna di fumo ricorda la ex comunità locale di persone senzatetto.

Il monumento chiamato “Dýmová hora” è stato creato il 4 giugno 2019 dall’artista ceco Epos 257 nelle immediate vicinanze di una zona in cui i senzatetto erano soliti accamparsi.

La gentrificazione e lo sgombero: contesto di Malešice e Třebešín

Nel 2017 il comune di Praga 10 approvò progetti di costruzione in vari lotti dei quartieri Malešice e Třebešín. Uno di questi comprendeva il parco vicino alla ferrovia in via Zvěřinova, dove all’epoca esisteva una colonia di senzatetto. Fu così che chi abitava lì dovette sloggiare e muoversi altrove.

L’opera ha la forma di una grande pietra, sulla quale è stata incisa una scritta in color rame dall’ex scalpellino Marcel, uno dei senzatetto che vivevano proprio a Dýmová hora.
L’inserzione recita: DÝMOVÁ HORA, BYLI JSME TADY, ŽILI JSME TADY, UŽ TU NEJSME, SBOHEM (la montagna del fumo, siamo stati qui, abbiamo vissuto qui, non siamo più qui, arrivederci).

Il materiale che colora l’incisione si riferisce all’origine del nome “la montagna di fumo”, ovvero quel fumo che derivava dalla combustione dei cavi di rame trovati o rubati durante le incursioni cittadine dei senzatetto.

Epos 257 è un artista visivo ceco, la cui identità rimane sconosciuta. Lavora con l’ambiente urbano e l’iconografia della città. Con la sua arte provocatoria si rivolge a temi sociali delicati, toccando ripetutamente il tema dello spazio pubblico.
Lo stesso autore afferma di essere stato incoraggiato a realizzare il progetto dal suo fascino per le periferie e dal suo conseguente viverle. Successivamente, l’interesse dell’artista si è spostato sulle persone che abitano le periferie e i luoghi geograficamente e socialmente ai margini.

Il progetto Dýmová hora: mostre, libro e archivi audio

Conseguentemente alla creazione del monumento, Dýmová hora è diventata un progetto più ampio atto ad evidenziare e a portare all’opinione pubblica il tema e problema dei senzatetto.

Ciò include mostre, conferenze, un film e un libro (entrambi in corso di pubblicazione).

La mostra venne allestita nel Muzeum hlavního města Prahy (il museo di Praga capitale) nel 2019, e nel Múzeu mesta Bratislavy (il museo di Bratislava) nel 2020. In esibizione vi era una vasta collezione di oggetti che Epos 257 aveva raggruppato durante gli anni in cui ha mappato la comunità defunta. Questi oggetti offrivano ai visitatori uno spaccato sulle condizioni di vita delle persone senza dimora. In aggiunta, le storie dei senzatetto erano integrate da registrazioni audio di interviste e da leggende e miti che l’artista ha raccolto nell’arco di 5 anni. Come riporta il sito ufficiale del progetto, le interviste sono disponibili su Soundcloud (in ceco).

Il libro presenterà la trascrizione delle interviste sopra menzionate ed includerà una mappa dettagliata con la topografia dell’area dell’ex insediamento dei senzatetto.
Il libro, ed il progetto nella sua interezza, fornisce una panoramica sul mondo, spesso nascosto, dei senzatetto. Allo stesso tempo esso mira ad aprire una discussione più ampia sul tema dell’esclusione sociale e della gentrificazione e su come aiutare le persone in difficoltà.

Leggi anche la nostra guida ai quartieri di Praga 


Pacoldova vápenka: la fornace di calce del 1800 a Praga che non vedrai nelle guide

Pacoldova vápenka
Pacoldova vápenka - copyright Autore: Prazak https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1152911

Pacoldova vápenka: la fornace di calce storica di Velká Chuchle

Il professore ceco di ingegneria civile Jiří Pacold, che insegnava all’Università Tecnica di Praga, creò la Pacoldova vápenka nella seconda metà del XIX secolo. Con il suo progetto, il professore migliorò la produzione della calce: i forni da lui progettati erano in grado di lavorare anche il calcare non separato, cosa che fino ad allora non era possibile.

I forni Pacoldovky: tecnica della fornace e struttura innovativa

La fornace è costituita da due doppi forni (Pacoldovky), a pianta ovale e a riempimento dall’alto, situati uno di fronte all’altro e collegati tra loro. Ciascun forno ha due alberi cilindrici separati, che culminano in coppie di camini bassi e conici. Il calcare per la lavorazione della calce veniva estratto in una cava vicina ed era trasportato con carri spinti a mano su un binario a scartamento di 450 mm. Successivamente, il materiale veniva caricato nei forni tramite ascensori e passerelle di legno.

La vápenka funzionò fino all’inizio della seconda guerra mondiale, dopo di che cadde in rovina per molti anni. Nel 2004 e 2005 ebbe luogo un’impegnativa ricostruzione e si prevedeva che l’edificio della fornace avrebbe ospitato un’esposizione della storia dell’estrazione mineraria locale del calcare. Purtroppo, l’idea non si è mai concretizzata e a oggi la piccola area intorno ai due forni è recintata.

Riconoscimento come monumento culturale e stato attuale

Siccome solo poche fornaci sono state costruite in questo stile, la Pacoldova vápenka è stata riconosciuta come monumento culturale industriale nel 1958.

Come arrivare alla Pacoldova vápenka: auto, tram, treno e percorsi a piedi

Con la macchina, si passa e si parcheggia proprio davanti (o dietro). Per gli amanti delle camminate esistono varie opzioni:

  • Si può arrivare con il treno o con il tram fino a Holyně e da li raggiungere il sentiero blu, che porta fino ad Homolka, passando per la Pacoldova vápenka. Si tratta di 3-4 km, quasi tutti in discesa.
  • In alternativa, si arriva con il tram alla fermata “Poliklinika Barrandov” e da li si segue il percorso ciclabile A 112, che attraversa il bosco di Chuchle (Chuchelský háj). Questo percorso vi darà la possibilità di fermarvi sul punto panoramico dietro la chiesa di San Giovanni di Nepomuk (svatého Jan Nepomucký) e di godere di una bellissima vista su Praga.
  • Un altro modo è quello di arrivare a Praha-Velká Chuchle con il treno  o con l’autobus 172 da Smíchovské nádraží e poi camminare un paio di chilometri in salita fino alla vápenka.

Altre opere di archeologia industriale a Praga


Mohyla míru a Brno: il monumento alla pace Art Nouveau (1910-1912)

Mohyla míru: il monumento alla pace
Mohyla míru: il monumento alla pace - copyright Autor: Kirk https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15512751

Mohyla míru: storia, architettura Art Nouveau e battaglia di Austerlitz

Il monumento fu costruito tra il 1910 e il 1912 in onore delle vittime della battaglia di Austerlitz di Napoleone, avvenuta nel 1805. L’apertura del memoriale e la consacrazione della cappella interna erano previste per il 1914, ma a causa della prima guerra mondiale il tutto fu rinviato al 1923. Dal 1958 il monumento alla pace è protetto come monumento culturale nazionale.

L’edificio è costruito in stile Art Nouveau su progetto del famoso architetto ceco Josef Franta e raffigura un antico tumulo slavo.

L’edificio è alto più di 26 metri ed è costituito da una base a quadrilatero con un tronco piramidale.

La croce di rame e le decorazioni scultoree simboliche

Sulla cima si trova una croce cristiana in rame alta 10 metri, opera dell’intagliatore Franta Anýž, appoggiata su un globo, anch’esso in rame.

La croce è decorata frontalmente con rilievi della Vergine Maria, del Cristo crocifisso, di Dio e della testa di Adamo. La parte posteriore della croce presenta il rilievo di un pellicano al centro, che simboleggia il Redentore, ed i nomi dei quattro evangelisti ai lati: Matteo, Giovanni, Marco e Luca (Matouš, Jan, Marek, Lukáš).

Le decorazioni scultoree agli angoli della torre sono opera dello scultore Čeňek Vosmík e simboleggiano i quattro paesi che presero parte alla battaglia: Francia, Austria, Russia e Moravia.

All’interno del monumento si trova una cappella quadrata di 10 x 10 metri con un altare in marmo bianco di Carrara ed un mosaico della Madonna, di tipo bizantino con angeli adoranti.

Sotto il pavimento della cappella si trova un ossario, che ospita le spoglie dei soldati ritrovate nell’ex campo di battagliaL’ossario è ricoperto da una placca decorativa con le iscrizioni Pax e Honor.

Come visitare Mohyla míru da Brno: orari, museo e come arrivare

Vicino al monumento si trova un museo, in cui sono allestite varie mostre, sia permanenti, come la mostra multimediale che riproduce la battaglia, sia temporanee. Inoltre ci sono una caffetteria ed un negozio di souvenirs.

Il museo è aperto tutto l’anno. Il monumento alla pace viene acceso nei giorni festivi e per tutti i mesi di luglio e agosto. Inoltre, ogni anno, a cavallo tra novembre e dicembre si celebra l’anniversario della battaglia, durante il quale si tiene una commemorazione in onore dei caduti.

Di fronte al museo si trova una replica del sistema di cannoni a tre libbre austriaco Liechtenstein, del 1753.

Il monumento alla pace si raggiunge facilmente in macchina, in bici, oppure con l’autobus.
La connessione migliore è con l’autobus 48 da Brno Úzká. A volte l’autobus raggiunge direttamente il monumento, altre volte si ferma nel villaggio di Prace, da cui dovrete poi camminare per circa 1.5 km. Ci sono anche altre connessioni con un autobus fino a Újezd u Brna e da li un altro fino a Kobylnice. Controllate sempre mapy.cz, maps.google o l’app Pubtran prima di mettervi in viaggio.

Leggi anche: Art Nouveau a Praga: la centrale idroelettrica di Štvanice


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