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Sardegna Travel a Praga: turismo sostenibile oltre la stagione estiva con Up for Travellers

Vivere la Sardegna oltre l’estate

Riportiamo una nota informativa relativa all’iniziativa “Vivere la Sardegna oltre la stagione estiva”.

Il progetto a Praga è promosso dalla società Sardegna Travel, col patrocinio della CAMIC – Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca, della Regione Autonoma della Sardegna e della ACK CR – Associazione delle agenzie di viaggio della Repubblica Ceca.

A poco più di sei mesi dal lancio ufficiale di Up for Travellers, il progetto che unisce la Repubblica Ceca alla Sardegna all’insegna del turismo innovativo e sostenibile ha presentato mercoledì 30 novembre i primi risultati al pubblico ceco.

Durante un ricevimento nel teatro dell’hotel Ambassador di Praga, cui hanno preso parte circa 70 ospiti fra giornalisti, opinion leader, clienti, agenzie di viaggio e tour operator, il general manager di Sardegna Travel, Antonio Costantino, ha illustrato alcuni percorsi turistici per un’accoglienza sostenibile in cui il territorio sardo viene interpretato come uno spazio polifunzionale, da vivere anche al di fuori della classica stagione estiva.

“Viaggiamo nell’isola di Sardegna da 20 anni e portiamo i nostri viaggiatori provenienti dalla Repubblica Ceca alla scoperta del suo lato più autentico, dei suoi luoghi meno battuti, delle sue tipicità – ha sottolineato Costantino – Da quest’anno, in linea con le direttive europee e attraverso gli strumenti operativi di Up for Travellers, vogliamo rafforzare i nostri viaggi come percorsi alla scoperta degli aspetti primaverili e autunnali dell’isola, rivolgendoci a quei viaggiatori che cercano esperienze, emozioni e sensazioni autentiche”.

Il Presidente della CAMIC, Danilo Manghi, ha posto l’accento sul valore dell’iniziativa e sui contenuti del workshop pomeridiano ospitato negli spazi camerali, dove numerosi operatori turistici si sono confrontati in incontri B2B, creando un punto d’incontro tra l’offerta sarda e la domanda ceca di poter vivere la Sardegna oltre la stagione estiva. 

Nell’ottica del potenziamento dei servizi, il primo dicembre il Direttore commerciale dell’aeroporto di Cagliari, David Crognaletti, ha incontrato a Praga i referenti della compagnia aerea Smartwings per chiedere l’attivazione di collegamenti diretti dalla Repubblica Ceca alla Sardegna anche in primavera e in autunno.

Valutazione proposta Sardegna Travel

Promotore delle iniziative è Sardegna Travel, col patrocinio della Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca, della Regione Autonoma della Sardegna e dell’ACK CR – Associazione delle agenzie di viaggio della Repubblica Ceca.

Up for Travellers: come funziona il progetto tra Repubblica Ceca e Sardegna

Up for Travellers (https://travelphilosophy.it/) nasce come riflessione articolata intorno al viaggio, al viaggiatore e alla complessità dello strumento turismo, sia dal punto di vista teorico sia sotto il profilo operativo.

Partendo dal Codice mondiale di etica del turismo e dal quadro normativo europeo del settore, il progetto approfondisce le componenti legate all’innovazione, alla digitalizzazione e alla mobilità sostenibile del settore turistico, con riflessioni sul viaggio come racconto e dialogo interculturale, nonché sull’armonia relazionale che unisce l’uomo al paesaggio.

Tutti gli eventi


Toni Servillo con “Le voci di Dante” al Teatro ABC di Praga: il centenario dell’Istituto Italiano di Cultura

Le celebrazioni per il centenario della fondazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga entrano nel vivo questa sera al Teatro ABC – Prague City Theatre, con Toni Servillo e “Le voci di Dante”.

«Le voci di Dante» sold out al Teatro ABC

Evento con Toni Servillo e produzione Piccolo Teatro Milano.

Lo spettacolo è prodotto dal Piccolo Teatro di Milano e proporrà un viaggio narrativo nel segno di Dante e di un patrimonio culturale unico al mondo qual è quello rappresentato dalla Divina Commedia.

Una rappresentazione teatrale che affronta una delle opere fondanti della letteratura mondiale attraverso l’originale chiave di lettura offerta da uno scrittore napoletano contemporaneo: Giuseppe Montesano. L’evento, tutto esaurito da settimane, si realizza grazie ad una collaborazione tra Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ambasciata d’Italia a Praga, Istituto Italiano di Cultura, Piccolo Teatro di Milano e Teatro ABC di Praga.

Sempre nell’ambito delle celebrazioni per il centenario dell’IIC, il 2 dicembre Toni Servillo parteciperà con il suo film “Qui rido io”, regia di Mario Martone, all’inaugurazione praghese del MittelCinemaFest, il Festival centro europeo del cinema italiano, giunto alla decima edizione per la Repubblica Ceca.

Come acquistare biglietti per “Le voci di Dante” e gli eventi del centenario IIC

I biglietti potranno essere acquistati online o alla cassa del cinema Lucerna.

Sito del MittelCinemaFest 2022

Il programma dettagliato delle proiezioni vi verrà inviato nei prossimi giorni.

MittelCinemaFest: gli altri eventi del centenario IIC a Praga


Bruselský styl: l’architettura e il design cecoslovacco dall’Expo 58 agli anni 70

Bruselský styl - Šumperák
Bruselský styl - Šumperák. Foto fatta da noi alla locandina di una mostra del 2020 al Retromuseum di Cheb sugli Šumperáky

Il Bruselský styl, ovvero lo stile di Bruxelles, è il nome dato all’espressione artistica ed architettonica in voga in Cecoslovacchia dalla fine degli anni 50 ai primi anni 70.

Il nome Bruselský styl deriva dal successo riscosso dalla Cecoslovacchia all’”EXPO 58″ di Bruxelles, la prima grande esposizione internazionale organizzata dopo la fine della seconda guerra mondiale (nel 1958, appunto).
Per la Cecoslovacchia comunista si trattava di un’opportunità per ripresentarsi al mondo occidentale nella migliore luce possibile e di tornare nella cerchia dei paesi culturalmente e tecnicamente sviluppati, a cui aveva appartenuto tra le due guerre mondiali.

E in effetti, la Cecoslovacchia venne insignita del massimo riconoscimento, la Stella d’Oro, per il padiglione espositivo. Frutto degli architetti František Cubr, Josef Hrubý e Zdeněk Pokorný, la costruzione presentava due edifici come perfetti esempi del design moderno: il padiglione stesso ed un ristorante. Il padiglione a forma di L era costituito da un’intelaiatura in ferro, da pareti in vetro ed elementi in plastica. Questo faceva sì che potesse essere facilmente smontato e trasportato per essere rimontato da un’altra parte. Difatti, dopo la fine della mostra, entrambi gli edifici vennero trasferiti al parco di Letná. Il padiglione prese fuoco, il ristorante rimane fino ad oggi, riabilitato ad altri usi.

Nuovo linguaggio visivo cecoslovacco

Dal realismo socialista a Bruselský styl: il nuovo linguaggio visivo cecoslovacco

Durante il realismo socialista degli anni 50, gli artisti dovevano adeguarsi alle linee guida del partito e dovevano incorporare i temi dell’ideologia socialista, pena la censura. Con la fine di quel periodo, la società cecoslovacca iniziò a cercare una nuova espressione visiva, sia nell’architettura, che nell’arte applicata.

Bruselský styl: impatto emotivo e colori pastello

Si distingue per il suo impatto emotivo, specialmente con l’uso di colori pastello accesi e di forme geometriche morbide.

I materiali tipici sono il vetro, la ceramica, il laminato, la plastica, l’alluminio. Le forme tipiche sono i triangoli, i trapezi, le spirali, le parabole e le forme coniche.
In architettura erano comuni le volte a conchiglia, le facciate in vetro, le strutture in pannelli di cemento armato e pannelli di vetro, spesso ondulato, o di plastica.

Bruselský styl nelle case cecoslovacche

Prototipi vs. oggetti fatti in casa: come lo stile di Bruxelles entrò nelle abitazioni della Cecoslovacchia.

Ovviamente la mostra di Bruxelles non rifletteva la realtà, ma presentava un modello di società ideale. Gli oggetti presenti all’Expo, come ad esempio scarpe e mobili, erano solo prototipi. Non sono mai stati prodotti e quindi, negli anni successivi alla mostra, le persone cercarono di creare gli oggetti da sole, principalmente a mano o con strumenti rudimentari. Questo portava a forme e prodotti finali differenti ed i pezzi che si trovano oggi di quel periodo sono spesso oggetti strani fatti in casa, che combinavano il vecchio con il nuovo.

Esempi di Bruselský styl: architettura, design e oggetti cecoslovacchi storici

Alcuni esempi di architettura in stile Bruxelles nella Repubblica Ceca sono: l’hotel International, l’hotel Continental ed il padiglione Z del complesso fieristico a Brno; le stazioni dei treni di Cheb, Beroun, Bílina, Ostrava, Havířov; il complesso di piscine di Podolí a Praga; i famosi Šumperáky, un tipo di casa unifamiliare, il cui progetto venne creato dall’architetto Josef Vaněk, originario di Šumperk, nel 1966. Gli Šumperáky sono onnipresenti ancora oggi sul suolo della Repubblica Ceca e della Slovakia.
Esempi di
Bruselský styl in altri campi sono l’automobile Tatra 603; il Tram T3 con i tipici sedili in plastica; le lampade ed i lampadari prodotti dalla Napako, tra cui il famoso modello 0513, soprannominato “Suora” (Jeptiška).

Scopri di più su Praga e la Repubblica Ceca


Fantova kavárna: la caffetteria Art Nouveau nascosta nella stazione di Praga

Fantova kavárna
Fantova kavárna - il copyright di questa immagine ci appartiene

La Fantova kavárna è una caffetteria che si trova al primo piano della stazione dei treni di Praga.

Prende il nome da Josef Fanta, che fu l’architetto che progettò l’edificio della stazione tra il 1901 ed il 1909. La Fantova kavárna, per l’appunto la caffetteria di Fanta, sorge nel luogo precedentemente adibito ad atrio della maestosa stazione, e in cui, successivamente, venne installata la biglietteria.

L’area ha una pianta a ferro di cavallo ed è sormontata da un’alta cupola in stile Art Nouveau. Le pareti della cupola sono decorate con statue degli scultori cechi František Krauman e Bedřich Šimonovský e con motivi del pittore Jaroslav Fröhlich. Questi elementi decorativi ricordano le città ceche che si potevano raggiungere con il treno da Praga all’epoca della creazione della stazione.

Il restauro 2012-2014: come è stata riportata alla luce la Fantova kavárna

Con la costruzione della strada ad alto scorrimento negli anni 70, che costeggia la stazione, l’atrio fu isolato quasi completamente dal transito dei passeggeri e perse la sua funzione, cadendo in rovina.

Negli anni 2012 e 2013 si svolsero i lavori di ristrutturazione degli interni della stazione, con seguente riapertura nel 2014. Il restauro restituì alla cupola l’intonaco originale color miele. Altri elementi furono rinnovati secondo lo stile dell’epoca, basandosi su vecchie fotografie conservate: le pareti in legno dei registratori di cassa, le vetrate, le decorazioni a stucco e gli arredi.

I pezzi mancanti vennero rimpiazzati da repliche degli originali, come per esempio uno dei portoni verso i binari e la pavimentazione in ceramica davanti alle casse, basata sui disegni originali di Josef Fanta.

Dal 2015, una caffetteria con atmosfera e decori tipici dei primi del XX secolo occupa una parte dell’ex biglietteria. Fotografie d’epoca ottenute dai discendenti di Josef Fanta contribuiscono all’arredo. In questo luogo ci si può rilassare lontano dal trambusto e dalla fretta della stazione sottostante.

Altro in Vivere


IIC Praga dicembre 2022: Toni Servillo, Cecilia Bartoli e MittelCinemaFest

IIC dicembre 2020
IIC dicembre 2020

Programma eventi IIC Praga – Dicembre 2022

Si trasmette il programma di eventi per dicembre 2022 dell’Istituto italiano di cultura (IIC) di Praga.

Dicembre 2022: i due eventi imprescindibili dell’IIC

A dicembre 2022 abbiamo due eventi parecchio importanti. Prima la visita di Toni Servillo, poi il MittelCinemaFest.

Saluto del nuovo direttore dell’IIC, Fabrizio Iurlano

Care amiche, cari amici della nostra cultura e del nostro stile di vita,

una gran varietà di eventi ci attende in dicembre per festeggiare i 100 anni dalla fondazione del nostro Istituto: musica, teatro, cinema, fotografia, arte del presepe.

Ciascuno presenta motivi di straordinario interesse: il famoso attore Toni Servillo ci accompagnerà, interpretando un testo di Giuseppe Montesano, in un viaggio appassionante tra le “voci” di Dante, alla ricerca della loro eco nella nostra esperienza di uomini e donne di oggi; l’edizione 2022 del MittelCinemaFest ci porterá ancora una volta tanti film italiani; avremo con noi la grande Cecilia Bartoli ne La clemenza di Tito di Mozart; ospiteremo nella nostra sede una mostra di opere del fotografo Marco Gualazzini e un prezioso presepe napoletano proveniente dalle collezioni del Museo delle Civiltá di Roma; infine, il Teatro di San Carlo di Napoli, –  il più antico teatro d’Opera al mondo – porterà presso la sala Dvořák del Rudolfinum, sotto la direzione del M° Maurizio Agostini, la propria orchestra e i migliori giovani talenti provenienti dalla sua Accademia di canto.


1 dicembre – Toni Servillo – Le voci di Dante 

Un nuovo viaggio per Toni Servillo, nel segno di Dante e di un patrimonio culturale unico al mondo qual è quello rappresentato dalla Divina Commedia. Uno spettacolo che affronta una delle opere fondanti della letteratura mondiale attraverso l’originale chiave di lettura offerta da uno scrittore napoletano contemporaneo, Giuseppe Montesano.

Una collaborazione tra Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ambasciata d’Italia in Repubblica Ceca, Istituto italiano di cultura di Praga, Piccolo Teatro di Milano, Teatro ABC di Praga.

In italiano con sovratitoli cechi

Giovedì 1. 12., ore 19:30
Vodičkova 699/28, Praga 1
Galleria U Nováků

Per maggiori informazioni e biglietti

2-8 dicembre – Mittelcinemafest

Festival centro-europeo del cinema italiano contemporaneo 

Anche quest’anno, per la decima volta al cinema Lucerna di Praga, sette giorni di proiezioni dal 2 all’8 dicembre.

Ci attendono nove prime assolute in Repubblica Ceca ed un concerto dedicato a Ennio Morricone interpretato dall’ensemble Czech virtuosi insieme al soprano Vera Talerko sotto la direzione del Mº Walter Attanasi.

Organizzano l’Ambasciata d’Italia a Praga, l’Istituto Italiano di Cultura, la Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca, Cinecittà e il cinema Lucerna di Praga, in collaborazione con numerosi partner.

I biglietti potranno essere acquistati online o alla cassa del cinema Lucerna.

Il programma dettagliato delle proiezioni vi verrà inviato nei prossimi giorni.


9 dicembre – Cecilia Bartoli – La clemenza di Tito

La famosa mezzosoprano di coloratura Cecilia Bartoli è conosciuta come “La Gioiosa”. Anche a Praga ha presentato in passato alcuni dei tanti eccezionali progetti che la vedono protagonista. Nel 2023 sarà la prima donna nella storia dell’Opéra de Monte-Carlo ad assumerne la direzione. Per un importante progetto in collaborazione con l’orchestra Les Musiciens du Prince Monaco ha scelto uno dei suoi ruoli emblematici, quello di Sesto, lo sfortunato innamorato de La clemenza di Tito di Mozart. Si tratta di un’opera di particolare importanza per Praga: la prima assoluta fu diretta da Mozart il 6 settembre 1791, tre mesi prima di morire, al Teatro degli Stati. La tournée che propone quest’opera mozartiana toccherà otto importanti sale europee e culminerà proprio a Praga. Il cast è davvero stellare, a cominciare dalla stessa Cecilia Bartoli e dall’eccezionale tenore americano John Osborne nel ruolo dell’imperatore Tito.

Il progetto è stato realizzato da Nachtigall Artists in cooperazione con l’Opéra de Monte Carlo e con l’Istituto Italiano di Cultura di Praga, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Praga

9. 12. 2022, 19.30 Sala Smetana – Casa comunale

Per maggiori informazioni e biglietti 



13 dicembre 2022 – 5 gennaio 2023
Resilient – foto di Marco Gualazzini

La mostra presenterà l’attività creativa del fotografo di importanza internazionale Marco Gualazzini, vincitore di prestigiosi concorsi (come il World Press Photo), attraverso 53 suggestive foto, di medie e grandi dimensioni, che narrano i suoi viaggi nei Paesi africani, denunciando le privazioni di diritti umani fondamentali di cui le popolazioni locali soffrono.

Organizza la fondazione Eleutheria in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Praga, sotto il patrocinio dell’Ambasciata italiana in Repubblica Ceca e COMITES

Cappella barocca e sala capitolare dell’IIC. Visitabile negli orari d’apertura dell’Istituto.

Lun – Gio: 10:00 – 17:00
Ven: 10:00 – 13:00


18 dicembre – Teatro San Carlo di Napoli – Gala d’opera

Il Teatro di San Carlo di Napoli è il più antico teatro d’Opera del mondo in attività dalla sua fondazione, nel 1737, e tra i maggiori simboli della cultura italiana. Il compito di comunicare attraverso l’arte dei grandi compositori italiani dell’Ottocento sarà affidato al più giovane organico del Teatro napoletano, l’Accademia di Canto Lirico, avviata nel 2021 durante la pandemia di Covid19, come simbolo di rigenerazione e rinascita. Per questo concerto l’Accademia di Canto lirico del San Carlo proporrà pagine immortali delle quattro “corone” italiane del melodramma romantico: Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi, alternate a Ouverture eseguite dall’Orchestra del Teatro di San Carlo.

Il concerto è promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dalla Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura in Praga.

18. 12. 2022, 19:30 – Sala Dvořák, Rudolfinum, Praga


Il presepe napoletano: racconto di bellezza

18 dicembre 2022 – 18 gennaio 2023
Il racconto della bellezza. L’immagine del Natale nel presepe napoletano

L’arte del presepe napoletano, importante testimonianza della tradizione e della religiosità nazionali, affonda le sue radici nei saperi popolari e artigianali dell’Italia barocca. Per questa mostra celebrativa del centenario del nostro Istituto è stato scelto il cosiddetto “Presepe del Re”, spettacolare e monumentale presepe realizzato con i pastori settecenteschi e ottocenteschi che l’etnologo Lamberto Loria raccolse, nel 1911, per la Mostra di Etnografia italiana tenutasi a Roma per i 50 anni dell’Unità d’Italia. Il presepe, composto da oltre 100 figure, si conserva oggi presso i depositi del Museo delle Civiltà di Roma.

L’iniziativa inaugura un ampio progetto di collaborazione tra Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale – Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale, e Ministero della Cultura – Direzione generale Musei, volto a valorizzare all’estero il patrimonio custodito dai musei italiani e non esposto. La scelta intende valorizzare i beni culturali “invisibili”, nell’ottica di consentirne la conoscenza e la fruizione da parte di un più vasto pubblico internazionale.

Visitabile negli orari d’apertura dell’Istituto

Lun – Gio: 10:00 – 17:00
Ven: 10:00 – 13:00

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Italian Wine Emotion XII a Praga: 27 aziende vinicole italiane e la candidatura di Roma a Expo 2030

Italian Whine Emotion

Italian Wine Emotion: comunicato Ambasciata

Riportiamo il comunicato stampa dell’Ambasciata d’Italia a Praga relativo alla XII edizione dell’Italian Wine Emotion.

Nei suggestivi saloni del Palác Žofín, sull’isola Slovanský nel cuore della capitale ceca, si è tenuta oggi la dodicesima edizione dell’Italian Wine Emotion, il tradizionale evento dedicato ai vini italiani organizzato dalla CAMIC – Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Praga e ICE Agenzia. La manifestazione ha visto la presenza di 27 aziende vitivinicole in rappresentanza di oltre 180 etichette di 10 regioni italiane (Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Veneto), che hanno presentato i propri prodotti a distributori e importatori locali. Al termine degli incontri B2B si è tenuto un ricevimento cui hanno partecipato numerosi ospiti cechi, tra cui rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, operatori della filiera enogastronomica, giornalisti e personaggi pubblici.

Come ha sottolineato l’Ambasciatore d’Italia, Mauro Marsili, “La dodicesima edizione dell’Italian Wine Emotion è l’occasione per celebrare un anno dal lancio della campagna mondiale di nation branding BeIT, che ha nella Repubblica Ceca uno dei Paesi obiettivo. L’IWE 2022 ci offre inoltre l’opportunità di promuovere la candidatura di Roma ad ospitare EXPO 2030; Roma è l’unica città europea candidata ed è un modo per riportare l’EXPO in Europa, oltre che in Italia, dopo il successo di Milano nel 2015.”

Il presidente Camic Danilo Manghi ha confermato l’importanza delle attività promozionali B2B per il rafforzamento del Made in Italy sul mercato ceco: “L’Italia è ampiamente il primo fornitore di vino in RC, l’import ha superato i 60 milioni di euro nel 2021, segnando un trend di crescita fenomenale nell’ultimo decennio. Questo grazie a un potere di acquisto sempre maggiore, ma anche all’apertura del consumatore ceco a vini meno noti, di piccole produzioni e di regioni emergenti nella viticoltura, che spesso vengono conosciuti durante i viaggi in Italia e ricercati al rientro. Gli importatori cechi lo sanno e sono molto attenti e preparati in questo senso”.

Testimonial dell’evento, al quale è intervenuto anche il responsabile dell’ICE – Italian Trade Agency di Vienna Corrado Cipollini, il celebre chef e personaggio televisivo Emanuele Ridi, un’icona del gusto e del buon vivere italiano in Repubblica Ceca.

L’impatto del vino italiano sul mercato ceco: numeri e crescita

Il mercato del vino in Cechia, come del resto l’intero interscambio commerciale con l’Italia, è in costante crescita da più di dieci anni. Anche nel 2020, nonostante i ripetuti lockdown, i volumi sono aumentati fino a raggiungere i 218 mln di euro di import totale, di cui l’Italia detiene la fetta maggiore con oltre il 25% e si classifica quindi come primo Paese fornitore nel mercato vinicolo ceco.

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Ospedale Kuks: il complesso barocco del conte Špork nella valle dell’Elba

ospedale Kuks
Kuks - copyright http://www.pevnostjosefov.cz

Il magnifico complesso barocco di Kuks

Nella valle del fiume Elba, a nord di Hradec Králové, esiste un magnifico complesso barocco: l’ospedale Kuks.

L’ospedale Kuks rappresenta un importante monumento barocco e la sua costruzione coninvolse artisti di fama internazionale, come l’incisore Michael Heinrich Rentz, il pittore Petr Brandl, l’architetto Giovanni Battista Alliprandi e lo scultore Matyáš Bernard Braun.

Il complesso Kuks è oggigiorno famoso non solo per l’ospedale. In questo luogo magico si possono ammirare la monumentale Chiesa della Santissima Trinità, il ciclo di dipinti murali “La danza della morte”, le allegorie delle virtù e dei vizi, ed una delle più antiche farmacie barocche conservate nell’Europa centrale, la farmacia “Al Melograno” (in ceco, “U granátového jablka”).

Il conte Špork e la visione del complesso termale-ospedaliero

Il conte František Antonín Špork ereditò la tenuta nella valle dell’Elba nel 1684 e dieci anni dopo iniziò un progetto ambizioso ed estremamente costoso: la trasformazione della valle di Kuks in un centro termale e sociale per la nobiltà.
L’area era stata progettata in modo speculare su un asse perpendicolare al fiume Elba: gli edifici sulla riva sinistra (a nord) erano adibiti alla vita sociale, quelli sulla riva destra (a sud) erano destinati a questioni più spirituali.
Il progetto riuscì e le terme di Kuks furono classificate tra le più famose d’Europa, nominate assieme a Karlovy Vary e Baden Baden.

Tutti gli edifici sulla sponda sinistra – le case, il teatro, la locanda, il mulino a vento ed anche l’edificio termale – erano costruiti in legno. Il primo edificio in pietra fu costruito nel 1704 in un luogo sopra l’odierna scalinata a cascata. La parte inferiore della casa si trasformò in una zona termale con dodici bagni ed al primo piano era presente un salone di rappresentanza, con un porticato che si apriva sulla bellissima vallata circostante. La famiglia del conte Špork abitava al secondo piano per una parte dell’anno, e per questo motivo la casa termale veniva chiamata castello.
Mentre molte delle case in legno sono ancora in piedi, il castello fu demolito intorno al 1900.

La Chiesa della Santissima Trinità: architettura ottagonale di Alliprandi

La collina sulla sponda destra era dominata da un ospedale, con la Chiesa della Santissima Trinità.

La costruzione della chiesa, a pianta ottagonale irregolare, iniziò nel 1707 su progetto dell’architetto italiano Giovanni Battista Alliprandi e sotto la guida del costruttore Pietro Antonio Netolla e dello scalpellino Giovanni Pietro della Torre. La costruzione dell’ospedale partì un anno dopo. Questo sarebbe servito come luogo di riposo per pensionati e disabili della tenuta del conte Špork, curati dalla congregazione dei Fratelli della Misericordia. Fu anche creato un giardino ospedaliero, al quale venne successivamente annesso un cimitero con una cappella.

Leggi anche: Invalidovna: il barocco ceco unito a missione sociale

La terrazza di fronte alla Chiesa della Santissima Trinità venne decorata con otto statue delle Beatitudini, in aggiunta alle statue degli angeli della Beata e Addolorata Morte e della Religione, che furono create tra il 1712 e il 1718. Ed entrambi i lati della terrazza furono adornati da una serie di statue, che rappresentano le allegorie delle dodici virtù e dei dodici vizi.
Le statue sono opera dal famoso scultore Matyáš Bernard Braun.

Dalla gloria delle terme barocche al declino dell’ospedale Kuks (1740-1938)

Nel 1738, František Antonín Špork morì senza aver visto l’ospedale in funzione. Due anni dopo, una tempesta ed un’alluvione distrussero gran parte delle costruzioni, incluso il ponte sull’Elba, e questo evento segnò la fine delle gloriose terme, di cui non rimane traccia.
L’attività dell’ospedale iniziò nel 1743, quando i Fratelli Misericordiosi arrivarono a Kuks su invito della figlia del conte, Anna Kateřina.

L’ospedale funzionò fino al 1938, quando, a causa degli accordi della conferenza di Monaco, i Fratelli Misericordiosi ed i loro ricoverati dovettero lasciare l’edificio. Il complesso servì varie cause duranti gli anni: magazzino, scuola, museo di storia locale, riformatorio. Alla fine della guerra, i tedeschi in fuga dall’avanzata dell’Armata Rossa si rifugiarono qui.

Alla fine degli anni 50 iniziò un lunghissimo progetto per salvare il complesso barocco.
Nel 1946 ebbero luogo le prime visite organizzate alle statue davanti all’ospedale e all’interno della farmacia. Nel 1958 l’edificio fu dichiarato monumento culturale nazionale, erroneamente con il nome “Castello di Kuks” e nel 1995 fu riconosciuto come ospedale.

L’ospedale come lo si vede oggi ha riaperto al pubblico nel marzo del 2015, dopo una lunga ristrutturazione.

La Farmacia “U Granátového”

La farmacia creata dai Padri Misericordiosi si chiamava “Al Melograno”, frutto che raffigura un simbolo di rinascita. Oggi la farmacia è stata convertita nel Museo della Farmacia, gestito dalla Facoltà di Farmacia dell’Università di Hradec Králové ed ospita due mostre permanenti sulla storia della farmacia ceca.
Sugli scaffali della farmacia museo potete ancora trovare pozioni fatte di sangue di drago, occhi di gambero o polvere del cranio del boia.

La prima mostra è intitolata “La magia del Farmacista” ed è dedicata allo sviluppo della farmacia, come disciplina. Durante il tour si visitano l’ufficio originale della Farmacia Kuks dei Fratelli Misericordiosi, del 1743, ed il magazzino della farmacia, dove sono conservati campioni di erbe, minerali ed animali.
I visitatori possono mettersi nei panni del farmacista frantumando elementi chimici con il mortaio e creando pasticche e supposte, oppure firmare ricette e dare consigli sull’uso delle medicine.

La seconda mostra, “Dalla farmacia alla fabbrica”, traccia la storia della produzione di farmaci ed è l’unica nel suo genere nella Repubblica Ceca. Questo tour presenta lo sviluppo della fabbricazione dei medicinali: dalla produzione su piccola scala nelle farmacie alla produzione industriale nelle fabbriche fino a circa metà del XX secolo. Qui si possono vedere attrezzature e macchinari originali restaurati, usati per la preparazione di medicinali.

Il giardino ospedaliero e botanico di Kuks

Il giardino delle erbe si trova dietro l’edificio dell’ospedale sin dal suo inizio, nel XVIII secolo. Qui da sempre si coltivano piante medicinali per la farmacia locale, ma anche frutta e verdura per la cucina dell’ospedale. L’importanza del giardino declinò intorno al 1945, quando la farmacia e l’ospedale vennero chiusi definitivamente, ma la restaurazione degli anni Duemila lo ha riportato in auge.
Il giardino delle erbe aromatiche è oggi liberamente accessibile ed è aperto tutti i giorni all’alba al tramonto.

La caratteristica dominante del giardino delle erbe è una statua di un guerriero cristiano, creata nel 1732 nella bottega di Matyáš Bernard Braun. Ai due lati sono presenti due obelischi, che un tempo erano collocati sulle rive dell’Elba.
Il percorso centrale del giardino è fiancheggiato da tredici statue di Bartolomeo Zwengs, che rappresentano le arti e le stagioni. Nell’angolo destro del giardino si vede una statua dell’angelo Gloria della Natività, proveniente da Betlemme, e rilievi di putti sono incastonati nel muro di cinta.

Le statue di Braun a Kuks: le 24 allegorie delle virtù e dei vizi

Matyáš Bernard Braun creò anche una galleria naturale di sculture barocche nella foresta a pochi chilometri da Kuks. Queste statue sono scolpite nelle roccia arenaria e l’opera è chiamata il Presepe di Braun (in ceco, Braunův betlém) . Per raggiungerle c’è un sentiero naturalistico ad anello di 7 km, che parte dall’ospedale e li torna. Altrimenti, se siete pigri, potete raggiungere l’altro lato in macchina e parcheggiare.

Sul percorso sono presenti alcuni pannelli informativi, che spiegano la storia dei singoli monumenti.  Ovviamente sono in ceco, quindi o li saltate, oppure potete usare l’opzione della macchina fotografica su google translate, che traduce in tempo reale.
Originariamente, l’intera opera del presepe consisteva di 26 sculture, ma ne sono rimaste solo 10: L’immagine della fuga delle famiglie sante in Egitto, i rilievi “Adorazione dei pastori” ed “Arrivo dei Re Magi”, il rilievo della “Visione di sant’Uberto”, un sedile in pietra con un libro come simbolo di San Paolo, Cristo e la Samaritana al pozzo di Giacobbe, le statue degli eremiti Onofrio (o Noferi) e Garinus (
Juan Garín), di Maria Maddalena e di San Giovanni Battista.

Il complesso dell’ospedale Kuks è aperto da Marzo a Novembre ed ha differenti orari, a seconda della stagione. Trovate tutte le informazioni al riguardo sul sito ufficiale e se date un occhio alla pagina facebook troverete  aggiornamenti sugli eventi e, soprattutto, sempre tante bellissime foto.

Leggi anche: Holašovice e il barocco di campagna


Spořilov: il capolinea tram di Praga alla ricerca di sé

La guida ai capolinea dei tram di Praga

Era da tanto, ma anche no, che si parlava di mappare tutti i capolinea tramviari di Praga. Ebbene, com’era come non era, un giorno che la retta via era smarrita, mi ritrovai in men che non si dica a Spořilov, capolinea che non avevo mai visitato prima (e probabilmente c’era anche un motivo), dove ad oggi terminano la loro audace corsa i tram numero 11 e 14, nonché il notturno 96. Ok, non dei grandi protagonisti, ammettiamolo, del trasporto pubblico praghese, ma pur sempre degli onesti proletari della rete urbana pubblica. Da segnalare, ad ogni modo, anche un fragoroso 135, testé passato, che è un autobus da non sottovalutare, perché passa per Florenc, Náměstí míru, e un sacco di altri posti interessanti (forse).blank

Cosa c’è da vedere qui a Spořilov?

Niente, assolutamente niente.

Staliňáky, Ford e il primeiro tramvia birroso di Spořilov

Il posto colpisce per uno strano edificio, recante l’altisonante insegna di První pivní tramvay, scritto però con la y… forse il primo tramvia birroso? E comunque, arrivando si nota subito l’enorme concessionario Ford, Škoda e di altre marche che campeggia sfacciato sulla destra. Dall’altra parte del dall’altra parte del capolinea si notano degli edifici in file parallele ordinate che hanno tutto l’aspetto di essere degli staliňáky, così almeno li chiamano a Ostrava, ovvero i precursori in mattoni dei paneláky. Sostanzialmente dei caseggiati popolari rigorosamente identici gli uni agli altri, ma di qualità superiore ai famigerati e invivibili paneláky in cemento armato che hanno cominciato a costruire dagli anni ‘60 in poi, almeno credo. Altre cose da segnalare: qua vicino dovrebbe esserci un rinfrescante laghetto verso il quale vado appropinquandomi seguendo fedelmente un simpatico sentiero segnalato rosso.

Procedendo lungo la via U mlýna, ovvero Al mulino, mulino peraltro ampiamente non pervenuto, si costeggiano delle case ristrutturate, poi un panelák di 4 piani, che erano quelli un po’ più vivibili, con le terrazze rifatte e vetrate, tanto da sembrare quasi un posto decente. Più avanti delle villette a schiera che mi inducono addirittura a sbilanciarmi affermando che questo sembrerebbe addirittura un posto carino dove vivere. Superata una giovane coppia che, a giudicare dalle loro faccia, soprattutto da quella di lei, probabilmente aveva appena litigato, scendiamo 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 gradini di numero per ritrovarci in un disconnesso viottolo alberato che ci porta in via K vodě, che vuol dire verso l’acqua. Ma come sicuramente saprete in ceco il termine voda, acqua, viene usato anche in generale per dire un posto dove c’è dell’acqua, ovvero un lago, uno stagno o un fiume. Quindi jít k vodě, per esempio, significa andare in un posto ricco di H2O, il celebre fluido noto per la sua freschezza e il potere dissetante.

Eccomi arrivato, dunque, all’ameno laghetto di Hamerský rybník, dove a darmi il benvenuto una vecchia cappella, scusate il termine, tutta ricoperta di scarabocchi e graffiti, che evidentemente ha visto tempi migliori quando, forse, ospitava qualche santo. Lo splendido laghetto (d’altronde appare difficile immaginare un laghetto brutto) è costeggiato sul suo lato settentrionale da una la pista ciclabile, la numero A23, che da un lato, verso est, conduce a Michle e poi Vyšehrad, mentre dall’altro, verso ovest, va verso Zaběhlice dove poi sparisce miseramente fondendosi con la ben più celebre (?) A41. Poco più avanti una serie di campi da tennis, un ristorante nuovo, dopo il quale intravedo anche dei campi da beach volley dove, proprio adesso, si sta svolgendo un accesissimo match tra tre donne, tutte rigorosamente in bikini, e un fortunato signore (fortunatamente non in bikini).

Insomma, pare proprio uno di quei luoghi dove la gente si dedica inspiegabilmente allo sport all’aria aperta. Superati i campi sportivi arrivo a un incrocio dove si interseca il sentiero segnalato rosso, dove sulla sinistra si erge ottusamente la chiesa di Santa Maria Assunta, originariamente romanica, ma resa assai insulsa dalle successive, pesanti e invasive baroccizzazioni. Mentre, sulla destra, una quantità incredibile di papere, paperotti, paperelle e cigni attorniati da qualche famiglia debitamente corredata di prole dedita alla nobile attività del lancio del rohlík al papero.

Proseguo sul sentiero… grazie a Dio le persone si diradano sempre di più, giusto qualche bicicletta in su in giù. Mi appresto, dunque, a proseguire lungo il mio periglioso sentiero seguendo il percorso rosso che, con la protezione del Signore, dovrebbe portarmi fino al grande lago di Hostivař. Ivi, ristorata la mia anima bramosa di solitudine e riflessione, salirò su uno sbrigativo 177 che mi porterà dritto dritto a casa nelle brumose e nebbiose periferie industriali nordorientali.

Questo è, ordunque, quanto potevo dirvi sul capolinea di Spořilov. Arrivati a questo punto, probabilmente vi starete chiedendo se esista il rischio reale che vengano pubblicati altri articoli simili inerenti ad altri capolinea. Domanda oltremodo lecita e legittima che preferisco lasciare senza risposta per indurre nel lettore una sensazione opprimente di inquietudine e angoscia.

Růženka: la torretta a forma di casco nel cuore della Svizzera Boema

Růženka
Il palombaro Růženka - il copyright di questa immagine ci appartiene

Torretta Růženka: cupola e vista 360°

Torretta in cemento con design a cupola e vista panoramica sulla Svizzera Boema.

La torretta di avvistamento Růženka si trova in cima al Pastevní vrch (il colle del pascolo), una collina di 402 m situata a circa 15 km a nord di Děčín. È facilmente raggiungibile se si visita la famosa Svizzera Boema (České Švýcarsko). Basta fare una deviazione e ci si ritrova nel piccolo villaggio di Růžová.

La costruzione: 2017–2018, finanziata dalla comunità locale

La costruzione della torretta iniziò nel 2017, su progetto dello studio di architettura Mjölk di Liberec. Il comune di Růžová aveva stanziato un budget per la costruzione, raccogliendo soldi con una colletta pubblica. Contribuirono a ciò i cittadini, le aziende locali ed alcuni comuni circostanti. L’apertura al pubblico avvenne il 21 aprile 2018.

Dall’alto della torre, e soprattutto dalle sue finestre, si ha una vista a 360°.
A nord si può vedere l’intero panorama dei rilievi che dominano la valle dell’Elba e le pareti di roccia arenaria dell’area della Pravčická brána. Se si punta a nord ovest ed il cielo è terso, si riescono ad intravedere i picchi tedeschi del Piccolo Zschirnstein (473 m), del Pfaffenstein (434 m), del Lilienstein (425 m), dello Zirkelstein (384 m) e dello Schrammsteine (424 m).
Muovendosi verso est si osservano i monti Lusaziani (Lužické hory), con i picchi Jedlová (776 m) e Studenec (737 m), ed il Růžovský vrch (619 m). A sud si notano le montagne centrali della Boemia con le cime di
Vlhošť (614 m) e Milešovka (837 m). Volgendosi ad ovest, si chiude il cerchio con il Děčínský Sněžník (723 m).

Altre torri di avvistamento in Repubblica Ceca da visitare


Tre posedy a Libčice nad Vltavou: le torrette di design degli studenti CVUT

3 posedy – Silo
3 posedy – Silo - il copyright di questa photo ci appartiene

Tre posedy a Libčice nad Vltavou: il progetto design-build del CVUT

I posedy sono piccole dominanti del paesaggio ceco. Chi va a camminare nei campi o nei boschi della repubblica ha sicuramente visto più volte questi piccoli stand. Spesso in legno, a volte con forme bizzarre, e con una scala, sono torrette di avvistamento costruite inizialmente per i cacciatori. Oggi, chiunque ne fa uso, soprattutto per ammirare i panorami da un punto più alto.

Alcuni studenti dell’Istituto di Design della Facoltà di Architettura del CVUT (l’università tecnica ceca) hanno progettato e costruito tre torrette: la panchina, il silo e la poltrona.
Il progetto è stato lanciato in collaborazione tra la città di Libčice nad Vltavou e l’università ed è focalizzato sull’insegnamento dell’architettura sostenibile e dei cosiddetti progetti di design-build. In questo tipo di approccio, gli studenti progettano e realizzano le costruzioni loro stessi, sporcandosi le mani.

Tre forme geometriche: panchina, silo e poltrona a confronto

Il concetto usato dagli studenti di architettura include diverse forme geometriche e relative funzioni.
La panchina è la più grande. I posti a sedere sono fianco a fianco e, con il bel tempo, si riesce a vedere il monte Říp. Il silo ha una forma circolare e offre uno spazio più intimo. La sedia è la struttura più bassa e, di conseguenza, la scala è più corta e più sicura per i bambini e gli anziani.

Materiali e dimensioni delle posedy: acciaio, legno di larice e cemento

Ogni struttura è composto da tre parti: fondamenta in cemento, una struttura portante in acciaio, con una scala e una piattaforma panoramica in legno con ringhiera e panca. L’altezza delle torrette è compresa tra tre e cinque metri e il legno usato è il larice.

Gli studenti CVUT autori delle posedy

Gli studenti che hanno lavorato al progetto e alla sua realizzazione sono: Michaela Chmielová, Tomáš Kodet, Alena Linková, Jan Šefl, Mikuláš Valdman, Tomáš Vojtíšek, Anna Zíková.


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