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Up For Travellers: la conferenza sul turismo sostenibile all’IIC di Praga

CS UP FOR TRAVELLERS
Copyright IIC

Conferenza UP FOR TRAVELLERS all’IIC di Praga

Trasmettiamo il comunicato stampa relativo alla conferenza UP FOR TRAVELLERS svoltasi ieri all’IIC di Praga.

Con tre focus sullo stato dell’arte del settore turistico nel campo dello studio, della ricerca e della sperimentazione è stato lanciato oggi, 11 maggio 2022, nella Cappella barocca dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga, il progetto Up For Travellers, “una introspettiva sul turismo che incontra l’uomo e lo scopre viaggiatore” promossa dalla società Sardegna Travel col sostegno dell’IIC di Praga e della CAMIC – Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca.

L’appuntamento praghese ha proposto una riflessione articolata intorno al viaggio, al viaggiatore e alla complessità dello strumento turismo, sia dal punto di vista teorico sia sotto il profilo operativo, presentando anche contenuti progettuali in fase di realizzazione nell’isola della Sardegna. Partendo dal Codice mondiale di etica del turismo e dal quadro normativo europeo del settore, sono state approfondite le componenti legate all’innovazione, alla digitalizzazione e alla mobilità sostenibile del settore turistico, con riflessioni sul viaggio come racconto e dialogo interculturale, nonché sull’armonia relazionale che unisce l’uomo al paesaggio. Tra le buone prassi legate alla Sardegna, sono stati presentati il Cammino minerario di Santa Barbara tra paesaggio culturale e paesaggio rurale, la piattaforma globale per le guide digitali SmartGuide focalizzata sul fenomeno del “neverending tourism” e alcuni percorsi per un’accoglienza sostenibile in cui il territorio viene interpretato come uno spazio polifunzionale.

Come ha sottolineato l’Ambasciatore d’Italia in Repubblica Ceca Mauro Marsili in apertura dei lavori, “Up For Travellers” si prefigge di interrogare il turismo e le sue possibili prospettive in uno scenario di “imprevisti” che hanno ridisegnato tempi, modi e approcci al viaggio e dove gli attori dell’ecosistema turistico sono chiamati a ripensarsi per dare risposte ad una domanda radicalmente cambiata.

Introduzione alla conferenza con i relatori

La conferenza è stata introdotta dalla Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, Alberta Lai, dal Presidente della CAMIC, Danilo Manghi e dal General Manager di Sardegna Travel, Antonio Costantino.

Relatori e ospiti della conferenza di turismo sostenibile a Praga

Tra i relatori, alcuni intervenuti in presenza, altri in collegamento video, si segnalano gli interventi di Ramune Genzbigelyte-Venturi della Direzione generale del mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI della Commissione Europea , del Direttore esecutivo dell’Associazione dei tour operator della Repubblica Ceca, Michal Veber, del Manager della Grimaldi group, Alberto Portolano, dell’ordinario di Diritto del Turismo e di Diritto della navigazione e dei trasporti alla facoltà di Economia dell’università di Sassari, Francesco Morandi, del professore di Geografia dell’università di Tor Vergata, Simone Bozzato, e del presidente della fondazione Eleutheria Augusto Razetto. Maggiori informazioni sul progetto: https://www.travelphilosophy.it/

Tutti gli eventi


Fiera del Libro di Praga 2024: Italia ospite d’onore con Donatella Di Pietrantonio e Viola Ardone

fiera internazionale del libro di Praga

Italia ospite d’onore al Libro di Praga

Riportiamo il comunicato stampa relativo alla partecipazione dell’Italia come paese ospite d’onore della XXVII edizione della fiera internazionale del libro di Praga, in programma a Holešovice dal 9 al 12 giugno.

Quando e dove: date e location della Fiera del Libro 2024

La XXVII edizione della più importante iniziativa dedicata all’editoria e alla letteratura internazionale della Repubblica Ceca, la fiera internazionale del libro di Praga (Svět knihy), in programma dal 9 al 12 giugno nell’area fieristica di Holešovice, vibrerà dell’atmosfera e del calore di una piazza italiana anche grazie a un programma ricco e variegato predisposto col sostegno dell’Ambasciata d’Italia, dell’Istituto Italiano di Cultura, dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, della CAMIC – Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca e dell’AIE – Associazione Italiana Editori.

La partecipazione italiana si tiene sotto l’egida del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nel quadro della campagna di “nation branding” beIT.

“Il cuore della Fiera internazionale del libro di Praga quest’anno batterà per l’Italia”, hanno dichiarato Radovan Auer e Guillaume Basset, rispettivamente Direttore generale e Direttore artistico della rassegna. “La scelta dell’Italia come ospite d’onore vuole anche sottolineare un’importante ricorrenza dell’Istituto Italiano di Cultura, che opera a Praga da ben 100 anni. Un secolo di collaborazione che testimonia il persistere di relazioni culturali durature e sempre vive tra i due paesi” hanno aggiunto gli organizzatori nel comunicato stampa di presentazione del festival.

L’attuale edizione celebra inoltre il novantesimo anniversario dalla nascita di Umberto Eco, romanziere, saggista, filosofo e semiologo di fama mondiale, di cui sono noti anche i legami con Praga. Come motto dell’edizione di quest’anno la Fiera del Libro ha infatti scelto una sua citazione tratta da “Il nome della rosa”: “Noi viviamo per i libri. Dolce missione in questo mondo dominato dal disordine e dalla decadenza.”

Nel corso della rassegna i lettori avranno modo di incontrare non solo scrittori già noti in traduzione ceca, ma anche autori di romanzi di prossima uscita. Il programma infatti si concentra su alcune figure di spicco che meglio rappresentano la scena letteraria italiana contemporanea e le cui opere sono state tradotte in ceco negli ultimi due anni.

Donatella Di Pietrantonio: dall’Arminuta al premio Strega

Donatella Di Pietrantonio, narratrice brillante che con “L’Arminuta”, storia dura e al tempo stesso poetica di una ragazza adottata e poi restituita ai propri genitori biologici, ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il premio Campiello e il David di Donatello per la sceneggiatura del film tratto dal romanzo; mentre con “Borgo Sud” è stata finalista del premio Strega.

Viola Ardone e il Treno dei bambini

Poi Viola Ardone, una delle più note scrittrici italiane del momento, la cui fama ha varcato i confini nazionali grazie al romanzo “Il treno dei bambini”, potente e toccante storia ambientata nell’Italia del dopoguerra tradotta in più di trenta lingue, tra cui il ceco, che presenterà “Oliva Denaro”, un’intensa storia di formazione di grande impatto emotivo.

Altri autori italiani in programma

Tra i volti nuovi per la Repubblica Ceca, la scrittrice Stefania Auci che introdurrà la
traduzione ceca de “L’inverno dei leoni”, seguito de “I leoni di Sicilia”, l’avvincente saga familiare incentrata sull’ascesa della dinastia dei Florio, e Claudia Durastanti che presenterà il romanzo “La straniera”, un’opera introspettiva ricca di spunti di riflessione, finalista all’edizione 2019 del premio Strega.

Sempre nella categoria autori, interverranno lo scrittore, giornalista e sceneggiatore Gianfranco Calligarich, di cui il pubblico ceco ha apprezzato “L’ultima estate in città”, con una prosa esistenziale che in molti hanno paragonato ai film di Fellini e di Sorrentino; la sceneggiatrice, scrittrice e documentarista Francesca Melandri che presenterà “Eva dorme”, un romanzo pluripremiato che ripercorre gli anni del terrorismo sudtirolese, e Guido Sgardoli, uno dei più tradotti tra gli scrittori italiani per ragazzi, presente anche nei cataloghi cechi.

L’ultima pietra”. Per la saggistica interverrà Luigi Zoja, psicanalista, autore di volumi di rilievo internazionale, che discuterà con l’economista e filosofo Tomáš Sedláček, curatore della prefazione alla versione in lingua ceca dell’opera “Storia dell’arroganza”.

Spazio Italia oltre la letteratura

Nella visione degli organizzatori lo spazio riservato all’Italia vuole superare i confini della letteratura e del confronto con gli autori.

“Abbiamo immaginato il nostro stand come uno spazio aperto dove la gente si incontra, ricalcando l’atmosfera e il calore di una piazza italiana”, ha sottolineato la Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga, Alberta Lai.

“Come Paese ospite d’onore abbiamo cercato di proporre al pubblico ceco un quadro paradigmatico dell’universo letterario italiano contemporaneo – ha aggiunto la direttrice –, spaziando dalla narrativa alla saggistica, dalla letteratura per l’infanzia al romanzo storico, senza trascurare la musica, con l’esibizione del cantautore Peppe Voltarelli, e la poesia”.

La poesia, appunto, con le performance dei campioni internazionali di Poetry slam Sergio
Garau e Luca Bernardini e la mostra interattiva “Ascoltare con gli occhi. Voci della poesia Italiana“ che sarà esposta negli spazi fieristici. Un allestimento virtuale con le voci e i relativi spettrogrammi di diciassette tra i più grandi poeti e poetesse italiani del Novecento, rielaborati in forma pittorica dall’artista e poetessa Giovanna Iorio, al cui interno il visitatore potrà ascoltare la voce dell’autore da cui il ritratto è stato generato, accompagnandosi con la lettura del testo originale in italiano e della traduzione in ceco, curata dagli italianisti Jiří Pelán e Alice Flemrová.

Il teatro sarà presente con lo spettacolo “Sonata a quattro piedi”, delle artiste italiane Laura Kibel e Veronica Gonzalez, che proporranno una performance a metà strada tra il mimo e il teatro di figura. Un particolare focus sarà dedicato alle traduzioni più recenti dei grandi autori del Novecento, dove saranno presentate due nuove traduzioni di opere di Italo Calvino, uno dei più importanti scrittori italiani del XX secolo.

Si tratta di Palomar, sorta di esperimento tra prosa e saggistica, e della versione integrale de Le cosmicomiche. Tra i classici della letteratura italiana si parlerà anche di Elsa Morante. La prima traduzione ceca de “L’Isola di Arturo”, che sarà presentata alla fiera, cerca di rimediare a un debito nei confronti della scrittrice, il cui nome in Repubblica Ceca è rimasto ingiustamente all’ombra di quello del marito, Alberto Moravia. Agli incontri con il pubblico e alle sessioni per gli specialisti prenderanno parte, tra gli altri, anche il presidente del CEPEL – Centro per il Libro e la Lettura, il giornalista e critico letterario Marino Sinibaldi, la direttrice della Bologna Children’s Book Fair, Elena Pasoli, e la Rights Manager della casa editrice E/O, Emanuela Anechoum. Nel padiglione italiano saranno inoltre presenti con un proprio spazio 10 case editrici e società di distribuzione:

  • Edizioni del Baldo,
  • E/O edizioni,
  • Giulio Einaudi,
  • Giunti,
  • GLU distribuzione,
  • Gruppo Mondadori,
  • La Quercia,
  • Sassi
    Editore,
  • Storie Cucite e White Stared;inoltre Alma, Edilingua, Gruppo Albatros Il Filo, Gruppo
  • Editoriale San Paolo, Kimerik, Mim Edizioni, Narrafood e ZOOlibri invieranno del materiale librario.

Nel corso della giornata inaugurale,

un pensiero andrà anche al Risorgimento italiano con la Fondazione Eleutheria di Praga presieduta da Augusto Razetto che presenterà la graphic-novel in ceco e in italiano “Silvio Pellico. Spielberg 1822 – 2022” per celebrare il bicentenario dell’incarcerazione del patriota all’interno della fortezza dello Spielberg nella città di Brno.

Il volume prende spunto da “Le mie prigioni” ed è stato sceneggiato e illustrato dall’autore Eugenio Belgrado.

Svět knihy: storia e importanza

La fiera libro più grande della Repubblica Ceca, con la sua storia e il suo impatto culturale.

Negli appuntamenti degli ultimi anni i quattro giorni della kermesse “Svět knihy Praha” hanno registrato una media di 50.000 visitatori, 400 espositori, 800 ospiti e 650 programmi di accompagnamento per edizione.

Nonostante le restrizioni sanitarie dello scorso anno, anche l’edizione 2021 della fiera internazionale del libro di Praga ha potuto vantare 34.000 visitatori, 288 espositori, 607 ospiti e 481 programmi, con l’aggiunta di 11 mostre; mentre i Paesi presenti sono stati 27.

Per ulteriori informazioni sui biglietti e sul programma: https://www.svetknihy.cz/

Programma completo degli eventi della Fiera di Praga


Červená Lhota: il castello rosso su laghetto della Boemia meridionale

Il castello di Červená Lhota
Il castello di Červená Lhota - copyright https://www.invia.cz/blog/zamek-cervena-lhota-malebny-domov-princezen/

Červená Lhota: il castello rosso rinascimentale su laghetto

La peculiarità di Červená Lhota è quella di essere un castello completamente rosso (da cui il nome) e di stare al centro di uno stagno. Difatti, si raggiunge l’ingresso del castello tramite un ponte di pietra.
È situato nella Boemia meridionale, a 15 km ad est di
Soběslav e ad un centinaio di km a sud di Praga. Dal 2001 è monumento culturale nazionale.

Visitare Červená Lhota: orari e tour

Orari ufficiali, tour interni e noleggio barche estivo.

Il castello ed il parco circostante sono già un’attrazione in sé, ma, per chi fosse interessato ad andare oltre, si possono visitare gli interni (solo in estate!) con appositi tours. La visita base dura circa 50 minuti, durante i quali si possono vedere 16 stanze, che rappresentano la residenza della nobiltà del XIX e dell’inizio del XX secolo.
Sempre durante la stagione estiva, si possono noleggiare piccole barche a remi per fare un giro nel laghetto ed osservare il castello da una prospettiva diversa.

Un po’ di (noiosa) storia su Červená Lhota

La prima fonte scritta che menziona il castello è una voce nei registri fondiari del 1465.
Nel 1530 la proprietá fu acquistata dalla famiglia cavalleresca di Káb, fedeli servitori degli Asburgo, che qui vissero fino ai primi anni del 1600.
Nel 1621 Červená Lhota passò ad Antonio Bruccio, un nobile cattolico italiano, comandante della cavalleria dell’esercito imperiale, al servizio della famiglia Slavata.

Dopo l’estinzione della famiglia degli Slavata nel 1693, i proprietari cambiarono più volte. Dal 1835 fino al 1945 il castello fu di proprietà di quattro generazioni della famiglia dei principi imperiali tedeschi Schönburg-Hartenstein. Fu il principe Johann Schönburg-Hartenstein a dare al castello l’aspetto attuale. Tra il 1903 e il 1913 decise di modificare l’edificio secondo una ricostruzione neorinascimentale progettata dall’architetto Humbert Walcher von Moltheim.

Červená Lhota al cinema: location dei film fiabeschi cechi classici

Molti film fiabeschi cechi hanno, come location, il castello di Červená Lhota: Svatby pana Voka del 1970 (Il matrimonio del signor Vok), Zlatovláska del 1973 (Riccioli d’oro), Princezna na hrášku nel 1976 (La principessa sul pisello), O kráse a štěstí del 1986 (Sulla bellezza e sulla felicità), O zatoulané princezně del 1988 (La principessa randagia).

Come arrivare a Červená Lhota da Praga: auto, bike e trasporto pubblico

Si raggiunge facilmente il castello di Červená Lhota sia in macchina, che in bici. Con i mezzi di trasporto pubblico si fa un po’ di fatica: si deve prima arrivare a Soběslav e poi prendere un autobus da li. C’è comunque da tenere in considerazione che il treno da Praga impiega quasi 2 ore fino a Soběslav e poi da li c’è un’altra mezz’ora in autobus. Controllate sempre Pubtran prima di organizzare la vostra gita.


Jože Plečnik: lo sloveno che ha reinventato Praga

La fontana del leone di Josip Plečnik
La fontana del leone di Jože Plečnik - il copyright di questa foto ci appartiene.

Jože Plečnik a Praga: da Vienna al rinnovamento architettonico

Jože Plečnik (spesso scritto Josip, in ceco) viene considerato uno dei più notevoli esponenti dell’architettura moderna ed è celebrato nella Repubblica Ceca anche se le sue produzioni locali sono solamente tre.

Formazione a Vienna sotto Otto Wagner (1894-1897)

Negli anni 1894-1897 Plečnik studiò a Vienna sotto la guida del famoso architetto dell’Art Nouveau Otto Wagner. L’insegnamento di Wagner consisteva nello studio dei modelli classici dell’antichità e del Rinascimento italiano. Gli studenti dovevano conoscere gli elementi architettonici degli antichi per poterli poi usare nelle loro progettazioni architettoniche.
Dopo essersi diplomato nel 1898 partì per un viaggio di studio in Italia e Francia, da cui tornò alla fine dell’estate del 1899.

L’insegnamento a Praga: la Scuola delle Arti Applicate (1911-1921)

Nel 1911 si trasferì a Praga, dove insegnò alla Scuola delle Arti Applicate (oggi Umprum, Vysoká škola uměleckoprůmyslová) fino al 1921, prendendo il posto di Jan Kotěra (qui gli articoli su di lui). Plečnik si ispirava al metodo di Wagner durante il proprio lavoro pedagogico. Nelle sue lezioni, enfatizzatava sia sui principi classici dell’architettura e sulle tradizioni dell’arte popolare, sia sulla mescolanza di queste influenze. Ispirò i suoi studenti così tanto, che molti di loro entrarono, in seguito, a far parte del movimento ceco d’avanguardia: il cubismo.

Alla fine del suo mandato come professore a Praga tornò nella sua natia Ljubljana, dove venne chiamato per insegnare al dipartimento di architettura della Facoltà di Ingegneria.

Il Castello di Praga di Plečnik

Un capolavoro tra innovazione e tradizione (1920-1934).

Nel 1920 Plečnik iniziò a lavorare a uno dei suoi progetti più importanti, il castello di Praga. Ciò rappresentava un compito arduo, visto il ruolo dominante sia dell’edificio stesso, che della zona circostante. L’allora presidente Masaryk cercava un architetto che fosse in grado di rinnovare gli edifici preservandone allo stesso tempo gli elementi storici. Questa caratteristica venne individuata da Masaryk in Plečnik, che fu nominato capo architetto.
Tra il 1920 e il 1934 Plečnik realizzò numerosi progetti in tutto il castello, tra cui la ricostruzione di alcuni giardini e cortili monumentali e l’installazione di statue e sculture, ad esempio l’Obelisco. Realizzò anche una serie di nuovi interni, come la famosa Sala Plečnik (Plečnikův sál), completata nel 1930.

È interessante sottolineare come Plečnik riuscì a combinare il vecchio con il nuovo, trasformando il castello medievale in qualcosa di completamente moderno.

La Chiesa del Sacro Cuore: il progetto più eccezionale di Plečnik a Praga (1932)

Il suo secondo e ultimo lavoro a Praga fu la Chiesa del Sacro Cuore di Nostro Signore del 1932. La chiesa ha un disegno e un’architettura decisamente moderni e rappresenta uno degli edifici più eccezionali di Praga.

150 anni da Jože Plečnik: altri articoli correlati


La centrale idroelettrica di Štvanice: il capolavoro Art Nouveau di Praga

Centrale idroelettrica di Štvanice
Centrale idroelettrica di Štvanice - copyright Tamorlan https://cs.wikipedia.org/wiki/Soubor:Vodn%C3%AD_elektr%C3%A1rna_%C5%A0tvanice.JPG

Centrale idroelettrica Art Nouveau sull’isola Štvanice

All’estremità occidentale dell’isola più grande di Praga, Štvanice, sorge l’edificio in stile Art Nouveau della centrale idroelettrica.

Si tratta di un un monumento tecnico, progettato dall’architetto Alois Dlabač e costruito dalla ditta di Plzeň “Müller a Kapsa”, degli ingegneri Antonín Müller e Vojtěch Kapsa. Dal 2002 è monumento culturale protetto.

La centrale idroelettrica dell’isola di Štvanice risale al 1912–1914 e faceva parte della rete delle piccole centrali idroelettriche (MVE – Malé Vodní Elektrárny) costruite sulla Vltava dalla fine del XIX secolo, per fornire energia alle famiglie ed illuminare la città.

L’edificio rappresenta una delle prime strutture in cemento armato di Praga ed il suo stile architettonico si inserisce nell’Art Nouveau. La facciata è orientata ad ovest, la torre quadrata è alta 22 metri e termina con una cupola.

Originariamente, tre turbine Francis prodotte dalla Českomoravská-Kolben operavano nella centrale (le stesse turbine usate nelle centrali idroelettriche Hučák di Hradec Králové e Les Království).

L’equipaggiamento tecnico, che comprendeva anche ingranaggi in legno, durò fino al 1972, quando l’usura ed alcuni difetti irreparabili ne compromisero il corretto funzionamento. Nel 1973 la centrale di Štvanice venne chiusa ed i canali di alimentazione furono cementati.

Ricostruzione della centrale idroelettrica di Štvanice: dal 1984 al 1988

Tra il 1984 ed il 1987 si ricostruì la centrale e la sua rimessa in funzione avvenne alla fine del 1988. Durante i lavori si notò che le fondamenta dell’edificio erano poste solo su pali di legno e ghiaia ed ovviamente ciò non sarebbe durato in eterno. Quindi si procedette con la sostituzione dei pali con una struttura in cemento fissata in fondo allo strato roccioso. Inoltre, le turbine Francis furono rimosse per dare spazio a tre nuove turbine Kaplan.

Le turbine Francis e il canale sportivo mai usato di Štvanice

Curiosità: una parte di una turbina Francis venne salvata e riparata ed oggi la si può trovare nel parchetto dietro l’edificio della centrale. L’installazione è stata progettata dall’ingegnere Tomáš Šenberger, che ha avuto l’idea di posizionare la parte della turbina su un piedistallo e renderla un pezzo d’arte.

La ricostruzione non coinvolse solo l’edificio della centrale idroelettrica. A destra delle chiuse dell’isola venne creato anche un canale sportivo per lo slalom acquatico, che però non è mai stato usato, a beneficio di quello di Troja. 

L’edificio ha subito un’altra ricostruzione dopo le inondazioni del 2002.
L’accesso alla struttura non è permesso, ma la si può ammirare da fuori passeggiando nel parco dell’isola, da entrambi i lungofiume, oppure dal ponte di Štefánik (Štefánikův most).

Se volete andare sull’isola di Štvanice, controllate lo stato dei lavori al ponte tra Karlín e Holešovice


Castello di Lány: Plečnik e la residenza presidenziale a 40 km da Praga

Lány
Il copyright di questa foto ci appartiene

Castello di Lány: da fortezza medievale a residenza presidenziale di Masaryk

Immagino vi starete chiedendo cosa c’entri Plečnik con un edificio barocco. Ebbene, l’architetto si occupò della realizzazione di numerose opere, soprattutto nel parco del castello di Lány.

Intorno alla metà del XVI secolo, sul sito di una fortezza medievale, fu costruito a Lány un castello rettangolare a un piano, dalla famiglia Žejdlic di Šenfeld.
Nel 1589 la costruzione divenne la base del castello imperiale che Rodolfo II usava come tenuta da caccia.

Tra il XVII e il XVIII secolo vennero apportate innumerevoli modifiche barocche. E nella seconda metà del XVIII secolo, l’area passò nelle mani della famiglia dei principi di Fürstenberg, che ampliò il castello, aggiungendo una cappella e modificando il parco.

Nel 1921 lo stato cecoslovacco comprò il castello, che divenne la residenza estiva di Masaryk. La tenuta di Lány piacque talmente tanto al presidente da divenire la sua residenza permanente a partire dal 1935.

Masaryk incaricò Jože Plečnik di modificare sia il castello che il parco. Sappiamo già che Plečnik era diventato l’architetto preferito del presidente, con il progetto di rinnovamente del castello di Praga, per cui la scelta non fu difficile.

Le modifiche paesaggistiche e architettoniche che Plečnik apportò furono dirette maggiormente alle zone esterne e al parco.

Il progetto di Plečnik include un monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale e una fontana piramidale, situati davanti all’entrata principale del parco del castello.
L’architetto si occupò anche dell’ampliamento della serra delle palme, alla quale aggiunse un’ala centrale verticale e una fontana. Inoltre, Plečnik realizzò tre ponti in pietra sul ruscello interno al parco e collocò alcune panchine (dette le panchine presidenziali), che offrono una vista spettacolare del castello.

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La Fontana del Leone: simbolo dei cinque paesi cecoslovacchi

Come ultima realizzazione, nel 1929, Plečnik costruì un’opera monumentale, come vero e proprio simbolo del nuovo stato: la Fontana del Leone. Questa si trova sul tratto di muro di cinta presso il laghetto nella parte orientale del parco.

L’opera si compone di un muro di mattoni marroni, unito a cinque colonne doriche di pietra chiara, decorate con cinque teste di leone in bronzo. Ogni leone rappresenta un paese della Cecoslovacchia: la Boemia, la Moravia, la Silesia, la Slovacchia e la Rutenia Subcarpatica. Da ciascuna testa di leone l’acqua sgorga sfociando in una vasca comune, da cui fuoriesce tramite un’altra testa di leone, che simboleggia lo stato comune (la repubblica Cecoslovacca), istituito nel 1918.

Informazioni turistiche

Come visitare il castello di Lány: orari, prezzi e collegamenti da Praga

Il parco è aperto ai visitatori ogni anno dal sabato prima di Pasqua al 31 ottobre. I giorni di visita sono il mercoledì e il giovedì dalle 14:00 alle 18:00 e il weekend e i festivi dalle 10:00 alle 18:00. Inoltre ci sono due aperture speciali: il giorno della nascita e il giorno della morte di Masaryk (7 marzo e 14 settembre).
L’ingresso costa 15 corone e si paga solamente in contanti. Tutte le informazioni sono contenute in questa pagina.
Il castello non è invece accessibile al pubblico.

Come arrivare:

  • Con il treno da Praga Masarykovo nádraží fino a Stochov e poi una camminata di 2 km circa fino all’entrata del castello.
    Se non volete farvi quel pezzo di strada a piedi, potete optare per una connessione con l’autobus 577 o 619 da Stochov a Lány.
  • Con l’autobus 305 da Zličín fino a Lány, o con il 405 da Zličín fino a Stochov.
  • Con l’autobus 304 o 365 da Motol fino a Stochov.
  • In sella a una bicicletta per un percorso di circa 40 km se si parte dal centro di Praga, oppure di 30 partendo da Zličín.

Le opere di Plečnik a Lány: Fontana del Leone e monumenti nel parco


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Laghetto di Vestec: escursione didattica a sud di Praga tra natura e planetario

Vestecký rybník
Vestecký rybník - By COH - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=68436061

Area ricreativa al laghetto di Vestec

Presso il laghetto di Vestec (Vestecký rybník, in ceco), a pochi km a sud di Praga, è stata creata un’area ricreativa all’aperto per tutte le età.

Attività al laghetto di Vestec

Picnic, giochi didattici e sentiero del planetario attendono i visitatori.

Situato ai margini del quartiere di Praha-Libuš (Praga 4), vicino al laghetto di Vestec potete trovare: una zona per pic-nic, un parco giochi per bambini, un anfiteatro ed una palestra all’aperto, piste ciclabili e passerelle sul lago.

Ci si può spostare ovunque a piedi, in bici o con i roller-blades, visto che le stradine intorno sono asfaltate. La passeggiata procede intorno al laghetto, poi lungo la passerella che aiuta ad attraversare una zona umida e fangosa (che diventa piena di acqua quando il livello sale). Si prosegue poi attorno al piccolo molo in legno con le panchine, fino alla passerella che conduce al centro del laghetto.

A circa metà di questa passerella ci sono due spiazzi tondi in legno quasi al livello dell’acqua. Qui è possibile rilassarsi ammirando il paesaggio circostante, o dare da mangiare ai pesci e alle anatre.

Se volete imparare qualcosa di interessante giocando, potete seguire il Sentiero del Planetario, che delinea quanto sono lontani i pianeti del nostro sistema solare dal Sole e quanto sono grandi l’uno rispetto all’altro. Il sentiero è lungo circa un chilometro e mezzo.

Vestec è raggiungibile con l’autobus 326 da Opatov e la fermata più vicina è Vestec, U Klimešů. Oppure in bicicletta da Praga, passando per Kunratický les (il bosco di Kunratice) con un percorso di circa 15 km.

Se arrivate in macchina, potete parcheggiare gratuitamente nei dintorni del laghetto.

I nostri articoli sulle Escursioni nella Repubblica Ceca


La diga Les Království: architettura pseudo-gotica e centrale idroelettrica della Boemia

Diga Les Království
Diga Les Království - il copyright di questa immagine ci appartiene

Diga Les Království: architettura pseudo-gotica

L’imponente diga Les Království è stata realizzata dall’architetto Jaroslav Valečka in uno spirito pseudo-gotico romantico e si armonizza con la splendida natura circostante.

La diga Les Království coniuga perfettamente la soluzione tecnica con il lato estetico.

Origini della diga: l’alluvione del 1897 e il progetto del 1903

La catastrofica alluvione del luglio 1897, che colpì la valle dell’Elba fino a Pardubice, diede l’impulso per la costruzione di dighe sul corso superiore dell’Elba. Tuttavia, solo con uno specifico atto del 1903 si iniziò una regolamentazione per la costruzione di dighe.

Cantiere e costruzione della diga Les Království (1910-1920)

I lavori di progettazione della diga di Les Království iniziarono nel 1903 e la costruzione partì nel 1910.

Il progetto proveniva dall’ufficio tecnico per il trattamento dei fiumi di Praga, sotto la guida dell’Ingegnere Josef Plicka. L’architetto Jaroslav Valečka progettò la muratura in pietra del magnifico acquedotto. La ditta praghese dell’ingegnere Jaroslav Václav Velflík si occupò della costruzione e la produzione delle strutture in ferro venne affidata a Fanta & Jireš, un’altra impresa di Praga.

A causa dei ritardi causati dalla prima guerra mondiale, la diga non fu messa in funzione fino al 1920, ma la prima volta che la diga incompiuta servì al suo scopo fu nel 1917, quando fu riempita fino al livello degli sfioratori di sicurezza.

Il nome della diga deriva dall’estesa foresta sulla riva sinistra Les Království, ma spesso viene anche chiamata di Bílá Třemešná (dal vicino villaggio) o Těšnovská (ovvero, di Těšnov), da ciò che rimane del villaggio sommerso.

Struttura ad arco-gravità: caratteristiche tecniche e muratura in arenaria

La diga è composta da blocchi lavorati di pietra arenaria, famosa per l’elevata durezza, che veniva estratta nelle immediate vicinanze, nella valle di Těšnov.

Il luogo scelto per la diga è geologicamente molto favorevole. Il fondovalle della valle dell’Elba è formato da rocce ignee solide e quasi impermeabili di tipo basaltico. In fondo alla valle, al centro del letto del fiume Elba, questa roccia si trova ad una profondità di soli 7 m.

Dimensioni, capacità e volume del bacino: record cecoslovacco

La diga contiene quasi 95.000 m3 di muratura, è lunga oltre 200 m e larga circa 37 m. Lo spessore della diga decresce man mano che si sale e nella corona, al punto di straripamento raggiunge 7,2 m, mentre al livello della strada è più stretta, 4,2 m. L’altezza del muro della diga dal suolo è di 32,7 m, la profondità è di circa 28 m.

L’area allagata del bacino idrico è di quasi 850 mila m2 e il suo volume di stoccaggio fornisce 2,47 milioni di m3 di acqua, anche se di fatto era stata progettata per contenerne quasi 9,2 milioni di m3 (durante le inondazioni).

All’epoca, Les Království era il più grande bacino idrico della Repubblica Cecoslovacca in termini di quantità di acqua e la diga più lunga in termini di lunghezza.

È una diga ad arco-gravità, ovvero che resiste alla pressione orizzontale dell’acqua grazie al proprio peso e grazie all’unione tra la diga stessa e la roccia di fondazione.

Su entrambi i lati sono presenti porte ad arco in stile romantico pseudo-gotico, con torrette ricoperte di tegole rosse.

Centrale idroelettrica Les Království

Elettrificazione della Boemia orientale e approccio progettuale di Křižík.

Progetto della centrale idroelettrica: il ruolo di Křižík

La costruzione della centrale idroelettrica cominciò circa dieci anni dopo l’inizio della costruzione della diga, principalmente perché non era esplicitamente inclusa nel progetto dell’acquedotto originario.

Sotto la pressione delle fabbriche di Hradec Králové e dell’ufficio del sindaco di Dvůr Králové nad Labem, l’idea di utilizzare la forza dell’acqua contenuta nella diga per generare elettricità iniziò gradualmente a concretizzarsi. L’azienda di František Křižík di Praga-Karlín presentò uno dei primi progetti nell’estate del 1910 ed il 7 ottobre venne approvato.

Ritardo bellico nella realizzazione della centrale

Purtroppo però, come per la diga, anche la costruzione della centrale ebbe un ritardo a causa della prima guerra mondiale, poiché la forza lavoro era dispersa sui fronti.

Il piano di elettrificazione della Boemia orientale prevedeva una centrale idroelettrica sulla diga nell’autunno del 1916. Nonostante la guerra in corso, il 5 dicembre del 1916, i rappresentanti delle provincie e delle città della Boemia orientale si riunirono a Praga per trovare una soluzione per l’elettrificazione della regione utilizzando l’energia idrica.
Anche in questo caso, la scelta ricadde sul progetto della squadra di Josef Plicky, lo stesso ingengere che si era precedentemente occupato della diga. E l’architettura dell’edificio, così come avvenne per la diga stessa, fu progettata dall’architetto Jaroslav Valečka.

Les Království, sul ponte della diga
Les Království, sul ponte della diga – il copyright di questa foto ci appartiene

La centrale idroelettrica ​​vide la luce solamente dopo la caduta della monarchia asburgica e la costituzione della Repubblica Cecoslovacca. L’immobile venne consegnato nel maggio del 1922, con quasi un anno di ritardo rispetto alla data fissata (luglio 1921). Iniziò ad operare nel marzo 1923.

L’edificio della piccola centrale è situato sulla sponda destra sotto la diga e ricorda un piccolo castello in pietra con una torre dominante merlata. Inizialmente la centrale aveva due turbine Francis orizzontali con doppia caldaia, della ditta Českomoravská Kolben di Praga Vysočany. Nel 2005 le turbine sono state sostituite da un tipo più moderno a causa di frequenti guasti e la potenza attuale della centrale è di 2 x 1105 MW.

La diga Les Království oggi: stato e fruibilità

Dal 1964 la diga è protetta come monumento tecnico ed il 1 luglio del 2010 è stata dichiarata monumento culturale nazionale.

Allo stato attuale, la diga è considerata come staticamente sicura dagli esperti.
L’unico problema presente è dato da uno strato di fango di ben 6 m sul fondale. Ciò è dovuto ai detriti e sedimenti che vengono portati a valle dall’Elba dai monti Krkonoše (i Monti dei Giganti). Questo riduce lo spazio di deposito dell’acqua, ma non compromette la corretta funzionalità della diga.

Si può visitare la diga gratuitamente in ogni periodo dell’anno. Sul sito ufficiale si trova una miriade di informazioni ed approfondimenti, sia storici, che tecnici, oltre ad una live webcam. In uno degli ex edifici della diga è stata allestita una mostra che ripercorre la storia dell’area e della diga fino ai giorni nostri. Da questo edificio poi si sale una scala a chiocciola fino alla torre di avvistamento, da cui si ha una vista grandiosa su tutta la zona circostante. La mostra e l’edificio sono aperti solamente durante i mesi di luglio e agosto, dal giovedì alla domenica e se volete visitarli dovete prenotarvi online.

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Chiesa di Sant’Agnese a Spořilov: il costruttivismo sacro di Praga

Kostel svaté Anežky České
Kostel svaté Anežky České - copyright by MONUDET https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=35729627

Sant’Agnese di Boemia: costruttivismo e tradizione

La chiesa di Sant’Agnese di Boemia è un edificio che combina elementi stilistici del costruttivismo a elementi sacri tradizionali. È monumento culturale nazionale dal 29 marzo 2011.

Architettura funzionalista: otto mesi di costruzione nel 1935

Tra le varie proposte progettuali, si scelse il disegno funzionalista della chiesa a tre navate presentato dallo studio dell’architetto Stanislav Režný. L’architetto russo Nikolaj Paškovskij, che all’epoca lavorava nell’ufficio di Režný, fu incaricato di eseguirne la costruzione. Il 28 ottobre del 1935 la costruzione della chiesa di sant’Agnese di Boemia fu completata, dopo soli otto mesi.

L’edificio è a tre navate, non orientato, con una torre nella parte anteriore. L’interno della chiesa presenta una navata rialzata, da cui si apre lo spazio del presbiterio e delle navate laterali inferiori. Le finestre hanno mosaici di vetro colorato.

La torre del campanile misura 28 m, includendo la croce di 3,5 m, ed il suo ingresso ha una porta a vetri. L’orologio di metallo sulla facciata proviene dall’azienda praghese Heinz. Sempre sulla facciata della torre si intravede un piedistallo creato all’epoca appositamente per ospitare una statua di Sant’Agnese. Si narra che nessuna statua venne mai creata e che la chiesa stia ancora aspettando di riceverne una. Dalla cima della torre si ha una vista panoramica su Spořilov e sull’area circostante.

La chiesa si trova qui.

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Panská skála: la formazione basaltica più visitata della Repubblica Ceca

Panská skála
By Franta Křivan - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30444880

Panská skála: collina basaltica nella Repubblica Ceca

È un residuo di una piccola collina basaltica di 597 metri, che sporge dall’altopiano tra Kamenický Šenov e Prácheň, nella regione di Liberec, a nord della Repubblica Ceca.

La formazione rocciosa di Panská skála è collegata all’impatto della placca continentale africana con quella europea durante il Mesozoico ed il Cenozoico. Durante l’attività vulcanica di quel periodo, il magma della composizione basaltica si spingeva verso l’alto ed il lento processo di raffeddamento e solidificazione creò questi pilastri.

Ciò che si ammira a Panská skála è un gruppo di colonne pentagonali ed esagonali, posizionate verticalmente e in obliquo, disposte fianco a fianco. L’intero corpo assomiglia alle canne di un organo, motivo per cui viene spesso chiamato l’organo di pietra (Kamenné varhany, in ceco).
La lunghezza delle colonne arriva fino a 15 metri ed il diametro di ognuna è di 20-40 centimetri.

Status e protezione di Panská skála

Oggi Panská skála ha lo status di Monumento Naturale Nazionale e l’area protetta è di 1,26 ettari.

Formazione geologica più visitata della Repubblica Ceca

Ben nota anche ai geologi all’estero.

Storia di Panská skála: dall’estrazione mineraria alla conservazione (1895-1914)

Si deve ricordare, però, che la conformazione odierna di Panská skála non è solo frutto della natura, poiché anche l’opera umana ha aiutato a plasmare la roccia. Quando la collina fu scoperta alla fine del XVIII secolo si iniziò con l’attività mineraria per estrarre il basalto.

Il primo divieto di estrazione comparve già nel 1895, data l’unicità del sito, ma non venne rispettato.

Nel 1902 a Děčín fu fondata l’Associazione per il salvataggio di Panská skála, che raccolse i soldi necessari per acquistare la cava. Il denaro venne recuperato tramite collette, lotterie, balli di beneficenza e vendite di souvenir.
Finalmente nel 1904 l’associazione acquistò la sommità della roccia per impedire l’attività estrattiva. Tuttavia, l’estrazione mineraria continuò nel piazzale antistante la cava ed è in quella depressione che ora sorge un laghetto di acqua piovana.
Solo dopo ripetuti interventi, nel 1913 fu interrotta l’attività mineraria e fu proibita la rottura delle pietre a Panská skála. Nel 1914 la roccia fu acquistata dal comitato distrettuale di Česká Kamenice e da allora è protetta.

Panská skála al cinema: il film ‘La principessa orgogliosa’ (Pyšná princezna)

Chicca: a Panská skála sono state girate le scene leggendarie del film “Pyšná princezna” (La principessa orgogliosa). Qui trovate un estratto del film.

Panská skála ha un aspetto romantico e dalla cima si ha una bellissima vista dei dintorni.
Sul vicino Zlatý Vrch (collina d’oro) si trova un’altra parete rocciosa in basalto meno conosciuta, ma sempre molto interessante.

Come raggiungere Panská skála: treno, autobus e sentieri da Česká Lípa

Con la macchina o la bici è facile. Ma non perdetevi d’animo! Partendo presto la mattina, oppure organizzando un weekend fuori, si riesce a raggiungere e vedere Panská skála anche con i mezzi pubblici.
Le opzioni sono:

Se siete pigri, ci sono autobus per Panská skála sia da Nový Bor, che da Česká Kamenice. Date un occhio agli orari prima di mettervi in viaggio, soprattutto durante il fine settimana e in inverno.

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