Vršovická Záložna: il capolavoro Art Nouveau di Balšánek a Vršovice

Sant’Apollinare: il capolavoro neogotico dell’ospedale di Praga (1867-1875)
L’ospedale di Sant’Apollinare (in ceco, Porodnice U Apolináře) venne costruito negli anni 1867-1875. Al suo completamento era l’ospedale di maternità più grande e moderno d’Europa.
Kunsthalle Praga: la Zengerovka di Zenger diventa museo d’arte moderna
La stazione di trasformazione (in ceco Zengerova transformační stanice) prende il nome dall’importante fisico ceco Václav Zenger.
Gli hussiti: Jan Hus e la prima defenestrazione di Praga

All’inizio del XIV secolo, le controversie sul potere della Chiesa nella società in Boemia si spostarono sul campo di battaglia con gli scontri tra l’Impero e gli hussiti, ovvero i seguaci del predicatore Jan Hus.
Jan Hus bruciato sul rogo: il martirio che accese la rivolta
Tutto cominciò quando Hus venne bruciato sul rogo a Costanza, il 6 luglio 1415. Hus, che aveva criticato il potere secolare della Chiesa e denunciato la vendita delle indulgenze giusto un secolo prima di Lutero, cominciò a essere venerato come un martire. I suoi insegnamenti si diffusero rapidamente in tutta la Boemia. Gli hussiti presero a usare un calice come loro simbolo in riferimento al diritto del popolo di ricevere anche il vino durante la comunione.
Il re Venceslao IV cercò di calmare la situazione. Nominò nuovi governatori che si occuparono di reprimere e arrestare gli Hussiti, giustiziandone alcuni come avvertimento. Questo non fece altro che creare ulteriore malcontento verso i governatori, fino ad arrivare alla Prima Defenestrazione di Praga. Questa segnò l’inizio delle guerre hussite, che durarono per anni.
L’inizio delle crociate
Dopo la morte di Venceslao IV, la corona passò a suo fratello Sigismondo (Zikmund Lucemburský). La nobiltà era disposta ad accettarlo, ma aveva delle richieste particolari che Sigisimondo rifiutò. Da Wrocław (Breslavia) iniziò a preparare un esercito per riconquistare la terra finita in mano ai ribelli.
Su sua richiesta, papa Martino V dichiarò la prima crociata nel marzo 1420. Il re Sigismondo di Lussemburgo, re d’Ungheria e Roma, presero l’iniziativa. Nonostante fossero più numerosi del loro nemico, i crociati non furono in grado di distruggere le truppe ussite composte da volontari privi di qualsiasi addestramento militare.
Jan Žižka: il generale hussita imbattuto nelle guerre hussite
Soprattutto, non furono in grado di battere Jan Žižka, che passò alla storia come uno dei pochissimi comandanti militari a non perdere mai una battaglia.
La prima e poi la seconda crociata si conclusero con la vittoria sull’esercito imperiale. Dopo la schiacciante debacle sulla collina Vítkov (proprio lei) e un anno dopo a Žatec, i crociati subirono ulteriori sconfitte a Kutná Hora e Německý Brod.
Il 10 gennaio 1422 gli hussiti sferrarono l’ultimo colpo, durante quella che fu la loro fuga in Ungheria.
I Compacta di Praga: fine delle crociate hussita e tregua religiosa
Il fallimento della seconda crociata portò al consolidamento del movimento hussita nelle terre ceche, tant’è che fino al 1427 nessun esercito osò invadere la Boemia. Nel 1430 il Papa Martino V indisse una nuova crociata, che si concluse però in un nuovo fallimento con la battaglia di Domažlice l’anno successivo. Solo a quel punto i cristiani di rito latino avviarono delle trattative pacifiche, che portarono alla stesura dei Compacta di Praga, approvati nel 1436.
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Vila Löw-Beer a Brno: il capolavoro Art Nouveau della famiglia tessile ceca

Vila Löw-Beer è una villa in stile Art nouveau costruita tra il 1903 e il 1904 su progetto dell’architetto Alexander von Neumann per l’industriale Moritz Fuhrmann.
Centrale idroelettrica Hučák: l’Art Nouveau nascosto di Hradec Králové

Hučák: storia della centrale Art Nouveau sull’Elba (1907-1912)
La piccola centrale idroelettrica Hučák è una delle tante rappresentazioni dell’Art Nouveau nella Repubblica Ceca. La storia di questa centrale sull’Elba risale al 1907, quando i politici locali decisero di proteggere la città e i suoi abitanti dalle frequenti inondazioni.
Entrambi i fiumi Elba e Orlice avevano livelli e flussi d’acqua che cambiavano continuamente, quindi si pensò di progettare un sistema di sbarramenti mobili e ribaltabili.
Il progetto fu preparato dal professore Karel Novák, che era l’allora direttore delle Compagnie Elettriche di Praga. Novák decise che non si potesse fare a meno di una riserva di vapore per coprire i consumi in periodi di acque grandi o, viceversa, di portate minime.
Come fu costruita: i lavori 1909-1912
Nella primavera del 1909 iniziarono i lavori. Come prima cosa si distrusse la vecchia diga di Hučák (da cui la centrale prende il nome), dove passava l’acquedotto e si costruirono un ponte in cemento e una stazione per le turbine. Alla fine del 1911 tutto era completato e agli inizi del 1912 la centrale iniziò a fornire elettricità alla cittadina.
Si narra che il 12 febbraio 1910, dopo le 14, avvenne il collegamento dell’impianto alle stazioni di trasformazione e alle reti in cavo della città. E quella stessa sera si accesero le lampade ad arco di František Křižík nella Piazza Grande (Velké náměstí) di Hradec Králové.
Restauro e protezione del monumento
Durante gli anni successivi non mancarono lavori di ampliamento ed ammodernamento, che si protrassero fino al 1930. I motivi di queste modifiche erano legati a perdite per il malfunzionamento della turbina, alle condizioni fatiscenti degli edifici e a diverse altre carenze strutturali.
L’intonaco e le decorazioni originarie dei primi del 900 dovettero essere rimossi. Fortunatamente, tutti gli ornamenti, i fregi e i colori erano stati accuratamente documentati precedentemente e la restaurazione fu fedele. La stessa cura si usò durante la riparazione del ponte, su cui si installarono repliche dei lampioni, realizzate secondo la documentazione del progetto originale. La delicata ricostruzione della centrale e del ponte avvenne sotto la supervisione professionale del personale addetto alla cura dei monumenti.
Architettura Art Nouveau di František Sander: forma e stile della centrale
L’edificio in stile Art Nouveau fu progettato dall’architetto František Sander. La costruzione del ponte in cemento fu eseguita da Sander insieme all’ingegnere František Jirásek.
La muratura grigia, l’intonaco plastico e la pietra arenaria hanno conferito agli edifici un carattere distintivo. La pianta della centrale idroelettrica Hučák è a forma di L. Il lato più corto è adiacente alla diga e ha un edificio a torre. Il frontone di questa torre porta un orologio e lo stemma di Hradec Králové realizzato in gesso.

La zona centrale dell’ala trasversale è la sala macchine con le turbine idrauliche originali prodotte dalla Českomoravská-Kolben, di Praga Vysočany. L’ala lungo il fiume Elba, lunga 160m è divisa in due coppie di sale con tetti semicircolari vetrati. Al piano terra sono presenti i trasformatori, le officine, gli uffici e quello che oggi è il centro per i turisti.
Dettagli tecnici: turbine Francis e ponte sull’Elba
Il ponte della centrale, che passa sul fiume Elba ha 3 campate: due di 18 m ed una di 15 m, a cui è collegata l’ala dell’impianto che ospita le turbine idrauliche Francis. Sui pilastri del ponte sono presenti alcuni chioschi, sempre in stile Art Nouveau, che contengono i dispositivi di controllo della diga, e i lampioni per l’illuminazione pubblica. La larghezza del ponte è di 5 m, la lunghezza di 57 m.
La centrale elettrica dell’Elba è ora di proprietà della compagnia semistatale ČEZ (equivalente ceco dell’ENEL). Rimane comunque un monumento culturale protetto e costituisce una parte importante della zona monumentale della città di Hradec Králové.
Per maggiori dettagli tecnici potete dare uno sguardo alla pagina ufficiale.
Il centro informazioni offre visite guidate gratis tutti i giorni feriali alle 14:00 e il weekend sia alle 10:00, che alle 14:00. I tour sono in ceco, ma vengono offerti alcuni opuscoli in inglese.
Leggi anche: Art Nouveau a Praga: Bílkova vila (villa Bílek)
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