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Chiesa del Sacro Cuore di Praga: il modernismo di Plečnik a Vinohrady (1932)

Chiesa del Sacro Cuore di Nostro Signore
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Chiesa del Sacro Cuore: Plečnik a Vinohrady dal 1919 al 1932

La Chiesa del Sacro Cuore di Nostro Signore (in ceco: Kostel Nejsvětějšího Srdce Páně) in piazza Jiřího z Poděbrad fu consacrata l’8 maggio 1932 dal cardinale Karel Kašpar.

Il concorso del 1919 e la vittoria di Plečnik

Progettazione e costruzione: il concorso del 1919 e la consacrazione della Chiesa del Sacro Cuore

Agli inizi del XX secolo, la principale chiesa di Královské Vinohrady era Santa Ludmila (Kostel svaté Ludmily) a Náměstí Míru. Con il passare del tempo, però, questa chiesa non bastava più ad ospitare tutti i parrocchiani. Quindi, il consiglio comunale decise di donare un terreno per la costruzione di una nuova chiesa e nel 1919 fu bandito il concorso per la sua costruzione.

L’architetto Jože Plečnik non partecipò immediatamente al bando, ma venne successivamente invitato a preparare la proposta di un progetto. L’architetto completò il suo disegno finale nel 1927.

I finanziamenti per la costruzione arrivarono dalla “Fondazione Beptov“, del ricco consigliere di Nové Město Karel Leopold Bepta, e dalla parrocchia, tramite raccolte, donazioni e lotterie. La costruzione fu portata avanti negli anni 1928-1932 e fu affidata alla società “Václav Nekvasil” di Karlín.

L’edificio attira l’attenzione per la sua struttura monumentale in mattoni, basata su una pianta rettangolare e su uno scheletro di cemento armato. Si narra che Plečnik si sia ispirato all’arca di Noè e all’antica architettura cristiana mediterranea.

La torre principale è piatta, alta 42 metri e sormontata da una cupola di rame di 3 metri con una croce alta 4 metri. Al suo interno si trova un grande orologio rotondo in vetro con un quadrante del diametro di 7,6 metri (il più grande di tutta la Repubblica Ceca).

Riconoscimenti: monumento nazionale (2010) e candidatura UNESCO (2014)

Nel 2010 la chiesa è stata inserita tra i monumenti culturali nazionali. Nel 2014 ne è stata proposta l’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco dal municipio di Praga 3, dal Ministero della Cultura della Repubblica Ceca e dalla Slovenia.

L’interno della Chiesa del Sacro Cuore

L’interno, in gran parte realizzato dopo la consacrazione della chiesa, è originale quanto l’esterno. Fu progettato da Plečnik dopo il suo ritorno a Ljubljana, ma la realizzazione è di uno dei suoi studenti, l’architetto Otto Rothmayer.

La sala rettangolare misura 26 x 38 metri ed è alta 14 metri. Il soffitto è a cassettoni in legno e le pareti sono in mattoni non intonacati. Una caratteristica interessante è l’assenza di un pulpito.

Sopra l’altare si trovano alcune statue opera dello scultore Damián Pešan. Si tratta di una statua di Gesù Cristo in legno dorato di tiglio alta 3,15 metri e sei statue dei patroni delle terre ceche: san Giovanni Nepomuceno, sant’Agnese, santo Adalberto, san Venceslao, santa Ludmila e san Procopio.

L’organo fu costruito da Josef Melzer (originariamente Mölzer) nel 1936. I dipinti della Via Crucis e la decorazione colorata delle finestre con il motivo del Cuore del Signore sono del pittore Karel Svolinský (che si occupò anche dei mosaici in vetro dell’orologio astronomico di Olomouc).

Nel seminterrato si trova una spaziosa cappella con volta a botte, considerata dagli architetti contemporanei lo spazio più spirituale di Plečnik.

L’altare in marmo di Carrara (2018): continuità e rottura

Nel 2018 fu installato un nuovo altare in marmo di Carrara, che ha la forma di una ciotola e poggia su un piedistallo in marmo. L’altare si trova esattamente nel centro geometrico dell’edificio e si differenzia completamente dagli interni rettangolari di Plečnik.  Anche se pesa quattro tonnellate, nella sua forma rotondeggiante sembra leggero, come se non toccasse terra.

Il progetto è degli architetti Josef Pleskot e Norbert Schmidt, e la realizzazione è dello scultore Petr Váňa. Sembra che il blocco di marmo contenga le spoglie di Santa Margherita Maria Alacoque, una delle promotrici della venerazione del Sacro Cuore del Signore.

L’altare fu interamente pagato tramite una colletta dei parrocchiani e la su consacrazione avvenne il 24 novembre 2018 da parte del vescovo Wasserbauer.

Approfondimenti su Jože Plečnik e l’architettura modernista ceca

Leggi anche: Ristrutturazione piazza Jiřího z Poděbrad, qualcosa si muove 


Mozarteum: il capolavoro modernista di Jan Kotěra nel centro di Praga

Il Mozarteum di Jan Kotěra
Il Mozarteum di Jan Kotěra - copyright https://www.seznamzpravy.cz/clanek/po-stopach-jana-kotery-12-skvostu-i-neznamych-staveb-178124

Mozarteum di Praga: geometria e modernismo

L’edificio in mattoni esprime la transizione di Kotěra dall’Art Nouveau al modernismo.

L’architetto Jan Kotěra lo progettò negli anni 1911 e 1912 per l’editore musicale Mojmír Urbánek e per questo viene anche chiamato Urbánkův dům (la casa di Urbánek).
Al piano terra c’è una grande vetrina centrale, ai cui lati sono presenti due portoni d’ingresso adornati da pilastri con busti creati dal famoso scultore ceco Jan Štursa. Al primo piano una finestra a ghigliottina si estende per tutta la larghezza della facciata. I piani successivi sono composti da mattoni contornati da cornicioni. Il tetto è piano ai lati, mentre al centro presenta un timpano triangolare. Proprio questo elemento segna lo spostamento di Kotěra dall’Art Nouveau verso il classicismo moderno e chiude l’apice del suo periodo creativo (1905–1913).

Il Mozarteum fu costruito nel 1913 e dal 1958 è incluso nei patrimoni culturali protetti.

Sala concerti del Mozarteum (1913–1939)

Acustica eccellente e ospiti illustri hanno contraddistinto la sua storia.

Secondo il progetto originale, una zona del palazzo era riservata alla vendita di grammofoni e un’altra parte era adibita a sala concerti per 400 persone. Questa sala aveva un’acustica eccellente tanto da attrarre molte personalità musicali famose al tempo, come per esempio, la celebre soprano Ema Destinová. Successivamente, dal 1933 al 1939, il teatro d’avanguardia D 34 di Emil František Burian si insendiò nel Mozarteum.

Storia della radio: dal 1949 a oggi

Nazionalizzazione, studi di registrazione e il ritorno ai privati.

Dopo la nazionalizzazione del 1949, il reparto vendite di musica rimase, ma la sala venne spogliata del balcone e della loggia e adattata per accomodare gli studi di registrazione delle case discografiche Supraphon e Panton. Dopo la caduta del regime comunista l’edificio tornò alla famiglia Urbánek, che lo usò per fondarvi una galleria.

Oggi, la Galleria dell’Orologio e il negozio di mobili Le Patio Lifestyle occupano il piano terra, mentre gli altri piani sono sede della casa editrice Anag e di altre compagnie.
Per i curiosi, questo video di TV Architect (rigorosamente in ceco) mostra gli interni e la terrazza del Mozarteum.

Altre storie su Praga e la Repubblica Ceca


Sokol: il movimento ceco tra educazione fisica, resistenza e identità nazionale

Sokol
Sokol - copyright Ben Skála, Benfoto https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Benfoto-XVI.V%C5%A1esokolsk%C3%BD-slet-I.program-hromadn%C3%BDch-skladeb2018-039.jpg

Il Sokol (ČOS) è un movimento il cui scopo Fondatori e struttura organizzativa del Sokol

La creazione del Sokol (che vuol dire falco) si fa risalire al 16 febbraio 1862, giorno in cui fu approvato il suo statuto, e i suoi fondatori furono Miroslav Tyrš (Fridericus Emanuel Tirsch) e Jindřich Fügner (Heinrich Anton Fügner).

I primi articoli dello statuto affermano che la missione del Sokol è aumentare l’idoneità fisica dei suoi membri ed educarli ad agire onestamente nella vita. I principi da seguire sono: la tolleranza (nazionale, razziale e religiosa), la democrazia, l’umanesimo, la disciplina e l’amore per la patria. Il Sokol insegna ai suoi membri ad agire in modo equo e onesto, all’indipendenza e alla capacità di aiutare.

I simboli e il linguaggio del Sokol: bratře, Nazdar

I membri si chiamano tra loro con l’appellativo bratře (fratello!) o sestro (sorella!) e il saluto usato è Nazdar (ciao), praticato anche dagli scout e dalle forze armate.

Storia del Sokol ceco: dal 1862 alla dissoluzione sotto il nazismo

Il Sokol nacque durante l’impero Austro-Ungarico e rappresentò un ruolo fondamentale nel creare e diffondere l’identità nazionale ceca.

Il programma di allenamento era molto progressivo per l’epoca: oltre agli esercizi con gli attrezzi, i ragazzi si concentravano anche sull’atletica (corsa e salto) e sulle arti da combattimento (scherma, sollevamento pesi, lotta). Era prevista anche una ricca vita sociale e culturale, con lezioni di educazione civica ed eventi di intrattenimento, come musica, teatro, concerti e balli.

Sokol e resistenza: il ruolo nella Prima Repubblica e in guerra

Durante la prima guerra mondiale i Sokol parteciparono alla resistenza interna e furono anche coinvolti nelle legioni cecoslovacche in Russia, in Francia e in Italia.

Il ruolo del Sokol nella nascita della Cecoslovacchia

Erano considerati al pari di un esercito nazionale e Masaryk apprezzò il loro contributo nella creazione della Cecoslovacchia, tanto da dire: “Bez Sokola by nebylo legií, bez legií by nebylo Československa” (Non ci sarebbero legioni senza Sokol, non ci sarebbe la Cecoslovacchia senza legioni).

Durante la Prima Repubblica, il ČOS divenne un’organizzazione nazionale, stabilendosi in quasi tutti i villaggi cecoslovacchi e arrivando a raggiungere il milione di adesioni.
L’influenza e le attività del ČOS furono a tutto tondo. Il coinvolgimento andava dagli eventi culturali e sociali a quelli economici e politici e divenne quasi un simbolo rappresentativo della repubblica cecoslovacca e dello stato indipendente.

Con l’occupazione nazista, nel 1941 il Sokol venne sciolto. Molti membri furono perseguitati, arrestati e inviati ai campi di Terezín e Auschwitz durante la “Akce Sokol” organizzata da Heydrich. Altri membri, di cui non si conoce esattamente il numero, parteciparono alla resistenza, la quale si diede molto da fare nell’organizzazione e supporto della famosa Operazione Anthropoid.

Il ČOS venne restaurato dopo la fine della seconda guerra mondiale, anche se ormai l’organizzazione era abbastanza indebolita, avendo perso molti membri in guerra. Poco a poco, rimuovendo gli elementi reazionari, il regime comunista incorporò i Sokol nell’educazione fisica socialista (vedasi le Spartakiády). Quindi, il ČOS come organizzazione indipendente e democratica scomparve. Finalmente, nel 1990, dopo la caduta del comunismo, il Sokol venne ristabilito e permane fino ai giorni nostri.

Espansione internazionale: Sokol, Sokół e movimenti slave affini

Il movimento si diffuse e in tutte le regioni popolate dalle culture slave nacquero organizzazioni sulla scia dei Sokol cechi.

Tra le varie associazioni, si menziona lo Južni Sokol (il falco del sud), sorto nel 1863 a Ljubljana, in Slovenia. Il 1867 vide la nascita del Sokół, la società di ginnastica polacca, a Lwów, all’epoca in Polonia (oggi Lviv, in Ucraina). In Serbia, nel 1891 si creò l’SK Soko, nato come società sportiva e tramutatosi negli anni nel club di calcio FK BASK. Nel 1894 nacque il Sokił in Ucraina, che poi venne completamente eliminato dai sovietici nel 1939.
Ognuna di queste organizzazioni prese un percorso diverso in base alla politica locale e all’influenza della chiesa.

Menzioniamo anche i Sokol nati nei paesi occidentali (Germania, Danimarca, Inghilterra, Canada, Stati Uniti d’America, Argentina) creati da cechi emigrati tra la fine del XIX secolo fino a alla Prima Guerra Mondiale.

Sokol nel comunismo: soppressione, incorporazione forzata e rilancio nel 1990

Il movimento includeva, ed include ancora, i raduni, effettuati rigorosamente a Praga, in cui si eseguono sfilate ed esercizi di massa pubblici. Solo le guerre e i differenti regimi politici hanno interrotto o cambiato questa tradizione.

Questi raduni sono chiamati slet, o všesokolský slet, ovvero i raduni di tutti i Sokol, perché la partecipazione non è limitata solo ai Sokol cechi e slovacchi, ma si estende a tutte le organizzazioni internazionali. Spesso viene usata la parola inglese All-Sokol rally.

Il primo raduno si tenne a Praga, sull’isola Střelecký, nel 1882, in onore del’anniversario dei 20 anni del Sokol. Si susseguirono i raduni del 1891 nel parco di Stromovka, del 1895, 1901, 1907, 1912 e 1920 a Letná, del 1926, 1932, 1938 e 1948 nello stadio di Strahov.

Sempre a Strahov, le Spartakiády presero il posto dei tradizionali raduni durante l’occupazione comunista, come accennato sopra, fino a un nuovo raduno Sokol del 1994.
I raduni più recenti sono del 2000, sempre a Strahov; del 2006 nello stadio Evžena Rošického, uno stadio più piccolo presente sulla collina di Strahov; del 2012 nello stadio Eden, a Vršovice; nel 2018 in multipli luoghi, tra cui lo stadio Eden e l’arena O2, per l’anniversario dei 100 anni della Cecoslovacchia. Il prossimo, e XVII, raduno avverrà nel 2024.

I simboli del Sokol

Il logo del Sokol ha cambiato forma molte volte durante la sua esistenza centenaria. È stato adattato alle varie correnti artistiche, ma ha sempre rispettato e mantenuto il motivo di base. La versione del 2019 è quella attuale e riporta i famosi colori nazionali (rosso e bianco).

La bandiera è composta da tre campi nei tre colori della bandiera della Repubblica Ceca: bianco, rosso e blu. All’interno del riquadro blu compare il logo del Sokol in bianco.

L’idea di una divisa per i Sokol esiste dagli albori del movimento e serve per far riconoscere i membri tra loro. Negli anni anche questa si è leggermente modificata e oggi sono presenti varianti maschili e femminili, estive e invernali.

Attenzione! Non basta indossare la divisa per essere un vero Sokol. Se non si sposano gli ideali del Sokol e non si è un vero Sokol dentro, indossare la divisa non farà di voi un Sokol!

Il Sokol oggi: attività contemporanea e eredità del movimento in Repubblica Ceca

La partecipazione al Sokol è aperta a chiunque, indipendentemente dall’età e dal reddito. L’elemento cardine è il credere nei valori di uno stile di vita sano: sport, comunità, onestà e gentilezza.

L’unità organizzativa di base del Sokol è la palestra. Le attività, sia sportive che culturali, sono dirette a tutti i membri e si dividono in aree. Per esempio, la formazione dei genitori e dei loro bambini, la specializzazione negli sport, il club per adolescenti, il club turistico. Alcune unità includono anche il coro, il teatro e gruppi di danza.

Critiche

Sebbene ufficialmente fosse un’organizzazione apolitica o al di sopra della politica, il Sokol ha svolto un ruolo importante nello sviluppo del nazionalismo e del patriottismo ceco. Per questo motivo, in tempi recenti, sono state avanzate alcune critiche.
Nella Prima Repubblica, i Sokol supportarono profondamente il culto di Masaryk. Successivamente, durante il periodo tra le due guerre, furono responsabili dell’intensificazione dell’intolleranza verso i tedeschi, i quali vennero espulsi dalla Cecoslovacchia e i cui possedimenti vennero sequestrati.
Infine, durante l’occupazione comunista, anche se molti membri del ČOS sapevano esattamente quale fosse lo scopo delle Spartakiády e ne conoscevano benissimo la motivazione ideologica, non esitarono a parteciparvici e a farvici aderire tutta l’organizzazione.

Approfondisci cultura e tradizioni ceche


Cross Club Praga: il centro culturale dove musica sperimentale e arte alternativa non sono optional

Cross club
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Cross Club Praga: design steampunk e la filosofia dell’arte alternativa

Il Cross Club è da molti anni è parte integrante della rete culturale praghese per l’alto livello di eventi, il suono eccellente, il design mozzafiato e l’atmosfera straordinaria ed è rispettato non solo nella Repubblica Ceca, ma anche all’estero.

Il club si trova all’interno di una casa secolare e si divide su più piani. L’autore degli interni è Franta (František) Sádra, che ha dato vita ad uno stile tutto suo ed inimitabile, che si avvicina allo steam punk.

L’arredamento è realizzato principalmente con materiali ed oggetti riciclati, come metallo, legno e ceramica. Gli interni sono sempre in continua trasformazione e stupiscono di volta in volta – si possono trovare vecchi tamburi di lavatrici, organi, spremiagrumi, alberi, motori e ferri da stiro tra gli elementi decorativi.

Filosofia del club: apertura e multiculturalità

La filosofia del club è l’apertura, che offre un vero mix di culture, generi ed approcci.

Nell’area del Cross Club si trovano: un ristorante, una caffetteria, due bar, due palchi per concerti, un teatro, una sala prove, un ampio spazio esterno con giardino e podio, un cinema all’aperto durante l’estate e, soprattutto, un luogo di incontro.

Concerti sperimentali e programma culturale: cosa ospita Cross Club

Il Cross Club presenta un programma musicale eclettico e di alta qualità, come concerti di band sia famose che underground, DJ set con artisti da tutto il mondo, musica sperimentale e progressiva.

Il Cross club è anche un centro culturale ed educativo, che ospita conferenze, mostre, spettacoli teatrali, laboratori creativi, produzione di musica alternativa, letture d’autore, discussioni di viaggio, festival gastronomici, spettacoli di cabaret, proiezioni di film e documentari e spettacoli per bambini. L’attenzione è rivolta principalmente alle forme d’arte alternative e ai generi non commerciali.

Sul sito ufficiale trovate la programmazione, gli eventi, gli orari di apertura e tutto ciò che volete sapere.

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Chiesa di San Giorgio a Luková: quando l’arte resacralizza un edificio abbandonato

Chiesa di San Giorgio a Luková
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Chiesa di San Giorgio a Luková: storia medievale e rilancio artistico

Dalla fondazione medievale alla chiusura del 1968

La prima menzione di Luková si trova nel documento di fondazione del monastero di Kladruby del 1115. Negli anni 1420 – 1546, Luková passò nelle mani di diverse famiglie aristocratiche (Švamberk, Šlik, Hrobčič , Lažan) come parte della tenuta Manětín.
Passando a tempi più recenti, nel 1946 a Luková si contavano ben 22 case, alcune delle quali a rischio di demolizione. Il paese è dominato dalla chiesa di San Giorgio, situata sulla collina.

La costruzione della chiesa risale al XIII secolo. L’edificio era ovviamente in stile gotico, ma durante le guerre hussite del 1400 fu distrutto quasi completamente. Di questo edificio gotico sono sopravvissuti, dopo i restauri del XVI secolo, solo il presbiterio e la sagrestia, entrambi con volta a crociera.

Dopo un incendio avvenuto nel 1796, la chiesa fu restaurata e ricostruita in un misto di stile neoromanico e neogotico. I lavori interessarono anche la torre, che ricevette un nuovo tetto più elegante, e la navata, a cui fu dato un soffitto piatto.

Visitando la chiesa oggi non è difficile rendersi conto che gli anni di maggior splendore siano passati da tempo. La struttura è fatiscente e l’interno presenta numerosi danni. L’intonaco è scrostato, i vetri di alcune finestre sono rotti e dove un tempo c’era l’orologio, oggi ci sono dischi arrugginiti.

Cupola della chiesa di San Giorgio a Chiesa di San Giorgio a Luková – il copyright di questa immagine ci appartiene

Il progetto artistico di Hadrava

Perché la chiesa di San Giorgio merita attenzione: il progetto artistico di Hadrava

Il crollo del 1968: quando il soffitto divenne un presagio

Ebbene, si narra che nel 1968, durante un funerale, un pezzo del soffitto cadde ed i credenti (e doppiamente dolenti, vista la tegola che li aveva colpiti in testa) si convinsero che fosse un cattivo presagio, cosicché la chiesa venne definitivamente chiusa. Negli anni successivi si pensò solamente a non farla crollare. Quindi, ogni tanto alcuni lavori di ristrutturazione venivano organizzati per garantire la sicurezza l’edificio.

Jakub Hadrava e la tesi ‘Ascoltare i luoghi abbandonati’ (2012)

Nel 2012, tuttavia, lo studente Jakub Hadrava di Plzeň scelse la chiesa di Svatý Jiří a Luková come oggetto della sua tesi di laurea. La tesi, intitolata “La mia mente” (Má mysl, in ceco), tratta la capacità di ascoltare i luoghi e rispondere ad essi in modo adeguato.

L’obiettivo era quello di far rivivere il passato nel mondo dello spettatore. In questo caso di riportare in vita un’immagine della chiesa al tempo in cui era usata da persone per le quali la fede era una parte naturale della vita.

Hadrava si rese conto che gli edifici abbandonati in generale e le chiese in particolare sono luoghi estremamente interessanti e forti e creare sculture in quegli spazi era per lui una sfida. Secondo lo studente, la chiesa, essendo il luogo di incontro con Dio, come maestro morale, è un luogo che è principalmente destinato a coltivare il bene nelle persone. Il fatto che tante chiese siano ora vuote e cadano in rovina, come il caso di Luková, si riflette nella condizione delle persone di oggi, che sono mentalmente in decomposizione e successivamente cadono a pezzi.

Per Hadrava il potere della statua deriva in gran parte dal luogo in essa cui prende vita e se la statua stessa è conforme al luogo in cui si trova. Quindi, creare sculture in determinati spazi genera una sinergia di forza tra il luogo e la statua e si può creare un legame insolitamente forte.

Il progetto: 32 sculture in gesso per resacralizzare Luková

Come nascono le sculture: il metodo del gesso e i volontari

Modello di ciascuna statua sono persone vere ed esistenti. I volontari che parteciparono al progetto furono avvolti in un involucro di plastica, poi coperti con lenzuola ed infine bagnati con il gesso.

Sembrerebbe che le statue rappresentino i tedeschi dei Sudeti che vivevano nel villaggio e per i quali la fede era parte integrante della vita. Hadrava ha voluto ricordare le anime dei fedeli che sono rimasti leali alla chiesa anche nei momenti più difficili.

Oggigiorno, queste figure vestite di bianco siedono tranquillamente nei banchi di legno della chiesa.
Si tratta di credenti che pregano in silenzio, a capo chino, senza muoversi, né respirare.
Ad alcune statue è stato aggiunto del fosforo, quindi si illuminano di sera e sembrano molto più misteriose del solito.

Grazie al lavoro di Jakub Hadrava, la chiesa è arrivata all’attenzione del pubblico e sta avendo una nuova possibilità. Sempre più persone passano a dare un occhio e le loro donazioni donazioni hanno reso possibili alcuni lavori di restauro alla facciata. Il piano di raccolta di donazioni volontarie continua ad andare avanti e servirà per i lavori di riparazione futuri. E sarà proprio grazie a questo piano che sarà possibile salvare la chiesa in maniera completa, facendo sì che le panche all’interno si riempiano nuovamente di persone reali.

Per avere tutte le informazioni sulla chiesa potete consultare la pagina ufficiale. Sembra vecchia, ma gli aggiornamenti agli orari d’apertura sono regolari. Durante l’inverno la chiesa è di solito chiusa e riapre in primavera. In estate vengono organizzate visite guidate, anche notturne.

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Palác Akropolis: il monumento Art deco di Žižkov dove teatro, musica e nightlife si incontrano

Palác Akropolis
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Palác Akropolis: monumento Art deco

Il palazzo di Žižkov dove teatro, musica e nightlife si incontrano.

Il Palác Akropolis è un famoso palazzo monumentale del quartiere Žižkov, a Praga.
Lo stile della facciata rientra nell’Art deco e mescola un layout originale a colori moderni.
Il simbolo dell’occhio magico pulsante tra le parole Palác e Akropolis sulla facciata è dell’artista František Skála, che ha sostituito un vecchio fiore in plastica.

Storia

Nel marzo del 1927 l’architetto Rudolf Václav Svoboda iniziò la costruzione dell’edificio. Secondo il progetto, il palazzo doveva includere un caffè ed una sala teatrale al piano terra. Nella parte superiore si trovavano appartamenti lussuosi, occupati principalmente da inquilini dell’allora alta società praghese.

La storia del Palác Akropolis: dalla crisi economica al rilancio (1927-1991)

Come conseguenza della Grande Depressione, che portò ad una crisi economica, Svoboda fu costretto a vendere il palazzo Akropolis. La compagnia di sepoltura dei cimiteri di Praga lo comprò ed il teatro cadde nel dimenticatoio.

Nel 1928 la band del Teatro della commedia di Praga, guidato da Prokop Laichter, affittò il palazzo ed aprì una nuova sala teatrale. L’inaugurazione del nuovo teatro avvenne il 28 Febbraio, con la rappresentazione della commedia di Jiří Mahen “Ulička Odvahy” (il vicolo del coraggio). Da allora, il Teatro Akropolis continuò ad operare ininterrottamente fino al 1940.

Durante la seconda guerra mondiale il teatro venne usato come cinema e, finita la guerra, nel 1948, funse da magazzino e mensa per lavoratori e pensionati.
Finalmente, nel 1991, l’agenzia teatrale e musicale Žižkov acquistò il Palác Akropolis, occupandosi della vasta ricostruzione degli spazi interni.

L’Akropolis oggi

Il Palác Akropolis (o semplicemente “Akráč” in dialetto praghese) è un centro per la musica e per il teatro ed ha ricevuto diversi importanti riconoscimenti, come “Miglior Club Rock” dal settimanale Prague Post nel 1999.

Nel 1992, František Skála e l’architetto David Vávra hanno dato il via ad un nuovo progetto artistico ridecorando gli interni, che vennero premiati con il “Gran Premio della Comunità degli Architetti Cechi” nel 1996.

Cosa trovi inside Palác Akropolis: spazi, concerti e programma live

Gli stili musicali e gli artisti che suonano al Palác Akropolis

Al piano terra del palazzo si trova la sala principale, dove si svolgono concerti e spettacoli di vario genere musicale e teatrale. Sono poi presenti due bar e una caffetteria.

Sul sito ufficiale si trovano tutte le informazioni riguardo gli ultimi concerti e spettacoli e anche di più.

Altro in Vita notturna


Gli oblò di Náplavka: quando i sotterranei della Vltava diventano architettura

Gli oblò giganti di Náplavka
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Náplavka Praga: i nuovi oblò delle celle Vltava dopo la ristrutturazione 2019

Sulle sponde della Vltava ci sono venti sotterranei, che storicamente servivano come magazzini per il legname e altri carichi trasportati dalle barche. Questi spazi sono stati ricostruiti sulla base di un progetto dell’architetto Petr Janda e del suo studio Brainwork.
Le sei celle sulla Náplavka di Rašínovo nábřeží (lungofiume Rašin) sono state dotate, ognuna, di un vetro rotante gigante, che crea l’impressione di un oblò. Le celle su Hořejší nábřeží (il lungofiume superiore, a Smíchov) hanno porte con un disegno più convenzionale.

L’idea principale della ricostruzione delle celle sotterranee era la connessione più semplice e più pulita possibile tra lo spazio interno e quello esterno. Quindi si è pensato di aggiungere vetri giganti per far sì che chi sia all’interno possa avere una connessione continua con l’esterno.
Questi grandi oblò sono essenzialmente porte finestre girevoli a bilico, che si incastrano perfettamente con le volte ad arco delle celle sul lato di Rašínovo nábřeží.

Ogni finestra è diversa dall’altra, poiché ogni cella ha dimensioni e forma diverse. La costruzione di base è comunque la stessa: un solido telaio e un’ala rotante, entrambi in acciaio. L’ala più grande misura più di 5,4 metri di diametro e pesa più di 2 tonnellate.
Parte del lavoro di ricostruzione ha richiesto anche la costruzione di efficaci misure di controllo delle inondazioni, che dovrebbero prevenire eventuali danni in caso di alluvione.

Funzionamento

L’apertura delle sei porte finestre è comandata da sensori e da un motore. Ogni finestra è dotata di cinque sensori in modo da potersi aprire e chiudere rapidamente, così da prevenire le collisioni con chi entra o esce. Le porte possono essere fissate in diverse posizioni.

L’asse inclinato dopo l’apertura permette di ottenere uno spazio di ingresso sufficiente al passaggio.

Allo stesso tempo, le aree delle porte di tutte le celle non sono isolate al 100% dall’ambiente circostante, soprattutto perché è necessario garantire la ventilazione e la protezione dall’umidità. I sotterranei sono per tre lati sotto terra e quindi non isolati dall’esterno.

Tutte le celle hanno un sistema nascosto di controllo dell’aria interna con un sistema di aria condizionata a ricircolo. Il riscaldamento avviene tramite radiatori, con un sistema sotto il pavimento e ad infrarossi.

Cosa c’è dentro: bar, gallerie e laboratori creativi

Su Rašínovo nábřeží si trovano: il bar galleria (A)void Gallery + (A)void Bar, il bar Kobka 6, il bar di bici Bike7, il bar bistro zero waste Lab  e l’ufficio della compagnia di navigazione a vapore di Praga.

Sull’Hořejší nábřeží si ha: il laboratorio creativo U Jednoho stolu, il bar Kobka 8, il bar con giardino Hoax, il bar galleria 9ÍTKA, il bar Kobka 15, il bar e laboratorio Dílna, il laboratorio di quartiere della biblioteca comunale Dok16 e la Marina Gallery.

Molti dei locali sopra menzionati sono aperti tutto l’anno, anche in inverno, e offrono la possibilità di godere di una bevanda al caldo, mentre si apprezza e si gioisce della vista sulla Vltava e di Praga.

Note

  • Náplavka non vuol dire argine, come erroneamente si tende a pensare, ma golena

Approfondimenti: il dizionario nautico di Praga


Il tram abbandonato sulla D1: la storia dello strano caso di Čestlice dal 2019

Tram sulla D1
Tram sulla D1 - copyright dppoficialni twitter

Tram abbandonato compare a Praga

A maggio del 2019 un tram abbandonato è apparso dietro la recinzione di un campo al 7° chilometro dell’autostrada D1, vicino al villaggio di Čestlice, appena fuori Praga.

L’azienda del trasporto pubblico di Praga chiese subito, tramite un tweet, chi fosse il proprietario del tram sulla D1.

Il giorno successivo, l’allora ministro dei Trasporti, Vladimír Kremlík, ne richiese la rimozione, sempre via Twitter. Si pensava che il veicolo fosse stato messo in quella posizione come affronto alla legge, allora da poco introdotta, che vieta i cartelloni pubblicitari sulle autostrade ceche.

Chi c’è dietro: Domo Development e il progetto fallito di Čestlice

Il proprietario è la società Domo Development, che ha acquistato la vettura 8603 del tram T6A5 per 351 mila corone.

L’azienda sostenne di aver posizionato il tram sul suo terreno ad una distanza sufficientemente sicura dall’autostrada da non mettere in pericolo nessuno. Domo Development, insieme a PSJ Investors, avevano comprato un grande appezzamento di terreno a Čestlice con lo scopo di creare una grande zona commerciale. Il progetto sembra essere poi stato bloccato per via di alcuni disaccordi con i comuni vicini ed alcune associazioni della zona. Il tram è oggi ancora li, dopo quasi tre anni. E’ stato ripetutamente danneggiato e ricoperto da graffiti e tag; inoltre i vandali hanno anche rotto i finestrini e manomesso altre parti.

Cosa ne sarà del tram della D1

Per motivi di sicurezza, il proprietario ha quindi avvolto il tram in fogli di alluminio e plastica, ma non sono durati molto. Per prevenire ulteriori danni sono state installate telecamere di videosorveglianza sul tram, che hanno dato il via ad alcune denunce. Il proprietario prevede di riparare il tram e crede che un giorno servirà allo scopo originariamente previsto.

Approfondimenti: il sistema dei tram a Praga e la storia dei trasporti cechi


Praga per studenti: 7ª città al mondo nel ranking The Campus Advisor

Paesaggio di První nádvoří Pražského hradu Praga 1.L'indagine ha coinvolto 12.164 studenti di tutto il mondo, che hanno dovuto votare la propria città. La capitale ceca si è classificata al settimo posto nel mondo.
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L’indagine globale su 12.164 studenti

Gli studenti di tutto il mondo hanno dovuto votare la propria città basandosi su diversi criteri.

Cosa rende una città universitaria migliore delle altre? Il costo della vita, la comunità locale e l’intrattenimento locale sono sicuramente tra i fattori presi più spesso in considerazione dagli studenti universitari.

Basandosi su questi criteri, il portale The Campus Advisor ha condotto uno studio e ha scoperto che Praga è una delle prime dieci città al mondo per gli universitari.

La capitale ceca si è classificata al settimo posto nel mondo e al terzo posto nell’Unione Europea.

Praga ha ottenuto un punteggio finale di 4,40 su 5, ricavato dalla media dei voti ottenuti in sei diverse aree di valutazione. Nello specifico:

  • 4,70 per la cordialità degli studenti;
  • 4,61 per la vita notturna;
  • 4,53 per i trasporti pubblici;
  • 4,43 per la sicurezza;
  • 4,22 per i servizi
  • 3,90 per il costo della vita.

Le città dell’UE con il punteggio più alto sono state Vienna (quarta in assoluto) e Berlino (sesta). Secondo The Campus Advisor, le prime tre città al mondo in cui studiare sono Melbourne (Australia), Newcastle (Inghilterra) e Seul (Corea del Sud).

Alcuni dei risultati non sorprendono affatto. La città è conosciuta come uno dei fulcri della vita notturna dell’Europa centrale, e i trasporti pubblici e un alto livello di sicurezza sono spesso citati come alcune delle cose migliori della vita nella capitale ceca.

Costo della vita e cordialità a Praga: perché gli studenti affrontano un aumento

E se il punteggio relativamente basso per il costo della vita potrebbe lasciare perplesso qualcuno, non è un segreto che l’inflazione stia facendo salire i prezzi in tutta l’economia ceca, per non parlare dell’aumento degli affitti nella capitale.

Inoltre, il punteggio molto alto della città per la cordialità contrasta con altri studi sugli expat, che spesso citano l’ostilità da parte della gente del posto come uno dei principali aspetti negativi vissuti da studenti stranieri e residenti a Praga.

Praga: vita notturna, trasporti e sicurezza

I punteggi di Praga per studenti includono dettagli su vita notturna, trasporti e sicurezza.


Vocabolario nautico ceco: guida ironica tra fiumi, laghi e oceani

Dizionario nautico
Ivan K. Ajvazovskij, "la nona onda". Foto di Hovhannes https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21854187

Dizionario nautico ceco senza mare

La Repubblica Ceca non ha il mare, ciò nonostante c’è chi si ostina a non fare a meno del pesce. Eccovi il dizionario nautico.

Premettiamo che il dizionario nautico, un po’ per il nostro scarso amore verso il mare e un po’ per la mancanza di cui sopra, è per certo pesantemente incompleto. Siete caldamente invitati a suggerire aggiunte. Il Canepa ha la precedenza.

Pronunzia del ceco: guida alle lettere fondamentali e alla lettura

Per chi ancora non ha imparato a leggere in ceco – qui c’è la pronuncia delle lettere

Sladkovodní námořní slovník – dizionario nautico d’acqua dolce

Říční zeměpis – Geografia fluviale

  • ledovec – ghiacciaio
  • řeka – fiume
  • říčka – torrente (roba poco diffusa qui)
  • potok – ruscello
  • jezero – lago
  • rybník – rybník
  • vodopád – cascata
  • meander – ansa o meandro
  • bažina – palude
  • ústí – foce
  • Labe – Elba
  • Odra – Oder
  • Visla – Vistola
  • Dunaj – Danubio
  • Tisa – Tibisco
  • Litava – Leita (tutti gli altri dalla Daugava all’Amur hanno nomi uguali ai nostri)
  • Pád – Po
  • Adiže – Adige (solo per il Pieralli)
  • Tiber – Tevere
  • Soča – Isonzo (tutti gli altri dall’Arno al Timavo si tengono il nome italiano)

Říční živočiši – Fauna fluviale

  • Ryba – pesce
  • Štika – luccio
  • Candát – sander
  • Okoun – pesce persico
  • Jeseter – storione
  • Losos – salmone
  • Pstruh – trota
  • Žába – rana
  • Uhoř – bisate/capitone/anguilla
  • Kapr & nutrie- #evabbé
  • Krokodýl – coccodrillo (cui aggiungiamo aligátor e kajman)
  • Bobr – castoro (con annessi anche tutti i plurimi significati della lingua di Shakespeare)
  • Vydra – Lontra

Slanovodní námořní slovník – dizionario nautico d’acqua salata

Mořský zeměpis – Geografia marina

  • Ostrov – isola
  • (Italský) poloostrov – penisola (italiana)
  • Souostroví – arcipelago
  • Korálovy útes – barriera corallina
  • Písečná kosa – lingua di sabbia
  • Písek – sabbia
  • Záliv – golfo, laguna e baia
  • Zátoka – insenatura
  • Šije – istmo
  • (Messinský) průliv – stretto (di Messina)
  • Rudé moře a Černé moře – Mar rosso e Mar nero
  • Středozemské moře – Mar mediterraneo
  • Jadranské moře – Mare adriatico (tutti gli altri han nomi uguali all’italiano)
  • Tichý oceán – Oceano pacifico (gli altri due han nomi uguali all’italiano)
  • Gronsko – Groenlandia
  • Bermudský trojúhelník – #evabbé, ma così ci metto l’articolo su ů e ú

Předpověď počasí: lessico meteo-marino in ceco

  • Záplavy – alluvioni e straripamenti
  • Hurakán – uragano
  • Cyklona + (azorská) anticyklona – ciclone + anticiclone (delle Azzorre)
  • Mořský proud – Corrente marina
  • Maracaibo, moře stupeň devět – Maracaibo, mare forza 9

Mořští živočichové – Animali marini (invertebrati complessi e vertebrati)

  • Racek – essere malvagio, maligno e malefico 
  • Tuňák – tonno
  • Tučňák – pinguino (lett. “er grassazzo”)
  • Lachtan – otaria, foca
  • Mrož lední – tricheco
  • Velryba – balena (velká-ryba, pesce grande anche se è un mammifero)
  • Vorvaň – Capodoglio
  • Narval & Delfin – #eddaiperò
  • Žralok – squalo (da žrát, divorare)
  • Mečoun – pesce spada (da meč, spada)
  • Makrela – sgombro
  • Pražma – orata
  • Parmice – triglia
  • Kanic – cernia
  • Zubatec – dentice (in effetti… da zub, dente)
  • Štikozubec – nasello
  • Morčák / mořský vlk – branzino / spigola
  • Pakambala / kambala – rombo
  • Treska – merluzzo, da cui si ricavano
  • Rybí prsty – bastoncini Findus,
  • Sušený ryb – stoccafisso (dall’olandese Stock-visch, pesce conservato), e
  • Sušený solený ryb – baccalà (almeno secondo eur-lex)
  • Sleď – aringa
  • Ančovičky – NDP alici
  • Pangas – pangasio

Phylum animali: invertebrati pluricellulari (sotto-categoria della fauna marina)

Plazi, měkkýši, korýši, žahavci, ostnokožci – Rettili, molluschi, crostacei, celenterati, echinodermi

  • (Ninja) želvy – tartarughe (ninja)
  • mušle – mitili, per est. cozze
  • slávky – cozze blu
  • zelené slávky – cozze verdi della Nuova Zelanda
  • škeble – vongole
  • ustřice – ostrica
  • kalamár – #eddaiperò, ma attenzione che
  • kalamář – calamaio
  • chobotnice – affare con tentacoli (piovra o polpo)
  • sépie – #eddaiperò
  • krevety – gamberetti
  • krab – granchio
  • rak poustevníček – io, ma meno creativo (secondo Erika almeno)
  • langusta – aragosta
  • humr – astice
  • medúza – #eannamo
  • hvězdice – stella marina

Termini nautici complementari: barche, strumenti e ordini

Dopravní prostředky – Aggeggi di trasporto

  • Člun – barca
  • Vor – zattera (dacché penso il capodoglio si chiami Vorvaň perché le cappotta)
  • Loď – nave
  • Plachetnice – qualsiasi cosa abbia almeno una vela (plachta) e sia più grande di un windsurf
  • Plavidlo – natante (da plavat, nuotare)
  • Šlapadlo – pedalò
  • Zaoceánská loď – transatlantico
  • Parní loď – piro-scafo
  • Křižník – incrociatore
  • (Raketonosná) ponorka třídy “Tajfun” – sottomarino (nucleare) di classe Tifone
  • Letadlová loď – portaerei
  • Triéra – trireme
  • Karavela – a scanso di equivoci, che questa può servire
  • Galéra + Galeasa – Galea e galeazza (per quelli tra noi che son stati a Lepanto)
  • poi i rimanenti Galeone, Fregata, Batiscafo, Giunca, Prahos rimangono piuttosto uguali

Další hogofoga – ulteriori diavolerie

  • Rybářský prut – canna da pesca
  • Rybářská síť – rete da pesca
  • Kormidlo – timone
  • Veslo – remo
  • plachta – vela

Pokyny a Příkazy – istruzioni e ordini

  • Upoutejte ten provaz! – cazzi quella gomena! (o almeno credo)

Lidské tvorby – Creazioni antropiche

  • Ropovod, plynovod e vodovod – oleodotto, gasdotto e acquedotto (o anche rubinetto)
  • Přistav – porto
  • Přístaviště – banchine
  • Hráz – argine
  • Náplavka – golena (che tanto sapete tutti cosa sia)
  • Přehrada – diga
  • Atlantida – Atlantide
  • Lemurie – Lemuria
  • Mimozemšťani – extraterrestri (già che con Atlantide è partita il complesso di Roberto Giacobbo) tra cui spicca immancabile
  • Vetřelec – Xenomorfo
  • Dvacet tisíc mil pod mořem – 20.000 leghe sotto i mari
  • Tajemství modré vody – Il mistero della pietra azzurra

Tutti gli articoli della rubrica Ceco in pillole

Qui trovate invece il volume che dà una panoramica della lingua ceca

Ceco in pillole vol. #0: la lingua ceca, basi e domande


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