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Chiesa di San Giorgio a Luková: quando l’arte resacralizza un edificio abbandonato

Chiesa di San Giorgio a Luková
Chiesa di San Giorgio a Luková - il copyright di questa immagine ci appartiene

Chiesa di San Giorgio a Luková: storia medievale e rilancio artistico

Dalla fondazione medievale alla chiusura del 1968

La prima menzione di Luková si trova nel documento di fondazione del monastero di Kladruby del 1115. Negli anni 1420 – 1546, Luková passò nelle mani di diverse famiglie aristocratiche (Švamberk, Šlik, Hrobčič , Lažan) come parte della tenuta Manětín.
Passando a tempi più recenti, nel 1946 a Luková si contavano ben 22 case, alcune delle quali a rischio di demolizione. Il paese è dominato dalla chiesa di San Giorgio, situata sulla collina.

La costruzione della chiesa risale al XIII secolo. L’edificio era ovviamente in stile gotico, ma durante le guerre hussite del 1400 fu distrutto quasi completamente. Di questo edificio gotico sono sopravvissuti, dopo i restauri del XVI secolo, solo il presbiterio e la sagrestia, entrambi con volta a crociera.

Dopo un incendio avvenuto nel 1796, la chiesa fu restaurata e ricostruita in un misto di stile neoromanico e neogotico. I lavori interessarono anche la torre, che ricevette un nuovo tetto più elegante, e la navata, a cui fu dato un soffitto piatto.

Visitando la chiesa oggi non è difficile rendersi conto che gli anni di maggior splendore siano passati da tempo. La struttura è fatiscente e l’interno presenta numerosi danni. L’intonaco è scrostato, i vetri di alcune finestre sono rotti e dove un tempo c’era l’orologio, oggi ci sono dischi arrugginiti.

Cupola della chiesa di San Giorgio a Chiesa di San Giorgio a Luková – il copyright di questa immagine ci appartiene

Il progetto artistico di Hadrava

Perché la chiesa di San Giorgio merita attenzione: il progetto artistico di Hadrava

Il crollo del 1968: quando il soffitto divenne un presagio

Ebbene, si narra che nel 1968, durante un funerale, un pezzo del soffitto cadde ed i credenti (e doppiamente dolenti, vista la tegola che li aveva colpiti in testa) si convinsero che fosse un cattivo presagio, cosicché la chiesa venne definitivamente chiusa. Negli anni successivi si pensò solamente a non farla crollare. Quindi, ogni tanto alcuni lavori di ristrutturazione venivano organizzati per garantire la sicurezza l’edificio.

Jakub Hadrava e la tesi ‘Ascoltare i luoghi abbandonati’ (2012)

Nel 2012, tuttavia, lo studente Jakub Hadrava di Plzeň scelse la chiesa di Svatý Jiří a Luková come oggetto della sua tesi di laurea. La tesi, intitolata “La mia mente” (Má mysl, in ceco), tratta la capacità di ascoltare i luoghi e rispondere ad essi in modo adeguato.

L’obiettivo era quello di far rivivere il passato nel mondo dello spettatore. In questo caso di riportare in vita un’immagine della chiesa al tempo in cui era usata da persone per le quali la fede era una parte naturale della vita.

Hadrava si rese conto che gli edifici abbandonati in generale e le chiese in particolare sono luoghi estremamente interessanti e forti e creare sculture in quegli spazi era per lui una sfida. Secondo lo studente, la chiesa, essendo il luogo di incontro con Dio, come maestro morale, è un luogo che è principalmente destinato a coltivare il bene nelle persone. Il fatto che tante chiese siano ora vuote e cadano in rovina, come il caso di Luková, si riflette nella condizione delle persone di oggi, che sono mentalmente in decomposizione e successivamente cadono a pezzi.

Per Hadrava il potere della statua deriva in gran parte dal luogo in essa cui prende vita e se la statua stessa è conforme al luogo in cui si trova. Quindi, creare sculture in determinati spazi genera una sinergia di forza tra il luogo e la statua e si può creare un legame insolitamente forte.

Il progetto: 32 sculture in gesso per resacralizzare Luková

Come nascono le sculture: il metodo del gesso e i volontari

Modello di ciascuna statua sono persone vere ed esistenti. I volontari che parteciparono al progetto furono avvolti in un involucro di plastica, poi coperti con lenzuola ed infine bagnati con il gesso.

Sembrerebbe che le statue rappresentino i tedeschi dei Sudeti che vivevano nel villaggio e per i quali la fede era parte integrante della vita. Hadrava ha voluto ricordare le anime dei fedeli che sono rimasti leali alla chiesa anche nei momenti più difficili.

Oggigiorno, queste figure vestite di bianco siedono tranquillamente nei banchi di legno della chiesa.
Si tratta di credenti che pregano in silenzio, a capo chino, senza muoversi, né respirare.
Ad alcune statue è stato aggiunto del fosforo, quindi si illuminano di sera e sembrano molto più misteriose del solito.

Grazie al lavoro di Jakub Hadrava, la chiesa è arrivata all’attenzione del pubblico e sta avendo una nuova possibilità. Sempre più persone passano a dare un occhio e le loro donazioni donazioni hanno reso possibili alcuni lavori di restauro alla facciata. Il piano di raccolta di donazioni volontarie continua ad andare avanti e servirà per i lavori di riparazione futuri. E sarà proprio grazie a questo piano che sarà possibile salvare la chiesa in maniera completa, facendo sì che le panche all’interno si riempiano nuovamente di persone reali.

Per avere tutte le informazioni sulla chiesa potete consultare la pagina ufficiale. Sembra vecchia, ma gli aggiornamenti agli orari d’apertura sono regolari. Durante l’inverno la chiesa è di solito chiusa e riapre in primavera. In estate vengono organizzate visite guidate, anche notturne.

Scopri altri luoghi nascosti fuori Praga


Palác Akropolis: il monumento Art deco di Žižkov dove teatro, musica e nightlife si incontrano

Palác Akropolis
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Palác Akropolis: monumento Art deco

Il palazzo di Žižkov dove teatro, musica e nightlife si incontrano.

Il Palác Akropolis è un famoso palazzo monumentale del quartiere Žižkov, a Praga.
Lo stile della facciata rientra nell’Art deco e mescola un layout originale a colori moderni.
Il simbolo dell’occhio magico pulsante tra le parole Palác e Akropolis sulla facciata è dell’artista František Skála, che ha sostituito un vecchio fiore in plastica.

Storia

Nel marzo del 1927 l’architetto Rudolf Václav Svoboda iniziò la costruzione dell’edificio. Secondo il progetto, il palazzo doveva includere un caffè ed una sala teatrale al piano terra. Nella parte superiore si trovavano appartamenti lussuosi, occupati principalmente da inquilini dell’allora alta società praghese.

La storia del Palác Akropolis: dalla crisi economica al rilancio (1927-1991)

Come conseguenza della Grande Depressione, che portò ad una crisi economica, Svoboda fu costretto a vendere il palazzo Akropolis. La compagnia di sepoltura dei cimiteri di Praga lo comprò ed il teatro cadde nel dimenticatoio.

Nel 1928 la band del Teatro della commedia di Praga, guidato da Prokop Laichter, affittò il palazzo ed aprì una nuova sala teatrale. L’inaugurazione del nuovo teatro avvenne il 28 Febbraio, con la rappresentazione della commedia di Jiří Mahen “Ulička Odvahy” (il vicolo del coraggio). Da allora, il Teatro Akropolis continuò ad operare ininterrottamente fino al 1940.

Durante la seconda guerra mondiale il teatro venne usato come cinema e, finita la guerra, nel 1948, funse da magazzino e mensa per lavoratori e pensionati.
Finalmente, nel 1991, l’agenzia teatrale e musicale Žižkov acquistò il Palác Akropolis, occupandosi della vasta ricostruzione degli spazi interni.

L’Akropolis oggi

Il Palác Akropolis (o semplicemente “Akráč” in dialetto praghese) è un centro per la musica e per il teatro ed ha ricevuto diversi importanti riconoscimenti, come “Miglior Club Rock” dal settimanale Prague Post nel 1999.

Nel 1992, František Skála e l’architetto David Vávra hanno dato il via ad un nuovo progetto artistico ridecorando gli interni, che vennero premiati con il “Gran Premio della Comunità degli Architetti Cechi” nel 1996.

Cosa trovi inside Palác Akropolis: spazi, concerti e programma live

Gli stili musicali e gli artisti che suonano al Palác Akropolis

Al piano terra del palazzo si trova la sala principale, dove si svolgono concerti e spettacoli di vario genere musicale e teatrale. Sono poi presenti due bar e una caffetteria.

Sul sito ufficiale si trovano tutte le informazioni riguardo gli ultimi concerti e spettacoli e anche di più.

Altro in Vita notturna


Gli oblò di Náplavka: quando i sotterranei della Vltava diventano architettura

Gli oblò giganti di Náplavka
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Náplavka Praga: i nuovi oblò delle celle Vltava dopo la ristrutturazione 2019

Sulle sponde della Vltava ci sono venti sotterranei, che storicamente servivano come magazzini per il legname e altri carichi trasportati dalle barche. Questi spazi sono stati ricostruiti sulla base di un progetto dell’architetto Petr Janda e del suo studio Brainwork.
Le sei celle sulla Náplavka di Rašínovo nábřeží (lungofiume Rašin) sono state dotate, ognuna, di un vetro rotante gigante, che crea l’impressione di un oblò. Le celle su Hořejší nábřeží (il lungofiume superiore, a Smíchov) hanno porte con un disegno più convenzionale.

L’idea principale della ricostruzione delle celle sotterranee era la connessione più semplice e più pulita possibile tra lo spazio interno e quello esterno. Quindi si è pensato di aggiungere vetri giganti per far sì che chi sia all’interno possa avere una connessione continua con l’esterno.
Questi grandi oblò sono essenzialmente porte finestre girevoli a bilico, che si incastrano perfettamente con le volte ad arco delle celle sul lato di Rašínovo nábřeží.

Ogni finestra è diversa dall’altra, poiché ogni cella ha dimensioni e forma diverse. La costruzione di base è comunque la stessa: un solido telaio e un’ala rotante, entrambi in acciaio. L’ala più grande misura più di 5,4 metri di diametro e pesa più di 2 tonnellate.
Parte del lavoro di ricostruzione ha richiesto anche la costruzione di efficaci misure di controllo delle inondazioni, che dovrebbero prevenire eventuali danni in caso di alluvione.

Funzionamento

L’apertura delle sei porte finestre è comandata da sensori e da un motore. Ogni finestra è dotata di cinque sensori in modo da potersi aprire e chiudere rapidamente, così da prevenire le collisioni con chi entra o esce. Le porte possono essere fissate in diverse posizioni.

L’asse inclinato dopo l’apertura permette di ottenere uno spazio di ingresso sufficiente al passaggio.

Allo stesso tempo, le aree delle porte di tutte le celle non sono isolate al 100% dall’ambiente circostante, soprattutto perché è necessario garantire la ventilazione e la protezione dall’umidità. I sotterranei sono per tre lati sotto terra e quindi non isolati dall’esterno.

Tutte le celle hanno un sistema nascosto di controllo dell’aria interna con un sistema di aria condizionata a ricircolo. Il riscaldamento avviene tramite radiatori, con un sistema sotto il pavimento e ad infrarossi.

Cosa c’è dentro: bar, gallerie e laboratori creativi

Su Rašínovo nábřeží si trovano: il bar galleria (A)void Gallery + (A)void Bar, il bar Kobka 6, il bar di bici Bike7, il bar bistro zero waste Lab  e l’ufficio della compagnia di navigazione a vapore di Praga.

Sull’Hořejší nábřeží si ha: il laboratorio creativo U Jednoho stolu, il bar Kobka 8, il bar con giardino Hoax, il bar galleria 9ÍTKA, il bar Kobka 15, il bar e laboratorio Dílna, il laboratorio di quartiere della biblioteca comunale Dok16 e la Marina Gallery.

Molti dei locali sopra menzionati sono aperti tutto l’anno, anche in inverno, e offrono la possibilità di godere di una bevanda al caldo, mentre si apprezza e si gioisce della vista sulla Vltava e di Praga.

Note

  • Náplavka non vuol dire argine, come erroneamente si tende a pensare, ma golena

Approfondimenti: il dizionario nautico di Praga


Il tram abbandonato sulla D1: la storia dello strano caso di Čestlice dal 2019

Tram sulla D1
Tram sulla D1 - copyright dppoficialni twitter

Tram abbandonato compare a Praga

A maggio del 2019 un tram abbandonato è apparso dietro la recinzione di un campo al 7° chilometro dell’autostrada D1, vicino al villaggio di Čestlice, appena fuori Praga.

L’azienda del trasporto pubblico di Praga chiese subito, tramite un tweet, chi fosse il proprietario del tram sulla D1.

Il giorno successivo, l’allora ministro dei Trasporti, Vladimír Kremlík, ne richiese la rimozione, sempre via Twitter. Si pensava che il veicolo fosse stato messo in quella posizione come affronto alla legge, allora da poco introdotta, che vieta i cartelloni pubblicitari sulle autostrade ceche.

Chi c’è dietro: Domo Development e il progetto fallito di Čestlice

Il proprietario è la società Domo Development, che ha acquistato la vettura 8603 del tram T6A5 per 351 mila corone.

L’azienda sostenne di aver posizionato il tram sul suo terreno ad una distanza sufficientemente sicura dall’autostrada da non mettere in pericolo nessuno. Domo Development, insieme a PSJ Investors, avevano comprato un grande appezzamento di terreno a Čestlice con lo scopo di creare una grande zona commerciale. Il progetto sembra essere poi stato bloccato per via di alcuni disaccordi con i comuni vicini ed alcune associazioni della zona. Il tram è oggi ancora li, dopo quasi tre anni. E’ stato ripetutamente danneggiato e ricoperto da graffiti e tag; inoltre i vandali hanno anche rotto i finestrini e manomesso altre parti.

Cosa ne sarà del tram della D1

Per motivi di sicurezza, il proprietario ha quindi avvolto il tram in fogli di alluminio e plastica, ma non sono durati molto. Per prevenire ulteriori danni sono state installate telecamere di videosorveglianza sul tram, che hanno dato il via ad alcune denunce. Il proprietario prevede di riparare il tram e crede che un giorno servirà allo scopo originariamente previsto.

Approfondimenti: il sistema dei tram a Praga e la storia dei trasporti cechi


Praga per studenti: 7ª città al mondo nel ranking The Campus Advisor

Paesaggio di První nádvoří Pražského hradu Praga 1.L'indagine ha coinvolto 12.164 studenti di tutto il mondo, che hanno dovuto votare la propria città. La capitale ceca si è classificata al settimo posto nel mondo.
Photo by Pavel S on Unsplash

L’indagine globale su 12.164 studenti

Gli studenti di tutto il mondo hanno dovuto votare la propria città basandosi su diversi criteri.

Cosa rende una città universitaria migliore delle altre? Il costo della vita, la comunità locale e l’intrattenimento locale sono sicuramente tra i fattori presi più spesso in considerazione dagli studenti universitari.

Basandosi su questi criteri, il portale The Campus Advisor ha condotto uno studio e ha scoperto che Praga è una delle prime dieci città al mondo per gli universitari.

La capitale ceca si è classificata al settimo posto nel mondo e al terzo posto nell’Unione Europea.

Praga ha ottenuto un punteggio finale di 4,40 su 5, ricavato dalla media dei voti ottenuti in sei diverse aree di valutazione. Nello specifico:

  • 4,70 per la cordialità degli studenti;
  • 4,61 per la vita notturna;
  • 4,53 per i trasporti pubblici;
  • 4,43 per la sicurezza;
  • 4,22 per i servizi
  • 3,90 per il costo della vita.

Le città dell’UE con il punteggio più alto sono state Vienna (quarta in assoluto) e Berlino (sesta). Secondo The Campus Advisor, le prime tre città al mondo in cui studiare sono Melbourne (Australia), Newcastle (Inghilterra) e Seul (Corea del Sud).

Alcuni dei risultati non sorprendono affatto. La città è conosciuta come uno dei fulcri della vita notturna dell’Europa centrale, e i trasporti pubblici e un alto livello di sicurezza sono spesso citati come alcune delle cose migliori della vita nella capitale ceca.

Costo della vita e cordialità a Praga: perché gli studenti affrontano un aumento

E se il punteggio relativamente basso per il costo della vita potrebbe lasciare perplesso qualcuno, non è un segreto che l’inflazione stia facendo salire i prezzi in tutta l’economia ceca, per non parlare dell’aumento degli affitti nella capitale.

Inoltre, il punteggio molto alto della città per la cordialità contrasta con altri studi sugli expat, che spesso citano l’ostilità da parte della gente del posto come uno dei principali aspetti negativi vissuti da studenti stranieri e residenti a Praga.

Praga: vita notturna, trasporti e sicurezza

I punteggi di Praga per studenti includono dettagli su vita notturna, trasporti e sicurezza.


Vocabolario nautico ceco: guida ironica tra fiumi, laghi e oceani

Dizionario nautico
Ivan K. Ajvazovskij, "la nona onda". Foto di Hovhannes https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21854187

Dizionario nautico ceco senza mare

La Repubblica Ceca non ha il mare, ciò nonostante c’è chi si ostina a non fare a meno del pesce. Eccovi il dizionario nautico.

Premettiamo che il dizionario nautico, un po’ per il nostro scarso amore verso il mare e un po’ per la mancanza di cui sopra, è per certo pesantemente incompleto. Siete caldamente invitati a suggerire aggiunte. Il Canepa ha la precedenza.

Pronunzia del ceco: guida alle lettere fondamentali e alla lettura

Per chi ancora non ha imparato a leggere in ceco – qui c’è la pronuncia delle lettere

Sladkovodní námořní slovník – dizionario nautico d’acqua dolce

Říční zeměpis – Geografia fluviale

  • ledovec – ghiacciaio
  • řeka – fiume
  • říčka – torrente (roba poco diffusa qui)
  • potok – ruscello
  • jezero – lago
  • rybník – rybník
  • vodopád – cascata
  • meander – ansa o meandro
  • bažina – palude
  • ústí – foce
  • Labe – Elba
  • Odra – Oder
  • Visla – Vistola
  • Dunaj – Danubio
  • Tisa – Tibisco
  • Litava – Leita (tutti gli altri dalla Daugava all’Amur hanno nomi uguali ai nostri)
  • Pád – Po
  • Adiže – Adige (solo per il Pieralli)
  • Tiber – Tevere
  • Soča – Isonzo (tutti gli altri dall’Arno al Timavo si tengono il nome italiano)

Říční živočiši – Fauna fluviale

  • Ryba – pesce
  • Štika – luccio
  • Candát – sander
  • Okoun – pesce persico
  • Jeseter – storione
  • Losos – salmone
  • Pstruh – trota
  • Žába – rana
  • Uhoř – bisate/capitone/anguilla
  • Kapr & nutrie- #evabbé
  • Krokodýl – coccodrillo (cui aggiungiamo aligátor e kajman)
  • Bobr – castoro (con annessi anche tutti i plurimi significati della lingua di Shakespeare)
  • Vydra – Lontra

Slanovodní námořní slovník – dizionario nautico d’acqua salata

Mořský zeměpis – Geografia marina

  • Ostrov – isola
  • (Italský) poloostrov – penisola (italiana)
  • Souostroví – arcipelago
  • Korálovy útes – barriera corallina
  • Písečná kosa – lingua di sabbia
  • Písek – sabbia
  • Záliv – golfo, laguna e baia
  • Zátoka – insenatura
  • Šije – istmo
  • (Messinský) průliv – stretto (di Messina)
  • Rudé moře a Černé moře – Mar rosso e Mar nero
  • Středozemské moře – Mar mediterraneo
  • Jadranské moře – Mare adriatico (tutti gli altri han nomi uguali all’italiano)
  • Tichý oceán – Oceano pacifico (gli altri due han nomi uguali all’italiano)
  • Gronsko – Groenlandia
  • Bermudský trojúhelník – #evabbé, ma così ci metto l’articolo su ů e ú

Předpověď počasí: lessico meteo-marino in ceco

  • Záplavy – alluvioni e straripamenti
  • Hurakán – uragano
  • Cyklona + (azorská) anticyklona – ciclone + anticiclone (delle Azzorre)
  • Mořský proud – Corrente marina
  • Maracaibo, moře stupeň devět – Maracaibo, mare forza 9

Mořští živočichové – Animali marini (invertebrati complessi e vertebrati)

  • Racek – essere malvagio, maligno e malefico 
  • Tuňák – tonno
  • Tučňák – pinguino (lett. “er grassazzo”)
  • Lachtan – otaria, foca
  • Mrož lední – tricheco
  • Velryba – balena (velká-ryba, pesce grande anche se è un mammifero)
  • Vorvaň – Capodoglio
  • Narval & Delfin – #eddaiperò
  • Žralok – squalo (da žrát, divorare)
  • Mečoun – pesce spada (da meč, spada)
  • Makrela – sgombro
  • Pražma – orata
  • Parmice – triglia
  • Kanic – cernia
  • Zubatec – dentice (in effetti… da zub, dente)
  • Štikozubec – nasello
  • Morčák / mořský vlk – branzino / spigola
  • Pakambala / kambala – rombo
  • Treska – merluzzo, da cui si ricavano
  • Rybí prsty – bastoncini Findus,
  • Sušený ryb – stoccafisso (dall’olandese Stock-visch, pesce conservato), e
  • Sušený solený ryb – baccalà (almeno secondo eur-lex)
  • Sleď – aringa
  • Ančovičky – NDP alici
  • Pangas – pangasio

Phylum animali: invertebrati pluricellulari (sotto-categoria della fauna marina)

Plazi, měkkýši, korýši, žahavci, ostnokožci – Rettili, molluschi, crostacei, celenterati, echinodermi

  • (Ninja) želvy – tartarughe (ninja)
  • mušle – mitili, per est. cozze
  • slávky – cozze blu
  • zelené slávky – cozze verdi della Nuova Zelanda
  • škeble – vongole
  • ustřice – ostrica
  • kalamár – #eddaiperò, ma attenzione che
  • kalamář – calamaio
  • chobotnice – affare con tentacoli (piovra o polpo)
  • sépie – #eddaiperò
  • krevety – gamberetti
  • krab – granchio
  • rak poustevníček – io, ma meno creativo (secondo Erika almeno)
  • langusta – aragosta
  • humr – astice
  • medúza – #eannamo
  • hvězdice – stella marina

Termini nautici complementari: barche, strumenti e ordini

Dopravní prostředky – Aggeggi di trasporto

  • Člun – barca
  • Vor – zattera (dacché penso il capodoglio si chiami Vorvaň perché le cappotta)
  • Loď – nave
  • Plachetnice – qualsiasi cosa abbia almeno una vela (plachta) e sia più grande di un windsurf
  • Plavidlo – natante (da plavat, nuotare)
  • Šlapadlo – pedalò
  • Zaoceánská loď – transatlantico
  • Parní loď – piro-scafo
  • Křižník – incrociatore
  • (Raketonosná) ponorka třídy “Tajfun” – sottomarino (nucleare) di classe Tifone
  • Letadlová loď – portaerei
  • Triéra – trireme
  • Karavela – a scanso di equivoci, che questa può servire
  • Galéra + Galeasa – Galea e galeazza (per quelli tra noi che son stati a Lepanto)
  • poi i rimanenti Galeone, Fregata, Batiscafo, Giunca, Prahos rimangono piuttosto uguali

Další hogofoga – ulteriori diavolerie

  • Rybářský prut – canna da pesca
  • Rybářská síť – rete da pesca
  • Kormidlo – timone
  • Veslo – remo
  • plachta – vela

Pokyny a Příkazy – istruzioni e ordini

  • Upoutejte ten provaz! – cazzi quella gomena! (o almeno credo)

Lidské tvorby – Creazioni antropiche

  • Ropovod, plynovod e vodovod – oleodotto, gasdotto e acquedotto (o anche rubinetto)
  • Přistav – porto
  • Přístaviště – banchine
  • Hráz – argine
  • Náplavka – golena (che tanto sapete tutti cosa sia)
  • Přehrada – diga
  • Atlantida – Atlantide
  • Lemurie – Lemuria
  • Mimozemšťani – extraterrestri (già che con Atlantide è partita il complesso di Roberto Giacobbo) tra cui spicca immancabile
  • Vetřelec – Xenomorfo
  • Dvacet tisíc mil pod mořem – 20.000 leghe sotto i mari
  • Tajemství modré vody – Il mistero della pietra azzurra

Tutti gli articoli della rubrica Ceco in pillole

Qui trovate invece il volume che dà una panoramica della lingua ceca

Ceco in pillole vol. #0: la lingua ceca, basi e domande


Vršovická Záložna: il capolavoro Art Nouveau di Balšánek a Vršovice

Sala principale
Sala principale della Vršovická Záložna. Copyright: Galerie České spořitelny - https://www.galerieceskesporitelny.cz

Vršovická Záložna: storia della banca Art Nouveau di Vršovice (1902-1910)

La storia della Vršovická Záložna è strettamente legata al rapido sviluppo di Vršovice, avvenuto all’inizio del XX secolo.

Il boom edilizio nella vicina Vinohrady raggiunse il suo apice in quegli anni e la domanda sempre continua di nuovi terreni raggiunse la Fondazione Civica di Vršovice. Questa era un’istituzione finanziaria fondata nel 1888, che possedeva molti appezzamenti. La fondazione beneficiava in modo significativo dalla vendite di questi terreni e dall’erogazione di prestiti per nuove costruzioni.

Nel 1902, Vršovice ricevette lo status di città, che mantenne fino al 1922, quando fu annessa a Praga. Ma la fondazione riuscì a mantenere la sua indipendenza per altri trent’anni, fino a quando, nel 1952, entrò a far parte della rete centralizzata delle casse di risparmio statali.

La sede in stile Art Nouveau dell’Istituto finanziario di Vršovice fu progettata nel 1910 dall’architetto Antonín Balšánek, che fu uno dei principali rappresentanti dell’Art Nouveau ceco.

Gli scultori cechi della Vršovická Záložna: Šaloun, Novák e Pekárek

Per eseguire i lavori di costruzione, decorazione artistica e design d’interni, la banca e l’architetto preferirono commercianti ed artigiani cechi e, se possibile, locali.
L’unico elemento ad essere ordinato dall’estero furono le attrezzature per il caveau, che arrivarono da Parigi.

Molti importanti pittori e scultori cechi presero parte alla decorazione sia dell’esterno, che dell’interno della banca e le loro rappresentazioni artistiche sono allegorie legate al tema degli affari e della finanza.

Facciata della Vršovická Záložna: sculture di Šaloun e allegorie ceche

La facciata dell’edificio, che domina l’ex piazza Komenský, oggi Vršovický, è ricca di decorazioni scultoree.

Gli elementi decorativi esterni: il timpano, le statue allegoriche e Mercurio

Si parte con un alto timpano,  sulla cui sommità spiccano lo stemma di Vršovice al centro ed altre decorazioni con stucchi dello scultore Karel Novák.

Ai lati del frontone sono presenti due statue monumentali di Ladislav Šaloun: la figura maschile, a destra, con i libri è l’allegoria della saggezza e la figura femminile a sinistra, con la frutta e i fiori, rappresenta la prosperità.

Dal portale d’ingresso principale dell’epoca, in granito, si distingue la testa del dio Mercurio, il dio del commercio, opera dello scultore e medaglista Josef Pekárek.

Davanti all’ingresso si ergono due colonne con lampioni, alla cima delle quali sono presenti due falchi in bronzo, opera di Josef Jiří Hlava.

L’interno della Vršovická Záložna: vetrate, stucchi e il dipinto di Obrovský

Per il disegno dell’edificio, Balšánek si ispirò alla pianta delle basiliche: la parte centrale destinata al pubblico ha un soffitto a volta completamente in vetro ed è separata dagli spazi degli uffici laterali da colonne.

I singoli elementi della decorazione interna sono collegati dall’idea di base del risparmio: il lavoro persistente e paziente porta al successo e alla prosperità.

Il tiglio come simbolo nazionale ceco

Viene sottolineato il carattere nazionale dell’istituzione usando le foglie di tiglio (Lípa) come decorazioni. Per chi non lo sapesse, il tiglio è l’albero nazionale ceco.

L’ingresso alla sala avviene attraverso un vestibolo con una scala, ai cui lati sono appaiono 2 targhe commemorative dedicate ai fondatori della banca e a Josef Herold (avvocato e sindaco di Vršovice nel 1884). Inoltre, sono presenti rilievi scultorei con allegorie del commercio di Josef Pekárek:  una donna con un fascio di verghe ed un’ascia (antica icona della magistratura), a simboleggiare il diritto, ed una donna che tira monete, a simboleggiare la finanza.

“Stavba domu stupněm k blahobytu”: il dipinto di Jakub Obrovský

La sala centrale è riccamente decorata con stucchi e ornamenti ,ed elementi geometrici si alternano a quelli floreali.

La caratteristica dominante della sala è il grande dipinto “Stavba domu stupněm k blahobytu” (costruzione di una casa, un passo verso il benessere) di Jakub Obrovský, che funzionava principalmente come pubblicità per un istituto finanziario che forniva prestiti per la costruzione di case.

Al centro della sala è presente una statua di marmo dell’artista František Uprka, rappresentante una lavandaia (Přadlena), che simboleggia la diligenza, l’onestà e la modestia.

Tutto intorno la sala principale si trova la più grande produzione indipendente di Antonín Štrunc.

Sulla parete d’ingresso Štrunc creò figure soprannaturali di una donna ed un uomo con rami di tiglio, che rappresentano diligenza e perseveranza (Přičinlivost a Vytrvalost) ed un affascinante rilievo con tre bambini che fanno i conti.

Compose anche un ciclo di 16 medaglioni, locati tra i pilastri, con mezze figure di donne circondate da motivi naturali. Ognuno rappresenta la personificazione dei fenomeni naturali, delle stagioni e dei relativi lavori agricoli.

Štrunc è anche autore di una coppia con ghirlande presso la scala che porta dall’atrio agli uffici al primo piano.

Visto che siamo a Vršovice, ti consigliamo di leggere l’articolo sulla vicina chiesa di San Venceslao

L’ufficio e la sala della fondazione furono messi in funzione nella primavera del 1913.
Oggi l’edificio è gestito da Česká Spořitelna come una delle sue numerose filiali rappresentative.

L’edificio può essere visitato in occasioni speciali, ad esempio durante le giornate di Open House Praha, oppure durante le giornate dedicate all’architettura Den Architektury. E non è consentito scattare foto o video all’interno.


Sant’Apollinare: il capolavoro neogotico dell’ospedale di Praga (1867-1875)

Ospedale Sant'Apollinare
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Ospedale Sant’Apollinare a Praga: storia

Venne costruito tra il 1867 e il 1875. Al suo completamento era l’ospedale di maternità più grande e moderno d’Europa.

L’edificio del moderno ospedale per la maternità di Sant’Apollinare fu costruito su iniziativa del conte František Thun-Hohenstein, a causa delle pessime condizioni igieniche delle strutture esistenti a Praga. Nel 1863, il comitato del Regno incaricò l’architetto ceco Josef Hlávka di creare un progetto per il nuovo ospedale.

Hlávka studiò letteratura medica sull’ostetricia e trasse ispirazione dagli importanti e progressisti ospedali di maternità esistenti in Europa al tempo. I modelli principali furono quelli di Bruxelles, Parigi e Vienna. Voleva che il progetto e la sua successiva attuazione si adattassero al meglio al suo scopo.

Alla fine, Hlávka decise di progettare un edificio a pianta quadrata, con al centro un cortile interno rettangolare, ed un sistema di sei padiglioni con undici tratti che conducono a diverse parti dell’ospedale e che sono interconnessi da corridoi.

Quanto allo stile architettonico si optò per il neogotico della Germania settentrionale. Il materiale usato fu prevalentemente i mattoni rossi, con l’aggiunta di pietra per lo zoccolo ed i trafori intorno alle finestre.

Grazie all’avanzato sistema dei padiglioni, in caso di necessità si poteva chiudere e completamente isolare i singoli reparti.

Nel bel mezzo delle attività di costruzione dell’ospedale, nel 1870, Josef Hlávka rimase parzialmente paralizzato e si spostò da Praga a Lužany, dove era preso in cura. Da Lužany, continuò a dirigere i lavori fino alla loro conclusione, tramite l’aiuto del costruttore Čeňek Gregor.

La cappella della Santa Croce: interno neogotico e restauri (1997)

La struttura dell’ospedale comprende anche la cappella della Santa Croce.
Al suo interno vi sono un battistero ed un altare di marmo, un confessionale in quercia nello stile neogotico ed un organo. Le pitture interne risalgono al 1902 e sono opera di Adolf Liebscher e Adolf Körber.

L’occupazione comunista chiuse la cappella che già negli anni 50 divenne un magazzino. Nel 1997 inizla sua restaurazione sotto la supervisione dell’istituto statale per la cura dei monumenti. E l’inaugurazione incluse la collocazione di una statua come omaggio a Josef Hlávka, creata dello scultore accademico Josef Mařatka.

Durante gli anni, l’intero complesso richiese varie ricostruzioni ed ammodernamenti per rimanere al passo con le nuove tecnologie e combinare i moderni standard medici con i valori dell’architettura storica.

Sant’Apollinare monumento culturale: riconoscimenti e protezione

Per il suo straordinario valore architettonico e per l’importanza nella storia della medicina, l’area dell’ospedale di Sant’Apollinare, insieme alla cappella della Santa Croce, è stata dichiarata monumento culturale protetto nel 1964.

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Kunsthalle Praga: la Zengerovka di Zenger diventa museo d’arte moderna

Kunsthalle
Kunsthalle a Klárov (Malá Strana). Il Copyright di quest'immagine ci appartiene

La stazione di trasformazione (in ceco Zengerova transformační stanice) prende il nome dall’importante fisico ceco Václav Zenger.

La trafostanice di Zenger, chiamata Zengerovka in slang, fu creata negli anni 1930-1932 secondo il progetto dell’architetto Vilém Kvasnička, aiutato da Jan Mayer, entrambi allievi di Jan Kotěra.

Lo stile dell’edificio fa parte del Classicismo moderno. Kvasnička seppe unire la funzione industriale di un interno ordinato e razionalista a una concezione esterna di palazzo urbano, con facciata neoclassica, permettendo all’edificio di fondersi naturalmente con l’architettura storica di Malá Strana.

Principi chiave dell’architettura di Le Corbusier

Il progetto rispecchia molti dei principi chiave dell’architettura moderna teorizzati dall’architetto svizzero Le Corbusier. Ad esempio, il tetto piano, la struttura in cemento armato e i pilastri che elevano l’edificio.

L’immobile era diviso in quattro parti principali: la zona residenziale, la sala macchine, la stazione di trasformazione e la sottostazione (ovvero i nodi che connettono più linee elettriche).

Nel 1931 la stazione di Zenger venne messa in funzione e gli scambi di corrente alimentavano i tram e i filobus di Praga 1, 6 e 7. Inoltre, la trafostanice divenne un hub chiave per la teleferica di Petřín, usata per portare i Sokol su allo stadio di Strahov.

Il visionario dell’arte cinetica Zdeněk Pešánek, già nominato nell’articolo sulla trafostanice Edison, progettò quattro sculture cinetiche con la luce per la facciata anteriore della Zengerovka. I materiali usati per queste sculture erano il gesso, la plastica, il metallo e tubi al neon. Le opere furono esposte nel padiglione cecoslovacco all’Esposizione Universale di Parigi nel 1937, dove vinsero alcuni premi. Purtroppo, dopo essere state riportate a Praga, furono perse e ciò che rimane oggi sono solo i modelli, conservati nella Galleria Nazionale di Praga (Národní galerie Praha, NGP).

Con la nazionalizzazione degli anni 50 la stazione di trasformazione divenne di proprietà degli impianti di distribuzione di energia di Praga e la parte di scambio passò alla compagnia di trasporti della capitale.

Da Zenger a Kunsthalle (aka museo d’arte)

Nei primi anni duemila si ammodernò l’intera stazione di trasformazione e si collocarono tutte le apparecchiature tecniche nel seminterrato. La maggior parte dell’enorme edificio rimase così vuota e si iniziò a pensare a un nuovo utilizzo, tra cui la creazione di un hotel. Non se ne fece più nulla.

Nel 2018 la Pudil Family Foundation, fondata da Pavlína e Petr Pudil, ha acquistato l’immobile e ne ha iniziato la ricostruzione per tramutarlo in un museo. Nello stesso anno, su iniziativa del Klub Za starou Prahu (il Club per la vecchia Praga), l’edificio è stato dichiarato monumento culturale.

I lavori sono terminati nel 2020, dando vita al Kunsthalle, tedesco per “Galleria d’arte”, che ha aperto il 22 febbraio 2022.

Documentazione e ricostruzione di Zengerovka

Gli elementi architettonici e tecnologici della Zengerovka sono stati minuziosamente documentati e inventariati durante la rimozione e ciò ha permesso una ricostruzione abbastanza fedele.

L’edificio conserva tutte le parti essenziali del progetto originale. Si tratta di: grondaie, cornicioni, facciate, fondamenta, persiane in acciaio, scala e balaustra dell’originale terrazza “finta” (all’epoca della trafostanice non si usava la terrazza). Una struttura di spicco è la gru, che è stata rinnovata ed incorporata come manufatto storico.

Architettura e design del nuovo Kunsthalle Praga

Le innovazioni sono invece rappresentate da un layout interno aperto, che facilita l’esposizione delle mostre, e dalla tonalità beige della facciata, che ricorda la pietra arenaria. Inoltre, nel nuovo ingresso principale si è deciso di aggiungere una passerella. Si tratta di una forma a piramide triangolare in acciaio inossidabile, lavorata con il bronzo. Sulla terrazza è presente una caffetteria con una vista superba su Praga.

Per i curiosi: il nome Kunsthalle ancorato alla facciata è creato da dieci lettere in acciaio inossidabile, chiuse, come se fossero scatole. Il metodo di lavorazione usato è detto spalatura in bronzo, che imita una struttura in bronzo.

Abbiamo parlato anche di un’altra trafostanice, la Edison


Gli hussiti: Jan Hus e la prima defenestrazione di Praga

La statua del comandante hussita Jan Žižka sulla collina di Vítkov a Žižkov ------- credits: CC0, via Wikimedia Commons

Boemia: scontri tra Impero e hussiti

All’inizio del XIV secolo, le controversie sul potere della Chiesa nella società in Boemia si spostarono sul campo di battaglia con gli scontri tra l’Impero e gli hussiti, ovvero i seguaci del predicatore Jan Hus.

Jan Hus bruciato sul rogo: il martirio che accese la rivolta

Tutto cominciò quando Hus venne bruciato sul rogo a Costanza, il 6 luglio 1415. Hus, che aveva criticato il potere secolare della Chiesa e denunciato la vendita delle indulgenze giusto un secolo prima di Lutero, cominciò a essere venerato come un martire. I suoi insegnamenti si diffusero rapidamente in tutta la Boemia. Gli hussiti presero a usare un calice come loro simbolo in riferimento al diritto del popolo di ricevere anche il vino durante la comunione.

Il re Venceslao IV cercò di calmare la situazione. Nominò nuovi governatori che si occuparono di reprimere e arrestare gli Hussiti, giustiziandone alcuni come avvertimento. Questo non fece altro che creare ulteriore malcontento verso i governatori, fino ad arrivare alla Prima Defenestrazione di Praga. Questa segnò l’inizio delle guerre hussite, che durarono per anni.

L’inizio delle crociate

Dopo la morte di Venceslao IV, la corona passò a suo fratello Sigismondo (Zikmund Lucemburský). La nobiltà era disposta ad accettarlo, ma aveva delle richieste particolari che Sigisimondo rifiutò. Da Wrocław (Breslavia) iniziò a preparare un esercito per riconquistare la terra finita in mano ai ribelli.

Su sua richiesta, papa Martino V dichiarò la prima crociata nel marzo 1420. Il re Sigismondo di Lussemburgo, re d’Ungheria e Roma, presero l’iniziativa. Nonostante fossero più numerosi del loro nemico, i crociati non furono in grado di distruggere le truppe ussite composte da volontari privi di qualsiasi addestramento militare.

Jan Žižka: il generale hussita imbattuto nelle guerre hussite

Soprattutto, non furono in grado di battere Jan Žižka, che passò alla storia come uno dei pochissimi comandanti militari a non perdere mai una battaglia.

La prima e poi la seconda crociata si conclusero con la vittoria sull’esercito imperiale. Dopo la schiacciante debacle sulla collina Vítkov (proprio lei) e un anno dopo a Žatec, i crociati subirono ulteriori sconfitte a Kutná Hora e Německý Brod.

Il 10 gennaio 1422 gli hussiti sferrarono l’ultimo colpo, durante quella che fu la loro fuga in Ungheria.

I Compacta di Praga: fine delle crociate hussita e tregua religiosa

Il fallimento della seconda crociata portò al consolidamento del movimento hussita nelle terre ceche, tant’è che fino al 1427 nessun esercito osò invadere la Boemia. Nel 1430 il Papa Martino V indisse una nuova crociata, che si concluse però in un nuovo fallimento con la battaglia di Domažlice l’anno successivo. Solo a quel punto i cristiani di rito latino avviarono delle trattative pacifiche, che portarono alla stesura dei Compacta di Praga, approvati nel 1436.

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