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L’arte sulla linea C (rossa) della metro di Praga: dai cosmonauti ai vetri

Florenc arte in metro linea rossa linea c
Florenc - il copyright di questa immagine ci appartiene

Arte nella metro C di Praga

Concludiamo il nostro viaggio sull’arte in metro a Praga presentando i lavori che decorano le stazioni della metro C (rossa).

Oggi arte in metro si occupa delle opere che potete trovare nella linea C (rossa). Partiamo dalla fermata di Háje e proseguiamo verso il capolinea di Letňany (ma ci fermeremo a Holešovice).

Háje: il mosaico dei cosmonauti di Fišárek (1979-1980)

La fermata prende il nome da un villaggio che è stato inglobato durante l’allargamento di Praga del 1968. La stazione era precedentemente chiamata Kosmonautů, ovvero dei cosmonauti, ed il nome era stato scelto come tributo al primo volo spaziale con un equipaggio composto da cosmonauti internazionali sia della ČSSR (Repubblica Socialista Cecoslovacca) che dell’URSS. Il volo avvenne nel marzo del 1978 a bordo della navicella spaziale Sojuz 28.

Nel vestibolo della metropolitana è presente un mosaico in pietra raffigurante i due cosmonauti che presero parte al lancio: il cecoslovacco Vladimír Remek ed il russo Alexej Alexandrovič Gubarev (Алексей Александрович Губарев).

Intitolato, appunto, “Kosmonauti”, il mosaico fu realizzato dal pittore ed artista Alois Fišárek tra il 1979 ed il 1980. Purtroppo l’autore non riuscì a terminare l’opera e morì nove mesi prima della cerimonia d’inaugurazione. Il completamento del mosaico venne affidato ai suoi collaboratori: la grafica Iva Slavíčková ed il pittore Zbyněk Slavíček. La rappresentazione doveva essere un simbolo della cooperazione cecoslovacco-sovietica nella conquista dello spazio.

La celebrazione della conquista del cosmo avrebbe dovuto riflettersi anche nella denominazione delle strade intorno alla stazione del nuovo quartiere di Jižní Město (Città a sud), con le strade intitolate ai vari cosmonauti. Alla fine, tuttavia, questo progetto non si concretizzò.

All’esterno della stazione, salendo in superficie, si nota però una statua in bronzo dedicata ai due cosmonauti, realizzata dallo scultore Jan Bartoš nel 1980.

Háje – il copyright di questa immagine ci appartiene

Roztyly: le ceramiche sulle banchine della metro

Rimettendoci in viaggio, ci fermiamo molto velocemente nella stazione di Roztyly.
Qui ammiriamo le pareti delle banchine, completamente ricoperte di mattoni di ceramica, alcuni dei quali con forme concave e convesse simili a tegole, che creano motivi artistici.
La decisione di usare la ceramica non fu presa dagli artisti, furono invece gli architetti della stazione, Vladimír Uhlíř e Daniela Marková-Dolejšová, ad occuparsi del progetto.

Roztyly – il copyright di questa immagine ci appartiene

Kačerov: il rilievo pneumatico di Gajda e i vetri di Hejlek

Tre nomi sono associati alla decorazione artistica di questa stazione: lo scultore Vladislav Gajda, l’artista del vetro Benjamín Hejlek e per l’atrio nel piazzale di fronte alla stazione è stato scelto lo scultore Jiří Kryštůfek.

Il compito di Gajda era quello di coprire artificialmente la grande parete presente nell’atrio della stazione. Quindi, si dedicò a costruire un muro con un rilievo fatto di pietra arenaria di Hořice di dimensione 3,6 x 11 metri.

La tecnica pneumatica del rilievo: dettaglio esecutivo

Gajda utilizzò qui il suo metodo innovativo: rimosse parte del materiale aiutandosi con una pistola pneumatica, spruzzando sabbia su una sagoma contro la superficie del muro. Utilizzando una tecnica simile, nel 1977 fece saltare in aria un muro di pietra arenaria che stava costruendo per la Cassa di Risparmio Statale di Vsetín. Il nome dell’opera nella stazione di Kačerov è “Rilievo di arenaria” e non si può negare una certa particolarità del lavoro.

Il compito di Hejlek era quello di coprire con eleganza la vista dall’atrio della metropolitana dal parcheggio degli autobus. La copertura doveva essere eseguita graficamente, il che significava che non era necessaria alcuna composizione figurativa.

Vetri semitrasparenti e spirale triangolare di Hejlek

Composizioni grafiche e motivi triangolari caratterizzano l’opera dell’artista.

Hejlek ha creato, nel 1973, vetri semitrasparenti con un motivo di spirali composte da segmenti triangolari. Purtroppo, solo una parte della decorazione in vetro è arrivata ai giorni nostri.

Il compito di Jiří Kryštůfek era quello di decorare e rallegrare la zona antistante l’entrata della stazione. Nel 1973 Kryštůfek creò una fontana, che recintò con panchine di marmo. Al centro venne collocato un bocciolo di fiore spezzato, circondato da colonne d’acqua zampillante.

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Kačerov – il copyright di questa immagine ci appartiene

Florenc: stazione della linea C con decorazioni artistiche

Risaliamo sulla metro per dirigerci a Florenc, precedentemente chiamata Sokolovská, in riferimento ad una delle strade principali della zona, ma anche come dedica ai Sokol.

Qui, nell’enorme passaggio che collega la stazione della metro con quella degli autobus e l’area circostante, si trova un mosaico in pietra di 7 x 2,5 metri.

Il mosaico fu realizzato nel 1974 dal pittore Oldřich Oplt e dal pittore e mosaicista Sauro Ballardini. Il nome dell’opera è “La Battaglia di Sokolovo” (“Bitva o Sokolovo”, in ceco). La battaglia ebbe luogo nei giorni 8 e 9 marzo del 1943 a Sokolovo, vicino a Kharkiv, nell’odierna Ucraina, dove i soldati cecoslovacchi, lottando al fianco dell’esercito sovietico, ritardarono l’avanzata delle truppe tedesche della Wehrmacht sul fiume Mža.

La scena proposta è drammatica: sono raffigurati soldati con i fucili che cadono a terra, bandiere rosse e trambusto.

Oplt ricorda “Non abbiamo creato il mosaico in un negozio di mosaici, ma lo abbiamo fatto direttamente all’AVU (accademia delle Belle Arti di Praga). All’inizio, tuttavia, siamo andati in giro praticamente in tutta la Boemia e la Morava per raccogliere materiale, ovvero le pietre colorate usate poi nel mosaico. Tutto è stato fatto letteralmente con le nostre mani. Un simile monumento richiede una certa distanza per essere apprezzato, quindi Sauro incastonava i tasselli ed io lo correggevo dall’alto.”

Questo mosaico è praticamente la principale opera d’arte nella metro di Praga ed il suo valore era stimato a 530 mila corone cecoslovacche al momento della sua creazione.

La stazione venne rinominata Florenc dopo la caduta del Comunismo ed il nome si ispirava ai cittadini di Firenze che abitavano un’area al confine tra Nové Město e Karlín (vedi anche l’articolo con i nomi delle fermate della linea C tradotti).

Florenc arte in metro linea rossa linea c
Florenc – il copyright di questa immagine ci appartiene

Vltavská: fermata nord della linea C

Questa stazione è praticamente una galleria a cielo aperto.

Partendo dagli interni, nell’atrio del mezzanino troviamo una parete decorata con piastrelle di ceramica marrone, opera dello scultore Václav Dolejš (realizzazione del 1984). Spesso non si riesce a notare quest’opera, perché è nascosta dietro alcuni negozi e stand.
Salendo le scale per dirigersi all’esterno, sulla parete a destra si nota un vetro rotondo colorato smerigliato che riflette la luce. Fu realizzato sempre nel 1984 da Václav Zajíc.

Uscendo dalla stazione e fermandosi nello spiazzo antistante si nota una serie di graffiti e murales che coprono i muri tutto intorno.

La street art qui è di tipo mordi e fuggi, perché lo stesso graffito di solito non rimane più di qualche mese e gli artisti si alternano.

Se ci si sposta nella zona posteriore, si intravede una fontana in ceramica circondata da alcune panchine, creata dai coniugi scultori Miroslav ed Olga Hudeček. L’opera è intitolata “Fauno e Vltava” (“Faun a Vltava”, in ceco) e realizzata nel 1984, come le altre opere della stazione. Per la sua realizzazione gli autori usarono calcestruzzo e terracotta.

Vltavská – il copyright di questa immagine ci appartiene

Nádraží Holešovice: capolinea con opere d’arte della metro

Precedentemente nominata Fučíkova in onore dell’attivista e giornalista comunista Julius Fučík, imprigionato e torturato dai Nazisti. Ciò si può notare dal bassorilievo rappresentante la testa di Fučík stesso ed una targa con una delle sue frasi più famose:

Heslo o radosti a boji

Žili jsme pro radost, pro radost šli jsme do boje a pro ni umíráme. Ať proto smutek nikdy není spojován s naším jménem.

Ovvero “Abbiamo vissuto per la gioia, per la gioia siamo andati in guerra e per questo moriremo. Per questo, dunque, che il dolore non si mai associato al nostro nome”

Gli autori di entrambe le opere furono lo scultore Stanislav Hanzík e l’artista Aleš Vašíč.
Proseguendo verso la stazione dei treni, si scorge una grande parete in pietra con un rilievo del 1986 dello scultore Josef Vajec.

Invece, uscendo proprio della stazione e spostandosi nel retro si scorge una scultura in marmo con una fontana intitolata “Řeka” (ovvero, fiume), creata nel 1984 dallo scultore Josef Klimeš.

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Nádraží Holešovice – il copyright di questa immagine ci appartiene

Qui trovate l’arte in metro della linea A

Qui trovate l’arte in metro della linea B

Tutti gli articoli sulla Vita Praghese


Censimento Repubblica Ceca 2021: come compilarlo online e scadenze

Censimento in Repubblica Ceca
Zdroj - ČSÚ

Dove vivi e con chi? Da dove ti sei trasferito? Qual è il tuo lavoro? Hai figliato? Sei cristiano o jedi? Sono alcune delle domande a cui sarà necessario rispondere nell’ambito del censimento in Repubblica Ceca.

Residenza e cittadinanza: chi è obbligato al censimento Repubblica Ceca 2021

Sia chiaro, il censimento in Repubblica Ceca si fa ogni 10 anni e chiunque ha la residenza nel paese lo deve fare. Insomma, se avete cittadinanza, trvalý o přechodní pobyt vi tocca. Non solo, vi tocca anche se al 26 marzo 2021 siete nella Repubblica Ceca da più di 90 giorni.

Come compilare il censimento online: piattaforma Sčítání21

Per la prima volta il censimento in Repubblica Ceca sarà prevalentemente online, tramite computer o smartphone. Naturalmente, sarà possibile partecipare anche compilando i moduli cartacei, ma si stima che appena un terzo sceglierà questo metodo.

Multa censimento Repubblica Ceca: 10.000 Kč per chi non partecipa

La mancata trasmissione dei dati può comportare una multa fino a 10.000 corone.
Non sarà niente di complicato o lungo in termini di tempo, ma le risposte aiuteranno ad ottenere una serie di dati preziosi.

Non verranno richiesti ulteriori dettagli sulle condizioni della proprietà o sullo stato di salute. Le domande riguardanti la nazionalità e il credo religioso sono volontarie e possono essere omesse.

Scadenze censimento Repubblica Ceca

Online dal 27 marzo al 9 aprile, cartaceo dal 17 aprile all’11 maggio.

  • Il censimento online va compilato da sabato 27 marzo a venerdì 9 aprile, accedendo al sito web www.scitani.cz o all’applicazione mobile Sčítání21.
  • Modalità cartacea: quando e dove ritirare il modulo

  • La versione cartacea va compilata tra il 17 aprile all’11 maggio. I moduli vi saranno portati a casa dai commissari di censimento o potrete ritirarli presso uffici postali selezionati e rappresentanze dell’ufficio statistico ceco.

Elenco dettagliato delle domande del censimento

Elenco domande censimento Repubblica Ceca 2021 e contatti supporto: numero verde e email scitani.cz

Tutti i dettagli sono sul sito scitani.cz, che, come vedete dalla schermata qui sotto, parla molte lingue ma non la vostra.
I numeri verdi per chiedere informazioni sul censimento in Repubblica Ceca è 840304050 e 253253683 sono attivi tutti i giorni dalle 8:00 alle 22:00. Potete fare domande in ceco, russo e inglese.

Le domande possono essere inviate anche a otá[email protected].

La redazione di Italia Praga One Way si impegna a fornire ulteriori informazioni non appena essi saranno noti. La redazione di Italia Praga One Way inoltre vi aggiornerà non appena avrà completato il censimento o (caso un po’ meno probabile) si sarà beccata le 10.000 Kč di multa per non averlo fatto.

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9 cose che imbarazzano il tuo partner ceco (e come evitarle)

Partner ceco
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Matrimoni misti in Repubblica Ceca: i numeri

Facciamo notare che nel 2019 circa l’11% dei matrimoni ufficializzati in Repubblica Ceca era composto da almeno un partner straniero. Abbiamo già parlato di come le differenze interculturali mettono alla prova queste coppie, a volte culminando anche nel divorzio. Sto giro però lo facciamo con toni più leggeri e magari riusciremo ad evitare la rottura del rapporto tra voi e il vostro partner ceco.

Silenzio ceco vs chiacchiera italiana

Perché i cechi odiano riempire i vuoti: un confronto tra le due culture comunicative.

Etichetta ceca: 9 errori da non fare con il partner

Se noi italiani cresciamo con la nozione di “silenzio imbarazzante” e ci arrampichiamo sugli specchi per non far morire una conversazione, per i Cechi le chiacchiere di circostanza sono inutili e spesso anche fastidiose. In breve, se non avete nulla di interessante da dire, non ditelo e basta e godetevi la quiete con la vostra metà.

Voce alta in pubblico: gesto italiano imbarazza

Il gesto italiano che imbarazza il partner ceco.

Come con le chiacchiere inutili, anche parlare a voce troppo alta sui mezzi e nei locali pubblici non è visto di buon occhio. Se siete in giro con il vostro partner, non mettetevi a discutere dei fatti vostri davanti a tutti, rischiate solamente di farlo sentire a disagio.

Inglese vs ceco: errori che offendono

3. Inglese vs ceco: l’errore che offende il partner ceco

Ovviamente nessuno vi sta chiedendo di parlare un ceco impeccabile o di non parlare affatto. Ma cercate di sfruttare le frasi e le parole che già conoscete ogni volta che potete, nella maggior parte dei casi il vostro interlocutore apprezzerà lo sforzo.

Per tutto il resto, consultate ceco in pillole

Abbracci e contatti: il tabù ceco

4. Abbracci e contatti fisici: il tabù ceco che imbarazza gli stranieri

Anche prima del covid, in Repubblica Ceca abbracci e baci sulla guancia non sono mai stati un modo normale di salutare qualcuno. Soprattutto se si parla di persone alle quali ci siamo appena presentati.

Se il vostro partner ceco vi porta a conoscere i suoi amici o familiari (che si presume, almeno nel secondo caso, siano cechi pure loro), non cercate un contatto fisico a meno che non siano loro a iniziarlo. Nella maggior parte dei casi una stretta di mano o un semplice cenno di saluto saranno sufficienti.

L’errore linguistico “vykouřit” nel ceco

5. Vykouřit: l’errore linguistico che fa ridere (e arrossire) il partner ceco

Se dovete usare il verbo vykouřit, assicurativi che sia sempre seguito da cigaretu. Anche se siete cechi, che imparare quel verbo (e farvi notare il doppio senso anche se sappiamo meno la lingua) è un lampo.

Vocali lunghe ceche: errori comuni

6. Vocali lunghe ceche: come non dire parolacce involontariamente

Se lo fate, una frase innocente come “Byli jsme pařit” (“stavamo festeggiando”) potrebbe diventare “Byli jsme pářit” (“stavamo copulando”). Data la nostra avversità alle quantità vocaliche, questo esempio non ci riguarda da vicinissimo.

Vykáni vs tykáni: forme di cortesia

Il tu e il voi cechi che il partner apprezza

Non usate Ahoj quando sarebbe più appropriato un Dobrý den e cercate di imparare la differenza tra vykáni (dare del voi, forma di cortesia) e tykáni (dare le tu). Non fate brutta figura nelle situazioni formali, soprattutto davanti ala vostra metà. E ricordatevi che Facebook in ceco vi da del voi.

Svíčková senza pane: tabù ceco

Il piatto nazionale della Repubblica Ceca, servito senza l’immancabile accompagnamento di pane e panna, diventa oggetto di scandalo e dibattito culinario.

Noi italiani siamo famosi per essere puristi della cucina, e sembra che poche cose ci indignino come un piatto di pasta stracotto o una pizza condita col ketchup. Allo stesso modo, i rapporti tra pietanze e i corrispettivi condimenti sono visti come sacri e indissolubili in Repubblica Ceca.

Nessuno vi impedisce di fare come volete, ma se siete a cena fuori ordinare della svíčková senza gnocchi di pane provocherà non poco stupore.

Il rituale ceco della birra

Il partner ceco prende sul serio questo rituale.

In Repubblica Ceca la birra è una cosa seria. Anzi, è proprio un rituale e come tale ha dei requisiti da rispettare. Prima fra tutti: se vi è rimasta della birra in fondo al bicchiere, non aggiungetela mai al nuovo boccale.

Note

1 si tratta delle vocali allungate á, é, í, ó, ú, ů e ý. Per altre info sulla questione, guardate qua.

Fonte – Expats (in linea di massima)

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Arte nella metro B di Praga: guida alle 8 stazioni con mosaici e bassorilievi

Arte in metro, Karlovo Náměstí, Carlo IV

Arte nella metro B di Praga

Continuiamo il nostro viaggio sull’arte in metro a Praga, presentando i lavori che decorano le stazioni della metro B (gialla).

Oggi arte in metro si occupa delle opere che potete trovare nella linea B (gialla). Partiamo dalla fermata di Lužiny e proseguiamo verso Černý most.

Lužiny e Jinonice: arte retro-futurista della metro B

Fermata a tema retro-futuristico. Le decorazioni presenti qui non sono opere di artisti, ma sono parte integrante del disegno originale della stazione, progettato dall’architetto Patrik Kotas.

Al centro della banchina sono presenti tre cupole in metallo e vetro, all’interno delle quali sono racchiuse palme decorative. L’idea originaria era quella di dare l’impressione di una serra e di un giardino invernale.

Jinonice

All’ingresso della stazione, sulla parete a sinistra delle scale mobili, troviamo un bassorilievo in pietra dello scultore Karel Houska.

Il rilievo fu realizzato tra il 1988 ed il 1989 ed appare come un motivo astratto, ma è dedicato al giornalista ed attivista Jan Šverma, a cui la stazione era precedentemente dedicata (Švermova).blank

Bassorilievi e sculture: Radlická, Anděl e Karlovo náměstí

Nella zona superiore delle scale che portano alle banchine è presente un’installazione del 1988 a forma di griglia e composta da piastrelle di vetro colorate.

L’artista è Alexius Appl, disegnatore e scultore ceco.blank

Eredità sovietica ad Anděl: bronzi e mosaici dell’amicizia Mosca-Praga

In questa fermata si trovano ancora molti pannelli che rimandano al vecchio nome della fermata ed al progetto con cui fu progettata e costruita. Originariamente chiamata Moskevská (moscovita), fu rinominata in Anděl nel 1990, subito dopo la caduta del Comunismo.

Fu costruita per rimarcare l’amicizia e la solidarietà con Mosca ed i sovietici, e proprio per questo il progetto includeva una stazione della metro a Mosca, chiamata Pražskaja (“Пражская”, in russo), ovvero, praghese. Stazione che ancora esiste con lo stesso nome, a Mosca.

Nell’atrio a sud della metro, nella zona di Na Knížecí, dove c’è il terminal degli autobus, si resta colpiti dalla grande composizione in bronzo contenente l’iscrizione “Moskva – Praha”. L’autore è sconosciuto, ma si sa che fu installata nel 1985. Nell’atrio a nord era invece presente un mosaico gigante con immagini legate Mosca, ma è stato rimosso ed al suo posto sono stati installati alcuni stands per negozi.

Ciò che si può ammirare ad Anděl non finisce qui.

Sui muri di entrambe le banchine sono attaccati pannelli con bassorilievi in bronzo. Questi furono installati una prima volta nel 1985, poi rimossi subito dopo la Rivoluzione di velluto (1989) ed infine, solo dopo pochi mesi, furono riportati nelle posizioni originarie. Anche in questo caso non si conoscono gli autori. I pannelli sono 8 in totale, 4 per lato, e rappresentano motivi cari al socialismo; troverete simboli come la pace, il primo Maggio, i cosmonauti, i fasci di spighe e la campagna, la gioventù e le bandiere, tra cui quella sovietica con la falce ed il martello.blank

Karlovo náměstí

Uscita Palackého náměstí

Karlovo náměstí: mosaici monumentali e vetri colorati di 120 mq

Karlovo náměstí è la piazza dedicata a Carlo IV (che ha edificato tutta Nové město, che corrisponde più o meno all’attuale Praga 2). Se ci si dirige verso l’uscita di Palackého náměstí (Piazza Palacký), nella parte superiore dell’atrio, in cima alle scale mobili, si estende una parete di 120mq in vetro colorato.

L’opera è stata realizzata nel 1985 dalla grafica e pittrice ceca Ivanka Slavíčková. Nello stesso atrio si può notare anche un altro oggetto in vetro, di forma circolare, dello scultore Jaroslav Štursa.

Uscita Karlovo náměstí

Uscendo a nord, invece, sarete accolti da un maestoso mosaico in pietra, realizzato dal famoso mosaicista, pittore ed illustratore Radomír Kolář e dal mosaicista František Tesař. Il mosaico è lungo ben 20 metri e copre tutta un’intera parete della hall ed è intitolato “Karel IV a jeho doba” (Carlo IV e il suo tempo), in linea con il nome della fermata della metro e con la piazza soprastante.

Data la scarsa illuminazione, è difficile osservare e fotografare il mosaico nella sua interezza e per carpirne i dettagli ci si deve avvicinare. blank

Soggetti in ordine da sinistra

L’opera rappresenta i soggetti elencati qui sotto, in ordine da sinistra a destra.

Una donna che lavora nei campi, una madre con un bambino ed un contadino che semina il grano. Di seguito si vede un gruppo di cavalieri, che rappresenta le lotte di potere medievali. Dietro i cavalieri, nella parte superiore del mosaico, si scorge la sagoma del municipio nuovo (novoměstská radnice, che si trova appunto a Karlovo náměstí), elemento che richiama la fondazione della Città nuova di Praga.

Nella parte in basso ci sono due immagini: una di Carlo IV (incompiuta) ed un’altra della chiesa della Vergine Maria delle Nevi (“Panny Marie Sněžné”, in ceco), che si trova in Jungmannovo náměstí. Proprio alla base della chiesa è presente una striscia di tasselli gialli con la firma di Kolář e la data di esecuzione del mosaico, 1985.

Continuando lo studio del mosaico si scorgono alcuni elementi gotici, come archi ad angolo e finestre traforate, che simboleggiano la Cattedrale di San Vito.

Al centro del mosaico si vede una figura di Carlo IV seduto su un trono, con una corona in testa, una mela in una mano ed uno scettro nell’altra.

Ad entrambi i lati della testa dell’imperatore sono gli stemmi della Boemia (il leone con la coda biforcata) e della Silesia ceca (l’aquila spiegata).

Al lato di Carlo si legge

Karel IV.: Král a císař

MCCCXLVI – MCCCLXXVIII Karel IV. český král a římský císař

che significa “1346 – 1378 Carlo IV. Re ceco ed imperatore di Roma”.

Le date corrispondono al periodo del regno di Carlo IV. A destra di Carlo IV sono presenti il sigillo dell’università ed un’inscrizione che ne commemora l’anno di fondazione, il 1348. Si vedono poi altri cavalieri, che simboleggiano lo sviluppo della diplomazia durante il regno di Carlo IV e la sagoma del ponte Carlo, ponte in pietra, fatto costruire proprio dall’imperatore sui resti di un vecchio ponte distrutto da un’alluvione. Terminando la panoramica del mosaico, all’estrema destra si nota un gruppo di artigiani, come annuncio del movimento rivoluzionario hussita.

Invalidovna

Rimettendoci nuovamente in viaggio, ci fermiamo ad Invalidovna, chiamata così per la vicinanza all’omonimo edificio barocco.

Nell’atrio si nota facilmente una grande vetrata su cui l’artista Eva Heřmanská ha realizzato, nel 1990, l’opera d’arte in vetro colorato chiamata Sport.

Il tema è appunto lo sport ed il pezzo si riferisce al piano fallito della Cecoslovacchia di ospitare i Giochi Olimpici estivi del 1980, che avrebbero dovuto svolgersi in un’area vicino alla stazione.

In aggiunta, appena fuori dalla stazione si trovano alcune sculture in ceramica di Lýdie Hladíková, Děvana Mírová e Marie Rychlíková.blank

Palmovka

La decorazione artistica di questa stazione doveva riflettere il passato industriale dell’area di Libeň e la sua connessione con l’inizio del trasporto pubblico a Praga.

Difatti, qui già nel 1896, iniziò a circolare un tram elettrico, e più di cento anni dopo, nello stesso luogo venne aperta la stazione della metropolitana.

La scultura presente a Palmovka è dell’autore e scultore Alexius Appl, artista già nominato per la stazione di Radlická e noto per i suoi progetti e per le sue realizzazioni fatte con pezzi riciclati di strumenti, lampade a locomotive.

Per questa opera, Appl trovò ispirazione in vari tipi di cambi e ingranaggi, da cui deriva il nome “Ingranaggi” (“Soukolí”, in ceco).

Dopo vari test, Appl nel 1990 decise di realizzare un assemblaggio di tre ingranaggi metallici stilizzati, per i quali scelse l’acciaio inossidabile come materiale per sostenere la mentalità del progresso.blank

Českomoravská

Il viaggio sulle tracce dell’arte in metro sulla B termina abbastanza presto, ovvero a Českomoravská. Questa fermata era infatti la Konečná stanice (capolinea) originale della linea gialla.

Su una delle pareti della hall si intravede un rilievo in ceramica di Ladislav Janouch intitolato “Trasporto” (“Doprava”, in ceco), realizzato nel 1990. Aprite bene gli occhi, perché l’opera d’arte si mimetizza molto bene con la colorazione dell’ambiente circostante.blank

Qui trovate l’arte in metro della linea A

Qui trovate l’arte in metro della linea C 

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The Italian Innovation: l’Ambasciata d’Italia a Praga presenta i nuovi format di promozione della tecnologia italiana

The Italian Innovation

Comunicato Ambasciata Italia a Praga

Si trasmette in allegato il comunicato stampa dell’Ambasciata d’Italia a Praga sull’evento “The Italian Innovation”.

L’ambasciata d’Italia a Praga è lieta di segnalare che il ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio e i Presidenti di CNR, INFN, ENEA, ASI, INAF e OGS, presenteranno martedì 16 marzo 2021 alle ore 15.00 – in diretta streaming sul canale YouTube della Farnesina – i nuovi format di promozione integrata destinati a valorizzare e promuovere le eccellenze della scienza e della tecnologia italiana sui mercati esteri.

Settori promossi dal bando

Spazio, astrofisica, agroalimentare e tecnologie innovative.

Si tratta di video in alta definizione, portali interattivi, cataloghi multimediali delle industrie innovative e visite virtuali di laboratori e centri di ricerca per i settori:

  • spazio,
  • astrofisica,
  • agroalimentare,
  • ambiente ed economia circolare,
  • tecnologie applicate alla medicina ed ai beni culturali e tecnologie marine.

L’iniziativa si iscrive nell’ambito dell’azione per il rilancio del Sistema Paese che il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha sviluppato assieme a l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA) e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS).

L’obiettivo dell’iniziativa è di dare adeguata visibilità internazionale alle capacità ed alle potenzialità dell’Italia nei settori dell’innovazione promuovendo l’immagine di un Paese altamente competitivo che vuole essere all’avanguardia nel rispondere alle sfide del futuro.

Diretta video

Approfondimenti

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Palatalizzazione in ceco: come cambiano le consonanti nelle declinazioni

declinazioni palatalizzazione alfabeto ceco e la pronuncia delle lettere "Ú" e "Ů"

Cos’è la palatalizzazione in ceco: il fenomeno linguistico spiegato

Perché la palatalizzazione è un fenomeno comune nelle lingue indoeuropee

Magari palatalizzazione è una parola che mette paura, ma in realtà è un fenomeno comune a moltissime lingue “euro” della famiglia indoeuropea. In sostanza di norma si tratta di una consonante che si smolla perché dietro ci sta (di solito) una “i” o una “e”.

In sostanza, la palatalizzazione è quel fenomeno per cui amico (amiko) al plurale diventa amici (amiči) e per lo stesso motivo io esco (esko) ma voi uscite (ušite). Oppure, in latino, per esempio, pesce si scriveva piscis ma si pronunciava piskis. Questa cosa vale anche per fysk/fisch/fish nelle lingue germaniche, una volta si diceva fisk.

Già che siamo alle lingue germaniche, nella lingua più bella del mondo, bosco si scrive skog e si pronuncia skug. Al contrario, fonte si scrive källa e si pronuncia šella2, cielo si dice sky e si pronuncia ši. Ma non è sempre stato così.

Ad esempio, gli antenati dei favellatori della lingua più bella del mondo, nel far visita agli inglesi, oltre a compiere varie azioni meritorie (come quella su un’isoletta presso Newcastle nel 793 d.C.), gli lasciarono anche la parola sky. La palatalizzazione però ancora non c’era stata e gli inglesi si tennero il suono della kappa. Un suono che c’è ancora, visto che gli inglesi il cielo ancora lo chiamano sky.

Questa cosa vale anche per Caesar in latino. All’inizio si diceva Kaesar e ora si dice Cesar. Prima che la pronuncia cambiasse, i tedeschi e gli austriaci se si son presi la parola nella loro lingua. E ancora oggi dicono Kaiser.

Lo so non c’entra niente, ma volevo aiutarvi a capire che si tratta di un processo normale. Talmente normale che ha interessato tutte le lingue slave. Come vedremo in seguito, le palatalizzazioni sono state in tre ondate. Dopodiché molte lingue slave hanno perso gran parte di queste palatalizzazioni (quelle della terza ondata praticamente tutte o comunque non è possibile notarle: moře è sempre moře). Per quanto riguarda le prime due ondate, invece, il polacco le ha mantenute tutte. Tolto il polacco, potete tirare a indovinare quale sia la lingua che ne ha conservate di più.

Due tipi di palatalizzazione in ceco: declinatoria e derivativa

Regole di palatalizzazione declinatoria: consonanti che cambiano

In ceco le palatalizzazioni sono di due tipi. La prima è quando la desinenza di una parola è ě (tipica di locativo, dativo e vocativo singolare) oppure i (solitamente per nominativo, locativo e vocativo dei maschili animati plurali).

Per le regole di scrittura del ceco, dunque, le palatalizzazioni sono queste:

  • k -> c (appunto pták->ptáci e ptácích)
  • ch -> š (Čech-> Češi e Češích)
  • g/h -> z (noha->noze oppure Olga->Olze)
  • r -> ř (Petr->Petře o bratr-> bratři e bratřích)
  • m -> mě (krčma->krčmě)
  • e le solite d/t/n che diventano ď/ť/ň (voda->vodě, město->městě,
    kavárna->kavárně3)

Palatalizzazione derivativa: quando radice e derivato si trasformano

Vi sono poi palatalizzazioni che riguardano una parola e un suo derivato. Queste ci sono in tutte le lingue slave. Esse sono:

  • k -> č (ruka->ruční, manuale, o ancora pták->ptáček)
  • g/h -> ž (il bůh->božsky di cui l’altra volta, sluha->sloužit)
  • ch -> š (sluch->slyšet, udito/sentire)
  • m -> mě (mít->měl, anche se questa più che una derivazione è un’apofonia)
  • r -> ř (ad esempio starý -> stařík)

Non credo si possa aggiungere granché. Alla prossima!

Note

1 Riallacciandoci a Wikipedia: In fonetica, si dice palatalizzazione il fenomeno per cui le consonanti velari si trasformano nelle corrispondenti consonanti palatali, cioè in cui il punto di articolazione di un suono si sposta più avanti sul palato rispetto al suono d’origine, o viceversa quello in cui le consonanti alveolari, bilabiali e nasali si trasformano in palatali.

2 Nella lingua più bella del mondo, come in tedesco, la “ä” si pronuncia “e”.

3 Tenete conto che secoli fa si scriveva voďe, mesťe, kavárňe, poi si decise di spostare lo háček sulla “e”.

Qua potete trovare tutti i numeri della nostra rubrica ceco in pillole

Qui trovate invece il volume che dà una panoramica della lingua ceca

Ceco in pillole vol. #0: la lingua ceca, basi e domande


Respiratori FFP2 e KN95 in Repubblica Ceca: guida alla scelta e all’acquisto

Mascherine respiratorie: obbligo e utilizzo

Le mascherine respiratorie (chiamate anche “mascherine antipolvere” o “respiratori”) sono recentemente diventate obbligatorie per tutti coloro che hanno almeno 15 anni. Vanno indossate nei mezzi pubblici, negozi, aeroporti e luoghi di lavoro.

Ma questo tipo di respiratori non sono tutti uguali. Alcuni non soddisfano i parametri europei FFP2 (con tanto di brand scoperti dopo aver falsificato la loro certificazione). E anche se la Repubblica Ceca permette ancora l’utilizzo delle respiratori cinesi con certificazione KN95, molti altri paesi stanno insistendo affinché si usino solamente le FFP2.

È necessario indossare una protezione anche in macchina, se all’interno del veiocolo si trovano persone che non appartengono al proprio nucleo familiare. Utilizzare due semplici mascherine chirurgiche e/o di stoffa non è più considerato un sostituto valido.

Ma come scegliere la mascherina giusta?

FFP2 vs KN95: differenze, efficacia e quale scegliere in Repubblica Ceca

Il ministero della Sanità ceco permette di utilizzare sia le mascherine FFP2 che le KN95.
Le KN95 sono entrate nel mercato ceco l’anno scorso, a causa della mancanza di FFP2, e pur non avendo certificazione europea possono essere vendute fino all’esaurimento delle scorte attuali.

La differenza principale tra i due tipi di respiratori consiste nel tipo di protezione. Le mascherine FFP2 sono state realizzate per bloccare sia le particelle microscopiche che le goccioline trasportate dall’aria (o droplet), in seguito a dei test condoti con microparticelle di sale e goccioline di paraffina atte a simulare i fluidi infetti.

Le KN95 invece sono testate per proteggere solamente dalle microparticelle. Inoltre sono meno “stratificate” e, secondo alcuni esperti, hanno una forma diversa dalle FFP2 che non riesce ad aderire al volto con la stessa efficacia.

Certificazioni stampate sui respiratori: come capirne l’autenticità

Sulle FFP2 la certificazione standard si compone dei seguenti elementi:

  • sigla EN 149: 2001 + A1 2009 (che sarebbe la classe di protezione delle FFP2);
  • lettera R in caso di mascherine riutilizzabil e NR per le usa-e-getta;
  • marchio CE con un numero di 4 cifre che identifica il laboratorio d’analisi accreditato che ha rilasciato la certificazione.

Purtroppo, non sempre le certificazioni sono sinonimo di qualità. L’associazione per la protezione dei consumatori ceca ha scoperto di aziende che si erano serviti di certificati fraduolenti per vendere prodotti efficaci solo fino all’86%.

Tenete anche a mente che per legge tutte le etichette dei prodotti venduti in ČR devono essere in ceco, se la mascherina che state per comprare al potraviny sotto casa riporta delle istruzioni in un’altra lingua fatevi due domande.

Test fai-da-te per verificare l’efficacia dei respiratori

Ci sono due trucchetti fai-da-te per verificare l’efficacia delle mascherine di vostra proprietà. Il primo consiste nel “riempire” d’acqua il lato interno della mascherina. Il liquido non dovrebbe trapelare dall’altro lato per almeno qualche minuto.

Un altro test consiste nel soffiare su una candela accesa mentre si indossa il respiratore. Se funziona bene, il flusso d’aria dovrebbe essere bloccato e la candela rimarrà accesa.

Ovviamente, questi due metodi permettono di identificare solo quelle mascherine di qualità estremamente scarsa e non vanno a sostiuire le certificazioni di laboratorio.

Acquisto respiratori FFP2 in Repubblica Ceca

Dove trovare mascherine affidabili: farmacie e shop online.

  • Le mascherine dovrebbero aderire al viso, senza abbassarsi o lasciare spazi scoperti;
  • evitare prodotti di cui non è specificata la fabbrica di produzione e che non hanno istruzioni in ceco;
  • Produttori cechi affidabili: Spurtex, Goodmask e BreaSAFE

  • acquistare presso venditori affidabili, come farmacie, grandi negozi e servizi online come Košík.cz o Rohlík.cz. Altri produttori cechi sono Spurtex.cz, Goodmask.cz or BreaSAFE;
  • Prezzi attuali FFP2 e KN95 in Repubblica Ceca: quanto costano e dove trovarli

  • il prezzo si aggira solitamente tra le 25 e le 30 corone, anche se a volte si possono trovare respiratori a sole 10Kč.

Altro nella sezione Notizie


Matrimonio in Repubblica Ceca: adempimenti burocratici e trascrizione dopo le nozze

Adempimenti burocratici e trascrizione dopo il matrimonio in Repubblica Ceca

Al termine del #volume 4, cioè dello sposalizio agli occhi del comune, il matrimonio ha valore per lo Stato ceco, ma ovviamente va trascritto anche all’anagrafe del vostro paese, se siete stranieri.

Trascrizione all’anagrafe per italiani

Procedura di trascrizione all’anagrafe e trasmissione del certificato multilingue al consolato.

Andate alla matrika (anagrafe), chiedete un nuovo certificato di matrimonio, questa volta però dicendo che deve essere un certificato multilingue per l’Italia (pagate 100 corone).
Dopodiché lo mandate via raccomandata al consolato italiano con questo modulo per richiedere la trascrizione assieme alla fotocopia di un documento d’identità.

Il consolato lo manderà automaticamente al vostro comune italiano.

Legalizzazione e apostille per cittadini UE e non-UE: procedure a Praga

Certificato armonizzato: quando serve e come ottenerlo al Magistrát di Praga

Dipende dal vostro consolato. Se siete di un paese UE probabilmente vi basterà il certificato armonizzato. Altrimenti vi sarà necessario legalizzare il certificato di matrimonio. In tal caso andate alla matrika e vi fate dare un nuovo certificato di matrimonio, se siete a Praga poi dovete farlo legalizzare andando al Magistrát in Jungmannova 35/29. Date il certificato allo sportello n. 40 che si trova al piano terra, sulla sinistra appena entrate. Lì ve lo legalizzano al momento.

Dopodiché dovrete portarlo al ministero degli Esteri al palazzo Toscano (Hradčanské nám. 5) dove vi fanno l’apostille al momento (portate una marca da bollo da 100 corone).

Certificato di nozze per il ministero dell’Interno

Dovete comunicare senza indugio al ministero dell’interno che vi siete sposati. Non aspettate, ché conosco gente che ha rimandato per mesi e si è beccata il multone.
Chiedete alla matrika un altro certificato di nozze (evviva!) e lo mandate in originale dove vi siete registrati come stranieri in ČR.

Cambio cognome dopo il matrimonio: certificato di residenza aggiornato

Dopodiché se uno di voi due ha cambiato cognome deve tornare al ministero dell’Interno col nuovo passaporto e il nuovo cognome e farsi fare un nuovo certificato di residenza in ČR con il nuovo cognome collegato al nuovo passaporto.

Matrimonio in chiesa in Repubblica Ceca: effetti civili e differenze procedurali

Perché sì, c’è ancora qualcuno che si sposa in chiesa. Fondamentalmente dovete fare tutto quello che ho descritto sopra con qualche piccola differenza. In Repubblica Ceca il matrimonio in chiesa ha effetti anche civili come in Italia (per capirci, è quello che in italia chiameremmo matrimonio concordatario).

Il prete quindi diventa automaticamente ufficiale di stato civile e vi sposa al posto del sindaco. Tutto il resto dei documenti però è identico.

L’unica differenza è che riempirete il formulario (dotazník k uzavření manželství) con il parroco della parrocchia dove vi sposate (o suo delegato). Dopodiché il parroco mette il timbro della parrocchia sul formulario per confermare che vi sposate davanti a lui e lo portate alla matrika. Dopo il matrimonio il parroco trasmette il verbale alla matrika.
Per avere effetto civile però dovrete portare alla matrika tutti i mille mila documenti di cui sopra.

Matrimonio civile o religioso: quale percorso scegliere

In alternativa potete sposarvi civilmente senza fare la spola tra matrika e parrocchia col dotazník timbrato lasciando tutto nelle sole mani della matrika. Poi vi sposate in chiesa facendo solo il matrimonio religioso.

Documenti specifici per il rito cattolico: nulla osta e certificati battesimali

    Cresima e corso prematrimoniale: ulteriori requisiti della chiesa ceca

  • certificato di matrimonio;
  • certificato di cresima;
  • attestato che avete fatto il corso prematrimoniale (lo potete fare in qualsiasi parrocchia ceca, poi vi rilasciano un documento che portate al parroco della chiesa dove vi sposate);
  • certificato del vostro parroco che dice che andate veramente a messa e che non volete sposarvi in chiesa solo perché la vecchia zia tradizionalista di cui prima altrimenti non vi fa il regalo bello.

Congedo matrimoniale in Repubblica Ceca: diritti e normative locali

E poi si parte per il viaggio di nozze, no?

Be’, no. Ora che c’è la pandemia no. Ma anche quando si potrà, tenete presente che in ČR non c’è il diritto al congedo matrimoniale di 15 giorni come in italia (dove fu introdotto nel 1937… ah, la saggezza dei governanti di una volta).

Se vi sposate in un giorno feriale avete solo diritto al giorno libero per sposarvi, pagato. Se volete potete prendere una giornata libera il giorno antecedente le nozze ma non è pagato.

Per il viaggio di nozze dovete prendere le ferie.

Tutti gli articoli sulla serie matrimoni in Repubblica Ceca

Link al riassuntone


Tavola rotonda online sulla parità di genere in Europa durante la pandemia: 15 marzo con ospiti internazionali

Comunicato stampa Istituto di Cultura Praga

Si trasmette in allegato il comunicato stampa dell’Istituto italiano di cultura di Praga.

Da Praga una tavola rotonda online sulla parità di genere in Europa durante la pandemia

Impatto della pandemia sulla parità di genere: donne e crisi economica

Se la pandemia sta provocando danni sociali in tutto il mondo, ci sono categorie più colpite di altre. Le donne, in particolare, sono esposte su molteplici fronti, come quello economico,
familiare e sanitario. L’emergenza da Covid sta inoltre amplificando le disparità di genere
esistenti, portando indietro i progressi fatti negli ultimi anni.

Relatori internazionali della tavola rotonda su parità di genere

In occasione del mese della donna, non a caso legato alla rinascita primaverile, e su iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura, dell’Institut Français e dei Centri Cechi di Praga, lunedì 15 marzo, alle ore 18.00, interverranno sul web per approfondire queste riflessioni e per confrontarsi sul tema:

  • Kateřina Haring, presidente dell’Associazione ceco-morava delle
    imprenditrici e manager (ČMAPM);
  • Sandra Laugier, filosofa e docente di filosofia all’università di Parigi 1 Panthéon-Sorbonne
  • Massimiliano Mascherini, direttore ad interim del Dipartimento di Social Policies di Eurofound (European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions).

Il dibattito sarà moderato da Alžběta Králová, fondatrice e direttrice dell’Accademia Ženský byznys di Praga.

Come partecipare: data, orario, registrazione Zoom e lingue

La tavola rotonda, a partecipazione libera previa registrazione sulla piattaforma Zoom e si terrà in inglese con traduzione simultanea in ceco.

L’evento è finanziato da EUNIC Global nel quadro di Ideas Yard, il progetto patrocinato dal
cluster degli istituti culturali europei EUNIC di Praga che mira ad approfondire in chiave
comunitaria alcuni temi di interesse collettivo quali la sostenibilità, l’innovazione, l’istruzione, la libertà e la democrazia.

Tutti gli eventi


Arte nella metro di Praga: le opere sulla linea A (verde)

arte in metro
Arte in metro a Malostranská

I mosaici e le sculture nascoste della linea A della metro di Praga

In virtù della vena artistoide dell’articolo, la panoramica dell’arte in metro si svolge secondo l’itinerario opposto a quello normale. Partiamo dalla fermata di Skalka e non da Motol.

Skalka

In questa fermata troviamo un mosaico realizzato in vetroceramica e pietre dall’artista ceco Jan Grimm nel 1989 ed è intitolato “Motivi Naturali” (Přírodní Motivy, in ceco).

L’opera occupa l’intera parete dell’atrio della stazione e ritrae fiori e farfalle ed è in condizioni eccellenti.blank

Il mosaico hussita di Želivského: storia e conservazione

Nel vestibolo della stazione è presente un mosaico monumentale in pietra della pittrice, artista grafica ed illustratrice ceca Jiřina Adamcová.

Il mosaico, intitolato “Jan Želivský ed il suo tempo” (“Jan Želivský a jeho doba”, in ceco) venne terminato nel 1980 dopo un intero anno di lavoro.

Jan Želivský era un prete hussita, famoso per aver guidato, nel 1914, la processione degli hussiti attraverso le strade di Praga. La processione terminò con la prima defenestrazione e diede il via alle guerre hussite.

Il mosaico venne creato in un laboratorio artistico nella zona di Letná e, essendo pesante e di grandi dimensioni (misura 3×7 metri), Adamcová si fece aiutare dal figlio e da alcuni assistenti.

La pietra doveva richiamare la purezza, la ruvidità delle idee e la lotta della più grande rivoluzione del Medioevo boemo, i cui simboli dovevano essere gli abitanti di Praga sullo sfondo di un muro gotico stilizzato. Con questa opera, Adamcová voleva esprimere una dedica all’eredità del movimento hussita, come componente principale delle tradizioni rivoluzionarie della Cecoslovacchia e la figura del radicale Jan Želivský era ideale per esprimere queste idee.blank

Flora

Tutta una parete dell’atrio è ricoperta da pannelli con rilievi in ceramica smaltata. Il colore dominante è il verde, anche se i pannelli sono deteriorati, quindi ad oggi sembrano marroni e neri.

I rilievi, del 1980, sono opera dall’artista Petr Svoboda e sono intitolati “Motivi Naturali” (“Rostlinné motivy”, in ceco), ovvio rimando al nome della stazione.

Jiřího z Poděbrad

Se Jan Želivský ha dato il via alle guerre ussite, l’elezione di Jiří z Poděbrad (Giorgio di Boemia) a re di Boemia le ha concluse. Nella fermata a lui intitolata si nota, come prima cosa, un bassorilievo su pietra bianca del monarca, creato nel 1978 dallo scultore e restauratore Jiří Dušek.

Dirigendosi verso una delle uscite si incontrano i pannelli in ceramica dell’artista Lubomír Šilar, realizzati nel 1980 e che rappresentano la Praga hussita. Purtroppo anche questi pannelli versano in un cattivo stato di conservazione.

Můstek

Nell’atrio in direzione Václavské náměstí si trovano due bassorilievi in ceramica, datati 1978, degli artisti e scultori Ladislav Dýdek e František Bílek.

Le ceramiche portano i colori dell’attuale bandiera ceca, ma non si sa se originariamente fossero presenti anche altri colori. Purtroppo i pannelli sono danneggiati, alcune parti mancano ed in generale non sono in un buono stato di conservazione.

Nello stesso vestibolo ci sono anche tre pannelli in alluminio di Josef Buňka, ognuno marcato con una lettera (A, B, C).

Nel vestibolo dell’uscita di Můstek a sud è da notare il notevole resto archeologico del ponte medievale da cui deriva il nome della fermata (qui l’articolo sul ponte).blank

Malostranská

Nell’atrio della stazione sono presenti alcune sculture barocche: Mercurio, Venere ed un’allegoria della Speranza (Naděje, in ceco, foto di copertina). Sono tutte copie di statue esistenti nella Galleria delle Virtù a Kuks e nel castello di Valeč.

Nella parte superiore della stazione ci sono cinque cancelli, il più interessante è il cancello vetrato decorato con sbarre metalliche, prodotto dell’artista Jan Smrž.

Hradčanská

In questa stazione si trovano motivi riguardanti la storia più moderna della Repubblica Ceca. Sulle pareti del vestibolo sono presenti bassorilievi giganti creati nel 1978 dagli scultori Slavoj Nejdl e Jiří Prádler.

Su un muro, Slavoj Nejdl ha creato tre rilievi. Possiamo vedere mani umane che simboleggiano la rivoluzione bolscevica, lo stemma boemo e, ultimo ma non meno importante, un’iscrizione che recita “Veškerá moc v ČSSR patří pracujícímu lidu” (Tutto il potere nella Repubblica Socialista Cecoslovacca appartiene ai lavoratori).

Su un altro muro Jiří Prádler ha realizzato un rilievo rappresentante una corona.

La stazione di Hradčanská è una testimonianza del fatto che i danni o, in alcuni casi, la rimozione, di alcune opere all’interno della metro di Praga non sono un tentativo di ridurre l’ideologia comunista, ma piuttosto un modo di commercializzare i vestiboli delle stazioni.blank

Dejvická

La prima puntata sull’arte in metro termina a Dejvická. La stazione era precedentemente chiamata Leninova, perché nel vestibolo era presente una statua di bronzo di Lenin, oggi coperta da uno dei tanti negozi presenti nella metro. Ma si possono ancora ammirare due stupendi mosaici in pietra del 1978, opera del pittore Martin Sladký: Rivoluzione in fiamme (Plameny revoluce) e Dinamica della rivoluzione (Dynamika revoluce).

I mosaici raffigurano bandiere sventolanti stilizzate e fiamme rosse. Dopo gli anni 90 si decise però che sarebbe stato più appropriato chiamare l’opera solo “Fiamme e Dinamica” ed i battaglioni sovietici si trasformarono in una composizione astratta.

I mosaici sono ancora visibili, nonostante siano stati inglobati all’intero di due negozi: uno è dentro una sala scommesse e l’altro è dietro il bancone di una pekárna.blank

Qui trovate l’arte in metro della linea B 

Qui trovate l’arte in metro della linea C 

Leggi altri articoli sulla vita a Praga


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