Home Blog Pagina 34

Linea B della metro di Praga: i nomi strani delle 24 fermate tradotti

linea b Praga: le 4 migliori stazioni di metro

Fermate linea B metro Praga: traduzione completa dei 24 nomi

La linea B è la più lunga, ma soprattutto ci permette di capire che i cechi in passato davano dei nomi piuttosto strani.

    Da Černý Most a Můstek: fermate nord e centro linea B

  1. Černý Most – ponte nero. Il ponte nero non esiste più ed era quello della linea ferroviaria per Čelákovice, reso nero dal fumo delle vaporiere.
  2. Rajská Zahrada – Giardino del paradiso (Eden)
  3. Hloubětín – quartiere “degli scemi”. Fino al 1907 il quartiere si chiamava Hloupětín, da hloupý, sciocco. Poi gli abitanti fecero una petizione per cambiarlo.
  4. Kolbenova – perché si trova su via Kolbenova (più info su Progetto Repubblica ceca)
  5. Vysočanská – dal quartiere di Vysočany, letteralmente “quartieri in alto (vysoký)
  6. Českomoravská – Ceco-morava. Da notare che prima del 1993 si chiamava sempre Českomoravská e non Československá.
  7. Palmovka – il nome deriva da Palmhof, un edificio che esisteva quando c’erano ancora i tedeschi.
  8. Invalidovna – dai, oh, si capisce, comunque la fermata prende il nome dall’imponente complesso barocco dell’ospedale degli invalidi che sta li vicino.
  9. Křižíkova – Dedicata a František Křižík. Se ce ne fosse bisogno, Kříž è vuol dire croce.
  10. Florenc – pare che in questa zona vivessero dei fiorentini
  11. Náměstí Republiky – piazza della repubblica
  12. Můstek – per via del ponte che vi sorgeva un tempo (vedi qui)
  13. Národní třída – Corso nazionale
  14. Karlovo náměstí – Piazza Carlo
  15. Da Anděl a Zličín: fermate sud della linea B

  16. Anděl – Angelo
  17. Smíchovské nádraží – stazione di un posto in cui si ride. Smích (da cui Smíchov) è appunto la risata e, da quel che si dice, anche Smích era un nome proprio, quindi da quelle parti ci stava uno Smích.
  18. Radlická – perché sta sulla via che attraversa il quartiere di Radlice.
  19. Jinonice  – a orecchio un paese diverso (Jiný) anche se in passato il posto si chiamava Ninonice.
  20. Nové Butovice – Nuovo villaggio di Buta. Buta doveva essere un signorotto locale, ma non si trova granché a livello di etimologia.
  21. Hůrka – montagnola (piccola Hora). A chi interessa, Hůrka è il nome che viene dato a Brea nella versione ceca del Signore degli anelli.
  22. Lužiny – prateria
  23. Luka – prato
  24. Stodůlky – piccoli pagliai
  25. Zličín – che se fosse “zlý čin” vorrebbe dire atto di malvagità (probabilmente riferito alla presenza di Ikea e altri trionfi del capitalismo nell’area). Ma non è che vada molto meglio. In effetti Zličín è il possessivo del nome proprio femminile Zlyka (che potremmo tradurre con Malefica – per i possessivi femminili guardate il vol. sulla metro A). Il nome dovrebbe essere in disuso da diversi secoli.

Qui trovate l’elenco della linea A

Qui trovate l’elenco della linea C

Tutti gli articoli di Ceco in pillole: la rubrica completa

Ceco in pillole vol. #0: la lingua ceca, basi e domande


Lipnice nad Sázavou: le tre sculture nascoste nelle cave della Vysočina

Lipnice
Il copyright ci appartiene

Gita a Lipnice nad Sázavou, Vysočina

Oggi facciamo una gita a Lipnice nad Sázavou, nella bellissima regione della Vysočina – anche detta regione di Jihlava, dal nome della città capoluogo.

Gli Occhi dorati, la Bocca della verità e l’Orecchio di Bretschneidr sono tre sculture scavate all’interno di vecchie cave di granito oggi non più usate.

I tre rilievi fanno parte del Národní památník odposlechu (letteralmente “Monumento nazionale all’intercettazione telefonica”) e sono stati realizzati in memoria dello spionaggio sotto i regimi che si sono alternati nella Repubblica Ceca. Il patrono dell’intera opera è Richard Hašek, nipote dello scrittore Jaroslav Hašek, nato proprio a Lipnice.

L’”Orecchio di Bretschneider” è stata la prima scultura realizzata: fu terminata il 23 giugno del 2005 e prende il nome dal poliziotto segreto del romanzo di Jaroslav Hašek Il buon soldato Švejk. Il rilievo rappresenta un orecchio alto 3m, si trova nella ex-cava Jednička ed è stato creato da un gruppo di artisti guidati dallo scultore Radomír Dvořák. Il rilievo intende simboleggiare lo spionaggio.

Motto:
NIKOLI MAKE, NÝBRŽ REMAKE.
NIKOLI NAME, NÝBRŽ RENAME.

Che significa “Mai fare, ma rifare. Mai nominare, ma rinominare” (proverbio popolare della Vysočina, in questo caso il ceco è mischiato all’inglese).

La Bocca della Verità è stata realizzata il 7 settembre del 2006 e gli artisti si sono ispirati alla Bocca della Verità nella chiesa di Santa Maria in Cosmedin a Roma.

Gli autori del rilievo sono lo stesso scultore Radomír Dvořák ed alcuni suoi alunni e colleghi. La bocca si trova nella ex-cava Dvojka ed ha un’altezza di poco meno di 3m.

Motto:
IN VINO VERITAS VINCIT.

L’ultimo rilievo della serie è “Gli Occhi Dorati“, inaugurato il 14 settembre 2007 nella ex-cava allagata Hřeben I, situata a circa 1,5 km ad ovest di Lipnice nad Sázavou. L’autore dell’opera è ancora Radomír Dvořák.

Il triangolo in cui sono scolpiti gli occhi misura circa 2,5m di altezza ed i bulbi oculari recano le scritte dorate “Enter” ed “Exit”.

Motto:
OKULÁRNÍ VIZITACE JE RODNOU SESTROU SPEKTAKULÁRNÍ AKCE.

La perquisizione1 oculare è levatrice di un evento spettacolare (proverbio popolare della Vysočina liberamente riadattato)

Potete iniziare l’escursione del Pamatník seguendo il percorso marcato che parte dalla locanda U české koruny di Lipnice nad Sázavou. Dopo circa 1 km la segnaletica si divide indicando le vie verso i tre rilievi – ognuno si trova in una cava diversa. L’intera camminata copre circa 4km e dura più o meno 2 ore (ovviamente molto di più se decidete di ammirare la foresta, fermarvi per fare foto o un pic-nic).

Per gli amanti della bicicletta: prendete un treno fino a Světlá nad Sázavou (ci sono treni da Praga e da Brno ogni ora) e poi pedalate fino alle cave.

Nota

1 In ceco Vizitace non è una visita, ma proprio il controllo dei metodi di predica, fedeltà alla linea e gestione economica da parte di una parrocchia. Tranquilli, il termine non è legato all’STB cecoslovacca del XX secolo ma a quella vaticana dei secoli precedenti. Altresì detta Santa inquisizione.

I nostri articoli sul Escursioni nella Repubblica Ceca


Fermate della linea A metro Praga: traduzione e significato dei nomi cechi

Il significato nascosto dei colori delle stazioni della metro di Praga

Nomi delle stazioni metro di Praga: linea A

Praga ha la sua bella sessantina di stazioni metro, quindi abbiamo pensato di tradurvene i nomi. Cominciamo dalla linea A.

La linea A è la più vecchia, ma anche la più breve. Dato che attraversa il centro storico, buona parte delle fermate porta i nomi dei quartieri più noti di Praga. Non di meno, pensiamo che una buona parte delle altre fermate abbia nomi curiosi.

    Significato dei nomi delle fermate: da Motol a Hostivář

    Da Nemocnice Motol a Staroměstská: il tratto nord-ovest

  1. Nemocnice Motol – Ospedale di Motol
  2. Petřiny – Da non confondere con la collina di Petřín, anche se il nome del quartiere di Petříny probabilmente è una variazione di quello della collina. Notare che Petřín vuol dire “di Petra” (aggettivo possessivo femminile)1.
  3. Nádraží Veleslavín – Stazione Veleslavín. Il quartiere deve probabilmente il suo nome a quello di un qualche signore che dominava quella zona. Terminando in -ín, anche Veleslavín è un aggettivo possessivo, questa volta del nome Veleslava, che a spanne corrisponde all’italiano “Gloria”.
  4. Bořislavka – stazione che sta all’incrocio tra l’Evropská Třída e l’antistante (ma non troppo) piazza Bořislavka. Non è chiaro perché la piazza si chiami così.
  5. Dejvická – Stazione del quartiere di Dejvice. Per altro “Dej víc” significa “Dai di più”. In origine il quartiere si chiamava Degnice (Dehnice) e il nome potrebbe essere dovuto al fatto che vi si produceva del dehet (bitume) o perché c’era una dehna, uno spirito maligno.
  6. Hradčanská – da Hrad, castello.
  7. Malostranská – Malá (piccolo) Strana (lato)
  8. Staroměstská – Staré (vecchia) město (città)
  9. Centro storico: Můstek, Muzeum e Náměstí Míru

  10. Můstek – ponticello, per questa fermata c’è un articolo dedicato
  11. Muzeum – Museo (nazionale)
  12. Náměstí Míru – Piazza della pace
  13. Jiřího z Poděbrad – (Piazza di) Giorgio di Boemia, cfr. articolo sull’arte in metro per la linea verde
  14. Flora – Sta sotto all’atrium Flora e Flora si capisce.
  15. Želivského – sita all’incrocio tra Vinohradská e Želivského, via intitolata a Jan Želivský, cfr. articolo sull’arte in metro per la linea verde
  16. Strašnická – Da Strach, paura. In origine, Strašnice significava “il villaggio degli Strašen” – nome proprio dato nel medioevo per spaventare gli spiriti maligni.
  17. Skalka – Da Skála. Piccola roccia.
  18. Depo Hostivář – Deposito delle metro, veh!

Grammatica ceca: come funzionano i possessivi nei nomi delle fermate

1 I possessivi dei nomi propri in ceco si fanno aggiungendo la desinenza -ov per i maschili (come in Čechův, Čechovo o nei cognomi femminili). Ai femminili si aggiunge -in (Petřín al maschile, Petřina al femminile, Petřino al neutro).

Qui trovate l’elenco della linea B

Qui trovate l’elenco della linea C

Leggi tutti gli articoli di Ceco in pillole

Qui trovate invece il volume che dà una panoramica della lingua ceca

Ceco in pillole vol. #0: la lingua ceca, basi e domande


Bohnice (Praga 8): il quartiere che gli amici cechi evitano di nominare

Quartieri di Praga: Bohnice e la schizofrenia del piano regolatore praghese (Praga 8)

Nel nostro viaggio attraverso i quartieri di Praga, non possiamo evitare Bohnice.

Bohnice infatti (il cui nome deriva da Bohemus), punta estrema di Praga 8 è circondato da una sinistra fama. Spesso ho sentito i miei amici cechi dire “finiremo a Bohnice” in congiunture non particolarmente serene della loro esistenza. Vale a dire spesso prima di un esame universitario.

Una volta (ero giovane) chiesi cosa ci fosse di così brutto a Bohnice, dato che il cimitero è a Olšany. E mi fu risposto che a Bohnice c’è il manicomio (foto di copertina). Non solo, è uno degli ospedali psichiatrici più vecchi del mondo, costruito nel 1909 sotto il chiaro influsso dell’Austria freudiana, ed al tempo era anche il più grande al mondo assieme a quello di Vienna.Bez názvu

L’ospedale psichiatrico di Bohnice

L’ospedale psichiatrico di Bohnice: uno dei più antichi del mondo (1909)

Solo questo a Bohnice? No. Nel quartiere, che si trova subito a nord di Troja, vi sono anche due agglomerati di palazzoni socialisti (che hanno sempre il loro fascino), un sito archeologico e un parco naturale. Il sito archeologico si chiama Zámky, vale a dire castelli. Questo perché qui sono stati trovati i resti di alcuni villaggi neolitici che costituiscono al momento, gli insediamenti umani più antichi nell’attuale area di Praga.

Il parco naturale di Bohnické údolí (valle di Bohnice) invece ci permette di affrontare un curioso aspetto dell’espansione urbana di Praga. Senza bisogno di leggere i romanzi di Ivan Klíma infatti avrete tutti notato come la capitale ceca alterna senza un senso apparente, vaste aree verdi ad altre di fitta urbanizzazione, come se lo sviluppo della città non fosse determinato da un piano regolatore.

Bene, il fatto è che il piano regolatore non c’è mai stato.

O meglio, è stato piuttosto strano. Ed ora vi spieghiamo come sono andate le cose. Già nel 1800 Praga era la terza città dell’impero asburgico, dopo Vienna e Budapest. Dunque al tempo furono discussi diversi piani per elevare la città al rango di metropoli. Questi piani prevedevano l’inglobamento di paesi vicini come Žižkov e Vinohrady.

I piani furono discussi per ottant’anni e alla fine non se ne fece niente fino al periodo di Masaryk, con la Cecoslovacchia indipendente. Il primo gennaio del 1922 fu istituita la grande Praga, coi suoi distretti comunali molto simile a quelli attuali.  Fatto sta che, siccome i piani si erano protratti per molto tempo, erano aumentati anche i borghi che avevano fatto richiesta di conurbazione. Praga si ritrovò  ad occupare un area enorme (al centro storico furono aggiunti i distretti da Praga 6 a Praga 10) con molti paeselli scissi tra loro.

Ci si mise poi anche il regime comunista, con la costruzione dei vari Sídliště, pensati per essere “un’oasi di cemento in un mare verde” (definizione nostra).

Bene, ora sapete che Praga è così varia nei suoi paesaggi perché é proprio costruita a biga i coppo.

Come raggiungere Bohnice: metro, autobus e festival locali

Detto questo e tornando a Bohnice, per concludere si può aggiungere che vi si arriva facilmente con la metro rossa (fermata Kobilisy) e proseguendo in autobus. Le occasioni migliori per visitarla, a parte il trekking o lo sci di fondo nel parco di Bohnické údolí, sono il festival teatrale Mezi Ploty e quello musicale Babí léto.

Cimitero di Bohnice: rovina, restauro, 4.000 sepolti

Il cimitero dell’ospedale psichiatrico di Bohnice: rovina, restauro e 4.000 sepolti.

Nel 2021, il comune di Praga ha acquistato il cimitero dell’ospedale psichiatrico. Questo perché l’area si trova in condizioni di degrado, ma, una volta sistemata, riprenderanno le visite guidate.

La gestione verrà affidata all’amministrazione di Praga 8. Precedente proprietario era il ministero della Salute, che lo aveva lasciato in affidamento all’ospedale. Il cimitero fu completato e consacrato il 12 settembre 1909, il primo paziente ad esservi sepolto fu l’undicenne František Janovský. Ogni anno venivano sepolti circa 80 pazienti.
In totale, sono sepolte più di 4.000 persone. Dagli anni ’70 il cimitero cadde gradualmente in rovina. Nel 1984, fu girata una scena del film Amadeus del regista Miloš Forman.

Altro nella sezione Altra Praga


Il fossato dei cervi di Praga: storia e accesso al Jelení příkop

FOssato dei Cervi
Foto del Granduca, chiedete a lui per il copyright

Cos’è il Jelení příkop: storia e topografia del fossato dei cervi

Lo Jelení příkop è diviso in due parti, superiore e inferiore, la prima delle quali è nuovamente accessibile al pubblico dal 6 aprile 2021. Il fossato copre un’area di oltre 8 ettari ed è attraversato dal torrente Brusnice.

Nel XVI secolo Ferdinando I d’Asburgo, dopo aver fatto edificare il Letohrádek, fece costruire sul fossato il Prašný most (Ponte delle polveri) per collegare Castello e residenza estiva. Lo Jelení příkop originariamente serviva solo come barriera difensiva, durante il regno dell’imperatore Rodolfo II fu poi trasformato in riserva di caccia, da cui il nome attuale. Il fossato divenne inagibile dopo il 1950 e fino alla fine del regime socialista. Poi fu bonificato e saltuariamente usato per ospitare concerti.

Fossato superiore

Percorsi e attrazioni per accedere al fossato superiore

Si può scendere in questa parte del fossato da via Na Baště, lungo la scala dei Ciclopi, da via U Brusnice o anche direttamente dal Ponte delle Polveri. In fondo al příkop c’è un prato e vicino ad esso la residenza dei guardiani degli orsi del castello, con annesso ovviamente recinto degli orsi. La casa e il recinto furono fatti costruire dal presidente Tomáš Masaryk negli anni ’20 per gli orsi che ricevette in dono dai legionari russi.

Sopra il fossato di fronte al Palazzo Šternberk si trova il belvedere Masaryk, dell’architetto sloveno Jože Plečnik (quello che ha fatto anche la chiesa in piazza Jiřího z Poděbrad).

Fossato dei cervi
Foto del Granduca, chiedete a lui per il copyright

Fossato inferiore

Il fossato inferiore e il torrente Brusnice

La parte bassa è la parte che potete vedere dal tram andando da Malostránská a Chotkovy Sady e viceversa. In questa parte il torrente Brusnice è interrato e scorre sotto le rotaie fino alla Vltava. Lungo lo Jelení příkop in questa parte sono presenti passerelle in legno che percorrono il pendio. Questa parte è chiusa per motivi di sicurezza.

Tutti gli articoli sulla Altra Praga


Praga verde: la 13ª città più verde al mondo secondo l’Urban Green Space Index

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f2/Praha%2C_Liboc%2C_Divok%C3%A1_%C5%A0%C3%A1rka%2C_pohled_na_ka%C5%88on_II.JPG

L’Urban Green Space Index: perché Praga è la 13ª città più verde

E sotto questo aspetto la Repubblica Ceca se la cava piuttosto bene: secondo nuovi studi, Praga è la 13ma città più verde al mondo.

Lo dice l’Urban Green Space Index, un progetto nato con la cooperazione tra Husqvarna (uno dei maggiori rivenditori di equipaggiamento per lavori forestali e di giardinaggio) e l’ESA (European Space Agency).

La fotografia satelittare ha permesso di calcolare la percentuale di spazi verdi presenti nelle varie metropoli.

I dati di Praga nell’Urban Green Space Index: 74/100 e 180 mq per abitante

Al momento la classifica include 155 città di 60 nazioni diverse. Gradualmente ne verranno inserite di nuove (ad esempio Bratislava non è ancora stata presa in esame). Il voto finale viene assegnato in una scala da 0 a 100 e Praga ha ottenuto 74.

Secondo l’indice, più della metà del suolo praghese consiste in spazi verdi. Per ogni residente ci sono circa 180 metri quadri di spazi verdi.

Per la precisione, il 28% del suolo praghese comprende degli alberi, mentre prati ed erbetta ricoprono circa il 27% della città. Anche lo stato di salute della vegetazione è buono. Per calcolarlo, si è misurato il livello di assorbimento della luce e Praga ha ricevuto un voto di 0,74 in una scala da 0 a 1.

Come Praga è diventata più verde: dalla Praga degli anni ’80 ai parchi moderni

Eppure Praga non è stata sempre così. Quando negli anni ’80 le persone si spostavano dalle campagne alla capitale trovavano ad accoglierli edifici prefabbricati circondati da cemento. Col tempo però gli spazi grigi sono andati diminuendo, e oggi è possibile raggiungere dei parchi giochi, prati e giardini nei pressi di ogni abitazione.

Il progetto di riforestazione: 1 milione di alberi a Praga entro 8 anni

La crescita degli spazi verdi a Praga è uno dei punti più importanti portati vanti dalla leadership attuale della città, diretta da Zdeněk Hřib (del Partito Pirata Ceco). Ad esempio due anni fa è stato iniziato un progetto che prevede la piantagione di un milione di alberi entro otto anni, e al momento si è arrivati a quota 300.000.
Inoltre ci sono delle nuove “foreste in costruzione” nelle aree di Satalice, Běchovice e Na Musile.

Secondo il portavoce comunale Vit Hofman, negli ultimi vent’anni le aree verdi della città sono aumentate di più di 300 ettari e altri 35 sono in via di sviluppo. Sono dei risultati unici per una capitale europea.

Classifica mondiale e confronto europeo: Charlotte prima, Roma 98ª

Al primo posto nell’indice troviamo Charlotte, in North Carolina. All’ultimo invece troviamo Lima (Perù), che non ha ottenuto nemmeno un punto. L’unica città italiana in classifica è Roma, che si colloca al 98esimo posto.

Podio europeo: Vilnius, Oslo e le altre capitali più verdi

La città più verde in Europa è invece Vilnius, capitale della Lituania.

Altro nella sezione Notizie


eIdentita ceca: guida ai servizi pubblici della pubblica amministrazione

eIdentita

Come usare eIdentita: accedi a tutti i servizi pubblici cechi

Questo secondo articolo su eIdentita è del medesimo ceco acquisito di cui la volta scorsa.


Come funziona l’autenticazione con eIdentita

Con eIdentita posso accedere a quasi tutti i siti della pubblica amministrazione autenticandomi con questo metodo. Ma non preoccupatevi, se vi serve un appuntamento in un ufficio pubblico per rifare il passaporto, per esempio, non siete obbligati a prenotarvi online con l’identità digitale. Non sono così demenziali da imporre un obbligo simile, ci potete andare come al solito presentandovi alla porta dell’ufficio senza prenotazione.

Potete accedere alla vostra datová schránka

In questo caso, anziché digitare la password (che devi continuamente cambiare per sicurezza) potete scegliere di entrare con la vostra identità digitale.

Scegliendo questa opzione menu, il sito della datová schránka vi manda a eidentita.cz dove fate la procedura descritta la volta scorsa: scegliete di autenticarvi usando la carta d’identità, viene lanciata l’applicazione, inserite il codice e siete dentro. In questo caso c’è solo un passaggio in più: eidentita vi chiede quali dati volete condividere con il sito della datová schránka a cui volete accedere con l’identità digitale.

In questo caso il sito della datová schránka chiede a eIdentita nome, cognome, luogo e data di nascita. Altri siti su cui potete registrarvi usando eIdentita chiedono più o meno dati, ma ogni volta potete verificare quali dati eIdentita condivide.

Date l’ok (temporaneo o perenne) e siete dentro la vostra datová schránka.

Con la vostra identità digitale potete registrarvi sul sito del catasto.

Andando sul sito del catasto, se cliccate su “Můj katastr” vi viene proposto di registrarvi usando eIdentita. Seguite la procedura descritta prima e quando tornate al sito con la vostra identità trovate automaticamente tutte le vostre INNUMEREVOLI proprietà immobiliari.

Ricette mediche e sanità: servizi sanitari cechi con eIdentita

Con questo sistema potete controllare tutte le vostre ricette mediche elettroniche e la loro scadenza sul sito delle ricette elettroniche.

Qui ad esempio ho ritrovato una vecchia ricetta per un antibiotico della scorsa estate. Ad ogni passo scoprite quanti dati le agenzie governative possiedono su di voi e come siano facilmente consultabili (un po’ spaventa questa cosa, lo ammetto).

Portale del cittadino: patente, dati personali e documenti con eIdentita

Anche qui, entrate con la vostra carta d’identità elettronica e trovate un sacco di informazioni. Ad esempio posso vedere i punti della mia patente di guida senza dover andare in nessun ufficio.

Fedina penale e tracciamento dati: cosa puoi controllare con eIdentita

Oppure potete richiedere una lista di tutte le pubbliche amministrazioni che hanno avuto accesso ai vostri dati. Sì, perché quando una impiegata di un qualsiasi ministero o ufficio comunale cerca i vostri dati rimane traccia e voi sapete quando, chi, e a che scopo sono andati a cercare i vostri dati nell’archivio dei cittadini.

Ma potete anche vedere la vostra fedina penale e farvi mandare un certificato penale sulla datová schránka. Sempre senza dover andare in nessun ufficio.

CSSZ, tasse e servizi comunali: autenticazione con eIdentita

Tra i vari uffici dove potete registrarvi con la carta d’identità elettronica c’è la CSSZ, l’istituto di previdenza sociale ceco (l’equivalente dell’INPS). Ma anche il sito dell’ufficio delle tasse. Se non ho sbagliato a capire, qui si può anche compilare la dichiarazione dei redditi online (ma lascio la parola ai più esperti perché non ne sono al 100% sicuro).

Quali altri uffici pubblici cechi accettano eIdentita

Ci sono poi diverse città che consentono di autenticarsi con questo sistema e accedere a servizi online.  Se per lavoro avete a che fare con qualche amministrazione pubblica provate a vedere sul loro sito se si può accedere con la carta d’identità elettronica e accedere a servizi online.

Non sempre questo servizio è previsto (sul sito del ministero del lavoro sì, su quello dell’Istruzione) ma quando c’è è molto utile.

Altro nella sezione Vivere


Programma IIC Praga aprile 2021: sardegna, dante e cultura italiana online

febbraio 2022 maggio 2021 aprile 2021 IIC LOGO Enit e l'Italia XX settimana della lingua italiana

Programma eventi IIC Praga aprile 2021

Si trasmette il programma di eventi per aprile 2021 dell’Istituto italiano di cultura (IIC) di Praga.

Durante aprile 2021 continuano gli appuntamenti con la cultura sarda. Si aggiungono, tra gli altri, il signal festival e una conferenza su Dante.

Bene Bènnidos! Introduzione alla lingua sarda

7.4. / 18:00 – Conferenza online

Conferenza e lezione pratica a cura del Dott. Dario Piga

Il turista che fa il suo arrivo in un aeroporto della Sardegna viene accolto da un cartellone plurilingue di benvenuto in cui spicca in primo piano la scritta “Bene Bènnidos” e subito si rende conto che, accanto all’italiano, nell’isola si parla anche un’altra lingua, non meno affascinante.

Il dott. Dario Piga, originario di Perfugas (Sardegna settentrionale) e residente da anni in Repubblica Ceca, linguista e musicista, già lettore di lingua sarda presso l’Università Masaryk di Brno, guiderà il pubblico alla scoperta del sardo, lingua indoeuropea del gruppo romanzo, tuttora usata ma destinata a morire se non valorizzata.

Accanto alla storia del sardo e alle sue peculiarità fonetiche e morfologiche, il docente presenterà un repertorio di espressioni, frasi e parole utili a chi si prepara per un viaggio in Sardegna.

L’evento fa parte del progetto “Sardegna. L’isola delle meraviglie”, patrocinato dalla Regione Autonoma della Sardegna, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con la Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca (CAMIC), ENIT, Progetto Repubblica Ceca, La Pagina, Sardegna Travel e Ichnusa Botega Bistro.

Dettagli pratici: iscrizione e partecipazione

In italiano con traduzione simultanea in ceco

Partecipazione libera, previa registrazione sulla piattaforma Zoom

12-19 aprile: corso tarantella online con Anna Dego

La Tarantella è una danza tradizionale propria delle regioni dell’Italia del sud. Nonostante le sue origini siano molto antiche, risale infatti ai riti dionisiaci diffusi nell’area del Mediterraneo, continua a lasciare tracce nel nostro presente ed è proprio il filo che lega le antiche ritualità alla nostra società contemporanea a suscitare un forte interesse.

Anna Dego, attrice, danzatrice e coreografa, presenterà gli aspetti e la storia di questa danza travolgente, frenetica, ma anche melanconica e sensuale, e insegnerà i primi passi attraverso una serie di lezioni online:

  • lunedì 12 aprile 2021, ore 18.00: conferenza – iscrizione gratuita su zoom
  • martedì 13 aprile 2021, ore 18.00: prima lezione pratica – iscrizione gratuita su zoom
  • lunedì 19 aprile 2021, ore 18.00: seconda lezione pratica – iscrizione gratuita su zoom

Conferenza: La Sardegna nuragica

20.4. / 18.00 – Conferenza online

Il nuraghe è una monumentale costruzione in pietra che connota la preistoria recente della Sardegna. I nuraghe caratterizzano pressoché interamente il paesaggio dell’isola (se ne contano ancora più di 7000). Per la loro unicità queste mirabili costruzioni danno nome alla civiltà complessa e articolata che, a partire dal II millennio a.C., identifica la Sardegna prima della conquista punica e romana, costituendo ancora oggi immagine simbolica ed evocativa di questa regione. Nel 1997 l’UNESCO ha inserito il complesso nuragico di Barumini nella lista del Patrimonio culturale dell’umanità.

Il professore Carlo Lugliè traccerà una sintesi delle origini e dell’evoluzione, degli aspetti salienti della produzione mobiliare e monumentale più affascinanti della civiltà nuragica, sulla base delle ricerche e delle scoperte archeologiche compiute nell’isola.

Carlo Lugliè è archeologo e docente di Preistoria e Protostoria presso il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari. Dirige il Laboratorio di Antichità Sarde e Paletnologia, è stato Vicepresidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e dirige il periodico scientifico Rivista di Scienze Preistoriche. Ha curato il progetto espositivo e l’allestimento del Museo dell’Ossidiana di Pau (in Sardegna), di cui è direttore scientifico. Ha partecipato a decine di scavi e ricerche archeologiche in Sardegna e in Tunisia e attualmente coordina diversi progetti di ricerca incentrati principalmente sul sistema di produzione preistorica dell’ossidiana del Monte Arci e sul primo popolamento dell’isola.

L’evento fa parte del progetto “Sardegna. L’isola delle meraviglie”, patrocinato dalla Regione Autonoma della Sardegna, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con la Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca (CAMIC), ENIT, Progetto Repubblica Ceca, La Pagina, Sardegna Travel e Ichnusa Botega Bistro.

In italiano con traduzione simultanea in ceco.

Partecipazione libera, previa registrazione sulla piattaforma Zoom

Giornata della Terra: installazione “THE ROOM OF CHANGE”

22. − 28. 4. – L’installazione dello studio Accurat di Milano

The Room of Change è un’installazione creata da Giorgia Lupi e Gabriele Rossi, fondatori della studio Accurat di Milano, per la XXII Triennale di Milano, nel 2019. Composta da una sorta di arazzo tridimensionale di dati, l’installazione illustra il cambiamento dell’ambiente nei suoi diversi aspetti, partendo da tempi molto remoti fino al presente con una proiezione nel futuro. Combinando diverse fonti di dati che descrivono il mondo da una prospettiva globale, ma anche locale e individuale, l’opera racconta storie di persone e l’evoluzione nel tempo della loro relazione con ciò che le circonda.

Il Signal festival, in collaborazione con l’IIC, presenta “The Room of Change” in occasione della Giornata della Terra (22 aprile 2021) dedicata all’impegno per la salvaguardia del Pianeta.

Staroměstské náměstí, Praga 1

Lezione online su Dante

27. 4. / 18:00 – “Dante nella selva oscura” di Jiří Špička

Nel cammino della vita a un certo punto si verifica un errore. Il giovane poeta si ritrova nel mezzo di una selva oscura e selvaggia e quando cerca una via d’uscita incontra una bizzarra compagnia: una lonza, un leone, una lupa e un uomo che sembra non essere in grado di parlare.

Il professore Jiří Špička leggerà il canto introduttivo dell’Inferno e di tutta la Divina Commedia, quello in cui vengono stabilite le regole del gioco per l’intero racconto. Qui risuona il ritmo delle terzine, qui vengono definiti i principi dell’allegoria figurativa e il percorso attraverso il mondo metafisico che il poeta dovrà assolvere per tornare sulla via che non avrebbe mai dovuto abbandonare.

Jiří Špička è professore di letteratura italiana presso la cattedra di romanistica della Facoltà di filosofia dell’Università Palacký di Olomouc. Si è occupato principalmente di Francesco Petrarca, ma tra i suoi interessi rientrano anche Giovanni Boccaccio, la letteratura italiana del XX secolo e la ricezione della letteratura italiana nelle terre ceche. Organizza l’Istituto Italiano di Cultura, in collaborazione con il Comitato di Praga della Società Dante Alighieri.

In ceco con traduzione simultanea in italiano.

Partecipazione libera, previa registrazione sulla piattaforma Zoom

Roberto Gatto: concerto online “PerfecTrio”

30. 4. − 2. 5. Concerto online “PerfecTrio” di Roberto Gatto

In occasione della Giornata Internazionale del Jazz, l’Istituto Italiano di Cultura di Praga è lieto di presentare il concerto online del “PerfecTrio” composto da Roberto Gatto (batteria, live electronics), uno dei musicisti più rappresentativi del jazz italiano, Alfonso Santimone (pianoforte, Fender Rhodes, live electronics) e Pierpaolo Ranieri (Fender Jazz bass), un ensemble che possiamo definire “perfetto”. Perfetto per collocazione musicale, a cavallo tra sperimentazione, improvvisazione e tradizione; perfetto per esecuzione, squilibrata quanto basta e al tempo stesso equilibrata sotto il profilo tecnico e del controllo strumentale. L’impronta più immediata del “PerfecTrio” è quella dell’improvvisazione totale.

Il concerto gratuito sarà visibile sulla pagina YouTube dell’Istituto dal 30 aprile al 2 maggio.

Calendario completo degli eventi IIC Praga aprile 2021


Italiano tra le lingue più richieste per lavorare in Repubblica Ceca

italiano Repubblica Ceca: un paradiso per chi cerca lavoro

L’italiano è la terza lingua straniera più richiesta dalle aziende ceche.

È quanto emerge da una ricerca diffusa da Expats circa la richiesta di lingue straniere per posizioni lavorative. Mettiamo due cose in chiaro però.

  1. L’italiano è lingua complementare, quindi oltre a quella dovete saperne almeno un’altra, che quasi sempre è l’inglese, un po’ meno spesso il ceco, ogni tanto da solo e quasi mai qualcos’altro.
  2. Aziende significa multinazionali, non pizzerie e ristoranti.

Inglese domina: domanda di lingue straniere nelle offerte di lavoro ceche

La lingua più richiesta al lavoro è ovviamente l’inglese, che lo scorso anno è stato presentato come requisito nel 55% delle offerte di lavoro contenenti una condizione di conoscenza di una lingua straniera.

Nel complesso, l’inglese è cinque volte più richiesto di tutte le altre lingue straniere messe insieme e 10 volte più della seconda lingua più richiesta, che è il tedesco. Completano la top 5 francese, italiano e olandese. Facciamo un rapido calcolo.

Se l’inglese è richiesto nel 55% dei casi e lo è 10 volte più del tedesco, significa che il tedesco è richiesto come lingua straniera unica (cioè non vi serve l’inglese), nel 5,5% dei casi. Ecco, le posizioni in cui basta sapere solo l’italiano (o italiano e ceco) sono ancora meno.

Lingue romanze in aumento: trend europei nella domanda di lavoro

Le statistiche mettono inoltre in evidenza come la richiesta di lingue euro-ovest, soprattutto quelle romanze per motivi strutturalmente ovvi, stia aumentando. A retrocedere sono invece le lingue euro-est, in primis russo e polacco, che è sceso dal 6° al 10° posto tra le lingue più richieste. Questo probabilmente perché la forza lavoro polacca sta diventando troppo cara.

Cechi e italiani: carenza di lingue straniere in UE (dati Eurostat)

Secondo le più recenti statistiche Eurostat, cechi, francesi, polacchi, rumeni e italiani sono tra i peggiori nell’Unione europea per quanto concerne la conoscenza professionale di lingue straniere (da che la richiesta di personale che sappia quelle lingue).

Tutti gli articoli sulla sezione Lavoro


Pomlázka: come funziona la tradizione pasquale ceca del lunedì dell’angelo

pasqua ceca - pomlázka
Fonte - Twitter https://twitter.com/BakingCooking/status/853964625003630592/photo/1

Pasqua ceca: riti e date diverse

I riti del triduo pasquale in chiesa anche qua sono identici a quelli cui potete partecipare da Treviso a Minneapolis. La Pasqua ceca però viene dopo, ovvero il lunedì dell’angelo (o Pasquetta che dir si voglia).

Ho conosciuto cechi atei fermamente convinti che Pasqua fosse il lunedì e non la domenica, perché la parte succulenta della Pasqua ceca è il lunedì. Quindi se uno non va in chiesa non si accorge nemmeno che è una domenica diversa dalle altre e la differenza la nota solo il lunedì. Ma da qualche anno anche il venerdì perché da poco è stata approvata una legge per cui il venerdì santo è festa nazionale e si sta a casa dal lavoro. Perché la Rep. Ceca è un paese ateo, ma quando si tratta di fare un giorno di riposo va bene anche il Signore.

Dicevamo, cosa succede il Lunedì? Che cosa è la Pasqua ceca?

“`html

Come si prepara la pomlázka: raccolta del salice e decorazione delle uova

La pomlázka ceca: come si intreccia la frusta pasquale e il suo significato

“`

I maschi si avviano per i campi in cerca di un albero di salice1 – in ceco vrba – e ne tagliano i rami sottili. In teoria. Nei paeselli in cui gli alberi di salice sono pochi questi vengono martoriati e rimangono quasi senza rami. Intrecciando quei rami, assai flessibili, gli uomini costruiscono una pomlázka, ossia una frusta. E che se ne fanno di un frusta?

Ruoli di genere: donne che decorano, uomini che intrecciano

Mentre gli uomini vanno alla ricerca del salice e intrecciano la pomlázka, le donne stanno a casa a cucinare dolcetti e decorare uova sode. Le donne più pigre le colorano a tinta unita e ci mettono sopra un adesivo colorato. Le donne più in gamba invece le decorano facendo disegni con la cera colorata.

Un grazioso esempio lo vedete qui

Personalmente mi è capitato di ricevere uova che erano stupende. C’è da dire che se entrare in una cucina dove stanno facendo le uova con la cera quasi svenite per l’odore della cera, ma il risultato è spettacolare. Una menzione particolare per le donne che fanno l’uncinetto attorno alle uova. Ad alcuni piacciono, a me sembrano una perversione da film horror (ma forse sono io che ho problemi con l’uncinetto).

Arriva il lunedì dell’angelo

Finalmente partono i festeggiamenti.  I maschi si riuniscono in gruppi di amici e con la loro pomlázka vanno casa per casa a suonare il campanello delle femmine. Entrati in casa recitano la famosa poesiola hody hody doprovody (la recitò anche Babiš nella ormai storica puntata di Čau lidi che qui non embeddiamo perché già così gli abbiamo fatto troppa pubblicità).

Dopodiché con la loro  pomlázka frustano le donne sul sedere e sulle gambe.

Per ringraziarli le femmine donano loro le uova decorate, i dolcetti e – se maggiorenni – dell’acohol. Spesso pesante. Spesso Slivovice. Dopodiché le donne legano alla pomlázka dei frustatori un nastrino colorato. Visita dopo visita la pomlázka diventerà una girandola di colori.

La pomlázka: tradizione, non violenza

Perché le frustate della pomlázka non sono violenza: il contesto della tradizione ceca

Se vi siete scandalizzati perché gli uomini frustano le donzelle sul sedere e sulle gambe per festeggiare la Pasqua fermatevi un attimo, prima di scheccare istericamente dicendo che è un’usanza barbarica1. Innanzitutto perché è una frustata simbolica. Ho frustato bimbe di tre anni così come anziane signore che avevano superato gli ottanta anni.

Lo si fa gentilmente, non c’è violenza. In teoria. E comunque di norma al massimo fino al terzo panák, bevuto alle 10 di mattina. Dopodiché ci sono problemi di dosaggio della forza.

Questa procedura prosegue fino a mezzogiorno. Gruppi di adolescenti, ragazzotti, bambini accompagnati dal papà fanno il giro di amiche, compagne di scuola, zie e nonne da frustare. Ad ogni fermata si prende un dolcetto, un bicchierino e poi si va per la prossima fermata. Ogni tanto vedi anche il parroco che fa il giro delle famiglie a frustare le donne. Una sorta di Halloween ceco, anzi forse è Halloween che è una Pasqua ceca americanizzata, visto che qui la tradizione è nata prima. E poi la Pasqua ceca è meglio di Halloween perché oltre ai dolcetti c’è l’alcohol.

Il giro della pomlázka: quando inizia e quando finisce (a mezzogiorno)

Anche perché secondo la tradizione se l’uomo arriva dopo che il campanile ha battuto i 12 rintocchi del mezzogiorno allora la donna anziché ricevere frustate ha diritto a buttare un secchio d’acqua gelata sull’uomo. Sì, mi è capitato di vedere bambini di 8 anni masarati come pulcini perché erano arrivati dopo mezzogiorno.

Ogni gruppo poi si inventa cose diverse. Ho visto gruppi di uomini che giravano di casa in casa cantando polifonicamente con la fisarmonica canzoni popolari prima di estrarre la pomlázka e frustare le donne, altri che facevano un piccolo sketch teatrale, altri che girano col kroj. Il kroj è l’abito tradizionale ceco, che qui è diverso da paese a paese e il cui esempio più rinomato è quello di Kyjov.

Coi gruppi di amici affiatati è sempre bello organizzare qualcosa di speciale ogni anno. Ci sono ad esempio i gruppi che costruiscono una pomlázka di diversi metri di lunghezza.

Consigli pratici per il lunedì di Pasqua ceca

Portarsi sempre un cesto di vimini, perché a mezzogiorno arriverete con le tasche piene di uova, dolci e cioccolato e non saprete più dove mettere il tutto.

E se volete partecipare alla Pasqua ceca anche voi? Innanzitutto trovatevi un gruppo di amici cechi o moravi coi quali festeggiarla e aggregatevi a loro. Vi servirà poi una pomlázka: se siete fighette praghesi la comprate da Tesco già fatta. Se siete veri uomini ve la fate da soli.

Non è difficile, su internet ci sono mille mila video su come realizzare una pomlázka, per esempio questo:

Questa è una pomlázka semplice. Io aggiungo una impugnatura come questa:

Ci sono poi mille varianti: un mio amico imparò a fare la sfera alla base della pomlázka da suo padre che era un maestro in quest’arte. Alcuni intrecci sono davvero affascinanti.
Mi raccomando, non fate l’errore del principiante: una pomlázka non deve essere troppo grande, altrimenti non è pratica, non si riesce a frustare, non è gestibile. Meglio una pomlázka più sul corto che sul lungo.

Dopodiché unitevi ai vostri amici e divertitevi!

P.S. Molti si domandano da cosa origina questa tradizione di frustare le donne a Pasqua. Ho sentito molte spiegazioni, ma quella che – a naso – mi sembra più plausibile è quelle che risale alla crocifissione di Gesù. Secondo le usanze dell’epoca infatti, solo agli uomini era consentito assistere alle condanne a morte (qualcuno si ricorderà l’esilarante film dei Monty Python Brian di Nazareth in cui le donne indossavano barbe finte per partecipare alla lapidazione di un balsfemo passando per uomini).

L’usanza di frustare le donne a Pasqua originerebbe dunque dalla rievocazione del gesto dei soldati romani che scacciarono con la frusta le pie donne che si erano recate sul calvario a piangere per la crocifissione del Signore.

L’usanza dell’uovo, comune a tutte le pasque euroamericane, invece, dovrebbe essere pagana.

Note sulla tradizione della pomlázka

1 Per la pomlázka di solito salice bianco, non piangente

Guida completa: nomi dei mesi e dei giorni in ceco


- Advertisement -