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Carico di mascherine da Praga all’Italia: il comunicato dell’Ambasciata (23 marzo 2020)

Mascherine

Mascherine dall’Italia: partito carico da Praga

L’Ambasciata italiana a Praga rende noto che questa mattina, 23 marzo 2020, è partito per l’Italia un carico di mascherine.

“Come assicurato ieri dal Ministro Petricek al Ministro Di Maio, questa mattina è partito per l’Italia un carico di mascherine equivalente alla fornitura che era stata sequestrata nei giorni scorsi a Lovosice.

Coordinamento tra Ambasciata italiana e ministero degli Esteri ceco

Per guadagnare tempo prezioso le casse sono state caricate a bordo di un autobus messo a disposizione dal ministero degli Affari esteri ceco che riporta in Italia anche una quarantina di connazionali – tra cui molti studenti dei programmi Erasmus ed Intercultura – che ne hanno fatto richiesta all’Ambasciata negli ultimi dieci giorni, da quando, cioè, si sono interrotti i voli diretti sull’Italia. Il ministero degli Esteri della Repubblica Ceca sta infatti inviando, già da diversi giorni, dei propri mezzi di trasporto per recuperare i cittadini cechi bloccati nei Paesi più vicini, offrendosi, con l’occasione, di trasportare nella tratta di andata cittadini del Paese di destinazione, tra cui l’Italia.

Le mascherine verranno affidate all’Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma per la successiva consegna alle nostre competenti autorità.”

Coronavirus a Brno: intervista a Giancarlo Forte, biologo dell’ospedale Sv. Anny

Giancarlo Forte Sv. Anny

Intervista a Giancarlo Forte sul Coronavirus

Cercando di avere un quadro sempre preciso e aggiornato intorno all’emergenza Coronavirus, abbiamo intervistato Giancarlo Forte, vice-direttore del Centro internazionale di ricerca clinica (ICRC) dell’ospedale Svaté Anny (FNUSA) di Brno.

Chi è Giancarlo Forte: il biologo italiano dell’ICRC di Brno

Il Centro internazionale di ricerca clinica (Mezinárodní centrum klinického výzkumu ICRC) è un Istituto di eccellenza con circa 470 dipendenti, di cui quasi un terzo stranieri, dedicato alla ricerca clinica creato grazie a finanziamenti della comunità europea e del governo ceco meno di 10 anni fa. Io ne sono il vice-direttore. Contestualmente dirigo il Centro di Medicina Traslazionale (CTM, www.fnusa-ctm.org). L’Istituto si occupa di fare ricerca pre-clinica e clinica nell’ambito cardiologico, neurologico, immunologico e oncologico in stretto contatto con i reparti dell’ospedale Sv. Anny.

Da un lato conduciamo studi prettamente clinici che coinvolgono i pazienti e la sperimentazione di nuovi farmaci e terapie. Dall’altra studiamo i processi che portano allo scompenso cardiaco oppure alle malattie neurodegenerative, ai tumori o alle malattie del sistema immunitario partendo direttamente da cellule e tessuti dei pazienti. Questo ci permetterà nel lungo termine di disegnare terapie personalizzate per i pazienti. Per fare questi studi, utilizziamo tecniche di biologia molecolare e ingegneria genetica molto avanzate, ma anche studi epidemiologici su grandi gruppi di pazienti.

Questi approcci tornano utili in un’emergenza come quella creata dal diffondersi del COVID-19. Devo dire che tutto il team dell’ICRC (del quale fanno parte molti italiani) ha offerto volontariamente il proprio contributo per far fronte all’emergenza.

Preparativi dell’ospedale Sv. Anny per il Coronavirus

Il suo Istituto è parte dell’ospedale Sv. Anny, che è uno degli ospedali cechi dedicati al Coronavirus. Come si sta preparando l’ospedale?

Nel momento in cui l’ospedale Sv. Anny è stato indicato come punto di riferimento per l’emergenza COVID-19, le attività di ricerca di ICRC sono state sospese. Tutto il personale è stato precettato per attività direttamente o indirettamente collegate all’emergenza. I medici sono stati reclutati per la prima risposta, i biologi molecolari e i tecnici si dedicheranno alla diagnostica molecolare sui campioni dei pazienti e alla produzione di disinfettanti. Il personale amministrativo è già impegnato nell’orientamento di pazienti e familiari, oppure si prende cura dei figli dei medici e ricercatori impegnati nell’emergenza.

Suscettibilità virale: lo studio epidemiologico COVID sulla Moravia del FNUSA

Accanto a queste attività di immediata necessità, abbiamo già iniziato degli studi sulla suscettibilità della popolazione della Moravia all’infezione da Coronavirus. Da anni ormai, il nostro Istituto segue una coorte (si chiama così in gergo tecnico) di migliaia di cittadini della Moravia. I loro dati sono una straordinaria risorsa per poter studiare la diffusione del virus e, potenzialmente, prevenirla. Per esempio, molti ormai sanno che il virus utilizza un recettore specifico (ACE2) per entrare nelle cellule umane. Grazie a questo database di dati clinici, sarà per noi immediato studiare se pazienti che hanno più o meno copie di questo recettore siano più esposti all’infezione.

Continuità ospedaliera: come il FNUSA ha redistribuito attività non-COVID

Per il momento le attività di ricerca in laboratorio sono sospese. I ricercatori sono stati invitati a lavorare da casa, in attesa di ulteriori istruzioni. Molti di loro hanno risposto in maniera entusiastica alla richiesta di aiuto giunta dall’ospedale e si stanno già adoperando per contribuire all’assistenza e alla diagnostica. Sono sicuro che i nostri vicini della Masarykova Univerzita e della CEITEC (anche loro in stato di emergenza) saranno contenti di fornire sostegno alle nostre attività’ di ricerca appena sarà possibile riprenderle.

Per quanto riguarda i pazienti, sono stati trasferiti principalmente al FN Bohunice.

Preparazione della Repubblica Ceca all’epidemia

Ritiene che la Repubblica Ceca sia ben preparata a fronteggiare il possibile peggioramento dell’epidemia?

La risposta del governo all’emergenza è stata puntuale. Nei prossimi giorni sapremo se sarà stata anche efficace. La quarantena, per quanto sia una soluzione dolorosa, è temporanea. Ed è l’unico modo per rallentare la diffusione di un virus che non conosciamo e che creerebbe problemi serissimi al sistema sanitario ceco. D’altro canto, l’idea di imporre le mascherine a tutta la popolazione è stata geniale, nella sua semplicità. Parte dal presupposto che tutti siamo potenzialmente infetti e ricorda allo stesso tempo di mantenere le distanze.

Farmaci anti-Covid: situazione e stime

Oltre che del vaccino si parla di trovare farmaci o sostanze efficaci contro il Coronavirus. Per questo nelle ultime settimane si è fatto un gran numero di nomi astratti per noi profani (Favipiravir, Interferon Alpha 2b, Remdesvir). Qual è la situazione effettiva, se si possono tracciare delle stime di base?

Le notizie attuali sono piuttosto confuse, spesso inframmezzate da falsità e esagerazioni. Le uniche certezze vengono dai primi studi clinici (qui uno di pochi giorni fa realizzato in Francia lo trovate a questo link) che alcuni laboratori ospedalieri stanno realizzando soprattutto con farmaci che controllano la risposta immunitaria. Tra questi uno – idroclorochina – appare promettente. È un farmaco anti-malarico in uso da decenni per il trattamento di alcune malattie auto-immuni. È stato appena approvato per l’uso clinico su Coronavirus negli Stati Uniti e potrebbe rappresentare una soluzione a breve termine. Siamo chiaramente lontani dal rilascio di un vaccino efficace, anche se tanti sono in fase di sperimentazione.

A proposito, è interessante far notare a chiunque avesse la tentazione (come è accaduto in passato) di rinnegare la valenza clinica e sociale dei vaccini su larga scala, che quello che stiamo vivendo oggi a causa della diffusione di COVID-19 accade soltanto perché si tratta di un virus con il quale non siamo mai venuti a contatto prima e non abbiamo ancora un vaccino a disposizione. Abbiamo rischiato già in passato di avere la stessa situazione e sicuramente accadrà di nuovo in futuro. Questo Coronavirus non è particolarmente aggressivo. Il morbillo, la parotite (orecchioni), il vaiolo sono molto più aggressivi. In assenza di campagne vaccinali puntuali farebbero disastri forse peggiori.

Esperienza in Giappone e gestione epidemie

Lei ha vissuto in Giappone. Nelle ultime settimane si è detto che i paesi asiatici sono più abituati a malattie simili a questa che si ripresentano abbastanza regolarmente e quindi sono più abituati a gestire situazioni come questa. Cosa può dirci in proposito?

In questi giorni di quarantena forzata ho avuto modo di riflettere sul fatto che periodicamente i paesi asiatici, ma anche l’Africa e il Sud America vanno incontro a epidemie delle quali noi, in Europa, sentiamo soltanto parlare distrattamente. Tra le altre cose evitiamo ogni anno epidemie di influenza perché i ricercatori fanno un lavoro incredibile per mettere a punto il vaccino che poi noi troviamo pronto in farmacia.

Le epidemie da SARS, aviaria, MERS in passato hanno avuto qualche evidenza sui mass media per brevi periodi, ma le abbiamo prontamente dimenticate perché non ci hanno toccati direttamente. Ma abbiamo rischiato che facessero danni enormi.

A questo riguardo, mi piace raccontare un aneddoto che aiuta a mettere la pandemia da Coronavirus attuale in prospettiva. Durante gli anni in cui ho lavorato in Giappone, notai che i laboratori e gli uffici si svuotavano periodicamente. Metà delle persone, scoprii, era a letto o in ospedale a causa di un virus stagionale, il Norovirus. La maggior parte di queste persone tornavano a lavoro dopo una settimana, dopo essere molto dimagriti, a causa dei sintomi gastroenterici che il virus causa. Il sistema  sanitario giapponese ogni anno affronta questa emergenza, ma nonostante questo il virus, di cui molti di noi non hanno mai sentito parlare, causa circa 200 mila morti l’anno. I giapponesi non sono costretti alla quarantena nel periodo del Norovirus, perché il sistema è pronto ad affrontarlo.

Questo è vero anche per una serie di altre epidemie che periodicamente affliggono zone remote del mondo. Non so quando, ma questa pandemia passerà. Bisognerà limitare i danni e prepararsi ad essere pronti per le future evenienze.

Italiani nei centri di ricerca

Lei è il secondo italiano attivo in un centro di ricerca medica avanzata che mi trovo a intervistare qui in Repubblica Ceca. Ma quanti siete?

Che io sappia, qui in Repubblica Ceca siamo soltanto in due. Ma entrambi, come tanti altri connazionali che fanno onore alla nostra patria all’estero, portiamo con orgoglio il nome dell’Italia nel mondo.

Considerazioni finali?

Per concludere, vorrei evidenziare come la pandemia da coronavirus che stiamo affrontando dovrebbe ricordarci l’importanza della ricerca. Recentemente la politica e l’opinione pubblica in tutto il mondo si sono interrogati sulla possibilità’ di ridurre gli investimenti per la ricerca di base, quella ricerca che sembra non avere effetti immediati sull’economia.

Chissà che la prossima volta un biologo impegnato a studiare i virus dei pipistrelli o dei pangolini non ci salvi da un pericolo globale che potrebbe mettere in dubbio tutte le nostre certezze.

Oltre a Giancarlo Forte, abbiamo intervistato anche l’immunologo Luca Vannucci

Altre inchieste su Coronavirus e salute in Repubblica Ceca


Repubblica Ceca invia 110.000 mascherine all’Italia: comunicato Ambasciata

Mascherine

Compensazione ceca delle mascherine per l’Italia

L’Ambasciata italiana a Praga rende noto che la Repubblica Ceca compenserà il carico di mascherine destinato all’Italia.

Sequestro Lovosice e risposta ceca

Cronologia del sequestro a Lovosice e della risposta del governo ceco con 110.000 mascherine.

Questa mattina il Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Ceca, Tomáš Petříček, ha comunicato all’Ambasciatore Nisio che, in attesa che la polizia ceca concluda le indagini relative al materiale sanitario ritrovato a Lovosice, la Repubblica Ceca invierà al più presto in Italia 110.000 mascherine provenienti dalle proprie scorte, in numero pari a quelle che avrebbero dovuto raggiungere il nostro paese e sono state invece sequestrate dalle autorità ceche.

Il carico partirà entro 48 ore.

A fronte dell’urgenza crescente di forniture mediche in Italia il Governo ceco, in stretto coordinamento con l’Ambasciata d’Italia a Praga, ha deciso di inviare subito il carico destinato al nostro Paese senza attendere la conclusione dell’inchiesta di polizia tuttora in corso e finalizzata a scoprire come l’ingente refurtiva sia stata trafugata e dove. La complessità del caso che si dirama su diversi Paesi richiederebbe altri giorni ma la situazione in Italia non consente attese.

Sull’argomento il Ministro Tomáš Petříček sta inviando una lettera personale al Ministro Di Maio.”

Leggi anche: Coronavirus in Repubblica Ceca


Božkov e Jelínek producono disinfettanti anti-coronavirus: come le distillerie ceche hanno risposto all’emergenza

Božkov e Jelínek
La zelená non c'è ma al centro potete vedere il temutissimo Stroh Foto by Ralf Roletschek - Own work, GFDL 1.2, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=58540679

Disinfettanti da alcol: Božkov e Jelínek

Božkov e Jelínek, aziende note a chiunque vive qui per la produzione di superalcolici, hanno annunciato che contribuiranno a far fronte all’emergenza Coronavirus producendo disinfettanti.

Al momento la carenza di disinfettanti è un problema in tutta la Repubblica Ceca (testato personalmente). Spesso agli ingressi di drogherie e farmacie, oltre alla scritta “non ci sono mascherine”, trovate anche “non ci sono disinfettanti”. Božkov e Jelínek, che di loro dispongono di molto alcol per la produzione dei propri prodotti standard, hanno dunque deciso di convertire la produzione (parzialmente, si spera).

Božkov, che produce l’iconico Tuzemák ed ad altri marchi tra cui Vodka Amundsen, Fernet Stock e la Zelená (anello di congiunzione tra alcolico e disinfettante di cui parte di questa redazione va ghiottissimo), questa settimana ha messo in produzione circa 90.000 bottiglie da 0,2 litri di disinfettante per mani.

Božkov ha accettato di produrre il disinfettante gratuitamente e donarlo allo stato per la distribuzione al pubblico. Il produttore fornirà inoltre disinfettanti di vario genere ai vigili del fuoco e ai medici di Plzeň. I lotti iniziali dovrebbero essere inviati entro la fine di questa settimana.

Jelínek: disinfettanti a 250 corone al litro durante l’emergenza

Jelínek, che produce numerose varietà di slivovice, ha deciso di produrre disinfettanti per la vendita diretta ai consumatori. Dovrebbe trattarsi di bottiglie da mezzo litro, con un’etichetta contenente semplici istruzioni per la disinfezione di base. Attualmente non è noto il numero di bottiglie prodotte ma il prezzo dovrebbe essere intorno alle 250 corone.

Foto By Ralf Roletschek – Own work, GFDL 1.2

Coronavirus in Repubblica Ceca: articoli e aggiornamenti


Coronavirus: intervista a Luca Vannucci, immunologo all’Accademia delle Scienze Ceca

Italiani a Praga: Luca Vannucci, direttore del Laboratorio di Immunoterapia Coronavirus

Dato il tema imperante del Coronavirus e dato che la Repubblica Ceca ci sta cadendo dentro a piè pari, abbiamo intervistato Luca Vannucci (qui intervista personale completa), direttore del Laboratorio di Immunoterapia all’Accademia delle Scienze Ceca a Praga, per avere un quadro non tanto sulla situazione in cui ci troviamo, quanto sulla patologia in sé.

Coronavirus: paure e rischi reali

Buongiorno Luca e grazie per il tuo tempo. Cominciamo dalla solita domanda: che cosa c’è da temere di questo Coronavirus ed è giusto averne paura?

Il Coronavirus che sta provocando la pandemia è nuovo, inizia provocando come un’influenza che però può progredire in polmonite anche molto grave a seconda dei soggetti colpiti. È una malattia nuova e per questo se ne sa ancora poco. Continuamente le nostre idee si modificano con l’aumento delle informazioni che vengono raccolte e divulgate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalle singole nazioni colpite, tramite i ministeri della Salute. Iniziano inoltre ad esserci prime pubblicazioni scientifiche su aspetti particolari, per esempio la costituzione genetica del virus. Per le sue capacità mutazionali ci sono due ceppi principali, l’iniziale del passaggio da animale a uomo e un secondo meglio adattatosi all’uomo e attualmente il più diffuso. Tuttavia un quadro più preciso da mettere nei libri di studio dei medici è ancora da definire. Questo è un primo problema nella gestione dell’infezione, perché ancora non ne conosciamo bene tutte le caratteristiche e le dinamiche.

Mutazioni virali: come evolve il Coronavirus

In secondo luogo, i Coronavirus (tutti, non solo questo) sono soggetti a frequenti mutazioni. Molte sono minime ma alcune possono avere conseguenze decisive sulla natura del virus. Possono renderlo più o meno grave e dunque al momento non è dato sapere se e come questo Coronavirus evolverà.

Immunità collettiva: perché il virus colpisce tutti

In terzo luogo, poiché si tratta di un virus nuovo, nessuna persona sul pianeta ha degli anticorpi per proteggersi, perché non l’ha mai incontrato prima. In sostanza, seppure con le profonde differenze elencate prima, prima o poi ogni essere umano ne verrà contaminato.

Diffusione rapida e rischio collasso

Il sistema sanitario affronta il vero pericolo di un sovraccarico a causa della rapida diffusione del contagio.

Infine, un problema davvero serio e concreto è che in assenza di difese immunitarie in tutto il genere umano contro questo nuovo virus, il virus stesso può diffondersi senza ostacoli e rapidamente. Se la progressiva diffusione è lasciata incontrollata, il crearsi in blocco di un numero troppo elevato di infettati, e quindi anche di molti più casi gravi che tutti insieme necessitino di ospedale e/o terapia intensiva, può ingorgare il sistema ospedaliero (che ha limiti in letti ordinari e di unità di terapia intensiva previsti sull’incidenza annua delle varie patologie per zona), con rischio concreto di portare al collasso del sistema sanitario di una nazione. Stiamo vedendo quanto sia già impegnativa la situazione in Italia nonostante i provvedimenti presi e non è detto che possa essere meglio nel contesto internazionale.

Per cui quello che deve essere tentato in ogni modo è di evitare picchi di malattia con grossi numeri di pazienti gravi in blocco, e spalmare su più lungo periodo l’evoluzione dei contagi in modo da rimanere sempre al disotto della soglia critica di disponibilità ed efficienza dei sistemi sanitari di ciascuno Stato. Insomma, assicurarsi che non si arrivi a mancanza di letti per tutti. Per questo il rispetto delle restrizioni stabilite per ridurre il contagio è necessario.

Schema di contenimento dell’epidemia. 

Coronavirus vs influenza: le differenze cliniche fondamentali

Infatti. Sebbene questo Coronavirus sia apparso all’inizio provocare una malattia con caratteri simili all’influenza non significa che sia effettivamente una comune influenza. Mentre all’inizio i primi dati rendevano dubbio il grado di aggressività della malattia perché sembravano somigliare a quelli di un’influenza intensa, con l’accumularsi dei casi è emerso che la malattia era più grave. Può presentarsi con gradi diversi di intensità perché alcuni possono sviluppare subito difese efficienti e uscirne pressoché indenni. Per altri più deboli la situazione è molto più seria. Ad oggi non possiamo dire quali siano di fatto le percentuali effettive in questa casistica (quanti siano gli asintomatici e quelli in cui il virus provoca forme leggere confondibili con influenza, e quindi non testati, rispetto a quelli con conseguenze serie di cui invece sentiamo il conteggio sui bollettini).

Chi sono gli asintomatici nel Coronavirus: definizione e contagiosità

Appunto che non sviluppa sintomi. Poi ci sono individui in cui il virus si manifesta come una leggera influenza. Un po’ di stanchezza, magari una linea di febbre e poi si riprendono. Questo è un ulteriore problema perché la stragrande maggioranza dei test vengono fatti sui casi evidenti che hanno febbri alte e problemi respiratori. Gli asintomatici e i lievemente sintomatici non si rendono conto di averlo. Quindi possono andare al giro e diffonderlo.

Si ha un’idea di quanti siano gli asintomatici?

Non essendo possibile testarli, ovviamente no. Lo sapremo solo fra un po’. Per esempio, da dati italiani attuali, quelli individuati nei gruppi di persone positive messe in quarantena per contatti con malati risultano circa un 40%.

Profilo a rischio Coronavirus: chi sviluppa forme gravi

Premetto che la risposta esula da eventuali mutazioni, come detto prima.

Rischia chi è immunologicamente più debole o portatore di altre malattie croniche come i diabetici, cardiopatici, bronchitici, oncologici ecc. Un elemento interessante, che a molti sfugge, è il grado di esposizione al virus. In sostanza, viaggiare in un vagone del tram in cui c’è una persona infetta che tossisce a tre metri è molto diverso da prendersi uno starnuto in faccia. Nel primo caso sei esposto a una quantità di virus estremamente inferiore [non avendo anticorpi lo prendete comunque, quindi non andate ad affollare i tram, birbaccioni n.d. IP1W] per cui l’organismo può riuscire a prendere delle contromisure in modo abbastanza efficiente. Nel secondo l’esposizione è subito alta e il rischio pure.

Il virus non salta addosso alle persone. Si prende per contatto da persona a persona o toccando oggetti contaminati. Si è notato che i bambini riescono a farvi fronte senza grossi problemi. Per il resto dipende comunque dalle difese immunitarie del singolo. Ci sono ad esempio anziani con delle ottime difese immunitarie e persone molto più giovani che non le hanno allo stesso livello.

Virus e batteri: quali differenze?

C’è differenza tra virus e batteri. Che cos’è, dunque, un virus?

Il virus è una particella non vivente dotata di una molecola di codice genetico. Questa molecola si attiva solo se entra nelle cellule di una persona dove trova tutto il necessario di cui non dispone normalmente per potersi moltiplicare. Una volta attivato inizia a invadere l’organismo. Il sistema lo può bloccare con l’aiuto di eventuali terapie. Finché noi non permettiamo l’introduzione di queste particelle inerti non ci ammaliamo. A questo servono tutte le norme stabilite, perché dipende solo da noi aumentarne o diminuirne la trasmissione.

Repubblica Ceca: misure restrittive dopo l’Italia

La Repubblica Ceca è tra i paesi che dopo l’Italia ha introdotto le misure più restrittive. Cosa ne pensi?

Sono necessarie! In un paio di settimane i casi si sono rapidissimamente moltiplicati e la progressione potrà essere simile a quella di altri Stati. Queste misure sono volte ad evitare picchi di malattia troppo elevati che si potrebbero verificare, come prevedibile, nei prossimi giorni e settimane.

Coronavirus e caldo: si indebolirà con le temperature alte?

Non è detto. Di fatto si è sviluppato in un luogo molto vicino a zone calde [segnaliamo che Wuhan è a sud di Tripoli e sullo stesso parallelo del Cairo n.d. IP1W] quindi al momento non è dato fare previsioni certe.

Posizione di Wuhan

Quando finirà la pandemia Coronavirus: previsioni dell’esperto

Teniamo conto che a Wuhan il Coronavirus ha iniziato a girare probabilmente da ottobre quando è mutato in maniera di adattarsi agli uomini. Di fatto il picco serio a Wuhan è arrivato con gennaio ed ora, a inizio marzo, la zona ne sta progressivamente uscendo. Da noi potrebbe andare meglio in forse 2 o 3 mesi, dipende dai contagi e da eventuali cambiamenti del virus.

Considerazioni finali sulla pandemia Coronavirus

Desidero ripetere che per proteggersi e evitare la diffusione è bene lavare e disinfettare le mani frequentemente, evitare contatti ravvicinati e gruppi, seguire le norme igieniche per chi tossisce o starnutisce e cercare di restare a casa, soprattutto i più compromessi. L’uso della mascherina può essere indicato per i soggetti con già problemi di salute e in quelli in cui cominciano sintomi di tipo influenzale per proteggere gli altri.

Allungare i tempi di diffusione del virus può dare più tempo per trovare nuove terapie e renderle applicabili a più persone con sintomi gravi, contribuendo a ridurre la mortalità.

Non angosciarsi: non serve a niente.Guardiamo con realismo e con calma fattività la situazione. Come sono passate tante altre situazioni difficili anche questa passerà, con il contributo attivo di tutti e guardando al domani rimboccandosi le maniche perché ci sarà da darsi daffare.

Altre interviste e articoli sul Coronavirus in Repubblica Ceca e Praga


Stato di emergenza Repubblica Ceca: le disposizioni governative e le restrizioni

Riapertura dei confini Sondaggio Qualità vita Repubblica Ceca

Stato di emergenza Repubblica Ceca: numeri e disposizioni governative

Sui 104 casi comunicati oggi, 50 sono a Praga. Al momento, nella giornata di oggi il numero di pazienti con coronavirus è aumentato di dieci e ancora nessuno è deceduto. Tutte e 14 le regioni hanno almeno un caso. Lo stato di emergenza durerà per almeno 30 giorni ed è entrato in vigore oggi alle 14:00, anche se alcune disposizioni saranno valide da domani. La misura è approvata anche dai partiti di opposizione e dal presidente Miloš Zeman.

Queste le disposizioni

Divieto eventi e chiusura bar: restrizioni dalle 20:00

La misura si applica dalle 06:00 di venerdì fino a nuovo avviso ed interessa eventi culturali, sportivi, religiosi (funerali esclusi), festival, pellegrinaggi, spettacoli, mercati e altri eventi pubblici e privati. I bar e i ristoranti dovranno rimanere chiusi dalle 20:00 alle 6:00 e garantire determinati standard di sicurezza durante il giorno. Martedì erano stati vietati gli eventi con oltre 100 partecipanti.

Test obbligatorio ai confini: Germania e Austria sotto controllo

Nella giornata di martedì erano stati reintrodotti controlli a campione, a partire dalla mezzanotte tra venerdì e sabato chiunque entra dovrebbe essere testato. Sarà possibile attraversare il confine soltanto in quattro valichi con l’Austria e sette con la Germania.

Vietato l’ingresso da paesi ad alto rischio

Il governo ha vietato ai cittadini provenienti da tali Paesi l’ingresso nella Repubblica Ceca.

La misura si applica a 18 paesi a partire dalla mezzanotte tra venerdì e sabato: Cina, Corea del Sud, Iran, Italia, Spagna, Austria, Germania, Svizzera, Svezia, Paesi Bassi, Belgio, Regno Unito, Norvegia, Danimarca e Francia; ai cittadini cechi è al contempo vietato recarsi in queste nazioni. Possono tuttavia entrare i cittadini che hanno residenza temporanea o permanente (přechodní e trvalý pobyt) nella Repubblica Ceca. Chi rientra da tutti questi paesi è soggetto al periodo di quarantena obbligatoria.

Dunque tutte le persone con residenza nella Repubblica ceca che rientrano da uno di questi paesi devono riferirlo al proprio medico di famiglia immediatamente, per telefono o altri mezzi remoti (applicazioni mobili, e-mail, skype, ecc.). Il resto si decide col medico.

Divieto viaggi internazionali da lunedì 16: solo rimpatri consentiti

Da lunedì 16 sono inoltre del tutto vietati i viaggi internazionali. Ai cechi è proibito uscire e a chi non ha residenza in Repubblica Ceca è proibito entrare. Quindi sono ammessi solo viaggi di rimpatrio.

Fonti ufficiali: ministero ceco e aggiornamenti in tempo reale

A margine, le ferrovie nazionali České dráhy e la privata Regiojet a partire dalla settimana prossima dovrebbero sospendere tutti i treni transfrontalieri in qualsiasi direzione.

Ancora, la scorsa settimana la società PID, che gestisce il trasporto pubblico a Praga, ha riferito di aver testato un nuovo disinfettante su due tram della linea 18 e un autobus. Secondo le informazioni, PID avrebbe dovuto attendere i risultati di tali test (2 settimane dal 6 marzo) per decidere se acquistare tale disinfettante o meno. Al momento non si sa di ulteriori sviluppi.

Situazione negli altri paesi dell’Europa centrale

Altri paesi ad aver dichiarato lo stato di emergenza al momento sono Ungheria e Slovacchia, ma sono ben lontani dall’aver introdotto misure restrittive come quelle ceche.

Approfondimenti: altri articoli sul coronavirus in Repubblica Ceca


Coronavirus Repubblica Ceca: il decreto Babiš vieta eventi oltre 100 persone e chiude scuole

coronavirus quarantena obbligatoria

Decreto Babiš del 10 marzo: divieto eventi oltre 100 persone e chiusura scuole

“A causa dell’evoluzione della diffusione del Coronavirus in Europa, abbiamo deciso di prendere misure straordinarie. Con effetto dal 10 marzo alle 18:00, sono vietate le rappresentazioni teatrali, musicali, cinematografiche e sportive, religiose e artistiche che prevedono la partecipazione di oltre 100 persone”, ha detto Babiš in conferenza stampa. La misura interessa solo eventi una tantum.

La misura non sarà valida per tribunali, organi di amministrazione statale o le camere del parlamento. “Il governo comunque auspica che le persone continuino a lavorare in modo che l’economia rimanga in movimento”, ha detto Babis.

Il ministro della Sanità Adam Vojtěch ha aggiunto che “la situazione epidemiologica non si sta sviluppando in modo positivo” ed ha aggiunto che “Slovacchia e Israele hanno preso decisioni simili”. “Tutti devono essere coinvolti, è responsabilità di ognuno cercare di contenere il contagio”, ha aggiunto il ministro.

Preparativi sanitari: aumento laboratori e acquisto tamponi

Il governo sta inoltre cercando di aumentare il numero di laboratori in cui sarà possibile condurre test sul coronavirus e prevede inoltre di acquistare circa 100.000 tamponi.

Primo caso non tracciabile a Praga: contagio oltre controllo

Il viceministro della Sanità Roman Prymula ieri sera ha spiegato che il contagio molto probabilmente non può più essere fermato e dunque è “necessario rallentarlo in maniera da non avere un sovraccarico delle strutture sanitarie“.

A questo proposito Prymula ha annunciato il contagio di un tassista di Praga, aggiungendo che “non è chiaro come il tassista abbia contratto il virus, dato che non è connesso a nessuno dei ceppi finora rilevati” e dunque si tratta di un “punto di svolta” poiché la diffusione del virus non è più chiaramente tracciabile.

Restrizioni ai valichi di frontiera Austria-Germania

Nella giornata di ieri sono state vietate le visite alle case di riposo e ai reparti ospedalieri ad eccezione del reparto per bambini o maternità. Sono stati introdotti anche controlli a campione ai valichi di frontiera con Austria e Germania.

Situazione epidemiologica: 42 casi segnalati a marzo

Nel paese sono stati segnalati, da domenica primo marzo, 42 casi di Coronavirus.

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Immigrati irregolari in Repubblica Ceca nel 2019: +685 casi rilevati

Immigrati irregolari
Cizinecká polizia - credit: Seba E Spada

5.677 immigrati irregolari rilevati nel 2019 in Repubblica Ceca

Gli immigrati irregolari sono 685 in più rispetto al 2018. Di questi 5.677, 603 sono giunti qui con normale permesso di soggiorno e sono rimasti nel paese dopo che tale documento era scaduto.

Provenienze degli stranieri clandestini: Ucraina, Moldavia e Vietnam dominano

La maggior parte proveniva dai seguenti paesi Ucraina (1.456), Moldavia (825), Vietnam (353), Russia (234) e Uzbekistan (199).

Decisioni di espulsione: 7.067 ordini emessi nel 2019

Il numero di rifugiati che hanno utilizzato la Repubblica ceca come paese di transito è aumentato da 75 a 266.

Secondo i dati della polizia l’anno scorso sono state emesse 7.067 decisioni di espulsione, 1.354 più rispetto al 2017. Nella stragrande maggioranza, la motivazione della scelta è dovuta al fatto che le persone lavoravano a nero nella Repubblica Ceca.

La fredda tabella sull’aumento degli immigrati clandestini nella Repubblica Ceca.

2008: 3.829
2009: 4.457
2010: 2.988
2011: 3.360
2012: 3.595
2013: 4.153
2014: 4.822
2015: 8.563
2016: 5.261
2017: 4.738
2018: 4.992
2019: 5.667

Fonte expats

Fotocredit: Seba E Spada

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13 castelli della Repubblica Ceca: la guida insider ai migliori (aperture da marzo)

Castelli della Repubblica Ceca
By Hanc Tomasz, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=57900777

Forse non lo sapete, ma buona parte dei castelli della Repubblica Ceca apre al pubblico nel mese di marzo.

Su imbeccata di Kudyznudy, quindi abbiamo deciso di offrirvi una carrellata di 12 castelli della Repubblica Ceca che potreste visitare nei mesi a venire.

1Hazmburk: fortezza romanica in Labyrinth Rocks

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Autor: Emve76 – Vlastní dílo, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=80573111

Definito “la perla degli altipiani della Boemia centrale” (České středohoří, vicino alla regione di Liberec), Hazmburk è riconoscibile per la sua sagoma a due torri, visibili da decine di chilometri di distanza.

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Fotocredit - Francesco Bologna

Raccolta fondi “Aiuta Venezia!” a Praga

L’Ambasciata d’Italia a Praga ha promosso ieri il lancio dell’iniziativa in collaborazione con la Camera di commercio e dell‘Industria Italo-Ceca, la Televisione Nazionale Ceca, il Comune di Praga Capitale e la società Jaspen.

“Aiuta Venezia” è stata lanciata a sostegno del capoluogo veneto in seguito alle gravi inondazioni che hanno colpito la Laguna lo scorso mese di novembre. I fondi raccolti saranno destinati ad un progetto di recupero che sarà identificato insieme al Comune di Venezia al termine dell’iniziativa.

Il lancio è avvenuto nella Křížová chodba dell’Università Carolina di Praga, alla presenza dell’Ambasciatore Francesco Saverio Nisio e della Vice Ministra della Cultura Petra Smolíková in rappresentanza del Governo, e del Rettore dell’Univerità carolina Tomáš Zima, in occasione dell’apertura della mostra “Riflessi veneziani”.

Un’esposizione esclusiva nel cuore della capitale ceca interamente dedicata alle opere del pittore Jakub Špaňhel, uno degli esponenti più importanti della scena artistica ceca contemporanea, e ai preziosi specchi veneziani, storici e moderni, prodotti dalla bottega artigianale Ongaro e Fuga di Murano, rinomata per i suoi manufatti artistici, realizzati secondo le tradizioni dei grandi maestri vetrai veneziani. Patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga.

Come donare: IBAN e coordinate bancarie della raccolta fondi

Di seguito i recapiti del conto, che rimarrà aperto fino al 6 luglio 2020:

Aiuta Venezia!
Codice banca: 2700
IBAN: CZ09 2700 0000 0013 1313 1313
Nome banca: UNICREDIT BANK CZECH REPUBLIC AND SLOVAKIA, a.s.

Comunicati ufficiali e follow-up della campagna


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