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Fake news e diplomazia: come una notizia falsa su mascherine ha rischiato un incidente tra Italia e Repubblica Ceca

Martina Dlabajová è parlamentare del Parlamento europeo per il movimento ANO 2011.
Martina Dlabajová è parlamentare del Parlamento europeo per il movimento ANO 2011.

Ospitiamo nel nostro blog un intervento dell’eurodeputata ceca Martina Dlabajová (ANO) sul tema delle mascherine che ha creato tensioni tra Italia e Repubblica Ceca e scatenato grandi polemiche.

Originaria di Zlín, Martina Dlabajová ha studiato all’università di Padova dove si è laureata in Scienze Politiche. Ha vissuto e lavorato 20 anni in Italia. Tornata in patria, è diventata presidente della Camera di Commercio della Regione di Zlín, per poi essere eletta deputata nel 2014 come indipendente in quota ANO al Parlamento europeo. Nel 2019 ha difeso il suo mandato.


Come si diffonde una fake news: il meccanismo dell’89% dei cechi colpiti

Le fake news sono ovunque. Il loro unico scopo è quello di seminare il falso, raggiungendo il numero massimo di lettori, tramite la condivisione di contenuti sui social e creando un’eco tra un post e l’altro, sfruttando l’emozione degli utenti che commentando impulsivamente senza controllare le fonti dell’informazione.

Purtroppo, la maggior parte di tali pubblicazioni riesce nel proprio intento, che siano malcelatamente false, o semplicemente abbastanza ambigue e insidiose da indurre il lettore in errore. A volte basta un titolo. Come recentemente evidenziato da un’indagine Ipsos, l’81% dei cittadini cechi ha avuto a che fare con fake news e la maggior parte di essi ha ammesso di non essersi resa conto subito che si trattava di un’informazione errata. Ha preso la notizia per vera e l’ha condivisa. Il danno era fatto.

Una situazione analoga si è verificata alcuni giorni fa in Italia, quando una fake news ha provocato un’incredibile ondata di risentimento contro la Repubblica Ceca. E se la sua diffusione non fosse stata interrotta, avrebbe potuto creare un incidente diplomatico di dimensioni enormi e conseguenze gravissime.

Cos’è successo realmente?

La catena di errori: da Červinka a Repubblica, la viralità sui social

Il quotidiano italiano La Repubblica ha pubblicato un articolo, in cui si sosteneva che il governo ceco avesse sequestrato delle forniture di materiale medico originariamente destinate all’Italia, e che avesse arbitrariamente deciso di trattenerle e distribuirle alle autorità sanitarie ceche. L’articolo intitolato “Coronavirus, mascherine per l’Italia sequestrate dalla Repubblica Ceca” accusava i cechi di egoismo e disinteresse per il destino altrui, proprio nel bel mezzo di una pandemia e di una crisi che ha investito l’Europa intera. L’accusa si rifaceva al commento dell’analista ceco Lukáš Lev Červinka, affiliato al partito dei Pirati attualmente all’opposizione, il quale, sulla sua pagina Facebook, aveva pubblicato le immagini delle scatole contenenti la merce sequestrata, dichiarando che le autorità ceche avessero agito con l’intenzione di “confiscare” le mascherine e il materiale sanitario destinato agli ospedali italiani. Un’accusa pubblicata da Červinka senza aver svolto alcuna indagine in merito, basata sull’aver notato le bandiere italiana e cinese sulle etichette sulle scatole stesse. Non intendo fare speculazioni sul perché Andrea Tarquini di Repubblica abbia iniziato a interessarsi alla vicenda, ma una cosa è certa: sin dall’inizio l’articolo si basava su informazioni di parte spacciate come indipendenti, giacché Červinka veniva originariamente citato nell’articolo in qualità di “ricercatore”, senza menzione alcuna dell’appartenenza politica e delle possibili implicazioni della sua denuncia. Questa versione stravolta dei fatti è stata rilanciata da altri media italiani e successivamente ripresa anche da alcune testate straniere. E i titoli sensazionali da clickbait hanno scatenato i leoni da tastiera sui social network, amplificando ancora una volta la diffusione del falso. Purtroppo, alcuni miei colleghi del Parlamento europeo, invece di cercare di calmare la situazione, si sono inseriti nella discussione fidandosi della veridicità dell’articolo prima di condividerlo o di pubblicare accuse, senza controllare adeguatamente le fonti né accettare spiegazioni e informazioni affidabili immediatamente condivise in via ufficiale dalle Ambasciate di entrambi i paesi. Questa notizia, fondata su informazioni false, ha prodotto sin dai primi giorni più di mezzo milione di commenti su Facebook e Twitter, molti di essi generati dall’odio. Gli italiani, che già da alcune settimane erano sottoposti a enorme tensione e, tuttora, vivono in isolamento domestico, non si sono lasciati sfuggire l’occasione di sfogarsi contro un “nemico comune”, e le hanno cantate per bene a quegli egoisti dei cechi. Ingiustamente. Perché? A metà marzo la polizia ceca ha effettivamente effettuato un sequestro di 680 mila mascherine e 28 mila respiratori in un deposito nella zona industriale di Lovosice (seguendo una pista che riconduceva a trafficanti del materiale stesso, sospettati di volere rivendere il materiale ad un prezzo maggiorato).

Indagine sulle mascherine cinesi sequestrate

L’indagine che ne è conseguita ha rivelato che solo una parte del materiale sequestrato (circa 100 mila mascherine) rappresentava una donazione della Croce rossa cinese di Qingtian ai cittadini cinesi residenti in Italia.

Il caso di per sé è complesso, ed è certo che l’indagine proseguirà per diverso tempo. Tuttavia, le autorità ceche, per mezzo del Ministro dell’Interno Jan Hamáček, hanno subito garantito a Roma che gli italiani non avrebbero perso nulla di quella donazione. Sin dall’inizio, la Repubblica Ceca aveva deciso di sostituire le mascherine e il restante materiale sanitario con materiale proprio e di inviarlo in Italia. Ed è ciò che è successo.

Alla fine, 110 mila mascherine sono giunte a Roma su un autobus organizzato dal Ministero degli Esteri, cui sono seguiti ulteriori aiuti: ad oggi la Repubblica ceca ha inviato in Italia 10 mila indumenti protettivi e ha inoltre inviato i modelli e le istruzioni per stampare respiratori 3D. Si sta anche discutendo di ulteriori forniture all’Italia per la lotta contro l’infezione da coronavirus e altri azioni solidali non si faranno attendere.

La storia, quella vera, ha avuto un lieto fine, e occorre sottolineare il ruolo magistrale giocato dalla diplomazia italiana e dalla diplomazia ceca, e in particolare dall’ambasciatrice ceca a Roma e dal console generale ceco a Milano.

Solo grazie ai contatti e ai rapporti di lunga data dell’ambasciata e del consolato si è riusciti a spegnere l’incendio e a bloccare la diffusione di notizie false evitando che continuassero a provocare danni. Chissà, però, quanti avranno memorizzato la versione falsa senza mai incappare in quella reale, senza ricredersi, e chissà quanta cattiveria è stata seminata da quell’articolo in quei giorni in cui ha rimbalzato sui media italiani e sui social network! In questo periodo difficile, dobbiamo essere ancora più cauti davanti ai titoli, non dobbiamo credere a tutto quello che ci viene propinato senza controllare le fonti o senza informarci sul contesto. In questo momento così delicato, la diffusione di informazioni fuorvianti e l’istigazione all’odio e a sentimenti anti-europei sono l’ultima cosa di cui l’Europa e i Paesi membri hanno bisogno. Ora che siamo tutti chiusi in casa a causa del coronavirus e non ci lasciamo sfuggire nemmeno una notizia sulla pandemia, dobbiamo soppesare e ponderare ogni parola che leggiamo e sentiamo. Allo stesso modo, dobbiamo valutare bene la forza e il peso di ogni frase che scriviamo e pronunciamo. Oggi più che mai, è importante verificare le informazioni per poi elaborarle nel modo corretto, altrimenti incorreremo sempre più spesso in altri incidenti analoghi e non vogliamo di certo vivere in un mondo simile.


Per chi fosse interessato ad approfondire il tema, lunedì 20.4. dalle ore 16 alle 17:20, sul profilo Facebook del think-tank Institut pro politiku a společnost (Istituto per la politica e la società) si terrà un dibattito online in lingua ceca (questo il link dell’evento su Facebook) sulla vicenda delle mascherine e il pericolo delle fake news in tempi di coronacrisi, cui parteciperanno, oltre all’eurodeputata Martina Dlabajová, l’Ambasciatrice della Repubblica Ceca a Roma  Hana Hubáčková, il viceministro degli Esteri con delega Agli affari europei  Aleš Chmelař, la corrispondente dall’Italia della Česká televize Nicole Ludwig-Nicolaci e il pubblicista, traduttore e commentatore della Česká televize Andreas Pieralli.

Cosa resta della crisi? Le conseguenze nascoste del COVID-19 secondo Pieralli

Diamo spazio nel nostro blog ad una riflessione di Andrea Pieralli sul COVID-19 e l’impatto che provocherà sulla società.

Andreas è un giornalista e traduttore italo-ceco, amico di lungo corso di Italia Praga one way. Potete trovare altri suoi articoli nel nostro sito.

L’articolo di cui sotto è la trascrizione del video pubblicato da Pieralli sul suo canale YouTube, che vi invitiamo a seguire e dove potrete trovare altri video pubblicati proprio durante questo periodo di quarantena.

Qualche giorno fa invitavo tutti noi a socratizzarci”, ovvero ad ammettere che, noi non esperti del settore, non sappiamo come gestire la crisi, quali decisioni prendere e quali evitare, e quindi invitavo a non pretendere di avere certezze. Sì, perché così come i novelli e improvvisati virologi ed epidemiologi sanno se e quando bisognava chiudere il paese, con la stessa sicumera con cui di solito al bar spiegano se e quando avrebbero fatto scendere Aristoteles in campo, molti pretendono anche di sapere esattamente cosa succederà nei prossimi mesi, quando si tornerà a vivere più o meno normalmente. Certo, è facile in questo momento prevedere sciagure e sventure economiche. Il blocco forzato delle attività economiche, la chiusura di così tanti esercizi commerciali, non potrà non avere ripercussioni negative sull’economia, ça va sans dire. Così come è evidente che i gruppi economici più solidi, che dispongono di ingente liquidità, potranno fare incetta delle attività dei più piccoli che non reggeranno l’impatto, aumentando una concentrazione del potere economico già adesso assai malsana. Né più né meno di quello che succede durante una siccità: si salvano gli alberi con radici più profonde e si seccano quelli con radici meno profonde. Queste, quindi, sono previsioni facili da fare, che al veggente di turno permetteranno di proclamare poi “io lo avevo detto!”. In ceco esiste un modo di dire: “po bitvě, je každý generál”. Cioè dopo la battaglia siamo tutti generali, ovvero tutti sanno cosa si sarebbe dovuto fare.

Le conseguenze positive nascoste: l’analogia con l’incendio naturale

Meno facile, forse, è però tentare di prevedere quelle che potrebbero invece essere le conseguenze positive della crisi. Intendiamoci, non voglio in alcun modo sminuire le difficoltà economiche di chi ha perso e perderà il lavoro, né tantomeno il dolore di chi ha perso e perderà i propri cari. Dicevo, appunto, qualche giorno fa, di socratizzarci, cioè di ammettere di non sapere, e qui lo ribadisco: socratizziamoci allora anche nelle previsioni future perché, in realtà, a fronte di conseguenze negative palesi che già sono sotto gli occhi di tutti, altrettanto palesi ancora non sono quelle positive. Quando un incendio brucia un bosco, quello che è subito evidente è la distruzione ma, come può spiegare un qualsiasi dendrologo, quelle rovine sono solo il preludio di una nuova rinascita. Il bosco, infatti, rinascerà più forte e rigoglioso, anche perché l’incendio stesso, quando non è di origine dolosa, è un processo assolutamente naturale di purificazione e rinascita.

Diffidenza e paura verso lo straniero

Dopo il COVID-19, il lato oscuro della crisi ha alimentato sentimenti di ostilità e sospetto verso l’altro, rivelando una frattura sociale profonda.

Minore mobilità e maggior sospetto verso l’estero

E allora, sì, assistiamo e assisteremo a maggiore diffidenza tra le persone. La gente si guarderà sospettosa, pensando… “quello lì forse ha il virus, magari è asintomatico?” La gente avrà paura di spendere, forse tenderà a uscire meno, meno socialità, meno spostamenti, meno viaggi, in fondo qui a casa, e per casa non intendo solo il nostro appartamento ma l’ambiente a noi più vicino, sappiamo più o meno come stanno le cose, ma fuori? In un altro paese? Sì, girano tante informazioni, ma quando si arriva a questioni importanti come la salute, fidarsi è bene non fidarsi è meglio. Chissà se non c’è ancora un focolaio nascosto in quel bel posto dove volevo andare in vacanza? Chissà che misure di prevenzione hanno preso alle Bahamas o alle Canarie? Tutto può cambiare. Potrebbe crescere il sospetto verso lo straniero inteso in senso lato come colui che arriva da un mondo a me lontano, che io non conosco, e, quindi, potenzialmente portatore di pericolo. Ma l’aspetto asintomatico, per così dire, più virulento del coronavirus potrebbero allora essere appunto la diffidenza, il sospetto e la sfiducia che ci instillerà sotto pelle. I paesi potrebbero essere tentati di rimanere chiusi a riccio, come lo sono adesso, anche dopo il cessato allarme, magari per rispondere a livello politico alle paure di una popolazione scopertasi fragile e insicura. E a livello europeo assisteremo sicuramente a una resa dei conti violentissima, nella quale sovranisti e populisti di ogni risma non perderanno certo l’occasione di scaricare sull’Unione europea tutte le colpe possibili e immaginabili di questa crisi. O, forse, più in generale, a finire sul banco degli imputati sarà la globalizzazione stessa, visto che l’origine del virus, una provincia cinese dove si produceva non so quale percentuale della paccottiglia mondiale che poi solcava tutti gli oceani ammassata nei container, anche a livello simbolico appare un segnale abbastanza chiaro segnale.

Ma questo è solo un lato della medaglia. L’errore che molti di noi fanno è di guardare istintivamente soltanto al pericolo. In realtà questa è una tendenza assolutamente naturale, umana, troppo umana, direbbe Nietzsche. Il sicuro pericolo immediato è per la nostra sopravvivenza sempre più importante degli incerti vantaggi futuri. Ma così ragiona l’amigdala, la parte più primitiva e arcaica del nostro cervello che ci ha aiutato a sopravvivere da fiere feroci e predatori vichinghi, ma che funziona molto peggio quando il pericolo non è immediato, quando, cioè, non è in termini di sopravvivere qui e adesso. E quindi possiamo fare di meglio e provare a usare anche la parte più evoluta del cervello, quella frontale, cioè la corteccia grigia per intenderci.

E allora proviamo a fare uno sforzo per così dire innaturale, almeno per l’amigdala, e proviamo a immaginarci quali potrebbero essere queste conseguenze positive, diamo loro forma e sostanza con la nostra fantasia, e facciamolo nella precisa consapevolezza che, come ci spiega la scienza quantistica, la coscienza collettiva si compone delle nostre coscienze individuali, e che la realtà in cui viviamo è il prodotto della nostra coscienza, non viceversa. Questo d’altronde, lo dimostra chiaramente anche il caso della borsa dove una semplice informazione, magari senza neanche un supporto fattuale, può scatenare il panico con effetti devastanti sull’economia reale.

E allora cosa potrebbe succedere? Innanzitutto, a livello economico potrebbe essere ripensato in toto il ruolo dello Stato, non più visto come mera vacca da mungere a favore degli strati della popolazione meglio organizzati e più capaci di fare lobbying pro domo loro, quello che io chiamo il socialismo dei ricchi, ovvero socializzare le perdite e privatizzare i profitti, ma visto o da vedere come quella cosa in cui vale la pena investire insieme perché nel momento del bisogno, di un grande bisogno come adesso, in fondo rimane davvero l’unica cosa che ci separa dal caos. I danni economici ci saranno, ma voi riuscite a immaginarvi cosa accadrebbe con uno Stato debole, o addirittura completamente assente, incapace di erogare sovvenzioni, dilazionare i mutui, organizzare aiuti? E con questo non dico che quelle prese siano misure sufficienti, ma, comunque, non possiamo farne a meno. Mi sento anche di poter dire che molto probabilmente verrà ripensato profondamente il sistema della sanità pubblica, e che, se in futuro un politico di destra si presenterà agli elettori proponendo di operare tagli alla sanità pubblica a favore di privatizzazioni che poi vanno agli amici degli amici, magari può anche darsi che costui finirà lapidato dalla furia popolare, mediaticamente parlando.

A livello personale, umano, forse accadrà che, dopo aver preso una consapevolezza più diretta e immediata della nostra fragilità, anzi, usiamo le parole giuste e non nascondiamoci dietro un dito, una consapevolezza della nostra mortalità, perché gira e rigira di questo si parla: della morte, forse la gente riscoprirà un nuovo piacere di vivere, un vivere più intenso, un riscoperto amore per la vita, un desiderio di maggiore vicinanza emotiva e sociale con le persone che amiamo. E magari questo vorrà anche dire meno consumi, perché spesso il consumo era per noi un modo per fugare un’infelicità o un’insoddisfazione personale. Quindi, magari, meno consumi, meno ricchezza ma più intensità di vita. Chi lo sa. Certo, prima o poi torneremo ai nostri casini mentali, alle angosce quotidiane, ai problemi lavorativi, ai litigi di coppia, insomma, al solito tran-tran da cui questa pandemia ci ha temporaneamente strappato, ma, chissà, magari, sottopelle, rimarrà qualcosa di questa nuova consapevolezza. Almeno per un po’. Magari. Forse. Chissà.

A livello di paese si potrebbe anche assistere a una presa di coscienza che le economie chiuse in se stesse non prosperano, non crescono, avvizziscono come piante cui viene ristretto lo spazio da cui attingere le risorse per vivere, e quindi una presa di coscienza che per resistere alla concorrenza mondiale occorre essere uniti, e questo potrebbe portare a un maggiore desiderio di Europa. Per non parlare del fatto che, forse, nella zucca di molti potrebbe finalmente apparire evidente quale vantaggio sia stato finora il poter viaggiare liberamente esibendo con nonchalance al valico di frontiera una semplice carta di identità (nel caso italiano quello straccetto che ci portavamo in giro, invisi e derisi da tutti) o addirittura nello spazio Schengen nemmeno quella. Si passava la frontiera come si passa da una regione all’altra in Italia. C’è un cartello, Toscana, Liguria, ciao a una e benvenuta all’altra. Tutto qui.

Forse, ci si potrebbe rendere conto che delocalizzare le attività produttive sempre e comunque in paesi lontani e instabili non deve essere necessariamente una buona idea, e che, forse, conviene rimanere in un ambito più locale, non dico regionale o comunale, ma magari europeo, con costi sì più alti ma anche con maggiori sicurezze in termini politici, sanitari e sociali. E questo, chissà, potrebbe riflettersi in maggiore occupazione nei nostri paesi. Forse.
Spesso si sente dire che questa sarà la crisi più grande mai esperita dalla nostra società dopo la seconda guerra mondiale, di entità maggiore dell’ultima crisi economica, che era stata scatenata non da elementi fattuali ma dall’avidità di un manipolo di spregiudicati broker finanziari, e che non ha avuto gli stessi effetti ovunque. Ma, sia che la paragoniamo al dopo ‘29 che alla fine della guerra, non dovremmo dimenticarci quello che è seguito. Dal ‘29 se ne è usciti con il New Deal di Roosvelt, che poi si è riflesso in qualche modo anche nel Piano Marshall postbellico, e quindi in tutta quella stagione di grandi investimenti pubblici nelle infrastrutture economiche e sociali e che ha prodotto anche il grande boom economico degli ani ‘60. Così come non dovremmo dimenticare che dal ‘45 siamo usciti con la Dichiarazione universale dei diritti umani, con un nuovo assetto politico, più democratico per molti (purtroppo non per tutti). Di certo mediamente la situazione politica era migliore che nel periodo interbellico. Tornando ancora più indietro mi piace ricordare quello che sostengono alcuni storici secondo cui il Rinascimento è in qualche modo figlio della peste del 1348, l’Illuminismo sarebbe figlio della Guerra dei Trent’Anni e il Risorgimento degli Assolutismi che lo hanno preceduto. Insomma, anche guardando agli scenari apocalittici che l’umanità ha già sperimentato, possiamo vedere che, comunque, ne siamo sempre usciti, con le ossa rotte, ma ne siamo usciti, e col tempo è nato qualcosa di migliore e più grande.

Quindi, tirando le somme, le sciagure della crisi sono certe e lapalissiane, sono lampanti nella loro ovvietà brutale, mentre i possibili vantaggi sono incerti, accompagnati da tanti forse, da tanti chissà, da tanti può darsi. Le prime, le sciagure, si tradurranno in forze centripete dirette alla chiusura, alla restrizione, alla prudenza, mentre i secondi, i vantaggi, si rifletteranno in forze centrifughe, cioè dirette all’apertura, a una collaborazione più profonda, a una rinnovata fiducia. Quali di queste preverranno? Lungi da me pretendere di saperlo, ci mancherebbe, per questo vi ho invitati e vi invito ancora alla socratizzazione, cioè a riconoscere di non sapere. Ma una cosa è sicura: noi nel nostro piccolo quello che possiamo fare, e so che non è facile, è cercare di non lasciarsi prendere dallo scoramento, dalla sfiducia, dal disfattismo e dalla paura, e quindi a non postare negativismo, drammaticità, pessimismo, va bene informare, va benissimo essere informati sulle cose utili da sapere, ma, se non possiamo e non dobbiamo nemmeno ignorare l’amigdala, che è comunque uno strumento di sopravvivenza importante, quantomeno possiamo provare a spengerle un attimo il volume per dare ascolto, invece, a un’altra voce più flebile e non così rumorosa come quella dell’amigdala, che abbiamo tutti, che è quella della speranza, della fiducia, dell’ottimismo un po’ incosciente alla Candide e, magari, anche dare voce alla curiosità per quel mondo nuovo che certamente risorgerà dalle ceneri di questa pandemia. Proviamo, allora, usando la forza della nostra immaginazione, a intravedere già nelle rovine il bosco futuro che ne ricrescerà, più forte, che magari, si spera, sarà più forte, più sano e più rigoglioso.

Se ci crediamo, sarà sicuramente così. Chiedete ai fisici quantistici.

Buona speranza a tutti.

Calo degli affitti a Praga: è temporaneo o il mercato cambia per sempre?

Le zone dove trovare appartamenti economici a Praga Airbnb

Affitti a Praga 1: calo post-pandemia

Appartamenti megafotonici a Praga 1. Prezzo? 11.000 al mese! Possibile? Certo, è colpa del Coronavirus. La vera domanda a cui non sappiamo dare risposta è però un’altra: questo calo degli affitti sopravviverà alla pandemia?

Difficile dirlo. Un indizio lo abbiamo però. Questi annunci che mettono appartamenti in affitto a prezzi neanche da 2014, ma da 2006, sono tutti a tempo. Chi due mesi, chi tre, mai oltre un anno. La deduzione è ovvia. Tutti questi appartamenti a Praga 1 a prezzi di saldo sono normalmente utilizzati per i turisti e i loro proprietari, rimasti senza clienti, cercano una soluzione per tirare avanti durante la crisi.

Airbnb a Praga: 11.000 appartamenti vuoti

Strategie di sopravvivenza dei proprietari di fronte all’eccesso di offerta.

Secondo le statistiche, al momento a Praga ci sono 11 mila appartamenti in affitto tramite Airbnb rimasti vuoti. La domanda attuale è zero e nell’ultimo mese non ci sono state nemmeno prenotazioni per i prossimi mesi. Secondo le statistiche fornite da Airbnb, il 99% delle prenotazioni a Praga per il resto del 2020 è stato cancellato.

Mutui congelati e prezzi di saldo: la strategia di sopravvivenza

Un elemento importante è anche il fatto che molti di quelli che affittano ai turisti hanno comprato gli appartamenti con un mutuo. E bene o male quel mutuo andrà pagato. Perché anche se i pagamenti dei mutui saranno congelati dal governo, bisognerà ricominciare a pagare, probabilmente a tassi maggiorati, prima che i turisti tornino. Eccovi spiegati i prezzi di saldo.

Affitti Praga dopo la pandemia: rinnovo a prezzi ridotti o espulsione?

Quando la crisi passerà, pensano loro, la situazione tornerà come prima. Nella migliore delle ipotesi vi arriverà un contratto di rinnovo dove con 11.000 corone non pagherete più tutto il 2+1 ma solo una stanza (se va bene). Nel peggiore invece del rinnovo arriverà solo il proverbiale calcione.

Ma siamo davvero sicuri che sia così? Il turismo ripartirà subito? Difficile dirlo. Certo, Praga ha un turismo “da weekend”, non bisettimanale come quello degli hotel sulla riviera romagnola. Quindi quest’estate, ponendo che le frontiere vengano riaperte, qualcuno arriverà. O almeno arriveranno cechi dal resto del paese. Tenendo conto che in estate molti staranno a casa a “far ripartire l’economia”, potrebbe comunque esserci gente che arriverà in autunno o inverno.

La vera questione dunque è quando e soprattutto con che modalità saranno riaperte le frontiere.

Quanto il calo degli affitti a Praga dipende dal crollo del turismo?

Non dimentichiamoci poi di essere in periodo di turbocapitalismo (quando servirebbe invece un capitalismo di Stato o almeno un New deal) e che quindi la mano di Adam Smith ci sculaccia tutti. E se non succederà, ad oggi abbiamo tutti paura che succeda.

Non dimentichiamo nemmeno che Airbnb stava affrontando una leggera crisi anche prima del Coronavirus. Nell’ultimo trimestre del 2019 ha registrato una perdita di 276 milioni di dollari (6,6 miliardi di corone), doppia a quella del trimestre prima.

Riconversione degli appartamenti: da turistico a residenziale stabile

In risultato di tutto questo, alcuni analisti del settore immobiliare sono portati a pensare che molti degli appartamenti vuoti saranno riconvertiti e i proprietari preferiranno entrate inferiori ma più stabili anche sul lunghissimo periodo. Quindi sì, l’appartamento che vi siete pigliati ora a 11.000 avrà un rincaro, ma non è detto che sarà drammatico.

Previsioni affitti Praga: calo del 15-20% o rialzo rapido post-pandemia?

Bisogna capire poi cosa succederà nel medio periodo. È chiaro che il calo di affitti attuale, sempre grazie alla mano di Smith, ha degli effetti. Questi effetti vanno inseriti nel calo di crescita economica che verrà registrato a livello globale.

Da questo punto di vista, alcune proiezioni, le più rosee per noi, prospettano un calo degli affitti a Praga del 15-20% nei prossimi anni. Perché se Praga 1 costa meno, le altre 21 dovranno adeguarsi. Altre dicono che, passata la paura, gli affitti cresceranno più in fretta di prima.

Il prezzo d’acquisto degli appartamenti

Un elemento determinante, a questo punto, è anche il prezzo di acquisto degli appartamenti. Che la domanda a Praga superi ampiamente l’offerta è un dato di fatto, la crescita esponenziale dei prezzi è qui a dimostrarlo. È dunque certo che il mercato immobiliare ne risentirà, ma soprattutto nelle zone periferiche (e questo potrebbe rendere accessibili appartamenti nuovi in zone tipo Praga 9).

C’è chi sostiene che il declino sarà piccolo e temporaneo, anche perché l’indebolimento della corona potrebbe attrarre investitori stranieri. Tutti gli analisti però concordano che il calo ci sarà. Il fattore decisivo per un possibile calo dei prezzi degli appartamenti sarà se la domanda diminuirà così tanto da essere superata dall’offerta. Ovvero se in generale saremo così poveri da dover preferire gli affitti all’acquisto di un appartamento.

Difficile dire se questo accadrà: dipende dalla gravita della recessione che verrà in essere. Se sarà lieve non ce ne accorgeremo neppure (tutti abbiamo motivo di essere scettici). Se sarà media (tipo quella del 2008) e ben arginata dai nostri Stati e dal nostro superstato, Praga e la Repubblica Ceca continueranno ad attrarre stranieri e bene o male si andrà avanti, forse a condizioni migliori. Nel terzo caso, fra tre o quattro anni in molti di quelli che ora vivono qui non si preoccuperanno granché del calo degli affitti perché se ne saranno già andati.

Fonti: ČTK, Aktuálně, E15

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Non sappiamo quando potremo nuovamente andare in Italia. Il punto è che per un’economia come quella ceca, i confini chiusi costituiscono un problema ancora più serio.

Quando riapriranno i confini cechi: timeline ufficiale

Ieri il governo ha annunciato che i confini chiusi dovrebbero durare fino all’8 giugno. Questo però non significa che da quel giorno potremmo riprendere a muoverci come prima, anzi. Così come per la riapertura delle attività commerciali, anche quella dei confini andrà per gradi e la riapertura turistica sarà quasi certamente l’ultima.

Non è un caso, infatti, che diversi esponenti del governo abbiano più volte lasciato intendere che per l’estate 2020 la soluzione migliore, per noi e per chi opera nell’alberghiero, è quella di adattarsi al mercato interno. Lo slogan “Vacanze a casa nostra” non vale solo per l’Italia (e per parecchi di noi casa nostra ormai è qui).

Anche in ragione di questo, secondo l’Associazione degli hotel e dei ristoranti della Repubblica Ceca, le perdite del settore saranno di 142 miliardi di corone, circa 173.000 posti di lavoro a tempo pieno saranno direttamente minacciati. E questi dati confidano sul fatto che i confini chiusi saranno tolti all’inizio dell’estate.

Turismo in Repubblica Ceca: solo il 2,9% del PIL

Il turismo costituisce il 2,9% del Pil ceco, ma si parla solo di alberghi e visite guidate, souvenir e ristorazione non rientrano in questi dati. Di questo 2,9%, il 55% è costituito da turisti stranieri (che pure vanno in assai pochi posti, in primis Praga). Quindi un blocco del turismo estero, se troppo prolungato, potrebbe avere ripercussioni su una bella fetta di imprese. Eppure si tratta di un problema fin quasi secondario.

Export e industria: come la corona ceca resiste con i confini chiusi

Effetti della corona ceca sulla competitività durante la chiusura

Il semplice fatto di avere la corona, rende la Repubblica Ceca un paese molto competitivo rispetto ai membri dell’eurozona e i confini chiusi gravano pesantemente sulle esportazioni. Ma ci sono vari elementi complessi da considerare.

A livello industriale, la chiusura dei confini rende difficile per le aziende ceche la gestione delle proprie filiali all’estero. Gli esperti stranieri non possono venire qui per aiutare quelli cechi nell’implementazione di nuove tecnologie o nella manutenzione di attrezzature tecniche esistenti. Dato che il paese è a trazione industriale, gli effetti possono essere particolarmente gravi.

Scenari economici: -10% di decrescita se i confini riaprono a giugno

Le stime attualmente prevedono che l’economia ceca, dopo la riapertura commerciale dei confini, funzionerà a mezzo servizio per almeno un paio di mesi e che, se i confini saranno riaperti entro giugno, la decrescita economica sarà del 10 per cento. La caduta dovrebbe essere accompagnata da un rapido aumento del numero di disoccupati, un calo dell’inflazione, un calo delle finanze pubbliche a un disavanzo di oltre il cinque percento del Pil e anche un calo a due cifre della produzione industriale, delle importazioni e delle esportazioni.

In sostanza, la chiusura delle frontiere è una parte importante della lotta contro la pandemia di coronavirus ma non appena la situazione lo consente, il governo deve gradualmente liberare l’isolamento dal mondo esterno. La Repubblica Ceca è totalmente dipendente dagli scambi con gli altri paesi (UE, Russia, Cina).

Al momento economisti, analisti e grandi imprenditori sono sostanzialmente concordi che i confini, per le persone, debbano rimanere chiusi a lungo. Sono invece concordi su una riapertura a scaglioni, a seconda delle necessità della nazione.

Autosufficienza alimentare: il vero rischio per la Repubblica Ceca

E la prima necessità, sorprendentemente, non è quella di mandare le Škoda all’estero ma di far entrare roba da mangiare.  È presto detto perché. Qualcuno (Okamura), ha detto che la Repubblica Ceca non è autosufficiente per colpa dell’UE. Ma non credo che agrumi e pomodori si rifiutino di crescere qui per ordine di Bruxelles. Resta il fatto però che la nazione non è autosufficiente. Qui non si produce abbastanza cibo per tutti e bisogna importarlo dal di fuori.

Riapertura dei confini cechi: cronologia, fasi e priorità

Secondo le stime dunque, a partire dall’8 giugno, la riapertura dei confini dovrebbe svilupparsi secondo queste fasi: prima di tutto, via all’importazione di prodotti alimentari; dopodiché riapertura per quei settori in cui l’esportazione ceca è particolarmente forte, ovvero auto e macchine industriali; successivamente la riapertura potrebbe passare al personale tecnico specializzato.

Qui però non tutti sono concordi su una riapertura su tutti i fronti e la maggior parte sembra prediligere la riapertura delle frontiere ad est rispetto a quelle ad ovest. Un po’ perché il personale costa meno e un po’ perché pare che gli Stati del blocco esteuropeo riescano a gestire la pandemia meglio rispetto alle controparti occidentali. Questa riapertura prima ad est (sostanzialmente paesi di Visegrad e forse qualcos’altro) e poi ad ovest potrebbe riguardare anche il turismo che come detto, verrà per ultimo.

Se si operasse in questo modo, si stima, i confini con i paesi di Visegrad potrebbero essere tolti a inizio estate per proseguire via via con altri paesi. Anche se è impossibile fare previsioni concrete (e sperando di sbagliare) l’Italia in questa lista sarà parecchio indietro.

Fonte Aktuálně.

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Città ceche: Zlín, l'impero delle scarpe

Viali lunghi tra casette cubiche

Una enorme sequela di casette cubiche di mattoni rossi attorno a tre edifici da 20 piani l’uno. Disposti su file di viali lunghissimi. Dall’aereo Zlín sembra una maglia della Ternana, da terra non è il massimo per orientarsi.

Così descrissi Zlín, uno dei capoluoghi di regione più periferici e imbucati della Repubblica Ceca, dopo la mia visita. Riduttivo probabilmente (anche perché in quella sede dovevo sostanzialmente scrivere di un concerto a Zlín e non di Zlín in sé), perché questa piccola città, di circa 80.000 abitanti, è unica nel suo genere. In tutto il mondo, probabilmente.

Si trova nella stretta valle della Dřevnice, e questo può spiegarne lo sviluppo in lunghezza. In secondo luogo, bisogna dire che Zlín ha conosciuto un grandissimo sviluppo in poco tempo, anzi, fu sviluppata con un concept architettonico precisissimo ed estremamente finalizzato.

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Il sogno della città-fabbrica

L’idea infatti era quella di creare in pochi anni (e così avvenne, dal 1912 al 1932) una enorme città-fabbrica in cui gli operai non venissero sfruttati, come al tempo accadeva, ma riuscissero a vivere una vita serena.

Fornire alloggi nei pressi degli stabilimenti produttivi che soddisfino le esigenze di una vita economica ma confortevole, così la gente non dovrà  viaggiare molto per recarsi al lavoro e dunque non si stancherà inutilmente.

Questa era l’idea di Tomáš Baťa, titolare del progetto e proprietario della (omonima) fabbrica che, come saprete, produceva scarpe. Ne produce ancora, ma poco prima della seconda guerra mondiale i Baťa (e le loro fabbriche) emigrarono nel nuovo mondo. E non tornarono, anche perché dopo la guerra vi fu l’avvento del socialismo e le fabbriche di Zlín furono nazionalizzate. Sarà anche per il legame ad una famiglia capitalista, ma i comunisti durante il regime cambiarono perfino il nome della città, che divenne Gottwaldov, in onore di Klement Gottwald.

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Comunque sia, Zlín fu edificata secondo i principi del funzionalismo, e l’effetto, ancora oggi, resta davvero particolare. Esclusa la piazza principale – piazza abbastanza tipica di paesotto austrungarico con qualche elemento di innovazione – tutta la città è un conglomerato geometrico di case e condomini quadrati di mattoni rossi.

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LA FABBRICA

Tutti incredibilmente vicini eppure non opprimenti e degradati come nelle periferie delle grandi città. Anzi, Zlín è molto verde ed anche per questo l’atmosfera della città è piuttosto surreale.

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Provincia languida e zona industriale, fabbriche e aperta campagna convivono in uno strano modo e tutt’ora, secondo uno strano Feng-shuj, anche i nuovi edifici (ad esempio l’università), sono costruiti “a cubetti” secondo i principi del funzionalismo.10009792_10203592240590861_7644910187690867770_n

Masters of Rock: perché Zlín è la capitale del metal in Repubblica Ceca

Motivo ulteriore per visitarla, e chiudiamo il cerchio, a Zlín si tengono tanti concerti. Qui sorge infatti il Masters of Rock, un bar che è tra i monumenti della musica dura in Repubblica Ceca.  Qui, ogni anno, viene una miriade di gruppi metal e si tiene uno dei più importanti festival di musica pesante della Rep Ceca, l’omonimo Masters of Rock.

E non bastasse, alcune di queste band si permettono il lusso di snobbare la più mondana Praga. E non band piccole o marginali. Sonata Artica, Korpiklaani, Cradle of Filth, UFO, perfino i Manowar una volta han preferito fermarsi al Masters of Rock senza degnar d’un guardo la capitale boema.

Cosa vedere a Zlín: gita di un giorno dalla Moravia

Insomma, se vi piace il metal consultate il calendario per sapere quando recarvi a Zlín. A tutti gli altri, soprattutto a chi vive in Moravia, consigliamo la città per una gita di un giorno.

Foto di copertina – istituto turistico Zlín

Altre città ceche


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Coronavirus in Repubblica Ceca: aggiornamenti quotidiani aprile 2020

Quarantena Praga Repubblica Ceca Seconda ondata

12 Aprile: piano di riapertura negozi e decreti governo ceco

PIANO DI RIAPERTURA

Governo decide il 14 aprile: dettagli sulla riapertura

Secondo il ministro dell’Industria e del Commercio Havlíček il governo deciderà martedì 14 aprile sulla possibile riapertura dei negozi al dettaglio.

  • La riapertura dovrebbe essere in tre fasi
  • Tra una fase e l’altra dovrebbero trascorrere circa dieci giorni
  • Se la situazione dei contagi non peggiora, nella prima settimana di maggio potrebbe essere quasi tutto aperto (non i confini)
  • Havlíček ha detto che l’aumento della spesa statale per far fronte al Coronavirus non sarà compensata da un aumento delle tasse

GOVERNO

  • Viceministro della Salute Prymula ha dichiarato che le misure di quarantena saranno inasprite solo se il numero di contagiati al giorno supererà i 400 individui.
  • Secondo ministro della Salute Adam Vojtěch ci vorranno mesi prima della riapertura dei confini
  • Zeman afferma che crescita economica non è motivo per sacrificare vite umane
  • Il video de Babiš, per chi se lo fosse perso, a questo link

CONTAGI

Contagi e decessi Repubblica Ceca 12 aprile

5.991 (+89), guariti 467 (+45), critici 87, decessi 138 (+9)


11 Aprile: contagi coronavirus Repubblica Ceca

CONTAGI

Contagi e decessi Repubblica Ceca 11 aprile

5.902 (+170), guariti 422 (+62), critici 87 (-5), decessi 129 (+10)


10 Aprile: situazione contagi e misure governative

CONTAGI

Contagi e decessi Repubblica Ceca 10 aprile

5.732 (+163), guariti 360 (+50), critici 92 (-6), decessi 119 (+7)


9 Aprile: aiuti europei e contagi coronavirus Repubblica Ceca

GOVERNO

  • 1 miliardo di Kč alla cultura
  • Senato approva aiuti a OSVČ

AIUTI EUROPEI

Piano Eurogruppo e finanziamenti Ue per la crisi Covid

Eurogruppo prepara piano di finanziamenti per far fronte alla crisi

  • Investimento Ue di risposta al Coronavirus – 37 miliardi di euro nell’ambito della politica di coesione (chi sta peggio ne prende di più) per far fronte alle conseguenze della crisi.
  • Programma BCE di acquisto di emergenza pandemica (Pepp) da 750 miliardi di euro. In pratica sussidi a imprese per impedirne il fallimento e aiutarle a ripartire
  • Fondo speciale, 2,7 miliardi, per cominciare, di aiuti ai sistemi sanitari (ovviamente i paesi più colpiti hanno la precedenza e non è detto che gli altri li usino).
  • Fondo di garanzia paneuropeo che potrebbe sostenere finanziamenti di 200 miliardi di euro per le aziende incentrate sulle Pmi, in tutta l’Ue.
  • Chi vuole può farsi prestare soldi tramite il MES.
  • 100 miliardi in sussidi di disoccupazione (100 miliardi in tutto, non a Stato singolo).
  • In preparazione fondo di investimenti per la ripresa che rientrerà nei fondi strutturali 2021-2027.
  • In preparazione una tabella di marcia che gli Stati farebbero bene a seguire durante il periodo di ripresa.

CONTAGI

Contagi e decessi Repubblica Ceca 9 aprile

5.569 (+247), guariti 309 (+66), critici 98 (+2), decessi 112 (+12)


8 Aprile: blocco sfratti e misure economiche coronavirus

GOVERNO

  • Bloccati fino a giugno i processi di pignoramento su beni immobili
  • Bloccati fino a fine anno gli sfratti a inquilini morosi

VARIE ED EVENTUALI

  • Škoda prolunga il blocco dell’attività al 27 aprile
  • Settore turismo tra marzo e aprile dovrebbe registrare perdite per 50 miliardi.

CONTAGI

Contagi e decessi Repubblica Ceca 8 aprile

5.312 (+295), guariti 243 (+71), critici 96 (+10), decessi 99 (+11)


7 Aprile: stato di emergenza prolungato, sovvenzioni OSVČ

GOVERNO

  • Stato di emergenza prolungato fino al 30 aprile
  • Camera approva sovvenzione di 25.000 corone per OSVČ. Non sarà necessario presentare certificazione di calo degli introiti nel 2020. La misura deve ora essere approvata dal senato.
  • Deputati approvano congelamento da 3 a 6 mesi per il pagamento di prestiti. La misura riguarda sia persone che aziende. La misura deve ora essere approvata dal senato.
  • Dovrebbero essere congelati anche i pignoramenti (exekuce)

VARIE ED EVENTUALI

  • Disoccupazione rimasta stabile nel mese di marzo al 3%. Previsto però netto peggioramento per aprile.
  • Repubblica Ceca al 13mo posto nell’UE per test effettuati in rapporto al numero di abitanti. Rimane al 16mo posto per rapporto tra numero di test e persone risultate positive.

CONTAGI

Contagi e decessi Repubblica Ceca 7 aprile

5.017 (+195), guariti 172 (+51), critici 86 (+2), decessi 88 (+10)


6 Aprile: allentamento quarantena – jogging e bici senza mascherina

ALLEGGERIMENTO QUARANTENA

  • Da domani è possibile andare in bici o fare jogging nei boschi senza mascherina. È necessario comunque mantenere distanza di due metri.
  • Domani possibile riapertura per spazi sportivi dedicati a sport individuali (campi da tennis e da golf)
  • Da giovedì dovrebbero riaprire negozi di ferramenta, bricolage, elettronica, biciclette e negozi che offrono servizi di riparazione.
  • Possibile (soggetto a voto Parlamento) reintroduzione di viaggi all’estero per “motivi improrogabili”

DICHIARAZIONI VICEMINISTRO PRYMULA (via Andreas Pieralli)

  • Le cose stanno andando relativamente bene
  • I numeri forniti dai cinesi, e sulla cui base erano state impostate le misure, non erano attendibili. I contagi reali potrebbero essere molti più alti, e siccome non è possibile tenere il paese bloccato per 3-4 mesi, gradualmente inizieranno le aperture.
  • Intorno a Pasqua potrebbero riaprire i ristoranti con opportune misure di distanziamento, lo stesso dicasi per i negozi.
  • Le mascherine saranno le ultime a sparire, quindi pare che le dovremo portare per un bel po’.
  • Il progetto è quello di isolare meglio le persone a rischio e iniziare a “liberare” i soggetti giovani e sani non a rischio.
  • Le scuole dovrebbero riaprire intorno alla metà di maggio.
  • Pare che l’immunità acquisita può durare soltanto un paio di anni, ciò significa che in futuro il problema potrebbe riproporsi, per questo si punta a una diffusione regolata dell’infezione per creare un’immunità di massa in modo controllato (cioè non come nel Regno Unito).
  • Le frontiere potrebbero essere aperte a breve con le dovute limitazioni nei casi dei paesi considerati a rischio e in base all’evoluzione del virus nei paesi vicini (ovvero con quarantene obbligatorie per chi arriva da paesi a rischio). I viaggi dovranno comunque essere ancora motivati.

CONTAGI

4.822 (+235), guariti 121 (+25), critici 84, decessi 78 (+11)


QUI GLI AGGIORNAMENTI DELLA SETTIMANA
30 MARZO – 5 APRILE

LINK UTILI CORONAVIRUS

COMUNICAZIONI UFFICIALI

MINISTERO SALUTE CECO – https://www.mzcr.cz/obsah/2020_4107_1.html
AMBASCIATA D’ITALIA IN REPUBBLICA CECA

MAPPE E SITUAZIONE DEL CONTAGIO

5 APRILE

VARIE ED EVENTUALI

  • Secondo le stime dell’Ufficio del lavoro (ÚPČR) la disoccupazione è aumentata sensibilmente, raggiungendo un tasso tra il 3,2 e il 4,3%
  • Governo valuta possibile intervento statale diretto in imprese con problemi finanziari causati dal Coronavirus

AIUTI DI ALTRI STATI UE ALL’ITALIA

  • Francia: 1 milione mascherine e 200 mila tute protettive
  • Germania: 1 milione mascherine e cure per 107 pazienti italiani, 7 tonnellate di aiuti, invio di medici
  • Austria: 1 milione mascherine
  • Repubblica Ceca: 10 mila tute e 110 mila mascherine
  • Polonia: team di 15 medici 

CONTAGI

4.543 (+115), guariti 96 (+28), critici 84 (+7), decessi 67 (+14)


4 APRILE

RIASSUNTO

  • Quarantena prolungata fino all’11 aprile.
  • La libera circolazione delle persone in Repubblica ceca è vietata. Il bando non si applica ai tragitti da e per: luogo di lavoro, strutture sanitarie, domicilio familiari in caso di necessità, negozi di alimentari, farmacie, ferramenta, lavaggio auto, servizi di riparazione e installazione di attrezzature domestiche e altre attività necessarie urgenti.
  • È inoltre permesso frequentare parchi e partecipare a funerali.
  • Nella fascia oraria tra le 08.00 e le 10.00 l’ingresso a supermercati e farmacie è riservato agli over 65.
  • Il divieto di vendere servizi di soggiorno non si applica agli stranieri fino alla loro uscita dal Paese, né agli stranieri con un permesso di lavoro in Repubblica Ceca. Esentati anche i soggiorni per motivi di lavoro.
  • È proibito uscire di casa senza naso e bocca coperti, con mascherine, anche fatte in casa, o sciarpe.
  • È sospesa l’attività didattica delle scuole elementari e secondarie, e delle università nel Paese.
  • La validità di passaporti, carte d’identità e patenti di guida che scadrebbero durante lo stato di emergenza è stata estesa fino alla fine dell’emergenza stessa.

COLLEGAMENTI CON L’ITALIA

  • Tutti i collegamenti di linea via aria e via terra sono interrotti.
  • Non è possibile noleggiare auto con riconsegna in Italia. Indisponibilità delle società di noleggio autobus a trasporti verso l’Italia. Cfr – MAE
  • Chi rientra in Repubblica Ceca è soggetto ad autoisolamento per un minimo di 14 giorni.

TRANSITO ATTRAVERSO REPUBBLICA CECA

  • Il transito di persone attraverso la Repubblica Ceca, sia via terra che attraverso l’aeroporto di Praga, è permesso solamente per evacuazioni e rimpatri verso i Paesi di origine.
  • Il transito è permesso solo a chi segnali all’Ambasciata d’Italia a Praga ([email protected] ) nome e cognome delle persone in transito, data di nascita, numero di documento, indicazione dei punti di entrata e uscita dalla Repubblica Ceca, mezzo di trasporto (incluso, se del caso, il numero di targa) e itinerario previsto in Repubblica Ceca.
  • La segnalazione deve avvenire almeno 36 ore prima dell’ingresso in Repubblica Ceca.
  • Durante il transito in Repubblica Ceca, è necessario portare una mascherina o tenere naso e bocca coperti e rispettare le i provvedimenti disposti per lo Stato di emergenza. Le soste in territorio ceco devono essere limitate al minimo.

CONTAGI

4.428 (+281), guariti 78 (+6), critici 86 (+11), decessi 59 (+6)


3 APRILE

CONTAGI

4.091 (+337), guariti 72 (+5), critici 77 (+5), decessi 53 (+9)


2 APRILE

VOLO PER L’ITALIA

COMUNICAZIONE URGENTE PER I PASSEGGERI DEL VOLO ALITALIA AZ 0411 PRAGA-ROMA DI SABATO 4 APRILE ORE 19.35

In considerazione della responsabilizzazione del vettore di cui all’ordinanza del Ministero della Salute del 28 marzo 2020, Alitalia richiederà una versione speciale dell’autodichiarazione dello spostamento in caso di entrata in Italia dall’estero è stata integrata da nuove clausole (punti c), d) e e) della nuova versione qui disponibile). Tutti i passeggeri sono invitati gentilmente ed URGENTEMENTE a compilare il nuovo modulo che sostituisce quello diffuso ieri, e a inoltrarlo al più presto a [email protected] per verifica. Il modulo andrà consegnato, compilato e firmato, al banco del check-in.

Maggiori info sul sito del MAE

CONTAGI

3.805 (+297), guariti 67 (+5), critici 72 (+2), decessi 44 (+5)


1 APRILE

GOVERNO

  • Proposta estensione quarantena fino al 30 aprile.
  • Proposta possibilità per le forze di polizia di multare chi non rispetta le regole di quarantena.

ITALIANI ALL’ESTERO

L’INPS ha comunicato che a causa dell’emergenza sanitaria si è ritenuto indispensabile posticipare al mese di agosto 2020 l’avvio della seconda fase del processo di accertamento esistenza in vita dei pensionati residenti all’estero.

CONTAGI

3.508 (+252), guariti 61 (+16), critici 70 (+6), decessi 39 (+8)


31 MARZO

Misure di quarantena sono prolungate fino all’11 aprile

Proibito inoltre creare gruppi di più di due persone.

GOVERNO

  • Il governo pagherà una somma forfettaria di 25.000 corone agli OSVČ la cui attività risente della diffusione del Coronavirus. L’imprenditore deve richiedere assistenza e soddisfare diverse condizioni presentando una dichiarazione. Tra i punti per ricevere la sovvenzione figurano ad esempio, un calo di entrate del primo trimestre 2020 del 10% su base annua o un reddito per l’anno scorso di 180.000 CZK. Maggiori info previste verso il 12 aprile.
  • Approvato il kurzarbeit. Lo stato pagherà due tipi di indennità salariali per il periodo dal 12 marzo alla fine di aprile. Lo stato pagherà l’80% per i salari delle persone in quarantena e per i salari di dipendenti di aziende che hanno dovuto chiudere, ma fino a un massimo pari a 39.000 CZK. Nel caso di cali di produzione dovuti a riduzione forzata del personale (tipo se devi lasciarne a casa la metà perché altrimenti non si rispetta la distanza minima) o calo di materie prime/domanda, lo Stato pagherà il 60%, ma fino a un massimo pari a 29.000 CZK. L’aiuto è determinato dal salario super lordo. Le ditte funzionanti che ora pagano ai dipendenti il 100 percento delle loro retribuzioni, ma che devono far fronte a un calo del rendimento o della produzione dovuto al coronavirus, avranno diritto al risarcimento salariale attraverso kurzarbeit. Maggiori dettagli dovrebbero essere diffusi il 6 aprile.

VOLO PER L’ITALIA

Volo Alitalia Praga-Roma FCO delle ore 19.35, 4 aprile. Riservato a chi ne ha facoltà secondo le ultime limitazioni governative – maggiori info: Sito ambasciata

CONTAGI

3.256 (+256), guariti 45 (+20), critici 64, decessi 31 (+8)


30 MARZO

GOVERNO

  • Avviate trattative con Giappone per acquisto di Favipiravir.
  • Ministro Interno Jan Hamáček sostituisce viceministro Salute Roman Prymula a capo di unità di crisi

ITALIA-REPUBBLICA CECA

  • arrivate in Italia 30.000 tute protettive inviate dal ministero degli Esteri

ITALIANI ALL’ESTERO

In seguito al decreto del ministero della Salute, coloro che intendono entrare in Italia dall’Estero devono compilare una autodichiarazione in cui affermano, sotto la propria responsabilità, quanto segue:

– conoscere le misure di contenimento della diffusione del Coronavirus adottate in Italia;

– lo spostamento è determinato da necessità assoluta, debitamente motivata.

– si sottoporranno a 14 giorni di quarantena;

– una volta giunti in Italia, raggiungeranno direttamente e nel minore tempo possibile l’indirizzo della propria abitazione tramite mezzo privato o proprio.

Se, all’arrivo in Italia, non si dispone di un luogo dove passare la quarantena o non si riesce a raggiungerlo, il periodo di isolamento si svolgerà in luogo deciso dalla Protezione Civile, con spese a carico dell’interessato.

Gli allegati sono disponibili sul sito dell’Ambasciata d’Italia

CONTAGI

3.000 (+175), guariti 25 (+14), critici 64 (+21), decessi 23 (+7)


Aggiornamenti settimana 22-29 marzo: contagi e misure corona

Link utili coronavirus

COMUNICAZIONI UFFICIALI

MINISTERO SALUTE CECO – https://www.mzcr.cz/obsah/2020_4107_1.html
AMBASCIATA D’ITALIA IN REPUBBLICA CECA

MAPPE E SITUAZIONE DEL CONTAGIO

29 MARZO

CONTAGI

2.775 (+141), guariti 11, critici 45, decessi 16 (+5)


28 MARZO

CONTAGI

2.541 (+262), guariti 11, critici 45 (+6), decessi 11 (+2)


27 MARZO

ITALIA-REPUBBLICA CECA

  • la tecnologia per la produzione di respiratori RP95 del Politecnico di Praga sarà utilizzata gratuitamente in Italia. Ne hanno parlato i due Ministri Stefano Patuanelli e Karel Havlíček
  • Migliorano condizioni di paziente ceco in terapia intensiva trattato con Remdesivir

CONTAGI

2.279 (+354), guariti 11, critici 34, decessi 9


26 MARZO

DISPOSIZIONI

  • Ministero Esteri invia 10.000 tute protettive all’Italia e 10.000 alla Spagna.
  • OSVČ – esentati dal pagamento della tassa di previdenza sociale (sociálka, INPS) per sei mesi, ovvero fino ad agosto). La misura non avrà ripercussioni sulle (misere) pensioni di categoria. Per chi paga più della quota minima, dopo agosto dovrà pagare solo la differenza tra il suo importo mensile reale e quello minimo, ovviamente moltiplicato per sei mesi. Comunicato ministero del Lavoro
  • OSVČ 2 – esentati anche dall’assicurazione sanitaria per sei mesi con lo stesso sistema di cui sopra (in realtà sono esentati tutti, ma gli altri non devono ricordarsi di pagare una volta al mese perché viene ritenuta sulle tasse). Comunicato ministero della Sanità
  • OSVČ 3 – da metà aprile le categorie che non possono esercitare la loro professione durante la quarantena potranno chiedere un sussidio di 15.000 kč.

CONTAGI

1.925 (+271), guariti 10, critici 34, decessi 9 (+3)


25 MARZO

DISPOSIZIONI

  • Inasprimento quarantena: fino al 1 Aprile nei luoghi pubblici l’accesso è consentito a due soli clienti per volta. È inoltre necessario tenere una distanza di due metri.
  • Senato approva sospensione temporanea EET per tutto il periodo di Stato di emergenza e tre mesi successivi.
  • Presidente Miloš Zeman ratifica aumento spesa pubblica per il 2020. Il debito pubblico di quest’anno passa da 40 a 200 miliardi.
  • È fatto divieto ai cittadini cechi di lasciare il Paese. Da ultime disposizioni del Ministero dell’Interno ceco gli stranieri in Repubblica Ceca possono lasciare il Paese, ma non potranno farvi rientro prima della fine delle misure. È inoltre vietato a tutti gli stranieri non residenti di entrare nel Paese.
  • Fino al 1 aprile 2020 la libera circolazione delle persone in Repubblica Ceca è vietata. Il bando non si applica ai tragitti da e per: luogo di lavoro, strutture sanitarie, domicilio familiari in caso di necessità, negozi di alimentari, farmacie e altre attività necessarie urgenti. È inoltre permesso frequentare parchi, viaggiare verso la propria residenza e partecipare a funerali. Le restrizioni non si applicano al trasporto pubblico, ai servizi per la popolazione come forniture, consegne e servizi veterinari. È vietato fornire servizi di soggiorno (con le deroghe già specificate in precedenza), servizi di trasporto alternativi (es. Uber), mentre i tassisti ufficiali possono continuare a operare.
  • La validità di passaporti, carte d’identità e patenti di guida che scadono durante lo stato di emergenza è stata estesa fino alla fine dell’emergenza stessa.

AMBASCIATA – COLLEGAMENTI CON L’ITALIA

  • Per i connazionali che abbiano assoluta urgenza di rientrare in Italia o per i quali è comunque consentito il rientro (vedi post rientro connazionali) l’Ambasciata sta valutando, d’intesa con il Ministero degli Affari Esteri, la possibilità di organizzare un viaggio di rimpatrio. Per essere inseriti nell’elenco dei partecipanti gli interessati dovranno inoltrare apposita richiesta, inserendo i dati necessari nell’apposito modulo, che può essere compilato al seguente indirizzo: https://rimpatrioitaliani.netsons.org/
  • A partire dalle ore 00.00 del 30 marzo, il transito di persone attraverso la Repubblica Ceca, sia via terra che attraverso l’aeroporto di Praga, è solamente permesso per evacuazioni e rimpatri verso i Paesi di origine. Il transito è permesso solo a chi segnali all’Ambasciata d’Italia a Praga ([email protected]) nome e cognome delle persone in transito, data di nascita, numero di documento, indicazione dei punti di entrata e uscita dalla Repubblica Ceca, mezzo di trasporto (incluso, se del caso, il numero di targa) e itinerario previsto in Repubblica Ceca. La segnalazione deve avvenire almeno 36 ore prima dell’ingresso in Repubblica Ceca. L’Ambasciata a Praga invierà una nota alle autorità ceche e ai richiedenti in transito in Repubblica Ceca, che dovranno tenerne copia per tutta la durata del transito nel Paese. Durante il transito in Repubblica Ceca, si deve portare una mascherina o tenere naso e bocca coperti e rispettare le i provvedimenti disposti per lo Stato di emergenza. Le soste in territorio ceco dovranno essere limitate al minimo.

CONTAGI

1.654 (+260), guariti 10 (+3), critici 19, decessi 6 (+3)


24 MARZO

DISPOSIZIONI

  • Viceministro Roman Prymula annuncia possibile introduzione della Smart-quarantena dopo Pasqua. Secondo questo principio, i movimenti di carta di credito e telefono permetterebbero di identificare gli spostamenti di chi risulta positivo al Sars-Covid-19 nei giorni precedenti al test.
  • Prymula ha dichiarato che dopo Pasqua dovrebbero essere effettuati test a tappeto sull’intera popolazione.
  • Giunte in Italia le mascherine inviate dal ministero degli Esteri

CONTAGI

1.394 (+158), guariti 7, critici 19, decessi 3 (+2)


23 MARZO

VARIE ED EVENTUALI

  • Tutte le misure emesse dal governo in stato di emergenza saranno prorogate fino al 1 aprile, ha dichiarato il Ministro degli Interni
  • Cambia di nuovo l’orario della spesa per gli over 65. Gli anziani potranno fare spesa dalle 8:00 alle 10:00
  • Uffici pubblici continueranno ad essere aperti solo due giorni alla settimana per tre ore ciascuna e offriranno servizi limitati. Limitare il funzionamento degli uffici è una delle misure che il governo vuole per limitare la diffusione del coronavirus
  • Quest’anno, lo stato sterilizzerà quasi 30.000 corone per ogni commerciante sui pagamenti anticipati per l’assicurazione sociale e sanitaria, ha dichiarato ilministro dell’Industria Karel Havlíček
  • Il governo ha approvato un aumento del deficit del bilancio statale di quest’anno da 40 a 200 miliardi di corone per combattere gli effetti economici della diffusione del coronavirus
  • Se i transfrontalieri vogliono continuare a lavorare in Germania o in Austria, devono trovare alloggio lì; se tornano in Repubblica Ceca verranno messi in quarantena per quattordici giorni
  • Secondo il ministro delle Finanze, Alena Schillerová, l’attuale stima del crollo delle entrate del tesoro statale è di quasi 80 miliardi di CZK. “È una stima approssimativa, non sappiamo per quanto tempo durerà questa situazione”
  • Il ministro delle finanze Alena Schillerová ha detto che martedì chiederà alla Commissione europea di autorizzare l’esenzione dai dazi doganali e dalle tasse per le forniture mediche destinate a combattere il Coronavirus.
  • Secondo il ministro del Lavoro e degli affari sociali, Jana Maláčová, il governo proporrà alla Camera dei deputati che gli OSVČ non debbano pagare anticipi per le assicurazioni sociali per sei mesi. La misura dovrebbe applicarsi da marzo ad agosto di quest’anno.
  • L’EET sarà bloccato per il periodo di stato di emergenza e per i successivi tre mesi
  • Le piccole e medie imprese che sviluppano la produzione di dispositivi medici e le aziende produttrici di dispositivi medici potranno richiedere sovvenzioni
  • Il Ministero dell’Interno distribuirà i dispositivi medici a tutte le strutture specificate
  • La Posta ceca pagherà ulteriori 73 milioni di corone ai dipendenti a marzo. Previsti bonus dalle 500 alle 2.000 CZK per i dipendenti che lavorano durante emergenza

CONTAGI

1.236 (+116), guariti 7 (+1), critici 19, decessi 1


22 MARZO

VARIE ED EVENTUALI

Primo decesso per Covid-19. Aveva 95 anni.

Ministero Esteri ceco dispone invio di 110.000 mascherine in Italia per compensare quelle requisite dalle autorità ceche in quanto oggetto di indagini relative a traffico di materiale sanitario.

Sottosegretario alla Salute Roman Prymula anticipa che probabilmente le misure di quarantena dureranno fino a metà aprile e che il blocco dei confini potrebbe durare molti mesi, forse due anni.

CONTAGI

1.120 (+125), guariti 6, critici 19 (+12), decessi 1 (+1)


Aggiornamenti settimana 15-21 marzo: annuncio quarantena Repubblica Ceca

COMUNICAZIONI UFFICIALI

MINISTERO SALUTE CECO – https://www.mzcr.cz/obsah/2020_4107_1.html
AMBASCIATA D’ITALIA IN REPUBBLICA CECA

MAPPE E SITUAZIONE DEL CONTAGIO

21 MARZO

VARIE ED EVENTUALI

  • Governo ceco valuta revisione del bilancio statale. Secondo le nuove stime il passivo del 2020 dovrebbe passare da 40 a 200 miliardi di corone.
  • Le pensioni saranno consegnate a mezzo posta.
  • Analisi di tracciamento dell’attività dei prelievi bancomat evidenziano come il 46% dei cechi di ritorno dall’Italia non abbia rispettato la quarantena.
  • Regione di Ostrava protesta per sequestro di 500 mila mascherine destinate alla Repubblica Ceca da parte delle autorità ungheresi.

CONTAGI

995 (+165), guariti 6 (+2), critici 7 (+1)


20 MARZO (EQUINOZIO DI PRIMAVERA)

GOVERNO CECO

Arrivato dalla Cina primo aereo con 1,1 milioni di respiratori FFP3

EUROPA

La Commissione europea crea una riserva strategica di materiale sanitario nell’ambito del meccanismo di protezione civile Ue. Da domani l’Ue invierà il materiale verso i diversi Paesi, sulla base di bisogni e forniture disponibili. Lo Stato membro che desidera ospitare materiale medico Ue può richiedere una sovvenzione diretta della Commissione europea, che coprirà il 90% dei costi della riserva. (ANSA)

AMBASCIATA

Chieste spiegazioni su 700 mila mascherine destinate all’Italia e ritrovate Ústí nad Labem. Ministro dell’Interno Hamáček promette indagini sul caso.

CONTAGI

833 (+139), guariti 4 (+2), critici 6 (+1)


19 MARZO

DECISIONI GOVERNO CECO

  • 90% del fabbisogno alimentare è assicurato al momento
  • Ministeri Intero e Sanità stanno sviluppando programma di distribuzione materiale sanitario alle regioni – prima ai medici, poi a chi lavora a contatto col pubblico (tipo MHD)
  • Rimborsi per gli stipendi di aziende che sono costrette a lasciare a casa i loro dipendenti (tipo Škoda, credo). Queste aziende pagheranno il 100% del salario e lo Stato dovrebbe rimborsarne l’80%
  • Nei prossimi giorni arriveranno dalla Cina 1,1 milioni di respiratori FFP3 e 3 milioni di mascherine FFP1 ed FFP2.
  • Da sabato saranno introdotti controlli con documentazione verificata da polizia per i pendolari che lavorano in Germania e Austria. Questo perché ci sono violazioni delle regole imposte (pendolari che non rispettano le norme di quarantena e persone che sconfinano senza lavorare all’estero). È possibile che il permesso di recarsi all’estero, se non saranno registrati miglioramenti, venga revocato del tutto.
  • 10 miliardi aggiunti a programma di incentivi alle aziende, chi li utilizza li rende dal 2021 a interessi 0.
  • Cassa integrazione pari al 60% del salario per tutti i dipendenti attualmente in quarantena (chi fa home office in quarantena è retribuito normalmente e quindi non soggetto alla misura).
  • 14.000 kč di sostegno al mese agli OSVČ (che lo richiedano) con figli sotto i 13 anni o con familiare (marito/moglie) che non riceve un sostegno simile.
  • Stranieri che si trovano qui con permesso di lavoro temporaneo possono rimanere anche se hanno perso lavoro ma sono invitati a contattare le rispettive ambasciate per verificare possibilità di rimpatrio.
  • Modifica legge esistente. Il governo vieta dalla mezzanotte di oggi la presenza nei negozi di alimentari dalle ore 7 alle ore 9 di persone under 65 anni esclusi commessi e proprietari (oggi era 10-12). In altre parole tra le 7 e le 9 possono far la spesa solo i pensionati. Se non ricadete in questa fascia di età (over 65) dovete fare la spesa dopo le 9.

FLIXBUS

Il vettore privato da sabato sospenderà le proprie attività su tutto il territorio nazionale a partire da sabato.

EUROPA 

La BCE (la Banca dell’Unione Europea) lancia un piano straordinario di emergenza da 750 miliardi di euro contro la Pandemia Coronavirus.

CONTAGI

694, guariti 2, critici 5


18 MARZO

DECISIONI GOVERNO CECO 

  • Dalle ore 18 di oggi obbligo di indossare la mascherina per tutti.
  • Il governo ceco ha inoltre annunciato il sequestro di 750 mila mascherine cadute in mano a speculatori.

TRASPORTO PUBBLICO DI PRAGA

Il comune di Praga introduce l’orario feriale estivo per il trasporto pubblico . Sarà valido da oggi sulla linea B, da sabato sulle linea A e C e da lunedì 23 marzo sui tram.

Ciò significa che:

  • Gli intervalli di passaggio tra le metro saranno di 1-2 minuti più lunghi (Ad esempio, se ora dovete aspettare 1-3 minuti, si passa a 2-5).
  • Idem per i tram, gli intervalli nelle ore di punta vengono prolungati di due minuti, escluse le linee 9, 17 e 22 per le quali l’intervallo è prolungato di un minuto.

ČESKÁ POŠTA

Česká Pošta consegna mascherine gratuitamente da domani giovedì 19 marzo – condizioni (qui sul sito ufficiale in ceco)

Da domani, 19 marzo, la Česká pošta consegnerà mascherine protettive gratuitamente , senza la necessità di pagare le spese postali. La condizione è che si tratti di una donazione da parte del mittente nei confronti del destinatario.

L’intera società sta soffrendo per la mancanza di mascherine. Molte persone le cuciono a casa e le donano a coloro che ne hanno bisogno. L’azzeramento delle spese postali è il minimo che possiamo fare per ora, afferma Roman Knap, CEO di Česká Pošta.

La spedizione deve avere i seguenti parametri:

  • un pacco trasparente,
  • deve essere contrassegnata “ROUŠKY”,
  • si consiglia utilizzo di etichetta autoadesiva
  • se la spedizione ha le seguenti dimensioni sarà possibile inserirla in una normale cassetta postale
    • lunghezza non superiore a 35,3 cm
    • larghezza non superiore a 25 cm
    • spessore non superiore a 2 cm,
  • le dimensioni massime della spedizione possono essere
    • non più lunghe di 240 cm
    • la somma di tutte e tre le dimensioni non deve superare 300 cm
  • la spedizione deve essere consegnata presso l’ufficio postale e non inserita nelle cassette postali

Le spedizioni saranno di tipo ordinario. A causa del tipo di servizio utilizzato (spedizione ordinaria), ČP non è responsabile per la perdita o eventuali danneggiamenti.


17 MARZO

DECISIONI GOVERNO CECO 

  • Skoda Auto interromperà la produzione mercoledì alle 22:00 e riprenderà domenica 5 aprile alle 22:00.
  • Il viceministro Prymula dovrebbe firmare oggi l’approvazione per l’uso del farmaco con il principio attivo Remdesivir in Repubblica ceca.
  • Babiš ha invitato i pendolari che lavorano in Germania e Austria a seguire le misure di sicurezza quando tornano a casa, altrimenti il governo potrebbe proibire loro di andare al lavoro all’estero.
  • Il ministero degli Esteri sta negoziando con altri paesi dell’Unione Europea la possibilità di organizzare voli per il rimpatrio di cittadini cechi in Asia o America Latina.
  • Il ministero degli Esteri sta anche organizzando il rimpatrio di cittadini cechi in altri paesi europei via autobus.
  • Il governo ha vietato l’esportazione di medicinali precedentemente importati nella Repubblica Ceca. La misura contro le cosiddette riesportazioni intende garantire che i medicinali rimangano disponibili.
  • Secondo il premier Andrej Babiš, arginare il Coronavirus costerà decine di miliardi di corone, pertanto una delle contromisure al vaglio è di limitare gli investimenti nell’esercito.
  • L’Accademia delle scienze mette a disposizione i suoi laboratori e personale addestrato per assistere con i test del Coronavirus.

MONDO

Stati Uniti annunciano ritiro da esercitazione Nato Defender Europe 2020. Non condividete articoli falsi, non ci sono più sbarchi di truppe statunitensi in Europa.


16 MARZO

DECISIONI GOVERNO CECO 

  • Invio di sette aerei in Cina martedì e mercoledì per prelevare forniture mediche tra cui tamponi, 5 milioni di mascherine e 1,1 milioni di respiratori.
  • Conversione degli ospedali Na Homolce (Praga) e Svaty Anny (Brno) in centri dedicati esclusivamente alla cura del Coronavirus. La misura è volta a impedire che l’infezione si diffonda in altri ospedali e dovrebbe garantire 300 posti di terapia intensiva.
  • Trattativa per acquisto di 150 ventilatori polmonari
  • È concesso l’affitto di alloggi a stranieri fino al momento in cui lasceranno la Repubblica Ceca o a stranieri con un permesso di lavoro nella Repubblica Ceca
  • Il governo ceco inoltre consiglia agli anziani over 70 di non uscire di casa se non per visite mediche o cure mediche di emergenza.
  • Il governo chiede alle regioni di aiutare gli anziani a gestire le esigenze di vita di base, incluso l’acquisto di cibo e medicine.

15 MARZO – GIORNO ANNUNCIO QUARANTENA

DECISIONI GOVERNO CECO 

  • Il governo ha vietato la libera circolazione delle persone in tutta la Repubblica Ceca con effetto da mezzanotte di oggi fino al 24 marzo alle 06:00 a causa dell’ulteriore diffusione del Coronavirus.
  • Il divieto di libera circolazione non si applica ai viaggi di lavoro, ai necessari viaggi di famiglia, alle necessità di base della vita o alle strutture mediche.
  • Il governo ceco raccomanda ai datori di lavoro di utilizzare il telelavoro il più possibile se i dipendenti possono farlo nel loro luogo di residenza, promuovere ferie o permessi pagati e sospendere le attività necessarie per l’esercizio.
  • Il governo raccomanda a tutti di mantenere una distanza di almeno due metri dalle altre persone in pubblico e, per motivi igienici.
  • I corrieri e i servizi di vendita per corrispondenza dovrebbero evitare il contatto diretto con i clienti.
  • Il governo ha approvato le misure del Ministero delle finanze relative al rinvio del termine per la dichiarazione dei redditi. Allo stesso tempo non imporrà multe.
  • La chiusura dei negozi non si applica alle officine di riparazione auto, giardinaggio, biglietteria, fiorai e dispositivi medici
  • Nelle aree urbane, le aree di parcheggio destinate esclusivamente ai residenti e agli imprenditori locali cessano di funzionare.
  • Il consiglio dei ministri ha notevolmente ridotto la vendita di pane non confezionato. Deve essere assicurato, tra l’altro, in modo che le persone non si radunino nel punto di raccolta.
  • Il governo ha deciso di introdurre il controllo delle frontiere interne con la Germania e l’Austria fino alla del 4 aprile

Commentando le disposizioni, il ministro dell’Interno Jan Hamáček ha notato che si tratta di una quarantena, appunto, leggera:

Dichiarazioni sulla quarantena in Italia

Quarantena non significa che le persone siano rinchiuse in casa. In Italia durante la quarantena le persone vanno normalmente al lavoro. Non introduciamo la quarantena, limitiamo solo la libera circolazione delle persone. La polizia non inseguirà nessuno per strada. Nessuno vieta a nessuno di fare una passeggiata. L’obiettivo della misura è ridurre il contatto interpersonale. Quando si spostano all’aperto, le persone dovrebbero mantenersi a distanza. Il punto è che le persone si rendano conto che la situazione è grave“.

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LINK UTILI CORONAVIRUS

COMUNICAZIONI UFFICIALI

AMBASCIATA D’ITALIA IN REPUBBLICA CECA

MAPPE E SITUAZIONE DEL CONTAGIO

Generali acquisisce Kotva: il brutalista di Praga si prepara al rinnovamento

Architektura 489: il gruppo che difende l'architettura socialista

Generali compra Kotva: 4 miliardi di corone per il rinnovamento brutalista

Nessuna delle parti ha reso noto il prezzo, ma la ČTK parla di una cifra intorno a 4 miliardi di corone, il che la renderebbe una delle più grandi transazioni immobiliari dell’anno.

L’edificio di sette piani, uno dei simboli del brutalismo socialista, sarà inoltre rinnovato dal Gruppo Sekyra. Generali ha dichiarato che lo scopo della collaborazione con il Gruppo Sekyra è quello di effettuare un ampio rinnovamento del Kotva al fine di ripristinare il prestigio e lo status di una delle principali destinazioni per lo shopping nel centro storico di Praga.

Quando iniziano i lavori di rinnovamento e il vincolo di patrimonio nazionale

È probabile che i lavori non inizino prima del 2021 e comunque, al momento, Generali ha presentato solo richieste di modifiche parziali. L’edificio, che risale al 1975, era un tempo uno dei principali centri commerciali di Praga, ma negli ultimi anni è caduto in disgrassia dopo l’apertura del Palladium.

Il Kotva inoltre gode dello status di patrimonio nazionale e, a differenza di PSN, Genrali non sembra avere velleità di demolizione.

Il 10 febbraio 1975,data della sua apertura, il Kotva era il quinto centro commerciale in Europa e il più grande in Cecoslovacchia per estensione, con una superficie di vendita di 22.160 metri quadrati. Aveva 2.000 dipendenti e fino a 75.000 clienti al giorno.

Altro dalla sezione Altra Praga


Noční klid e Praga 1: eccezioni per i bar all’aperto dopo le 22:00

Noční klid

Praga 1 valuta eccezioni al silenzio notturno

Il comune di Praga 1 sta pensando a delle eccezioni alla legge sul Noční klid, secondo la quale i bar all’aperto devono chiudere alle 10 di sera.

Intendiamoci, nella Repubblica Ceca il termine bar all’aperto ha una concezione diversa rispetto all’Italia. Con questo termine si indica il fatto che, durante la bella stagione, qualsiasi tipo di locale può piazzare ombrelloni e tavolinetti sul marciapiede antistante, o magari nel proprio cortile interno. Il Noční klid assicura che questi tavolinetti vengano sgombrati entro le 22:00.

La mossa è ovviamente volta a dare la possibilità, non solo ai turisti, di poter rimanere a bere all’aperto fino a sera molto inoltrata, senza che il personale costringa gli avventori a spostarsi in blocco all’interno. La scelta non è in effetti sbagliata, dato che il Noční klid intende proteggere gli abitanti dagli schiamazzi (Praga produce ogni sera un gran numero di fraciconi, chiedete a chi vive in Bořivojova). Di fatto però di abitanti a Praga 1 ne sono rimasti pochi.

“Le deroghe al noční klid saranno concessi solo a coloro che osserveranno condizioni rigorose in modo che i residenti di Praga 1 non siano disturbati di notte”, ha spiegato il comune in una nota stampa.

Ogni bar all’aperto sarà valutato attentamente da una speciale commissione entro la fine di giugno. Si terrà principalmente conto del fatto che il gestore sia in grado di mantenere la calma nei propri spazi, in particolare assumendo del personale dedicato (leggere: buttafuori). Il comune ha aggiunto che i residenti locali potrebbero partecipare al processo di valutazione.

Reazioni degli esercenti e residenti alle nuove regole

Il municipio stabilirà ulteriori regole durante la primavera. La risposta all’annuncio è stata abbastanza negativa, poiché la maggior parte degli interessati afferma che la nuova amministrazione distrettuale favorisce gli interessi di bar & Co. a quelli dei residenti.

Altro nella sezione notizie

Fonte: Expats


Come DPP disinfetta il trasporto pubblico di Praga con nanopolimeri

Orari del Tram Praga Disinfezione Coprifuoco
E voi l'avete mai visto un 21?

Disinfezione del trasporto pubblico di Praga: il sistema DPP a nanopolimeri

Tutti i vagoni della metropolitana di Praga dovrebbero essere trattati entro metà aprile, i tram e gli autobus entro la fine di aprile. Il sistema di disinfezione è costituito da un rivestimento polimerico nanotecnologico che dovrebbe durare due anni. Il principio attivo di base del preparato è il biossido di titanio (TiO2) e, stando alle dichiarazioni della stampa, dovrebbe essere efficace contro il 99,9% di virus, batteri, funghi e muffe.

Cronologia disinfezione mezzi Praga

Quando metro, tram e autobus vengono trattati.

I treni della metropolitana sulla linea B sono già stati parzialmente trattati e i rimanenti dovrebbero essere sottoposti alla procedura in questo fine settimana. Successivamente la Compagnia del trasporto pubblico praghese (DPP) inizierà a disinfettare i vagoni che operano sulle linee A e C. Il 27 marzo le operazioni sono iniziate anche su autobus e tram.

Il disinfettante a nanopolimeri sarà applicato sistematicamente a tutte le superfici interne dei veicoli in forma di aerosol, trattando soffitti, pareti, vetri, porte, sedili e corrimano – tutte le aree che le persone potrebbero toccare o dove i microrganismi potrebbero depositarsi.

Tempi di trattamento e processo di aerazione

Le operazioni sono piuttosto rapide. È necessaria un’ora per per trattare 100 metri di vagoni della metro. Dopo la disinfezione, i carri devono essere aerati per almeno altre due ore durante le quali i polimeri formano lo strato protettivo definitivo.

DPP ha reso inoltre noto che l’efficacia della nuova tecnologia di disinfezione sarà testata regolarmente nel periodo successivo l’applicazione.

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Showpark Praga convertito in quarantena: lo sgombero ordinato dal sindaco Hřib

Pražská tržnice - Showpark
La Pražská tržnice - Autor: VitVit – Vlastní dílo, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=84933151

Showpark Praga: da casa chiusa a centro quarantena per senzatetto

La ditta Eroc, che gestisce lo Showpark ha ricevuto dal sindaco Zdeněk Hřib un’ordinanza ed entro 72 ore dovrà sgomberare le stanze che saranno utilizzate dai senzatetto durante lo stato di emergenza .

La città è alla ricerca di altri edifici per mettere in quarantena i senzatetto, che ovviamente non hanno modo di rispettare le regole di quarantena imposte dallo stato di emergenza.

Il sindaco ha riferito a Seznamzpravy che il suo obiettivo è proteggere tutti gli abitanti di Praga. La mossa, secondo i media, potrebbe essere anche un ulteriore tentativo da parte del comune di chiudere lo Showpark di Holešovice, dato che occupa strutture che fanno parte del mercato Pražská Tržnice, che nell’ultimo periodo è stata soggetta a massicce ristrutturazioni e in questo 2020 dovrebbe essere progressivamente riaperta al pubblico.

Lo scontro legale tra il Comune di Praga e lo Showpark Holešovice

Tra Praga e la casa chiusa ci sono stati vari contenziosi legali. L’ultimo di questi, nel 2019, ha dato ragione alla città ma era oggetto di ricorso.

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