L’Ambasciata italiana a Praga rende noto che la Repubblica Ceca compenserà il carico di mascherine destinato all’Italia.
Sequestro Lovosice e risposta ceca
Cronologia del sequestro a Lovosice e della risposta del governo ceco con 110.000 mascherine.
Questa mattina il Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Ceca, Tomáš Petříček, ha comunicato all’Ambasciatore Nisio che, in attesa che la polizia ceca concluda le indagini relative al materiale sanitario ritrovato a Lovosice, la Repubblica Ceca invierà al più presto in Italia 110.000 mascherine provenienti dalle proprie scorte, in numero pari a quelle che avrebbero dovuto raggiungere il nostro paese e sono state invece sequestrate dalle autorità ceche.
Il carico partirà entro 48 ore.
A fronte dell’urgenza crescente di forniture mediche in Italia il Governo ceco, in stretto coordinamento con l’Ambasciata d’Italia a Praga, ha deciso di inviare subito il carico destinato al nostro Paese senza attendere la conclusione dell’inchiesta di polizia tuttora in corso e finalizzata a scoprire come l’ingente refurtiva sia stata trafugata e dove. La complessità del caso che si dirama su diversi Paesi richiederebbe altri giorni ma la situazione in Italia non consente attese.
Sull’argomento il Ministro Tomáš Petříček sta inviando una lettera personale al Ministro Di Maio.”
La zelená non c'è ma al centro potete vedere il temutissimo Stroh Foto by Ralf Roletschek - Own work, GFDL 1.2, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=58540679
Disinfettanti da alcol: Božkov e Jelínek
Božkov e Jelínek, aziende note a chiunque vive qui per la produzione di superalcolici, hanno annunciato che contribuiranno a far fronte all’emergenza Coronavirus producendo disinfettanti.
Al momento la carenza di disinfettanti è un problema in tutta la Repubblica Ceca (testato personalmente). Spesso agli ingressi di drogherie e farmacie, oltre alla scritta “non ci sono mascherine”, trovate anche “non ci sono disinfettanti”. Božkov e Jelínek, che di loro dispongono di molto alcol per la produzione dei propri prodotti standard, hanno dunque deciso di convertire la produzione (parzialmente, si spera).
Božkov, che produce l’iconico Tuzemák ed ad altri marchi tra cui Vodka Amundsen, Fernet Stock e la Zelená (anello di congiunzione tra alcolico e disinfettante di cui parte di questa redazione va ghiottissimo), questa settimana ha messo in produzione circa 90.000 bottiglie da 0,2 litri di disinfettante per mani.
Božkov ha accettato di produrre il disinfettante gratuitamente e donarlo allo stato per la distribuzione al pubblico. Il produttore fornirà inoltre disinfettanti di vario genere ai vigili del fuoco e ai medici di Plzeň. I lotti iniziali dovrebbero essere inviati entro la fine di questa settimana.
Jelínek: disinfettanti a 250 corone al litro durante l’emergenza
Jelínek, che produce numerose varietà di slivovice, ha deciso di produrre disinfettanti per la vendita diretta ai consumatori. Dovrebbe trattarsi di bottiglie da mezzo litro, con un’etichetta contenente semplici istruzioni per la disinfezione di base. Attualmente non è noto il numero di bottiglie prodotte ma il prezzo dovrebbe essere intorno alle 250 corone.
Dato il tema imperante del Coronavirus e dato che la Repubblica Ceca ci sta cadendo dentro a piè pari, abbiamo intervistato Luca Vannucci (qui intervista personale completa), direttore del Laboratorio di Immunoterapia all’Accademia delle Scienze Ceca a Praga, per avere un quadro non tanto sulla situazione in cui ci troviamo, quanto sulla patologia in sé.
Coronavirus: paure e rischi reali
Buongiorno Luca e grazie per il tuo tempo. Cominciamo dalla solita domanda: che cosa c’è da temere di questo Coronavirus ed è giusto averne paura?
Il Coronavirus che sta provocando la pandemia è nuovo, inizia provocando come un’influenza che però può progredire in polmonite anche molto grave a seconda dei soggetti colpiti. È una malattia nuova e per questo se ne sa ancora poco. Continuamente le nostre idee si modificano con l’aumento delle informazioni che vengono raccolte e divulgate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalle singole nazioni colpite, tramite i ministeri della Salute. Iniziano inoltre ad esserci prime pubblicazioni scientifiche su aspetti particolari, per esempio la costituzione genetica del virus. Per le sue capacità mutazionali ci sono due ceppi principali, l’iniziale del passaggio da animale a uomo e un secondo meglio adattatosi all’uomo e attualmente il più diffuso. Tuttavia un quadro più preciso da mettere nei libri di studio dei medici è ancora da definire. Questo è un primo problema nella gestione dell’infezione, perché ancora non ne conosciamo bene tutte le caratteristiche e le dinamiche.
Mutazioni virali: come evolve il Coronavirus
In secondo luogo, i Coronavirus (tutti, non solo questo) sono soggetti a frequenti mutazioni. Molte sono minime ma alcune possono avere conseguenze decisive sulla natura del virus. Possono renderlo più o meno grave e dunque al momento non è dato sapere se e come questo Coronavirus evolverà.
Immunità collettiva: perché il virus colpisce tutti
In terzo luogo, poiché si tratta di un virus nuovo, nessuna persona sul pianeta ha degli anticorpi per proteggersi, perché non l’ha mai incontrato prima. In sostanza, seppure con le profonde differenze elencate prima, prima o poi ogni essere umano ne verrà contaminato.
Diffusione rapida e rischio collasso
Il sistema sanitario affronta il vero pericolo di un sovraccarico a causa della rapida diffusione del contagio.
Infine, un problema davvero serio e concreto è che in assenza di difese immunitarie in tutto il genere umano contro questo nuovo virus, il virus stesso può diffondersi senza ostacoli e rapidamente. Se la progressiva diffusione è lasciata incontrollata, il crearsi in blocco di un numero troppo elevato di infettati, e quindi anche di molti più casi gravi che tutti insieme necessitino di ospedale e/o terapia intensiva, può ingorgare il sistema ospedaliero (che ha limiti in letti ordinari e di unità di terapia intensiva previsti sull’incidenza annua delle varie patologie per zona), con rischio concreto di portare al collasso del sistema sanitario di una nazione. Stiamo vedendo quanto sia già impegnativa la situazione in Italia nonostante i provvedimenti presi e non è detto che possa essere meglio nel contesto internazionale.
Per cui quello che deve essere tentato in ogni modo è di evitare picchi di malattia con grossi numeri di pazienti gravi in blocco, e spalmare su più lungo periodo l’evoluzione dei contagi in modo da rimanere sempre al disotto della soglia critica di disponibilità ed efficienza dei sistemi sanitari di ciascuno Stato. Insomma, assicurarsi che non si arrivi a mancanza di letti per tutti. Per questo il rispetto delle restrizioni stabilite per ridurre il contagio è necessario.
Schema di contenimento dell’epidemia.
Coronavirus vs influenza: le differenze cliniche fondamentali
Infatti. Sebbene questo Coronavirus sia apparso all’inizio provocare una malattia con caratteri simili all’influenza non significa che sia effettivamente una comune influenza. Mentre all’inizio i primi dati rendevano dubbio il grado di aggressività della malattia perché sembravano somigliare a quelli di un’influenza intensa, con l’accumularsi dei casi è emerso che la malattia era più grave. Può presentarsi con gradi diversi di intensità perché alcuni possono sviluppare subito difese efficienti e uscirne pressoché indenni. Per altri più deboli la situazione è molto più seria. Ad oggi non possiamo dire quali siano di fatto le percentuali effettive in questa casistica (quanti siano gli asintomatici e quelli in cui il virus provoca forme leggere confondibili con influenza, e quindi non testati, rispetto a quelli con conseguenze serie di cui invece sentiamo il conteggio sui bollettini).
Chi sono gli asintomatici nel Coronavirus: definizione e contagiosità
Appunto che non sviluppa sintomi. Poi ci sono individui in cui il virus si manifesta come una leggera influenza. Un po’ di stanchezza, magari una linea di febbre e poi si riprendono. Questo è un ulteriore problema perché la stragrande maggioranza dei test vengono fatti sui casi evidenti che hanno febbri alte e problemi respiratori. Gli asintomatici e i lievemente sintomatici non si rendono conto di averlo. Quindi possono andare al giro e diffonderlo.
Si ha un’idea di quanti siano gli asintomatici?
Non essendo possibile testarli, ovviamente no. Lo sapremo solo fra un po’. Per esempio, da dati italiani attuali, quelli individuati nei gruppi di persone positive messe in quarantena per contatti con malati risultano circa un 40%.
Profilo a rischio Coronavirus: chi sviluppa forme gravi
Premetto che la risposta esula da eventuali mutazioni, come detto prima.
Rischia chi è immunologicamente più debole o portatore di altre malattie croniche come i diabetici, cardiopatici, bronchitici, oncologici ecc. Un elemento interessante, che a molti sfugge, è il grado di esposizione al virus. In sostanza, viaggiare in un vagone del tram in cui c’è una persona infetta che tossisce a tre metri è molto diverso da prendersi uno starnuto in faccia. Nel primo caso sei esposto a una quantità di virus estremamente inferiore [non avendo anticorpi lo prendete comunque, quindi non andate ad affollare i tram, birbaccioni n.d. IP1W] per cui l’organismo può riuscire a prendere delle contromisure in modo abbastanza efficiente. Nel secondo l’esposizione è subito alta e il rischio pure.
Il virus non salta addosso alle persone.Si prende per contatto da persona a persona o toccando oggetti contaminati. Si è notato che i bambini riescono a farvi fronte senza grossi problemi. Per il resto dipende comunque dalle difese immunitarie del singolo. Ci sono ad esempio anziani con delle ottime difese immunitarie e persone molto più giovani che non le hanno allo stesso livello.
Virus e batteri: quali differenze?
C’è differenza tra virus e batteri. Che cos’è, dunque, un virus?
Il virus è una particella non vivente dotata di una molecola di codice genetico. Questa molecola si attiva solo se entra nelle cellule di una persona dove trova tutto il necessario di cui non dispone normalmente per potersi moltiplicare. Una volta attivato inizia a invadere l’organismo. Il sistema lo può bloccare con l’aiuto di eventuali terapie. Finché noi non permettiamo l’introduzione di queste particelle inerti non ci ammaliamo. A questo servono tutte le norme stabilite, perché dipende solo da noi aumentarne o diminuirne la trasmissione.
Repubblica Ceca: misure restrittive dopo l’Italia
La Repubblica Ceca è tra i paesi che dopo l’Italia ha introdotto le misure più restrittive. Cosa ne pensi?
Sono necessarie! In un paio di settimane i casi si sono rapidissimamente moltiplicati e la progressione potrà essere simile a quella di altri Stati. Queste misure sono volte ad evitare picchi di malattia troppo elevati che si potrebbero verificare, come prevedibile, nei prossimi giorni e settimane.
Coronavirus e caldo: si indebolirà con le temperature alte?
Non è detto.Di fatto si è sviluppato in un luogo molto vicino a zone calde[segnaliamo che Wuhan è a sud di Tripoli e sullo stesso parallelo del Cairo n.d. IP1W] quindi al momento non è dato fare previsioni certe.
Posizione di Wuhan
Quando finirà la pandemia Coronavirus: previsioni dell’esperto
Teniamo conto che a Wuhan il Coronavirus ha iniziato a girare probabilmente da ottobre quando è mutato in maniera di adattarsi agli uomini. Di fatto il picco serio a Wuhan è arrivato con gennaio ed ora, a inizio marzo, la zona ne sta progressivamente uscendo. Da noi potrebbe andare meglio in forse 2 o 3 mesi, dipende dai contagi e da eventuali cambiamenti del virus.
Considerazioni finali sulla pandemia Coronavirus
Desidero ripetere che per proteggersi e evitare la diffusione è bene lavare e disinfettare le mani frequentemente, evitare contatti ravvicinati e gruppi, seguire le norme igieniche per chi tossisce o starnutisce e cercare di restare a casa, soprattutto i più compromessi. L’uso della mascherina può essere indicato per i soggetti con già problemi di salute e in quelli in cui cominciano sintomi di tipo influenzale per proteggere gli altri.
Allungare i tempi di diffusione del virus può dare più tempo per trovare nuove terapie e renderle applicabili a più persone con sintomi gravi, contribuendo a ridurre la mortalità.
Non angosciarsi: non serve a niente.Guardiamo con realismo e con calma fattività la situazione. Come sono passate tante altre situazioni difficili anche questa passerà, con il contributo attivo di tutti e guardando al domani rimboccandosi le maniche perché ci sarà da darsi daffare.
Altre interviste e articoli sul Coronavirus in Repubblica Ceca e Praga
Stato di emergenza Repubblica Ceca: numeri e disposizioni governative
Sui 104 casi comunicati oggi, 50 sono a Praga. Al momento, nella giornata di oggi il numero di pazienti con coronavirus è aumentato di dieci e ancora nessuno è deceduto. Tutte e 14 le regioni hanno almeno un caso. Lo stato di emergenza durerà per almeno 30 giorni ed è entrato in vigore oggi alle 14:00, anche se alcune disposizioni saranno valide da domani. La misura è approvata anche dai partiti di opposizione e dal presidente Miloš Zeman.
Queste le disposizioni
Divieto eventi e chiusura bar: restrizioni dalle 20:00
La misura si applica dalle 06:00 di venerdì fino a nuovo avviso ed interessa eventi culturali, sportivi, religiosi (funerali esclusi), festival, pellegrinaggi, spettacoli, mercati e altri eventi pubblici e privati. I bar e i ristoranti dovranno rimanere chiusi dalle 20:00 alle 6:00 e garantire determinati standard di sicurezza durante il giorno. Martedì erano stati vietati gli eventi con oltre 100 partecipanti.
Test obbligatorio ai confini: Germania e Austria sotto controllo
Nella giornata di martedì erano stati reintrodotti controlli a campione, a partire dalla mezzanotte tra venerdì e sabato chiunque entra dovrebbe essere testato. Sarà possibile attraversare il confine soltanto in quattro valichi con l’Austria e sette con la Germania.
Vietato l’ingresso da paesi ad alto rischio
Il governo ha vietato ai cittadini provenienti da tali Paesi l’ingresso nella Repubblica Ceca.
La misura si applica a 18 paesi a partire dalla mezzanotte tra venerdì e sabato: Cina, Corea del Sud, Iran, Italia, Spagna, Austria, Germania, Svizzera, Svezia, Paesi Bassi, Belgio, Regno Unito, Norvegia, Danimarca e Francia; ai cittadini cechi è al contempo vietato recarsi in queste nazioni. Possono tuttavia entrare i cittadini che hanno residenza temporanea o permanente (přechodní e trvalý pobyt) nella Repubblica Ceca. Chi rientra da tutti questi paesi è soggetto al periodo di quarantena obbligatoria.
Dunque tutte le persone con residenza nella Repubblica ceca che rientrano da uno di questi paesi devono riferirlo al proprio medico di famiglia immediatamente, per telefono o altri mezzi remoti (applicazioni mobili, e-mail, skype, ecc.). Il resto si decide col medico.
Divieto viaggi internazionali da lunedì 16: solo rimpatri consentiti
Da lunedì 16 sono inoltre del tutto vietati i viaggi internazionali. Ai cechi è proibito uscire e a chi non ha residenza in Repubblica Ceca è proibito entrare. Quindi sono ammessi solo viaggi di rimpatrio.
Fonti ufficiali: ministero ceco e aggiornamenti in tempo reale
A margine, le ferrovie nazionali České dráhy e la privata Regiojet a partire dalla settimana prossima dovrebbero sospendere tutti i treni transfrontalieri in qualsiasi direzione.
Ancora, la scorsa settimana la società PID, che gestisce il trasporto pubblico a Praga, ha riferito di aver testato un nuovo disinfettante su due tram della linea 18 e un autobus. Secondo le informazioni, PID avrebbe dovuto attendere i risultati di tali test (2 settimane dal 6 marzo) per decidere se acquistare tale disinfettante o meno. Al momento non si sa di ulteriori sviluppi.
Situazione negli altri paesi dell’Europa centrale
Altri paesi ad aver dichiarato lo stato di emergenza al momento sono Ungheria e Slovacchia, ma sono ben lontani dall’aver introdotto misure restrittive come quelle ceche.
Approfondimenti: altri articoli sul coronavirus in Repubblica Ceca
Decreto Babiš del 10 marzo: divieto eventi oltre 100 persone e chiusura scuole
“A causa dell’evoluzione della diffusione del Coronavirus in Europa, abbiamo deciso di prendere misure straordinarie. Con effetto dal 10 marzo alle 18:00, sono vietate le rappresentazioni teatrali, musicali, cinematografiche e sportive, religiose e artistiche che prevedono la partecipazione di oltre 100 persone”, ha detto Babiš in conferenza stampa. La misura interessa solo eventi una tantum.
La misura non sarà valida per tribunali, organi di amministrazione statale o le camere del parlamento. “Il governo comunque auspica che le persone continuino a lavorare in modo che l’economia rimanga in movimento”, ha detto Babis.
Il ministro della Sanità Adam Vojtěch ha aggiunto che “la situazione epidemiologica non si sta sviluppando in modo positivo” ed ha aggiunto che “Slovacchia e Israele hanno preso decisioni simili”. “Tutti devono essere coinvolti, è responsabilità di ognuno cercare di contenere il contagio”, ha aggiunto il ministro.
Preparativi sanitari: aumento laboratori e acquisto tamponi
Il governo sta inoltre cercando di aumentare il numero di laboratori in cui sarà possibile condurre test sul coronavirus e prevede inoltre di acquistare circa 100.000 tamponi.
Primo caso non tracciabile a Praga: contagio oltre controllo
Il viceministro della Sanità Roman Prymula ieri sera ha spiegato che il contagio molto probabilmente non può più essere fermato e dunque è “necessario rallentarlo in maniera da non avere un sovraccarico delle strutture sanitarie“.
A questo proposito Prymula ha annunciato il contagio di un tassista di Praga, aggiungendo che “non è chiaro come il tassista abbia contratto il virus, dato che non è connesso a nessuno dei ceppi finora rilevati” e dunque si tratta di un “punto di svolta” poiché la diffusione del virus non è più chiaramente tracciabile.
Restrizioni ai valichi di frontiera Austria-Germania
Nella giornata di ieri sono state vietate le visite alle case di riposo e ai reparti ospedalieri ad eccezione del reparto per bambini o maternità. Sono stati introdotti anche controlli a campione ai valichi di frontiera con Austria e Germania.
Situazione epidemiologica: 42 casi segnalati a marzo
Nel paese sono stati segnalati, da domenica primo marzo, 42 casi di Coronavirus.
Seguici per aggiornamenti su coronavirus in Repubblica Ceca
5.677 immigrati irregolari rilevati nel 2019 in Repubblica Ceca
Gli immigrati irregolari sono 685 in più rispetto al 2018. Di questi 5.677, 603 sono giunti qui con normale permesso di soggiorno e sono rimasti nel paese dopo che tale documento era scaduto.
Provenienze degli stranieri clandestini: Ucraina, Moldavia e Vietnam dominano
La maggior parte proveniva dai seguenti paesi Ucraina (1.456), Moldavia (825), Vietnam (353), Russia (234) e Uzbekistan (199).
Decisioni di espulsione: 7.067 ordini emessi nel 2019
Il numero di rifugiati che hanno utilizzato la Repubblica ceca come paese di transito è aumentato da 75 a 266.
Secondo i dati della polizia l’anno scorso sono state emesse 7.067 decisioni di espulsione, 1.354 più rispetto al 2017. Nella stragrande maggioranza, la motivazione della scelta è dovuta al fatto che le persone lavoravano a nero nella Repubblica Ceca.
La fredda tabella sull’aumento degli immigrati clandestini nella Repubblica Ceca.
By Hanc Tomasz, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=57900777
Forse non lo sapete, ma buona parte dei castelli della Repubblica Ceca apre al pubblico nel mese di marzo.
Su imbeccata di Kudyznudy, quindi abbiamo deciso di offrirvi una carrellata di 12 castelli della Repubblica Ceca che potreste visitare nei mesi a venire.
1Hazmburk: fortezza romanica in Labyrinth Rocks
Autor: Emve76 – Vlastní dílo, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=80573111
Definito “la perla degli altipiani della Boemia centrale” (České středohoří, vicino alla regione di Liberec), Hazmburk è riconoscibile per la sua sagoma a due torri, visibili da decine di chilometri di distanza.
L’Ambasciata d’Italia a Praga ha promosso ieri il lancio dell’iniziativa in collaborazione con la Camera di commercio e dell‘Industria Italo-Ceca, la Televisione Nazionale Ceca, il Comune di Praga Capitale e la società Jaspen.
“Aiuta Venezia” è stata lanciata a sostegno del capoluogo veneto in seguito alle gravi inondazioni che hanno colpito la Laguna lo scorso mese di novembre. I fondi raccolti saranno destinati ad un progetto di recupero che sarà identificato insieme al Comune di Venezia al termine dell’iniziativa.
Il lancio è avvenuto nella Křížová chodba dell’Università Carolina di Praga, alla presenza dell’Ambasciatore Francesco Saverio Nisio e della Vice Ministra della Cultura Petra Smolíková in rappresentanza del Governo, e del Rettore dell’Univerità carolina Tomáš Zima, in occasione dell’apertura della mostra “Riflessi veneziani”.
Un’esposizione esclusiva nel cuore della capitale ceca interamente dedicata alle opere del pittore Jakub Špaňhel, uno degli esponenti più importanti della scena artistica ceca contemporanea, e ai preziosi specchi veneziani, storici e moderni, prodotti dalla bottega artigianale Ongaro e Fuga di Murano, rinomata per i suoi manufatti artistici, realizzati secondo le tradizioni dei grandi maestri vetrai veneziani. Patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga.
Come donare: IBAN e coordinate bancarie della raccolta fondi
Di seguito i recapiti del conto, che rimarrà aperto fino al 6 luglio 2020:
Aiuta Venezia! Codice banca: 2700 IBAN: CZ09 2700 0000 0013 1313 1313 Nome banca: UNICREDIT BANK CZECH REPUBLIC AND SLOVAKIA, a.s.
Forniamo la traduzione dell’ordinanza relativa alla quarantena obbligatoria per chi arriva dall’Italia emessa dal ministero della Salute Ceco. Traduzione Ambasciata e Luca Vannucci. Revisione Vojvodata.
Il ministero della Salute ha emesso un provvedimento di emergenza relativo alla quarantena dei cittadini di ritorno dall’Italia (qui il testo originale)
“Il ministero della Salute ha emesso una nuova misura di emergenza oggi, a causa della significativa diffusione di COVID-19 in Italia (circa 4.000 casi) e del fatto che il numero preminente di persone infette nella Repubblica Ceca è stato infettato durante un soggiorno in Italia. Secondo le nostre informazioni ci sono 16,5 mila cechi in Italia.
Chi è obbligato alla quarantena di 14 giorni da Italia
Con effetto immediato, viene ordinato a tutte le persone con residenza permanente (všem osobám s trvalým pobytem) nella Repubblica ceca, che dalla data 7 marzo 2020 rientrano alla loro residenza dopo permanenza in Italia, di riferirlo al proprio medico di famiglia immediatamente dopo il loro ritorno nella Repubblica Ceca, per telefono o altri mezzi remoti (applicazioni mobili, e-mail, skype, ecc.), vale a dire senza contatto personale.
Ordina inoltre ai medici di base di decidere di mettere in un periodo di quarantena di 14 giorni le persone residenti nella Repubblica ceca che sono tornate dalla loro permanenza in territorio italiano nella Repubblica ceca dal 7 marzo 2020.
Con quarantena si intende principalmente la separazione di una persona sana da altre persone al fine di prevenire la trasmissione di una malattia infettiva in un momento in cui la malattia potrebbe diffondersi. È prevista una multa fino a 3 milioni di CZK per la violazione della quarantena ai sensi della legge sulla protezione della salute pubblica. Il medico di base ha il diritto di prolungare la quarantena in caso di malattia COVID-19.
Le persone in quarantena hanno diritto alle prestazioni di malattia. In caso di buona salute dei dipendenti e del loro interesse per il telelavoro, incoraggiamo i datori di lavoro a rispondere a questa emergenza e concordare con i dipendenti di lavorare da casa. A seguito della misura straordinaria adottata e anche a causa di altri impatti causati dalla malattia COVID-19, lo stato è pronto a preparare programmi per la compensazione delle perdite degli imprenditori attraverso la Banca di garanzia e sviluppo ceca-morava (Českomoravská záruční a rozvojová banka – ČMZRB).”
Il sito del quotidiano Dnes riferisce che oggi il ministro della Salute Adam Vojtěch ha aggiunto che dalla quarantena obbligatoria sono esclusi i conducenti di trasporto merci (camionisti), i conducenti di veicoli che operano servizi sanitari e i piloti di aerei di linea.
Controlli aeroporti e trasporti: come rientrate da Italia in Repubblica Ceca
I viaggiatori provenienti dagli altri aeroporti italiani ancora collegati, continuano comunque ad essere indirizzati verso un’uscita dedicata dell’aeroporto d’arrivo, dove è effettuato il controllo visuale della temperatura corporea e solo in caso di rilevamento febbrile, controlli medici più accurati. Per i casi sospetti o accertati, il protocollo sanitario (qui come nel resto del mondo), prevede la quarantena in loco.
Regolari i collegamenti terrestri ad eccezione di RegioJet che ha annunciato di interrompere le linee Italia-Repubblica Ceca a partire dal 9 marzo 2020 fino a nuovo avviso.
Leggi gli altri articoli su Coronavirus in Repubblica Ceca
Il governo ceco nella figura del suo premier Andrej Babiš ha deciso di introdurre la quarantena per tutti coloro che rientreranno dall’Italia dopo la mezzanotte di sabato 7 marzo 2020.
Quarantena 14 giorni dalla Repubblica Ceca: decreto e sanzioni del governo ceco
Questi i punti salienti della decisione del governo della Repubblica Ceca.
Chi è obbligato alla quarantena: cittadini cechi, residenti permanenti e turisti
il provvedimento si applica a chi ritorna dall’Italia da domani, ovvero per tutti coloro che rientrano dopo la mezzanotte del 7 marzo
il proprio medico di famiglia deve essere informato e sarà lui a decidere sulla base delle informazioni fornite un periodo di quarantena di 14 giorni
il provvedimento vale per i cittadini cechi, per coloro che hanno residenza permanente (direi anche temporanea, ma suppongo che vengano considerati alla stregua dei turisti per quanto gli compete)
sono inclusi anche i TURISTI di ritorno in Repubblica Ceca che devono comunque contattare il proprio medico senza recarsi presso l’ambulatorio
la misura viene introdotta dalla mezzanotte del 7 marzo 2020 e NON riguarda persone che sono rientrate entro tale termine e nei giorni precedenti; secondo il vice ministro della Salute ceco Roman Prymula infatti coloro che sono rientrati dall’Italia una settimana fa hanno una probabilità di 5 volte inferiore di essere stati contagiati dal virus
Sanzioni previste: multa fino a 3 milioni di corone per violazione quarantena
in caso di violazione di queste disposizioni è prevista una multa fino a 3 milioni di corone (circa 120,000 euro)