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La piscina galleggiante sulla Vltava a Praga: il progetto per l’estate 2020

Praga: una piscina galleggiante in mezzo alla Vltava
(Questa è Berlino)

Piscina galleggiante sulla Vltava a Praga: il progetto completo

Ora, gli architetti dietro al progetto hanno realizzato un video animato che mostra come dovrebbe essere la piscina sulla Vltava una volta ultimata.

Dove sorgerà la piscina galleggiante: Naplávka sotto Vyšehrad

La struttura, che dovrebbe essere parte della Naplávka, dovrebbe essere ubicata sotto il castello di Vyšehrad, a sud del ponte ferroviario. Petr Janda, che ha realizzato i progetti per la piscina, ha ampliato la portata dei lavori.

Progetti per strutture galleggianti

“L’intenzione è di aggiungere ulteriori attrezzature e installare strutture galleggianti come bagni galleggianti, servizi igienici galleggianti e ponti d’imbarco”, ha detto l’architetto.

La struttura: nave di legno con vasche idromassaggio galleggianti

Il progetto, insomma, è più di una semplice piscina sulla Vltava: una grande nave di legno, comprensiva di vasche idromassaggio e aree esterne per sedersi e prendere il sole.

Servizi e apertura della piscina: primavera 2020

Oltre a cio, la struttura offrirà cibo e bevande con ulteriori posti a sedere, spogliatoi e servizi igienici pubblici. I lavori di costruzione dovrebbero iniziare quest’anno, con piani di finalizzare il progetto e aprirlo al pubblico entro la primavera 2020.

Fonte – EXPATS

Tutti gli articoli sulla Vita Praghese


I migliori festival estivi della Repubblica Ceca 2019: oltre Praga

Festival estivi Repubblica Ceca: musica per tutti i gusti

E ce n’è per tutti i gusti: per chi ama il genere Ska, per chi predilige il pop o chi è legato al buon e vecchio rock ‘n roll. In questo articolo andremo a elencare i migliori eventi non solo a Praga ma in tutto il paese.

Metronome

21-22 giugno
Praga
www.metronomefestival.cz

Edizione 2019: Praga, Parco Stromovka

Festival di recente istituzione (prima edizione nel 2015) ma in rapida crescita. Si svolge a Praga nel parco di Stromovka. Quest’anno arriverranno Liam Gallagher, Primal Scream e Morcheeba.

Rock For People 2019 a Hradec Králové

4-6 Luglio
Hradec Králové
www.rockforpeople.com

Il multi-festival festeggia il suo 19° compleanno con una line-up alquanto ricca ed eclettica. Il Rock For People attira ogni anno visitatori da tutta Europa e un motivo sicuramente esiste. Uno dei più famosi festival in Repubblica Ceca, adatto anche per bambini e per chi cerca attrazioni di qualsiasi genere. Di sicuro, tre giorni da cerchiare in rosso sul proprio calendario!

Pohoda Fest Trenčín 2019: il festival indipendente slovacco vicino a Praga

11-13 Luglio
Trenčín (SK)
www.pohodafestival.sk

Come spesso accade nei nostri articoli, ecco l’infiltrato! Il Pohoda fest è il principale festival indipendente della Slovacchia. Si svolge a Trenčín, vicinissimo al confine ceco (e con un castello favoloso) e quest’anno ospita artisti come Solange, Alt-J e M.I.A.. Il fatto è, però, che il festival sarà pieno di slovacchi (capirai) che sono notoriamente fuori come delle terrazze! Quindi spettacoli sul palco ma soprattutto sotto il palco.

Mighty Sounds Tabor: ska, punk rock e reggae all’aeroporto di Čápův dvůr

12-14 luglio
Tabor
www.mightysounds.cz

Il Mighty Sounds si svolge nei pressi della città di Tabor, più precisamente all’interno dell’aeroporto di Čápův dvůr. Sarà una tre giorni con il meglio dello ska, punk rock, reggae, rockabilly, dancehall e rock’n’roll!

Colours of Ostrava 2019: 400 band a Ostrava, terza città della Repubblica Ceca

17-20 luglio
Ostrava
colours.cz

Ostrava è la terza città più grande della Repubblica Ceca ed apre anche quest’anno le sue porte per ospitare il 16° Colours of Ostrava. Ogni anno gli organizzatori di questo evento riescono a stilare una line-up molto interessante composta da artisti noti e non. Per l’edizione 2017 si esibiranno oltre 400 band e dj, tra cui Florence+the machine, i Cure e altri, con la proiezione di film e spettacoli teatrali.

Sázava Fest

25-27 luglio
Světlá nad Sázavou
www.sazavafest.cz

Sázava Fest 2019: Světlá nad Sázavou

Quattro palchi e più di 100 artisti parteciperanno al festival estivo multi-culturale Sázava Fest. Cosa vi aspetterà? Musica jazz/rap. Verranno allestiti anche numerosi negozi, eventi teatrali, letture e mostre fotografiche.

Let it Roll 2019: drum and bass a Milovice

1-3 agosto
Milovice
www.letitroll.cz

Non fatevi trarre in inganno dal nome. Sebbene infatti “let it roll” induce facilmente a pensare al reggae, si tratta di uno dei principali festival di drum and bass in Europa.

Rock For Churchill

30-31 agosto
Vroutek
www.rfch.cz

Rock For Churchill 2019: edizione dub

Il principale festival dub della Repubblica Ceca, tenutosi a Vroutek nel 2019.

Uno dei principali festival dub nel paese.

Festival alternativi e underground in Repubblica Ceca

Elenco completo dei festival su www.ceskefestivaly.cz e su www.informuji.cz/

Qui i festival Metal


Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia trionfa alla Primavera di Praga 2019

Italia protagonista alla 74° edizione del festival internazionale “Primavera di Praga” (Pražské jaro) con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano.
Sia l’orchestra che il direttore sono stati salutati da lunghi applausi e ripetute standing ovation nella suggestiva cornice del teatro liberty “Obecní Dům”, tutto esaurito per l’occasione.
L’Orchestra, che si era già esibita al festival nel 2015, è ritornata venerdì scorso in una delle capitali mondiali della musica nell’ambito del Tour europeo 2019 interpretando “Una notte sul Monte Calvo” di Modest Petrovič Mussorgskij, il “Concerto n. 1 per violino e orchestra” di Béla Bartók, “Shahrazad op. 35” di Nikolaj Rimskij-Korsakov.
Tra i numerosi bis: L’adagio della “Sinfonia n. 9 dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvorak e il finale della Danza delle ore della “Gioconda” di Amilcare Ponchielli. “Un trionfo della musica e del bello in generale”, ha commentato l’Ambasciatore Francesco Saverio Nisio al termine del concerto.
La Primavera di Praga è il più importante festival musicale della Repubblica Ceca e nella sua lunga storia ha visto calcare le proprie scene da personalità del calibro di Arturo Benedetti Michelangeli, Maurizio Pollini, Leonard Bernstein, Pierre Boulez, Hans Werner Henze, Claudio Abbado, Adrian Boult, Herbert von Karajan e Lorin Maazel, tra i soli pianisti e direttori d’orchestra. Il concerto si è tenuto con la collaborazione dell’Ambasciata d’Italia a Praga e dell’Istituto Italiano di Cultura e col sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Anthropoid (2016): il film su Operation Anthropoid e l’assassinio di Reinhard Heydrich a Praga

Storia ceca: l'Operazione Anthropoid e il "fallito" attentato a Heydrich
Kubiš e Gabčík dal film Anthropoid del 2016

L’Operazione Anthropoid tra storia e cinema

Dai libri di storia al grande schermo, l’Operazione Anthropoid non ha affascinato solamente storici e romanzieri.

Il cinema dunque non si è fatto scappare una storia straordinaria come quella del gruppo Anthropoid. Si tratta dei paracadutisti cecoslovacchi in esilio addestrati nelle Highlands scozzesi assieme ai Commandos britannici nei primi anni ’40.

Ed è infatti ancora una volta una collaborazione anglo-ceca a dare vita alla trasposizione cinematografica dell’assassinio di Reinhard Heidrich, considerato uno degli uomini più pericolosi e crudeli dell’apparato del Terzo Reich. Per informazioni storiche su quanto accaduto (qua sì, spoiler alert), vi rimandiamo a questo altro articolo.

Il film rievoca il clima di tensione della Praga occupata del 1941-42 (periodo in cui si svolge la storia). Storie di amori fugaci ed intensi, di ideali di libertà ed abnegazione si intrecciano in questo film storico su una delle operazioni più pericolose e delicate della Seconda Guerra Mondiale.

Nel film troviamo Jamie Dornan (noto a chi di voi ha visto “50 sfumature di marrone”) in un sobrissimo Jan Kubiš, slovacco di origine, paracadutista del SOE (Special Operation Executive) di adozione, in coppia con Cillian Murphy (celebre per “28 giorni dopo”, o per la più recente serie britannica “Peaky Blinders”) nel ruolo di Josef Gabčík, parà di origine ceca.

Nel film si possono vedere svariate località di Praga, come la via che va da Karlovo Náměstí alla Vltava (Resslova) e passa davanti alla Chiesa di Cirillo e Metodio. Invece, la parte del film in cui i parà restano nascosti nelle catacombe della Chiesa, è stata girata presso gli studi di Barrandov, in cui è stata ricostruita appunto la catacomba.

Quest’anno è in uscita un altro film, girato sempre a Praga, che riguarda l’attentato al gerarca nazista. Il film, che si intitola “HHhH: L’uomo dal cuore di ferro” (The man with the Iron Heart), è tratto dal libro HHhH (Himmlers Hirn heisst Heydrich – “Il cervello di Himmler si chiama Heydrich”) di Laurent Binet. Il film rivede l’Operazione Anthropoid dal punto di vista dello stesso Heydrich e di sua moglie.

L’attore australiano Jason Clarke (Zero Dark Thirty, Everest) è stato scelto per interpretare il ruolo di Heydrich.

Per il momento, quindi, la fascinazione per il cinema nei confronti di Anthropoid continua, mentre Praga è sempre di più presente come location di grosse produzioni cinematografiche.

Leggi anche: Operazione Anthropoid – l’attentato a Reinhard Heydrich

Operazione Anthropoid – il memoriale a Praga 9


Navalis a Praga: il festival navale del 15 maggio tra storia e tradizione

fuochi di capodanno Navalis

Navalis: la festa navale di Praga sulla Vltava

Le celebrazioni del Navalis si svolgono alla vigilia del giorno di San Giovanni Nepomuceno (quello che ha la statua dove ci si fa le foto sul Ponte Carlo perché dicono porti fortuna), ovvero il 15 maggio.

San Giovanni Nepomuceno: il santo protettore della Boemia e delle acque

Giovanni Nepomuceno (ceco: Jan Nepomucký) è uno dei santi protettori della Boemia. Fu gettato nella Vltava dal ponte Carlo il 20 marzo 1393 per volere del re Venceslao IV. Ulteriori resoconti affermano che Jan Nepomuk era il confessore della regina di Boemia e rifiutò di divulgare i segreti del confessionale.

Sulla base di questo racconto, Jan Nepomuk è considerato uno dei primi martiri di Boemia, un protettore contro le calunnie e, a causa della sua morte, un protettore da inondazioni e annegamento. Ecco perché si ritiene che toccare la statua, aggiunta al ponte Carlo nel 1683, porta fortuna. Attorno a Nepomuk sono sorte attraverso i secoli moltissime leggende e dunque non sorprende che un festival navale sul fiume sia dedicato a lui.

La statua di Jan Nepomuk

L’espressione che dà il nome al festival Navalis è presa dalla designazione latina “Musica navalis in honorem Sancti Ioannis Nepomuceni”. Ora spieghiamo che vuol dire, anche perché queste celebrazioni hanno radici piuttosto antiche.

Le origini storiche del Navalis: da 1627 ai festival moderni

Il 5 maggio 1627, a Praga, si svolse la prima esibizione musicale su navi nella Vltava. Nei decenni successivi, festival con musica suonata su barche ebbero luogo solo durante eventi eccezionali. Solo il 15 maggio 1715, però, si svolse il primo festival navale dedicato a Nepomuk, che fu ripetuto ogni anno. Anche l’imperatrice Maria Teresa d’Austria partecipò a questa celebrazione, nel 1743, pochi giorni dopo la sua incoronazione.

Il Navalis moderno: gondole veneziane e programma del festival

Il 15 maggio 2009 si è tenuto il primo Navalis “moderno” per celebrare il 280mo anniversario della canonizzazione. Il festival è stato rinnovato da Zdeněk Bergman e dalla sua compagnia Pražské Benátky (di cui abbiamo parlato nell’articolo sul Ponte di Giuditta), tanto che ogni anno alla manifestazione partecipano gondole veneziane e nel 2018 fu ci fu anche l’introduzione delle navi bissone trionfali veneziane.

Il programma del festival, di cui rimangono punti fissi la musica suonata su navi e i fuochi d’artificio conclusivi, varia di anno in anno. Maggiori informazioni sul sito del Navalis.


Il tunnel di Žižkov-Karlín: 70 anni di storia sotto Praga (e il rifugio atomico che nessuno ricorda)

tunnel di zizkov

Il tunnel di Žižkov: un passaggio angusto e buio

È lungo più di trecento metri, largo 4,5 ed una pendenza dell’8%. Angusto e buio, ad attraversare il tunnel di Žižkov la notte (alla faccia dell’illuminazione interna) magari a qualcuno qualche brivido scappa.

Non a caso, infatti, su uno dei suoi ingressi trovate la scritta “neboj” (non aver paura). Esatto stiamo parlando del tunnel di Žižkov – o meglio, del tunnel di Karlín, che pochi giorni fa ha compiuto 68 anni. La sua costruzione iniziò nel 1949 e fu inaugurato nell’aprile del 1951, anche se fu completato fino al 1953.Congiunge via Chlumová (Žižkov) e via Thamová (Karlín), la prima 29 metri più in alto della seconda.

Il suo nome ufficiale all’inizio era solo Karlínský Tunnel, poi nel 2014 è stato riconosciuto anche Žižkovský (tunnel di Žižkov). Se notate qualche somiglianza con un altro tunnel, quello di Letná, avete ragione.

Piastrelle ceramica e la firma dell’architetto Novotný (1949-1953)

Entrambi i tunnel sono stati costruiti contemporaneamente agli inizi degli anni Cinquanta sotto la direzione dell’architetto Jiří Novotný, ed entrambi (sebbene uno sia pedonale e l’altro carrabile) sono rivestiti con lo stesso materiale: piastrelle di ceramica.

Comunque, il “nostro” tunnel è il modo più rapido per andare da Praga 3 a Praga 8, senza passare sopra la collina di Vítkov e senza aggirarla col tram. In origine era stato pensato con una funzione del tutto particolare: doveva anche servire da riparo in caso di un attacco atomico. Era quindi dotato di un proprio serbatoio d’acqua, sistemi di ventilazione e generatori di energia.

Il progetto del tunnel prevedeva anche che, in caso di una guerra nucleare, entrambi i lati del tunnel sarebbero stati chiusi con enormi porte. In questo modo si sarebbe creato così un pronto soccorso per un massimo di 1.250 persone.

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La forma dell’ideologia: mostra di arte cecoslovacca a Parma (1948-1989)

gennaio 2022 febbraio 2022 ottobre 2021 luglio 2021 IIC: concerto "I poeti della canzone italiana"

Trasmettiamo di seguito il comunicato dell’Istituto italiano di cultura

Sarà inaugurata il prossimo 24 maggio, presso gli ampi spazi del Palazzo del Governatore di Parma(Piazza Garibaldi, 19), la mostra “La forma dell’ideologia. Praga: 1948-1989” a cura della Fondazione Eleutheria, della Collezione Ferrarini-Nicoli e del Comune di Parma.

L’esposizione, aperta al pubblico dal 25 maggio al 28 luglio 2019, coinvolgerà il visitatore in un percorso temporale che dagli anni ’20 agli anni ’80 approfondisce l’atmosfera culturale altamente influenzata dalle vicende storico-politiche nel contesto della città di Praga e più in generale nella nazione cecoslovacca, che portò a una particolarissima produzione artistica, parte della quale fu dirottata verso un potente concetto di “realismo”.

Arte sotto il regime: pittura, fotografia e design cecoslovacco 1948-1989

Opere in mostra: 200 pezzi tra dipinti, fotografia e design

Dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al cinema finanche al design, l’arte di quel periodo è declinata nelle sue variegate sfaccettature sottolineando, ad esempio, l’impatto che ebbe lo “stato di regime”, dal ’48 in poi, sulla cultura locale. La mostra si compone da più di200 opere tra dipinti, disegni, acquerelli, lavori di grafica e di stampa, fotografie, oggetti di design, proiezioni cinematografiche, etc. Tutte opere datate dagli anni ’20 del Novecento fino al 1989 per un excursus di quasi 70 anni di produzione artistica cecoslovacca.

“La forma dell’ideologia. Praga: 1948-1989”, al cui catalogo hanno collaborato importanti critici d’arte come l’On.Vittorio Sgarbi e la Prof.ssa Gloria Bianchino, si presenta come la più grande e rilevante esposizione d’arte cecoslovacca in Italia che avrà l’onore di avere come ospiti, nel corso dell’inaugurazione, illustri personalità istituzionali dello Stato italiano e della Repubblica Ceca come il Ministro della Cultura ceco, l’Ambasciatore ceco a Roma e il Sindaco di Parma.

“La forma dell’ideologia. Parma: 1948-1989” beneficia del patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma, dell’Ambasciata d’Italia a Praga, del Ministero peri Beni e per le Attività Culturali della Repubblica Italiana, del Ministero della Cultura della Repubblica Ceca, della Regione Emilia-Romagna, di Praga Città Capitale, della Provincia di Parma, del Municipio di Praga 1, dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga, del Centro Ceco di Roma, dell’Archivio di Stato di Parma, del Museo delle Arti Decorative di Praga, della Camera di Commercio e dell’Industria italo-ceca e della FAMU.

Ponte di Giuditta: il primo ponte in pietra di Praga

Juditin Most Ponte di Giuditta
Ponte di Giuditta in un'illustrazione di fantasia di Lubomír Herc - Autor: Hooolis – Vlastní dílo, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=97346972

Ponte di Giuditta: il primo ponte in pietra di Praga (1158-1172)

Non solo, costruito tra il 1158 e il 1172, il ponte di Giuditta fu il più antico ponte di pietra nelle terre ceche e uno dei più antichi nell’area, assieme a quelli di Ratisbona e Dresda. Il più antico ponte in pietra della Repubblica Ceca ancora intatto si trova a Písek, vicino a České Budějovice.

L’idea di costruire un ponte di pietra sulla Moldava è attribuita al tredicesimo vescovo di Praga, Daniel I. Questi, dopo la distruzione del primo ponte ponte di Praga (di legno) del 1157, si ispirò ai ponti di pietra italiani, dove si recò in visita. Il nome del ponte si deve invece alla moglie del principe Vladislav II, Giuditta di Turingia. La costruzione del ponte fu realizzata per larga parte da italiani.

Tracciato del Ponte Carlo,di quello di Giuditta e del primo ponte di legno

Come fu costruito il Ponte di Giuditta: struttura e tecnica del Juditin Most

Per il ponte di Giuditta, lungo 514 m e largo 6,8 m seguì il modello del ponte di Ratisbona del 1146. Era pavimentato con quarzite e ciottoli ed era 4 o 5 metri più in basso del Ponte Carlo. Come il successore, il ponte era protetto da rompighiaccio (quelle struttture in legno che vedete a sud del Ponte Carlo).

Chi gestiva il Ponte di Giuditta: la Confraternita dei Crociati

Il ponte di Giuditta si trovava pochi metri a nord del Karlův Most e infatti, come il successore, aveva l’imbocco in Křižovnické náměstí. Dal 1253, il ponte fu gestito dalla Confraternita dei Crociati (i Křižovníci appunto), che finanziavano le varie riparazioni e manutenzioni chiedendo il pedaggio.

L’alluvione del 1342 e la nascita del Ponte Carlo

Lo Juditin Most rimase al suo posto fino al 3 febbraio 1342, quando fu distrutto da un’inondazione. Dopodiché si organizzarono anche raccolte di elemosine in tutta la Boemia. Nel 1357, l’imperatore Carlo IV decise tuttavia di investire il denaro nella costruzione di un nuovo ponte di pietra, più alto, più largo, e meglio protetto dalle inondazioni: quello che gli deve il nome e che tutti conosciamo. L’architetto Petr Parléř guidò la costruzione e lo fece parallelo allo Juditin Most.

Cosa rimane del Ponte di Giuditta: resti visibili e come vederli a Praga

Alcuni resti del ponte sono però sopravvissuti fino ad oggi. Rimane infatti integra un’arcata sotto la Křižovnické náměstí. Un modo per vederli (forse non l’unico, ma certamente uno dei più affascinanti) è fare un tour sulle navi di Pražské Benátky. Questa compagnia  dispone degli unici vaporetti (vodouchy) sufficientemente piccoli da raggiungere lo Juditin most.

L’arco del Ponte di Giuditta e un vodouch – Autor: CommonsRooke – Vlastní dílo, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30314967

Altri resti ora sono parte delle fondamenta delle case a Malá Strana, sulla riva occidentale del fiume. Anche la torre di Giuditta, che oggi funge da ingresso al Ponte Carlo sul lato di Malá Strana, era parte del ponte.

Il Bradáč: il bassorilievo del Ponte di Giuditta che predice le inondazioni

Ultimo e più importante elemento ancora esistente dello Juditin Most è il Bradáč (il barbuto). Si tratta di un bassorilievo in pietra che decorava un’arcata ed ora si trova sulla diva di Křižovnické náměstí. Secondo la leggenda, raffigura il costruttore italiano che supervisionò i lavori. Il Bradáč ha anche una importante funzione poiché, quando le acque della Vltava raggiungono la barba del rilievo, significa che la piena del fiume è particolarmente grave ed è dunque consigliabile evacuare la Città vecchia.

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DPP installa aria condizionata su 124 tram Škoda 15T entro fine 2025

Nuovi tram Škoda 15T a Praga

Solo quattro anni fa, i nuovi tram Škoda ForCity 15T (altresì detti “quelli neri”) con aria condizionata hanno cominciato ad apparire nelle strade di Praga.

Facevano parte di una flotta di 250 nuovi tram Škoda ForCity 15T lanciati a Praga nel corso di diversi anni, ma solo la metà di essi aveva l’aria condizionata in dotazione. I modelli precedenti arrivarono senza che la città rinegoziasse l’accordo con Škoda per fornire i veicoli provvisti sia di climatizzazione che WiFi.

Ora, tuttavia, l’ente per i trasporti pubblici di Praga (DPP) ha raggiunto un accordo per riadattare il resto della flotta – 124 veicoli – entro la fine del prossimo anno.

Timeline DPP: due tram Škoda 15T a settimana in officina per l’aria condizionata

A causa del tempo necessario per installare l’aria condizionata e la necessità di mantenere la maggior parte dei veicoli in funzione nelle strade di Praga, solo due tram a settimana saranno sottoposti alla procedura, ovvero ci vorrà oltre un anno per completare il progetto.

Limiti dell’aria condizionata

Finestre aperte e tram vecchi ancora senza climatizzazione.

I passeggeri, tuttavia, saranno comunque in grado di aprire finestre, che potrebbero vanificare lo scopo dell’aria condizionata se in uso. Oltre a questo, alcuni tram più vecchi continueranno a viaggiare per Praga senza aria condizionata, anche se DPP ha dichiarato che prevede di installare l’aria condizionata nei modelli più vecchi.

Fonte: expats

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Kotva dichiarato patrimonio culturale: il brutalismo di Praga è protetto

Architektura 489: il gruppo che difende l'architettura socialista

Il Ministero della Cultura ha nuovamente dichiaratoi il centro commerciale Kotva patrimonio culturale. La decisione diventa definitiva se non viene presentato ricorso contro di essa entro un mese.

Kotva Praga: l’edificio brutalista di Náměstí Republiky

Il Kotva, per chi non lo sapesse, è il curioso edificio in metallo nero che si trova in Náměstí Republiky di fronte al Palladium. Progettato da Věra e Vladimír Machonin, costruito nei primi anni ’70, è considerato uno dei più famosi esempi di architettura brutalistica, ovvero l’architettura a base di ferro e cemento tipica del socialismo.

Perché il Kotva è patrimonio culturale protetto

Il motivo per cui è stato dichiarato un monumento è che l’edificio è stato conservato in una forma quasi intatta. La decisione rende ora molto improbabile che la struttura possa essere demolita, cosa di cui si è discusso nell’ultimo periodo.

Ricorso Václav Skála e decisione del Ministero: come è andata

Il Kotva è stato dichiarato bene culturale lo scorso autunno, tuttavia il nuovo proprietario Václav Skála ha presentato ricorso contro la risoluzione. Il ministero, per far fronte al ricorso, ha dunque ritirato la precedente risoluzione e ne ha emessa una nuova.

Fonte ČTK
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