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La piscina galleggiante sulla Vltava a Praga: il progetto per l’estate 2020

Praga: una piscina galleggiante in mezzo alla Vltava
(Questa è Berlino)

Piscina galleggiante sulla Vltava a Praga: il progetto completo

I migliori festival estivi della Repubblica Ceca 2019: oltre Praga

Festival estivi Repubblica Ceca: musica per tutti i gusti

Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia trionfa alla Primavera di Praga 2019

Italia protagonista alla 74° edizione del festival internazionale “Primavera di Praga” (Pražské jaro) con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano.
Sia l’orchestra che il direttore sono stati salutati da lunghi applausi e ripetute standing ovation nella suggestiva cornice del teatro liberty “Obecní Dům”, tutto esaurito per l’occasione.
L’Orchestra, che si era già esibita al festival nel 2015, è ritornata venerdì scorso in una delle capitali mondiali della musica nell’ambito del Tour europeo 2019 interpretando “Una notte sul Monte Calvo” di Modest Petrovič Mussorgskij, il “Concerto n. 1 per violino e orchestra” di Béla Bartók, “Shahrazad op. 35” di Nikolaj Rimskij-Korsakov.
Tra i numerosi bis: L’adagio della “Sinfonia n. 9 dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvorak e il finale della Danza delle ore della “Gioconda” di Amilcare Ponchielli. “Un trionfo della musica e del bello in generale”, ha commentato l’Ambasciatore Francesco Saverio Nisio al termine del concerto.
La Primavera di Praga è il più importante festival musicale della Repubblica Ceca e nella sua lunga storia ha visto calcare le proprie scene da personalità del calibro di Arturo Benedetti Michelangeli, Maurizio Pollini, Leonard Bernstein, Pierre Boulez, Hans Werner Henze, Claudio Abbado, Adrian Boult, Herbert von Karajan e Lorin Maazel, tra i soli pianisti e direttori d’orchestra. Il concerto si è tenuto con la collaborazione dell’Ambasciata d’Italia a Praga e dell’Istituto Italiano di Cultura e col sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Anthropoid (2016): il film su Operation Anthropoid e l’assassinio di Reinhard Heydrich a Praga

Storia ceca: l'Operazione Anthropoid e il "fallito" attentato a Heydrich
Kubiš e Gabčík dal film Anthropoid del 2016

Dai libri di storia al grande schermo. L’Operazione Anthropoid non ha affascinato solamente storici e romanzieri.

Navalis a Praga: il festival navale del 15 maggio tra storia e tradizione

fuochi di capodanno Navalis

Navalis: la festa navale di Praga sulla Vltava

Le celebrazioni del Navalis si svolgono alla vigilia del giorno di San Giovanni Nepomuceno (quello che ha la statua dove ci si fa le foto sul Ponte Carlo perché dicono porti fortuna), ovvero il 15 maggio.

San Giovanni Nepomuceno: il santo protettore della Boemia e delle acque

Giovanni Nepomuceno (ceco: Jan Nepomucký) è uno dei santi protettori della Boemia. Fu gettato nella Vltava dal ponte Carlo il 20 marzo 1393 per volere del re Venceslao IV. Ulteriori resoconti affermano che Jan Nepomuk era il confessore della regina di Boemia e rifiutò di divulgare i segreti del confessionale.

Sulla base di questo racconto, Jan Nepomuk è considerato uno dei primi martiri di Boemia, un protettore contro le calunnie e, a causa della sua morte, un protettore da inondazioni e annegamento. Ecco perché si ritiene che toccare la statua, aggiunta al ponte Carlo nel 1683, porta fortuna. Attorno a Nepomuk sono sorte attraverso i secoli moltissime leggende e dunque non sorprende che un festival navale sul fiume sia dedicato a lui.

La statua di Jan Nepomuk

L’espressione che dà il nome al festival Navalis è presa dalla designazione latina “Musica navalis in honorem Sancti Ioannis Nepomuceni”. Ora spieghiamo che vuol dire, anche perché queste celebrazioni hanno radici piuttosto antiche.

Le origini storiche del Navalis: da 1627 ai festival moderni

Il 5 maggio 1627, a Praga, si svolse la prima esibizione musicale su navi nella Vltava. Nei decenni successivi, festival con musica suonata su barche ebbero luogo solo durante eventi eccezionali. Solo il 15 maggio 1715, però, si svolse il primo festival navale dedicato a Nepomuk, che fu ripetuto ogni anno. Anche l’imperatrice Maria Teresa d’Austria partecipò a questa celebrazione, nel 1743, pochi giorni dopo la sua incoronazione.

Il Navalis moderno: gondole veneziane e programma del festival

Il 15 maggio 2009 si è tenuto il primo Navalis “moderno” per celebrare il 280mo anniversario della canonizzazione. Il festival è stato rinnovato da Zdeněk Bergman e dalla sua compagnia Pražské Benátky (di cui abbiamo parlato nell’articolo sul Ponte di Giuditta), tanto che ogni anno alla manifestazione partecipano gondole veneziane e nel 2018 fu ci fu anche l’introduzione delle navi bissone trionfali veneziane.

Il programma del festival, di cui rimangono punti fissi la musica suonata su navi e i fuochi d’artificio conclusivi, varia di anno in anno. Maggiori informazioni sul sito del Navalis.


Il tunnel di Žižkov-Karlín: 70 anni di storia sotto Praga (e il rifugio atomico che nessuno ricorda)

tunnel di zizkov

È lungo più di trecento metri, largo 4,5 ed una pendenza dell’8%. Angusto e buio, ad attraversare il tunnel di Žižkov la notte (alla faccia dell’illuminazione interna) magari a qualcuno qualche brivido scappa.

La forma dell’ideologia: mostra di arte cecoslovacca a Parma (1948-1989)

gennaio 2022 febbraio 2022 ottobre 2021 luglio 2021 IIC: concerto "I poeti della canzone italiana"

Trasmettiamo di seguito il comunicato dell’Istituto italiano di cultura

Sarà inaugurata il prossimo 24 maggio, presso gli ampi spazi del Palazzo del Governatore di Parma(Piazza Garibaldi, 19), la mostra “La forma dell’ideologia. Praga: 1948-1989” a cura della Fondazione Eleutheria, della Collezione Ferrarini-Nicoli e del Comune di Parma.

L’esposizione, aperta al pubblico dal 25 maggio al 28 luglio 2019, coinvolgerà il visitatore in un percorso temporale che dagli anni ’20 agli anni ’80 approfondisce l’atmosfera culturale altamente influenzata dalle vicende storico-politiche nel contesto della città di Praga e più in generale nella nazione cecoslovacca, che portò a una particolarissima produzione artistica, parte della quale fu dirottata verso un potente concetto di “realismo”.

Arte sotto il regime: pittura, fotografia e design cecoslovacco 1948-1989

Opere in mostra: 200 pezzi tra dipinti, fotografia e design

Dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al cinema finanche al design, l’arte di quel periodo è declinata nelle sue variegate sfaccettature sottolineando, ad esempio, l’impatto che ebbe lo “stato di regime”, dal ’48 in poi, sulla cultura locale. La mostra si compone da più di200 opere tra dipinti, disegni, acquerelli, lavori di grafica e di stampa, fotografie, oggetti di design, proiezioni cinematografiche, etc. Tutte opere datate dagli anni ’20 del Novecento fino al 1989 per un excursus di quasi 70 anni di produzione artistica cecoslovacca.

“La forma dell’ideologia. Praga: 1948-1989”, al cui catalogo hanno collaborato importanti critici d’arte come l’On.Vittorio Sgarbi e la Prof.ssa Gloria Bianchino, si presenta come la più grande e rilevante esposizione d’arte cecoslovacca in Italia che avrà l’onore di avere come ospiti, nel corso dell’inaugurazione, illustri personalità istituzionali dello Stato italiano e della Repubblica Ceca come il Ministro della Cultura ceco, l’Ambasciatore ceco a Roma e il Sindaco di Parma.

“La forma dell’ideologia. Parma: 1948-1989” beneficia del patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma, dell’Ambasciata d’Italia a Praga, del Ministero peri Beni e per le Attività Culturali della Repubblica Italiana, del Ministero della Cultura della Repubblica Ceca, della Regione Emilia-Romagna, di Praga Città Capitale, della Provincia di Parma, del Municipio di Praga 1, dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga, del Centro Ceco di Roma, dell’Archivio di Stato di Parma, del Museo delle Arti Decorative di Praga, della Camera di Commercio e dell’Industria italo-ceca e della FAMU.

 

 

Ponte di Giuditta: il primo ponte in pietra di Praga

Juditin Most Ponte di Giuditta
Ponte di Giuditta in un'illustrazione di fantasia di Lubomír Herc - Autor: Hooolis – Vlastní dílo, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=97346972

Ponte di Giuditta: il primo ponte in pietra di Praga (1158-1172)

Non solo, costruito tra il 1158 e il 1172, il ponte di Giuditta fu il più antico ponte di pietra nelle terre ceche e uno dei più antichi nell’area, assieme a quelli di Ratisbona e Dresda. Il più antico ponte in pietra della Repubblica Ceca ancora intatto si trova a Písek, vicino a České Budějovice.

L’idea di costruire un ponte di pietra sulla Moldava è attribuita al tredicesimo vescovo di Praga, Daniel I. Questi, dopo la distruzione del primo ponte ponte di Praga (di legno) del 1157, si ispirò ai ponti di pietra italiani, dove si recò in visita. Il nome del ponte si deve invece alla moglie del principe Vladislav II, Giuditta di Turingia. La costruzione del ponte fu realizzata per larga parte da italiani.

Tracciato del Ponte Carlo,di quello di Giuditta e del primo ponte di legno

Come fu costruito il Ponte di Giuditta: struttura e tecnica del Juditin Most

Per il ponte di Giuditta, lungo 514 m e largo 6,8 m seguì il modello del ponte di Ratisbona del 1146. Era pavimentato con quarzite e ciottoli ed era 4 o 5 metri più in basso del Ponte Carlo. Come il successore, il ponte era protetto da rompighiaccio (quelle struttture in legno che vedete a sud del Ponte Carlo).

Chi gestiva il Ponte di Giuditta: la Confraternita dei Crociati

Il ponte di Giuditta si trovava pochi metri a nord del Karlův Most e infatti, come il successore, aveva l’imbocco in Křižovnické náměstí. Dal 1253, il ponte fu gestito dalla Confraternita dei Crociati (i Křižovníci appunto), che finanziavano le varie riparazioni e manutenzioni chiedendo il pedaggio.

L’alluvione del 1342 e la nascita del Ponte Carlo

Lo Juditin Most rimase al suo posto fino al 3 febbraio 1342, quando fu distrutto da un’inondazione. Dopodiché si organizzarono anche raccolte di elemosine in tutta la Boemia. Nel 1357, l’imperatore Carlo IV decise tuttavia di investire il denaro nella costruzione di un nuovo ponte di pietra, più alto, più largo, e meglio protetto dalle inondazioni: quello che gli deve il nome e che tutti conosciamo. L’architetto Petr Parléř guidò la costruzione e lo fece parallelo allo Juditin Most.

Cosa rimane del Ponte di Giuditta: resti visibili e come vederli a Praga

Alcuni resti del ponte sono però sopravvissuti fino ad oggi. Rimane infatti integra un’arcata sotto la Křižovnické náměstí. Un modo per vederli (forse non l’unico, ma certamente uno dei più affascinanti) è fare un tour sulle navi di Pražské Benátky. Questa compagnia  dispone degli unici vaporetti (vodouchy) sufficientemente piccoli da raggiungere lo Juditin most.

L’arco del Ponte di Giuditta e un vodouch – Autor: CommonsRooke – Vlastní dílo, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30314967

Altri resti ora sono parte delle fondamenta delle case a Malá Strana, sulla riva occidentale del fiume. Anche la torre di Giuditta, che oggi funge da ingresso al Ponte Carlo sul lato di Malá Strana, era parte del ponte.

Il Bradáč: il bassorilievo del Ponte di Giuditta che predice le inondazioni

Ultimo e più importante elemento ancora esistente dello Juditin Most è il Bradáč (il barbuto). Si tratta di un bassorilievo in pietra che decorava un’arcata ed ora si trova sulla diva di Křižovnické náměstí. Secondo la leggenda, raffigura il costruttore italiano che supervisionò i lavori. Il Bradáč ha anche una importante funzione poiché, quando le acque della Vltava raggiungono la barba del rilievo, significa che la piena del fiume è particolarmente grave ed è dunque consigliabile evacuare la Città vecchia.

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