All’IIC di Praga la prima conferenza multidisciplinare dei ricercatori nostrani attivi nel paese.
Scienziati e studiosi si sono dati appuntamento dal 18 al 20 giugno all’Istituto italiano di cultura di Praga in occasione della prima conferenza multidisciplinare dei ricercatori italiani in Repubblica Ceca.
Sotto il coordinamento del dottor Luca Vannucci, direttore del Laboratorio di immunoterapia dell’Istituto di microbiologia dell’Accademia delle scienze della Repubblica Ceca e presidente della Società di immunologia ceca, si sono tenute delle sessioni tematiche.
Le tre aree tematiche: biomedicina, fisica, ingegneria e scienze umane
Gli argomenti sono stati suddivisi secondo tre macroaree: biomedicina, fisiologia e biotecnologie; fisica, chimica e ingegneria ed infine scienze umane, economia e archeologia.
Come ha dichiarato l’ambasciatore Francesco Saverio Nisio nel corso della cerimonia inaugurale,
Grazie al prezioso contributo dei ricercatori italiani, la conferenza rappresenta un’occasione di consolidamento delle relazioni bilaterali tra Italia e Repubblica Ceca, elevando la scienza a strumento di promozione del nostro Paese sulla scena globale.
Al diplomatico italiano ha fatto eco il dottor Luca Vannucci che ha ricordato la necessità di mantenere alta la qualità della ricerca italiana all’estero, considerando l’importanza che la collaborazione scientifica riveste per le generazioni future.
All’incontro di apertura sono intervenuti anche il direttore del settore Ricerca e sviluppo del ministero dell’Istruzione della Repubblica Ceca, Lukas Levak, il vice rettore dell’università Carolina, Miroslav Barta, il vice rettore dell’università Masaryk, Petr Dvorak, e il membro dell’Accademia delle scienze della Repubblica Ceca, Martin Bilej.
Organizzazione e contesto: il centenario della rappresentanza italiana a Praga
La conferenza dei ricercatori italiani in Repubblica Ceca è stata organizzata dalla Società di immunologia ceca, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto italiano di cultura, in occasione delle celebrazioni per il centenario dell’apertura della rappresentanza italiana a Praga e dell’avvio delle relazioni diplomatiche.
La piazza sarà resa più user-friendly grazie a un intervento di riqualificazione.
L’obiettivo, che riprende un progetto di ristrutturazione del 2000, è rendere piazza Jiřího z Poděbrad più verde e più spaziosa, ovvero più adatta ad accogliere i vari eventi che già vi si svolgono.
Le modifiche proposte includono l’aggiunta di 154 nuovi alberi, portando il totale a 247, così tutte le panchine saranno all’ombra. È prevista inoltre la creazione di attraversamenti dove le barriere metalliche ora ostacolano il traffico pedonale. Si prevedono anche modifiche dei percorsi pedonali di Jiřího z Poděbrad.
oltre a questo, il parco giochi per bambini vicino alla chiesa dovrebbe essere rinnovato. Le due entrate della metropolitana sulla piazza saranno cambiate, con l’aggiunta di un ascensore installato su via Vinohradská per consentire l’ingresso senza barriere della metropolitana. Il piano prevede anche la ricostruzione dell’ingresso alla chiesa, con un selciato che andrà a sostituire l’attuale pavimentazione in asfalto.
Mercato culinario: il nuovo layout di piazza Jiřího z Poděbrad
Lo spazio per gli eventi culturali sulla piazza diventerà più ampio. Il mercato sarà spostato in una sezione diversa della piazza sul lato della chiesa e lontano dalla scuola elementare. Si troverà dunque in un’area più tranquilla e più vicino ai caffè e ai negozi di alimentari già esistenti, creando una zona “culinaria”. Originariamente i lavori prevedevano la rimozione della fontana ma il piano è stato però abbandonato a seguito di proteste. Dovrebbe inoltre essere sostituita l’apertura di ventilazione della metropolitana.
Costo progetto piazza Jiřího z Poděbrad: 100 milioni CZK e timeline
Il comune di Praga 3 ha reso noto che il piano è soggetto a modifiche e nel prossimo periodo sono previste discussioni con i cittadini direttamente a Jiřího z Poděbrad. Il costo della ristrutturazione è stimato in 100 milioni di CZK, ma la cifra dipende dai dettagli del piano finale.
Il consiglio comunale di Praga ha approvato una settimana fa la costruzione di nuovi binari del tram per lo stadio di Strahov e l’omonimo dormitorio.
La tratta sarà lunga circa 1,3 km e ovviamente partirà dalla fermata Malovanka. Il progetto prevede due fermate (simili a quelle dei bus): una sarà Koleje Strahov e l’altra Stadion Strahov, che fungerà da capolinea. Lo spiazzo ora adibito a parcheggio dei bus diventerà dunque il punto in cui i tram si girano.
La nuova tratta tranviaria sostituirà l’affollata linea di autobus 143, utilizzata principalmente dagli studenti. Il servizio di autobus nelle ore di punta non riesce più a gestire la domanda. Il passaggio ai tram sarà vantaggioso anche per l’ambiente, poiché i tram inquinano meno degli autobus. La linea aiuterà principalmente gli studenti dei campus universitari di Dejvice e dei dormitori di Strahov.
Riqualificazione dello Stadio Strahov
Il progetto di riqualificazione e modernizzazione rientra nel piano di mobilità sostenibile.
È stato firmato anche un accordo preliminare in cui la città si impegna a modernizzare lo stadio di Strahov, riconvertendolo parzialmente in un’area dotata di nuovi negozi e servizi. Lo stadio di Strahov è uno dei più grandi del mondo (oltre 220 mila posti e una superficie erbosa pari a oltre 9 campi di calcio), ma attualmente è in cattive condizioni caduto in rovina. L’unico utilizzatore dello stadio è lo Sparta, che lo usa per gli allenamenti. Strahov è stato poi dichiarato monumento nazionale nel 2003 ed è di proprietà della città dal 2014. La linea del tram verso Strahov dunque si inserisce nel piano di mobilità sostenibile di Praga, che mira a rivitalizzare la zona.
La città ha in programma di creare anche altre del tram per ridurre l’uso di combustibili fossili sia dagli autobus sia dalle autovetture. I piani includono un collegamento tram tra le stazioni della metropolitana Pražského povstání, Pankrác e Budějovická e nuove linee che collegano Vinohrady a Piazza Venceslao. A lungo termine, sono previste nuove tratte per aree periferiche come Dědín, Slivenec, Písnice, Zdiby, Jižní Město, Zahradní Město e Sídliště Malešice.
Un ponte di solidarietà dalla Repubblica Ceca all’Italia per i 100 anni delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.
È stata presentata ieri nei saloni dell’Ambasciata d’Italia a Praga, terza edizione per l’iniziativa benefica promossa dalla fondazione italiana “Tender To Nave ITALIA”, dalla Marina militare italiana e dallo Yacht Club italiano. Lo scopo è quello di regalare a dei giovani in situazione di disagio, anche sociale o affettivo, un’esperienza speciale. Un’avventura che li aiuta a guardare alla vita con nuovi stimoli e con una rinnovata fiducia, accrescendo l’autostima e la capacità di agire in maniera indipendente.
15 bambini cechi guariti da malattie oncologiche: da Praga a Olbia
Su impulso dell’Ambasciata, con la collaborazione dell’associazione ceca “Chance4Children” e grazie al sostegno di UniCredit, quindici bambini della Repubblica Ceca che hanno superato malattie oncologiche o altri gravi disagi, voleranno il 27 giugno da Praga a Roma in compagnia di cinque volontari. Avranno modo di visitare le bellezze della Capitale, con soste ai musei Vaticani, al Colosseo e ai Fori imperiali.
Esperienza terapeutica a bordo di Nave Italia
Laboratori e attività nel Mediterraneo.
Il 30 navigheranno in traghetto da Civitavecchia ad Olbia, per poi salire il 2 luglio a bordo di Nave Italia per una cinque giorni di navigazione nel Mediterraneo allietata da laboratori creativi combinati con animazioni e attività marinaresche. Al ritorno saranno accolti all’ospedale di Olbia dai pazienti del reparto di pediatria, con i quali condivideranno le esperienze di viaggio.
Ai numerosi ospiti che hanno partecipato alla presentazione in Ambasciata si è aggiunto il ministro della Sanità Adam Vojtěch.
Nisio spiega il sostegno al progetto
L’Ambasciatore Francesco Saverio Nisio ha espresso le ragioni del proprio sostegno al progetto.
“Nave Italia è encomiabile sotto molteplici aspetti. Crea un ponte tra Paesi all’insegna della solidarietà, promuove la cultura del mare come strumento di sviluppo interiore, di inclusione sociale e terapia. Ma soprattutto pone al centro di tutte le dinamiche il bambino, con le problematiche della malattia e del reinserimento in un percorso di crescita sano e ricco di nuovi stimoli affettivi e conoscitivi. Sono grato a tutti i partner che hanno collaborato al progetto ed in particolare al generoso sostegno di UniCredit per aver permesso la realizzazione di quest’azione benefica”. Queste le parole del diplomatico italiano.
Intervento del General Manager UniCredit
Alle parole dell’Ambasciatore Nisio ha fatto seguito l’intervento del General manager di UniCredit Bank Czech Republic and Slovakia, Paolo Iannone.
“Mi fa molto piacere che i bambini possano godere di questa escursione entusiasmante e ricca di divertimenti a bordo della barca a vela più grande del mondo, visitando Olbia e Roma e facendo nuove amicizie. UniCredit Bank è orgogliosa di sostenere questo progetto che offre un’esperienza davvero unica a bambini che hanno affrontato cure oncologiche o gravi disagi, e che fornisce speranza e incoraggiamento anche ad altri bambini. Il nostro impegno nell’ambito dell’iniziativa ha l’obiettivo di sostenere e collegare le comunità e di sensibilizzare sul tema in modo da avere un impatto positivo sulla società”, ha detto Iannone.
Partner dell’iniziativa: dalle Ferrovie dello Stato a Czech Airlines
Al progetto hanno collaborato con entusiasmo e generosità anche le Ferrovie dello Stato Italiane, la Terravision Transfers, il Gruppo Grimaldi, i Musei Vaticani, la Onlus Villachiara di Olbia, ATS Sardegna e Czech Airlines. La compagnia di bandiera ceca che ha garantito gratuitamente gli spostamenti aerei tra i due Paesi.
Fondazione Tender To Nave Italia
Storia e progetti di inclusione sociale dal 2007.
Che cos’è Nave Italia: una scuola galleggiante per l’inclusione
La Fondazione Tender To Nave ITALIA Onlus promuove dal 2007 numerosi progetti di solidarietà a favore di associazioni non profit, Onlus, scuole, ospedali, servizi sociali, aziende pubbliche o private che sostengono azioni inclusive verso i propri assistiti e le loro famiglie. I progetti educativi e riabilitativi si sviluppano a bordo del brigantino Nave Italia intendono promuovere lo sviluppo umano attraverso la vita di mare e la navigazione, abbattendo i pregiudizi sulla disabilità e sull’esclusione sociale.
Il Comitato scientifico della Fondazione seleziona i migliori progetti pervenuti e ne coordina la realizzazione. Nel 2018 sono stati imbarcati su Nave Italia 316 partecipanti con 112 operatori coinvolti. I protagonisti a bordo sono bambini, adolescenti e adulti con disabilità, disagio psichico o disagio sociale e famigliare, che hanno ogni giorno grandi ostacoli da affrontare e che a bordo riconquistano la fiducia in se stessi.
Dato il gran parlare che si è fatto nell’ultimo periodo della miniserie televisiva sul disastro di Chernobyl riteniamo sia giusto affrontare l’argomento delle centrali nucleari ceche.
Infatti, anche se magari non tutti quelli che vivono qui lo sanno, la Repubblica Ceca ha due centrali nucleari. Data la sensibilità specifica degli italiani al tema, cercheremo di spiegare il perché di tale scelta.
Dove si trovano le centrali nucleari ceche: Dukovany e Temelín
Nel paese in cui viviamo, ci sono due centrali nucleari (jaderné elektrárny, “jádro” vuol dire nucleo). Una sta a Dukovany e la si vede chiaramente viaggiando tra Praga e Brno sulla D1. La seconda è a Temelín e viaggiando tra Praga e České Budějovice se ne vede solo il vapore.
Chiariamoci, anche io appena arrivato qui ci ho rimuginato un po’ su. Ma chiedendo a diversi amici (due dei quali di Třebíč, che da Dukovany dista 28 km) se la cosa non li preoccupasse, mi hanno sempre risposto “ma no, e poi ci servono parecchio”.
Centrali nucleari nei paesi vicini: il contesto europeo
Va detto che se queste centrali non ci fossero, la situazione non sarebbe comunque tranquillissima. Due centrali nucleari sono infatti presenti in Baviera. Anche la Slovacchia ha due centrali nucleari relativamente vicine al confine ceco, entrambe in fase di modernizzazione e ampliamento.
Le centrali nucleari ceche. Abbiamo aggiunto anche quelle di altri paesi che ci entravano in mappa (se era due cm più larga avevamo pure le ultime due)
I reattori VVER delle centrali nucleari ceche: tecnologia e sicurezza
Parlando del tipo di centrali, sia le ceche che le slovacche sono state costruite tra gli anni 70 e 80 e, al 26 aprile del 1986, avevano tutte qualche reattore attivo (escludendo Temelín che è stata ultimata nel 1988). E quindi, ineluttabilmente, sono delle centrali di realizzazione sovietica. La cosa, naturalmente potrebbe spaventare per vari motivi. Di fatto, però, i reattori delle quattro le centrali cecoslovacche non sono di tipoRBMK come quella di Chernobyl (se non lo sapete, černobýl, oltre a voler dire nero-bianco, in ceco è anche il nome dell’artemisia), sono di tipo VVER.
Il VVER è il tipo di reattore più moderno e più diffuso nei paesi ex comunisti. Parlando di produzione socialista, memore dei cucchiaini dalla DDR di Pelišky, capisco la vostra perplessità. Di fatto, però, i VVER sono anche considerati da più parti i reattori più sicuri al mondo. Se ce lo chiederete, spiegheremo perché (ma ci sono già abbastanza spiegazioni nei link).
Veniamo ora a spiegare i vantaggi che un paese può trarre dal nucleare (al di là del fatto che muove soldi e i politici ci possono mangiare su). I motivi sono essenzialmente due.
Nucleare pulito vs. carbone: il confronto ambientale
Sembra una bestialità ma, al netto del fatto che i sistemi di smaltimento delle scorie sono sicuri, la centrale nucleare è uno dei sistemi di produzione energetica meno inquinanti che il genere umano sia riuscito a inventare.
Non a caso, dopo la conferenza sul clima di Parigi del 2016 (COP21), i politici cechi, ma anche quelli slovacchi e ungheresi, sono stati felici del fatto che gli accordi finali abbiano mantenuto il nucleare tra i sistemi di produzione. Avessero dovuto smantellare tutte le loro centrali nucleari sarebbero stati del gatto. Per capire meglio, piuttosto che guardare a chi ha il nucleare in casa, conviene guardare chi non ce l’ha: la Polonia.
Perché il nucleare è più sicuro del carbone: il caso della Polonia
Il vicino settentrionale della Repubblica Ceca, infatti dipende dal carbone. Non ha il nucleare, non è particolarmente predisposta, a livello di territorio, per le rinnovabili. Essendo poi un paese piatto come una tavola da surf, in Polonia non si possono nemmeno costruire centrali idroelettriche – infatti non ce ne sono.
Risultato: la Polonia dipende quasi esclusivamente dal carbone (tipo l’85% del fabbisogno annuo). E parecchie città polacche sono, o saranno a breve, grazie alle nuove politiche ambientali intraprese da altri paesi, tra le più inquinate del continente (vedi foto).
(Fonte: International Institute for Applied Systems Analysis/Modifiicata da Tiziano Marasco per Italia Praga One Way, non so se è chiaro ma ci sono più palle rosse in Polonia che fuori)
Ora, Varsavia sta facendo il possibile per rimediare al problema. Importazione di GNL dagli USA, produzione di auto elettriche, creazione (incerta) di parchi eolici nel baltico. Stanno pure cambiando i riscaldamento, perché la maggior parte delle case polacche è riscaldata con stufe a carbone, parecchio vecchie pure – tutta salute. Ma, soprattutto, la Polonia sta valutando la costruzione della sua prima centrale nucleare. E il dibattito, più che riguardare i rischi, è maggiormente incentrato sul fatto che il nucleare ha fatto il suo tempo.
Efficienza e capacità: il contributo nucleare al sistema energetico ceco
Una centrale nucleare non ha concorrenti in termine di produzione energetica. Temelín e Dukovany, da sole, coprono oltre 2/5 del fabbisogno energetico ceco (quasi 30.000 GWh su 85.000). In Slovacchia, Bohunice e Mochovce fanno quasi il 70% dell’energia nazionale. Andrebbe aggiunto che, secondo i piani di ampliamento di Temelín e di modernizzazione di Dukovany, tale dato potrebbe passare i 50.000 GWh nei prossimi 10-20 anni. Insomma, le due centrali alimentano quasi la metà di metro, tram o filobus che prendiamo ogni giorno. E ci garantiscono bollette dell’elettricità basse.
Rimpiazzarle con centrali alternative, al momento, sarebbe arduo. Partendo dal presupposto che di centrali a carbone con il problema dei gas serra non se ne parla, e che le centrali idroelettriche, dove possibile, sono già state fatte, rimangono eolico e fotovoltaico, che per ora avrebbero costi proibitivi.
Tenendo presente che Pragaintende abbandonare il nucleare sul lungo periodo, questa forma di energia permette prendere tempo (una ventina d’anni minimo) mentre si procede allo smantellamento delle fonti considerate “più dannose” nell’immediato: le centrali a carbone (quasi metà del fabbisogno del paese). E di sviluppare altre forme di energia pulita.
Ora l’iscrizione all’Aire decorrerà dal momento in cui si presenterà la domanda presso consolato/ambasciata di riferimento e non si dovrà più attendere il responso dal comune di residenza
Ciò è un bene, perché spesso la risposto positiva da parte del comune di residenza normalmente giunge dopo mesi di attesa.
L’inserimento all’interno dell’Albo degli italiani residenti all’estero decorrerà a partire dal giorno stesso in cui il Consolato di appartenenza, nel nostro caso quello di Praga, riceve tutti i documenti.
L’iscrizione all’Aire per le domande presentate dopo il 26 marzo 2019 avrà decorrenza dalla data di presentazione, purchè completa. A tal fine, la relativa modulistica sarà presto aggiornata tenendo conto delle citate innovazioni. Ricordiamo inoltre che dovrebbe essere possibile presentare la domanda in forma elettronica tamite Fastit (precia iscrizione).
Col sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura (IIC), l’Accademia Santa Giulia di Brescia partecipa dal 6 al 16 giugno alla 14° edizione della Quadriennale di Praga.
La Quadriennale è un appuntamento di grande rilievo internazionale che sin dal 1967 costituisce una delle principali piattaforme mondiali per la scenografia.
L’Accademia rappresenta l’Italia nella sezione PQ+ della manifestazione, con un’installazione sonora e luminosa dal titolo “Spaces Exercises -Do you want to see Mr. Klamm?”. L’opera è ispirata al romanzo incompiuto Il castello di Franz Kafka. Il lavoro non implica strutture praticabili rimanendo nell’ambito del sound design e del light design, mentre prevede l’interazione col pubblico. Al passaggio di ogni visitatore, infatti, l’ambiente si modifica, generando sempre nuove combinazioni di luci e di suoni. Questo percorso è una sorta di trasfigurazione del protagonista del romanzo kafkiano che a causa delle modificazioni delle coordinate ambientali non raggiunge mai la meta desiderata, rimanendo imprigionato in una sorta di labirinto.
L’Ambasciatore Francesco Saverio Nisio ha dichiarato: “sono veramente bravi questi docenti e questi studenti dell’Accademia di Santa Giulia. Partecipano ad una manifestazione artistica di livello mondiale e stupiscono per inventiva, profondità della ricerca e capacità rappresentative. Nel percorrere il labirinto anch’io sono stato trasportato in un mondo di fluorescenze e di tracce sonore dove ognuno vive una sua personale sensazione. Un’esperienza sensoriale di grandissimo interesse”.
L’installazione è stata allestita nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga. Tutti gli studenti del terzo anno hanno lavorato al progetto, ma l’allestimento e le azioni performative e interattive con i visitatori nella suggestiva Sala capitolare dell’Istituto sono curate dalle studentesse di scenografia Michela Brignoli, Annalisa D’Urbano, Emma Taramelli e Simona Venkova.
La Quadriennale di Praga: piattaforma mondiale per scenografia e design
La Quadriennale di Praga è una vetrina unica nel suo genere in cui vengono presentate le ultime ricerche negli ambiti della scenografia: disegno della scena, dei costumi, delle luci, del suono e di tutti gli elementi che concorrono all’invenzione e alla realizzazione dello spazio teatrale
Il maestro è giunto mercoledì a Praga per presentare la mostra fotografica, esposta fino al 29 giugno nella centralissima piazza di Ovocný trh, dove sono stati allestiti 25 totem con 75 fotografie formato 200×300 cm.
Nei saloni dell’Ambasciata d’Italia, Toscani si è confrontato con un selezionato pubblico di rappresentanti del mondo della fotografia, diplomatici, giornalisti ed esponenti delle istituzioni culturali ai quali ha illustrato le principali tappe del proprio percorso artistico, focalizzando l’attenzione sul progetto Razza umana.
Toscanini ha detto che “si tratta di uno studio socio-politico, culturale e antropologico Fotografiamo la morfologia degli esseri umani, per vedere come siamo fatti, che faccia abbiamo, per capire le differenze. Prendiamo impronte somatiche e catturiamo i volti dell’umanità”. Un progetto per scoprire le diverse morfologie, per rappresentare le espressioni, le caratteristiche fisiche, somatiche, sociali e culturali dell’umanità.
Archivio multimediale e centenario dell’Ambasciata italiana
Le fotografie e i video sono inseriti in un archivio multimediale e in una rassegna aperta di esposizioni e pubblicazioni. Come ha sottolineato l’ambasciatore Francesco Saverio Nisio nel suo discorso di benvenuto, l’evento si tiene in occasione delle celebrazioni per il centenario dell’apertura della rappresentanza italiana a Praga. Organizzano l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura, in collaborazione con l’agenzia Butterfly di Hradec Králové.
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Crescita della retribuzione in Repubblica Ceca
La retribuzione mensile lorda media nel primo trimestre di quest’anno è aumentata del 7,4% a 32.466 Kč.
Lo ha annunciato l’ufficio statistico ceco. In termini reali, tenendo conto dell’inflazione, i salari sono aumentati del 4,6%. Il salario medio nella Repubblica ceca è in continuo aumento dall’inizio del 2014.
Secondo i dati, in questo inizio di 2019 l’80% dei dipendenti ha ricevuto salari tra 14.566 e 51.420 corone.
Il salario mediano (che in Italia non è considerato ma viene ritenuto più preciso dagli analisti cechi e si calcola come spiegato qui) ha toccato le 27.582 corone. Anche la retribuzione a ora è aumentata, del 20% rispetto al primo trimestre del 2018.
Crescita salariale attesa: previsioni per il futuro
Secondo gli analisti, la crescita dei salari nella Repubblica Ceca dovrebbe continuare anche nel prossimo futuro, in ragione del costante calo della disoccupazione.
Metalfest Open Air 31 maggio — 2 giugno, Plzeň www.metalfestopenair.cz Il festival che apre la stagione dei concerti metal si svolge a Plzeň a inizio giugno.
Czech death fest 13 – 15 giugno, Hradec Králové www.czechdeathfest.cz Il primo festival di stagione a Hradec Králové, che sta diventando la patria dei festival metal in Bohemia (in zona contiamo anche Brutal assault e Obscene extreme). Quest’anno, tra gli altri, gli A forest of stars.
Festival metal a luglio in Repubblica Ceca
Obscene Extreme 3 – 7 luglio, Trutnov (H) www.obsceneextreme.cz Festival che si svolge a Trutnov, presso Hradec Králové, ovvero la patria dei festival super cattivi in ČR. L’OEF in effetti esiste da poco ma è già famoso in campo internazionale in quanto tratta prevalentemente il grind-core, ovvero una delle varianti più estreme del metal.
Pekelný Ostrov 5 – 6 luglio, Holyšov (P) pekelnyostrov.cz Festival che si svolge in un paesino tra Plzeň e Kladruby (Holyšov) e riguarda esclusivamente la scena musicale ceca. La particolarità di questo festival, però, è data anche dal setting. Si svolge infatti, come dice il nome, su un’isola in mezzo al fiume Radbuza.
Masters Of Rock 2016 11 — 14 luglio, Vizovice (Z) www.mastersofrock.cz Uno dei due principali festival del paese, il Masters of rock esiste da ormai più di 20 anni. Si svolge nell’imbucatissima Vizovice, a 30 kilometri da Zlín e a 2 passi dalla Slovacchia, in un contesto naturale favoloso (praticamente solo boschi e monti fin dove si possa vedere). E nomi indiscutbilmente grossi.
Symbolic Open Air 17 — 20 luglio, Kolín (S) symbolic.cz Non lo so, l’ho scoperto ora, ma sembra una cosa satanica cadaverica necrofila e putrefatta. Solo artisti metal cechi. Ma soprattutto veramente a pochi passi da Kutná Hora.
Festival metal a agosto in Repubblica Ceca
Ostrava v Plámenéch 3 agosto, Ostrava www.ostravavplamenech.cz Festival relativamente piccolo ma in costante espansione. Decisamente meno noto del suo “fratello” United colors of Ostrava, questo festival dura solo un giorno, ma inizia ad attirare già band internazionali, come i Grave Digger quest’anno.
Brutal assault 7-10 agosto, Jaroměř (H) Brutalassault.cz IL festival ceco per eccellenza, e tra i più importanti a livello europeo. Prima edizione nel 1994, il festival è cresciuto progressivamente, tanto che ad ora non è più dedicato esclusivamente al metal estremo e iniziano a fare la loro comparsa anche band che si dedicano a metal “molliccio”. La peculiarità. Il festival si svolge nel fossato di una fortezza, con due palchi affiancati. Sicché mentre una band suona, ce n’è già un’altra che prova li vicino. I concerti, dunque, si susseguono ininterrottamente dalle 9 alle 3, vale a dire che se foste dei robot potreste vedere quasi 30 concerti in 17 ore.
Rock heart 15-17 agosto, Moravský Krumlov (B) www.rockheart.cz pagina facebook (su cui trovate molte più informazioni che sul sito) Sito a due passi da una centrale nucleare (eh già) il rock heart è un festival giovanissimo che risposta, almeno un pochino, l’asse dei live metal estivi verso la Moravia. E lo fa con nomi tutt’altro che secondari. Quest’anno arrivano King Diamond, i nostri Lacuna Coil, Apocalyptica e Leaves’ Eyes.