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Il tunnel di Žižkov-Karlín: 70 anni di storia sotto Praga (e il rifugio atomico che nessuno ricorda)

tunnel di zizkov

Il tunnel di Žižkov: un passaggio angusto e buio

È lungo più di trecento metri, largo 4,5 ed una pendenza dell’8%. Angusto e buio, ad attraversare il tunnel di Žižkov la notte (alla faccia dell’illuminazione interna) magari a qualcuno qualche brivido scappa.

Non a caso, infatti, su uno dei suoi ingressi trovate la scritta “neboj” (non aver paura). Esatto stiamo parlando del tunnel di Žižkov – o meglio, del tunnel di Karlín, che pochi giorni fa ha compiuto 68 anni. La sua costruzione iniziò nel 1949 e fu inaugurato nell’aprile del 1951, anche se fu completato fino al 1953.Congiunge via Chlumová (Žižkov) e via Thamová (Karlín), la prima 29 metri più in alto della seconda.

Il suo nome ufficiale all’inizio era solo Karlínský Tunnel, poi nel 2014 è stato riconosciuto anche Žižkovský (tunnel di Žižkov). Se notate qualche somiglianza con un altro tunnel, quello di Letná, avete ragione.

Piastrelle ceramica e la firma dell’architetto Novotný (1949-1953)

Entrambi i tunnel sono stati costruiti contemporaneamente agli inizi degli anni Cinquanta sotto la direzione dell’architetto Jiří Novotný, ed entrambi (sebbene uno sia pedonale e l’altro carrabile) sono rivestiti con lo stesso materiale: piastrelle di ceramica.

Comunque, il “nostro” tunnel è il modo più rapido per andare da Praga 3 a Praga 8, senza passare sopra la collina di Vítkov e senza aggirarla col tram. In origine era stato pensato con una funzione del tutto particolare: doveva anche servire da riparo in caso di un attacco atomico. Era quindi dotato di un proprio serbatoio d’acqua, sistemi di ventilazione e generatori di energia.

Il progetto del tunnel prevedeva anche che, in caso di una guerra nucleare, entrambi i lati del tunnel sarebbero stati chiusi con enormi porte. In questo modo si sarebbe creato così un pronto soccorso per un massimo di 1.250 persone.

Tutti gli articoli sulla Vita Praghese


La forma dell’ideologia: mostra di arte cecoslovacca a Parma (1948-1989)

gennaio 2022 febbraio 2022 ottobre 2021 luglio 2021 IIC: concerto "I poeti della canzone italiana"

Trasmettiamo di seguito il comunicato dell’Istituto italiano di cultura

Sarà inaugurata il prossimo 24 maggio, presso gli ampi spazi del Palazzo del Governatore di Parma(Piazza Garibaldi, 19), la mostra “La forma dell’ideologia. Praga: 1948-1989” a cura della Fondazione Eleutheria, della Collezione Ferrarini-Nicoli e del Comune di Parma.

L’esposizione, aperta al pubblico dal 25 maggio al 28 luglio 2019, coinvolgerà il visitatore in un percorso temporale che dagli anni ’20 agli anni ’80 approfondisce l’atmosfera culturale altamente influenzata dalle vicende storico-politiche nel contesto della città di Praga e più in generale nella nazione cecoslovacca, che portò a una particolarissima produzione artistica, parte della quale fu dirottata verso un potente concetto di “realismo”.

Arte sotto il regime: pittura, fotografia e design cecoslovacco 1948-1989

Opere in mostra: 200 pezzi tra dipinti, fotografia e design

Dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al cinema finanche al design, l’arte di quel periodo è declinata nelle sue variegate sfaccettature sottolineando, ad esempio, l’impatto che ebbe lo “stato di regime”, dal ’48 in poi, sulla cultura locale. La mostra si compone da più di200 opere tra dipinti, disegni, acquerelli, lavori di grafica e di stampa, fotografie, oggetti di design, proiezioni cinematografiche, etc. Tutte opere datate dagli anni ’20 del Novecento fino al 1989 per un excursus di quasi 70 anni di produzione artistica cecoslovacca.

“La forma dell’ideologia. Praga: 1948-1989”, al cui catalogo hanno collaborato importanti critici d’arte come l’On.Vittorio Sgarbi e la Prof.ssa Gloria Bianchino, si presenta come la più grande e rilevante esposizione d’arte cecoslovacca in Italia che avrà l’onore di avere come ospiti, nel corso dell’inaugurazione, illustri personalità istituzionali dello Stato italiano e della Repubblica Ceca come il Ministro della Cultura ceco, l’Ambasciatore ceco a Roma e il Sindaco di Parma.

“La forma dell’ideologia. Parma: 1948-1989” beneficia del patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma, dell’Ambasciata d’Italia a Praga, del Ministero peri Beni e per le Attività Culturali della Repubblica Italiana, del Ministero della Cultura della Repubblica Ceca, della Regione Emilia-Romagna, di Praga Città Capitale, della Provincia di Parma, del Municipio di Praga 1, dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga, del Centro Ceco di Roma, dell’Archivio di Stato di Parma, del Museo delle Arti Decorative di Praga, della Camera di Commercio e dell’Industria italo-ceca e della FAMU.

Ponte di Giuditta: il primo ponte in pietra di Praga

Juditin Most Ponte di Giuditta
Ponte di Giuditta in un'illustrazione di fantasia di Lubomír Herc - Autor: Hooolis – Vlastní dílo, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=97346972

Ponte di Giuditta: il primo ponte in pietra di Praga (1158-1172)

Non solo, costruito tra il 1158 e il 1172, il ponte di Giuditta fu il più antico ponte di pietra nelle terre ceche e uno dei più antichi nell’area, assieme a quelli di Ratisbona e Dresda. Il più antico ponte in pietra della Repubblica Ceca ancora intatto si trova a Písek, vicino a České Budějovice.

L’idea di costruire un ponte di pietra sulla Moldava è attribuita al tredicesimo vescovo di Praga, Daniel I. Questi, dopo la distruzione del primo ponte ponte di Praga (di legno) del 1157, si ispirò ai ponti di pietra italiani, dove si recò in visita. Il nome del ponte si deve invece alla moglie del principe Vladislav II, Giuditta di Turingia. La costruzione del ponte fu realizzata per larga parte da italiani.

Tracciato del Ponte Carlo,di quello di Giuditta e del primo ponte di legno

Come fu costruito il Ponte di Giuditta: struttura e tecnica del Juditin Most

Per il ponte di Giuditta, lungo 514 m e largo 6,8 m seguì il modello del ponte di Ratisbona del 1146. Era pavimentato con quarzite e ciottoli ed era 4 o 5 metri più in basso del Ponte Carlo. Come il successore, il ponte era protetto da rompighiaccio (quelle struttture in legno che vedete a sud del Ponte Carlo).

Chi gestiva il Ponte di Giuditta: la Confraternita dei Crociati

Il ponte di Giuditta si trovava pochi metri a nord del Karlův Most e infatti, come il successore, aveva l’imbocco in Křižovnické náměstí. Dal 1253, il ponte fu gestito dalla Confraternita dei Crociati (i Křižovníci appunto), che finanziavano le varie riparazioni e manutenzioni chiedendo il pedaggio.

L’alluvione del 1342 e la nascita del Ponte Carlo

Lo Juditin Most rimase al suo posto fino al 3 febbraio 1342, quando fu distrutto da un’inondazione. Dopodiché si organizzarono anche raccolte di elemosine in tutta la Boemia. Nel 1357, l’imperatore Carlo IV decise tuttavia di investire il denaro nella costruzione di un nuovo ponte di pietra, più alto, più largo, e meglio protetto dalle inondazioni: quello che gli deve il nome e che tutti conosciamo. L’architetto Petr Parléř guidò la costruzione e lo fece parallelo allo Juditin Most.

Cosa rimane del Ponte di Giuditta: resti visibili e come vederli a Praga

Alcuni resti del ponte sono però sopravvissuti fino ad oggi. Rimane infatti integra un’arcata sotto la Křižovnické náměstí. Un modo per vederli (forse non l’unico, ma certamente uno dei più affascinanti) è fare un tour sulle navi di Pražské Benátky. Questa compagnia  dispone degli unici vaporetti (vodouchy) sufficientemente piccoli da raggiungere lo Juditin most.

L’arco del Ponte di Giuditta e un vodouch – Autor: CommonsRooke – Vlastní dílo, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30314967

Altri resti ora sono parte delle fondamenta delle case a Malá Strana, sulla riva occidentale del fiume. Anche la torre di Giuditta, che oggi funge da ingresso al Ponte Carlo sul lato di Malá Strana, era parte del ponte.

Il Bradáč: il bassorilievo del Ponte di Giuditta che predice le inondazioni

Ultimo e più importante elemento ancora esistente dello Juditin Most è il Bradáč (il barbuto). Si tratta di un bassorilievo in pietra che decorava un’arcata ed ora si trova sulla diva di Křižovnické náměstí. Secondo la leggenda, raffigura il costruttore italiano che supervisionò i lavori. Il Bradáč ha anche una importante funzione poiché, quando le acque della Vltava raggiungono la barba del rilievo, significa che la piena del fiume è particolarmente grave ed è dunque consigliabile evacuare la Città vecchia.

Tutti gli articoli correlati al Ponte Carlo


DPP installa aria condizionata su 124 tram Škoda 15T entro fine 2025

Nuovi tram Škoda 15T a Praga

Solo quattro anni fa, i nuovi tram Škoda ForCity 15T (altresì detti “quelli neri”) con aria condizionata hanno cominciato ad apparire nelle strade di Praga.

Facevano parte di una flotta di 250 nuovi tram Škoda ForCity 15T lanciati a Praga nel corso di diversi anni, ma solo la metà di essi aveva l’aria condizionata in dotazione. I modelli precedenti arrivarono senza che la città rinegoziasse l’accordo con Škoda per fornire i veicoli provvisti sia di climatizzazione che WiFi.

Ora, tuttavia, l’ente per i trasporti pubblici di Praga (DPP) ha raggiunto un accordo per riadattare il resto della flotta – 124 veicoli – entro la fine del prossimo anno.

Timeline DPP: due tram Škoda 15T a settimana in officina per l’aria condizionata

A causa del tempo necessario per installare l’aria condizionata e la necessità di mantenere la maggior parte dei veicoli in funzione nelle strade di Praga, solo due tram a settimana saranno sottoposti alla procedura, ovvero ci vorrà oltre un anno per completare il progetto.

Limiti dell’aria condizionata

Finestre aperte e tram vecchi ancora senza climatizzazione.

I passeggeri, tuttavia, saranno comunque in grado di aprire finestre, che potrebbero vanificare lo scopo dell’aria condizionata se in uso. Oltre a questo, alcuni tram più vecchi continueranno a viaggiare per Praga senza aria condizionata, anche se DPP ha dichiarato che prevede di installare l’aria condizionata nei modelli più vecchi.

Fonte: expats

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Kotva dichiarato patrimonio culturale: il brutalismo di Praga è protetto

Architektura 489: il gruppo che difende l'architettura socialista

Il Ministero della Cultura ha nuovamente dichiaratoi il centro commerciale Kotva patrimonio culturale. La decisione diventa definitiva se non viene presentato ricorso contro di essa entro un mese.

Kotva Praga: l’edificio brutalista di Náměstí Republiky

Il Kotva, per chi non lo sapesse, è il curioso edificio in metallo nero che si trova in Náměstí Republiky di fronte al Palladium. Progettato da Věra e Vladimír Machonin, costruito nei primi anni ’70, è considerato uno dei più famosi esempi di architettura brutalistica, ovvero l’architettura a base di ferro e cemento tipica del socialismo.

Perché il Kotva è patrimonio culturale protetto

Il motivo per cui è stato dichiarato un monumento è che l’edificio è stato conservato in una forma quasi intatta. La decisione rende ora molto improbabile che la struttura possa essere demolita, cosa di cui si è discusso nell’ultimo periodo.

Ricorso Václav Skála e decisione del Ministero: come è andata

Il Kotva è stato dichiarato bene culturale lo scorso autunno, tuttavia il nuovo proprietario Václav Skála ha presentato ricorso contro la risoluzione. Il ministero, per far fronte al ricorso, ha dunque ritirato la precedente risoluzione e ne ha emessa una nuova.

Fonte ČTK

Chiusura tram Praga 11-18 aprile: Strossmayerovo–Hradčanská

Praga: come cambieranno le linee dei tram da agosto

Lavori in corso sulla linea dei tram Strossmayerovo náměstí – Hradčanská

Date e orari della chiusura: 11-18 aprile

Da giovedì 11 aprile (ore 00:30 a.m.) fino a giovedì 18 aprile (ore 4:30 a.m) la linea tranviaria tra Strossmayerovo náměstí e Hradčanská sarà interessata da lavori di ricostruzione e verrà temporaneamente chiusa in entrambe le direzioni.

Linee deviate: percorsi alternativi per le linee 1, 8, 12, 25, 91, 96

  • i tram 1 e 25 saranno deviati e percorreranno la linea Čechův most, Malostranská (linea Nábřeží Edvarda Beneše) e Chotkovy sady
  • i tram 8, 91 e 96 sulla linea Dlouhá třída – Hradčanská saranno deviati verso Čechův most, Malostranská (linea Nábřeží Edvarda Beneše) e Chotkovy sady
  • cancellato il tram 12 (sulla tratta Chotkovy sady – Sídliště Barrandov sarà sostituito dal tram 20 e tra Strossmayerovo náměstí e Výstaviště Holešovice con il tram 26).

Aggiornamenti ufficiali DPP e fonti di informazione

Ulteriori aggiornamenti su dpp.cz o direttamente alle fermate dei tram interessate.

Riegrovy Sady chiuso: il beer garden di Praga rischia di non riaprire quest’estate

Quest’anno dovremmo rimanere orfani del beer garden di Riegrovy Sady, uno dei principali ritrovi estivi per cechi e stranieri a Praga.

L’area che circonda la famosa birreria all’aperto è stata chiusa per lavori di ristrutturazione, che comunque dovrebbero concludersi entro aprile. Giusto in tempo per la stagione del beer garden.

Il motivo per cui il locale potrebbe non riaprire quest’anno è un altro, come riferisce Expats. Il contratto di affitto del beer garden di Riegrovy sady, nelle mani della compagnia Park Café da oltre due decenni, è scaduto. Secondo quanto riferito, il beer garden ora dovrebbe rimanere semplicemente un giardino. Tutti i baracchini e le panche sono stati smantellati (vedi foto di copertina, scattata ieri).Riegrovy Sady beer garden Praga svuotato: panche e baracchini rimossi dopo la scadenza del contratto di affitto

Al momento non è chiaro se qualcun altro rileverà la proprietà ed aprirà un nuovo spazio simile. Certo è che il comune di Praga due sarebbe interessato ad un simile scenario. “Certamente saremo interessati all’ulteriore destino di questa zona e, se necessario, cercheremo modi per risolvere questa situazione”, ha affermato a febbraio Václav Vondrášek, vice sindaco di Praga 2, ricordando però che “Riegrovy sady è un’area protetta”.

La storia di Riegrovy Sady: dalla Zahrada Kanálka al beer garden di oggi

Riegrovy sady infatti faceva parte della Zahrada Kanálka di Praga, un immenso parco che si estendeva in quello che ora è Vinohrady. È stato visitato da artisti del calibro di Wolfgang Mozart e Washington Irving durante i loro viaggi a Praga.


Piano trasporti Praga 2019-2029: metro D, nuove linee tram e frequenze

Praga: come cambieranno le linee dei tram da agosto

Il trasporto pubblico di Praga andrà incontro a importanti cambiamenti nei prossimi anni: verranno costruite nuove linee tranviarie, gli intervalli tra il passaggio di tram e metro cambieranno e alcune fermate verranno rinominate.

È quanto emerge dalla documentazione di sviluppo del trasporto pubblico per gli anni dal 2019 al 2029, approvata dalla nuova giunta di Praga. Anche la costruzione della metropolitana D e del ponte Dvorecký tra Smíchov e Podolí dovrebbero contribuire al miglioramento del trasporto pubblico.

Metro di Praga: linea D, frequenze e intervalli su linee B e C

Cominciando dai trasporti sotterranei, l’Intervallo di passaggio delle metro sulla line B (gialla) dovrebbe essere ridotto da 140 a 120 secondi. Sulla linea C (rossa), l’intervallo attuale per le ore di punta (120 secondi) dovrebbe essere esteso fino alle 18:00 e potrebbe essere ridotto a 105 secondi. Praga, insieme alla compagnia di trasporti (DPP), potrebbe finalmente avviare la costruzione della nuova linea metropolitana D da Pankrác a Písnice e l’anno prossimo inizierà un sondaggio geologico e lo studio di fattibilità.

Per quanto riguarda gli autobus, gli intervalli tra le 9:30 e le 14:00 dovrebbero essere abbreviati da 15 a 12 minuti. La proposta prevede anche di semplificare gli orari, che verrebbero suddivisi in giorni lavorativi e weekend. In altre parole gli orari del sabato saranno validi anche la domenica (giorno in cui i bus sono attualmente meno frequenti).

Anche la flotta degli autobus sarà cambiata, con l’introduzione di nuovi veicoli lunghi 25 metri (a fronte dei bus attuali, lunghi 9, 12 o 15 metri), che dovrebbero essere utilizzati in primis nei collegamenti con l’aeroporto.

Anche i collegamenti notturni dei tram sono in attesa di novità. Potrebbe essere modificato, tra l’altro, il percorso della linea del tram 99 rendendolo identico a quello del 9 diurno. In sua vece, la tratta da Lazarská a Hostivař sarà coperta dal 98.

Diverse linee dei tram dovrebbero poi essere prolungate. In particolare, si prevede di estendere la linea che termina a Divoká Šárka fino a Dědina e quella che termina a Modřany fino a Libuš. La linea che termina a Barrandov dovrebbe proseguire fino a Slivenec, quella che termina a Podbaba sarà poi estesa fino a Suchdol. Infine, la tratta con capolinea a Spořilov sarà allungata fino a Choceradská.

Nuove linee tram Praga: tratte in costruzione 2019-2029

Saranno poi costruite due tratte tranviarie completamente nuove. Una collegherà Malovanka e Strahov, l’altra Olšanské Hřbitovy e Sídliště Malešice. Infine, dovrebbero essere collegate le fermate dei tram di Zahradní Město e Depo Hostivař.


Ristoranti vegetariani e vegani a Praga: la guida insider di PragaVeg

Guida insider ai ristoranti vegetariani di Praga

Perché una guida insider ai ristoranti vegetariani a Praga (non una lista generica)

Abbiamo poi preparato questa lista PragaVeg, con link di riferimento a ciascun ristorante che dovrebbe permettere di avere un quadro chiaro. In alcuni di questi luoghi siamo anche stati, ma da maestri di vita e di eleganza quali siamo non facciamo nomi per lasciarne immacolata la reputazione.

I migliori ristoranti vegetariani a Praga 1: Govinda, Country Life, Maitrea

Praga 1

Ristoranti vegetariani a Praga 2: Etnosvet, Forrest Bistro e Moment

Praga 2

Ristoranti vegetariani a Praga 3: Vegan City, Belzepub e altri

Praga 3

Ristoranti vegetariani a Praga 5-10: Forkys, Vegtral, Veggie Garden

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Praga 6

Praga 7

Praga 8

Praga 10

Catene vegetariane a Praga

Catene

I nostri articoli su dove mangiare a Praga

Rozbludník: l’articolo in cui rispondiamo alle vostre domande su Praga


Fare business in Repubblica Ceca: vantaggi, tasse e svantaggi reali

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Di Saša Danielů
editing – il Vojvoda

Vantaggi e svantaggi del business in Repubblica Ceca

Dopo avervi dato un’infarinatura generale, per concludere, cerchiamo di capire in questo articolo conclusivo i vantaggi e gli svantaggi di fare business in Repubblica Ceca.

  • La pressione fiscale è relativamente bassa grazie alla flat tax: 15% sui guadagni aziendali e 19% sulle aliquote soci.
  • Finanziamenti europei e piani di investimento in Repubblica Ceca

  • Se si presenta un business plan dettagliato ed un piano di investimenti coerente in alcune zone della Repubblica Ceca è ancora relativamente semplice accedere ai finanziamenti europei.
  • L’Iva va versata ogni mese, su questo sono fiscalissimi. In compenso sono puntuali anche a restituire l’eccesso di IVA e viene accreditato mensilmente.
  • Non esistono gli studi di settore, quindi il fisco non presuppone che una attività X faccia almeno tot di fatturato.
  • Costi del lavoro in Repubblica Ceca: quanto costa davvero un dipendente

  • Il costo del lavoro è molto più alto di quanto si pensi, se un dipendente prende una busta paga da X Kč al mese, all’azienda costa circa 2 volte X.
  • Trovare personale affidabile è piuttosto complicato.
  • Trovare personale onesto è altrettanto difficile.
  • Vi sono anche settori in cui è possibile mettere in piedi un’attività competitiva, ma dovete sputare pallini
  • Relazione con l’amministrazione: discriminazione e rapporto diretto col fisco

  • Venire discriminati negli uffici pubblici perché si è stranieri è all’ordine del giorno. Nessuno vi ascolterà se vi lamentate. Ma su questo non è che noi italiani possiamo stare a pontificare.
  • L’assicurazione medica costa e, se si è scoperti, vi lasciano morire per strada (quasi American style).
  • Il rapporto con il fisco è diretto e schietto. Se non si cerca di prenderli in giro sono più che disponibili a venirvi incontro. E se ne accorgono subito se ci provate, anche se pensate di essere furbi
  • Se fate giri strani con l’IVA siate pronti a condividere l’ufficio con un fiscalista dello Stato. Vi farà le pulci su tutto e vi costerà circa 2000Kc all’ora (sì, lo stato vi chiede lo stipendio del suo uomo, giustamente).
  • Se avete presentato un piano di investimenti coerente e lo rispettate, ci sono ottime possibilità che venga trasformato in “fondo perduto”. In caso contrario e lo stato subodora “furberia”, preparatevi al famoso fiscalista più la restituzione del finanziamento con gli interessi legali.

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