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MittelCinemaFest 2017: programma cinema italiano a Praga, Brno e Ostrava

MittelCinemaFest 2017: quinta edizione del festival cinema italiano

Si è tenuta giovedì scorso al cinema Lucerna di Praga la conferenza stampa di presentazione del MittelCinemaFest 2017, il Festival centro-europeo del cinema italiano che taglia il traguardo della quinta edizione per la Repubblica Ceca.

All’incontro sono intervenuti l’Ambasciatore d’Italia in Repubblica Ceca, Aldo Amati, il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga (Iic), Giovanni Sciola, il Segretario generale della Camera di Commercio e dell’Industria italo-ceca Camic, Matteo Mariani, e i rappresentanti della Film Europe, Kristyna Haklová, e della Mirius Film, Martina Kalová.

“Anche quest’anno siamo lieti di invitarvi a sognare con il cinema italiano” hanno dichiarato Amati e Sciola, rilevando che “le novità e i successi della nostra più recente stagione cinematografica giungono in Repubblica Ceca per questa quinta edizione del Festival che arriva al termine di 5 anni particolarmente fortunati ed importanti per il cinema italiano”.

Come promesso, il MittelCinemaFest torna con un programma estremamente variegato e attraente, che mette in mostra i vari aspetti del Belpaese: il carattere nazionale, i problemi sociali, l’umorismo e lo spirito del popolo, ma anche i nuovi talenti della sua cinematografia.

“Un elemento positivo di questa edizione, in un periodo in cui le serie come Gomorra sono molto popolari, è quello di presentare il nostro paese al di là dei cliché e in molti dei suoi aspetti meno noti”, ha sottolineato l’ambasciatore.

Ricordiamo che quest’anno il MittelCinemaFest (che lo scorso hanno ha avuto nel complesso un pubblico di circa2000 spettatori) amplia il proprio circuito ad Ostrava (il 7 e l’8 dicembre al cinema Luna) e tornando per il terzo anno consecutivo a Brno (dal 9 all’11 dicembre al cinema Lucerna).

Programma MittelCinemaFest 2017 a Praga: film, date e orari

La tradizionale cinque giorni praghese vedrà come film di apertura la proiezione in anteprima nazionale di “Moglie e marito” alla presenza del regista Simone Godano, in programma alle ore 18.30 di giovedì 30 novembre.

Alla prima giornata faranno seguito venerdì 1 dicembre Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini e Fortunata di Sergio Castellitto.

Sabato 2 Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, la replica di Moglie e marito, Ammore e malavita alla presenza della coppia di registi Manetti Bros. e L’equilibrio di Vincenzo Marra.

Domenica 3 sarà la volta del film di animazione Gatta Cenerentola di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone, cui farà seguito Il cratere con la partecipazione dei registi Silvia Luzi e Luca Bellino.

Ultimo appuntamento lunedì 4 dicembre con l’anteprima nazionale di The Place di Paolo Genovese, distribuito dalla Film Europe, e con ll colore nascosto delle cose di Silvio Soldini.

MittelCinemaFest è organizzano l’Ambasciata d’Italia a Praga, dall’Istituto Italiano di Cultura, l’Istituto Luce Cinecittà – Filmitalia e il Cinema Lucerna di Praga, con il supporto della CAMIC – Camera di Commercio e dell’Industria italo-ceca e in collaborazione con il Comune di Praga, UniCredit Bank, Ferrero, Il Mulino ristorante, Italian Business Center (IBC), Progetto Repubblica Ceca, Fondazione Eleutheria, Hotel Alchymist di Praga e numerosi altri partner.

Mostra Design Italiano a Praga-Smíchov: capolavori dai ’60 ai 2000

Inaugurazione mostra Design Italiano: Ambasciata Italia a Praga

Si è tenuto nella serata di ieri l’evento ufficiale della mostra “Design Italiano”, presso la Národní Dům di Smíchov (NDS).

La cerimonia ha visto presenti l’Ambasciatore Aldo Amati, il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura (IIC) Giovanni Sciola, e la rappresentanza del Municipio di Praga 5 (di cui il quartiere di Smíchov fa parte) con l’Assessore alla Cultura Martin Damašek.

“Il design costituisce un punto di convergenza tra estro artistico, creatività e mondo imprenditoriale, una sintesi produttiva che rappresenta uno dei settori di eccellenza dell’Italia nel mondo”, ha dichiarato l’Ambasciatore Aldo Amati .

“Per queste ragioni insieme alla cucina, alla lingua e al cinema, anche il design è protagonista della strategia di promozione culturale #VivereALLitaliana, implementata dalla nostra rete diplomatica nel mondo con un marchio che vuole coniugare la bellezza e la poesia ad ogni dimensione del vivere, del creare e del produrre”, ha proseguito l’Ambasciatore.

L’organizzazione della mostra è dovuta alla collaborazione tra Ambasciata d’Italia a Praga, IIC e Camera di Commercio e dell’Industria Italo – Ceca (Camic), che hanno contribuito a portare al NDS oltre un centinaio di opere di design italiano di artisti quali Vico Magistretti, Roberto Barbieri e Marco Zanuso.

Percorso espositivo: sessant’anni di design italiano

La mostra percorre, nelle due stanze principali, le esperienze di design italiano dagli anni ’60 ai primi 2000. Sicuramente, assieme a cucina ed attività imprenditoriali, il design italiano è un trademark del belpaese. La mostra, a entrata libera, resterà aperta fino al 19 novembre.

Divieto di alcol in strada a Praga 1: come funziona nel 2025 e quanto costa

Praga: giunta pensa di proibire la vendita di alcolici dopo le 22

Sulla vecchia Italia Praga One Way avevamo scritto un articolo relativo alla legge sul consumo di alcol in strada, perché vi erano zone a Praga in cui si poteva bere e altre in cui era vietato. Cambiava da strada a strada ed era molto complesso. Almeno per i turisti, ora le cose saranno più semplici, anche se non si tratta di una cosa positiva.

Chi è colpito dal divieto di alcol in strada a Praga 1

Il municipio di Praga 1 (Città Vecchia, Malá Strana, quartiere ebraico e zona del castello) ha approvato una proposta di decreto che vieta il consumo di alcool all’aperto in tutto il centro di Praga. La multa si applica a tutte le persone in possesso di una bottiglia aperta o di un altro contenitore contenente una bevanda alcolica. Prima, gli agenti dovevano fermarvi durante l’atto di bere, ora potrebbe non essere più così.

Multa divieto alcol Praga 1: quanto costa (fino a 10mila corone)

Quando entra in vigore il divieto

La legge potrebbe entrare in vigore già all’inizio del prossimo anno. La multa può arrivare fino a 10 mila corone (circa 350 €, è bene che lo sappiate), in caso di resistenza e proteste si può arrivare a 100 mila corone. Visto che la risoluzione vale per Praga 1, è chiaro che esso sia stato pensato essenzialmente per i turisti, che in effetti negli ultimi anni hanno ridotto il centro di Praga in condizioni vergognose (iDnes stima che con questa legge nel 2017 sarebbero state affibbiate oltre 7500 multe in più).

Eccezioni al divieto alcol Praga 1: bar, Capodanno e mercatini

Tuttavia, il decreto prevede una serie di eccezioni. L’alcol può essere bevuto nei bar all’aperto o nelle immediate vicinanze dei bar (ma non è chiaro cosa si intenda per immediate vicinanze), il divieto non si applica anche alla notte di Capodanno. Sarà poi possibile bere alcolici ai mercatini di natale.

Tram blu con birreria a Praga: il nuovo progetto dopo la mazací tramvaj

Potrebbe essere un’imitazione del progetto che già ha funzionato a Brno, potrebbe essere che ormai a Praga sono smattiti per i tram “particolari”. Fatto sta che dopo la mazací tramvaj e dopo il cabriotramvaj, un nuovo tipo di tram potrebbe comparire sulle strade della capitale ceca.

Specifiche tecniche del tram blu: T3 con birreria e consolle DJ

Si tratta di un tram turistico con birreria a bordo. Il progetto è ancora in fase di studio e non sarà attivo prima della fine del 2018, quindi non abbiamo moltissime informazioni (le trovate su forbes.cz). Sappiamo però che questo tram sarà blu (è già blu e sta al deposito di Hostivář) e che sarà, ovviamente, un T3 leggermente modificato.

Capacità, design e DJ: cosa aspettarsi dal tram blu

Trasporterà 40 persone e avrà un design modificato, probabilmente anche con una consolle per DJ. Dovrebbe essere dato in affitto per feste private, ma potrebbe anche essere creata una linea pubblica regolare (per ora si parla solo del venerdì).

Quartieri da evitare a Praga: le zone più pericolose secondo la polizia ceca

zizkov praga sfondo background

Criminalità a Praga: quali sono le zone più a rischio per i cittadini e i turisti?

Per quanto sembri, almeno a noi, una città sicura, la criminalità a Praga è a livelli elevati. Secondo Nasregion.cz ci sono più reati a Praga in un mese che in tutti i comuni circostanti messi assieme in un anno.

Perché Žižkov non è nella classifica dei quartieri pericolosi

Per questo motivo, la polizia cittadina ha diviso la capitale ceca in una serie di distretti speciali da 10.000 abitanti l’uno, in modo da capire quali zone sono a rischio per quale tipo di delitti. Non stupitevi insomma se in questo articolo non ci saranno i soliti quartieracci tipo Jižní Město e simili. Queste analisi sono meramente statistiche ed effettivamente ricordatevi che rubare auto e svuotare case sono attività molto più remunerative in centro che a Krč.

Quartieri da evitare a Praga: analisi criminalità per zona

Via Bartolomejska: furti auto e spaccio dominano le statistiche

Siamo i primi a restare basiti ma in questa anonima stradina, dove c’era la vecchia Zorkovná (e c’è ancora una caserma della polizia), tra Národní Třída e la Cappella di Betlemme (Città vecchia pienissima) nel 2017 sono stati commessi 3.179 reati. Il più delle volte si tratta di furti di automobili (134, di cui solo 14 risolti). Si sono verificate poi 77 aggressioni e sono stati arrestati 36 spacciatori (ecco, questo proprio basiti non ci lascia). Se poi ripensiamo a quella volta che sembrava ci avessero messo una bomba…

Smíchov: zona da evitare per furti e droga

Questo stupisce relativamente poco. Smíchov non è mai stato luogo di santi, via Nádražní era a suo tempo il quartiere a luci rosse di Praga. Negli ultimi anni è stato relativamente rivitalizzato, ma rimane zona di bar dove si vedono spesso cose brutte (e non parlo del Granduca che va al lavoro). Le statistiche annuali parlano di 2.778 crimini. Il problema più grave rimangono i furti di auto (254) seguiti da minacce e aggressioni sotto l’effetto di droga e alcol (91) e ancora spaccio (86 arresti).

Via Beneditská (Città vecchia)

Questa via è una laterale di via Dlouhá (la via delle discoteche) e c’è (pure qui) una stazione di polizia (#stica). Ciò nonostante le statistiche riferiscono di 2.798 reati, con 116 furti d’auto, 88 aggressioni e 38 spacciatori arrestati (c’hai 8 discoteche a 20 metri).

Malá Strana: furti in abitazione e auto fra i ricchi

A leggere il nome viene un coccolone, in realtà i dati parlano chiaro e stupiscono poco. Essendo quartiere di ricconi, è il quartiere che registra il maggior numero di furti in abitazione (16) seguito dai furti d’auto (15, tutti irrisolti). In tutto a Malá Strana sono stati commessi 988 reati.

Holešovice

Ecco, qui più di tanto non c’è da meravigliarsi, anzi, sul lato putrido di Praga 7 ci avremmo anche potuto scommettere. Al di là di 50 furti d’auto, la maggior parte dei 960 reati commessi nel 2017 riguardano il motivo per cui Holešovice è famosa: produzione, vendita all’ingrosso e al dettaglio e consumo di droga (68 casi, ma anche lì, con 3 discoteche e la migliore è il leggendario Cross…).

Foto – Kudyznudy

Rozbludník: l’articolo in cui rispondiamo alle vostre domande su Praga


Elezioni ceche 2017: Babiš vince ma il puzzle della coalizione resta incompleto

Elezioni ceche 2017: puzzle senza soluzione

Perché il puzzle resta incompleto: 9 partiti, nessuna chiara coalizione.

9 partiti in parlamento, populisti, euroscettici vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori. No, in realtà ora come ora nessuno è in grado di capire cosa è successo alle elezioni di sabato, né di prevedere quello che succederà. Il voto ci ha dato parecchie informazioni, ma queste, più che un quadro chiaro, sembrano essere i pezzi di un puzzle da comporre. E più di noi il puzzle dovrà comporlo Andrej Babiš, perché, a quanto pare, c’è modo e modo di stravincere. Noi, che non siamo in grado di comporre il puzzle, ci limitiamo a indicare i pezzi.

Destra e sinistra non esistono più

Se mai c’era bisogno di ribadirlo, le elezioni ceche lo hanno ribadito. La divisione politica dx – sx è morta. La divisione nuova è tra partiti anti establishment (Ano – Spd – Pirati) e partiti classici (gli altri 6), con il voto che, Ods a parte, ha premiato le formazioni nuove. Ed è affascinante notare che i detrattori cechi etichettano Ano sulla base del loro schieramento. I destristi dicono che Ano è di sinistra (mascherata), i sinistrati dicono il contrario. Ad ogni modo è inutile frignare sul latte versato e sulla deriva populista della politica. O i partiti standard iniziano a parlare la nuova lingua, o faranno la fine dei monarchici.

Accuse relative

Le accuse a Babiš: più sterili che pericolose

Farà specie, ma le accuse a Babiš si sono rivelate anche più sterili del previsto. Anche perché a ben guardare non sono così gravi e si potrebbe trovare di meglio. Accusare una persona di aver collaborato con il regime 30 anni dopo la fine del regime stesso è un po’ fumoso. E poi, davvero stiamo accusando un uomo che ha proprietà pari a 3 miliardi di essersi intascato due milioni? Davvero non siamo riusciti a trovare nulla di più grave? I partiti anti-establishment hanno puntato il dito su pecche dell’establishment. Che bene o male esistono tra l’altro. I partiti tradizionali hanno puntato il dito contro i candidati degli altri partiti. Quale di questi comportamenti è più meschino, a ben guardare?

Il potere logora chi lo ha

ANO è diventato l’establishment: il paradosso Babiš

Ano si è presentato con un programma che, come hanno scritto su Die Zeit, “sta alla politica come Amazon sta alla vendita”, ovvero offre tutto l’offribile al maggior numero di persone possibili. Ciò detto, era al governo negli ultimi quattro anni e ora lo sarà per un altro po’. Ovvero Ano ormai È l’establishment. E questo finirà per indebolirlo, a meno che l’apparato di marketing Babišiano non disponga altrimenti.

Coalizione con chi?

18 combinazioni di coalizione: il rischio del pentapartito italiano

Ano ha stravinto, lasciando agli altri le briciole. E questo fa si che molto probabilmente Ano avrà bisogno di altri 2 partiti per fare una coalizione, pur avendo 78 seggi su 200, un numero impressionevole. Partendo dal fatto che una coalizione Ano-Kdu-Cssd (quella degli ultimi 4 anni) a ruoli invertiti è possibile, Ano ha bisogno di almeno altri 23 seggi per avere la maggioranza. Glieli può dare solo Ods (che per ora rifiuta, ma vedremo per quanto). Oltre a ciò, ci sono 18 combinazioni di coalizione possibili. Tutti i partiti tranne Spd hanno detto di non voler andare in coalizione con Babiš (Ksčm ha già formalmente rifiutato perché “noi con un partito di destra non andiamo”), ma qualcuno dovrà sporcarsi le mani. Sapremo nei prossimi giorni chi. Se Ods non la smette di fare il pretino offeso, qualcuno salterà fuori. E noi potremmo gioire dell’esportazione di uno dei più rinomati prodotti del Made in Italy – il pentapartito.

Europa sì, Europa no

Europa sì, Europa no: solo SPD anti-UE

La stampa straniera può disperarsi quanto vuole, ma i programmi sono chiari. Di 9 partiti, solo Spd è anti-UE. Tutti gli altri, sebbene muovano delle critiche più o meno sensate, sono sostanzialmente a favore dell’Ue, né mai penserebbero di andarsene. L’unico problema sta nella legge (costituzionale) sui referendum, che diversi partiti vogliono cambiare introducendo la possibilità di fare referendum consultivi. Questo permetterebbe di indire un referendum sulla permanenza nell’Ue. Ma decisamente è troppo presto per parlarne e per fasciarsi la testa. Al contrario, il sopracitato apparato di marketing di Ano adesso dovrà anche ridare ai cechi un po di fiducia nell’Unione, anche perché nei prossimi 4 anni potrebbe presentarsi il difficile compito di adottare l’euro. In questo senso però, dobbiamo citare i Pirati, che in Italia sarebbero un normale partito di sinistra petalosa. Sono sbucati praticamente dal nulla (in 4 anni sono passati dall’1,5 all’11 per cento) e, da programma, si dichiarano marcatamente filo europei e favorevoli a immigrazione e integrazione. Alla faccia del V4 chiuso.

Praga è una nazione, la Repubblica Ceca è un’altra

Ed è una cosa tipicamente austro-ungarica. In Polonia, Austria, Ungheria, e anche qui, le grandi città votano in un modo, le campagne in un altro. Questo giro la cosa è stata lampante. Ano è il primo partito che vince le elezioni in 14 regioni su 14. In tutte le regioni ha vinto con percentuali tra il 31 e il 39%, seguito dalla Spd con percentuali tra il 10 e il 13%. A Praga invece Ano ha preso il 20%, seguito dai Pirati al 17% e da Ods al 16%. Spd ha preso solo il 5 per cento. Tradotto: Praga ha tolto 4 cadreghe a Babiš e 5 a Okamura (altrimenti avrebbero potuto governare assieme). Pirati e Ods ne hanno guadagnate 3 a testa. E se non bastasse, Praga ha mandato da sola in parlamento il nono partito (Top09) incasinando ulteriormente un casino parecchio incasinato. Tolto questo ultimo elemento, però, Praga ha salvato la ČR un’altra volta.

Migrazione di voti

Rispetto al 2013, Top09 ha perso il 6% dei voti, i Comunisti l’8%, i Soc-dem il 12%. Dove sono andati questi voti? Quelli di Top09 in larga parte sono tornati da dove erano venuti (l’Ods), altri probabilmente sono passati ai Pirati. I voti dei comunisti sono andati a Spd, partito che non promette libertà al proletariato oppresso ma protezione da un nemico inesistente (diktat di Bruxelles che non esistono e migranti arabi che qui non si trasferirebbero mai). È la faccia triste del populismo e possiamo solo augurarci che Okamura faccia la fine di David Rath (8 anni di carcere per corruzione). Quelli di Čssd sono andati dovunque, soprattutto ai Pirati. Ed è solo colpa della Čssd, che ha condotto una campagna fallimentare, improntata sulla difesa di un wellfare. Questa cosa, nel 2017, non suona astratta, ma sicuramente suona vecchia e finta. Che vada al governo o no, Čssd molto probabilmente attraverserà una fase di purga dei quadri, come ha sempre fatto. Ma se non cambia lingua (ovvero se non trova un Renzi o qualcosa di simile) camperà poco come il resto dei partiti socialdemocratici europei.

Dispiace, ma la storia va avanti, non indietro.

WiFi nella metro di Praga: stato della copertura e timeline di espansione

Riaperta la metro di Jinonice dopo 8 mesi

Copertura WiFi metro Praga: quali linee e stazioni hanno internet

La copertura internet di tutta la metropolitana di Praga, compresi i tunnel più profondi, potrebbe entrare in funzione entro la fine del prossimo anno. Ma solo a condizione di raggiungere un accordo tra la società dei trasporti pubblici (MHD) e il nostro operatore telefonico. Lo ha detto per “ČTK” Martina Kemrová, portavoce di T-Mobile, che dovrebbe gestire la rete internet della metro. Finora il segnale è attivo solo nelle gallerie tra Bořislavka e Motol sulla linea A.

Quando arriva il WiFi in metro a Praga: negoziati T-Mobile e MHD

Gli operatori, secondo la Kemrová, hanno un enorme interesse a coprire la metropolitana di Praga a proprie spese. I negoziati del consorzio degli operatori con la compagnia di trasporto vanno avanti da tre anni. “La tecnologia è pronta, manca il contratto con il vettore. Sono già presenti diverse bozze del contratto, ma si è ancora lontani da una soluzione.

Prossima fase: espansione WiFi linea C metro Praga (Muzeum-Roztyly)

Secondo le informazioni di ČTK, la prima tratta ad essere coperta dal segnale internet, sarà quella tra Muzeum e Roztyly (linea C). Attualmente, oltre alla tratta già citata, il segnale internet è disponibile in tutte le 58 stazioni metro.

Elezioni parlamentari ceche: panoramica pragmatica e ironica

Repubblica Ceca: presidente Zeman comunica data elezioni parlamentari
Elezioni Repubblica Ceca 2017: presidente Zeman comunica data elezioni parlamentari

Lo scorso anno, quando in Italia c’era il referendum, nel nostro gruppo era tutto un fiorire di inni a Grillo e insulti a Renzi, tanto che i treni per la Siberia partivano a cadenza tetragiornaliera. Ora che mancano 9 giorni alle elezioni ceche c’è un clima di pace e tranquillità che manco un convento di frati trappisti dopo che hanno assaggiato la birra nuova. Ritenendo sia più importante seguire la politica del paese in cui vivi (ovvero quella che effettivamente tende a fregarti) e non quella del paese in cui sei nato (che non può far molto una volta che emigri), ritengo opportuno fornire una panoramica di queste elezioni parlamentari ceche.

Cosa votano i cechi:

I cechi voteranno solo la camera dei deputati. Il senato si vota a parte e in altro modo – a rotazione, un terzo dei  senatori ogni due anni. Si vota il venerdì e il sabato della prossima settimana.

Che partiti voteranno i cechi:

Sulla base delle ultime proiezioni, i cechi dovrebbero votare questi partiti e in questo modo:

ANO: il partito di Babiš favorito alle elezioni ceche (27%)

Ano – 27%. Partito che ha fatto parte dell’ultima coalizione e probabilmente vincerà a mani basse. Guidato da Andrej Babiš, che nell’ultimo governo è stato ministro delle Finanze. Figura talmente discussa da essere abbastanza conosciuta anche in Italia. Babiš infatti controlla una delle più grandi holding private del paese, oltre la metà dei giornali ed è al centro di alcune indagini per corruzione. Da ministro ha prodotto la legge che ha fatto più discutere negli ultimi 4 anni. Che non è quella sul fumo ma quella per la creazione di un Registro informatico delle transazioni commerciali (detto Eet). Valutata da un italiano, dovrebbe essere una semplice misura volta a contrastare l’evasione fiscale ceca (ma tanto Babiš è slovacco). Le polemiche però ci sono state prima, durante e dopo l’entrata in vigore, infatti ci sono ancora e terranno banco almeno per tutto il primo anno della prossima legislatura. Oltre a questo, le casse dello Stato si sono parecchio rimpinguate (figuratevi quelle di Babiš) e l’economia ceca (e probabilmente anche qualche finanziamento europeo) va dove vuole lui – in salita e sempre meglio. E ciò nonostante, Ano non pensa di andare al governo.

ČSSD e KSČM: socialdemocratici e comunisti cechi in calo

Čssd – 13%. Partito socialdemocratico. Partito di governo uscente, negli ultimi 4 anni ha perso moltissime preferenze in favore di Ano, sebbene scandali e dibattiti riguardino quasi solo Ano. Oltre a questo, Čssd è riuscita ad aumentare sensibilmente gli stipendi cechi (ma tanto qui a Praga non ce ne siamo accorti perché case e affitti sono cresciuti molto più in fretta). Assieme ad Ano, Čssd ha sfruttato relativamente bene il momento congiunturale di crescita economica. Čssd è tra i partiti meno euroscettici di tutto il V4 e ultimamente pare vogliano l’euro (ma non è solo per questo che perdon punti). Son dei bravi bimbi, anche se un po’ grigi.

Ksčm – 12%. Tecnicamente partito comunista, in realtà partito di destra conservatrice. Io non ho altro modo di definire un partito così: sono 30 anni che storia e popolazione gli hanno fatto ampiamente capi di aver sbagliato tutto lo sbagliabile; ma loro, invece di cercare nuove vie al socialismo, continuano a dire che sarebbe meglio riportare tutto com’era prima, tra l’altro con un piglio puritano-indignato tipo la nostra DC. Se non è destra questa… Comunque continueranno ad arrivare in parlamento fino alla completa estinzione di chi non ha smesso di votarli dopo il 1989.

SPD: populismo e destra alla ceca

Spd – 9%. Partito della democrazia diretta. Laddove “democrazia diretta” credo significhi “linciare rom, negri e immigrati come meglio ci pare”. È un partito di destra populista (che è una cosa diversa dalla destra estrema) che si oppone a immigrazione, euro, Ue e più o meno a qualsiasi cosa che sta sulle balle alla gente. Tanto qua l’obiettivo è arrivare in parlamento, mica fare cose. Basta aggiungere che la Spd è guidata da uno che si chiama Tomio Okamura, è per metà giapponese e nel 2011 si è candidato presidente all’insegna di 2 priorità: integrazione degli stranieri e adozione dell’euro. Robe che “Pierferdi levati proprio”, ma i cechi lo votano lo stesso.

Ods e Top09 – 7%. Sono lo stesso partito ma non lo sanno. Una è sulla scena dagli anni ’90, l’altra dal 2009. Sono di destra e quindi vogliono “meno tasse per tutti”. Sono stati al governo insieme dal 2010 al 2013, poi hanno avuto un rovescio di fortuna perché 3/4 di quel governo è finito al centro di qualche scandalo e successivamente al gabbio per corruzione (nel 2012-13 c’era un arresto alla settimana e i motivi erano sempre diversi, mica posso raccontarveli tutti). Il partito che ha registrato il maggior numero di arresti non esiste quasi più, Ods e Top09 cercano di andare avanti. Ora come ora sono dei bravi bimbi pure questi, almeno in teoria.

Pirati – 7%. Partito stile M5S degli inizi, ma con più anni di attività e meno spina dorsale (quindi riescono a non risultare particolarmente odiosi). Partito che vuole una politica pulita e senza personaggi “oscuri”. Poi quando Babiš la settimana scorsa ha detto “forse coi Pirati il governo lo farei, ma quelli vogliono stare all’opposizione”, i Pirati hanno teso timidamente la manina.

Kdu-čsl – 6%. Sigla che sta per “Unione Cristiana e Democratica – Partito Popolare Cecoslovacco”. E niente, fa già ridere così.

Gli altri non dovrebbero superare lo sbarramento del 5% e la Slovacchia insegna che già 8 partiti in una sola camera sono decisamente troppi.

Previsioni

Non ne faccio, o meglio, le faccio a caso. Verrà fuori un governo di coalizione come quello appena finito, solo che i ruoli tra Ano e Čssd saranno invertiti. Primo ministro, con un astuta mossa padronale, non sarà nominato Babiš ma Martin Stropnický (ora ministro della Difesa), che i sondaggi danno per parecchio apprezzato. E a noi torna bene perché Stropnický ha lavorato a Roma e parla italiano.

Karel Zlín: la Commedia dell’arte incontra l’Italia alla Cappella dell’IIC Praga

La mostra di Karel Zlín all’IIC Praga: Commedia dell’arte e influenze italiane

Resterà aperta fino al 27 ottobre, nella Cappella barocca dell’Istituto Italiano di Cultura di
Praga, la personale del pittore, scultore, illustratore e poeta Karel Zlín dedicata all’Italia.

Dalle influenze di Caravaggio a De Chirico: il canone italiano di Zlín

Il percorso espositivo ruota intorno alla Commedia dell’arte, declinandone i contenuti tradizionali, barocchi, onirici e archetipici secondo la reinterpretazione soggettiva dell’artista, in un canone espressivo maturato dal confronto con i grandi maestri della tradizione italiana da Caravaggio a Giorgione, da Giacometti a Modigliani, fino a Giorgio de Chirico, considerato come la più alta espressione dell’arte novecentesca.

Ma l’Italia, meta ideale dell’artista nel corso delle peregrinazioni successive alla fuga
avvenuta nel 1976 dalla Cecoslovacchia “normalizzata” dopo l’intervento sovietico
dell’agosto 1968, ha influenzato la formazione di Karel Zlin anche attraverso la poesia di
Leopardi e di Foscolo, da lui tradotti in lingua ceca a completamento di un pantheon ideale di poeti e pensatori composto da Nerval, Baudelaire, Rimbaud, Hölderlin, Novalis, Rilke, Trakl, Kafka e Benn.

“L’Italia per me è una seconda patria mancata a causa delle vicissitudini della vita”, ha
dichiarato Zlin, cittadino francese dal 1981, nel presentare la mostra.

L’esposizione rientra tra gli eventi organizzati dall’Istituto di Cultura di Praga nel quadro
della “Settimana della lingua italiana nel mondo” (16 – 22 ottobre), che anche quest’anno si tiene sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. La personale di Karel Zlin sarà anche l’iniziativa di punta per la Repubblica Ceca della “Giornata del Contemporaneo”, la manifestazione internazionale organizzata dall’Amaci – Associazione dei musei d’arte
contemporanea italiani, in collaborazione con la Farnesina, per portare l’arte del nostro tempo al grande pubblico

Consolato italiano a Brno inaugura: Pavel Zezula nuovo console onorario

Patrimoni Unesco cechi #9: Brno (non solo villa Tugendhat)

Inaugurata oggi a Brno, alla presenza dell’Ambasciatore Aldo Amati, del presidente della Regione Moravia Bohumil Simek e del Sindaco della città morava Petr Vokral, la sede del Consolato onorario italiano.

Pavel Zezula: profilo del console onorario italiano a Brno

A fare gli onori di casa il console Pavel Zezula, presidente di Nova Mosilana a.s., azienda tessile del gruppo Marzotto. Laureato in Tecnologia meccanica e management industriale al Politecnico di Brno, membro della locale Camera di commercio e con una lunga esperienza nei rapporti con l’Italia, dove ha vissuto per diversi anni, Zezula ha il compito di coadiuvare l’Ambasciata italiana nell’assistenza ai connazionali e di favorire la proiezione esterna del “Sistema Italia” nelle regioni meridionali ed orientali della Repubblica Ceca.

“Spero che questo luogo diventi il punto di riferimento per gli abitanti di Brno che vogliono conoscere meglio l’Italia e che avranno bisogno dei servizi consolari – ha dichiarato l’Ambasciatore Amati – Sono molto orgoglioso di avere Paver Zezula come Console, una persona di cui mi fido e che saprà comunicare una splendida immagine del nostro Paese.

Il suo carattere, la sua esperienza e le sue conoscenze daranno un sicuro valore aggiunto alle attività che realizzeremo qui in Moravia. Del resto sono già diversi mesi – ha concluso il diplomatico italiano –  che su questo territorio  abbiamo lanciato numerosi eventi che testimoniano l’interesse mio, dell’Ambasciata, dell’Istituto Italiano di Cultura e della Camera di Commercio italo-ceca di avere un rapporto continuo con la Moravia, con le sue istituzioni e con la realtà economica locale”.

Cerimonia inaugurale: concerto dei Czech Virtuosi e Tbilisi Opera

Le celebrazioni si concluderanno questa sera con il concerto dei Czech Virtuosi e il coro del Tbilisi State Opera and Ballet Theatre diretti dal M° Walter Attanasi.

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