Home Blog Pagina 70

Divisione della Cecoslovacchia nel 1993: cechi e slovacchi a 25 anni dalla scissione

Il 67% dei cechi critica come avvenne la divisione della Cecoslovacchia nel 1993

È quanto emerge dai risultati di diversi sondaggi d’opinione sulla divisione della Cecoslovacchia nel 1993, i cui risultati sono stati presentati questa settimana dai rappresentanti dei Cvvm (Centro ricerche per l’opinione pubblica, entrambi i paesi ne hanno uno) pubblicati dell’Accademia delle scienze di Praga e dell’Istituto per gli affari pubblici di Bratislava.

Ad oggi, però, circa il 45% dei cechi e degli slovacchi considera la scissione del loro stato unito come una scelta giusta. Alla fine del 1992 la divisione della Cecoslovacchia era stata valutata positivamente dal 42% dei cechi e dal 40% degli slovacchi.

Giovani e memoria della Cecoslovacchia

Generazione giovane e memoria della Cecoslovacchia: cosa cambia a 25 anni dalla divisione

È stato confermato che i giovani sotto i 29 anni non hanno un’opinione chiara di quel momento, il 30% ha dichiarato di non potersi esprimere in merito. Il 1993 sta diventando un evento storico. C’è ormai una generazione che non ha avuto nulla a che fare con la Cecoslovacchia.

Sondaggio: approvazione dell’indipendenza nazionale

Indipendenza nazionale: il 51% dei cechi approva la Repubblica Ceca, il 53% degli slovacchi la Slovacchia

Relativamente diverse le reazioni alla domanda se i cechi e gli slovacchi siano soddisfatti di vivere in uno stato indipendente.

L’esistenza della Slovacchia (in luogo di una repubblica federale che unisce due popoli diversi) è valutata come un elemento positivo dal 53% degli slovacchi. E questa è ovviamente una conseguenza del fatto che gli slovacchi sono il popolo più orgoglioso tra i due. L’esistenza della ČR è invece valutata positivamente dal 51% dei cechi. Ancora 5 anni fa, pero, il dato era al 58% in Slovacchia e al 46% nella Repubblica Ceca.

Percezioni reciproche: come cechi e slovacchi si vedono dopo la divisione

Secondo i cechi, la situazione in Slovacchia non è molto diversa da quella del loro paese. Gli slovacchi ritengono che nella ČR vi siano migliori condizioni di vita e una politica più trasparente. Gli slovacchi si trasferiscono nella Repubblica Ceca per studiare, lavorare, viaggiare per turismo. La fiducia degli slovacchi nei confronti dei cechi è estremamente alta rispetto ad altre nazioni.

Dall’altro lato, invece, il dato più interessante è che secondo un quarto della generazione ceca più giovane lo slovacco è in larga parte difficile da capire (che io 5 anni fa non ci potevo credere – NdIP1W). Secondo alcuni, questa tendenza potrebbe portare ad un raffreddamento dei rapporti tra gli stati in futuro.

Relazioni bilaterali solide: l’80% vuole legami speciali

In ogni caso, ad oggi, le relazioni tra cechi e slovacchi rimangono molto buone: oltre l’80% dei cechi e degli slovacchi ritiene che i due paesi dovrebbero essere legati da relazioni speciali rispetto ad altri paesi (ad esempio la Polonia o l’Austria).

Fonti prime:

Svatý Mikuláš: la tradizione ceca che supera il Natale

La tradizione di Svatý Mikuláš in Repubblica Ceca

Una delle festività più importanti dell’avvento ceco

Svatý Mikuláš rappresenta una delle festività più sentite in Repubblica Ceca. Senza fare torto a nessuno possiamo paragonare al Natale le celebrazioni in onore di San Nicola.

Quando si celebra Mikuláš: la notte tra il 5 e 6 dicembre

Svatý Mikuláš ricorre ogni 6 dicembre, giorno dedicato al santo nel calendario, ma le celebrazioni di questa tradizione ceca dell’avvento avvengono nella notte a cavallo tra 5 e 6 dicembre.

Mikuláš, l’angelo e il diavolo: i tre personaggi della tradizione ceca

Mikuláš con barba bianca, cappello da vescovo e tunica, accompagnato dall'angelo e dal diavolo nella tradizione ceca

Nella notte del 5 dicembre, Mikuláš cammina per le strade accompagnato da un angelo (anděl) e un diavolo (čert). Con un minimo sforzo di meningi capirete che l’angelo rappresenta il bene, mentre il diavolo rappresenta il male.

Visita di Mikuláš: regali e carbone

Come si svolge la visita di Mikuláš ai bambini cechi e come funzionano regali e carbone

Durante il suo tragitto Mikuláš incontra i bambini e chiede loro se sono stati bravi o cattivi durante l’anno. I bambini solitamente recitano una piccola poesia per San Nicola, l’angelo e il diavolo. Se sono stati bravi, ricevo caramelle, dolcetti e giocattoli dall’angelo; i bambini cattivi ricevono carbone e patate dal diavolo. Ma non è finita qui: i bambini che si son comportati malissimo vengono spaventati dal diavolo e minacciati di essere messi nel suo sacco e portati all’inferno.

Chi è Mikuláš: l’abbigliamento e i simboli di San Nicola

La tradizione di Svatý Mikuláš in Repubblica Ceca

Mikuláš è alto con una lunga barba bianca, ha un cappello da vescovo e indossa una lunga tunica. Nel suo sacco ha dei piccoli regali come frutta, cioccolata e giocattoli.
La tradizione di Mikuláš celebra san Nicola, un vescovo nato in Grecia nel terzo secolo. Riconosciuto come il santo protettore dei bambini per la sua generosità dimostrata nei confronti dei bisognosi.

Dove incontrare Mikuláš a Praga e nei villaggi cechi

A Praga, i genitori portano i bambini in Staroměstské náměstí la sera del 5 dicembre; nei villaggi, Mikuláš visita i bambini casa per casa.

Dopo Mikuláš arriva Ježíšek: differenza tra le due tradizioni ceche

Mikuláš rappresenta l’unica figura che assomiglia a Babbo Natale in Repubblica Ceca; i regali di Natale vengono infatti consegnati da Ježíšek (Gesù bambino) il 24 dicembre.

Austerlitz oggi: dalla battaglia di Napoleone a meta turistica della Moravia

Oggi è un sonnacchioso comune poco a sud di Brno. Un tempo, fu teatro di una delle più grandi vittorie di Napoleone. Slávkov U Brna, conosciuta al tempo come Austerlitz. È infatti questo il nome con cui si ricorda la battaglia in questione.

Contestualizziamo quanto accaduto. Prima di tutto, i contendenti.

Da una parte abbiamo l’esercito di Napoleone, una macchina da guerra senza eguali nel continente dell’epoca. Soldati ben addestrati e fedeli all’empereur, circa 70.000, parte della Grande Armée.

Dall’altra, due imperi secolari e potenti: l’esercito imperiale russo, e l’armata d’Austria, oltre 80.000 uomini pronti (ma forse neanche troppo) a battersi per l’ancien régime contro le truppe rivoluzionarie di Napoleone.

È il 2 dicembre 1805, e fa freddo. I cavalli nitriscono mentre i soldati si infagottano nelle loro uniformi mettendosi in fila, pronti allo scontro della giornata. Fucili, baionette, sciabole, il rullo dei tamburi che aiuta i soldati a capire la formazione da assumere sul campo.

I cuirassiers a cavallo prendono posizione, pronti a caricare qualora l’imperatore avesse dato l’ordine, mentre dall’altra parte, il comando austro-russo si prepara a difendere la strada per Vienna dall’armata francese.

La domanda vera, tuttavia, è: come ci finirono i due schieramenti a combattere alle porte di Brno? Si potrebbero datare a circa tre mesi prima (battaglia di Trafalgar ed alla battaglia di Ulma) la serie di eventi che portò le due armate a contendersi il campo di battaglia di Slávkov U Brna.

Con la sconfitta dell’ammiraglio Villeneuve e la perdita assoluta del controllo dei mari da parte francese, le operazioni di terra divennero ancor più fondamentali. A seguito dell’attacco austriaco alla Baviera (alleata francese) nel settembre 1805, le armate napoleoniche risposero con vigore, arrivando addirittura a prendere Vienna nel novembre dello stesso anno. Contemporaneamente, i russi stavano muovendo verso l’odierna Moravia, per incontrarsi con gli austriaci in ritirata da Ulma.

Tuttavia, con il passare delle settimane, la Grande Armée iniziò a trovarsi in una posizione man mano più difficile. Mancanza di rifornimenti, momenti di incertezza, e soprattutto mancanza di una battaglia decisiva. Napoleone voleva questo: uno scontro che stabilisse una volta per tutte il vincitore, in quella serie di campagne e manovre che duravano oramai da mesi.

Napoleone, dunque, simulando tatticamente maggiori difficoltà di quante ne avesse, indusse i russi a muovere nella sua direzione. Ritirate alcune truppe dopo una serie di schermaglie sfavorevoli alle truppe francesi, Napoleone fece comprendere la debolezza delle sue forze agli austro-russi, i quali caddero nella trappola che l’imperatore dei francesi aveva argutamente architettato.

2 dicembre 1805: l’inizio delle ostilità e la confusione austro-russa

Alle 8.00 del mattino del 2 dicembre, si diede inizio alle ostilità. Lo scontro si fece subito terribilmente violento per entrambi i contendenti, tuttavia, nonostante il vantaggio numerico, gli austro-russi faticavano ad avanzare.

Contemporaneamente, dissapori tra lo zar Alessandro I ed il generale Kutuzov portarono confusione tra le truppe russe, e l’abbandono di una posizione di vantaggio (le alture di Pratzen) per poter sfiancare i francesi e distruggerli (cadendo però nella trappola dell’empereur. Nel frattempo, la nebbia di dicembre si diradò, facendo uscire il sole, e lasciando a Napoleone una visione completa delle truppe austro-russe.

“Il sole di Austerlitz”, e la mossa nemica dell’abbandono di Pratzen, portarono Napoleone ad attaccare e sbaragliare le forze nemiche in meno di mezza giornata. Quando il sole calò su Austerlitz, l’Europa aveva un vincitore, e due grandi imperi in ritirata.

Oggi, (più precisamente dall’1 al 3 dicembre) la battaglia di Austerlitz viene ricostruita da reparti di rievocatori storici, che rispettano in tutto e per tutto l’atmosfera di quei gloriosi giorni della Grande Armée, così come i sacrifici compiuti da decine di migliaia di soldati presenti sui gelidi campi di battaglia attorno a Slávkov U Brna.

Praghesi imbruttiti: 10 modi per riconoscere i Náplava (chi viene da fuori)

Chi sono i Náplava: quando la provincia invade Praga

Da che mondo è mondo, il disprezzo di chi vive in città nei confronti di chi viene da fuori si esprime anzitutto dando nomignoli ai campagnoli. A Milano ci sono i “Giargiana”, a Trieste i “Furlani”, a Udine i “Di là de aghe”, a Firenze “Quelli portati dalla piena” (dell’Arno, come ci rende noto l’agenzia APA).

Grazie alla medesima agenzia, che ci ha fornito il presente articolo, abbiamo scoperto che Praga e Firenze sono collegate per quanto concerne la nomenklatura di quelli che vengono da fuori. A Praga, infatti, quello che vien da fuori si chiama “Náplava“, ovvero, appunto “alluvione” (dalle città piccole). E viene dal “Vydlákov”.

I 10 segni che tradiscono i Náplava a Praga

Con il presente numero di Praghesi Imbruttiti vi insegnamo 10 caratteristiche in base a cui riconoscerli. E notiamo con un certo sgomento che, pur essendo dei Náplava pure noi, molte di queste caratteristiche non le abbiamo. O le abbiamo perse.

1. Nei fine settimana va fuori città

Fine settimana: la foresta chiama il Náplava

Il vero praghese si gode il fine settimana a casa, dove si cura le nevrosi e scarica lo stress. In estate, a volte anche lui va fuori Praga, così la gente non pensa male. Uno che è cresciuto fuori città, invece, non può resistere al richiamo della foresta, e così torna al suo elemento naturale tutte le volte che può.

2. Vota SPD o un altro partitello oscuro

Voto e geografia: SPD da provincia

E per votare, ovviamente, torna al paesello (nella ČR potete votare in qualsiasi collegio, non dovete andare al comune in cui siete registrati).

3. Spettegola al lavoro

Pettegolezzo da Starbucks: mentalità provinciale

Anche se si camuffa dietro al caffé di Starbucks o ai vestiti di H&M, la mentalità provinciale salta sempre fuori. Quando fate un commento su un collega, vedrete che il Náplava tira le orecchie e cerca di sentire tutto. Il giorno dopo il vostro commento sarà sulla bocca di tutti.

4. Considera Praga anche le zone marginali

I confini di Praga: provincia non sa dove finisce

Fottesega del catasto, delle suddivisioni amministrative, di Praga 11 e Praga 22. Il vero Praghese sa che Praga finisce a Kačerov.

5. Crede che Nusle sia “centro”

“Dipende da cosa ritieni centro, il concetto di centro cambia da persona a persona” è la frase tipica del Náplava. Il centro è Praga 1, punto. Il centro di Praga è solo uno, non è un argomento di discussione.

6. Non si perdono quando escono dalla città

Si orienta coi treni: il praghese no

A differenza del vero nativo della capitale, che non ha mai avuto bisogno di uscire da Praga, il nuovo arrivato si orienta molto bene tra orari dei treni, strane tabelle con gli orari delle linee degli autobus e improbabili stazioni in the middle of nowhere.

7. Quando litiga, parte il dialetto

Lo stress fa saltare il dialetto provinciale

Nelle situazioni di stress salta fuori il vero “io”. Stando anni a Praga, il Náplava riesce a eliminare il proprio accento in favore di quello della capitale, ma quando gli rompete le balle o lo offendete (dandogli del Náplava, ad esempio), partirà il dialetto, nella forma più pura.

8. Sa accendere un fuoco o ha altre abilità utili alla sopravvivenza

Abilità pratiche: il Náplava ripara, il praghese no

In sostanza, sa fare cose per cui il praghese medio chiama un servis al telefono per farsele fare. O manda una mail. O compra un elettrodomestico su Alza.

9. Guida

Guida l’auto: prerogativa di chi viene da fuori

Il vero praghese non ha la patente, e se ce l’ha è solo per ornamento. Invece, il Náplava sa che è il mezzo di trasporto più comodo (almeno per uscire nel fine settimana).

10. Secondo loro Brno “non è poi così male”

Brno non è poi così male: blasfemia praghese

Cosa dicono dei praghesi a Brno? Che sono degli stronzi.
E che cosa dicono a Praga di quelli di Brno? Niente.
Se proprio dobbiamo affrontare l’argomento, il praghese sa che “Brno è un buco nero che divora i sogni della gente e che se al posto di Brno ci fosse il mare, tutti vivrebbero meglio”. Secondo la leggenda, questa frase viene instillata in ogni bambino praghese tramite iniezione nei primi cinque giorni di vita.

Settimana della cucina italiana a Praga: cena di gala con lo chef Moreno Cedroni a Villa Pellé

La seconda Settimana della cucina italiana nel mondo entra nel vivo anche in Repubblica Ceca, con un ricevimento nello scenario ottocentesco dell’incantevole Villa Pellé di Praga che su iniziativa dell’ambasciatore Aldo Amati ospiterà questa sera una cena di gala celebrativa dei sapori italiani.
Ai fornelli Matteo de’ Carli, Leonardo Di Clemente e Riccardo Lucque, tre chef italiani tra i più apprezzati in Repubblica Ceca, e un ospite d’eccezione: il due stelle Michelin Moreno Cedroni.
“Nel panorama ceco è evidente che la cucina italiana è preminente su tutte le altre – ha
dichiarato l’ambasciatore Amati – in quanto rispecchia uno stile di vita molto apprezzato e
che si è imposto ovunque anche grazie ai nostri cuochi che in questo Paese hanno tenuto
lezioni in tv, aumentando la platea di esponenziali estimatori della gastronomia italiana.
Adesso l’obiettivo – ha concluso Amati – è di estendere la nostra cucina di qualità da Praga e
da Brno verso gli altri centri”.
Come omaggio all’Italia lo chef Cedroni proporrà una ricetta che negli ultimi due anni è
entrata nel cuore di tutti, l’amatriciana, portata a Praga non con il guanciale ma con il pesce
affumicato, sotto forma di lasagna. Un piatto tipico, impreziosito da una salsa di pecorino
marchigiano e una di basilico, con una combinazione di colori vicina alla nostra bandiera.
“Prima il gusto, poi il concetto e infine il colore”, come ha rimarcato lo stesso Cedroni.
Con un calendario complessivo di oltre 1.000 appuntamenti promossi dalla rete esteri della
Farnesina, con circa 200 eventi promozionali e commerciali, circa 150 incontri con chef, corsi
di cucina e masterclass, oltre 120 tra conferenze, seminari e dibattiti sulla tradizione culinaria
italiana e oltre 170 degustazioni e cene a tema, la Settimana della cucina italiana nel mondo si propone di promuovere la cucina del Belpaese a tutto tondo, sottolineando al contempo il
valore della genuinità delle materie prime, della sicurezza alimentare e della raffinatezza del
gusto.
All’evento di Praga interverranno su invito dell’ambasciatore Amati circa cento ospiti
selezionati, tra cui il presidente della Camera dei deputati ceca Radek Vondráček,il ministro
della Giustizia Robert Pelikán, con il suo vice Petr Jager, il ministro delle Finanze Ivan Pilný,
il viceministro degli Esteri Ivo Sramek, il viceministro della Difesa Tomáš Kuchta e il
capogruppo alla Camera dei deputati del movimento ANO Jaroslav Faltýnek.
La serata è organizzata dall’Ambasciata d’Italia, dall’Istituto italiano di cultura e dall’ENIT,
in collaborazione con la De Longhi.

MittelCinemaFest 2017: programma cinema italiano a Praga, Brno e Ostrava

MittelCinemaFest 2017: quinta edizione del festival cinema italiano

Si è tenuta giovedì scorso al cinema Lucerna di Praga la conferenza stampa di presentazione del MittelCinemaFest 2017, il Festival centro-europeo del cinema italiano che taglia il traguardo della quinta edizione per la Repubblica Ceca.

All’incontro sono intervenuti l’Ambasciatore d’Italia in Repubblica Ceca, Aldo Amati, il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga (Iic), Giovanni Sciola, il Segretario generale della Camera di Commercio e dell’Industria italo-ceca Camic, Matteo Mariani, e i rappresentanti della Film Europe, Kristyna Haklová, e della Mirius Film, Martina Kalová.

“Anche quest’anno siamo lieti di invitarvi a sognare con il cinema italiano” hanno dichiarato Amati e Sciola, rilevando che “le novità e i successi della nostra più recente stagione cinematografica giungono in Repubblica Ceca per questa quinta edizione del Festival che arriva al termine di 5 anni particolarmente fortunati ed importanti per il cinema italiano”.

Come promesso, il MittelCinemaFest torna con un programma estremamente variegato e attraente, che mette in mostra i vari aspetti del Belpaese: il carattere nazionale, i problemi sociali, l’umorismo e lo spirito del popolo, ma anche i nuovi talenti della sua cinematografia.

“Un elemento positivo di questa edizione, in un periodo in cui le serie come Gomorra sono molto popolari, è quello di presentare il nostro paese al di là dei cliché e in molti dei suoi aspetti meno noti”, ha sottolineato l’ambasciatore.

Ricordiamo che quest’anno il MittelCinemaFest (che lo scorso hanno ha avuto nel complesso un pubblico di circa2000 spettatori) amplia il proprio circuito ad Ostrava (il 7 e l’8 dicembre al cinema Luna) e tornando per il terzo anno consecutivo a Brno (dal 9 all’11 dicembre al cinema Lucerna).

Programma MittelCinemaFest 2017 a Praga: film, date e orari

La tradizionale cinque giorni praghese vedrà come film di apertura la proiezione in anteprima nazionale di “Moglie e marito” alla presenza del regista Simone Godano, in programma alle ore 18.30 di giovedì 30 novembre.

Alla prima giornata faranno seguito venerdì 1 dicembre Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini e Fortunata di Sergio Castellitto.

Sabato 2 Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, la replica di Moglie e marito, Ammore e malavita alla presenza della coppia di registi Manetti Bros. e L’equilibrio di Vincenzo Marra.

Domenica 3 sarà la volta del film di animazione Gatta Cenerentola di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone, cui farà seguito Il cratere con la partecipazione dei registi Silvia Luzi e Luca Bellino.

Ultimo appuntamento lunedì 4 dicembre con l’anteprima nazionale di The Place di Paolo Genovese, distribuito dalla Film Europe, e con ll colore nascosto delle cose di Silvio Soldini.

MittelCinemaFest è organizzano l’Ambasciata d’Italia a Praga, dall’Istituto Italiano di Cultura, l’Istituto Luce Cinecittà – Filmitalia e il Cinema Lucerna di Praga, con il supporto della CAMIC – Camera di Commercio e dell’Industria italo-ceca e in collaborazione con il Comune di Praga, UniCredit Bank, Ferrero, Il Mulino ristorante, Italian Business Center (IBC), Progetto Repubblica Ceca, Fondazione Eleutheria, Hotel Alchymist di Praga e numerosi altri partner.

Mostra Design Italiano a Praga-Smíchov: capolavori dai ’60 ai 2000

Inaugurazione mostra Design Italiano: Ambasciata Italia a Praga

Si è tenuto nella serata di ieri l’evento ufficiale della mostra “Design Italiano”, presso la Národní Dům di Smíchov (NDS).

La cerimonia ha visto presenti l’Ambasciatore Aldo Amati, il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura (IIC) Giovanni Sciola, e la rappresentanza del Municipio di Praga 5 (di cui il quartiere di Smíchov fa parte) con l’Assessore alla Cultura Martin Damašek.

“Il design costituisce un punto di convergenza tra estro artistico, creatività e mondo imprenditoriale, una sintesi produttiva che rappresenta uno dei settori di eccellenza dell’Italia nel mondo”, ha dichiarato l’Ambasciatore Aldo Amati .

“Per queste ragioni insieme alla cucina, alla lingua e al cinema, anche il design è protagonista della strategia di promozione culturale #VivereALLitaliana, implementata dalla nostra rete diplomatica nel mondo con un marchio che vuole coniugare la bellezza e la poesia ad ogni dimensione del vivere, del creare e del produrre”, ha proseguito l’Ambasciatore.

L’organizzazione della mostra è dovuta alla collaborazione tra Ambasciata d’Italia a Praga, IIC e Camera di Commercio e dell’Industria Italo – Ceca (Camic), che hanno contribuito a portare al NDS oltre un centinaio di opere di design italiano di artisti quali Vico Magistretti, Roberto Barbieri e Marco Zanuso.

Percorso espositivo: sessant’anni di design italiano

La mostra percorre, nelle due stanze principali, le esperienze di design italiano dagli anni ’60 ai primi 2000. Sicuramente, assieme a cucina ed attività imprenditoriali, il design italiano è un trademark del belpaese. La mostra, a entrata libera, resterà aperta fino al 19 novembre.

Divieto di alcol in strada a Praga 1: come funziona nel 2025 e quanto costa

Praga: giunta pensa di proibire la vendita di alcolici dopo le 22

Sulla vecchia Italia Praga One Way avevamo scritto un articolo relativo alla legge sul consumo di alcol in strada, perché vi erano zone a Praga in cui si poteva bere e altre in cui era vietato. Cambiava da strada a strada ed era molto complesso. Almeno per i turisti, ora le cose saranno più semplici, anche se non si tratta di una cosa positiva.

Chi è colpito dal divieto di alcol in strada a Praga 1

Il municipio di Praga 1 (Città Vecchia, Malá Strana, quartiere ebraico e zona del castello) ha approvato una proposta di decreto che vieta il consumo di alcool all’aperto in tutto il centro di Praga. La multa si applica a tutte le persone in possesso di una bottiglia aperta o di un altro contenitore contenente una bevanda alcolica. Prima, gli agenti dovevano fermarvi durante l’atto di bere, ora potrebbe non essere più così.

Multa divieto alcol Praga 1: quanto costa (fino a 10mila corone)

Quando entra in vigore il divieto

La legge potrebbe entrare in vigore già all’inizio del prossimo anno. La multa può arrivare fino a 10 mila corone (circa 350 €, è bene che lo sappiate), in caso di resistenza e proteste si può arrivare a 100 mila corone. Visto che la risoluzione vale per Praga 1, è chiaro che esso sia stato pensato essenzialmente per i turisti, che in effetti negli ultimi anni hanno ridotto il centro di Praga in condizioni vergognose (iDnes stima che con questa legge nel 2017 sarebbero state affibbiate oltre 7500 multe in più).

Eccezioni al divieto alcol Praga 1: bar, Capodanno e mercatini

Tuttavia, il decreto prevede una serie di eccezioni. L’alcol può essere bevuto nei bar all’aperto o nelle immediate vicinanze dei bar (ma non è chiaro cosa si intenda per immediate vicinanze), il divieto non si applica anche alla notte di Capodanno. Sarà poi possibile bere alcolici ai mercatini di natale.

Tram blu con birreria a Praga: il nuovo progetto dopo la mazací tramvaj

Potrebbe essere un’imitazione del progetto che già ha funzionato a Brno, potrebbe essere che ormai a Praga sono smattiti per i tram “particolari”. Fatto sta che dopo la mazací tramvaj e dopo il cabriotramvaj, un nuovo tipo di tram potrebbe comparire sulle strade della capitale ceca.

Specifiche tecniche del tram blu: T3 con birreria e consolle DJ

Si tratta di un tram turistico con birreria a bordo. Il progetto è ancora in fase di studio e non sarà attivo prima della fine del 2018, quindi non abbiamo moltissime informazioni (le trovate su forbes.cz). Sappiamo però che questo tram sarà blu (è già blu e sta al deposito di Hostivář) e che sarà, ovviamente, un T3 leggermente modificato.

Capacità, design e DJ: cosa aspettarsi dal tram blu

Trasporterà 40 persone e avrà un design modificato, probabilmente anche con una consolle per DJ. Dovrebbe essere dato in affitto per feste private, ma potrebbe anche essere creata una linea pubblica regolare (per ora si parla solo del venerdì).

Quartieri da evitare a Praga: le zone più pericolose secondo la polizia ceca

zizkov praga sfondo background

Criminalità a Praga: quali sono le zone più a rischio per i cittadini e i turisti?

Per quanto sembri, almeno a noi, una città sicura, la criminalità a Praga è a livelli elevati. Secondo Nasregion.cz ci sono più reati a Praga in un mese che in tutti i comuni circostanti messi assieme in un anno.

Perché Žižkov non è nella classifica dei quartieri pericolosi

Per questo motivo, la polizia cittadina ha diviso la capitale ceca in una serie di distretti speciali da 10.000 abitanti l’uno, in modo da capire quali zone sono a rischio per quale tipo di delitti. Non stupitevi insomma se in questo articolo non ci saranno i soliti quartieracci tipo Jižní Město e simili. Queste analisi sono meramente statistiche ed effettivamente ricordatevi che rubare auto e svuotare case sono attività molto più remunerative in centro che a Krč.

Quartieri da evitare a Praga: analisi criminalità per zona

Via Bartolomejska: furti auto e spaccio dominano le statistiche

Siamo i primi a restare basiti ma in questa anonima stradina, dove c’era la vecchia Zorkovná (e c’è ancora una caserma della polizia), tra Národní Třída e la Cappella di Betlemme (Città vecchia pienissima) nel 2017 sono stati commessi 3.179 reati. Il più delle volte si tratta di furti di automobili (134, di cui solo 14 risolti). Si sono verificate poi 77 aggressioni e sono stati arrestati 36 spacciatori (ecco, questo proprio basiti non ci lascia). Se poi ripensiamo a quella volta che sembrava ci avessero messo una bomba…

Smíchov: zona da evitare per furti e droga

Questo stupisce relativamente poco. Smíchov non è mai stato luogo di santi, via Nádražní era a suo tempo il quartiere a luci rosse di Praga. Negli ultimi anni è stato relativamente rivitalizzato, ma rimane zona di bar dove si vedono spesso cose brutte (e non parlo del Granduca che va al lavoro). Le statistiche annuali parlano di 2.778 crimini. Il problema più grave rimangono i furti di auto (254) seguiti da minacce e aggressioni sotto l’effetto di droga e alcol (91) e ancora spaccio (86 arresti).

Via Beneditská (Città vecchia)

Questa via è una laterale di via Dlouhá (la via delle discoteche) e c’è (pure qui) una stazione di polizia (#stica). Ciò nonostante le statistiche riferiscono di 2.798 reati, con 116 furti d’auto, 88 aggressioni e 38 spacciatori arrestati (c’hai 8 discoteche a 20 metri).

Malá Strana: furti in abitazione e auto fra i ricchi

A leggere il nome viene un coccolone, in realtà i dati parlano chiaro e stupiscono poco. Essendo quartiere di ricconi, è il quartiere che registra il maggior numero di furti in abitazione (16) seguito dai furti d’auto (15, tutti irrisolti). In tutto a Malá Strana sono stati commessi 988 reati.

Holešovice

Ecco, qui più di tanto non c’è da meravigliarsi, anzi, sul lato putrido di Praga 7 ci avremmo anche potuto scommettere. Al di là di 50 furti d’auto, la maggior parte dei 960 reati commessi nel 2017 riguardano il motivo per cui Holešovice è famosa: produzione, vendita all’ingrosso e al dettaglio e consumo di droga (68 casi, ma anche lì, con 3 discoteche e la migliore è il leggendario Cross…).

Foto – Kudyznudy

Rozbludník: l’articolo in cui rispondiamo alle vostre domande su Praga


- Advertisement -