L’istituto italiano di cultura di Praga è lieto lieti di invitarvi al seminario del dottor Giancarlo Russo, con la partecipazione del dottor Stefano Benemeglio, su “Ipnosi e terapie ipnotiche nel terzo millennio: attualità di una disciplina antica”.
Dettagli del Seminario: Data, Luogo e Contatti dell’IIC Praga
Martedì 30 maggio 2017, ore 18, Sala conferenze dell’Istituto Italiano di Cultura, Šporkova 14, Praga 1.
Ingresso libero
Come Contattare l’Istituto Italiano di Cultura di Praga
Istituto Italiano di Cultura Šporkova 14 118 00 Praga 1 (Rep.Ceca) tel.: +420 257090681 fax: +420 257531284 Email: [email protected] https://www.iicpraga.esteri.it
Offerte di lavoro Praga: 3 posizioni aperte con Grafton
Abbiamo selezionato per voi le migliori offerte di lavoro per italiani a Praga della compagnia Grafton per la settimana 22-29 maggio 2017. Tutte le offerte sono disponibili qui.
Expeditor Praga: offerta di lavoro multilingue
Expeditor with ENGLISH and ITALIAN | Praga
Maggiori informazioni
Invoice Processor a Praga: posizione multilingue
INVOICE PROCESSOR with English and Italian | Praga
Maggiori informazioni
Logistics Planner Analyst Praga: opportunità di lavoro
Siamo felici di intervistare Daniele Fiacco, italiano residente a Praga da circa tre anni. Oggi facciamo una chiacchierata tra arte, sociologia e uccelli in volo.
Ciao Daniele e benvenuto su Italia Praga One Way! Vivi in Repubblica Ceca da circa tre anni, quale esperienza ti ha condotto a Praga?
Chi è Daniele Fiacco: dall’Italia alla Repubblica Ceca
Ho avuto la fortuna di perdere il lavoro a Roma. Ero assistente alla direzione artistica di un’importante galleria d’arte contemporanea, ma ero entrato in conflitto con tutto, con la paga miserabile, le riviste d’arte, gli artisti, i critici e l’Italia intera, per non dire dei mezzi pubblici che subivo ogni giorno: da Latina, dove vivevo, fino al centro della Capitale. Niente di così grave, sentivo solo di non avere una lingua in comune col mio paese. Poi, senza troppa convinzione, mi candidai per un Progetto Europeo a Praga. Vinsi il concorso e venni qui a lavorare, ancora una volta, per una galleria d’arte. Masochismo? Ostinazione? No, mi serviva un termine di paragone per prendere un’altra strada senza troppi piagnistei. Dopo tre mesi il mio fantasma tornò in Italia, ma io ero rimasto a Praga. Così, decisi di tornare da me.
Fotografia di Giuseppe Arrigo
Cosa ti mancava di questa città?
Praga come laboratorio: perché restare dopo tre mesi
Niente mi manca mai, non sono un nostalgico. E poi non sono neanche un bigotto, quindi non credo alle terre promesse. Avevo solo bisogno di un nuovo laboratorio, di una città in cui sarei stato lo stesso di sempre, in cui rischiare la vita, le malattie veneree, gli stupri, in cui andare a ritmo e poi cadere, rialzarmi e stare sul mio asse con quel pizzico di gratitudine che mi devo. Farlo tra i ghirigori bianchi del Barocco e le punte nere del Gotico mi sembrava una buona idea. E poi, qui, la gente non spinge sui mezzi pubblici e urla solo nelle birrerie.
Mon cœur mis à nu; polaroid, 2017
Czechs and the City: il blog che racconta Praga
Ti conosco per il tuo blog, Czechs and the City, per i tuoi disegni e le tue polaroid. Praga e la Repubblica Ceca rappresentano una fonte di ispirazione?
La polaroid come linguaggio: epifanie urbane
Praga è un film che ti si svolge continuamente sotto agli occhi. Le epifanie sono in ogni scorticatura di muro, nei locali fumosi, nei club notturni, nelle camere d’albergo, negli amori di una notte, nella neve che scricchiola sotto agli stivali. Devi solo allenare la mente a vedere, altrimenti rimarrebbe una città compiutamente europea, allineata a tutti gli stereotipi sociali, sessuali e culturali dell’economia globale capitalista, pur con tutti gli scorci che da secoli la rendono bellissima. E poi è come se Kafka, che con grande dispiacere ho scoperto essere poco letto dai cechi, continuasse a scrivere di nascosto. La mia polaroid, Kafka between two windows, racconta proprio questo.
Dead Birds Attack: il dittico nato a Kutná Hora
Presenti in anteprima su Italia Praga One way un dittico intitolato “Dead birds attack”, com’è nato questo lavoro?
Polaroid a Kutná Hora: il limite come forma creativa
Sono due disegni a matita su carta velina, applicati su polaroid non riuscite. Fanno parte di una serie che mi è venuta in mente a Kutná Hora. Volevo fotografare il teschio di un guerriero hussita nell’ossario di Sedlec, ma era vietato usare il flash, e le polaroid, se c’è poca luce, non riescono. Sono affascinanti proprio per i loro limiti, è un po’ come scrivere un sonetto: sai che disponi di due quartine e due terzine di endecasillabi in rima e devi dire tutto con poco più di niente. Sperando nella poca luce proveniente dalla finestra, ho provato a scattare. Il risultato? Una polaroid bianca, nessun guerriero hussita! “Un’immagine negata è a modo suo un’immagine?”, mi sono chiesto. Così mi sono messo a disegnare quello che avevo prefigurato, usando la matita come un bisturi. A volte lo faccio a partire dalle sfocature delle polaroid stesse e come cornici uso le cartucce per le pellicole non ancora impressionate (vuote, ovviamente). Per metterla in termini banalmente concettuali e aulici, questa è una serie di immagini che racconta immagini che non esistono. In termini spiccioli, non volevo buttare via le polaroid abortite e volevo tornare a disegnare dopo aver lasciato l’Italia. I piccioni morti ho cominciato a fotografarli tre anni fa. Mi pareva stessero dormendo o volando ancora. La morte può essere molto ambigua. Si è abituati a immaginare i morti coi morti e i vivi coi vivi, ma quando mai? Le due cose si confondono di continuo. A Žižkov ne ho fotografato uno straordinario, con le ali incrociate, Picasso se ne sarebbe innamorato quanto me. Poi un altro con un’ala simile a una lama di coltello. Dead birds attack è un volo di piccioni che portano via i cuori malconci degli umani. I cuori messi “a nudo” me li ha suggeriti Baudelaire.
Dead birds attack; matina su carta velina applicata su polaroid, 2017
L’arte rappresenta una grande passione, ma non un lavoro. Come me, sei impiegato presso una multinazionale. Hai mai pensato di mollare tutto e dedicarti esclusivamente all’arte?
Io ho sempre lavorato. Non ho mai usato l’arte come paravento per nascondere i genitori che ti mantengono, gli amanti facoltosi e tutti i meschini compromessi dei velleitari. Non è poi questa disgrazia, lavorare, neanche se fai lavori di cui non ti importa nulla! Se sei intelligente sperimenti su te stesso le contrarietà e da lì prendi la forza per andare avanti. Una comodità ce l’ho avuta, però. A differenza di molti, che lasciano il proprio paese per andarsene all’avventura, spesso restando impantanati nelle frustrazioni dalle quali volevano scappare, io ho trovato lavoro in una grande agenzia pubblicitaria prima di trasferirmi, dove lavoro tuttora. Se era per stare sotto ai ponti a farmi il bidè nei fossi, restavo a Latina, le pantegane lì sono adorabili.
Come riesce una personalità devota all’arte come la tua a conciliare un lavoro in una grande azienda? Non ti senti alienato?
Se lavorassi nel mondo dell’arte, magari in una posizione diversa da quella già sperimentata, sarei meno “alienato”? Tutto, quando diventa lavoro, è una rottura di palle. “Alienazione”, poi, è un termine così poco spiritoso! Non ho sogni borghesi né aspirazioni al lusso, mi servono solo un tetto e il cibo, matite, pellicole per la mia polaroid SX 70, la palestra e non più di tre viaggi all’anno (odio viaggiare). Ma l’indipendenza economica, specie quando non è corrotta dalla disonestà, è essenziale affinché possa raccontare l’arte e il mondo con lo stile che voglio. Ma mi piacerebbe essere ricco e famoso per il capriccio di fregarmene, perché continuerei a essere nient’altro che umano, invisibile e di passaggio anche se esposto e con tante “cose” in più a riempirmi la casa.
Kill the bubbles! Yes, Sir; polaroid, 2017
Quale è stata la tua più grande soddisfazione nel campo artistico?
L’unica mia soddisfazione è disegnare come disegno e fotografare come fotografo. Quanto alle soddisfazioni provenienti dal mondo esterno, Aldo Busi ha scritto un commento su due mie fotografie: le Biblioteche immaginarie. Che un commento sia venuto da uno scrittore come lui, piuttosto che da un critico qualsiasi, è stato un onore.
Quale è il tuo rapporto con i cechi?
È esattamente come quello che ho con gli italiani, gli slovacchi, i greci, gli ingusci e tutti gli altri: ci fiutiamo come animaletti curiosi, ci sfreghiamo le mucose, ci regaliamo qualche ricordo o ci dimentichiamo e, soprattutto, ci salutiamo presto. Non ho amori totalizzanti né amici di lunga data, qui, ma in compenso la collina di fronte alle finestre del mio nuovo appartamentino a Košíře, dopo due anni passati a Vinohrady, mi esalta, mi parla e un po’ mi assomiglia. Spero solo che quest’inverno, stanca delle mie pose da dandy pensoso alla finestra, non mi seppellisca sotto a una slavina di neve!
Cosa ti manca dell’Italia? Soprattutto, consideri un ritorno in patria in futuro in caso di opportunità lavorative?
Suonerà banale, ma tant’è: a un italiano, per giunta del Lazio, mancano il mare e la pasta. In compenso, vado matto per lo stinco di porco praghese! Per il resto, prendo un aereo e sono in Italia in due ore e, a meno che non mi offrano molti soldi, un capo sano di mente e un contratto di lavoro regolare, non ci tornerei neanche morto. E non perché non la ami, anzi, ma nessun’amata ha il diritto di fartele di tutti i colori col tuo benestare, non è elegante. E poi, una specie di mare ce l’ho anche dentro e come cuoco non sono male neanche quando metto a tavola la pasta ceca. Sfidami pure, vieni a cena?
Bike Prague 2017: una giornata dedicata agli amanti della bicicletta
Sabato 20 maggio 2017 la città di Praga ospiterà il Bike Prague, un evento dedicato a chi ama pedalare.
Bike Prague 2017: l’evento ciclistico da Praga al Český Kras
La competizione inizierà in città presso il centro Commerciale Galerie Butovice (vedi mappa). E’ possibile visualizzare l’esatto punto di partenza e di arrivo della gara sull’apposita pagina del sito ufficiale.
I partecipanti potranno scegliere quale percorso intraprendere a seconda del loro grado di allenamento. I più temerari avranno la possibilità di percorrere il tratto più lungo, 65 km di discese e salite tecnicamente impegnative con un dislivello di 1200 metri, adatto ai ciclisti più esperti. Per i principianti, o per chi è fuori allenamento ma non per questo vuole rinunciare all’esperienza del Bike Prague, esiste invece un percorso più breve, di “soli” 35 km, senza tratti particolarmente difficili.
Iscrizioni Bike Prague 2017: date, costi e modalità di registrazione
Per chi fosse interessato a partecipare all’evento, le registrazioni possono essere effettuate su questo sito Web oppure sul luogo stesso della competizione venerdì 19 (dalle 12 alle 20) e sabato 20 maggio 2017 (dalle 7 alle 11). I partecipanti potranno ritirare negli stessi giorni il proprio numero insieme al pacco gara all’interno del centro commerciale Galerie Butovice.
Bike Prague Kids Day 2017: distanze per fasce d’età
Anche i bambini potranno partecipare al Bike Prague Kids Day in categorie dedicate a loro a seconda dell’età: il percorso per i più piccoli (fino a 5 anni) sarà di appena 350 metri. La lunghezza andrà ad aumentare a seconda dell’età (700 metri per chi ha 6-7 anni, 2 km per coloro che hanno tra gli 8 e i 9 anni, 3 km per i più grandicelli di età compresa tra i 10 e i 14 anni). Attenzione: le registrazioni per i bambini termineranno sabato 20 maggio 2017 alle 9,30 del mattino.
Lotteria post-gara e ritiro pacco gara
Dopo la competizione consigliamo inoltre ai partecipanti di non buttare il proprio numero di gara: una lotteria è prevista dopo la premiazione e l’estrazione dei premi premierà proprio i possessori dei fortunati numeri di gara.
Karlín, Praga: previsti lavori sul Viadotto Negrelli
Comincerà a breve la ricostruzione del viadotto ferroviario Negrelli (Negrelliho Viadukt), incluso il ponte sulla Vltava che collega i quartieri Karlín e Bubny. La notizia è riportata dal quotidiano Deník, secondo cui si tratta del primo passo nella costruzione del collegamento tra Praga, l’aeroporto internazionale Václav Havel e Kladno.
Costi, tempistiche e consorzio della ricostruzione del viadotto Negrelli
Secondo il progetto presentato dal consorzio formato da Hochtief CZ, Starbag Rail e Avers, i costi ammontano a 1,195 miliardi di corone. Il completamento dei lavori è previsto nei primi mesi del 2020 e rientrano nel piano di rivitalizzazione della stazione di Praha Bubny e della zona attorno al viadotto a Karlín. Questa zona in particolare non ha beneficiato particolarmente dei fondi di ricostruzione stanziati dopo l’alluvione del 2002, grazie ai quali Karlín ha subito un impressionante processo di modernizzazione.
Rivitalizzazione di negozi sotto le arcate
Il nuovo progetto di rilancio degli spazi commerciali situati sotto le arcate.
Il viadotto Negrelli è entrato messo in funzione il 1° giugno 1850, subirà dunque anch’esso un intervento massiccio. Nello specifico, i lavori principali riguardano soprattutto l’utilizzo dello spazio sotto le arcate del viadotto. In questi spazi dovrebbero sorgere negozi, un bistrò, uffici per piccole imprese e spazi per altre attività. Il progetto, in questo caso, è seguito dall’architetto Yveta Vašourková, dal Comune di Praga, dall’Istituto di Pianificazione urbana e dalla Società statale di gestione delle ferrovie (SŽDC).
Sabato 13 maggio 2017 dalle 10 del mattino fino alle 20, presso Havlíčkovy sady a Grébovka, (Praha 2, vedi mappa), si terrà ilFamily Day (Den Rodiny), organizzato dall’associazione Women For Women, fondata nel 2012 da Ivana e Pavel Tykačovi per assistere in particolare le madri single nella crescita dei loro figli.
Cosa c’è al Family Day: castelli gonfiabili, laboratori e spettacoli
I grandi protagonisti della giornata saranno i bambini, per i quali non mancheranno di certo le occasioni per divertirsi: castelli gonfiabili, laboratori creativi, “truccabimbi”, lettura di fiabe, spettacoli di magia e tanta musica faranno da cornice a una giornata di grande svago dedicata proprio ai più piccoli.
Mentre i figli salteranno da un’attrazione all’altra, durante il Family Dayle loro mamme potranno godersi un trattamento di bellezza di make up professionale, durante il quale verranno dati alcuni consigli per la cura della pelle.
L’ingresso all’evento è gratuito.
L’evento si svolgerà quasi in concomitanza con la Giornata Internazionale della Famiglia, che si terrà solo due giorni dopo, il 15 maggio, e che è stata istituita nel 1994 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
L’associazione Women For Women offre in particolare sostegno terapeutico e consulenza sociale e legale alle ragazze madri che vivono la crescita dei propri figli con alcune difficoltà sia di tipo economico che psicologico e prevede inoltre programmi educativi, di formazione e workshop per facilitare il loro ritorno nel mondo del lavoro dopo il periodo della maternità.
Volevano rottamarli. Ma non ce l’hanno fatta. Anzi, torneranno ancora, rimodernati. Stiamo parlando ovviamente dei Tatra T3, i leggendari tram rossi che da quasi 60 anni solcano i binari di Praga e di molte altre città.
Solo nel 2011 sembravano destinati al definitivo smantellamento e alla vendita ad altri paesi. Dovevano essere sostituiti dai fantascientifici Skoda 15T – i nuovi tram neri che iniziano a sbucare sempre più di frequente.
Ristrutturazione dei Tatra T3 a Praga
Perché i Tatra T3 di Praga tornano in servizio: il progetto di ristrutturazione DPP.
Sembra però che il progetto sia stato accantonato, probabilmente per motivi di prezzo. La vendita di tutti i T3 infatti, che hanno un valore pari a 300 mila corone (11 mila euro), avrebbe consentito l’acquisto di soli 1,5 T15. Pertanto, secondo quanto riporta il sito del quotidiano Lidové Noviny(LN), dalla settimana prossima entrerà in servizio un nuovo tipo di T3 ristrutturato. Questo sarà caratterizzato da una parte centrale ribassata al fine di garantire un ingresso più facile a passeggini, anziani e portatori di handicap.
Il piano di espansione: 90 ulteriori T3 rimodernati in arrivo a Praga
Secondo LN, dopo un periodo di rodaggio e verifica ma soprattutto in caso di esito positivo, dovrebbero essere rimodernati altri 90 T3.
I Tatra T3: 60 anni di storia dei tram rossi di Praga e dell’Europa dell’Est
Il ciclo di vita infinito dei Tatra T3: da Praga al mondo
I tram T3 sono stati progettati e costruiti negli anni ’60. Sono probabilmente uno dei massimi risultati raggiunti dalla tecnologia socialista per quanto riguarda il trasporto viaggiatori. E senza dubbio sono tra i tram più longevi al mondo. Tuttora i T3 rimangono in servizio, oltre che in Repubblica Ceca, in Romania, in diverse repubbliche ex sovietiche, tra cui la stessa Russia, e in Corea del Nord.
La scalinata ai piedi della collina di Petřín nei pressi di Újezd, che ricorda le vittime del regime comunista tra il 1948 e il 1989, cambierà presto nome.
Il percorso pedonale lungo 120 metri attualmente non ha un nome ufficiale; i consiglieri comunali di Praga presto approveranno un atto con cui si attribuiranno nomi ufficiali a molti luoghi pubblici e punti di interesse della città.
Il monumento di Olbram Zoubek: ricordo alle vittime del comunismo dal 2002
L’opera è composta da sette statue di bronzo che scendono la scalinata e simboleggiano il dramma vissuto dai prigionieri politici sotto il regime comunista.
Altre 13 strade rinominate nel piano comunale
Al contempo, il consiglio comunale rinominerà altre tredici strade, incluse le neo-arrivate vicino a Bubenské nábřeží nei pressi del ponte di Libeň.
L’8 maggio in Repubblica Ceca – e in diversi altri paesi europei – si festeggia il Den vítězství, o Den osvobození, ovvero il giorno della liberazione.
È stato infatti l’8 maggio 1945 che venne firmata la fine delle ostilità tra le forze alleate e la Germania nazista. Tant’è che questa data è conosciuta anche (per gli anglofoni soprattutto) come VE-Day, ovvero il giorno della vittoria alleata in Europa (Victory in Europe Day).
Tuttavia, la data dell’8 maggio diviene ricorrenza solo dal 1993: perché? Ebbene, per capire com’è veramente andata, sarebbe opportuno tornare leggermente indietro nel tempo.
VE Day: la firma della resa tedesca dell’8 maggio 1945
Era il 5 maggio 1945, e da lì a pochissimi giorni sarebbe terminata la guerra. Truppe statunitensi provenienti da ovest e l’Armata Rossa da est entravano nella Cecoslovacchia occupata facendo indietreggiare le truppe tedesche.
La morsa stringeva e, mentre in Germania si combatteva la tremenda Battaglia di Berlino, i soldati tedeschi che lottavano contro l’Armata Rossa dovevano passare da Praga e dai suoi ponti per ritirarsi verso le posizioni americane (com’è ben noto, la cattura da parte sovietica sarebbe stata ben peggiore).
La Rivolta di Praga del maggio 1945: l’insurrezione spontanea
Il governo cecoslovacco in esilio a Londra necessitava infatti di un’azione decisa atta a dimostrare che la Resistenza nel paese non era sconfitta (e legittimare dunque un futuro governo indipendente, a guerra finita). Non di meno, l’insurrezione nacque più o meno spontaneamente.
Ciò indusse i tedeschi a fermarsi nella città e, già che c’erano, a perpetrare orribili massacri ai danni della popolazione civile, a Praga e nel resto della Boemia. Così mentre gli americani entravano a Plzeň, l’Armata Rossa non dava tregua ai reparti tedeschi in fuga, e a Praga si combatteva strada per strada.
Il 7 maggio i tedeschi accettarono la resa incondizionata alle truppe alleate a Reims. L’8 maggio la stessa dichiarazione venne firmata a Berlino, ed in tutto il fronte occidentale si smise di combattere. Da qui il VE Day, giorno della formale resa tedesca.
Tuttavia l’8 maggio per il fronte orientale non valse in maniera così netta.
Le truppe dell’Armata Rossa infatti raggiunsero la periferia di Praga solo il 9 maggio, la ritirata tedesca procedeva verso ovest. I combattimenti disperati delle truppe tedesche continuarono ancora per giorni.
Truppe delle Waffen SS fuori Praga tentarono di aprirsi una via per raggiungere le linee americane, venendo però bloccati dalla Resistenza. E mentre il 10 maggio 1945 nel resto d’Europa i fucili tacevano, in Boemia i combattimenti non cessavano di intensità. Infatti le truppe tedesche presenti nella regione godevano ancora di piena autonomia dal punto di vista operativo.
L’offensiva in Boemia ebbe termine solamente il 12 maggio, giorno in cui gli ultimi reparti tedeschi deposero le armi. Nonostante i tentativi, i tedeschi non riuscirono a raggiungere le linee americane e dovettero a consegnarsi ai sovietici che, nel frattempo, avevano liberato Praga. La guerra, per la Cecoslovacchia, finì dunque solamente in quella data.
Dal 9 maggio all’8 maggio: come il Den osvobození cambiò data nel 1989
Perché Mosca celebra il 9 maggio: Berlino, fuso orario e Patto di Varsavia
Questo perché coloro che liberarono definitivamente Praga dall’occupazione tedesca non furono i membri della resistenza, ma le truppe dell’Armata Rossa.
Per Mosca il documento del 7 maggio non aveva alcun valore poiché nessun rappresentante sovietico era presente a Reims. Il documento di Berlino dell’8 maggio invece entrò in vigore quando a Mosca sarebbe stato già il 9.
Da qui la data tutt’oggi celebrata nella Federazione Russa come la vittoria della Grande Guerra Patriottica. E da qui l’obbligo di festeggiare la fine della guerra il 9 maggio esteso a tutto il Patto di Varsavia, Praga compresa.
La data venne immediatamente cambiata nel 1989, a seguito della Rivoluzione di Velluto, e del cambio di regime in Cecoslovacchia.
Oggi l’8 maggio è un giorno festivo nel calendario del paese, la vittoria si celebra attraverso omaggi solenni alle vittime del conflitto, e parate militari in svariate città, Praga ovviamente compresa.
Sezione militare britannica del cimitero di Olšany
Per chi volesse invece omaggiare i caduti in maniera privata, al di fuori delle festività, il consiglio è di andare presso il cimitero di Olšany, dove in diverse sezioni riposano i combattenti caduti in Cecoslovacchia di diverse nazionalità. Esiste una sezione per l’Armata Rossa, ed una dedicata ai combattenti delle Legioni Cecoslovacche che hanno combattuto nella Prima Guerra mondiale.
Sezione del cimitero di Olšany dedicata all’Armata Rossa