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United Islands 2024: il festival gratuito di Praga arriva a Karlín il 23-24 giugno

Estate 2016: i festival alternativi in Repubblica Ceca

Lo United Islands, uno dei principali festival di musica gratuita di Praga, si sta preparando per un importante cambiamento nella sua storia. Secondo quanto riporta il municipio di Praga 8, infatti, quest’anno e per la prima volta il festival non si terrà sulle isole di fronte al teatro nazionale, ma a Karlín (quartiere che rientra appunto sotto la giurisdiione del comune di Praga 8). Karlín celebra anche il 200mo anniversario della sua fondazione, il festival si svolge da tradizione, l’ultimo weekend di giugno (23 e 24).

Karlín 2024: bicentenario e rinascita dopo le inondazioni

Il vicesindaco di Praga 8 Radomír Nepil ha dichiarato “sono contento che Karlín possa ospitare un evento del genere, United Islands è un’opportunità unica per dare ulteriore visibilità al quartiere e mostrare a tutti che Karlín, dopo le inondazioni di 15 anni fa, non si è semplicemente ripreso, ma è divenuto bello e dinamico”.

United Islands è il più grande festival gratuito (concerti e altri eventi sono liberi di entrare) di musica a Praga. Quest’anno si svolge la 14ma edizione, che sarà la seconda a svolgersi lontano dal centro storico di Praga, il 23 a Kaizlovy Sady (fermata metro Invalidovna) e il 24 sull’isola Rohan (Rohanský Ostrov). Nel 2012 il festival si era svolto, a causa delle piene della Vltava, nel parco Ladronka. Quest’anno, al di là del bicentenario di Karlín, non sono disponibili motivazioni per lo spostamento (a parte forse il fatto che le isole del centro stanno diventando troppo piccole per il pubblico sempre maggiore che partecipa al festival).

Per ulteriori informazioni sul festival www.unitedislands.cz/united-islands-pripluji-do-karlina


Operazione Anthropoid: quando Praga uccise il boia Heydrich

Storia ceca: l'Operazione Anthropoid e il "fallito" attentato a Heydrich
Kubiš e Gabčík dal film Anthropoid del 2016

Chiesa di San Cirillo e Metodio a Praga

Camminando da Karlovo Náměstí in direzione del fiume, sulla Resslova, si può notare una piccola chiesa, sulla destra, all’angolo tra la Resslova e Na Zderaze. È la chiesa di San Cirillo e Metodio, piccola perla settecentesca dispersa nel dedalo di vie di Praga 2.

Ad un primo sguardo, la struttura non risulta diversa dal resto delle altre chiese settecentesche praghesi. Tuttavia, osservando più attentamente, un simbolo scolpito nella parte bassa all’entrata della cripta può far nascere qualche domanda. Non ha nulla di religioso: solo due ali, ed un paracadute. La storia recente della chiesa dei santi Cirillo e Metodio è infatti particolare. Vicino a essa si è consumato l’epilogo dell’Operazione Anthropoid, pericolosa missione dell’intelligence alleata durante la seconda guerra mondiale.

La storia ha inizio con l’occupazione della Cecoslovacchia da parte della Germania di Hitler, nel 1938. Il paese viene diviso in due e diviso tra “Repubblica Slovacca” e “Protettorato di Boemia e Moravia”. La Germania affiderà il controllo del protettorato al governatore Von Neurath, sostituito nel 1941 dal ben più temuto Reinhard Heydrich.

Crudele e spietato, Heydrich fece uso indiscriminato di arresti e forme repressive violente, guadagnandosi presto il celebre e appellativo di “il boia di Praga” (der Henker von Praga).

Jan Kubiš e Jozef Gabčík: la preparazione dell’Operazione Anthropoid in Scozia

Nel frattempo, parte delle truppe cecoslovacche avevano trovato riparo presso governi alleati, soprattutto quello del Regno Unito, dove si definirono i dettagli dell’operazione Anthropoid. In Scozia, in particolare, il SOE (Special Operation Executive, organizzazione britannica che si occupava di operazioni di spionaggio, guerriglia, contatti con resistenze locali, ecc…) addestrava truppe speciali di paesi occupati per impiegarli in raid mirati.

Due di questi erano il ceco Jan Kubiš e lo slovacco Jozef Gabčík, i quali formavano il gruppo denominato “Anthropoid”, addestrati come paracadutisti per operare in territorio nemico, i soldati avevano un solo compito: uccidere Heydrich.

Nella notte tra il 28 ed il 29 dicembre 1941, Kubiš e Gabčík si lanciarono assieme ad alcuni compagni poco ad est di Praga, presso il villaggio di Nehvizdy. Dopo un’attenta pianificazione e preparazione dell’attacco, decisero di eseguire l’attentato durante il percorso mattutino del gerarca verso il lavoro. Heydrich aveva il suo ufficio nell’odierna Praga 6, poco a nord del castello.

L’attattentato avvenne il 27 maggio, tuttavia, non andò come pianificato.

Inceppatasi l’arma principale del paracadutista Gabčík, un mitra Sten di fabbricazione inglese, Kubiš dovette lanciare una granata in direzione dell’auto sperando comunque di riuscire ad uccidere Heydrich. La granata esplose e distrusse l’auto di Heydrich, quest’ultimo però sopravvisse e rispose al fuoco. I due paracadutisti, credendo di aver fallito, fuggirono in cerca di riparo.

Heydrich ferito: la setticemia che completò la missione

Tuttavia, Heydrich era stato ferito nel corso dell’attacco, e venne immediatamente portato in ospedale. Apparentemente salvo ed in ripresa dalle ferite riportate, il gerarca non poté sfuggire alla conseguente setticemia che lo portò alla morte qualche giorno dopo. I due parà, nonostante le sfortune del caso, erano riusciti a portare a termine la missione.

La rappresaglia tedesca in seguito all’operazione Anthropoid fu, però, brutale. Il villaggio di Lidice, non lontano da Praga, venne bruciato e raso al suolo, mentre gli abitanti vennero deportati (donne e bambini) e fucilati (uomini sopra i 15 anni di età). Vennero addirittura girati dei filmati nel corso del massacro di Lidice. Testimonianze che vennero usati come prove pochi anni dopo, nel 1945, durante il Processo di Norimberga.

Il ruolo della chiesa dei santi Cirillo e Metodio

Tuttavia, cosa c’entra in tutto questo la chiesa dei santi Cirillo e Metodio? Ebbene, ecco finalmente la spiegazione.

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A seguito dell’attentato, il governo locale mise su Kubiš e Gabčík una taglia da 10.000.000 di corone del Protettorato di Boemia e Moravia (somma che oggi avrebbe il valore di circa €380.000). Nel frattempo i due paracadutisti avevano trovato rifugio presso una catacomba nella chiesa dei santi Cirillo e Metodio, grazie all’aiuto del Consiglio della Chiesa ortodossa locale. Con loro, altri cinque uomini del SOE che avevano contribuito alla riuscita della missione.

Tuttavia ciò non servì a mantenere in vita i paracadutisti a lungo: a causa delle violente rappresaglie sulla città ed alla ghiotta somma di denaro, un uomo della rete del SOE, il ceco Karel Čurda rivelò alcune informazioni alle autorità tedesche, decretando la fine dei due compagni.

Il gruppo di paracadutisti, dunque, venne presto scovato, e la chiesa divenne teatro di un’aspra battaglia che vide impegnati 750 uomini delle SS contro il gruppo di paracadutisti. Dopo ore di scontri a fuoco, le SS ebbero la meglio. Gli ultimi superstiti nella catacomba si suicidarono per non finire nelle mani tedesche.

Kubiš morì nel corso dello scontro a fuoco, assieme ai compagni Adolf Opálka e Jaroslav Švarc. Gabčík sopravvisse alla battaglia e si suicidò nelle catacombe, con gli ultimi colpi rimasti, assieme a Josef Bublík, Jan Hrubý e Josef Valčík, anch’essi paracadutisti del SOE.

Ebbe così fine l’Operazione Anthropoid.

Oggi, a fianco alla chiesa, una placca ricorda il sacrificio dei giovani cecoslovacchi che caddero al fine di preservare la loro capitale, ed il loro paese, dalle angherie del Boia di Praga. Vicino alla chiesa  sorge anche la Krčma U Parašutistů, di cui vi abbiamo già detto.

Jan Kubiš e Jozef Gabčík riposano invece al cimitero di Ďáblice

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I protagonisti dell’operazione e del combattimento in chiesa

Operazione anthropoid – il film sull’attentato e il memoriale a Praga 9

Cecoslovacchia – dalla seconda Repubblica al Protettorato

Tutti gli articoli sulla Vita Praghese


Escursione in canoa sulla Vltava: Zátoň → Český Krumlov con Aventouro (3-4 giugno)

Patrimoni Unesco cechi #3: Český Krumlov

Le escursioni in canoa, prevalentemente sulla Vltava e sulla Sázava, sono tra le attività estive preferite in Boemia. Italia Praga One Way vi presenta dunque un’escursione sulla Vltava, in programma sabato 3 e domenica 4 giugno, organizzata dall’agenzia Aventouro.

Zlatá Koruna

L’itinerario va da Zátoň a Český Krumlov (15 km) il sabato, da Český Krumlov a Zlatá Koruna (12 km) la domenica. Pernottamento in campeggio. Il numero di partecipanti massimo è 20 persone, il prezzo 1500 corone (60 €) a testa, più 120 kč per una notte in campeggio.

Ritrovo sabato mattina a Zátoň: orari e logistica

Il ritrovo è alle 10 del mattino di sabato a Zátoň. Potete anche arrivare la sera prima, gli organizzatori saranno già nella città.

Cosa portare: attrezzatura canoa e campeggio

Equipaggiamento (potete portarlo voi o contattare l’agenzia) Tenda, sacco a pelo, tappetino, vestiti per canoa, scarpe per canoa. Sono consigliate le vecchie scarpe o sandali. Niente ciabatte!

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Itinerario

Ulteriori dettagli sulla pagina facevook dell’escursione (in inglese).
Registrazione a questo link
Per chiedere informazioni scrivere a [email protected]
Sito www.aventouro.eu

Concentus Moraviae 2017: artisti italiani al festival musicale in Moravia

Artisti italiani parteciperanno al Concertus Moravie dal 3 al 29 giugno
Concertus Moravie: uno scatto dell'edizione 2016

L’Istituto Italiano di Cultura di Praga segnala la XXII edizione del Festival Internazionale Musicale di 13 città, CONCENTUS MORAVIAE, che si terrà dal 3 al 29 giugno 2017 in diverse località della Moravia meridionale e della Vysočina.

L’edizione di quest’anno, sul tema “La voce”, concepita dal Maestro Václav Luks, vedrà la partecipazione di numerosi artisti italiani.

Patrocinio dell’Ambasciatore d’Italia e collaborazione con l’IIC

I loro concerti sono patrocinati dall’Ambasciatore d’Italia in Repubblica Ceca, Aldo Amati, e si svolgono in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Praga.

Come partecipare e informazioni sul Concentus Moraviae

Potete trovare maggiori informazioni sul sito internet ufficiale dedicato all’evento.


Praga rischia l’esclusione UNESCO: cosa sta succedendo con la V tower

Praga rischia esclusione dall'elenco dei patrimoni Unesco
Nella foto il quartiere di Pankrác visto da Vržovice - Vyšehrad

Praga rischia di essere eliminata dall’elenco dei patrimoni Unesco. Non è uno scherzo e non è la prima volta che se ne discute.

Praga e l’esclusione UNESCO: la comunicazione ufficiale del WHC

Anzi, secondo Hospodářské Noviny, il Ministero della Cultura ceco nei giorni scorsi ha già ricevuto comunicazioni a riguardo da parte del Centro del Patrimonio Mondiale (WHC) e del Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti (ICOMOS).

Perché la V tower minaccia lo skyline di Praga

Il bandolo della matassa sono sempre i grattacieli che sorgono nel quartiere di Pankrác, poco distanti da Vyšehrad (qui il nostro articolo sulla zona). Già nel 2008 si era giunti alla conclusione, a causa di una precedente minaccia di questo tipo,  di non costruire altri grattacieli di altezza superiore ai 70 metri – uno già c’è. Il problema dunque sembra essere la costruzione della V tower, che misurerebbe 104 metri.

Praga – intesa come la zona del castello e quella di Vyšehrad sulla sponda opposta – sono state inserite nel patrimonio Unesco anche grazie alla skyline costituita dai monumenti, una delle clausole è dunque che tale skyline sia mantenuta. Per quanto la zona del castello non sia soggetta a minacce di cambiamento della skyline (per ovvi motivi) la zona di Vyšehrad e Pankrác lo è. Anzi, da diverso tempo il comune sta lavorando a un piano per lo sviluppo di quest’area.

Timeline: quando il piano di sviluppo urbano sarà approvato

Appunto nel 2008 era giunta una prima delegazione Unesco per valutare i progetti di sviluppo urbano, inducendo il comune a prendere le contromisure di cui sopra. Da allora il piano non è stato approvato, anzi, non lo sarà fino al 2022. C’è tempo per risolvere la questione.

Questi sono gli altri 11 patrimoni Unesco cechi.


Seminario Ipnosi e Terapie Ipnotiche all’Istituto Italiano di Cultura di Praga

Istituto Italiano di Cultura a Praga: programma eventi per aprile 2016

L’istituto italiano di cultura di Praga è lieto lieti di invitarvi al seminario del dottor Giancarlo Russo, con la partecipazione del dottor Stefano Benemeglio, su “Ipnosi e terapie ipnotiche nel terzo millennio: attualità di una disciplina antica”.

Dettagli del Seminario: Data, Luogo e Contatti dell’IIC Praga

Martedì 30 maggio 2017, ore 18, Sala conferenze dell’Istituto Italiano di Cultura, Šporkova 14, Praga 1.

Ingresso libero

Come Contattare l’Istituto Italiano di Cultura di Praga

Istituto Italiano di Cultura
Šporkova 14
118 00 Praga 1 (Rep.Ceca)
tel.: +420 257090681
fax: +420 257531284
Email: [email protected]
https://www.iicpraga.esteri.it


Offerte di lavoro Praga con Grafton: 3 posizioni aperte (maggio 2017)

lavoro per italiani a praga

Offerte di lavoro Praga: 3 posizioni aperte con Grafton

Abbiamo selezionato per voi le migliori offerte di lavoro per italiani a Praga della compagnia Grafton per la settimana 22-29 maggio 2017. Tutte le offerte sono disponibili qui.

Expeditor Praga: offerta di lavoro multilingue

Expeditor with ENGLISH and ITALIAN | Praga

Maggiori informazioni


Invoice Processor a Praga: posizione multilingue

INVOICE PROCESSOR with English and Italian | Praga

Maggiori informazioni


Logistics Planner Analyst Praga: opportunità di lavoro

LOGISTICS – Planner | Analyst – multilingual | Praga

Maggiori informazioni


Daniele Fiacco: tre anni a Praga tra arte, sociologia e uccelli in volo

Italiani a Praga, Daniele Fiacco e il laboratorio dei cuori malconci
Fotografia di Gianni Demattia

Siamo felici di intervistare Daniele Fiacco, italiano residente a Praga da circa tre anni. Oggi facciamo una chiacchierata tra arte, sociologia e uccelli in volo.

Ciao Daniele e benvenuto su Italia Praga One Way! Vivi in Repubblica Ceca da circa tre anni, quale esperienza ti ha condotto a Praga?

Chi è Daniele Fiacco: dall’Italia alla Repubblica Ceca

Ho avuto la fortuna di perdere il lavoro a Roma. Ero assistente alla direzione artistica di un’importante galleria d’arte contemporanea, ma ero entrato in conflitto con tutto, con la paga miserabile, le riviste d’arte, gli artisti, i critici e l’Italia intera, per non dire dei mezzi pubblici che subivo ogni giorno: da Latina, dove vivevo, fino al centro della Capitale. Niente di così grave, sentivo solo di non avere una lingua in comune col mio paese. Poi, senza troppa convinzione, mi candidai per un Progetto Europeo a Praga. Vinsi il concorso e venni qui a lavorare, ancora una volta, per una galleria d’arte. Masochismo? Ostinazione? No, mi serviva un termine di paragone per prendere un’altra strada senza troppi piagnistei. Dopo tre mesi il mio fantasma tornò in Italia, ma io ero rimasto a Praga. Così, decisi di tornare da me.

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Fotografia di Giuseppe Arrigo

Cosa ti mancava di questa città?

Praga come laboratorio: perché restare dopo tre mesi

Niente mi manca mai, non sono un nostalgico. E poi non sono neanche un bigotto, quindi non credo alle terre promesse. Avevo solo bisogno di un nuovo laboratorio, di una città in cui sarei stato lo stesso di sempre, in cui rischiare la vita, le malattie veneree, gli stupri, in cui andare a ritmo e poi cadere, rialzarmi e stare sul mio asse con quel pizzico di gratitudine che mi devo. Farlo tra i ghirigori bianchi del Barocco e le punte nere del Gotico mi sembrava una buona idea. E poi, qui, la gente non spinge sui mezzi pubblici e urla solo nelle birrerie.

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Mon cœur mis à nu; polaroid, 2017

Czechs and the City: il blog che racconta Praga

Ti conosco per il tuo blog, Czechs and the City, per i tuoi disegni e le tue polaroid. Praga e la Repubblica Ceca rappresentano una fonte di ispirazione?

La polaroid come linguaggio: epifanie urbane

Praga è un film che ti si svolge continuamente sotto agli occhi. Le epifanie sono in ogni scorticatura di muro, nei locali fumosi, nei club notturni, nelle camere d’albergo, negli amori di una notte, nella neve che scricchiola sotto agli stivali. Devi solo allenare la mente a vedere, altrimenti rimarrebbe una città compiutamente europea, allineata a tutti gli stereotipi sociali, sessuali e culturali dell’economia globale capitalista, pur con tutti gli scorci che da secoli la rendono bellissima. E poi è come se Kafka, che con grande dispiacere ho scoperto essere poco letto dai cechi, continuasse a scrivere di nascosto. La mia polaroid, Kafka between two windows, racconta proprio questo.

Dead Birds Attack: il dittico nato a Kutná Hora

Presenti in anteprima su Italia Praga One way un dittico intitolato “Dead birds attack”, com’è nato questo lavoro?

Polaroid a Kutná Hora: il limite come forma creativa

Sono due disegni a matita su carta velina, applicati su polaroid non riuscite. Fanno parte di una serie che mi è venuta in mente a Kutná Hora. Volevo fotografare il teschio di un guerriero hussita nell’ossario di Sedlec, ma era vietato usare il flash, e le polaroid, se c’è poca luce, non riescono. Sono affascinanti proprio per i loro limiti, è un po’ come scrivere un sonetto: sai che disponi di due quartine e due terzine di endecasillabi in rima e devi dire tutto con poco più di niente. Sperando nella poca luce proveniente dalla finestra, ho provato a scattare. Il risultato? Una polaroid bianca, nessun guerriero hussita! “Un’immagine negata è a modo suo un’immagine?”, mi sono chiesto. Così mi sono messo a disegnare quello che avevo prefigurato, usando la matita come un bisturi. A volte lo faccio a partire dalle sfocature delle polaroid stesse e come cornici uso le cartucce per le pellicole non ancora impressionate (vuote, ovviamente). Per metterla in termini banalmente concettuali e aulici, questa è una serie di immagini che racconta immagini che non esistono. In termini spiccioli, non volevo buttare via le polaroid abortite e volevo tornare a disegnare dopo aver lasciato l’Italia. I piccioni morti ho cominciato a fotografarli tre anni fa. Mi pareva stessero dormendo o volando ancora. La morte può essere molto ambigua. Si è abituati a immaginare i morti coi morti e i vivi coi vivi, ma quando mai? Le due cose si confondono di continuo. A Žižkov ne ho fotografato uno straordinario, con le ali incrociate, Picasso se ne sarebbe innamorato quanto me. Poi un altro con un’ala simile a una lama di coltello. Dead birds attack è un volo di piccioni che portano via i cuori malconci degli umani. I cuori messi “a nudo” me li ha suggeriti Baudelaire.

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Dead birds attack; matina su carta velina applicata su polaroid, 2017

L’arte rappresenta una grande passione, ma non un lavoro. Come me, sei impiegato presso una multinazionale. Hai mai pensato di mollare tutto e dedicarti esclusivamente all’arte?

Io ho sempre lavorato. Non ho mai usato l’arte come paravento per nascondere i genitori che ti mantengono, gli amanti facoltosi e tutti i meschini compromessi dei velleitari. Non è poi questa disgrazia, lavorare, neanche se fai lavori di cui non ti importa nulla! Se sei intelligente sperimenti su te stesso le contrarietà e da lì prendi la forza per andare avanti. Una comodità ce l’ho avuta, però. A differenza di molti, che lasciano il proprio paese per andarsene all’avventura, spesso restando impantanati nelle frustrazioni dalle quali volevano scappare, io ho trovato lavoro in una grande agenzia pubblicitaria prima di trasferirmi, dove lavoro tuttora. Se era per stare sotto ai ponti a farmi il bidè nei fossi, restavo a Latina, le pantegane lì sono adorabili.

Come riesce una personalità devota all’arte come la tua a conciliare un lavoro in una grande azienda? Non ti senti alienato?

Se lavorassi nel mondo dell’arte, magari in una posizione diversa da quella già sperimentata, sarei meno “alienato”? Tutto, quando diventa lavoro, è una rottura di palle. “Alienazione”, poi, è un termine così poco spiritoso! Non ho sogni borghesi né aspirazioni al lusso, mi servono solo un tetto e il cibo, matite, pellicole per la mia polaroid SX 70, la palestra e non più di tre viaggi all’anno (odio viaggiare). Ma l’indipendenza economica, specie quando non è corrotta dalla disonestà, è essenziale affinché possa raccontare l’arte e il mondo con lo stile che voglio. Ma mi piacerebbe essere ricco e famoso per il capriccio di fregarmene, perché continuerei a essere nient’altro che umano, invisibile e di passaggio anche se esposto e con tante “cose” in più a riempirmi la casa.

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Kill the bubbles! Yes, Sir; polaroid, 2017

Quale è stata la tua più grande soddisfazione nel campo artistico?

L’unica mia soddisfazione è disegnare come disegno e fotografare come fotografo. Quanto alle soddisfazioni provenienti dal mondo esterno, Aldo Busi ha scritto un commento su due mie fotografie: le Biblioteche immaginarie. Che un commento sia venuto da uno scrittore come lui, piuttosto che da un critico qualsiasi, è stato un onore.

Quale è il tuo rapporto con i cechi?

È esattamente come quello che ho con gli italiani, gli slovacchi, i greci, gli ingusci e tutti gli altri: ci fiutiamo come animaletti curiosi, ci sfreghiamo le mucose, ci regaliamo qualche ricordo o ci dimentichiamo e, soprattutto, ci salutiamo presto. Non ho amori totalizzanti né amici di lunga data, qui, ma in compenso la collina di fronte alle finestre del mio nuovo appartamentino a Košíře, dopo due anni passati a Vinohrady, mi esalta, mi parla e un po’ mi assomiglia. Spero solo che quest’inverno, stanca delle mie pose da dandy pensoso alla finestra, non mi seppellisca sotto a una slavina di neve!

Cosa ti manca dell’Italia? Soprattutto, consideri un ritorno in patria in futuro in caso di opportunità lavorative?

Suonerà banale, ma tant’è: a un italiano, per giunta del Lazio, mancano il mare e la pasta. In compenso, vado matto per lo stinco di porco praghese! Per il resto, prendo un aereo e sono in Italia in due ore e, a meno che non mi offrano molti soldi, un capo sano di mente e un contratto di lavoro regolare, non ci tornerei neanche morto. E non perché non la ami, anzi, ma nessun’amata ha il diritto di fartele di tutti i colori col tuo benestare, non è elegante. E poi, una specie di mare ce l’ho anche dentro e come cuoco non sono male neanche quando metto a tavola la pasta ceca. Sfidami pure, vieni a cena?

Fotografia di Michele Bellomonte


Bike Prague 2017: guida ai percorsi, iscrizioni e categorie

Bike Prague 2017: una giornata dedicata agli amanti della bicicletta
Bike Prague 2017: una giornata dedicata agli amanti della bicicletta

Sabato 20 maggio 2017 la città di Praga ospiterà il Bike Prague, un evento dedicato a chi ama pedalare.

Bike Prague 2017: l’evento ciclistico da Praga al Český Kras

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La competizione inizierà in città presso il centro Commerciale Galerie Butovice (vedi mappa). E’ possibile visualizzare l’esatto punto di partenza e di arrivo della gara sull’apposita pagina del sito ufficiale.

I partecipanti potranno scegliere quale percorso intraprendere a seconda del loro grado di allenamento. I più temerari avranno la possibilità di percorrere il tratto più lungo, 65 km di discese e salite tecnicamente impegnative con un dislivello di 1200 metri, adatto ai ciclisti più esperti. Per i principianti, o per chi è fuori allenamento ma non per questo vuole rinunciare all’esperienza del Bike Prague, esiste invece un percorso più breve, di “soli” 35 km, senza tratti particolarmente difficili.

Iscrizioni Bike Prague 2017: date, costi e modalità di registrazione

Per chi fosse interessato a partecipare all’evento, le registrazioni possono essere effettuate su questo sito Web oppure sul luogo stesso della competizione venerdì 19 (dalle 12 alle 20) e sabato 20 maggio 2017 (dalle 7 alle 11). I partecipanti potranno ritirare negli stessi giorni il proprio numero insieme al pacco gara all’interno del centro commerciale Galerie Butovice.

Bike Prague Kids Day 2017: distanze per fasce d’età

Anche i bambini potranno partecipare al Bike Prague Kids Day in categorie dedicate a loro a seconda dell’età: il percorso per i più piccoli (fino a 5 anni) sarà di appena 350 metri. La lunghezza andrà ad aumentare a seconda dell’età (700 metri per chi ha 6-7 anni, 2 km per coloro che hanno tra gli 8 e i 9 anni, 3 km per i più grandicelli di età compresa tra i 10 e i 14 anni).
Attenzione: le registrazioni per i bambini termineranno sabato 20 maggio 2017 alle 9,30 del mattino.

Lotteria post-gara e ritiro pacco gara

Dopo la competizione consigliamo inoltre ai partecipanti di non buttare il proprio numero di gara: una lotteria è prevista dopo la premiazione e l’estrazione dei premi premierà proprio i possessori dei fortunati numeri di gara.

Buona pedalata e in bocca al lupo!


Viadotto Negrelli a Karlín: ricostruzione e rivitalizzazione in corso

Praga Karlín: Viadotto Negrelli comincerà a cambiare presto
Karlín, Praga: previsti lavori sul Viadotto Negrelli

Comincerà a breve la ricostruzione del viadotto ferroviario Negrelli (Negrelliho Viadukt), incluso il ponte sulla Vltava che collega i quartieri Karlín e Bubny. La notizia è riportata dal quotidiano Deník, secondo cui si tratta del primo passo nella costruzione del collegamento tra Praga, l’aeroporto internazionale Václav Havel e Kladno.

Costi, tempistiche e consorzio della ricostruzione del viadotto Negrelli

Secondo il progetto presentato dal consorzio formato da Hochtief CZ, Starbag Rail e Avers, i costi ammontano a 1,195 miliardi di corone. Il completamento dei lavori è previsto nei primi mesi del 2020 e rientrano nel piano di rivitalizzazione della stazione di Praha Bubny e della zona attorno al viadotto a Karlín. Questa zona in particolare non ha beneficiato particolarmente dei fondi di ricostruzione stanziati dopo l’alluvione del 2002, grazie ai quali Karlín ha subito un impressionante processo di modernizzazione.

Rivitalizzazione di negozi sotto le arcate

Il nuovo progetto di rilancio degli spazi commerciali situati sotto le arcate.

Il viadotto Negrelli è entrato messo in funzione il 1° giugno 1850, subirà dunque anch’esso un intervento massiccio. Nello specifico, i lavori principali riguardano soprattutto l’utilizzo dello spazio sotto le arcate del viadotto. In questi spazi dovrebbero sorgere negozi, un bistrò, uffici per piccole imprese e spazi per altre attività. Il progetto, in questo caso, è seguito dall’architetto Yveta Vašourková, dal Comune di Praga, dall’Istituto di Pianificazione urbana e dalla Società statale di gestione delle ferrovie (SŽDC).


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