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Come rinnovare l’abbonamento Lítačka dei mezzi di Praga: guida operativa

abbonamento ai mezzi pubblici di Praga
abbonamento ai mezzi pubblici di Praga

Abbiamo dedicato molti articoli alla defunta Opencard, alla nuova Lítačka e al passaggio tra la prima e la seconda.

Per chiudere il cerchio abbiamo deciso di illustravi la procedura online per rinnovare l’abbonamento della tessera dei trasporti pubblici di Praga.

Rinnovare l’abbonamento dei mezzi pubblici

Ecco le istruzioni passo passo per rinnovare l’abbonamento dei mezzi pubblici di Praga:

    Passo 1: accesso al negozio online e selezione pagamento Lítačka

  1. con la vostra Lítačka a portata di mano (o Opencard visto che saranno valide fino alla loro naturale scadenza) collegatevi al negozio elettronico della società dei trasporti di Praga.
  2. alla fine della pagina vedrete la seguente frase “Nakup můžete zahájit zde“; cliccate su “zde” e verrete portati su un’altra pagina
  3. selezionate l’opzione Platební karta e quindi su Pokračovat
  4. nel campo ID průkaz inserite le 16 cifre che identificano la vostra tessera dei trasporti e e selezionate dal menù a tendina čipová karta; accettate le condizioni selezionando la casella sottostante e cliccate nuovamente su Pokračovat
  5. selezionate la data di inizio validità dell’abbonamento che state per acquistare e proseguite cliccando su Pokračovat
  6. Passo 2: scelta abbonamento (1/3/5 mesi, 1 anno) e zona geografica

  7. selezionate la tipologia di abbonamento che volete acquistare (5 mesi, 1 mese, 1 anno, 3 mesi) e quindi cliccate ancora su Pokračovat
  8. selezionate l’area geografica di interesse
  9. Passo 3: verifica carrello e dati di contatto

  10. verificate i dettagli delle vostre selezioni e se tutto è corretto potete aggiungere tutto al carrello cliccando su Vložit do košíku; se invece dovete modificare qualcosa cliccate su zpět per tornare alla schermata precedente
  11. adesso vi trovate sulla pagina riepilogo di ciò che avete nel carrello e potete proseguire cliccando come sempre su Pokračovat oppure su další Nákup per continuare con gli acquisti
  12. proseguendo, dovrete inserire un indirizzo email di contatto dove riceverete la ricevuta di acquisto
  13. adesso inserite il codice di verifica (robot text) e cliccate su Potrvzuji
  14. Passo 4: pagamento con carta di credito e validazione finale

  15. adesso visualizzerete numero di ordine del vostro acquisto e potete cliccare su Zaplatit per procedere al pagamento
  16. scegliete il tipo di carta di credito cliccando su “Vyberte typ karty”
  17. cliccate su “Platební Brána”
  18. inserite il numero di carta di credito, la data di scadenza e il codice di sicurezza se richiesto dalla vostra banca e infine cliccate su Zaplatit
  19. riceverete a breve una email che conferma il vostro acquisto e sul monitor vedrete la scritta “Zpět na úvodní stránku” che significa “Torna alla pagina principale”.
  20. l’ultimo passo è validare l’abbonamento appena comprato in una delle macchinette che trovate all’interno delle stazioni della metro; inserite la vostra tessera per alcuni secondi e una volta che apparirà la scritta “Muzete Odebrat” potete estrarre la carta.

Siamo sicuri che questo articolo sarà utile a tutti coloro che non parlano ceco e che si sono appena trasferiti a Praga.

Restauro Cappella italiana a Praga: lo stato avanzamento dei lavori della Vlašská kaple

Italia-Repubblica Ceca: relazione su lavori di restauro Cappella italiana a Praga
Fotografoval: Libor Svacek, Kaplicka 447, Cesky Krumlov, 381 01 CZ

Restauro della Cappella Italiana a Praga

Si è svolta oggi, presso la sede dell’ambasciata italiana a Praga, la presentazione dei lavori di restauro della Cappella italiana (Vlašská kaple nanebevzetí panny Marie). La cappella, parte del Klementinum, si trova in via Karlova nella Città vecchia, esattamente di fronte alla porta del ponte Carlo.

Restauro dell’ambasciata: aggiornamento lavori

L’ambasciatore Aldo Amati, assieme a Kamila Hálová, interprete ufficiale dell’ambasciata, hanno presentato il punto a cui sono giunti i lavori di restauro dell’edificio, che a causa delle sue condizioni precarie, era diventato un pericolo per i turisti che attraversano via Karlova.

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Quando riaprirà la Cappella italiana: timeline e tempistiche

Ora i lavori di restauro degli esterni sono stati terminati, rimangono da recuperare gli affreschi che decorano il soffitto della cappella e l’imponente organo. L’ambasciatore Amati, in tal senso, ha notato che questi lavori “dovrebbero essere terminati tra 8-10 mesi, e che la cappella dovrebbe essere agibile a giugno”.

Storia della Cappella italiana: dalla costruzione (1590-1597) al restauro 2024

La cappella, un edificio di forma ovale manierista con cupola, fu costruita tra il 1590-1597, disegnata da D. Bossi secondo il progetto di O. Mascarina per le esigenze della comunità italiana a Praga, che già al tempo era molto numerosa. Di fatto la cappella, chiusa da 20 anni a causa della precaria condizione strutturale, è proprietà della Repubblica Italiana, elemento che ha complicato molto il processo di restauro, per motivi sia burocratici di coordinamento tra Italia e ČR, che logistici, dovuti alla distanza.

Budget e finanziamenti: 900mila euro, partner aziendali italiani e cechi

Il primo progetto di recupero era stato presentato nel 2005 dall’allora ambasciatore Radicati, solo con Amati tuttavia i lavori hanno avuto inizio. I costi delle operazioni sono ancora da definire, le stime parlano di 900 mila euro. Alle operazioni contribuiscono (SIAD, Ahrcos, PSN, Univerzální stavební, Generali e Brembo).

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Marco Cosimi a Praga nel 1989: la prima visita un mese prima della caduta della Cecoslovacchia

Memorie di Cecoslovacchia: intervista a Marco Cosimi

Questa intervista avrebbe potuto tranquillamente essere inserita nella sezione “Italiani a Praga”, dato che Marco Cosimi, fiorentino, vive qui ormai dal 1998. Quello che però ci ha colpito è stata la sua prima visita a Praga.

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Raccontaci un po’ come sei arrivato qui per la prima volta.

Sono stato qui per la prima volta con un programma di studio tra il mio liceo e un liceo di Praga. Il nostro soggiorno a Praga durò circa 10 giorni ai quali seguirono 10 giorni di soggiorno degli studenti cechi del Liceo Na Pražáčce a Firenze; era il mese di ottobre del 1989, un mese prima che cadesse il regime comunista. Non saprei dire come sia stato possibile visto il regime ancora presente, probabilmente fu l’effetto della perestrojka e dei buoni contatti di una nostra prof. di Filosofia

A bruciapelo, quali sono i tuoi ricordi?

Viaggio Firenze-Praga 1989: confini e controlli

Il percorso in treno, la presenza di soldati e i controlli al confine della ČSSR.

Un viaggio in treno lunghissimo, di più di un giorno, da Firenze a Praga. Il filo e i soldati coi fucili spianati al confine tra Austria e l’allora Česko-Slovenská Socialistická Republika (ČSSR), con annessi interminabili controlli di frontiera a ciascuno di noi. E il fatto che, appena scesi alla stazione di Praga, tutti ci guardavano come marziani. Fu incredibile per molti aspetti.

Dove hai alloggiato?

L’alloggio a Prosek: paneláky e il calore della famiglia ceca

In appartamento con la famiglia dello studente che poi ospitai, come tutti i miei compagni di classe, a casa dei miei genitori a Firenze. Viveva con i suoi genitori a Prosek, e la finestra della camera in cui alloggiavo guardava verso alcuni dei paneláky tipici di quel quartiere, che si estendono per centinaia di metri come mura di un alveare. A prima vista mi sembrò terrificante, nei giorni successivi scoprii invece il calore di quella casa.

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Le žigulí della Veřejná Bezpečnost

Il tipico quartiere socialista insomma?

Per davvero. Non c’era niente, era tutto grigio e di sera buio, non una pubblicita, non un’insegna luminosa, niente. Di quella via ricordo anche la žigulí gialla e bianca con le due lettere grandi VB sulle fiancate della Veřejná Bezpečnost, nient’altro. Al contrario, da bravi studenti italiani in gita, restavamo spesso allibiti davanti alle ragazze ceche con i loro occhi dal taglio slavo e dai colori romantici , ahaha.

Che lingua parlavate con i vostri ospiti?

Lingua, scuola e perestrojka in Cecoslovacchia

Nel 1989, il contesto comunista cecoslovacco riservò sorprese in ambito linguistico e scolastico, influenzato dalla perestrojka.

In inglese. E, a sorpresa, i cechi parlavano un inglese un migliore del nostro perché, anche li probabilemnte per effetto della perestrojka in corso, lo studio delle lingue, oltre all´odiato russo, era ormai stato introdotto. Ma a scuola assistemmo anche a una lezione, proprio di russo. Rimanemmo colpiti dalla disciplina e dal silenzio che vigeva nelle classi… oltre che dai sandali (per non dire ciabatte vere e proprie) calzati dagli studenti all’interno della scuola come fossero a casa propria.

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Prosek

C’era miseria? Avete avuto paura?

Costo della vita nella Cecoslovacchia del 1989

Il tenore di vita modesto nel regime comunista.

Paura mai, era tutto molto tranquillo, sempre e comunque. E miseria, no, non la definirei così ma certamente un tenore di vita molto molto modesto. L’impressione che ebbi era che i cechi avessero a disposizione quello che può considerarsi il minimo indispensabile per una vita appena dignitosa, il cibo in dosi sufficienti, indumenti di base e un tetto sulla testa. Anche perché le famiglie che ci ospitavano (magari anche con un po’ di paura) facevano di tutto per non farci mancare niente e metterci a nostro agio. Una cosa è certa. Il costo della vita era bassissimo. All’arrivo cambiammo tutti poche centinaia di migliaia delle lire di allora ma non sapevo come spenderle. Nessuno di noi sapeva cosa fare con i soldi visto che il cibo e le bevande non costavano quasi niete e negozi dove poter acquistare altro che non fossero beni di prima necessita peraltro a noi ignoti e con confezioni sospettose non ne esistevano. Ricordo che alla fine comprai un elmetto da hokej come souvenir, sport che non ho mai praticato in vita mia, né prima né dopo, altri si portarono a casa chitarre elettriche, probabilmente quasi senza sapere il numero delle corde che ha una chitarra.

C’erano avvisaglie di quello che stava per accadere?

Qualcosa, ma almeno a me non sembrò che la Čssr fosse sull’orlo del collasso. Erano però stati aperti i confini e molti tedeschi venivano dalla Germania est, lasciavano le loro Trabant in mezzo alle strade e cercavano di raggiungere l’ambasciata dell’altra Germania in qualsiasi modo per chiedere asilo. Anche scavalcando le ringhiere.

Cosa ti ha convinto a tornare?

I buoni rapporti con alcuni studenti, due di loro vennero a trovarci a Firenze dopo pochi mesi dalla caduta del muro invitandoci a passare l’ultimo dell’anno (90-91) di nuovo qui a Praga. Non mi feci scappare l’occasione e non mi perito a dire che é stato per me e i miei amici il piu bello mai vissuto… In realtà, qualche anno dopo mi sono sposato ed ho avuto una figlia.

L’indipendenza della Repubblica Ceca: la rivoluzione pacifica del 28 ottobre 1918

Festività ceche: 28 ottobre, nascita della prima repubblica cecoslovacca

Il 28 ottobre (28 října, qui il link ai mesi cechi), si festeggia la nascita della prima repubblica cecoslovacca. La prima Cecoslovacchia durò dal 1918, alla fine della prima guerra mondiale, fino all’invasione nazista del 1938.

Quel 28 ottobre era un lunedì, giornata lavorativa, la guerra era ormai perduta, i tram non andavano e i negozi erano chiusi. Su alcuni di essi erano affisse insegne con sopra scritto “Chiuso per rivoluzione”, le strade erano piene di gente.

L’annuncio dell’armistizio: «Příměří» su Piazza Venceslao

Intorno alle 10:00 del mattino il giornale Národní politika appese, fuori dalla sua sede di Piazza Venceslao, appese un’insegna su cui era scritta una sola parola: “Příměří”, armistizio. Di seguito il giornale diffuse la notizia che il ministro degli Esteri dell’impero Austro-ungarico, il conte Andrássy, aveva spedito una lettera di resa al presidente americano Wilson. Nella lettera si notava inoltre che Vienna avrebbe lasciato ai cechi, agli slovacchi e ai popoli jugoslavi la scelta di cosa fare in seguito, se continuare a far parte dell’impero o no.

Gli abitanti dei vari paesi, e nel nostro caso quelli di Praga interpretarono l’armistizio come una resa resa della vecchia monarchia e convennero, come da tradizione, a piazza Venceslao.

In realtà da tempo Vienna stava pensando di instaurare una sorta di federalismo asburgico, concedendo ai cechi una sorta di indipendenza all’interno dell’impero. Non sarebbe stata la proma volta, dato che era già accaduto con gli ungheresi dopo i moti del 1848. La sconfitta della guerra rese l’ipotesi irrealizzabile, poiché tutti i popoli fino ad allora sottomessi richiesero l’indipendenza sulla base del principio di autodeterminazione. Molti politici cechi si trovavano a Ginevra come rappresentanti del governo ceco in esilio. Edvard Beneš alla guida di quel governo, proclamò la Repubblica alle 11.

L’ascesa ceca: l’addio agli Asburgo

I cechi, quel 28 ottobre issarono la loro bandiera sulla statua di san Venceslao e presero a demolire i simboli del potere asburgico.

Le autorità e le forze armate non ebbero il coraggio di intervenire. l’Austria si stava arrendendo, ma non aveva riconosciuto l’indipendenza ceca.

Verso le cinque del pomeriggio presso la Casa Comunale si riunì il Comitato Nazionale (che esisteva da tempo) per redigere la prima legge del nuovo stato, la costituzione di uno Stato indipendente ceco.

Una rivoluzione pacifica: nessun colpo sparato il 28 ottobre

Quel giorno non fu sparato un singolo colpo, al di la delle manifestazioni di gioia non vi furono tumulti, anzi, la gente, a sera, tornò normalmente a casa.

Il 30 ottobre: l’adesione slovacca e la nascita ufficiale

Due giorni dopo, il 30 ottobre, il quartier generale militare austriaco capitolò definitivamente perché i soldati ungheresi e rumeni si rifiutarono di combattere. Quel giorno gli slovacchi, con una dichiarazione autonoma, si unirono ai cugini. Era nata la repubblica cecoslovacca così come è stata fino al 1993. Dal 1918 al 1938 fu guidata da Tomáš Garrigue Masaryk.

A quel giorno è dedicata una laterale di piazza Venceslao, l’abbiamo già trovata nel nostro articolo su Můstek.

Qui trovate le principali festività ceche


Claudio Magris vince il Premio Franz Kafka: la Settimana della Lingua Italiana chiude a Praga

Praga: col premio Franz Kafka allo scrittore Claudio Magris si chiude la Settimana della lingua italiana nel mondo
Con il conferimento del Premio letterario internazionale Franz Kafka allo scrittore italiano Claudio Magris, in programma giovedì 27 ottobre presso il municipio della Città vecchia di Praga, si chiude il ciclo di eventi organizzato in Repubblica Ceca dall’Istituto Italiano di Cultura e dall’Ambasciata d’Italia in occasione del la XVI edizione della “Settimana della Lingua Italiana nel Mondo”, che si è tenuta anche quest’anno sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Il premio Franz Kafka, patrocinato dal Presidente del Senato della Repubblica Ceca e dal Sindaco del Comune di Praga, viene conferito annualmente da una giuria internazionale di esperti designati dalla Franz Kafka Society, ad un autore tradotto in lingua ceca che si sia distinto per gli alti meriti letterari della sua produzione e per la capacità di coinvolgere e di stimolare il lettore senza considerarne le origini, la nazionalità e la cultura, come testimoniato dall’opera letteraria di Franz Kafka.
Il nome di Claudio Magris si aggiunge a quello di altri celebri scrittori e poeti premiati nelle passate edizioni, tra cui Philip Roth, Ivan Klíma, Harold Pinter, Haruki Murakami, Yves Bonnefoy, Arnošt Lustig, Peter Handke, Václav Havel, John Banville e Amos Oz.
Alla vigilia della cerimonia lo scrittore triestino, accompagnato dalla direttrice della Franz Kafka Society, Markéta Mališová, ha partecipato ad un incontro letterario nella Cappella barocca dell’Istituto Italiano di Cultura, condotto dal direttore del Dipartimento di italianistica dell’università Carolina e studioso di lingue romanze Jiří Pelán.
Quando mi hanno annunciato il conferimento del premio, credevo che si trattasse di uno scherzo, – ha dichiarato Claudio Magris – non per falsa modestia, ma sentire il mio nome legato a quello di Kafka al tempo stesso mi emoziona e mi onora. Kafka è l’autore che più si
avvicina al mio modo di concepire il mondo e con lui condivido il sentimento che la scrittura è necessaria per vivere, per cogliere il senso della vita”.
Quello che colpisce è che Kafka, nonostante o grazie alla sua estrema modernità, incarnando tutti i beni e soprattutto i mali dell’uomo contemporaneo, è tra gli scrittori del ‘900 l’unico che abbia realizzato una di quelle grandi opere che danno il senso completo della vita e del sacro. Forse prima di lui solo Dostoevskij – ha aggiunto Magris – ci ha costretto a fare i conti col bene e col male, dopo non c’è nessun altro”.
Durante la serata lo scrittore triestino si è confrontato con il pubblico in sala, tra cui l’Ambasciatore Aldo Amati, affrontando alcune delle tematiche salienti della sua ricerca letteraria, quali il mito asburgico, lo spaesamento, la cultura della diaspora e dell’esilio, i luoghi e i paesaggi quali elementi costitutivi del vissuto personale, la domanda identitaria ossessiva di città simbolo quali Praga e Trieste, la cultura ebraica orientale come tentativo di risposta alle tragedie del mondo.
Testo: Istituto italiano di cultura di Praga
Foto: Francesco Bencivenga

Můstek Praga: perché la fermata metro si chiama così (la storia del fossato)

Misteri di Praga: la fermata di Můstek, origine del nome

Můstek, můstek… Můstek è una fermata della metro di Praga, per la precisione quella in cui si incrociano la metro gialla e quella verde. È una delle 2 fermate di Piazza Venceslao, quella del lato “a valle”, opposto al Museo Nazionale. In sostanza è la fermata più estesa nella metro praghese.

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La fermata metro Můstek oggi: il labirinto di Piazza Venceslao

A tutti gli effetti un autentico labirinto, con almeno 8 uscite, 7 per la verde e una per la gialla (in quest’ultima potete chiedere o rinnovare gli abbonamenti per il trasporto pubblico). La gente rischia di passare delle ore senza capire dove andare o sbagliando strada. E questo vale tanto per le uscite quanto per il cambio di metro (ma lì almeno basta seguire la folla).

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Un buon numero di uscite della metro. La più a sinistra è quella della metro gialla (usata anche come immagine di copertina)

Se siete di passaggio o siete appena arrivati qui, mettetevi l’anima in pace, prima di 6 mesi sarà molto difficile orientarsi. In ogni caso, non siamo qui a dar consigli su come uscire da una fermata della metro, ma a spiegarne il nome. Můstek, ovvero piccolo “most” (ponte), ponticello. Perché si chiama così, dato che la Vltava si trova a 2 km di distanza e di ponti dalle parti di Piazza Venceslao non se ne vedono?

Il fossato medievale intorno alla Città Vecchia di Praga

La risposta va cercata molto indietro nel tempo, precisamente nel Medioevo, ed è suggerita da una delle strade da cui uscite: Na příkopě, che da Piazza Venceslao porta alla Torre delle Polveri. Příkop significa fossato, e il příkop in questione era quello che circondava le mura della Città Vecchia. Il fossato proseguiva poi in via 28. října e nella Národní třída (cfr. immagine sotto). E questo spiega anche perché una delle porte della città (la torre delle polveri) sia situata in una zona del centro.

Příkop
Il tracciato del fossato: Dalla Vltava copriva le strade di Národní Třída, 28. října, Na Příkopě

1348: Carlo IV, la Città Nuova e il ponte Můstek rimasto al suo posto

La curiosità, a questo punto ci porta al tempo in cui Carlo IV, nel 1348, decise di ampliare la città, o meglio, di costruire un intero, nuovo quartiere, che sarebbe divenuto la Città Nuova (Nové město). Le due città, vecchia e nuova, assunsero ben presto una forte connotazione etnica, la vecchia tedesca e la nuova ceca. Sicché i rapporti erano buoni, ma neanche troppo. Ciascuna delle città aveva il suo municipio (e quello della citt nuova fu utilizzato di li a poco per una defenestrazione), e il příkop con il relativo můstek rimasero al loro posto.

Dal 1760 ad oggi: il ponte Můstek coperto e la metro verde di Praga

Il příkop è stato coperto con il můstek solo nel 1760, ma città vecchia e nuova hanno continuato ad avere municipi autonomi, come tutt’ora accade. Il můstek è stato infine riportato alla luce durante gli scavi della metro A (verde) e lo potete vedere ancora in uno dei millemila ingressi della metro (lato New yorker).

Il můstek come lo vedete scendendo in metro
Il můstek come lo vedete scendendo in metro
Il ponte com’era

Operatori telefonici in Repubblica Ceca: scelta, tariffe e balíčky pratici

tariffe telefoniche Telefonare in Repubblica Ceca: alcune dritte

Uno dei problemi che affliggono gli italiani nel momento dell’espatrio (avete scritto in molti) è senza dubbio costituito dalla scelta di un operatore telefonico cui affidarsi nel nuovo paese ospitante.

Da questo punto di vista, telefonare in Repubblica Ceca è più insidioso di quanto non si possa pensare: l’offerta è molto ristretta. Ci sono infatti tre soli provider, ovvero O2 (nelle cui file militò anche una costola di questo sito), Vodafone e T-mobile (senza oligopolio, ovviamente).

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Sebbene i siti delle compagnie siano dotati di una versione in inglese, la miglior scelta è quella di recarsi in un punto vendita di una delle compagnie e chiedere (e star sulla difensiva).

Riconnettendoci al discorso sull’oligopolio, non ci vuole molto a capirlo, le tariffe forfettarie mensili sono in tutto e per tutto identiche l’una all’altra. L’unica che si discosta in positivo, da questo punto di vista, è la Vodafone, che vende i cosiddetti balíčky (qui la pagina). Funzionano molto bene come tester delle vostre esigenze. Anche la O2 dovrebbe offrirli, ma, pare, la O2 funzioni male.

Il pacchetto più diffuso costa 250 corone (Komplet) al mese. Dovete ricaricare la vostra carta (tramite internet) e inviare un sms per attivare il balíček per un mese. Dopodiché, ogni mese dovete rinnovare con un nuovo sms. Vi offre 1,2 GB, sms e chiamate gratis a tutta la vodafone. Per tutto il resto pagherete la tariffa standard a SMS o a chiamata o a megabyte extra (queste, essendo aggiornabili, vi conviene chiederle nel punto vendita).

WiFi gratis e roaming UE: come risparmiare dati con Vodafone

Un altro pacchetto viene 199 corone (Dati + SMS illimitati) al mese e vi dà 1,2 GB e sms gratis. Se tenete conto che più o meno dovunque potete trovare un wi-fi a cui connettervi (tradotto: “1,2 GB sono pochi, ma qua i dati praticamente non li usi”) vale la pena tentare.

Altro punto a favore della Vodafone, le tariffe sono valide in tutta l’UE quindi, se andate all’estero, pagate in più solo le chiamate ricevute, le chiamate effettuate e gli sms hanno lo stesso costo.

Con il Wifi onnipresente non vi serve un quantitativo assurdo di byte al mese, grazie a whatsapp potete chiamare in Italia gratis, quindi prima di entrare a gamba tesa e sottoscrivere un contratto biennale da 700 corone al mese è effettivamente bene fare delle prove.

Segreteria telefonica: differenze tra Italia e Repubblica Ceca

In ultimo, sappiate che la risposta della segreteria in Repubblica Ceca vale come scatto alla risposta, quindi se chiamate qualcuno in Italia e questo non risponde riattaccate al quinto squillo. In Repubblica Ceca avete invece 12 squilli di autonomia.

Ancora una volta, questo il link alla pagina dei Balíčky vodafone

O2, Vodafone e T-Mobile: quale operatore scegliere


5 offerte di lavoro a Praga per italiani | 24-30 ottobre

Lavoro a Praga

Requisiti comuni per chi cerca lavoro a Praga: italiano e inglese B2

Proponiamo anche questa settimana una serie di offerte di lavoro in Repubblica Ceca che richiedono la conoscenza della lingua italiana.

Ovviamente è necessario anche sapere la lingua inglese ad un livello medio-alto.

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PROCURE TO PAY ANALYST WITH ITALIAN AND ENGLISH

Luogo: Praga
Requisiti: laurea e conoscenza min. livello B2 della lingua italiana e inglese
É richiesta un’esperienza di almeno tre anni in accounting e contabilità
Maggiori informazioni


CLIENT SERVICE REPRESENTATIVE WITH ITALIAN

Luogo: Praga
Requisiti: laurea in economia e/o finanza, conoscenza fluente della lingua italiana e inglese
Maggiori informazioni


Customer Service with Italian

Luogo: Praga
Requisiti: Conoscenza fluente della lingua italiana e inglese; capacità di utilizzare SAP e Excel a livello medio-alto rappresenta un vantaggio.
Maggiori informazioni


FINANCIAL ACCOUNTANT WITH ITALIAN

Luogo: Praga
Requisiti: Laurea triennale in accounting e finanza. Conoscenza fluente della lingua italiana e inglese.
Maggiori informazioni


COLLECTIONS SPECIALIST

Luogo: Praga
Requisiti: Due anni di esperienza nel settore crediti. Conoscenza fluente della lingua italiana e inglese.
Maggiori informazioni


Břevnov: il monastero più antico della Repubblica Ceca e il quartiere insider di Praga

Quartieri di Praga: Břevnov e il monastero più antico della Repubblica Ceca

Per introdurre una delle zone più belle e meno conosciute della capitale cedo la parola ad una penna decisamente migliore della mia, quella di Jaroslav Seifert.

Un po’ perché si tratta dell’unico ceco premio Nobel per la letteratura, un po’ perché in queste poche righe tratte dalla sua autobiografiaTutte le bellezze del mondo, (pubblicata in italiano dalla Editori Riuniti nell’anno di Ritorno al futuro, che ci crediate o meno), c’è praticamente tutto.

“Břevnov lo conosco dalla mia più tenera infanzia. Lo attraversavo andando da Pohořelec al convento, da lì proseguivo lungo il viale Zeyer fino a villa Hvězda. Cercavo viole e mughetto. Il mughetto però non ci cresce più. Durante il ritorno poi non dimenticavo mai di fermarmi all’osteria Na Marjánce. Vicino all’ingresso di questa gloriosissima balera c’era un primitivo ed impressionante dipinto che raffigurava la battaglia della Montagna Bianca. Le sere di ballo in Na Marjánce erano famose.”


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Anche io ho comunque un forte legame con Břevnov dato che vi ho trascorso la maggior parte della mia esistenza di studente e di transfuga, quindi lo conosco piuttosto bene, e posso dire che un po’ di cose sono cambiate. Anzitutto il viale Zeyer, attorno al quale si sviluppa il quartiere, oggi si chiama Bělohorská ed è una delle vie più lunghe di Praga. Porta a Bíla Hora, ovvero la Montagna Bianca di cui sopra (della battaglia però, come di Villa Hvězda parlerò un altra volta).

Come arrivare a Břevnov: tram 22 e 25 sulla Bělohorská

Bělohorská: la via principale di Břevnov

Tra ristoranti, artigiani e tradizione ceca, questa strada rappresenta il cuore pulsante del quartiere.

Su Bělohorská potete arrivare facilmente, dato che vi transitano 2 linee di tram, il 22 e 25. Arrivati a Malovanka, scendete pure in una fermata a caso, fino ai rispettivi capolinea sarete in questa strada. In via Bělohorská trovate di tutto. Una dozzina di ristoranti, almeno 15 studi di parrucchieri in cui farvi tagliare i capelli per 120 corone (se sapete il ceco, se scegliete bene potete parlare anche inglese), 3 macellai, e un pescivendolo. Na Marjánce c’è ancora, per quanto credo abbia perso parecchio smalto, e sta tentando un difficile rilancio dopo la ristrutturazione del 2007.

Anche il monastero c’è ancora, anzi, si tratta del monastero più antico della Repubblica ceca. Fu costruito nell’893, sebbene quello che vedete oggi è una ristrutturazione barocca. Nel cortile oltre tutto troverete il Břevnovský šenk, ovvero una delle migliori osterie di Praga, in cui troverete cucina ceca di altissimo livello nel rispetto della tradizione (altro che U Fleků). Fortissimamente consigliata.

Il monastero barocco di Břevnov e i dormitori Hvězda e Větrník: storia e memoria

Dietro al monastero troverete una viuzzola gotica che costeggia un cimitero e conduce ai dormitori di Hvězda e Větrník nei quali io ho speso la maggior parte del mio tempo e delle mie borse di studio nel 2009 e nel 2011. Dall’altra parte del monastero invece troverete un parco in cui i miei amici cercavano di studiare Holan e Lustig mentre io raccoglievo ciliegie perché “se ‘sti frati han fatto voto di povertà, è giusto prenderle“.

Břevnov di Seifert: memoria e ambasciate

Uno sguardo alla memoria letteraria e alla storia dei quartieri ambasciatori ai tempi di Seifert.

Non tutto è rimasto come ai tempi del Seifert bambino e anzi, il regime comunista ha portato alcune novità quando ha eletto Břevnov a quartiere residenziale degli ambasciatori, assieme a quello di Střešovice. Se a Střešovice le ambasciate ci sono ancora però, quelle di Břevnov sono state trasferite a Malá Strana. Sono rimaste tante belle villette, uno sfarzoso hotel  costruito secondo canoni socialisti, il Pyramida.

Oltre alla Bělohorská è stata costruita un’altra arteria stradale (e per fortuna viene da dire, perché da qui si deve passare se venite da Plzeň o da Karlový Vary). Qusta strada, la Patočkova, è dedicata al filosofo Jan Patočka e si congiunge alla Bělohorská vicino ad un altro locale storico di questo quartiere, ovvero l’atelier Kaštan, che organizza concerti alternativi e corsi di pittura, che io stesso ho frequentato.

Non bastasse, a Břevnov c’è anche uno dei parchi più grandi di Praga, che porta il curioso nome (per noi italiani) di Ladronka, luogo ideale per il pattinaggio e teatro del festival omonimo.

Insomma, se siete Turisti a Praga, cercate di farvi un pranzo al convento di questo quartiere. Se avete scelto l’opzione One Way, a Břevnov andateci spesso.

ExpArt Brno: il festival degli artisti stranieri nella Repubblica Ceca

Patrimoni Unesco cechi #9: Brno (non solo villa Tugendhat)

Segnalamo il festival ExpArt, una manifestazione in programma a Brno il 28 e 29 ottobre che si propone di esporre le opere di artisti stranieri che vivono nella Repubblica Ceca e trovano in questo paese una nuova fonte di ispirazione o di artisti che con realtà locali.

Chi organizza ExpArt: gli autori di Czizincii e il fotografo Carlos Lopez

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Programma ExpArt: musica, teatro, arte e artigianato

Due giorni di musica dal vivo, spettacoli teatrali e di danza, proiezioni video, arte e mostre fotografiche, così come stand in cui gli artisti possono vendere le loro opere, ma anche prodotti artigianali e cibo da tutto il mondo.

ExpArt: celebrare il multiculturalismo nella Repubblica Ceca

ExpArt si propone in primo luogo di essere uno spazio per aprire la mente delle persone e celebrare in maniera artistica il multiculturalismo nella Repubblica Ceca.

Qui il link del festival su facebook

Qui il link all’evento

Qui, infine il link al blog

ExpArt

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