Ogni città ha le sue peculiarità e Praga non è da meno. Noi abbiamo individuato 10 cose che trovate solo nella capitale ceca.
12Petřín: la collina verde nel cuore storico
Chi non è mai stato a Praga probabilmente non lo sa, ma a fianco della collina su cui sorge il celebre castello c’è un’altra collina, quella di Petřin appunto. Pur essendo nel cuore storico della città (all’interno delle mura costruite da Carlo IV nel 1300), è rimasta completamente verde. Vi sorgono pochissimi edifici, un bar, una casa, una stazione della funicolare e una copia della torre eiffel (che è l’unica struttura ad emergere dal fitto degli alberi). Tale collina fu costruita negli anni ’20 del secolo scorso in segno di amicizia tra i surrealisti cechi e quelli francesi – tanto che all’inaugurazone vennero Apollinaire, Éluard e Breton. La collina è anche il principale punto di ritrovo del 1° maggio, ed è teatro di gran sbronze e limoni duri.
Da sinistra a destra: Danilo Manghi, Alessandro Pasquale, Aldo Amati, Bohuslav Sobotka, Vladimír Bärtl, Gianfranco Pinciroli, foto scattata in occasione della visita del premier ceco Bohuslav Sobotka alla Camic
Relazioni bilaterali Italia-Repubblica Ceca: crescita commerciale del 20%
Martedì 8 novembre si è tenuto presso la sede della Camera di Commercio italo-ceca (CAMIC) l’incontro con il primo ministro ceco Bohuslav Sobotka (Partito socialdemocratico – ČSSD). Tra i principali argomenti di discussione con i membri della Camera il primo ministro non ha mancato di apprezzare le relazioni tra la Repubblica Ceca (ČR) e l’Italia, analizzando il futuro dell’economia ceca, l’integrazione europea e la crisi dei rifugiati.
L’incontro è stato aperto dal saluto dell’Ambasciatore italiano a Praga Aldo Amati, che ha ricordato la lunga tradizione delle relazioni italo-ceche. “Il governo Bohuslav Sobotka sarà ricordato come un periodo di forte crescita economica e naturalmente per il rispetto dei valori filo-europei in politica estera”, ha detto l’ambasciatore Amati. Il governo ha infatti mantenuto un alto profilo politico e non è caduto in episodi di populismo, come a volte è accaduto in altri paesi d’Europa.
Il presidente CAMIC Gianfranco Pinciroli ha menzionato nel suo discorso diverse questioni economiche che sono di attualità per le aziende italiane attive nel paese, notando che “negli ultimi due anni, il fatturato del commercio estero tra i due paesi è aumentato del 20%, soprattutto nei settori industriali. L’economia ceca ha un grande potenziale di crescita e sarebbe un peccato non usarlo solo per la ragione che il paese non è abbastanza personale”.
Il primo ministro ceco ha confermato l’alto livello delle relazioni tra la Repubblica Ceca e l’Italia, rilevando che “il commercio estero con l’Italia l’anno scorso per la prima volta superato il valore di dieci miliardi di euro, sempre più spesso i principali partner commerciali di aziende ceche sono aziende italiane”, ha detto il primo ministro ceco. Le relazioni economiche tra i due paesi sono ottime, come viene anche mostrato dalla crescita a due cifre nel commercio estero. Il governo ceco sta monitorando da vicino il comportamento dell’Italia a livello politico ed entrambi i paesi stanno lavorando insieme su molti progetti. “L’Italia e la ČR hanno firmato congiuntamente una lettera relativa alTTIP“, ha detto Sobotka ricordando l’interesse di entrambi i paesi al libera commercio estero.
Setkání s členy Italsko-české obchodní a průmysl.komory. Rok 2015 byl rekordní – vzájemný obchodní obrat poprvé překročil částku 10 mld eur. pic.twitter.com/oflZxPvw3Y
Innovazione industriale e crisi di manodopera: le sfide dell’economia ceca
Molte aziende italiane hanno scommesso sull’economia ceca, che negli ultimi anni si è dimostrata forte, dinamica e in crescita: “la nostra economia ha conservato il suo carattere industriale, e anche grazie agli investimenti stranieri”, ha detto Sobotka. Secondo il primo ministro il futuro successo dell’economia ceca dipende dalla capacità di innovazione dell’industria ceca, e del settore automobilistico in primo luogo. “Per questo motivo, il governo ha rafforzato il sostegno alla ricerca, i cui risultati sono visibili nella produzione industriale”, ha detto il primo ministro. La crescita dell’economia ceca potrebbe essere limitata dalla carenza di manodopera qualificata nel mercato del lavoro. Anche per questo abbiamo lavorato per ottenere un regime di liberalizzazione dei visti per i cittadini di alcuni paesi terzi, come l’Ucraina. Il governo ha introdotto un programma speciale, che, a quanto pare, porta i primi frutti. “Ora vogliamo aumentare la quota di lavoratori stranieri”, ha aggiunto.
Istruzione e mercato del lavoro: le priorità di Sobotka per l’economia ceca
Un altro tema importante nel campo dello sviluppo delle risorse umane è il rapporto tra la formazione scolastica e le esigenze delle aziende. Il governo vuole rafforzare soprattutto la parte dell’istruzione secondaria, stabilendo prospettive specifiche per il mercato del lavoro. “Le scuole regionali saranno finanziate dei campi di specializzazione e non solo in base al numero di studenti”, ha sottolineato Sobotka.
Il premier ha trattato anche alcune importanti questioni politiche, ad esempio la crisi dei rifugiati, che ha creato molte controversie con i paesi dell’Europa mediterranea. Il primo ministro ceco ha difeso il comportamento del Gruppo di Visegrad (Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Ungheria – V4), ribadendo nuovamente che “se il problema della migrazione non è risolto nei paesi in cui ha origine, può diventare una fonte di instabilità per tutta l’Unione europea“, ha detto il primo ministro ceco. Sobotka ha spiegato che secondo il V4 la soluzione alla crisi risiede negli accordi con i paesi limitrofi alle frontiere esterne dello spazio Schengen. “L’Europa deve preparare strumenti a lungo termine, che saranno in grado di regolare la migrazione. Credo che una parte di questi strumenti siano i forti investimenti e la creazione di zone franche di controllo e accoglienza con i paesi stabili in Nord Africa. Questi paesi dovrebbero quindi trovere un accordo con l’Europa sul rimpatrio dei rifugiati, come abbiamo già fatto con la Turchia”.
Durante l’incontro il primo ministro ceco ha anche voluto rendere omaggio alla CAMIC, che festeggia il suo 15mo anniversario. “La Camera ha contribuito alle opportunità di sviluppo della cooperazione economica tra la Repubblica Ceca e l’Italia”, ha detto Sobotka concludendo il suo discorso.
Secondo il sito Wikipedia, l’empatia è “la capacità di porsi in maniera immediata nello stato d’animo o nella situazione di un’altra persona, con nessuna o scarsa partecipazione emotiva.”
Ed è per studiare i livelli di empatia nelle diverse parti del mondo che un gruppo di ricercatori dell’Università del Michigan, guidati dal professor William Chopik, ha lanciato uno studio, i cui risultati sono stati poi pubblicati sulla rivista scientifica “Journal of Psychology Cross-Cultural”, che ha esaminato tramite una serie di domande mirate i livelli di empatia di più di 100 mila persone in 63 Paesi del mondo.
I risultati di questo studio rendono poco onore alle nazioni dell’est europeo, la maggior parte delle quali hanno occupato le ultime posizioni della classifica.
Metodologia dello studio: come è stata misurata l’empatia
La ricerca è stata effettuata sulla base di alcune affermazioni, come “mi preoccupo per le persone meno fortunate di me” oppure “spesso cerco di capire i miei amici immaginando come possano essere percepite le cose dal loro punto di vista” a cui gli intervistati hanno dovuto dare un punteggio in una scala da 1 a 5.
Repubblica Ceca 55esima nel ranking mondiale per empatia
In generale, ben sette Paesi dell’Est Europeo fanno parte delle 10 Nazioni meno empatiche tra quelle prese come oggetto di studio. Maglia nera è la Lituania (63esima e ultima posizione).
Cosa correla con l’empatia: benessere, collettività e autostima
La Nazione più “empatica” del mondo pare essere l’Ecuador, seguito da Arabia Saudita, Perù, Danimarca, Emirati Arabi e Corea del Sud.
Curioso è il fatto che ai primi posti si siano classificati due tra i pochi Paesi a regime non dittatoriale che non hanno ancora abolito la pena di morte, ovvero Arabia Saudita e Stati Uniti (al settimo posto). Ancora più singolare è anche la presenza, nella fascia che rappresenta i Paesi con maggiore capacità di empatia, di Nazioni che hanno sofferto guerre e invasioni, come il Kuwait (al decimo posto).
L’Italia si è piazzata al ventesimo posto: siamo tra i più empatici d’Europa, preceduti solo da Serbia, Lussemburgo e Grecia.
Italia Praga One Way incontra oggi Daniela Pariota, residente in Repubblica Ceca da diversi anni e cuoca professionista.
Come sono arrivata in Repubblica Ceca?
Nel lontano 2012 ho accidentalmente incontrato il mio attuale fidanzato, di origine ceca, ed ha insistito a tal punto che mi sono decisa a trasferirmi a Praga in quanto la situazione in italia stava diventando insostenibile sul piano lavorativo.
Da quanto tempo lavori nel settore ristorativo?
Ormai non distinguo più la differenza tra la cucina del ristorante e la cucina di casa mia. E’ una passione che coltivo sin da piccola, i miei genitori avevano un albergo con ristorante dove ho sempre lavorato. Grazie alla mia follia e testardaggine sono riuscita a farmi spazio in questo mondo pieno di cuochi stellati e ristoranti rinomati. Oggi finalmente sono in grado di poter gestire la cucina di un ristorante di un certo livello come il Vincanto, dove lavoro.
Ci sono dei vantaggi nel fare il tuo mestiere in Repubblica Ceca piuttosto che in Italia?
La domanda che mi pongo spesso è: sarei mai arrivata a questo livello restando in Italia? Non credo proprio. Sicuramente, come per tutti quelli che si trovano a lavorare all’estero, l’ambiente internazionale e la varietà di culture che si incontrano rende ogni aspetto della vita quotidiana più interessante. Inoltre la cucina in Repubblica Ceca, pur apprezzandone molti aspetti, non ha sicuramente lo stesso appeal che invece ha quella del nostro paese e per me e’ motivo di orgoglio proporla e farla apprezzare nel mondo, in questo caso a Praga al Vincanto.
Quali sono invece gli svantaggi?
L’orario di lavoro continuativo che qui e’ adottato praticamente ovunque e’ un po pesante alle lunghe. Purtroppo molti italiani a Praga sono da evitare e minano un po la reputazione che hanno i cechi di noi italiani. Per il resto non mi esprimo perché potrei risultare volgare.
Come procede il tuo adattamento a Praga?
Beh le parolacce in ceco le conosco pressoché tutte, quindi credo di essere a buon punto. Per il resto ho conosciuto tante persone e in un certo senso trovato una nuova famiglia all’interno del Vincanto.
5 posizioni aperte a Praga per italofoni: Sales, Data e Customer Care
Proponiamo anche questa settimana una serie di offerte di lavoro in Repubblica Ceca che richiedono la conoscenza della lingua italiana.
Ovviamente è necessario anche sapere la lingua inglese ad un livello medio-alto.
SALES SPECIALIST/ Inside sales with Italian
Luogo: Praga Requisiti: laurea e conoscenza min. livello B2 della lingua italiana e inglese Richiesta esperienza in vendite e customer care Maggiori informazioni
Luogo: Praga Requisiti: ottime capacità analitiche e buona conoscenza dei sofware Microsoft Office Maggiori informazioni
Customer Service with Italian
Luogo: Praga Requisiti: Conoscenza fluente della lingua italiana e inglese; capacità di utilizzare SAP e Excel a livello medio-alto rappresenta un vantaggio. Maggiori informazioni
FINANCIAL ACCOUNTANT WITH ITALIAN
Luogo: Praga Requisiti: Laurea triennale in accounting e finanza. Conoscenza fluente della lingua italiana e inglese. Maggiori informazioni
COLLECTIONS SPECIALIST
Luogo: Praga Requisiti: Due anni di esperienza nel settore crediti. Conoscenza fluente della lingua italiana e inglese. Maggiori informazioni
L’elenco completo delle offerte lo potete trovare sul sito della Grafton(in inglese), con la descrizione specifica delle posizioni e i contatti per gli interessati.
Siamo lieti di segnalare la proiezione del film dei registi Emanuele Ruggiero ed António Pedro Nobre sull’immigrazione nella Repubblica Ceca.
Si tratta di un documentario di 88 minuti sugli stranieri che vivono in Repubblica Ceca, così come gli immigrati cechi che hanno vissuto o vivono ancora all’estero. Attraverso un ritratto di immigrazione nella Repubblica Ceca fin dai primi giorni dopo l’invasione sovietica, fino alla recente crisi migratoria.
Perché i distretti cechi hanno nomi così strani? Scopri la storia curiosa dietro ogni toponimo.
Il che porta ad imbarcarsi in tentativi di traduzione più o meno riusciti. Non siamo i primi a fare una cosa simile. Anzi al termine dell’articolo riportiamo la mappa con i quartieri tradotti (letteralmente) in inglese e con le stazioni metro tradotte (letteralmente) in inglese. Noi però siamo i primi a farlo in italiano.
Březiněves – villaggio (ves) delle betulle (březy) o degli animali in calore
Bubeneč – quartiere dei tamburi (bubny) ma non credo sia doviuto al fatto che vi sorge lo stadio dello Sparta.
Čimice – chiaro esempio di falso amico: in realtà non c’entra niente con le cimici, che in ČR non esistono essendo la coltura di soja molto scarsa (tra l’altro Čimice si legge Cìmizze). La cimice che noi italiani conosciamo (per non dir di peggio) è infatti un parassita della soja.
Chodov – Luogo da cui si entra o si cammina (Chod)
Ďáblice – Quartiere del diavolo (Ďábel)
Háje – Boschetti. La conoscete come capolinea della metro rossa. Tuttavia, come abbiamo spiegato nell’articolo sui modi di dire cechi, “jdi do háje” significa “vai a quel paese”. Háje, tra l’altro, è il quartiere riportato come immagine di copertina a questo articolo.
Hrdlořezy – Luogo dove si taglia (řezy) la gola (hrdlo).
Kobylisy – Luogo dove si tengono le cavallette (Kobilky)
Krč – Non è che abbia un significato specifico, ma riporta alla mente le parole krček (collare) e krčma (antico ceco, osteria)
Křeslice – un posto dove si fanno poltrone
Malá e Velká Chuchle – piccolo e grande ippodromo (ci sono)
Mokropsy – luogo pieno di cani (psi) bagnati (mokrý)
Měcholupy (horní e dolní) – borseggiamenti, furti di borsellini
Nebušice – letteramente un luogo pieno di cose inesplose (ma esiste dal 1200).
Nedvězí – il paese dei Nedvěd (Pavel però è nato da tutt’altra parte, precisamente a Cheb). In realtà il riferimento è a Medvěd, cioè l’animale che sa (věd) dov’è il miele (med), ovvero l’orso. Il cognome Nedvěd (diffusissimo) è una sorta di negazione di un animale che in tempi andati incuteva paura, significa più o meno “nessun orso”.
Prosek – qui il problema sta nel fatto che in italiano abbiamo il prosecco, ovviamente
Přední e Zadní Kopanina – Scavo anteriore e posteriore. In realtà nomi simili non sono del tutto strani a Praga o in Repubblica Ceca a livello generale. Attorno a Praga infatti vi erano molte cave.
Smíchov – luogo dove si ride (smích). Dalla stazione di Smíchov (Smíchovské nádraží) transitano i treni diretti a Plzeň o a Monaco.
Stodůlky – piccole stodoly (pagliai). Oppure, se scritto “sto důlky”, luogo delle 100 (sto) minierette (důl = miniera)
Strašnice – luogo spaventoso (strašní), anche qui l’origine del nome è molto più profonda. Anche qui, l’origine risale al medio evo, attorno al 1200. Origine è il nome proprio Strašen (una cosa tipo “Spaventio”). Nel mondo slavo antico infatti era costume dare nomi simili per spaventare o tenere lontani i demoni.
Střešovice – luogo pieno di tetti (střechy)
Suchdol – valle (dol) secca (suchý). Stranamente, la Vltava ci passa in mezzo.
Troja – non vuol dire nulla, almeno in ceco, al di là del nome della antica Ilio.
Uhřiněves – villaggio di magiari (ungheresi)
Újezd nad Lesy – uscita sui boschi… che se lo senti pensi a un luogo di lupi mannari
Vinohrady – sì, anche il centralissimo Vinohrady (náměstí míru) ha un nome curioso: castello (hrad) del vino -> Vinohrady = vigne. Vinohrady infatti un tempo era un filare di vigne di proprietà dei monaci di Olšany, paese fuori Praga successivamente inglobato nel quartiere di Žižkov.
Con il conferimento del Premio letterario internazionale Franz Kafka allo scrittore Claudio Magris, avvenuta il 27 ottobre scorso presso il municipio della Città vecchia di Praga, si è chiuso il ciclo di eventi organizzato in Repubblica Ceca dall’Istituto Italiano di Cultura e dall’Ambasciata d’Italia in occasione della XVI edizione della “Settimana della lingua italiana nel mondo”, che si è tenuta anche quest’anno sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Particolarmente fitto il calendario degli eventi realizzati.
Martedì 11 ottobre, il Dipartimento di italianistica della Facoltà di Filosofia dell’Università Karlová ha ospitato una lezione del linguista e filosofo del linguaggio Raffaele Simone, professore emerito dell’Università Roma Tre e ordinario di Linguistica generale.
Il 12 ottobre si sono svolte nella Cappella dell’Istituto Italiano di Cultura la conferenza e l’inaugurazione della mostra dedicate a Italo Balbo, cui hanno preso parte, tra gli altri, il project manager del ministero della Difesa ceco e alcuni rappresentanti dell’Ufficio storico dell’Aeronautica Militare italiana. La conferenza è stata incentrata sulla figura di Balbo, gerarca di primo piano del regime ma con un’autonomia di giudizio che lo spinse a schierarsi contro la promulgazione delle leggi razziali, contro l’invasione tedesca della Cecoslovacchia e contro l’entrata in guerra dell’Italia a fianco di Hitler. Di Balbo sono state ricordate le imprese aeree e in particolare la trasvolata atlantica compiuta nel 1933. La mostra ha presentato una serie di immagini e documenti dall’archivio storico dell’Aeronautica, numerose fotografie scattate dallo stesso Balbo e la ricostruzione multimediale dell’idroscalo di Orbetello distrutto dai tedeschi nel ’44 e a lui dedicato. Alla realizzazione dell’evento hanno collaborato l’Ambasciata d’Italia, l’Associazione Amici dell’Italia e la Camera di Commercio italo-ceca.
Il 19 ottobre la Redmont Consulting ha presentato nella Sala conferenze dell’Istituto il magazine “CiaoPraga”, una rivista online di arte, cultura e lifestyle in lingua italiana che si sta affermando come una forma di aggregazione e comunicazione della comunità italiana locale.
Giovedì 20, col concerto di Michele Fenati e della sua band, è stata la volta della poesia in musica con l’esecuzione di grandi successi dei cantautori italiani. La serata è stata organizzata dall’Istituto, dalla Società Dante Alighieri – Comitato di Praga e dall’Associazione Culturale Beatrice, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna.
Sabato 22 e domenica 23 ottobre con i concerti del Fabrizio Bosso Quartet, il grande jazz italiano ha conquistato la scena del Reduta Jazz Club e della Sala grande della Biblioteca civica di Praga, con notevoli riscontri di pubblico e di critica. Tra gli appassionati presenti allaserata di apertura, il Presidente emerito della Repubblica Ceca, Vaclav Klaus.
Il 24 ottobre il Circolo Linguistico di Praga, nel quadro delle attività previste per il convegno internazionale “L’esperienza e l’avvenire dello strutturalismo”, ha presentato nel corso di una seduta solenne nella Cappella dell’Istituto lo stato di avanzamento dell’”Atlante dello strutturalismo europeo”, un progetto web dedicato alla mappatura delle diverse declinazioni nazionali del modello strutturalista. Durante la “Settimana della lingua”, la campionessa delle Olimpiadi di italiano 2016 – Sezione senior degli Istituti professionali, Gaia Vettori, e il professor Simone Bucciantini dell’Istituto professionale Luigi Einaudi di Pistoia, sono stati in visita a Praga, ospiti del Liceo bilingue ceco-italiano Ústavní e dell’Istituto Italiano di Cultura.
È inutile negarlo. Lo abbiamo pensato un po’ tutti, chi in silenzio e chi no, ma ormai è palese: il nome Czechia (Cechia) non piace. È quanto emerge da un articolo diffuso da The Guardian. L’iniziativa, decisa dal governo del paese dopo oltre 20 anni di dibattito e presentata ufficialmente all’ONU nello scorso aprile, sosteneva che “Czech Republic” fosse un nome troppo lungo e ingombrante. Proponeva, dunque, di aggiungere il nome breve “Czechia” (Cechia), almeno per quel che riguardava le situazioni informali, come per esempio, le telecronache sportive. Un po’ come il nome “Italia” sta a “Repubblica Italiana”, ma con meno successo rispetto.
La crisi d’identità ceca: il precedente della divisione dalla Cecoslovacchia
Non è la prima volta che la Repubblica Ceca soffre di crisi d’identità: già nel 1992, quando si trattò di dividere la Cecoslovacchia in due paesi distinti, la scelta non fu così semplice come per la Slovacchia. Il nome Boemia (che in ceco si chiama appunto “Čechy”) fu scartato perché escludeva esplicitamente la Moravia (e la spesso dimenticata Slesia Ceca).
Boemia, Moravia e Slesia: perché il nome unico è complicato
Di fatto, sebbene Boemia, Moravia e Slesia siano regioni storiche e non amministrative, e malgrado tutti gli abitanti della Repubblica Ceca parlino una stessa lingua e abbiano usanze tutto sommato comuni, non esiste alcun termine (in ceco) che possa raggruppare tutti gli abitanti del paese in modo univoco.
Per lo stesso motivo, anche quello che divenne poi il nome ufficiale rischiò di essere rifiutato, poiché “ceche” erano le tribù che si insediarono in Boemia nel VI secolo. In quella circostanza, il nome Czechia era stato proposto da 55 esperti come nome ufficiale del paese.
Il termine Czechia, si è detto, non costituisce una ridenominazione di Repubblica Ceca come Stato ma si tratta piuttosto di un termine complementare. Il ministero degli Esteri, nel presentare la richiesta di aggiunta del nome, aveva fornito diverse motivazioni:
Perché il governo ceco ha scelto Czechia: le motivazioni ufficiali del ministero
Czechia è la traduzione del nome breve Česko, già ampiamente usato nel Paese;
Czechia è simile al precedente Czechoslovakia (Cecoslovacchia);
Czechia è attestato in documenti in latino risalenti al 1602;
Nomi equivalenti a Czechia si trovano in diverse lingue, ad esempio Tschechien in tedesco, Tsjekkia in norvegese, Čechija in russo.
Il nome Czechia, tuttavia, ha scatenato numerose polemiche sia tra la popolazione ceca che tra politici, quali l’ex ministro degli Esteri, Karel Schwarzenberg, le maggiori obiezioni sono giunte ovviamente dal Partito Moravo, per le ragioni già spiegate.
Čechomorava e Czechland: le alternative scartate al nuovo nome
Al momento di valutare un termine sostitutivo, alcuni avevano suggerito il termine Čechomorava, che sarebbe in linea con Cecoslovacchia, la proposta tuttavia non ha avuto mai un seguito. È stata proposta anche la variante Czechland/Czechlands, respinta dal ministero degli Esteri poiché si tratta di un neologismo formato appositamente
L’unica certezza, oggi, sta nel fatto che Czechia, a oltre tre mesi dalla sua ufficializzazione, non riesce a entrare nel cuore della gente. Un po’ per abitudine forse, perché i cambiamenti effettuati per legge necessitano tempo per diventare parte del vivere comune. Forse invece perché ritenuto “brutto”. Insomma, per il momento, oltre che sulla carta, la Repubblica Ceca continua a rimanere tale anche sulla bocca e nel cuore della gente.
E voi cosa ne pensate del nuovo nome?
Rispondete al sondaggio e fateci sapere cosa ne pensate!
Continua il nostro viaggio tra gli italiani in Repubblica Ceca: questa volta ci spostiamo a Brno, dove ha studiato Mery G. Montalbano, che ci rilasciato un’intervista sulla sua bella esperienza. Ciao Mery, grazie per l’intervista e benvenuta su italia praga one way. La prima domanda che ci viene in mente è sulla tua scelta di venire a studiare in Repubblica Ceca. Perché hai scelto Brno come meta del tuo Erasmus e non qualche altra città europea?
Costo della vita e trasporti pubblici: perché Brno è conveniente
I motivi principali sono stati due e molto semplici: a Brno avrei potuto studiare e seguire le lezioni in inglese, cosa che sarebbe stato impossibile fare in Spagna o Germania, dato che lì l’università offre per gli Erasmus corsi nella lingua del proprio Paese; poi l’ho scelta per il costo della vita non elevato, nella norma o a volte molto al di sotto della media, soprattutto per gli affitti e i costi dei mezzi pubblici, che sono tra l’altro efficientissimi.
Eri già stata in Repubblica Ceca? Come è stato l’impatto con la cultura ceca?
Il temperamento ceco: cosa sorprende un’italiana
No, è stata la mia prima volta in Repubblica Ceca. L’inizio del mio Erasmus è stato anche quello della mia prima esplorazione all’estero in assoluto. Non sapevo bene cosa aspettarmi, a parte il freddo! L’impatto iniziale è stato positivo, se pure è vero che “accoglienza calorosa” è qualcosa difficile da trovare. E’ un paese dal temperamento mite, ma che tra una birra (per iniziare), tanto sport e lavoro sa farsi valere.
Quali sono le cose che più ti hanno colpito in positivo e in negativo?
Cosa apprezzi della città: trasporti, lavoro e attività gratuite
Dettagli che sorprendono: silenzi, regole e puntualità ceca
Delle persone ceche tanti sono i dettagli che colpiscono, soprattutto agli occhi di un italiano: innanzitutto il non essere così “rumorosi” durante una conversazione, sul tram, nei locali pubblici; il rispetto delle regole, che siano stradali o civili; la puntualità di professori, tecnici aggiusta-tutto eccetera; l’amore per la natura e per lo sport. La città è molto organizzata, con uno dei migliori sistemi di trasporto pubblico in Europa, offre molte opportunità di lavoro e tante occasioni di svago… anche gratuite (ma per davvero? SÌ!). Un esempio sono le passeggiate organizzate nei boschi limitrofi alla città, raggiungibili grazie al tram, in cui è possibile incontrare ogni domenica persone nuove provenienti da tutto il mondo. Tantissimi pub (chiamati anche Klub da alcuni) in cui scegliere tra tanti, diversi tipi di birra e molti parchi in cui a volte ci sono pic-nic internazionali. Spesso vengono organizzate manifestazioni, sagre e concerti nella piazza principale e, data la posizione centrale di Brno, d’estate è possibile partecipare a festival sia in Repubblica Ceca, che in Ungheria o Austria. Le noti dolenti invece riguardano il cibo, di qualità un po’ di bassa, il caffè molto caro e l’ignoranza di questa sconosciuta chiamata “caffettiera”. Infine la pulizia non ottima di alcune persone che sul tram dà i suoi frutti.
Da ex studentessa a Brno: quali consigli vorresti dare ai futuri studenti Erasmus per ambientarsi bene?
Gestire le finanze e divertirsi: il segreto per un buon Erasmus
Pentimento dopo l’Erasmus
La risposta alla domanda: ti sei pentita della scelta?
Chi viaggia deve adattarsi, nel bene e nel male. Alla città, alla gente, al nuovo metodo di studio, da non sottovalutare. Quello che alla fine consiglio è di gestire bene le vostre finanze e di divertirvi più che potete in una città medio-grande che offre tanto.
Ti sei pentita della scelta? A posteriori ne avresti fatta una diversa?
Assolutamente no.
Quindi ti piacerebbe tornare in Repubblica Ceca? Come studentessa o per opportunità lavorative?
Si, mi piacerebbe tornare per lavorare e vivere pienamente la città. E dopo, chi lo sa, forse iniziare un master interessante!
Ci sono esperienze che consiglieresti assolutamente di fare a chi si trova in Repubblica Ceca?
Attrazioni da non perdere: lago, Spilberk e oltre Praga
A Brno consiglio di andare al lago appena fuori la città, che è raggiungibile in tram. Prendere un caffè e gustare uno strudel al Cafè che si trova dentro il Castello dello Spilberk. Visitare la Cattedrale di San Pietro e Paolo ed anche altre città o paesini molto carini della Repubblica Ceca, dopo aver visto Praga, ovviamente.
Cosa spinge una siciliana ad innamorarsi così della Repubblica Ceca?
Molto dipende dalla storia di questo Paese che martoriato dal regime sovietico per tanto, troppo tempo, mostra i suoi segni sia attraverso i suoi edifici che attraverso la calma attitudine delle persone. D’altro canto, dopo la svolta degli anni ’90, la Repubblica Ceca è rinata ed innovata. Ormai sempre più competitiva dal punto di vista delle infrastrutture, dei servizi, e della produzione. Dall’altro lato, forse mi sono “innamorata” (a parte per il verde dei parchi) perché in fondo il mio carattere combacia perfettamente con l’atmosfera che si respira lì. E chi è stato almeno a Praga può capire.