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Hranická propast: il record mondiale dell’abisso carsico più profondo

Hranická propast
Autor: Jiří Komárek – Vlastní dílo, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=49238414

Hranická propast: l’abisso carsico record

Il fondo di questo abisso, il più profondo del mondo, rimane ancora sconosciuto.

La Hranická propast in effetti vanta il primato della dolina sommersa più profonda al mondo.

Che potrebbe sembrare una cavolata detta così, ma le cose cambiano aggiungendo che non si sa quanto sia profonda. Finora tutti i tentativi di misurazione sono falliti. L’ultima cifra verificata (2016) è di 404 metri, ma gli esperti stimano che possa arrivare fino a 800 metri. Altro fun fact interessante, il record precedente era detenuto dal Pozzo del Merro, una dolina a nord di Roma, con una profondità misurata di 392 metri.

La leggenda di Re Mojmír II e il salto nella dolina

La Hranická propast, che fa parte del Carso di Hranice, si trova presso la riva destra del fiume Bečva e vicino alle grotte di aragonite Zbrašov, anche queste accessibili al pubblico. Secondo la leggenda, il re moravo Mojmír II vi saltò per nascondersi da un gruppo di nobili ribelli.

Per chi non lo sapesse, Dolina è una delle pochissime parole di origine slava (in questo caso, slovena) ad essere usata in italiano. In ceco invece dolina si dice závrt.

Il Carso di Hranice: formazione carsica unica creata da sorgenti termali

Il Carso di Hranice rappresenta un’area unica: a differenza della maggior parte delle formazioni carsiche, non è stato creato dall’erosione dell’acqua di superficie, ma da forti deflussi di sorgenti termali sotterranee. La parte sommersa della dolina si presenta come una grotta carsica, in cui sono presenti anche stalattiti vulcaniche e altri resti di attività vulcanica.

Attrazioni naturali e storiche della zona

Tra le principali attrazioni ci sono le grotte Zbrašov, il castello di Svrčov e la Riserva Naturale di Hůrka.

Dato che in sé la dolina pare una semplice pozzanghera coperta di vegetazione, va detto che c’è parecchio da vedere nella zona. Oltre alle grotte di cui sopra, trovate anche le rovine del castello di Svrčov. Dalla dolina c’è anche una bellissima vista sulla zona circostante e i monti Beskydy. L’intera area fa parte della Riserva Naturale Nazionale di Hůrka.

Come raggiungere la Hranická propast: accessi e percorsi

Ci sono diverse vie di accesso alla Hranická propast (comunque visibile solo dall’alto e da una certa distanza). Il più breve parte dalla stazione ferroviaria di Teplice nad Bečvou.

La Hranická propast su mapy

Fonte – kudyznudy 

Altre escursioni nella Repubblica Ceca


Riapertura confini Repubblica Ceca dal 21 giugno: regole tampone, vaccino e green pass

Riapertura dei confini Sondaggio Qualità vita Repubblica Ceca

Riapertura confini Repubblica Ceca-UE annunciata

Il ministro della Salute Adam Vojtěch ha annunciato oggi la data di riapertura completa dei confini tra Repubblica Ceca e Stati Membri dell’Unione europea.

“Dal 21 giugno, i cittadini provenienti da tutta l’Unione Europea e dalla Serbia potranno entrare nella Repubblica Ceca senza restrizioni se soddisfano le regole”, ha dichiarato il ministro in riferimento al fatto che, per entrare nel paese, sarà comunque necessario un tampone, un certificato vaccinale (prima dose fatta almeno 22 giorni prima) o un documento che confermi di aver avuto il covid-19 negli ultimi sei mesi. La riapertura completa dei confini quindi va intesa con il fatto che sarà nuovamente possibile entrare nella Repubblica Ceca a scopi turistici.

“Prevediamo che dal 1 luglio verranno riconosciuti solo i certificati dell’Unione europea, i cosiddetti green pass”, ha affermato Vojtěch.

Didattica in presenza: riapertura scuole e università

  • Da martedì 8 giugno, tutti i tipi di test sul coronavirus (PCR, antigenní, etc.).
  • Da giugno, cambia anche il numero di test antigenici o PCR coperti da assicurazione sanitaria passando da uno ogni 3 giorni a uno a settimana.
  • Un altro modo per dimostrare il proprio stato di salute è confermare che la malattia si è verificata negli ultimi sei mesi o che sono passati 22 giorni dalla prima dose del vaccino.
  • Piscine, cinema e eventi: le nuove capienze

  • Da martedì 8 giugno il numero degli spettatori agli eventi culturali può aumentare a 1.000 al chiuso e 2.000 all’aperto. In cinema e teatri sarà poi nuovamente possibile consumare snack e bevande. Dal 14 giugno non ci saranno limiti per gli eventi all’aperto esclusa la densità – 1 spettatore al metro quadro. Rimane l’obbligo di mascherina o esibire un documento di quelli sopra.
  • Piscine e centri benessere riaprono al 50% della capienza (attualmente la condizione è una persona ogni 15 m2).
  • Torna la didattica senza mascherine e si può stare in ufficio senza mascherine, eccezion fatta per le regioni di Liberec, Zlín e České Budějovice.

Situazione coronavirus in Repubblica Ceca


Risorse ufficiali per aggiornamenti

Ministero Salute e Ambasciata Italia per informazioni aggiornate

WORLDOMETER – andamento della situazione nella Repubblica Ceca

Aggiornamenti su riapertura

Comunicazioni ufficiali: Ministero Salute e Ambasciata Italia

MINISTERO SALUTE CECO – https://www.mzcr.cz/
AMBASCIATA D’ITALIA IN REPUBBLICA CECA

Mappe e dati aggiornati: situazione contagio Repubblica Ceca

Piazza Jiřího z Poděbrad: ristrutturazione 2022, cosa cambia con il progetto MCA

Jiřího z poděbrad
Autor: Lukáš Vrána – Vlastní dílo, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=48373254

Piazza Jiřího z Poděbrad: il progetto MCA 2022 e le novità attese

Piazza Jiřího z Poděbrad, una delle più importanti di Praga, è in attesa di essere sistemata dal 2000. Il progetto di messa a nuovo è attualmente in fase di completamento.

La proposta di rivitalizzazione cerca di rispondere a tutte le attuali esigenze della piazza, rendendola adatta a organizzare eventi e ospitare i mercati, che si svolgono tre volte la settimana. L’obiettivo è anche quello di dare all’aspetto della piazza un carattere unitario, rimuovere varie barriere architettoniche (soprattutto per la metro) e creare un’area pavimentata sufficientemente ampia per eventi sociali o davanti alla scuola. In particolare, nella parte di fronte alla chiesa si prevede di creare aumentare lo spazio per le panchine. Insomma, più cemento.

Come il progetto divide la piazza: zona eventi e parco (+ chiesa)

Il progetto divide piazza Jiřího z Poděbrad in due parti, ovvero davanti e dietro alla chiesa. Niente di nuovo, fin qui. Nella metà “tranquilla” (dietro la chiesa) verrà completata l’area del parco. Sull’altro lato, ovviamente verrà aumentata la pavimentazione in modo che qui possano svolgersi vari eventi pubblici.

Dettagli tecnici: ascensore metro, fontanelle e 154 nuovi alberi

Dovrebbero inoltre essere aggiunte fontanelle, aiuole e dovrebbe essere migliorato lo stato del manto erboso.

Sulla base di queste novità, si prevede di spostare i farmářské trhy (mercati agricoli) in modo che siano davanti ai caffè e non alla scuola. Davanti alla scuola dovrebbe inoltre sorgere un parco giochi, oltre che l’ascensore per la stazione della metropolitana.

Sostenibilità: raccolta acqua piovana e nuova vegetazione

È prevista la realizzazione di una vasca di raccolta dell’acqua piovana dal tetto della chiesa per irrigare le aree erbose della piazza, oltre a questo, verranno piantati altri 154. Anche gli attraversamenti pedonali di Vinohradská e Slavíkova dovrebbe essere migliorati. Tutte le superfici “non verdi” dovrebbero essere coperte con un lastricato in pietra.

Aerazione metro: come DPP e Praga 3 modernizzano gli scarichi

Il Distretto di Praga 3 collaborerà con la Compagnia di Trasporti (DPP) per la modifica dei tubi di scarico dell’aria della metropolitana. Il sistema attuale infatti (le grandi strutture agli angoli della piazza) danneggia la vegetazione. Le odierne tecnologie, inoltre, consentono il posizionamento di strutture notevolmente più piccole.

22 anni per la rivitalizzazione

Dalla gara d’architettura al 2022: una lunga attesa per il progetto di recupero.

Nel 2000, il quartiere della città ha indetto un concorso di architettura per progettare la rivitalizzazione dello spazio, vinto dallo studio MCA di Pavla Melková e Miroslav Cikán. La licenza edilizia è stata rilasciata per la prima volta nel 2002, tuttavia i lavori sono stati sospesi ancora durante la fase preparatoria a causa dell’alluvione (i fondi sono stati ovviamente dirottati altrove). Negli anni successivi, la questione “Piazza Jiřího Poděbrady” è stata riportata alla luce più volte senza avere però risultati concreti.

Solo nel 2014 si è arrivati alla firma un Memorandum di Cooperazione tra il quartiere di Praga 3 e la regione Praga capitale per la rivitalizzazione della piazza come spazio pubblico cittadino. Nel 2019 infine si è passati a condurre un sondaggio tra la popolazione per avere “informazioni dirette” su quali fossero le richieste di rinnovamento della piazza.

Il nuovo aspetto della chiesa, infine potrebbe sbloccare la richiesta, attualmente in stato di impasse, di inserire la chiesa tra i patrimoni mondiale dell’UNESCO.

Fonte – Campuj

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IIC Praga: programma giugno 2021 tra cinema, conferenze e concorsi

giugno 2021

Eventi IIC Praga – Giugno 2021

Si trasmette il programma di eventi per giugno 2021 dell’Istituto italiano di cultura (IIC) di Praga.

Durante giugno 2021 si segnalano le Giornate del cinema europeo 2021.

Concorso online IIC: “WOW, CHE MERAVIGLIA!” entro l’11 giugno

“WOW, CHE MERAVIGLIA!”

Uno straordinario libro ha varcato le soglie della Biblioteca dell’IIC di Praga: MILLE MERAVIGLIE. VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELL’ITALIA, edito nel 2020 da Piemme in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Un libro raro della serie legata al topo Geronimo Stilton, persino fuori commercio! Oggi è possibile ottenere una copia del volume partecipando a un concorso online: “WOW, CHE MERAVIGLIA!”. COME PARTECIPARE? Ogni partecipante, a seconda dell’età, dovrà inviare entro e non oltre venerdì 11 giugno un elaborato multimediale avente come argomento una delle regioni d’Italia. Si può partecipare scegliendo una categoria tra “C’era una volta”, “Giarda che luna, guarda che mare”, “Gnam, gnam” e “Peter Pan”. C’è tempo fino all’11 giugno!

Scoprite le categorie e altri dettagli sulla pagina Facebook della Biblioteca o scrivete all’indirizzo email [email protected].

Re-Enchantment of Central-Eastern Europe

Conferenza con Alessandro Testa il 14 giugno.

Un progetto internazionale a guida italiana presso la Facoltà di Scienze sociali di Praga

Avviato da diversi mesi presso la Facoltà di Scienze sociali di Praga, il progetto “The Re-Enchantment of Central-Eastern Europe” sta sviluppando una complessa indagine multidisciplinare di carattere storico, etnologico e sociologico sulle nuove o rinnovate forme di religiosità e irreligiosità emerse nei paesi dell’Europa centro-orientale in seguito alla caduta dei regimi comunisti.

Dettagli sulla conferenza del 14 giugno con Alessandro Testa

La conferenza presenterà il progetto e il gruppo di ricerca guidato dal ricercatore italiano Alessandro Testa, approfondirà la tipologia di finanziamento ERC CZ e illustrerà le attività dell’Istituto di Studi Sociologi dell’Università Carlo IV.

Con Alessandro Testa dialogheranno lo scienziato Luca Vannucci, presidente della Società di Immunologia Ceca, e il professore del Dipartimento di Sociologia dell’Università Carolina, Dino Numerato.

Alessandro Testa è Senior Researcher e Assistant Professor presso la Facoltà di Scienze Sociali dell’Università Carolina; formatosi in Storia e in Antropologia, ha studiato, insegnato e condotto ricerche etnografiche per lunghi periodi in numerosi Paesi europei. I suoi campi di ricerca spaziano dalle religioni antiche e recenti ai patrimoni culturali, dalla cultura popolare alle configurazioni sociali nel tempo, dalle identità collettive all’idea di Europa, dalle teorie e metodologie della ricerca sociale e storica all’epistemologia. È autori di diversi libri e numerosi articoli scientifici. I lavori si terranno in lingua italiana.

14 giugno alle 18.00. Terrazza dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga. Šporkova 14

Cinema online: Fare Cinema Reboot

14. – 20. 6. “Fare Cinema: Reboot – Il cinema italiano riparte”

Rassegna tematica dedicata alla promozione del cinema e dell’industria cinematografica italiana

La quarta edizione di “Fare Cinema” si terrà dal 14 al 20 giugno 2021 e avrà per tema “Reboot – Il cinema italiano riparte”, con l’obiettivo di porre in evidenza la capacità di reazione dimostrata dal settore cinematografico italiano di fronte alla crisi indotta dalla pandemia. Come per le precedenti edizioni, anche nel 2021 Fare Cinema rivolgerà una particolare attenzione ai “mestieri del cinema”, al fine di dare visibilità e risalto alle professionalità che animano l’industria cinematografica italiana. Lanciata nel 2018, l’iniziativa prevede l’organizzazione di eventi dedicati al cinema italiano da parte della rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura, con il duplice obiettivo di valorizzare il nostro cinema e le professionalità italiane del settore. In concomitanza con l’edizione 2021 sarà celebrata la Giornata mondiale del cinema italiano, prevista per il 19 giugno.

La rassegna è organizzata dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese della Farnesina, in collaborazione con il Ministero della Cultura, ANICA, ICE e Istituto Luce – Cinecittà.

Il programma con l’elenco dei film e dei documentari disponibili sarà prossimamente consultabile sul sito dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga.

Giornate del cinema europeo 2021

Cinema / Film – 16. – 23. 6.

L’Istituto Italiano di Cultura di Praga collabora anche quest’anno alle Giornate del cinema europeo, il festival ceco interamente incentrato sulla produzione cinematografica dell’Europa contemporanea, sostenendo la partecipazione dei film:

“Notturno” di Gianfranco Rosi e “Fortuna” di Nicolangelo Gelormini

Il festival si terrà dal 16 al 23 giugno a Praga, Brno, Ostrava e in altri centri della Repubblica Ceca, e vedrà la partecipazione di 40 film provenienti da quasi 30 Paesi.

Con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga.

Maggiori informazioni sul programma e sui cinema coinvolti sono disponibili sul sito del Festival:

Sito del festival

Concerto del Solstizio d’estate

Concerto / Koncert – 21. 6. / 19:00

In occasione della Festa della Musica, evento internazionale che si tiene annualmente il 21 giugno per celebrare l’inizio dell’estate, l’Istituto ospiterà nel suo chiostro barocco un concerto delle musiche di T. Albinoni, G. Fauré, E. Morricone, A. Piazzolla

Direttore: Maestro Walter Attanasi

Solisti:

  • Theodora Miteva – Violoncello
  • Nello Salza – Tromba
  • con l’orchestra Praga Arte Fest

Organizza l’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con Italia Arte Fest, con il patrocinio del Comune di Praga 1 e con il sostegno di Assicurazioni Generali.

Ingresso libero e nel rispetto delle normative vigenti previa registrazione tramite EVENTBRITE.

ANIFILM 2021: Festival di animazione

Cinema / Film
22. – 27. 6.
Festival internazionale del cinema di animazione

Anifilm presenta ogni anno le tendenze, i metodi, le tecnologie e le tecniche di animazione nel loro sviluppo, supportando anche i lavori in fase di realizzazione e i nuovi progetti di animazione. I professionisti del cinema di tutto il mondo, ma anche studenti, educatori, teorici del cinema e appassionati di produzione animata, possono utilizzare Anifilm come piattaforma di confronto propositivo e come luogo di incontro.

L’edizione 2021 del festival, vedrà la partecipazione del film italo-francese “Sogni al campo” (regia di Magda Guidi e Mara Cerri) nella sezione in concorso dedicata ai cortometraggi. Nella competizione internazionale delle animazioni astratte non narrative l´Italia sarà rappresentata da Donato Sansone con l´opera “Concatenation”. Nell’ambito del programma di accompagnamento verranno proiettati “Big bang” di Bruno Bozzetto e “The age of rust” di Alessandro Mattei e Francesco Aber.

Organizza la Občanské sdružení pro podporu animovaného filmu z.s.) / OSPAF, col sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga.

Maggiori informazioni sul programma e sui cinema coinvolti sono disponibili sul sito del Festival:

Sito del festival

Mostra online “Torneranno le sere”: poesia italiana fino al 15 giugno

Fino al 15 giugno è stata prorogata la mostra virtuale “Torneranno le sere…La voce della poesia italiana” a cura di Giovanna Iorio, artista, poetessa e docente di letteratura italiana a Londra.

Il titolo scelto per la mostra si ispira all’omonima poesia di Alfonso Gatto, che con il suo incipit “Torneranno le sere a intiepidire / nell’azzurro le piazze” infonde speranza in un futuro che è ritorno al passato più caro e allo stesso tempo introduce una splendida sinestesia, chiave di lettura della mostra stessa.

L’allestimento virtuale è composto dai ritratti della voce, spettrogrammi creati da Giovanna Iorio, di diciassette grandi poeti e poetesse italiani del Novecento: Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Pier Paolo Pasolini, Amelia Rosselli, Edoardo Sanguineti, Alfonso Gatto, Giorgio Caproni, Franco Fortini, Sandro Penna, Alda Merini, ma anche poeti contemporanei quali Antonella Anedda, Chandra Livia Candiani, Carlo Bordini, Mariangela Gualtieri, Valerio Magrelli, Claudio Damiani e Mariapia Quintavalla.

Accanto ad ogni ritratto il visitatore potrà ascoltare la voce originale dell’autore/autrice da cui il ritratto è stato generato. Le voci sono accompagnate dal testo originale in italiano e dalla traduzione in ceco dei testi poetici, un’occasione unica dunque per vivere intensamente attraverso immagine, voce e traduzione l’esperienza della più coinvolgente poesia italiana.

Traduzione in lingua ceca dei testi poetici: Jiří Pelán e Alice Flemrová

Introduzione: Beppe Sebaste

Si ringrazia Giovanna Iorio per aver selezionato i testi poetici e i ritratti delle voci e per aver dischiuso le porte della Poetry Sound Library.

ENTRA NELLA SALA VIRTUALE

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Statua dell’amicizia italo-ceca: consegna ufficiale a Praga

inaugurazione Statua dell'amicizia italo-ceca
copyright Italia Praga One Way

Consegna della Statua dell’amicizia italo-ceca

Si trasmette a seguire il comunicato stampa dell’Ambasciata d’Italia a Praga sulla consegna della Statua dell’amicizia italo-ceca.

Nel giorno della festa della Repubblica italiana è stata svelata oggi, nel palazzo del Governo della Repubblica Ceca, la “Statua dell’amicizia italo-ceca”.

Il concorso dell’Accademia delle Belle Arti e il vincitore Adam Fejfar

Ideata nel 2019 per celebrare i 100 anni dell’Ambasciata italiana a Praga, e realizzata grazie alla generosità di Generali Česká Pojišťovna, la scultura è il risultato di un concorso lanciato all’interno dell’Accademia delle Belle Arti (Avu) di Praga.

Significato e simbolismo: la lupa romana e il leone boemo

Il vincitore, Adam Fejfar, ha proposto come soggetto i due animali simbolo delle rispettive tradizioni popolari: la lupa romana e il leone boemo dalla coda biforcuta.

Posizionamento nei giardini del Governo e rinnovamento del parco

Da oggi, la scultura – installata nei giardini del Governo – rappresenterà l’antica amicizia dei due Paesi, proiettati a rafforzare sempre più il loro legame nel contesto dell’Unione Europea. La cerimonia si è tenuta alla presenza del primo ministro ceco, Andrej Babis, e dell’Ambasciatore d’Italia Francesco Saverio Nisio.

La statua dell’amicizia italo-ceca è l’unica struttura che celebra i rapporti bilaterali tra Repubblica Ceca e un’altra nazione presente all’interno del giardino. Rappresenta inoltre un primo passo nel rinnovamento del parco esterno al palazzo del governo. Il rinnovamento mira a rendere il luogo più attraente per il pubblico “laico”, tanto che, una volta ultimati i lavori, si mira a rendere il giardino al pubblico almeno in maniera parziale e tramite l’organizzazione di eventi.

I lavori dovrebbero concludersi entro l’inizio della presidenza di turno del consiglio dell’Unione Europea della Repubblica Ceca, fissata per il secondo semestre 2022.

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Sentiero naturalistico della Sázava: 10 km da Petrov tra roccia e flora protetta

Sentiero naturale della Sázava
Il copyright di questa foto ci appartiene

Sentiero naturalistico della Sázava: percorso da Petrov u Prahy a Medník

Come raggiungere il sentiero da Praga: difficoltà e lunghezza

Il punto di partenza ideale per il sentiero naturalistico della Sázava (Posázavská naučná cesta) è la stazione ferroviaria di Petrov u Prahy, a cui ci si arriva in treno sulla tratta Praga – Braník – Čerčany (vedi Posázavský pacifik). Da qui si scende sul fiume Sázava e il sentiero continua attraverso la bellissima natura intorno al fiume. Lungo la strada si raggiunge la collina Medník, nota per il fatto che vi crescono molte specie di piante protette e che più o meno si trovano solo in questa zona.

Cosa vedere: Klimentova vyhlídka, viadotto di Kocourkovská e traghetto estivo

Il sentiero è un saliscendi (non è una trekkata difficile, ma nemmeno semplicissima) ed in alcuni punti è scavato nella roccia – ci sono voluti 12 anni per realizzarlo, ed è lungo 10 km. Oltre a questo, offre anche diversi panorami suggestivi. Uno dei più famosi è Klimentova vyhlídka, da cui si gode una splendida vista sul fiume (vedi foto di copertina).

In corrispondenza di Žampach, al di là del fiume, è facile vedere il viadotto ferroviario sopra il burrone di Kocourkovská. Nella stagione estiva c’è un traghetto (dall’altra parte del fiume c’è una stazione ferroviaria), in primavera e in autunno è invece necessario raggiungere a piedi Kamenný Přívoz (e fare tutto il percorso).

In canoa: alternativa per i più sportivi

Se siete veramente sportivi (e a differenza mia sapete nuotare), potete fare la stessa tratta in canoa, partendo da Kamenný Přívoz o addirittura da Čerčany, che poi è il capolinea ultimo della linea ferroviaria che percorre questo tratto della Sázava.

Il fiume Sázava: 225 km e il quinto più lungo della Repubblica Ceca

La Sázava, coi suoi 225 km, è il quinto fiume più lungo della Repubblica Ceca, dopo Elba, Vltava, Morava e Ohře1. Di lei abbiamo già parlato nell’articolo sulle sculture di Lipnice.

I cechi la chiamano “zlatá řeka” (fiume d’oro). Contrariamente a quanto si può pensare, nel fiume in realtà non c’è però mai stato oro. Il nome gli viene dai suoi fondali argillosi e poco profondi che danno alle acque un caratteristico colore giallastro.

Non che i cechi siano gli unici nella storia ad aver cercato di dare un nome altisonante a un fiume color pantano chiaro. Lo hanno fatto anche gli hobbit col fiume che limita i confini orientali della loro Contea. Il fiume lo hanno conosciuto all’inizio col nome elfico di Baranduin (fiume marrone dorato) ma, non capendoci un cazzo, lo hanno storpiato in Brandywine (in italiano Brandivino) ovvero un fiume col colore di brandy e vino2.

Note

1 I cechi contano solo i fiumi che hanno una parte importante del corso sul loro territorio, quindi la classifica non tiene conto di Oder e Dýje (Thaia). Strano? Beh, neanche troppo, perché anche in Italia abbiamo lo stesso metodo. Se così non fosse, il fiume più lungo d’Italia non sarebbe il Po, ma la Drava.

2 (nel caso ci fossero linguisti e Tolkienomani alla lettura) Tolkien era un linguista con delle palle di molibdeno e pure assai grandi, quindi risparmio alla plebe i salti di traduzione-prestito-storpiatura-adattamento del nome Baranduin dal sindarin alla lingua hobbit all’ovestron all’inglese. Comunque sappiate che c’è un fiume Brandywine anche negli Stati Uniti ed è color Sázava pure quello.

Fonte – kudyznudy 

Altre escursioni nella Repubblica Ceca


Consumo di birra in Repubblica Ceca nel 2020: il calo e l’impatto sui produttori locali

Photo by Svijani (from Pixabay)

Calo del consumo di birra in Repubblica Ceca

Anche se la Repubblica Ceca è da tempo leader mondiale nel consumo di birra pro capite, l’ultimo anno ha portato ad un calo anche in questo settore economico.

Il consumo annuale di birra nel 2020 nella Repubblica Ceca ha raggiunto i 135 litri pro capite, il livello più basso dagli anni ’60. Si tratta di ben sette litri in meno rispetto al 2019, quando il consumo pro capite era di 142 litri. E anche se sette litri in meno a testa non vanno a intaccare il record dei cechi, questo calo rappresenta un grande problema per i produttori locali.

Pub chiusi e restrizioni: le cause del crollo del consumo di birra nel 2020

La produzione è diminuita lo scorso anno del 6,9% arrivando a 20,1 milioni di ettolitri, un ribasso non indifferente se si considera il record di 21,6 milioni di ettolitri del 2019. Secondo la ČSPS (Associazione ceca dei birrifici e delle malterie), citata da expats la colpa è delle restrizioni sull’apertura di pub e ristoranti.

I pub e i ristoranti di solito rappresentano un terzo delle vendite di birra totali, diminuendo a un quarto nel 2020. Le vendite di birra nei supermercati non sono state in grado di compensare le mancate vendite di pub e ristoranti.

Secondo la ČSPS altri fattori che hanno contribuito negativamente alle vendite sono stati gli orari di apertura ridotti, il divieto di consumo di alcol in pubblico e la cancellazione di eventi sportivi e culturali Anche la restrizioni sulle festività a dicembre hanno avuto un grande impatto.

Circa 500 pub hanno chiuso nel 2020, con centinaia di altri previsti quest’anno, ha aggiunto ČSPS.

Com’è cambiato il mercato della birra nell’ultimo anno

Le vendite di birra in bottiglia di vetro sono aumentate di 6 punti percentuali, arrivando al 46%. La quantità di fusti di birra venduti è però diminuita di 8 punti, scendendo al 25%.
Sono rimaste invariate le vendite di birra in bottiglie di plastica, all’11%. Le vendite di prodotto in lattina sono aumentate di 3 punti percentuali raggiungendo il 15%.
A subire la botta peggiore sono state le vendite di birra v tanku: queste sono diminuite di oltre la metà e ora rappresentano solo il 2% del totale.

Per quanto riguarda la popolarità dei tipi di birra, il consumo di birre a bassa fermentazione (desítky e dvanáctky) ha registrato una crescita graduale, ma costante, con aumenti di oltre il 16% negli ultimi 10 anni.

Rispetto agli anni precedenti, anche la popolarità delle birre analcoliche e delle bevande miste a base di birra è aumentata in modo significativo. La produzione totale di questi è aumentata del 12%.

Esportazioni di birra ceca in calo: primo anno negativo in 9 anni

Le perdite di questo mercato sono state evidenti anche nelle esportazioni. Nel 2019, l’aumento della produzione totale di birra è stato portato avanti dalla grande domanda estera; invece l’anno scorso, per la prima volta in nove anni, le esportazioni sono diminuite.
Infatti nel 2020 sono stati esportati 5 milioni di ettolitri di birra, 381.000 ettolitri in meno rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda le importazioni, l’anno scorso c’è stato un incremento di 56.000 ettolitri, ovvero del 12,8% (in un totale di 492.000 ettolitri). La maggior parte della birra in questione, proviene dai paesi dell’UE e rappresenta circa il 3% del consumo interno.

Microbirrifici in crisi: l’impatto asimmetrico della pandemia

Ad essere colpiti di più da questa crisi sono stati i piccoli birrifici. L’anno scorso, la produzione totale è diminuita circa dell’8%, ma la produzione nei microbirrifici (che consiste quasi totalmente di birra per bar e ristoranti) è diminuita del 30%.

Per di più, reindirizzare la produzione sulla birra in bottiglie e lattine risulta costoso e complesso per i microbirrifici. Di contro i grandi produttori hanno potuto godere di un maggiore interesse per la birra in bottiglia. Budweiser Budvar ha aumentato la produzione di 51.000 ettolitri lo scorso anno, raggiungendo il record di 1,73 milioni di ettolitri.

Altro nella sezione Notizie


Jiřího z Poděbrad (Jiřák): la piazza più grande di Praga 3

Jiřiho z poděbrad Chiesa
Autor: VitVit – Vlastní dílo, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=57260292

Náměstí Jiřího z Poděbrad (Jiřák): storia della piazza più grande di Praga 3

È anche una sorta di spartiacque tra Žižkov e Vinohrady. Metà è nostra, l’altra dovrebbe essere in mano ai fighetti mollicci. Per molto tempo è stata chiamata Piazza Re Giorgio (náměstí Krále Jiřího) mentre il nome attuale è stato dato solo nel 1948. Náměstí Jiřího z Poděbrad è nota per i mercati contadini, la scuola elementare, la seconda stazione più profonda della metropolitana A e, soprattutto, la chiesa del Sacro Cuore del Signore (kostel Nejsvětějšího Srdce Páně) dell’architetto sloveno Jože Plečnik.

Architettura e storia: i condomini storici di Jiřího z Poděbrad

Il suo perimetro è circondato di condomini costruiti circa un secolo fa e, tra questi, meritano un’occhiata la casa all’angolo di via Mánesova, dove troverete il busto dello stesso Jiří (Giorgio di Boemia in italiano).

La chiesa del Sacro Cuore: il capolavoro di Plečnik a Jiřího z Poděbrad

I primi progetti sulla costruzione di una chiesa in questa zona risalgono al 1884. Fu però negli anni ’20, con il piano urbanistico per il distretto di Královské Vinohrady (appena inglobato nella capitale), che si decise di passare all’azione. A quel tempo di chiesa ce n’era una sola a Vinohrady, (dedicata a Sv. Lidmila) e la popolazione cresceva troppo in fretta.

Per i lavori di costruzione fu scelto Jože Plečnik da Lubiana, probabilmente in virtù del fatto che al tempo era già a Praga con la carica di architetto capo del Castello. Plečnik progettò un tempio monumentale in mattoni grigi e cemento armato, con una forma insolita, che si ispirava all’arca di Noè e al simbolismo. Ma anche un enorme orologio con un diametro di 7,5 metri, ancora oggi il più grande della Repubblica Ceca.

Riconoscimenti e patrimonio: chiesa monumento nazionale e candidatura Unesco

La chiesa è stata dichiarata monumento nazionale nel 2012 e nel 2014 è stata proposta per l’inclusione nella Lista dei patrimoni mondiale dell’Unesco (peraltro con azione combinata dei ministeri della Cultura ceco e sloveno).

Stazione metro Jiřího z Poděbrad: la seconda più profonda di Praga

L’altra parte fondamentale di piazza Jiřího z Poděbrad è l’omonima stazione della metropolitana. Si tratta della seconda stazione più profonda di Praga dopo la vicina Náměstí Míru. L’autrice del progetto è l’architetto Anna Hübschmannová. Nel sottopasso si trova un caratteristico medaglione in rilievo in pietra con un ritratto di Jiří di Poděbrady degli scultori Jiří Dušek e Anna Hübschmannová, e sulle pareti rilievi in ​​ceramica dello scultore Lubomír Šilar. (Per il resto dell’arte in metro, cominciate da qui).

Fonte – Campuj

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Giovani che lasciano casa: Repubblica Ceca più indipendente della Slovacchia

Photo by Blue Bird (from pexels.com)

Età d’uscita da casa: specchio economico-culturale

L’età media in cui i giovani vanno via da casa è in grado di dire molto sulla situazione economica e culturale di una nazione.

Per questo motivo, l’Eurostat da anni si occupa di raccogliere ed elaborare statistiche che riguardino proprio questo momento di transizione alla vita adulta nei 27 paesi dell’Unione. Nel 2019, il 29% dei cechi tra i 25 e 34 anni viveva ancora con i genitori. Numeri molto diversi rispetto alla vicina Slovacchia, dove questa percentuale è del 56,4%.

Il primato per l’indipendenza giovanile va però ai paesi nordici: la Danimarca ha il più basso numero di giovani che vivono ancora con la famiglia d’origine (4%), seguita da Finlandia (4,8%) e Svezia (5,7%).

Agli ultimi posti troviamo la Grecia (57,8%) e la Croazia (62%).

A variare da paese in paese non è solo la percentuale di giovani che si sposta da casa, ma anche l’età in cui si decide di farlo. Anche qui, i paesi nordici sono “in cima alla classifica”: 17,8 anni di età media per la Svezia, 21,2 per la Danimarca e 21,8 per la Finlandia. Altre nazioni in cui i giovani vanno ad abitare da soli prima dei 24 anni sono Estonia, Francia, Germania e Paesi Bassi.

Ma più si ci sposta al sud più si alza l’età media in cui si diventa indipendenti: in Italia chi lascia casa dei genitori ha in media 30,1 anni, a Malta 29,9, in Spagna 29,5 e in Portogallo e Grecia 29 anni.

Donne vs uomini: il divario d’età nel lasciare casa

È curioso anche notare come in quasi tutti i paesi UE le donne tendano ad andare via da casa prima degli uomini. L’unica eccezione è il Lussemburgo (20,3 anni per le donne contro i 20 degli uomini). In Repubblica Ceca l’età media maschile è di 26,9 anni mentre quella femminile di 24,7. In Slovacchia questo divario è di poco più largo (29,6 anni per le donne contro il 32,1 degli uomini). La differenza di genere più ampia è stata registrata in Romania, con 25,7 anni per le donne rispetto ai 30,3 degli uomini.

Fonte – expats

Confronto Repubblica Ceca e Slovacchia: quando i giovani vanno via da casa


Imparare il ceco: struttura grammaticale e difficoltà reali per italiani

Lingua ceca
Da Czechuniversities.com - copyright non specificato

Una panoramica sulla lingua ceca

Ceco in pillole ormai ha venti puntate, ma in realtà uno sguardo d’insieme sulla lingua ceca non lo abbiamo mai dato. È ora di porre rimedio.

Così, quando nel favoleggiato gruppo qualcuno chiederà “è difficile imparare il ceco?”, basterà linkare il malloppo sottostante.

A questa domanda però non rispondiamo immediatamente che altrimenti non leggete fino in fondo. Prima parliamo della lingua ceca in sé. Ne parliamo a grandi linee, coi link agli articoli dedicati se volete approfondire.

Cominciamo col dire che il ceco, come l’italiano, appartiene alla famiglia indoeuropea. Ciò vuol dire che sono imparentate alla lontana. Un po’ come voi e il vostro cugino di quattordicesimo grado nato a Buenos Aires che non avete mai visto. Non vi somigliate, non pensate allo stesso modo, ma qualcosa in comune c’è (tipo il cognome). Insomma, non ci va bene, ma potrebbe andare peggio. Finlandese, Ungherese e Basco, ad esempio, somigliano all’italiano meno del ceco. E non siamo neppure usciti dall’Europa

Partiamo da cose semplici – scrittura

La cosa più semplice della lingua ceca è la scrittura. In ceco a ogni suono corrisponde una e una sola lettera, come potete vedere qui (vol. 1). Anche il problema di Ů e Ú (vol. 8), ovvero la stessa lettera scritta in due modi diversi, si impara in maniera molto intuitiva. Certo, c’è il piccolo problema che i cechi scrivono in un modo e parlano in maniera leggermente diversa (vol. 2), ma si sopravvive.

Pronuncia ceca: i 5 suoni difficili che non esistono in italiano

A livello di pronuncia il ceco ci rimane un po’ ostile, dato che ha cinque suoni che non esistono in italiano. Essi sono

H CH Ř Ď e Ť

In un paio di mesi dovreste impararle tutte – per scoprire come si pronunciano, potete tornare al vol. 1.

Difficile?

Se lo credete davvero, qui su youtube trovate un tutorial su come pronunciare alcune consonanti nella lingua degli zulu. Se vi sembra facile, qui su youtube avete un’applicazione pratica di quella lingua. SPOILER: vi sembrerà che ci siano interferenze nell’audio, ma è proprio la lingua a essere così.

Se infine avete paura di parole come zmrzlina o di una frase come strč prst skrz krk (che a prescindere vi meritate di sentire), date un occhio al volume 5.

Mi periterò di scrivere qualcosa sulla quantità vocalica. Forse.

Aggettivi cechi: due tipi, comparativi e superlativi

Questi sono solo di due tipi. Quelli che finiscono in -ní come moderní sono unisex (il nostro sociale- stato/forma sociale). Quelli che finiscono in ý/á/é come chutný/chutná/chutné (buono/buona nel senso di gustoso) hanno desinenze diverse per maschile femminile e neutro. Perché in effetti il ceco ha il neutro come l’inglese, ma qui ci torniamo.

Venendo a comparativi e superlativi, sappiate che sono unificati. È facilissimo. Restando a moderno e buono nel senso di gustoso

  • Comparativo di maggioranza – se volete dire più moderno e più buono, prendete gli aggettivi e ci attaccate dietro -ější: modernějsí e chutnější.
  • Superlativo – prendete i due comparativi qui sopra e ci attaccate davanti nej-: nejmodernější è modernissimo, nejchutnější invece buonissimo/gustosissimo
  • Comparativo di minoranza – si usa poco, non serve granché
  • Forme irregolari – non sono molte, e quando mi gira ne scriverò.

Qui trovate il primo simpatico glossario, ovvero una serie di aggettivi (spesso improbabili) che sono anche cognomi cechi (vol. 4). I link a tutti gli altri glossari invece li trovate a fine articolo.

Passiamo a qualcosa di più difficile.

Sistema dei casi cechi: declinazione spiegata per italiani

Effettivamente il problema più ostico dei principianti. Così come i verbi vengono coniugati, i nomi e gli aggettivi in ceco hanno un sistema di desinenze che funziona secondo un principio logico basato sui complementi.

Così se per “dico” e “dite” sentiamo la differenza di significato tra i due verbi, in ceco esiste una precisa differenza di significato tra auto e autem. Vi spiego meglio come funziona in questo articolo qua (vol. 16). Poi ci sono alcune declinazioni particolari (vol. 15 e di nuovo vol. 7) e anche una discreta serie di palatalizzazioni (vol. 17). E come detto sopra, il ceco ha ancora il neutro. Ma per quello basta l’ultima lettera della parola, ovvero:

  • O o Í è neutro
  • A è tendenzialmente femminile
  • consonante è tendenzialmente maschile
  • il resto lo trovate sempre nel volume16 che ho menzionato due righe sopra.

Il fatto di avere le declinazioni poi dà al ceco una certa libertà nella formulazione delle frasi. Intendiamoci, il ceco, proprio come l’italiano, è una lingua in cui l’ordine delle parole è principalmente Soggetto-Verbo-Oggetto. Ma la possibilità di poter definire la funzione grammaticale di un nome cambiandone la desinenza permette di mettere le parole a biga di coppo (ovvero così, guardatelo, vi tornerà utile sotto). Ne ho parlato diffusamente nel volume 13. Poi ci sono i clitici, ma quella è roba avanzata. Li trovate al volume 12, se volete.

Verbi cechi: coniugazione e struttura

Il ceco ha le coniugazioni come l’italiano. Non è necessario usare i pronomi e dire I do, you do, ecc. come in inglese. Basta dělám, děláš, e via.

La lingua ceca però ha conosciuto un’evoluzione incredibile a livello di verbi. All’inizio aveva un sistema abbastanza simile a quello dell’italiano, poi c’è stata un’incredibile semplificazione. Per parlare in ceco vi basta sapere un presente, un passato, un futuro e un condizionale. Trovate maggiori informazioni al volume 8. Il passivo esiste, ma non si usa tanto.

Certo, dover dire tutto con solo quattro tempi è un po’ difficile per un italiano che, anche se capra, ne deve normalmente usare almeno otto – contando condizionali e congiuntivi usati a biga di coppo e non contando gerundi o coniugazioni perifrastiche. Ma si fa.

Una cosa che riesce più difficile, è invece comprendere il modo in cui in ceco ha ovviato a questa scarsità di tempi.

In realtà, è la cosa più difficile di tutte e quindi non ne parlerò

Per ora vi dico che si chiama aspetto verbale. E aggiungo che quando sarete grandi e sarete stati qui per un po’ inizierete a porvi delle domande sul perché in italiano c’è solo un verbo e in ceco ce ne sono due. A quel punto aprite questo (vol. 9). E, per il ciclo “c’è di peggio”, pensate che a noi boemisti questa cosa viene sbattuta in faccia tre mesi dopo la prima lezione in assoluto, quando nemmeno sai fare la Ř.

Difficoltà reali di imparare il ceco rispetto all’italiano

Per italiani standard 

Dipende da quel che volete e da dove siete. Se vi interessa solo farvi capire parlando a biga di coppo, ce la fate stando un anno qua e con qualche sforzo consistente. Siete avvantaggiati se vi trovate in una città che non è Praga (sempre più ammorbata dalla fetida piaga che tutti induce a utilizzar l’idioma di Ken Follet). Più piccolo è il centro abitato e più fortunati siete.

Per boemisti che ci credono

Facendo avanti e indietro a colpi di erasmus è più ostica. Io ho iniziato a orientarmi bene quando facevo la traduzione di laurea per il triennio. Il problema è che traducevo Alois Jirásek. Al quinquennio invece, in un impeto di praticità e alla ricerca di qualcosa di più facile, ho tradotto Ladislav Vančura. Per chi sa il ceco veramente bene, ho tradotto questo romanzo. Ed è stato pure pubblicato (da loro, ma non compratelo. Comprate invece questo qui). In ogni caso, alla fine riuscivo a parlar ceco in maniera fluente, il problema è che parlavo come quel romanzo.

So benissimo che il nostro scopo ultimo (almeno a livello di intenzione) è raggiungere il livello madrelingua e non essere riconosciuti per stranieri quando parliamo. Di fatto però se si inizia a studiare una lingua troppo tardi, a men che non sia una neolatina, non ce la si fa. E iniziare a 20 anni in questo caso è tardi.

Insomma, se fate errori cercate di correggerli fin da subito o non ne uscite, ve li portate dietro e la gente saprà che site stranieri. Ok, esser presi per russi, ucraini, serbi o vychodniari anziché italiani è un bel traguardo. Ma quando vi viene fatto notare un errore semplice dopo 15 anni fa un male cane. Insomma: sforzatevi più che potete.

Difficoltà principali del ceco per italiani

Direi che i problemi sono 4.

  1. Pronuncia – ažilmente superabile. Alcuni suoni entrano meno di altri e il più difficile, per me, non è la Ř ma la H.
  2. Declinazioni – è difficile capirne il principio logico, soprattutto se non avete fatto latino. Ed è difficile usarle in maniera meccanica. Ma si fa.
  3. Aspetti verbali. Questi sono difficili e basta.
  4. In ceco si usa molto di più il nome del verbo. Vedrò di scriverci su.

Glossari cechi: risorse per imparare parole e cognomi

Altre domande sulla Repubblica Ceca? Visita la sezione F.A.Q.


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