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Jiřího z Poděbrad (Jiřák): la piazza più grande di Praga 3

Jiřiho z poděbrad Chiesa
Autor: VitVit – Vlastní dílo, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=57260292

Náměstí Jiřího z Poděbrad (Jiřák): storia della piazza più grande di Praga 3

È anche una sorta di spartiacque tra Žižkov e Vinohrady. Metà è nostra, l’altra dovrebbe essere in mano ai fighetti mollicci. Per molto tempo è stata chiamata Piazza Re Giorgio (náměstí Krále Jiřího) mentre il nome attuale è stato dato solo nel 1948. Náměstí Jiřího z Poděbrad è nota per i mercati contadini, la scuola elementare, la seconda stazione più profonda della metropolitana A e, soprattutto, la chiesa del Sacro Cuore del Signore (kostel Nejsvětějšího Srdce Páně) dell’architetto sloveno Jože Plečnik.

Architettura e storia: i condomini storici di Jiřího z Poděbrad

Il suo perimetro è circondato di condomini costruiti circa un secolo fa e, tra questi, meritano un’occhiata la casa all’angolo di via Mánesova, dove troverete il busto dello stesso Jiří (Giorgio di Boemia in italiano).

La chiesa del Sacro Cuore: il capolavoro di Plečnik a Jiřího z Poděbrad

I primi progetti sulla costruzione di una chiesa in questa zona risalgono al 1884. Fu però negli anni ’20, con il piano urbanistico per il distretto di Královské Vinohrady (appena inglobato nella capitale), che si decise di passare all’azione. A quel tempo di chiesa ce n’era una sola a Vinohrady, (dedicata a Sv. Lidmila) e la popolazione cresceva troppo in fretta.

Per i lavori di costruzione fu scelto Jože Plečnik da Lubiana, probabilmente in virtù del fatto che al tempo era già a Praga con la carica di architetto capo del Castello. Plečnik progettò un tempio monumentale in mattoni grigi e cemento armato, con una forma insolita, che si ispirava all’arca di Noè e al simbolismo. Ma anche un enorme orologio con un diametro di 7,5 metri, ancora oggi il più grande della Repubblica Ceca.

Riconoscimenti e patrimonio: chiesa monumento nazionale e candidatura Unesco

La chiesa è stata dichiarata monumento nazionale nel 2012 e nel 2014 è stata proposta per l’inclusione nella Lista dei patrimoni mondiale dell’Unesco (peraltro con azione combinata dei ministeri della Cultura ceco e sloveno).

Stazione metro Jiřího z Poděbrad: la seconda più profonda di Praga

L’altra parte fondamentale di piazza Jiřího z Poděbrad è l’omonima stazione della metropolitana. Si tratta della seconda stazione più profonda di Praga dopo la vicina Náměstí Míru. L’autrice del progetto è l’architetto Anna Hübschmannová. Nel sottopasso si trova un caratteristico medaglione in rilievo in pietra con un ritratto di Jiří di Poděbrady degli scultori Jiří Dušek e Anna Hübschmannová, e sulle pareti rilievi in ​​ceramica dello scultore Lubomír Šilar. (Per il resto dell’arte in metro, cominciate da qui).

Fonte – Campuj

Tutti gli articoli sulla Vita Praghese


Giovani che lasciano casa: Repubblica Ceca più indipendente della Slovacchia

Photo by Blue Bird (from pexels.com)

Età d’uscita da casa: specchio economico-culturale

L’età media in cui i giovani vanno via da casa è in grado di dire molto sulla situazione economica e culturale di una nazione.

Per questo motivo, l’Eurostat da anni si occupa di raccogliere ed elaborare statistiche che riguardino proprio questo momento di transizione alla vita adulta nei 27 paesi dell’Unione. Nel 2019, il 29% dei cechi tra i 25 e 34 anni viveva ancora con i genitori. Numeri molto diversi rispetto alla vicina Slovacchia, dove questa percentuale è del 56,4%.

Il primato per l’indipendenza giovanile va però ai paesi nordici: la Danimarca ha il più basso numero di giovani che vivono ancora con la famiglia d’origine (4%), seguita da Finlandia (4,8%) e Svezia (5,7%).

Agli ultimi posti troviamo la Grecia (57,8%) e la Croazia (62%).

A variare da paese in paese non è solo la percentuale di giovani che si sposta da casa, ma anche l’età in cui si decide di farlo. Anche qui, i paesi nordici sono “in cima alla classifica”: 17,8 anni di età media per la Svezia, 21,2 per la Danimarca e 21,8 per la Finlandia. Altre nazioni in cui i giovani vanno ad abitare da soli prima dei 24 anni sono Estonia, Francia, Germania e Paesi Bassi.

Ma più si ci sposta al sud più si alza l’età media in cui si diventa indipendenti: in Italia chi lascia casa dei genitori ha in media 30,1 anni, a Malta 29,9, in Spagna 29,5 e in Portogallo e Grecia 29 anni.

Donne vs uomini: il divario d’età nel lasciare casa

È curioso anche notare come in quasi tutti i paesi UE le donne tendano ad andare via da casa prima degli uomini. L’unica eccezione è il Lussemburgo (20,3 anni per le donne contro i 20 degli uomini). In Repubblica Ceca l’età media maschile è di 26,9 anni mentre quella femminile di 24,7. In Slovacchia questo divario è di poco più largo (29,6 anni per le donne contro il 32,1 degli uomini). La differenza di genere più ampia è stata registrata in Romania, con 25,7 anni per le donne rispetto ai 30,3 degli uomini.

Fonte – expats

Confronto Repubblica Ceca e Slovacchia: quando i giovani vanno via da casa


Imparare il ceco: struttura grammaticale e difficoltà reali per italiani

Lingua ceca
Da Czechuniversities.com - copyright non specificato

Una panoramica sulla lingua ceca

Ceco in pillole ormai ha venti puntate, ma in realtà uno sguardo d’insieme sulla lingua ceca non lo abbiamo mai dato. È ora di porre rimedio.

Così, quando nel favoleggiato gruppo qualcuno chiederà “è difficile imparare il ceco?”, basterà linkare il malloppo sottostante.

A questa domanda però non rispondiamo immediatamente che altrimenti non leggete fino in fondo. Prima parliamo della lingua ceca in sé. Ne parliamo a grandi linee, coi link agli articoli dedicati se volete approfondire.

Cominciamo col dire che il ceco, come l’italiano, appartiene alla famiglia indoeuropea. Ciò vuol dire che sono imparentate alla lontana. Un po’ come voi e il vostro cugino di quattordicesimo grado nato a Buenos Aires che non avete mai visto. Non vi somigliate, non pensate allo stesso modo, ma qualcosa in comune c’è (tipo il cognome). Insomma, non ci va bene, ma potrebbe andare peggio. Finlandese, Ungherese e Basco, ad esempio, somigliano all’italiano meno del ceco. E non siamo neppure usciti dall’Europa

Partiamo da cose semplici – scrittura

La cosa più semplice della lingua ceca è la scrittura. In ceco a ogni suono corrisponde una e una sola lettera, come potete vedere qui (vol. 1). Anche il problema di Ů e Ú (vol. 8), ovvero la stessa lettera scritta in due modi diversi, si impara in maniera molto intuitiva. Certo, c’è il piccolo problema che i cechi scrivono in un modo e parlano in maniera leggermente diversa (vol. 2), ma si sopravvive.

Pronuncia ceca: i 5 suoni difficili che non esistono in italiano

A livello di pronuncia il ceco ci rimane un po’ ostile, dato che ha cinque suoni che non esistono in italiano. Essi sono

H CH Ř Ď e Ť

In un paio di mesi dovreste impararle tutte – per scoprire come si pronunciano, potete tornare al vol. 1.

Difficile?

Se lo credete davvero, qui su youtube trovate un tutorial su come pronunciare alcune consonanti nella lingua degli zulu. Se vi sembra facile, qui su youtube avete un’applicazione pratica di quella lingua. SPOILER: vi sembrerà che ci siano interferenze nell’audio, ma è proprio la lingua a essere così.

Se infine avete paura di parole come zmrzlina o di una frase come strč prst skrz krk (che a prescindere vi meritate di sentire), date un occhio al volume 5.

Mi periterò di scrivere qualcosa sulla quantità vocalica. Forse.

Aggettivi cechi: due tipi, comparativi e superlativi

Questi sono solo di due tipi. Quelli che finiscono in -ní come moderní sono unisex (il nostro sociale- stato/forma sociale). Quelli che finiscono in ý/á/é come chutný/chutná/chutné (buono/buona nel senso di gustoso) hanno desinenze diverse per maschile femminile e neutro. Perché in effetti il ceco ha il neutro come l’inglese, ma qui ci torniamo.

Venendo a comparativi e superlativi, sappiate che sono unificati. È facilissimo. Restando a moderno e buono nel senso di gustoso

  • Comparativo di maggioranza – se volete dire più moderno e più buono, prendete gli aggettivi e ci attaccate dietro -ější: modernějsí e chutnější.
  • Superlativo – prendete i due comparativi qui sopra e ci attaccate davanti nej-: nejmodernější è modernissimo, nejchutnější invece buonissimo/gustosissimo
  • Comparativo di minoranza – si usa poco, non serve granché
  • Forme irregolari – non sono molte, e quando mi gira ne scriverò.

Qui trovate il primo simpatico glossario, ovvero una serie di aggettivi (spesso improbabili) che sono anche cognomi cechi (vol. 4). I link a tutti gli altri glossari invece li trovate a fine articolo.

Passiamo a qualcosa di più difficile.

Sistema dei casi cechi: declinazione spiegata per italiani

Effettivamente il problema più ostico dei principianti. Così come i verbi vengono coniugati, i nomi e gli aggettivi in ceco hanno un sistema di desinenze che funziona secondo un principio logico basato sui complementi.

Così se per “dico” e “dite” sentiamo la differenza di significato tra i due verbi, in ceco esiste una precisa differenza di significato tra auto e autem. Vi spiego meglio come funziona in questo articolo qua (vol. 16). Poi ci sono alcune declinazioni particolari (vol. 15 e di nuovo vol. 7) e anche una discreta serie di palatalizzazioni (vol. 17). E come detto sopra, il ceco ha ancora il neutro. Ma per quello basta l’ultima lettera della parola, ovvero:

  • O o Í è neutro
  • A è tendenzialmente femminile
  • consonante è tendenzialmente maschile
  • il resto lo trovate sempre nel volume16 che ho menzionato due righe sopra.

Il fatto di avere le declinazioni poi dà al ceco una certa libertà nella formulazione delle frasi. Intendiamoci, il ceco, proprio come l’italiano, è una lingua in cui l’ordine delle parole è principalmente Soggetto-Verbo-Oggetto. Ma la possibilità di poter definire la funzione grammaticale di un nome cambiandone la desinenza permette di mettere le parole a biga di coppo (ovvero così, guardatelo, vi tornerà utile sotto). Ne ho parlato diffusamente nel volume 13. Poi ci sono i clitici, ma quella è roba avanzata. Li trovate al volume 12, se volete.

Verbi cechi: coniugazione e struttura

Il ceco ha le coniugazioni come l’italiano. Non è necessario usare i pronomi e dire I do, you do, ecc. come in inglese. Basta dělám, děláš, e via.

La lingua ceca però ha conosciuto un’evoluzione incredibile a livello di verbi. All’inizio aveva un sistema abbastanza simile a quello dell’italiano, poi c’è stata un’incredibile semplificazione. Per parlare in ceco vi basta sapere un presente, un passato, un futuro e un condizionale. Trovate maggiori informazioni al volume 8. Il passivo esiste, ma non si usa tanto.

Certo, dover dire tutto con solo quattro tempi è un po’ difficile per un italiano che, anche se capra, ne deve normalmente usare almeno otto – contando condizionali e congiuntivi usati a biga di coppo e non contando gerundi o coniugazioni perifrastiche. Ma si fa.

Una cosa che riesce più difficile, è invece comprendere il modo in cui in ceco ha ovviato a questa scarsità di tempi.

In realtà, è la cosa più difficile di tutte e quindi non ne parlerò

Per ora vi dico che si chiama aspetto verbale. E aggiungo che quando sarete grandi e sarete stati qui per un po’ inizierete a porvi delle domande sul perché in italiano c’è solo un verbo e in ceco ce ne sono due. A quel punto aprite questo (vol. 9). E, per il ciclo “c’è di peggio”, pensate che a noi boemisti questa cosa viene sbattuta in faccia tre mesi dopo la prima lezione in assoluto, quando nemmeno sai fare la Ř.

Difficoltà reali di imparare il ceco rispetto all’italiano

Per italiani standard 

Dipende da quel che volete e da dove siete. Se vi interessa solo farvi capire parlando a biga di coppo, ce la fate stando un anno qua e con qualche sforzo consistente. Siete avvantaggiati se vi trovate in una città che non è Praga (sempre più ammorbata dalla fetida piaga che tutti induce a utilizzar l’idioma di Ken Follet). Più piccolo è il centro abitato e più fortunati siete.

Per boemisti che ci credono

Facendo avanti e indietro a colpi di erasmus è più ostica. Io ho iniziato a orientarmi bene quando facevo la traduzione di laurea per il triennio. Il problema è che traducevo Alois Jirásek. Al quinquennio invece, in un impeto di praticità e alla ricerca di qualcosa di più facile, ho tradotto Ladislav Vančura. Per chi sa il ceco veramente bene, ho tradotto questo romanzo. Ed è stato pure pubblicato (da loro, ma non compratelo. Comprate invece questo qui). In ogni caso, alla fine riuscivo a parlar ceco in maniera fluente, il problema è che parlavo come quel romanzo.

So benissimo che il nostro scopo ultimo (almeno a livello di intenzione) è raggiungere il livello madrelingua e non essere riconosciuti per stranieri quando parliamo. Di fatto però se si inizia a studiare una lingua troppo tardi, a men che non sia una neolatina, non ce la si fa. E iniziare a 20 anni in questo caso è tardi.

Insomma, se fate errori cercate di correggerli fin da subito o non ne uscite, ve li portate dietro e la gente saprà che site stranieri. Ok, esser presi per russi, ucraini, serbi o vychodniari anziché italiani è un bel traguardo. Ma quando vi viene fatto notare un errore semplice dopo 15 anni fa un male cane. Insomma: sforzatevi più che potete.

Difficoltà principali del ceco per italiani

Direi che i problemi sono 4.

  1. Pronuncia – ažilmente superabile. Alcuni suoni entrano meno di altri e il più difficile, per me, non è la Ř ma la H.
  2. Declinazioni – è difficile capirne il principio logico, soprattutto se non avete fatto latino. Ed è difficile usarle in maniera meccanica. Ma si fa.
  3. Aspetti verbali. Questi sono difficili e basta.
  4. In ceco si usa molto di più il nome del verbo. Vedrò di scriverci su.

Glossari cechi: risorse per imparare parole e cognomi

Altre domande sulla Repubblica Ceca? Visita la sezione F.A.Q.


Riapertura Repubblica Ceca 2021: timeline completa delle fasi

Riapertura Repubblica Ceca 2021: la timeline completa

Visto e considerato che probabilmente le cose saranno di nuovo un po’ a biga di coppo, apriamo questo articolo per seguire la riapertura 2021.

17 maggio 2021: riapertura scuole, ristoranti e hotel in Repubblica Ceca

Possibile enorme riapertura per il 17 maggio.

Secondo le precedenti dichiarazioni del primo ministro Andrej Babiš fra due settimane dovrebbero riaprire tutte le scuole, le záhradky delle hospody e finanche gli hotel. Il governo dovrebbe decidere sulla forma delle riaperture, lunedì o giovedì.

Citato dalla versione online di Právo, Babiš ha detto che “la priorità ora è che tutti gli studenti e gli scolari vadano a scuola il 17 maggio, senza rotazione delle classi”.

Oltre a questo

  • Anche gli spazi all’aperto dei ristoranti potrebbero essere riaperti il 17 maggio. Tuttavia, il numero di persone affette da covid dovrebbe scendere a 75 su 100.000 (leggi 7.500 casi attivi).
  • Capacità limitate e regole di distanziamento: cosa cambia

  • Se ciò accadrà, inoltre, hotel e pensioni potranno riaprire con capacità limitata, probabilmente dal 25%.
  • Dovrebbero riaprire i castelli (hrady e zámky)
  • A matrimoni e funerali potranno essere presenti fino a 50 persone all’esterno, all’interno 30.
  • Si parla infine della possibilità di rendere possibili eventi culturali all’aperto con un massimo di 700 spettatori seduti ed eventi al chiuso con un massimo di 400 spettatori.
  • Negozi e servizi non essenziali: aperture dal 10 maggio

  • Tutti i negozi e i piccoli servizi dovrebbero invece aprire già questo lunedì (10 maggio).

12 aprile 2021: fine emergenza e prime riaperture in Repubblica Ceca

termina lo stato di emergenza

Dopo 188 giorni, termina lo stato di emergenza. Terminano coprifuoco e divieto di viaggiare tra okresy. Saranno possibili assembramenti fino a 10 persone per eventi all’interno e 20 all’esterno.

Effettive riaperture

  • Con lunedì 12 aprile riaprono negozi di abbigliamento e calzature per bambini, cartolerie e lavanderie/tintorie. Secondo quanto riferisce la stampa ceca, questa misura è volta a facilitare il ritorno dei bambini alle lezioni in presenza. Anche la riapertura delle scuole infatti è prevista a partire dal 12 aprile. La riapertura delle scuole sarà comunque graduale.
  • Riaprono anche zoo e giardini botanici, fermo restando che al loro interno può esserci il 20% delle persone rispetto alla capacità standard.
  • Possono riaprire con regime normale anche punti di riparazione elettrodomestici o vendita di pezzi di ricambio per auto.
  • Altri servizi che potranno aprire sono strutture per l’organizzazione di lavori geologici, ferramenta e punti vendita di materiale religioso.
  • Mercati agricoli e servizi: regole di riapertura e protocolli di sicurezza

  • Riaprono i mercati agricoli, è tuttavia consentita la sola vendita di prodotti alimentari come frutta, verdura, miele, dolci, carne, uova e simili. Sarà consentita anche la vendita di fiori o semi. Le distanze tra le bancarelle devono essere di almeno 2 m, ciascuna bancarella dovrà mettere a disposizione del disinfettante. Potrà infine esserci un massimo di 1 persona per 15 metri quadrati nell’area del mercato.
  • Tutti i negozi e servizi elencati possono essere aperti dalle 6:00 alle 22:00. Questo vale anche per le okénka (che se ancora non avete capito cosa sono…).
  • Le visite alle carceri potranno avvenire se saranno soddisfatte alcune condizioni saranno soddisfatte.

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Eurobarometro 2024: il 40% dei cechi favorevole all’euro, record negli ultimi 10 anni

adozione dell'euro immobili

Cechi sempre più favorevoli all’euro

I cechi mai così favorevoli all’euro negli ultimi 10 anni. C’è però ancora del lavoro da fare. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio dell’Eurobarometro.

Probabilmente è merito della pandemia, sta di fatto che il sostegno all’adozione dell’euro nella Repubblica ceca  è raddoppiato in un anno.

Secondo le statistiche, il quaranta per cento dei cechi vorrebbe aderire all’Unione monetaria europea. Il sondaggio nella Repubblica Ceca è stato condotto dall’agenzia Kantar a febbraio su 1.100 intervistati. I sondaggi si svolgono in tutta Europa ogni anno.

Posizione ceca sull’euro: confronto europeo

Dove i cechi si posizionano rispetto a Italia, Portogallo e Ungheria.

In ogni caso, il sostegno alla moneta unica nell’Unione europea è cresciuto anche in altri paesi ma in modo più significativo nella Repubblica ceca (+19% punti percentuali), in Portogallo (+13%), Italia (+12%) e Lituania (+10%). Secondo i dati più recenti, la moneta unica gode di maggior sostegno in Portogallo (95%), Slovenia (94%) e Irlanda (91%). In Italia, il 71% della popolazione è favorevole.

Il sostegno all’euro prevale anche in tre paesi che ancora usano una valuta propria: Ungheria (63%), Romania (55%) e Croazia (48% a favore, 45% contro). La media dell’UE è del 70% a favore e del 23% contro.

In quattro paesi al di fuori dell’area dell’euro, tuttavia, prevalgono ancora i contrari: Svezia (73% contrari), Danimarca (68%), che però aderisce agli AEC II con opt-out, Repubblica Ceca (60%) e Polonia (56%).

L’ostilità dei cechi contro la moneta unica è iniziata nel 2009 ed è stata associata alla crisi economica e soprattutto alla cosiddetta crisi greca. Dei paesi dell’UE che hanno aderito all’Unione insieme a Repubblica ceca, Slovenia, Malta, Cipro, Slovacchia, Estonia, Lettonia e Lituania hanno gradualmente adottato l’euro. Tra gli altri Stati membri più recenti, Croazia e Bulgaria stanno cercando di entrare a far parte della zona euro, entrambi i paesi vorrebbero adottare l’euro intorno al 2024. La Romania stima la data di adozione dell’euro al 2027.

Adozione dell’euro: la Repubblica Ceca continua a rimandare

Perché il sostegno all’euro è aumenta?

Citando SeznamZpravy, “la crisi del coronavirus, a differenza di quella del 2007, non ha avuto un effetto negativo della percezione dell’euro tra i cechi, al contrario, l’ha notevolmente migliorata”.

Questo perché non vi è più paura che l’Unione europea e la zona euro risultino incapaci di gestire una crisi economica. Il motivo principale della crescita del sostegno è quindi l’attuale piano di ripresa, detto Recovery Fund. “È chiaro che l’UE è riuscita, almeno a livello economico, a unirsi in risposta alla crisi del coronavirus”, citiamo sempre SZ.

190 miliardi per digitalizzazione

Fondi europei: corone ceche per infrastrutture e digitalizzazione.

Il piano è aiutare a riavviare e modernizzare l’economia: lo stato ceco, coi fondi ricevuti da Bruxelles vuole investire 190 miliardi di corone ceche in digitalizzazione, energia e trasporti intelligenti, mobilità pulita istruzione, servizi sociali, scienza e prevenzione sanitaria. Il resto lo abbiamo scritto qui.

Recovery Fund: alla Repubblica Ceca 35+15 miliardi

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Posázavský Pacifik: la ferrovia più bella della Repubblica Ceca

Posázavský pacifik
Autor: Elektracentrum – Vlastní dílo, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=36622283
[Pubblicato 28/06/17, aggiornato 05/05/17]

Il Posázavský Pacifik: gioiello ferroviario ceco

Il Posázavský Pacifik è molto probabilmente una delle più belle tratte ferroviarie della Repubblica Ceca. Congiunge Praga con le cittadine di Čerčany, Vlašim, Kácov e Světla nad Sázavou percorrendo la valle della Sázava.

Lo Žampašský Viadukt e i cercatori d’oro

Il nome Posázavský Pacifik risale agli anni 20 del secolo scorso, quando si cercava l’oro nel fiume Sázava – tant’è che lungo la tratta vedrete ancora le casupole in cui i cercatori abitavano. Il percorso dura dalle due alle 3 ore, la maggior parte delle quali potrete vedere paesaggi stupendi e diversi edifici storici, il principale dei quali è indiscutibilmente il Žampašský Viadukt.

Linee 210 e 212: le due arterie ferroviarie

A livello tecnico-ferroviario, il Posázavský Pacifik è composto da due linee:

  • linea 210 – Praga – Braník – Vrané nad Vltavou – Čerčany (con una svolta a Dobříš)
  • linea 212 – Čerčany – Kácov – Světlá nad Sázavou.

Costruito tra il 1898 e il 1899, è alto 41 metri (più del ponte di Nusle) ed è molto simile al Pražský Semmering. Chi volesse percorrere il Posázavský Pacifik può farlo con un normalissimo treno locale, sulla tratta 210 (Praga – Čerčany) e 212 (Čerčany – Světlá nad Sázavou).

Viadotto Žampašský del Posázavský Pacifik sulla valle della Sázava
Non ricordiamo da dove venga la foto ma google la dà per nostra

Posázavský Pacifik: la tratta

La linea ferroviaria attraversa per lo più un paesaggio aspro. Il primo tratto attraversa la valle della Vltava fino a Davle, dove si trova la biforcazione Čerčany (svolta a sinistra) e Dobříš (svolta a destra).

Il ramo per Čerčany prosegue quindi lungo la gola della Sázava e, soprattutto tra le fermate di Petrov u Prahy e Jílové u Prahy, attraversa un terreno piuttosto impervio tra rocce e strapiombi. Qui ovviamente troverete lo Žampašský viadukt di cui sopra.

Il ramo per Dobříš segue invece il flusso del ruscello Bojovský potok e passa vicino ai Brdy.

Architettura austro-ungarica: stazioni e depositi storici

Ad oggi, la tratta mantiene ancora un carattere vagamente storico, con molti edifici che sono in funzione da decenni. Oltre agli edifici standard delle stazioni austro-ungariche, ci sono anche depositi in legno, edifici di servizi igienici a secco in legno, capannoni in legno alle fermate, ecc.

Treni storici

(Dato che siamo in tempi di pandemia, ricordiamo che basta prendere una qualsiasi linka S da Praga a Čerčany che passi per Braník per percorrere questa tratta)

Posázavský motoráček: il treno d’epoca del sabato

Il trasporto ferroviario ceco, però non immune al fascino dei tempi andati, offre due modi unici di percorrere il Posázavský Pacifik. Il Posázavský motoráček (e ti pareva), un treno degli anni ’60 che parte da Hlavní nádraží ogni sabato (alle 7.49 purtroppo) e rientra ogni domenica con direzione Čerčany. Solo nelle giornate 8 luglio e 19 agosto il treno prosegue poi fino a Kácov e torna indietro.

Bardotka e vaporiera: alternative al motoráček

Più abbordabile il percorso fatto con le locomotive Bardotka (sempre degli anni ’60) da Hlavní Nádraží a Čerčany ogni sabato, domenica e alle feste, con partenza alle 9:22 (arrivo alle 11:05) e ritorno alle 15:36 (arrivo alle 17:35).

Non ultimo, ma del quale non abbiamo ancora trovato molte notizie certe, il percorso in vaporiera da Braník (partenza alle 9:00 e ritorno alle 15:54) previsto per i giorni 8 luglio (destinazione Sázava), 19 agosto (Kácov) e 26 agosto (Vlašim). Se ne sapete qualcosa, comunicatecelo!

Siccome siamo autolesionisti, qui sotto avete un video di tutto il Posázavský pacifik visto dalla cabina. Ce n’è un altro con vista dalla vaporiera, ma si vede solo vapore (ovviamente).

I nostri articoli sul Escursioni nella Repubblica Ceca


IIC Praga maggio 2021: festival Jeden Svět, cinema italiano e letteratura

febbraio 2022 maggio 2021 aprile 2021 IIC LOGO Enit e l'Italia XX settimana della lingua italiana

Eventi IIC Praga: programma maggio 2021

Si trasmette il programma di eventi per maggio 2021 dell’Istituto italiano di cultura (IIC) di Praga.

Durante maggio 2021 si segnala il festival Jeden Svět.

Festival Jeden Svět – program 5.–6.6.

10. 5. – 6. 6. – Cinema

Inizia il 10 maggio la XXIII edizione di One World, il festival internazionale del film documentario interamente dedicato ai diritti umani. La rassegna proseguirà fino al 6 giugno e avrà in programma anche film di registi italiani, prodotti o coprodotti dall’Italia.

Siamo particolarmente lieti di segnalare la presenza di una co-produzione ceco-italiana:

We Intend to Cause Havoc (2019, G. Arlotta, Italia/Repubblica Ceca),

In calendario anche:

  • Because of My Body (2020, F. Cannavà, Italia),
  • Cuban Dancer (2020, R. Salinas, Italia, Canada, Cile),
  • One More Jump (2019, M. Gerosa, Italia, Svizzera, Libano)

In collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Praga

Le proiezioni si terranno principalmente on-line. Per informazioni aggiornate sugli orari e sulle modalità di proiezione si consiglia di visitare il sito del festival.

Cinema italiano: fine settimana online

14–16 maggio, il cinema italiano in streaming.

Il 14 maggio il distributore cinematografico MIRIUS FD lancerà la nuova piattaforma per proiezioni online KINONLINE.cz e per l’occasione presenterà una selezione di film italiani recenti da seguire in streaming:

  • 14. 5. alle 20:00 – QUANTO BASTA di Francesco Falaschi
  • 15. 5. alle 20:00 – MOGLIE E MARITO di Simone Godano
  • 16. 5. alle 20:00 – IL TUTTOFARE di Valerio Attanasio

Le proiezioni saranno in lingua originale con i sottotitoli in ceco.

Per maggiori informazioni e per l’acquisto dei biglietti: www.kinonline.cz

Padre Padrone: proiezione online

17. 5. / 18:00 – 22:00 Proiezione del film in streaming.

  • Regia: Paolo & Vittorio Taviani
  • cast: Omero Antonutti, Saverio Marconi, Marcella Michelangeli, Fabrizio Forte, Stanko Molnar, Marino Cenna, Gavino Ledda, Nanni Moretti
  • Anno: 1977
  • Durata: 114′
  • Lingua: originale
  • Sottotitoli: ENG/CZ

Il piccolo Gavino è costretto dal padre, che ha bisogno di aiuto nell’ovile, ad abbandonare la scuola e crescere nella solitudine e nell’isolamento della campagna. A vent’anni Gavino non sa comunicare con gli altri, solo il suono della fisarmonica gli indica la via della riscoperta di un linguaggio. Dopo l’emigrazione, il servizio militare, il ritorno a lavorare nei campi, Gavino si ribella, in uno scontro fisico, alle imposizioni paterne e scappa dalla Sardegna. Con grande sacrificio conseguirà la laurea in glottologia ma tornerà al paese dove ci sono le sue radici.

Il film è liberamente tratto dal romanzo autobiografico di Gavino Ledda, pubblicato da Feltrinelli nel 1975.

Visione gratuita previa registrazione sulla piattaforma MYmovies

40 anni del film: retrospettiva e analisi

18.5. / 18:00 – 22:00 – Cinema online. Dalla quercia alla palma: i 40 anni di Padre padrone.

  • Regia: Sergio Naitza
  • Cast: Paolo & Vittorio Taviani, Omero Antonutti, Saverio Marconi, Gavino Ledda, Nanni Moretti, Pierluigi Alvau, Giuseppe Angioni, Efisio Campus, Mario Cheri, Paolo Fauli, Pierluigi Fiori, Antonio Garrucciu, Gianni Garrucciu, Patrizia Giannichedda, Pietro Giordo, Gavino Loriga, Angelo Marras, Domenico Morganti, Gianfranco Panai, Giuseppina Perantoni, Cristiana Piazza, Immacolata Porcu, Cosimo Rodio, Anna Lucia Sanna, Marco Sanna, Mario Spissu
  • Anno: 2017
  • Durata: 94′
  • Lingua: originale
  • Sottotitoli: ENG/CZ

Maggio 1977: “Padre padrone” di Paolo e Vittorio Taviani vince a Cannes la Palma d’oro. Quarant’anni dopo, il documentario va alla ricerca di ricordi, curiosità e aneddoti sul film attraverso la testimonianza dei registi e soprattutto dei protagonisti Omero Antonutti e Saverio Marconi che tornano in Sardegna, ritrovano i luoghi dove fu girato, incontrano le tante comparse sarde che a loro volta inanellano inediti frammenti di memorie sulla lavorazione. A far da collante a queste voci – fra cui quella di Nanni Moretti, che aveva un piccolo ruolo – lo scrittore Gavino Ledda, l’autore del romanzo al quale liberamente si ispirarono i fratelli Taviani.

Visione gratuita previa registrazione sulla piattaforma MYmovies

Letteratura sarda e cinema

19. 5. / 18:00 – Conferenza online

Oltre alla riappropriazione di storie, ambienti, volti, lingua, il “nuovo cinema sardo” ha intessuto un legame vitale con la letteratura sarda, sia quella del passato che quella contemporanea. Nume tutelare, soprattutto all’inizio è Grazia Deledda, della quale si contano tra film e sceneggiati una decina di trasposizioni. Due libri belli e importanti di Sergio Atzeni diventano due film (“Il figlio di Bakunìn” e “Bellas mariposas”) altrettanto fondamentali per l’immaginario del cinema isolano; i registi attingono fra tradizione e modernità da Emilio Lussu, Antonio Gramsci, Francesco Masala, Salvatore Mannuzzu, Maria Giacobbe, Giuseppe Fiori, Giulio Angioni saldando uno scambio con la letteratura isolana dove l’immagine approfondisce e offre altre letture alla parola scritta. Un intreccio che moltiplica i punti di vista e le piste narrative, rifugge dal luogo comune e disegna una faccia nuova, più variegata, della moderna cultura sarda.

Intervengono:

Alice Flemrová (Università Carlo IV di Praga), Sergio Naitza (regista e giornalista), Salvatore Mereu (regista), Alessandro Marini (Università Palacký di Olomouc) e Maria Bonaria Urban (Università di Amsterdam)

In italiano con traduzione simultanea in ceco.

Partecipazione gratuita previa registrazione sulla piattaforma Zoom

Conferenza: Paolo e Francesca (Inferno V)

25. 5. 18:00 – Conferenza online. Quinto canto dell’Inferno: l’amore, il delitto e il peccato.

In occasione del 700mo anniversario della morte di Dante Alighieri e nell’ambito della serie di lezioni dedicate alla Divina Commedia tenute dal Prof. Jiří Špička, verrà approfondita la drammatica e romantica vicenda di Paolo e Francesca attraverso la lettura e il commento di versi del V canto dell’Inferno.

Il ciclo di lezioni del professor Jiří Špička ci condurrà questa volta nel secondo girone dell’inferno dove vengono puniti i lussuriosi, ovvero coloro che hanno peccato con un amore illecito. Una coppia di anime squassate dal vento racconta a Dante la storia del proprio tragico amore, una storia che si affermerà in tutti i paesi e in tutti i generi artistici. Dante è affranto, giacché comprende che il verdetto infernale colpisce non solo i peccatori, ma anche la letteratura che parla d’amore.

Jiří Špička è professore di letteratura italiana presso la cattedra di romanistica della Facoltà di filosofia dell’Università Palacký di Olomouc. Si è occupato principalmente di Francesco Petrarca, ma tra i suoi interessi rientrano anche Giovanni Boccaccio, la letteratura italiana del XX secolo e la ricezione della letteratura italiana nelle terre ceche. Organizza l’Istituto Italiano di Cultura, in collaborazione con il Comitato di Praga della Società Dante Alighieri.

In ceco con traduzione simultanea in italiano.

Partecipazione libera, previa registrazione sulla piattaforma zoom.

Tutto il mese – Mostra virtuale
Torneranno le sere… La voce della poesia italiana

Fino alla fine del mese di maggio sarà possibile visitare la mostra virtuale “Torneranno le sere…La voce della poesia italiana” a cura di Giovanna Iorio, artista, poetessa e docente di letteratura italiana a Londra. Il titolo scelto per la mostra si ispira all’omonima poesia di Alfonso Gatto, che con il suo incipit “Torneranno le sere a intiepidire / nell’azzurro le piazze” infonde speranza in un futuro che è ritorno al passato più caro e allo stesso tempo introduce una splendida sinestesia, chiave di lettura della mostra stessa.

L’allestimento virtuale è composto dai ritratti della voce, spettrogrammi creati da Giovanna Iorio, di diciassette grandi poeti e poetesse italiani del Novecento: Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Pier Paolo Pasolini, Amelia Rosselli, Edoardo Sanguineti, Alfonso Gatto, Giorgio Caproni, Franco Fortini, Sandro Penna, Alda Merini, ma anche poeti contemporanei quali Antonella Anedda, Chandra Livia Candiani, Carlo Bordini, Mariangela Gualtieri, Valerio Magrelli, Claudio Damiani e Mariapia Quintavalla.

Accanto ad ogni ritratto il visitatore potrà ascoltare la voce originale dell’autore/autrice da cui il ritratto è stato generato. Le voci sono accompagnate dal testo originale in italiano e dalla traduzione in ceco dei testi poetici, un’occasione unica dunque per vivere intensamente attraverso immagine, voce e traduzione l’esperienza della più coinvolgente poesia italiana.

Traduzione in lingua ceca dei testi poetici: Jiří Pelán e Alice Flemrová

Introduzione: Beppe Sebaste

Si ringrazia Giovanna Iorio per aver selezionato i testi poetici e i ritratti delle voci e per aver dischiuso le porte della Poetry Sound Library.

ENTRA NELLA SALA VIRTUALE

Tutti gli eventi


Campagna vaccinale in Repubblica Ceca: dati, fasi e aggiornamenti

Vaccino Campagna vaccinale in Repubblica Ceca
Di NIAID - Study Participant Receives NIAID/GSK Candidate Ebola Vaccine, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=36038613

Campagna vaccinale in Repubblica Ceca

Come già fatto più volte, riesumiamo la tradizione dell’articolo in aggiornamento costante anche per la campagna vaccinale in Repubblica Ceca.

La decisione è dovuta al fatto che la Campagna vaccinale in Repubblica Ceca, per ora, va a rilento (come in tutta l’Europa) ed è anche un po’ caotica.

Dati vaccinali Repubblica Ceca: prima e seconda dose (maggio)

Con oggi le persone in fascia di età possono fare richiesta per vaccinarsi.

Ritmo vaccinale e target di copertura

Il premier Andrej Babiš ha dichiarato che tutti dovrebbero avere la possibilità di richiedere il vaccino entro il 1mo giugno.

Stato della campagna vaccinale

  • prima dose – 2.327.091
  • seconda dose (vaccino completo) – 1.016.720

14 aprile

Nell’ambito della campagna vaccinale sono state superate le 2 milioni di punzonature. Da oggi possono chiedere di vaccinarsi gli over 65. Ieri sono state somministrate 53.000 dosi, ovvero restiamo sulla metà di quello che il governo vorrebbe.

Stop ai controlli alle frontiere tra Repubblica e Germania introdotti dai tedeschi lo scorso 14 febbraio a causa della pandemia

Sulla storia di Johnson & Johnson dannoso scrivo appena si sa qualcosa di concreto.

  • prima dose – 1.441.609
  • seconda dose (vaccino completo) – 768.650

Controversia Sputnik V e cambio ministero sanità Repubblica Ceca

Vengono revocate le nomine del ministro della Sanità Jan Blatný e della coordinatrice della campagna vaccinale Kateřina Baťhová. Secondo i media cechi la mossa è puramente politica, in particolare per l’opposizione di Blatný al vaccino russo Sputnik V.

A conferma di tali speculazioni si aggiungono le parole pronunciate dal presidente Miloš Zeman durante la nomina del nuovo ministro Petr Arenberger. Il capo di Stato ha dichiarato che chi blocca l’utilizzo dello Sputnik V “è responsabile per le morti”.

Campagna vaccinale in Repubblica Ceca

  • prima dose – 1.252.117
  • seconda dose (vaccino completo) – 611.982

26 marzo

La Camera ha approvato la proroga dello stato di emergenza fino a domenica 11 aprile.
  • 53 deputati a favore
  • 34 deputati contrari
Ricordiamo che per restrizioni nella camera può riunirsi la metà dei deputati (100 anziché 200).
La camera dei deputati ha inoltre invitato il consiglio dei ministri a porre fine alle restrizioni alla circolazione tra okresy al più tardi dopo Pasqua.
Inoltre ha anche chiesto al governo di abolire l’obbligo di uso della mascherina o del respiratore se una persona è sola per strada o con un congiunto.

Campagna vaccinale in Repubblica Ceca

  • prima dose – 1.504.419
  • seconda dose (vaccino completo) – 418.298

24 marzo

  • Novinky.cz ci fa notare che col vecchio sistema PES ieri saremo scesi in terza fascia (col doppio dei casi attivi rispetto all’ultima volta). Ma siccome ne abbiamo ancora 8.400 in ospedale ci teniamo la 5a fascia.
  • Governo intende chiedere prolungamento dello Stato di emergenza fino a fine aprile.
  • Il governo ceco ha ordinato solo l’81% dei vaccini di cui aveva diritto dall’Unione europea. Lo ha scoperto Hospodářské noviny. Secondo il ministero della Sanità, è stata una decisione degli ex ministri, Vojtěch e Prymula. Solo il 44% degli adulti potrà essere vaccinato con entrambe le dosi prima delle vacanze. Solo Bulgaria, Croazia, Slovacchia e Lettonia fanno peggio. Via ČT24

Chi può vaccinarsi

  • Da ieri si possono prenotare per il vaccino anche tutti quelli con malattie croniche
  • Insegnanti
  • Over 70
  • Personale medico

Campagna vaccinale in Repubblica Ceca

  • prima dose – 1.418.114
  • seconda dose (vaccino completo) – 384.481

Certificato digitale europeo e copertura vaccinale

Si f strada l’idea del certificato digitale, che consentirà di viaggiare all’estero non solo alle persone che sono state vaccinate, ma anche a quelle che sono state testate o quelle con anticorpi nel sangue.

15 marzo

La Germania ha sospeso la vaccinazione con AstraZeneca, così come Danimarca e Paesi Bassi. Secondo il ministro Blatný, la Repubblica Ceca continuerà a vaccinare con AstraZeneca a meno che non sia provato un collegamento diretto tra vaccinazione e coaguli di sangue nei pazienti. Anche Francia e Italia hanno sospeso l’uso del vaccino AstraZeneca per precauzione. Aspetteranno l’opinione dell’EMA.

14 marzo

  • La prossima settimana arriveranno 9.600 dosi di vaccino da AstraZeneca invece di 16.800. Fra due settimane arriveranno solo 10.867 vaccini invece degli 88.000 mila previsti. Alla fine mese arriveranno 99.859 dosi. L’azienda ha annunciato pochi giorni fa una riduzione del volume delle consegne.
  • L’Agenzia Italiana Del Farmaco (Aifa) ha rilasciato un rapporto sugli effetti collaterali provocati dalla somministrazione dei vaccini Pfizer/BioNTech, AstraZeneca e Moderna. Un sunto del rapporto è disponibile qui.

11 marzo

L’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha dato la sua autorizzazione al vaccino monodose di Johnson & Johnson. A comunicarlo è la stessa agenzia su Twitter.

9 marzo

Praga ha concordato con lo Stato la consegna di 1.100 dosi di vaccino Pfizer / BioNTech per la prima settimana di funzionamento del centro di vaccinazione, che la città aprirà lunedì al Centro Congressi di Pankrác. Le persone registrate nel sistema di vaccinazione statale non potranno essere vaccinate al centro durante l’operazione di prova. Saranno vaccinati per primi i membri della polizia municipale e le persone con disabilità intellettiva. La piena operatività dovrebbe iniziare il 6 aprile.

23 febbraio

  • Secondo il vice ministro della Salute Vladimír Černý, la capacità dei letti di terapia intensiva negli ospedali è prossima a raggiungere la sua capacità massima. Il motivo è anche la mancanza di personale qualificato. Lo ha detto nella conferenza stampa di oggi. Secondo i dati pubblicati lunedì 22 febbraio, più di 6.500 persone sono ospedalizzate, di cui oltre 1.300 hanno avuto bisogno di cure intensive e 660 di ventilazione polmonare artificiale.
  • La Francia fornirà 100.000 dosi di vaccino Pfizer/BioNTech alla Repubblica Ceca.
  • Altre 100.000 dosi saranno donate da altri paesi UE in ragione dello (scarso) stato di avanzamento della campagna vaccinale in Repubblica Ceca.

Chi può vaccinarsi

  • Da ieri si possono prenotare per il vaccino anche gli insegnanti
  • Over 70
  • Personale medico

9 dicembre

Il piano di vaccinazione al covid-19 è completo. Le singole fasi della campagna di vaccinazione si svolgeranno in relazione alla graduale fornitura di vaccini (avessimo saputo come sarebbe andata). Nella prima fase saranno vaccinate le persone di età superiore ai 65 anni, i malati cronici, gli operatori sanitari, gli assistenti sociali e gli addetti alle infrastrutture critiche. Nella fase successiva, la vaccinazione sarà destinata al grande pubblico. Le vaccinazioni saranno volontarie e coperte dall’assicurazione sanitaria pubblica. In totale, la Repubblica Ceca ha attualmente ordinato 10 milioni di benefici per circa 6,9 milioni di persone.

Approfondimenti: Coronavirus e pandemia in Repubblica Ceca


LINK UTILI CORONAVIRUS  E SECONDO LOCKDOWN

WORLDOMETER – andamento della situazione nella Repubblica Ceca

Status riaperture e restrizioni Repubblica Ceca

GRAFICO – quanti ne abbiamo punti

Comunicazioni ufficiali: Ministero Sanità Repubblica Ceca

MINISTERO SALUTE CECO – https://www.mzcr.cz/
AMBASCIATA D’ITALIA IN REPUBBLICA CECA

Mappe contagio: situazione regionale Repubblica Ceca


Linea 19 tram Praga: percorso, fermate e ritorno a giugno 2021

Tram linea 19
Autor: Tomáš Máca – Vlastní dílo, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18142268

Linea 19 tram Praga: percorso, fermate e caratteristiche tecniche

A giugno 2021 è stata reintrodotta a Praga la linea 19 del tram, che collega Lehovec, Palmovka, Žižkov, Strašnice e Vršovice, quartieri della città che oggi non hanno un collegamento diretto.

La linea 19 non circolava dal 2012 e, a giugno 2021, era l’unica delle 26 tratte standard ad essere attualmente  fuori servizio. La nuova linea 19 rientra nel piano di rinnovamento della tratta tranviaria tra Pankrác e Pražského povstání, così come del possibile prolungamento dei binari fino a Budějovická (stazione della metro C – rossa).

Tipo di tram sulla linea 19: KT8D5 ‘squadrati’ vs T3

La linea 19 è del tutto normale, vale a dire operativa nei giorni feriali e nei fine settimana dalla mattina fino a tarda sera. Molto probabilmente, però, non vedremo dei T3 ma dei KT8D5, detti anche “i tram squadrati” (vedi immagine sopra). Questo perché il capolinea di Pankrác non ha i binari ad anello ma a binario dritto, quindi sono necessari convogli che abbiano la cabina di pilotaggio da entrambi i lati. Se non è chiara la differenza tra capolinea ad anello e a binario dritto, vi consigliamo un giro sul 23. Su questa breve tratta turistica il capolinea di Malovánka è ad anello e quello di Zvonařka a binario dritto (ma in questo caso è comunque possibile girare un singolo vagone).blank

Percorso completo linea 19 tram: da Lehovec a Pankrác (38 fermate)

Lehovec – Nádraží Vysočany – Palmovka – Biskupcova – Želivského – Strašnická – Kubánské náměstí – Slavia – Koh-i-noor – Nádraží Vršovice – Náměstí Bratří Synků – Pražského povstání – Pankrác.

Collegamento diretto tra Pankrác, Vršovice, Strašnice e Palmovka

Secondo questo percorso il 19 offre un collegamento diretto tra Pankrác, Vršovice e Strašnice. Il 18 (l’altro tram con capolinea a Pankrác) dopo Náměstí Bratří Synků, gira verso Nové město). Il 19 offre inoltre un collegamento diretto, ad ora inesistente, tra Vršovice, Strašnice e Palmovka. Svolge infine il compito di linea complementare della linea 7 nei quartieri di Vršovice e Strašnice.

Storia della linea 19 tram: dal 1923 al 2012 e il ritorno nel 2021

La linea 19 apparve per la prima volta nelle strade di Praga 98 anni fa, esattamente il 29 luglio 1923. A quel tempo andava da Libeň a Nusle passando per Piazza Venceslao. Nel 1925 la tratta fu prolungata fino a Pankrác.

Fonte DPP

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Linea C metro Praga: tutte le fermate tradotte e spiegate

linea C Praga: le 4 migliori stazioni di metro

Traduciamo i nomi della linea C: da Háje a Letňany

Oggi traduciamo i nomi delle fermate lungo la linea C, detta anche “l’unico posto dell’MHD in cui parla un tipo”.

La linea C, pur essendo l’ultima in ordine alfabetico, è stata la prima ad aprire. La linea rossa fu inaugurata infatti nel 1974. Quattro anni dopo fu la volta della linea A (verde) e solo nel 1985 arrivò infine la B (gialla).

Vediamo ora i nomi, partendo da Háje.

  1. Háje – boschetti (oramai di cemento probabilmente).
  2. Opatov – dell’abate (Opat). L’insediamento di Opatov fu fondato nel 1247 (o 1248 – i dati da varie fonti variano) dall’abate Herrman dell’abbazia di Litomyšl. Se infatti sulla linea B vediamo tanti nomi femminili trasformati in possessivi (aggiungendo -in come in Zličín), qui vediamo tanti maschili (che aggiungono appunto -ův, –ová e -ovo).
  3. Chodov – di cammino. Il quartiere di Chodov deve il suo nome al cognome Chod (cammino, appunto) e in origine si chiamava “Chodův dvůr”. Come per molti quartieri, anche questo deve la sua denominazione al nome di proprietari o fondatori. Il villaggio viene menzionato per la prima volta nel 1185 come Hodow.
  4. Roztyly – gli ingrassati (roz-tloustli). Dal nome del quartiere in cui si trova la fermata.
  5. Kačerov – fermata del papero (cfr. tra gli altri, tal Kačer Donald o Donald duck che dir si voglia)
  6. Budějovická – che sta in via Budějovicka. Dove questa via porti, ve lo lascio indovinare.
  7. Pankrác – Del quartiere Pankrác, quartiere che deve il suo nome al fatto di esser sorto attorno a un carcere a una chiesa dedicata a San Pancrazio.
  8. Pražského Povstání – Sollevazione di Praga (quella contro i nazisti nel 1945)
  9. Vyšehrad – dall’omonimo quartiere e dunque dal castello. Vyše-hrad = castello più in alto.
  10. I. P. Pavlova – sta sotto la piazza dedicata a Ivan Petrovič Pavlov, quello che faceva salivare i cani suonando una campanella.
  11. Fermate nord linea C: dal centro storico a Letňany

  12. Muzeum – si capisce
  13. Hlavní nádraží – stazione principale. Interessante che Hlavní viene da Hlava (testa) e che in Italiano una “stazione di testa” è una stazione in cui i binari finiscono (tipo Termini, Milano centrale, Venezia santa Lucia o quella di Luhačovice). Una stazione di testa a Praga è Masarykovo nádraží, che di Hlavní non ha nulla.
  14. Florenc – come spiegato nell’articolo sull’arte in metro: il nome è dovuto al fatto che un tempo nell’area al confine tra Nové Město e Karlín viveva una comunità di fiorentini (vedi anche Arte in metro).
  15. Vltavská – dicono che ci passi vicino la Vltava.
  16. Nádraží Holešovice – Stazione Holešovice. Holešovice è nome di molti luoghi in Repubblica Ceca. Viene dal nome Holíš, a sua volta derivante da Holý – glabro/calvo
  17. Kobylisy – Su questo non abbiamo dati certi, anche se il quartiere di Kobylisy esiste dalla preistoria. Ci sono due varianti. La prima è che qui si svolgessero molte impiccagioni e pertanto la zona fosse piena di corvi che si pappavano le carcasse. Corvo in ceco antico si dice Kob, da cui deriva oggi Kavka (Kafka). La seconda, più intuitiva per noi di oggi, è che qui vi fossero pascoli di giumente (kobyly, da non confondere con kobylky – cavallette).
  18. Ládví – dal ceco antico hledví, punto di osservazione.
  19. Střížkov (in copertina) – anche qui il nome viene dal fondatore: Střižek, diminutivo di Strezimír, colui che salvaguarda (střezit) la pace (mír).
  20. Prosek – non è come sembra. Prosek viene da prosekat, ovvero “farsi strada a colpi di lama”, sintomo del fatto che in questa zona ci fosse della vegetazione parecchio fitta.
  21. Letňany – anche qui come per Kobylisy, non è chiaro. Una variante sostiene che derivi da una tassa da pagare in estate, il letník. La seconda possibilità è che derivi da letnice, residenza estiva.

Qui trovate l’elenco della linea A

Qui trovate l’elenco della linea B

Guida completa alla lingua ceca: approfondimenti lessicali

Ceco in pillole vol. #0: la lingua ceca, basi e domande


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