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Linea 19 tram Praga: percorso, fermate e ritorno a giugno 2021

Tram linea 19
Autor: Tomáš Máca – Vlastní dílo, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18142268

Linea 19 tram Praga: percorso, fermate e caratteristiche tecniche

A giugno 2021 è stata reintrodotta a Praga la linea 19 del tram, che collega Lehovec, Palmovka, Žižkov, Strašnice e Vršovice, quartieri della città che oggi non hanno un collegamento diretto.

La linea 19 non circolava dal 2012 e, a giugno 2021, era l’unica delle 26 tratte standard ad essere attualmente  fuori servizio. La nuova linea 19 rientra nel piano di rinnovamento della tratta tranviaria tra Pankrác e Pražského povstání, così come del possibile prolungamento dei binari fino a Budějovická (stazione della metro C – rossa).

Tipo di tram sulla linea 19: KT8D5 ‘squadrati’ vs T3

La linea 19 è del tutto normale, vale a dire operativa nei giorni feriali e nei fine settimana dalla mattina fino a tarda sera. Molto probabilmente, però, non vedremo dei T3 ma dei KT8D5, detti anche “i tram squadrati” (vedi immagine sopra). Questo perché il capolinea di Pankrác non ha i binari ad anello ma a binario dritto, quindi sono necessari convogli che abbiano la cabina di pilotaggio da entrambi i lati. Se non è chiara la differenza tra capolinea ad anello e a binario dritto, vi consigliamo un giro sul 23. Su questa breve tratta turistica il capolinea di Malovánka è ad anello e quello di Zvonařka a binario dritto (ma in questo caso è comunque possibile girare un singolo vagone).

Percorso completo linea 19 tram: da Lehovec a Pankrác (38 fermate)

Lehovec – Nádraží Vysočany – Palmovka – Biskupcova – Želivského – Strašnická – Kubánské náměstí – Slavia – Koh-i-noor – Nádraží Vršovice – Náměstí Bratří Synků – Pražského povstání – Pankrác.

Collegamento diretto tra Pankrác, Vršovice, Strašnice e Palmovka

Secondo questo percorso il 19 offre un collegamento diretto tra Pankrác, Vršovice e Strašnice. Il 18 (l’altro tram con capolinea a Pankrác) dopo Náměstí Bratří Synků, gira verso Nové město). Il 19 offre inoltre un collegamento diretto, ad ora inesistente, tra Vršovice, Strašnice e Palmovka. Svolge infine il compito di linea complementare della linea 7 nei quartieri di Vršovice e Strašnice.

Storia della linea 19 tram: dal 1923 al 2012 e il ritorno nel 2021

La linea 19 apparve per la prima volta nelle strade di Praga 98 anni fa, esattamente il 29 luglio 1923. A quel tempo andava da Libeň a Nusle passando per Piazza Venceslao. Nel 1925 la tratta fu prolungata fino a Pankrác.

Fonte DPP

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Linea C metro Praga: tutte le fermate tradotte e spiegate

linea C Praga: le 4 migliori stazioni di metro

Traduciamo i nomi della linea C: da Háje a Letňany

Oggi traduciamo i nomi delle fermate lungo la linea C, detta anche “l’unico posto dell’MHD in cui parla un tipo”.

La linea C, pur essendo l’ultima in ordine alfabetico, è stata la prima ad aprire. La linea rossa fu inaugurata infatti nel 1974. Quattro anni dopo fu la volta della linea A (verde) e solo nel 1985 arrivò infine la B (gialla).

Vediamo ora i nomi, partendo da Háje.

  1. Háje – boschetti (oramai di cemento probabilmente).
  2. Opatov – dell’abate (Opat). L’insediamento di Opatov fu fondato nel 1247 (o 1248 – i dati da varie fonti variano) dall’abate Herrman dell’abbazia di Litomyšl. Se infatti sulla linea B vediamo tanti nomi femminili trasformati in possessivi (aggiungendo -in come in Zličín), qui vediamo tanti maschili (che aggiungono appunto -ův, –ová e -ovo).
  3. Chodov – di cammino. Il quartiere di Chodov deve il suo nome al cognome Chod (cammino, appunto) e in origine si chiamava “Chodův dvůr”. Come per molti quartieri, anche questo deve la sua denominazione al nome di proprietari o fondatori. Il villaggio viene menzionato per la prima volta nel 1185 come Hodow.
  4. Roztyly – gli ingrassati (roz-tloustli). Dal nome del quartiere in cui si trova la fermata.
  5. Kačerov – fermata del papero (cfr. tra gli altri, tal Kačer Donald o Donald duck che dir si voglia)
  6. Budějovická – che sta in via Budějovicka. Dove questa via porti, ve lo lascio indovinare.
  7. Pankrác – Del quartiere Pankrác, quartiere che deve il suo nome al fatto di esser sorto attorno a un carcere a una chiesa dedicata a San Pancrazio.
  8. Pražského Povstání – Sollevazione di Praga (quella contro i nazisti nel 1945)
  9. Vyšehrad – dall’omonimo quartiere e dunque dal castello. Vyše-hrad = castello più in alto.
  10. I. P. Pavlova – sta sotto la piazza dedicata a Ivan Petrovič Pavlov, quello che faceva salivare i cani suonando una campanella.
  11. Fermate nord linea C: dal centro storico a Letňany

  12. Muzeum – si capisce
  13. Hlavní nádraží – stazione principale. Interessante che Hlavní viene da Hlava (testa) e che in Italiano una “stazione di testa” è una stazione in cui i binari finiscono (tipo Termini, Milano centrale, Venezia santa Lucia o quella di Luhačovice). Una stazione di testa a Praga è Masarykovo nádraží, che di Hlavní non ha nulla.
  14. Florenc – come spiegato nell’articolo sull’arte in metro: il nome è dovuto al fatto che un tempo nell’area al confine tra Nové Město e Karlín viveva una comunità di fiorentini (vedi anche Arte in metro).
  15. Vltavská – dicono che ci passi vicino la Vltava.
  16. Nádraží Holešovice – Stazione Holešovice. Holešovice è nome di molti luoghi in Repubblica Ceca. Viene dal nome Holíš, a sua volta derivante da Holý – glabro/calvo
  17. Kobylisy – Su questo non abbiamo dati certi, anche se il quartiere di Kobylisy esiste dalla preistoria. Ci sono due varianti. La prima è che qui si svolgessero molte impiccagioni e pertanto la zona fosse piena di corvi che si pappavano le carcasse. Corvo in ceco antico si dice Kob, da cui deriva oggi Kavka (Kafka). La seconda, più intuitiva per noi di oggi, è che qui vi fossero pascoli di giumente (kobyly, da non confondere con kobylky – cavallette).
  18. Ládví – dal ceco antico hledví, punto di osservazione.
  19. Střížkov (in copertina) – anche qui il nome viene dal fondatore: Střižek, diminutivo di Strezimír, colui che salvaguarda (střezit) la pace (mír).
  20. Prosek – non è come sembra. Prosek viene da prosekat, ovvero “farsi strada a colpi di lama”, sintomo del fatto che in questa zona ci fosse della vegetazione parecchio fitta.
  21. Letňany – anche qui come per Kobylisy, non è chiaro. Una variante sostiene che derivi da una tassa da pagare in estate, il letník. La seconda possibilità è che derivi da letnice, residenza estiva.

Qui trovate l’elenco della linea A

Qui trovate l’elenco della linea B

Guida completa alla lingua ceca: approfondimenti lessicali

Ceco in pillole vol. #0: la lingua ceca, basi e domande


Rinnovamento della collina di Vítkov: approvato il piano per il 2022

Matthias Nonnenmacher, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

Praga approva il rinnovamento della collina di Vítkov

A inizio anno il consiglio comunale di Praga ha approvato il piano per il rinnovamento della collina di Vítkov, l’inizio dei lavori è previsto per il 2022.

La statua di Jan Žižka è uno dei luoghi più iconici di Žižkov. Non solo perché è una delle sculture equestri più grandi al mondo, ma anche per via della sua posizione. Per trovarla bisogna risalire per la collina di Vítkov, e una volta arrivati in cima vi troverete davanti uno dei panorami più belli che Praga ha da offrire.

All’inizio di quest’anno, il consiglio comunale di Praga ha stanziato un appalto di 3,9 milioni di corone per la prima fase di rinnovamento del parco adiacente alla collina.
Si punta a rivitalizzare il parco preservandone le caratteristiche attuali. I Dipartimento della Cura dell’Ambiente sta preparando la documentazione per i permessi di costruzione, di questo passo i lavori potrebbero cominciare anche all’inzio del 2022.

Accessibilità e sentiero pedonale: il nuovo volto di Vítkov

Si cercherà di dare un carattere più residenziale al sentiero, che al momento è una semplice strada con due marciapiedi. In ogni caso, un’area pedonale larga 14 metri sostituirà il marciapiede. Verrà aggiunto anche una piazza con una fontana e questo spazio potrà essere adibito ad eventi pubblici.

Costi del progetto Vítkov: 100 milioni di corone

In seguito verranno aggiunti un ristorante ed un bistrò con bagni pubblici. Per evitare che collidano con l’aspetto della collina, verranno costruiti degli edifici “affondati sul terreno”. Il costo stimato è in totale di 100 milioni di corone.

Il concetto alla base è quello di preservare la collina di Vítkov nel suo aspetto naturale, senza distrarre dal suo punto di forza principale: il panorama.

Le 4 fasi di rinnovamento: illuminazione, drenaggio, alberi e conclusione 2030

Il piano si dividerà in tre o quattro fasi. Tra i lavori previsti, sono incluse delle modifiche all’illuminazione e miglioramenti del drenaggio stradale e l’aggiunta di fontane d’acqua potabile. Si prevede anche di piantare nuovi alberi, tra cui degli aceri resistenti alla siccità. La conclusione del progetto è prevista per il 2030.

Inizialmente si era discussa anche l’implementazione di un ascensore che portasse i pedoni fino alla cima della collina, per poi scartare l’idea poiché i costi avrebbero sforato le 120 milioni di corone. Un’altra soluzione per migliorare l’accessibilità della collina poteva essere quella di un ponte pedonale, ma anche in questo caso si è deciso di accantonare il piano.

Storia di Vítkov: dalle guerre hussite al monumento nazionale

Quella di Vítkov è una delle colline più importanti di Praga. Ne troviamo menzione storica già in documenti del 1041. Ai tempi era ancora ricoperta da una fitta foresta che negli anni venne sostituita da vigneti.

L’evento storico più importante è ovviamente quello del 14 luglio del 1420, durante le guerre hussite. Quel giorno sulla collina gli hussiti di Jan Žižka sconfissero i soldati cattolici.

Il Monumento Nazionale di Vítkov e la statua di Jan Žižka

Per quanto riguarda il Monumento Nazionale, spesso si associano le sue origini all’epoca del comunismo, ma in realtà la statua venne costruita tra il 1928 e il 1932. A progettarlo fu Jan Zázvorka al fine di onorare la memoria della legione cecoslovacca e della resistenza durante la prima guerra mondiale.

Durante la seconda guerra mondiale, il monumento venne privato di qualsiasi componente di valore e l’occupante tedesco ne adibì gli interni a magazzino. Tra il 1954 e il 1962 la sua funzione fu quella di mausoleo per Klement Gottwald.

Al momento vi sono custoditi i resti di alcuni soldati caduti durante la battaglia di Zborov della prima guerra mondiale e della battaglia del passo di Dukla della seconda. Non si conosce l’identità dei soldati, ma ogni anno si tengono delle cerimonie apposite durante le feste nazionali. Oggi all’interno del monumento è possibile trovare un museo sulla storia ceca moderna.

Vale anche la pena notare che, sebbene sia la parte che più spicca del monumento, la statua di Jan Žižka è stata aggiunta solo in un secondo momento. Della sua realizzazione se ne occupò Bohumil Kafka, ultimandola nel 1950. L’inaugurazione avvenne il 14 luglio, proprio il giorno dell’anniversario della battaglia tra hussiti e cattolici.

Fonte – expats

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Praga terza in Europa per PIL pro capite: sorpasso impressionante in due anni

Image by Nátan Rusnok from Pixabay

Pil pro capite di Praga tra i più alti d’Europa

Secondo Eurostat, solo il Lussemburgo e le regioni meridionali dell’Irlanda possono vantare un pil pro capite più alto di quello della capitale ceca.

Stando ad una relazione pubblicato il mese scorso da Eurostat, Praga si classifica nella terza posizione riguardo al pil pro capite convertito in potere d’acquisto. Si può considerare un’ascesa impressionante: due anni fa infatti la città era settima.

Bisogna però precisare che la relazione si basa su dati del 2019 e non prende in considerazione potenziali effetti della pandemia coronavirus.

Al primo posto della classifica troviamo, come anticipato, il Lussemburgo (260% della media UE) e il sud dell’Irlanda (240% della media UE). Praga ha ricevuto un punteggio del 205%, superando l’Irlanda centro-occidentale (202%) e la regione di Amburgo in Germania (195%). Prima dell’uscita dell’Inghilterra dall’UE il primo posto della classifica era sempre stato occupato da Londra.

Divario interno: Praga contro il resto della Repubblica Ceca

Parte del risultato raggiunto da Praga è dovuto alla ricchezza e alle attività delle numerosi multinazionali presenti, a cui va aggiunto il numero altissimo di pendolari che lavorano in città. Non a caso, il pil della capitale è considerevolmente più alto rispetto alle altre regioni della Repubblica Ceca, dove la percentuale si aggira a un 65% di potere d’acquisto rispetto alla media europea.

I punteggi più bassi di tutta l’Unione appartengono alla regione nord-ovest della Bulgaria e e Mayotte (Dipartimento d’oltremare della Francia), entrambe con il 32%.

Previsioni del PIL pro capite per la Repubblica Ceca

Secondo le stime del FMI, la Repubblica Ceca supererà Giappone e Nuova Zelanda entro il 2035.

Il pil pro capite misura l’attività economica generale di una regione, quindi non è necessariamente collegato al reddito e al potere d’acquisto dei singoli cittadini. Da quest’ultimo punto di vista, il Pil per persona lavoratrice a Praga è molto più vicino alla media europea di €66.800.

Secondo alcune stime del FMI nel 2021, la Repubblica Ceca si classifica 30esima nel mondo per pil pro capite e 12esima nell’Unione Europea. Il Fondo Monetario prevede anche che nei prossimi cinque anni il pil pro capite in Europa aumenterà più velocemente rispetto che in altre zone, con la Repubblica Ceca che dovrebbe sorpassare il Giappone e la Nuova Zelanda entro il 2035.

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Linea B della metro di Praga: i nomi strani delle 24 fermate tradotti

linea b Praga: le 4 migliori stazioni di metro

Fermate linea B metro Praga: traduzione completa dei 24 nomi

La linea B è la più lunga, ma soprattutto ci permette di capire che i cechi in passato davano dei nomi piuttosto strani.

    Da Černý Most a Můstek: fermate nord e centro linea B

  1. Černý Most – ponte nero. Il ponte nero non esiste più ed era quello della linea ferroviaria per Čelákovice, reso nero dal fumo delle vaporiere.
  2. Rajská Zahrada – Giardino del paradiso (Eden)
  3. Hloubětín – quartiere “degli scemi”. Fino al 1907 il quartiere si chiamava Hloupětín, da hloupý, sciocco. Poi gli abitanti fecero una petizione per cambiarlo.
  4. Kolbenova – perché si trova su via Kolbenova (più info su Progetto Repubblica ceca)
  5. Vysočanská – dal quartiere di Vysočany, letteralmente “quartieri in alto (vysoký)
  6. Českomoravská – Ceco-morava. Da notare che prima del 1993 si chiamava sempre Českomoravská e non Československá.
  7. Palmovka – il nome deriva da Palmhof, un edificio che esisteva quando c’erano ancora i tedeschi.
  8. Invalidovna – dai, oh, si capisce, comunque la fermata prende il nome dall’imponente complesso barocco dell’ospedale degli invalidi che sta li vicino.
  9. Křižíkova – Dedicata a František Křižík. Se ce ne fosse bisogno, Kříž è vuol dire croce.
  10. Florenc – pare che in questa zona vivessero dei fiorentini
  11. Náměstí Republiky – piazza della repubblica
  12. Můstek – per via del ponte che vi sorgeva un tempo (vedi qui)
  13. Národní třída – Corso nazionale
  14. Karlovo náměstí – Piazza Carlo
  15. Da Anděl a Zličín: fermate sud della linea B

  16. Anděl – Angelo
  17. Smíchovské nádraží – stazione di un posto in cui si ride. Smích (da cui Smíchov) è appunto la risata e, da quel che si dice, anche Smích era un nome proprio, quindi da quelle parti ci stava uno Smích.
  18. Radlická – perché sta sulla via che attraversa il quartiere di Radlice.
  19. Jinonice  – a orecchio un paese diverso (Jiný) anche se in passato il posto si chiamava Ninonice.
  20. Nové Butovice – Nuovo villaggio di Buta. Buta doveva essere un signorotto locale, ma non si trova granché a livello di etimologia.
  21. Hůrka – montagnola (piccola Hora). A chi interessa, Hůrka è il nome che viene dato a Brea nella versione ceca del Signore degli anelli.
  22. Lužiny – prateria
  23. Luka – prato
  24. Stodůlky – piccoli pagliai
  25. Zličín – che se fosse “zlý čin” vorrebbe dire atto di malvagità (probabilmente riferito alla presenza di Ikea e altri trionfi del capitalismo nell’area). Ma non è che vada molto meglio. In effetti Zličín è il possessivo del nome proprio femminile Zlyka (che potremmo tradurre con Malefica – per i possessivi femminili guardate il vol. sulla metro A). Il nome dovrebbe essere in disuso da diversi secoli.

Qui trovate l’elenco della linea A

Qui trovate l’elenco della linea C

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Lipnice nad Sázavou: le tre sculture nascoste nelle cave della Vysočina

Lipnice
Il copyright ci appartiene

Gita a Lipnice nad Sázavou, Vysočina

Oggi facciamo una gita a Lipnice nad Sázavou, nella bellissima regione della Vysočina – anche detta regione di Jihlava, dal nome della città capoluogo.

Gli Occhi dorati, la Bocca della verità e l’Orecchio di Bretschneidr sono tre sculture scavate all’interno di vecchie cave di granito oggi non più usate.

I tre rilievi fanno parte del Národní památník odposlechu (letteralmente “Monumento nazionale all’intercettazione telefonica”) e sono stati realizzati in memoria dello spionaggio sotto i regimi che si sono alternati nella Repubblica Ceca. Il patrono dell’intera opera è Richard Hašek, nipote dello scrittore Jaroslav Hašek, nato proprio a Lipnice.

L’”Orecchio di Bretschneider” è stata la prima scultura realizzata: fu terminata il 23 giugno del 2005 e prende il nome dal poliziotto segreto del romanzo di Jaroslav Hašek Il buon soldato Švejk. Il rilievo rappresenta un orecchio alto 3m, si trova nella ex-cava Jednička ed è stato creato da un gruppo di artisti guidati dallo scultore Radomír Dvořák. Il rilievo intende simboleggiare lo spionaggio.

Motto:
NIKOLI MAKE, NÝBRŽ REMAKE.
NIKOLI NAME, NÝBRŽ RENAME.

Che significa “Mai fare, ma rifare. Mai nominare, ma rinominare” (proverbio popolare della Vysočina, in questo caso il ceco è mischiato all’inglese).

La Bocca della Verità è stata realizzata il 7 settembre del 2006 e gli artisti si sono ispirati alla Bocca della Verità nella chiesa di Santa Maria in Cosmedin a Roma.

Gli autori del rilievo sono lo stesso scultore Radomír Dvořák ed alcuni suoi alunni e colleghi. La bocca si trova nella ex-cava Dvojka ed ha un’altezza di poco meno di 3m.

Motto:
IN VINO VERITAS VINCIT.

L’ultimo rilievo della serie è “Gli Occhi Dorati“, inaugurato il 14 settembre 2007 nella ex-cava allagata Hřeben I, situata a circa 1,5 km ad ovest di Lipnice nad Sázavou. L’autore dell’opera è ancora Radomír Dvořák.

Il triangolo in cui sono scolpiti gli occhi misura circa 2,5m di altezza ed i bulbi oculari recano le scritte dorate “Enter” ed “Exit”.

Motto:
OKULÁRNÍ VIZITACE JE RODNOU SESTROU SPEKTAKULÁRNÍ AKCE.

La perquisizione1 oculare è levatrice di un evento spettacolare (proverbio popolare della Vysočina liberamente riadattato)

Potete iniziare l’escursione del Pamatník seguendo il percorso marcato che parte dalla locanda U české koruny di Lipnice nad Sázavou. Dopo circa 1 km la segnaletica si divide indicando le vie verso i tre rilievi – ognuno si trova in una cava diversa. L’intera camminata copre circa 4km e dura più o meno 2 ore (ovviamente molto di più se decidete di ammirare la foresta, fermarvi per fare foto o un pic-nic).

Per gli amanti della bicicletta: prendete un treno fino a Světlá nad Sázavou (ci sono treni da Praga e da Brno ogni ora) e poi pedalate fino alle cave.

Nota

In ceco Vizitace non è una visita, ma proprio il controllo dei metodi di predica, fedeltà alla linea e gestione economica da parte di una parrocchia. Tranquilli, il termine non è legato all’STB cecoslovacca del XX secolo ma a quella vaticana dei secoli precedenti. Altresì detta Santa inquisizione.

I nostri articoli sul Escursioni nella Repubblica Ceca


Fermate della linea A metro Praga: traduzione e significato dei nomi cechi

Il significato nascosto dei colori delle stazioni della metro di Praga

Nomi delle stazioni metro di Praga: linea A

Praga ha la sua bella sessantina di stazioni metro, quindi abbiamo pensato di tradurvene i nomi. Cominciamo dalla linea A.

La linea A è la più vecchia, ma anche la più breve. Dato che attraversa il centro storico, buona parte delle fermate porta i nomi dei quartieri più noti di Praga. Non di meno, pensiamo che una buona parte delle altre fermate abbia nomi curiosi.

    Significato dei nomi delle fermate: da Motol a Hostivář

    Da Nemocnice Motol a Staroměstská: il tratto nord-ovest

  1. Nemocnice Motol – Ospedale di Motol
  2. Petřiny – Da non confondere con la collina di Petřín, anche se il nome del quartiere di Petříny probabilmente è una variazione di quello della collina. Notare che Petřín vuol dire “di Petra” (aggettivo possessivo femminile)1.
  3. Nádraží Veleslavín – Stazione Veleslavín. Il quartiere deve probabilmente il suo nome a quello di un qualche signore che dominava quella zona. Terminando in -ín, anche Veleslavín è un aggettivo possessivo, questa volta del nome Veleslava, che a spanne corrisponde all’italiano “Gloria”.
  4. Bořislavka – stazione che sta all’incrocio tra l’Evropská Třída e l’antistante (ma non troppo) piazza Bořislavka. Non è chiaro perché la piazza si chiami così.
  5. Dejvická – Stazione del quartiere di Dejvice. Per altro “Dej víc” significa “Dai di più”. In origine il quartiere si chiamava Degnice (Dehnice) e il nome potrebbe essere dovuto al fatto che vi si produceva del dehet (bitume) o perché c’era una dehna, uno spirito maligno.
  6. Hradčanská – da Hrad, castello.
  7. Malostranská – Malá (piccolo) Strana (lato)
  8. Staroměstská – Staré (vecchia) město (città)
  9. Centro storico: Můstek, Muzeum e Náměstí Míru

  10. Můstek – ponticello, per questa fermata c’è un articolo dedicato
  11. Muzeum – Museo (nazionale)
  12. Náměstí Míru – Piazza della pace
  13. Jiřího z Poděbrad – (Piazza di) Giorgio di Boemia, cfr. articolo sull’arte in metro per la linea verde
  14. Flora – Sta sotto all’atrium Flora e Flora si capisce.
  15. Želivského – sita all’incrocio tra Vinohradská e Želivského, via intitolata a Jan Želivský, cfr. articolo sull’arte in metro per la linea verde
  16. Strašnická – Da Strach, paura. In origine, Strašnice significava “il villaggio degli Strašen” – nome proprio dato nel medioevo per spaventare gli spiriti maligni.
  17. Skalka – Da Skála. Piccola roccia.
  18. Depo Hostivář – Deposito delle metro, veh!

Grammatica ceca: come funzionano i possessivi nei nomi delle fermate

I possessivi dei nomi propri in ceco si fanno aggiungendo la desinenza -ov per i maschili (come in Čechův, Čechovo o nei cognomi femminili). Ai femminili si aggiunge -in (Petřín al maschile, Petřina al femminile, Petřino al neutro).

Qui trovate l’elenco della linea B

Qui trovate l’elenco della linea C

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Qui trovate invece il volume che dà una panoramica della lingua ceca

Ceco in pillole vol. #0: la lingua ceca, basi e domande


Bohnice (Praga 8): il quartiere che gli amici cechi evitano di nominare

Quartieri di Praga: Bohnice e la schizofrenia del piano regolatore praghese (Praga 8)

Nel nostro viaggio attraverso i quartieri di Praga, non possiamo evitare Bohnice.

Bohnice infatti (il cui nome deriva da Bohemus), punta estrema di Praga 8 è circondato da una sinistra fama. Spesso ho sentito i miei amici cechi dire “finiremo a Bohnice” in congiunture non particolarmente serene della loro esistenza. Vale a dire spesso prima di un esame universitario.

Una volta (ero giovane) chiesi cosa ci fosse di così brutto a Bohnice, dato che il cimitero è a Olšany. E mi fu risposto che a Bohnice c’è il manicomio (foto di copertina). Non solo, è uno degli ospedali psichiatrici più vecchi del mondo, costruito nel 1909 sotto il chiaro influsso dell’Austria freudiana, ed al tempo era anche il più grande al mondo assieme a quello di Vienna.Bez názvu

L’ospedale psichiatrico di Bohnice

L’ospedale psichiatrico di Bohnice: uno dei più antichi del mondo (1909)

Solo questo a Bohnice? No. Nel quartiere, che si trova subito a nord di Troja, vi sono anche due agglomerati di palazzoni socialisti (che hanno sempre il loro fascino), un sito archeologico e un parco naturale. Il sito archeologico si chiama Zámky, vale a dire castelli. Questo perché qui sono stati trovati i resti di alcuni villaggi neolitici che costituiscono al momento, gli insediamenti umani più antichi nell’attuale area di Praga.

Il parco naturale di Bohnické údolí (valle di Bohnice) invece ci permette di affrontare un curioso aspetto dell’espansione urbana di Praga. Senza bisogno di leggere i romanzi di Ivan Klíma infatti avrete tutti notato come la capitale ceca alterna senza un senso apparente, vaste aree verdi ad altre di fitta urbanizzazione, come se lo sviluppo della città non fosse determinato da un piano regolatore.

Bene, il fatto è che il piano regolatore non c’è mai stato.

O meglio, è stato piuttosto strano. Ed ora vi spieghiamo come sono andate le cose. Già nel 1800 Praga era la terza città dell’impero asburgico, dopo Vienna e Budapest. Dunque al tempo furono discussi diversi piani per elevare la città al rango di metropoli. Questi piani prevedevano l’inglobamento di paesi vicini come Žižkov e Vinohrady.

I piani furono discussi per ottant’anni e alla fine non se ne fece niente fino al periodo di Masaryk, con la Cecoslovacchia indipendente. Il primo gennaio del 1922 fu istituita la grande Praga, coi suoi distretti comunali molto simile a quelli attuali.  Fatto sta che, siccome i piani si erano protratti per molto tempo, erano aumentati anche i borghi che avevano fatto richiesta di conurbazione. Praga si ritrovò  ad occupare un area enorme (al centro storico furono aggiunti i distretti da Praga 6 a Praga 10) con molti paeselli scissi tra loro.

Ci si mise poi anche il regime comunista, con la costruzione dei vari Sídliště, pensati per essere “un’oasi di cemento in un mare verde” (definizione nostra).

Bene, ora sapete che Praga è così varia nei suoi paesaggi perché é proprio costruita a biga i coppo.

Come raggiungere Bohnice: metro, autobus e festival locali

Detto questo e tornando a Bohnice, per concludere si può aggiungere che vi si arriva facilmente con la metro rossa (fermata Kobilisy) e proseguendo in autobus. Le occasioni migliori per visitarla, a parte il trekking o lo sci di fondo nel parco di Bohnické údolí, sono il festival teatrale Mezi Ploty e quello musicale Babí léto.

Cimitero di Bohnice: rovina, restauro, 4.000 sepolti

Il cimitero dell’ospedale psichiatrico di Bohnice: rovina, restauro e 4.000 sepolti.

Nel 2021, il comune di Praga ha acquistato il cimitero dell’ospedale psichiatrico. Questo perché l’area si trova in condizioni di degrado, ma, una volta sistemata, riprenderanno le visite guidate.

La gestione verrà affidata all’amministrazione di Praga 8. Precedente proprietario era il ministero della Salute, che lo aveva lasciato in affidamento all’ospedale. Il cimitero fu completato e consacrato il 12 settembre 1909, il primo paziente ad esservi sepolto fu l’undicenne František Janovský. Ogni anno venivano sepolti circa 80 pazienti.
In totale, sono sepolte più di 4.000 persone. Dagli anni ’70 il cimitero cadde gradualmente in rovina. Nel 1984, fu girata una scena del film Amadeus del regista Miloš Forman.

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Il fossato dei cervi di Praga: storia e accesso al Jelení příkop

FOssato dei Cervi
Foto del Granduca, chiedete a lui per il copyright

Cos’è il Jelení příkop: storia e topografia del fossato dei cervi

Lo Jelení příkop è diviso in due parti, superiore e inferiore, la prima delle quali è nuovamente accessibile al pubblico dal 6 aprile 2021. Il fossato copre un’area di oltre 8 ettari ed è attraversato dal torrente Brusnice.

Nel XVI secolo Ferdinando I d’Asburgo, dopo aver fatto edificare il Letohrádek, fece costruire sul fossato il Prašný most (Ponte delle polveri) per collegare Castello e residenza estiva. Lo Jelení příkop originariamente serviva solo come barriera difensiva, durante il regno dell’imperatore Rodolfo II fu poi trasformato in riserva di caccia, da cui il nome attuale. Il fossato divenne inagibile dopo il 1950 e fino alla fine del regime socialista. Poi fu bonificato e saltuariamente usato per ospitare concerti.

Fossato superiore

Percorsi e attrazioni per accedere al fossato superiore

Si può scendere in questa parte del fossato da via Na Baště, lungo la scala dei Ciclopi, da via U Brusnice o anche direttamente dal Ponte delle Polveri. In fondo al příkop c’è un prato e vicino ad esso la residenza dei guardiani degli orsi del castello, con annesso ovviamente recinto degli orsi. La casa e il recinto furono fatti costruire dal presidente Tomáš Masaryk negli anni ’20 per gli orsi che ricevette in dono dai legionari russi.

Sopra il fossato di fronte al Palazzo Šternberk si trova il belvedere Masaryk, dell’architetto sloveno Jože Plečnik (quello che ha fatto anche la chiesa in piazza Jiřího z Poděbrad).

Fossato dei cervi
Foto del Granduca, chiedete a lui per il copyright

Fossato inferiore

Il fossato inferiore e il torrente Brusnice

La parte bassa è la parte che potete vedere dal tram andando da Malostránská a Chotkovy Sady e viceversa. In questa parte il torrente Brusnice è interrato e scorre sotto le rotaie fino alla Vltava. Lungo lo Jelení příkop in questa parte sono presenti passerelle in legno che percorrono il pendio. Questa parte è chiusa per motivi di sicurezza.

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Praga verde: la 13ª città più verde al mondo secondo l’Urban Green Space Index

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L’Urban Green Space Index: perché Praga è la 13ª città più verde

E sotto questo aspetto la Repubblica Ceca se la cava piuttosto bene: secondo nuovi studi, Praga è la 13ma città più verde al mondo.

Lo dice l’Urban Green Space Index, un progetto nato con la cooperazione tra Husqvarna (uno dei maggiori rivenditori di equipaggiamento per lavori forestali e di giardinaggio) e l’ESA (European Space Agency).

La fotografia satelittare ha permesso di calcolare la percentuale di spazi verdi presenti nelle varie metropoli.

I dati di Praga nell’Urban Green Space Index: 74/100 e 180 mq per abitante

Al momento la classifica include 155 città di 60 nazioni diverse. Gradualmente ne verranno inserite di nuove (ad esempio Bratislava non è ancora stata presa in esame). Il voto finale viene assegnato in una scala da 0 a 100 e Praga ha ottenuto 74.

Secondo l’indice, più della metà del suolo praghese consiste in spazi verdi. Per ogni residente ci sono circa 180 metri quadri di spazi verdi.

Per la precisione, il 28% del suolo praghese comprende degli alberi, mentre prati ed erbetta ricoprono circa il 27% della città. Anche lo stato di salute della vegetazione è buono. Per calcolarlo, si è misurato il livello di assorbimento della luce e Praga ha ricevuto un voto di 0,74 in una scala da 0 a 1.

Come Praga è diventata più verde: dalla Praga degli anni ’80 ai parchi moderni

Eppure Praga non è stata sempre così. Quando negli anni ’80 le persone si spostavano dalle campagne alla capitale trovavano ad accoglierli edifici prefabbricati circondati da cemento. Col tempo però gli spazi grigi sono andati diminuendo, e oggi è possibile raggiungere dei parchi giochi, prati e giardini nei pressi di ogni abitazione.

Il progetto di riforestazione: 1 milione di alberi a Praga entro 8 anni

La crescita degli spazi verdi a Praga è uno dei punti più importanti portati vanti dalla leadership attuale della città, diretta da Zdeněk Hřib (del Partito Pirata Ceco). Ad esempio due anni fa è stato iniziato un progetto che prevede la piantagione di un milione di alberi entro otto anni, e al momento si è arrivati a quota 300.000.
Inoltre ci sono delle nuove “foreste in costruzione” nelle aree di Satalice, Běchovice e Na Musile.

Secondo il portavoce comunale Vit Hofman, negli ultimi vent’anni le aree verdi della città sono aumentate di più di 300 ettari e altri 35 sono in via di sviluppo. Sono dei risultati unici per una capitale europea.

Classifica mondiale e confronto europeo: Charlotte prima, Roma 98ª

Al primo posto nell’indice troviamo Charlotte, in North Carolina. All’ultimo invece troviamo Lima (Perù), che non ha ottenuto nemmeno un punto. L’unica città italiana in classifica è Roma, che si colloca al 98esimo posto.

Podio europeo: Vilnius, Oslo e le altre capitali più verdi

La città più verde in Europa è invece Vilnius, capitale della Lituania.

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