Autor: BíláVrána – Vlastní dílo, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=93885978
Catacombe di Klatovy: 38 mummie in chiesa gesuita
Le catacombe di Klatovy ospitano 38 mummie e si trovano all’interno di una chiesa fondata dai Gesuiti nel XVII secolo.
Non siamo in un museo egizio, ma nella regione di Plzeň, a pochi passi dal confine tedesco. Klatovy è stata fondata nel XIII secolo dal re Přemysl Otakar II; all’inizio la città era divenuta popolare poiché in una posizione strategica per gli scambi commerciali tra la Bavaria e Praga, ma col tempo diventò anche un importante centro culturale e religioso.
Nel XVII secolo infatti alcuni membri dell’Ordine dei Gesuiti si stabilirono a Klatovy, lasciando un’eredità storica alquanto particolare: 38 cadaveri perfettamente mummificati.
I corpi imbalsamati si trovano nei sotterranei della chiesa che si trova nella piazza centrale. L’edificio è imponente e ha un nome ufficiale alquanto lungo: Jezuitský kostel Neposkvrněného početí Panny Marie a svatého Ignáce (ovvero Chiesa gesuita dell’immacolata concezione della Vergine Maria e di Santo Ignazio).
La ventilazione barocca dei Gesuiti
Come i Gesuiti preservavano i cadaveri: il sistema di ventilazione barocca di Klatovy
Per la preservazione dei cadaveri si è adottato un ingegnoso sistema di ventilazione basato interamente sulla circolazione naturale dell’aria. Con questo metodo i Gesuiti riuscirono a preservare circa 200 mummie; molte di esse però vennero danneggiate durante i lavori di ricostruzione della città nel Novecento e fu necessario quindi seppellirle.
Le 38 salme rimaste rappresentano una parte importante della storia di Klatovy e del ruolo chiave dei Gesuiti nel suo sviluppo. La scuola fondata dall’ordine religioso divenne uno dei centri culturali più importanti in terra ceca, permettendo alla città di espandersi anche economicamente.
Gli architetti barocchi di Klatovy: Orsi, Lurago e Dientzenhofer per i Gesuiti
I Gesuiti potevano permettersi di assumere gli architetti e artisti più celebri dell’epoca, quali Giovanni Domenik Orsi, Carlo Lurago e Kilian Ignaz Dientzenhofer. I professionisti chiamati dai Gesuiti venivano anche incaricati di fare dei lavori per i villaggi più piccoli della zona; motivo per il quale oggi possiamo trovare molti edifici barocchi in centri più piccoli come Přeštice, Nicov e Týnec.
Cosa vedere a Klatovy: catacombe, farmacia barocca e torre nera
Negli ultimi anni la città sull’esposizione delle cripte a fini turistici, servendosi anche di alcuni aiuti dell’Unione Europea.
Inoltre Klatovy presenta anche altre attrazioni che vale la pena visitare, come ad esempio la farmacia barocca o la Černá věž(La torre nera), alta 81 metri e dalla quale si può ammirare tutta la città.
MittelCinemaFest 2020: cinema italiano online gratis dal 26 novembre
Si alza il sipario sul MittelCinemaFest 2020, il Festival centro-europeo del cinema italiano, in programma dal 26 novembre al 3 dicembre. Data la situazione che tutti ben conosciamo, i film saranno disponibili in versione online gratuita per gli spettatori della Repubblica Ceca sulle piattaforme MYmovies.it e LIVE moje kino.
La rassegna di quest’anno propone una selezione di opere di grandi registi e di autori emergenti che costituisce un campione rappresentativo della produzione cinematografica italiana più recente.
Le pellicole saranno proiettate in lingua originale con sottotitoli in ceco e in inglese. Il festival si aprirà il 26 novembre alle ore 19.00 con il film di Daniele Luchetti Lacci.
Programma completo: 11 film italiani in streaming dal 26 novembre al 3 dicembre
Apertura con ‘Lacci’ di Daniele Luchetti: il film inaugurale
26 novembre alle 19.00 Lacci di Daniele Luchetti
27 novembre alle 18.00 Cosa sarà di Francesco Bruni
27 novembre alle 20.00 Volevo nascondermi di Giorgio Diritti
28 novembre alle 18.00 I predatori di Pietro Castellitto
28 novembre alle 20.00 Favolacce di Damiano e Fabio D’Innocenzo
29 novembre alle 17.00 Life as a B Movie: Piero Vivarelli di Fabrizio Laurenti
29 novembre alle 20.00 Figli di Giuseppe Bonito
30 novembre alle 19.00 Maledetto Modigliani di Valeria Parisi
1 dicembre alle 19.00 Le sorelle Macaluso di Emma Dante
2 dicembre alle 19.00 La dea fortuna di Ferzan Ozpetek
3 dicembre alle 19.00 Padrenostro di Claudio Noce
L’elenco dei film e relative informazioni è disponibile a questo link
Come sottolineato dall’Ambasciatore Francesco Saverio Nisio, “gran parte delle pellicole selezionate sono state presentate nell’ambito di prestigiosi festival quali la Berlinale o la mostra del Cinema di Venezia e hanno ottenuto importanti riconoscimenti nazionali e internazionali. Agli enti e alle singole persone che, con il loro supporto, la loro attività e il loro impegno rendono possibile l’evento, va il nostro più sentito ringraziamento”.
Il festival è disponibile online per garantire una copertura su tutto il territorio ceco.
Particolarmente soddisfatta la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga (IIC), Alberta Lai, che nonostante le difficoltà del periodo è riuscita a garantire la realizzazione del festival. “Questa sarà una edizione speciale del MittelCinemaFest, non solo per il numero e il prestigio dei film selezionati, ma anche per la modalità di fruizione interamente digitale. Questo perché, se da un lato quest’anno si dovrà rinunciare alla dimensione empatica delle proiezioni nelle sale cinematografiche e ai momenti di approfondimento offerti dall’incontro con i cineasti, la visione online e il carattere gratuito degli spettacoli permetteranno di allargare la platea degli spettatori e di promuovere il cinema italiano in tutto il territorio della Repubblica Ceca”, ha dichiarato la direttrice.
Grazie al sostegno dell’Istituto Luce Cinecittà, l’edizione del MittelCinemaFest 2020 vanta la collaborazione con la brillante fumettista Silvia Ziche che ha disegnato l’immagine il logo della rassegna (ed ha contribuito in maniera fondamentale al cinema italiano con “Il papero del mistero“.
Organizzano Ambasciata d’Italia a Praga, IIC, CAMIC, ENIT – Ente Nazionale Italiano per il Turismo, Istituto Luce Cinecittà e cinema Lucerna di Praga.
Evento organizzato in collaborazione con comune di Praga, Aerofilms, Segafredo Zanetti, fondazione Eleutheria e hotel Alchymist.
Media partner: La Pagina, Progetto Repubblica Ceca, DESIGN home and garden, Cafè Boheme, Italia Praga One Way, Radio 1, Patrimonio Italiano TV, IBC – Italian Business Center, ČSFD – Česko-Slovenská filmová databáze, Echo 24 ed expats.cz.
Quello di oggi, più che pillole, lo dovremmo chiamare “suppostone da chilo”. Ci imbarchiamo nel tentativo di spiegare gli aspetti verbali.
Non so bene perché stia qui a scrivere questo articolo. Sarà il Martini che mi ha messo la pulce all’orecchio? Può essere, ma rimane il fatto che quello che in verità oggi vi dico, probabilmente, risulterà completamente inutile ai più. Questo perché purtroppo l’italiano gli aspetti verbali non li ha. E non li aveva nemmeno il latino, quindi siamo senza appigli. Non solo, tolte le lingue slave, nessuna lingua “euro” del gruppo indoeuropeo li ha. Come mai? Per rispondere non possiamo far altro che dare il via al solito pippone. Se non vi interessa, saltatelo a piè pari!
Sistema dei verbi ceco: aspetti perfettivo e imperfettivo
Il ceco ha sviluppato verbi perfettivi e imperfettivi per semplificare i tempi.
Nel pippone #1 avevo notato che le lingue latine, per eliminare le declinazioni, hanno sviluppato gli articoli (il, la, ma anche the in inglese). Bene, le lingue slave per semplificare i tempihanno sviluppato appunto gli aspetti verbali1.
A ciascuno il suo trucchetto. Bello, no?
Certo! Anche perché questa è la cosa affascinante dell’evoluzione linguistica nelle lingue indoeuropee: ogni trucchetto inventato da ciascuna lingua per diventare più semplice è assolutamente intuitivo per chi la parla. Ed è assolutamente intuitivo anche per chi parla una lingua che ha sviluppato la stessa roba, anche se di sottofamiglia diversa. Quindi noi non abbiamo problemi a capire quando usare “the” in inglese. Per tutti gli altri, però, è una cosa assolutamente incomprensibile. E, in definitiva, non capiranno mai del tutto la regola.
Ecco perché il sommo Vujadin diceva “rigore è quando arbitro fischia”; ecco perché molti cechi (e non solo loro) quando parlano in inglese dicono “the Prague”; ecco perché un ceco, per quanto bene parli l’italiano, prima o poi sbaglierà un articolo; ed ecco perché, di contro, noi non capiremo mai alla perfezione come usare gli aspetti verbali. Nemmeno quando avremo preso la cittadinanza.
Già che ci siamo, gli aspetti in ceco si chiamano “vidy“.
Italiano vs ceco: assenza del sistema aspettuale slavo
Gli aspetti, un po’ come i nostri articoli, sono pochi. Solo due:
aspetto imperfettivo – nedokonavý vid, che poi è quello che ti insegnano per primo all’università ed è probabilmente l’unico insegnato ai corsi aziendali.
aspetto perfettivo – dokonavý vid
Sia chiaro, anche in italiano la perfettività o imperfettività di un’azione viene espressa. Ma in un altro modo, ovvero scegliendo tra la miriade di tempi di cui l’italiano dispone e tramite il contesto fornito da tutta la frase. Quindi l’italiano ha l’aspetto nei tempi, non nei verbi. Magari il fatto che due tempi dell’italiano si chiamano imperfetto vi dovrebbe mettere già un po’ in guardia. Il fatto che il passato remoto in latino si chiamava perfetto potrebbe portarvi allo step successivo.
Definizione dei due aspetti verbali cechi
Gli aspetti verbali cechi (nedokonavý vs dokonavý) spiegati e come riconoscerli.
Il ceco risolve il fatto di avere solo quattro tempi raddoppiando i verbi. Se l’italiano ha tempi imperfetti e perfetti, il ceco ha verbi imperfettivi e perfettivi, e di solito a un imperfettivo corrisponde sempre un perfettivo, tanto che questi verbi formano le cosiddette coppie aspettuali. E può sembrare assurdo, ma imparare le coppie è facilissimo anche per noi. Dělat/udělat, říkat/říct, prohlížet/prohlédnout, nakládat/naložit. Basta un minimo di applicazione e le coppie aspettuali si imparano come i paradigmi dei verbi inglesi.
Il problema serio è capire quando usare un tipo di verbo e quando l’altro.
Certo, ci sono in italiano alcune forme verbali che in ceco possono essere espresse PRINCIPALMENTE con un verbo imperfettivo. Ma l’imperfetto non è la migliore tra questi da usare come esempio. In realtà le forme più “imperfettive” sono quelle del tipo “sto facendo” (ma non è una corrispondenza totale, come vedremo fra un po’).
E adesso spieghiamo il senso ultimo degli aspetti verbali. I vidy slavi infatti si sono sviluppati per presentare la stessa azione in due modi diversi (la stessa azione assume un aspetto diverso a seconda di come la presenti):
L’aspetto imperfettivo presenta l’azione nel suo svolgersi,
L’aspetto perfettivo presenta l’azione nella sua interezza, dall’inizio alla fine.
Chevvordì? In effetti è un po’ astratto, ma se siete arrivati indenni fino a qua, ora inizia la parte divertente.
Verbi imperfettivi cechi (nedokonavý): quando usarli e come riconoscerli
Si è detto che il verbo imperfettivo espone una azione nel suo svolgersi. Spieghiamo questa cosa con un esempio concreto.
Supponiamo che sia un martedì di Champions league e io debba andare dal Martini a vedere un gustosissimo Barcellona-Ferencváros. Alle 21:10 non sono arrivato e il Martini mi scrive per chiedere conto.
Viene in essere il seguente botta e risposta.
ispirato a una storia vera?
Ecco, questa risposta è squisitamente imperfettiva. Con una risposta simile pongo l’accento sul fatto che sono ancorato sul water, non sul fatto che a un certo punto si giungerà all’evacuazione ed io andrò dal Martini a vedere il Barcellona-Ferencváros.
Semplicemente pongo l’attenzione sull’azione in corso in un dato momento, non importa né come né quando finirà. Perché, in definitiva, un’azione imperfettiva è un’azione incompleta.
Verbi perfettivi cechi (dokonavý): azioni concluse e quando usarli
L’aspetto perfettivo, di contro, ha la funzione esattamente opposta, ovvero presentare l’azione nella sua completezza.
Prendiamo in considerazione quello stesso martedì di Champions league in cui devo andare dal Martini a vedere Barcellona-Ferencváros2. Alle 21:10 non sono arrivato e il Martini mi scrive per chiedere conto.
Viene in essere il seguente botta e risposta.
nuovamente ispirato a una storia vera?
In questo caso, quello che voglio comunicare al Martini sono due cose, ovvero il fatto che sicuramente arrivo e il fatto che gli šunkofleky che ho nel piatto li mangio tutti, fino alla fine.
Qui le azioni, tanto del mangiare gli šunkofleky che di percorrere i 150 metri che separano le nostre abitazioni saranno svolte dall’inizio alla fine. Saranno perfettamente completate.
Questo è quanto. Immaginando che comunque il tutto rimanga assai astratto passo a spiegare esempi concreti e semplificazioni.
Eccezioni nei verbi perfettivi e imperfettivi
Errori comuni: quando i verbi cechi perfettivi e imperfettivi non seguono la regola.
In effetti se usate un perfettivo anziché un imperfettivo non è che la gente non vi capisca. Di fatto in buona parte delle situazioni usare l’uno o l’altro non cambia quasi nulla. Quasi, eh! L’utilizzo dell’uno o dell’altro genera infatti differenza a livello di sfumatura. Prendiamo due casi in cui la stessa frase in italiano può essere tradotta sia con un imperfettivo che con un perfettivo.
Esempio 1: siete al bar, il cameriere arriva e voi gli dite “sto aspettando un amico“. In ceco questa frase può essere tradotta sia con “čekám na kamaráda” che con “počkám na kamaráda”. La scelta del verbo però comunica al cameriere anche delle informazioni secondarie. Se usate l’imperfettivo čekat dite anche che “se ‘sto pirla non arriva entro dieci minuti ordino qualcosa” e dunque, prima o poi, il cameriere verrà a chiedere se non siete stufi di aspettare. Se invece usate počkat il cameriere dovrebbe lasciarvi in pace finché quell’altro non arriva, ovvero finché non avete finito di aspettare (l’azione di aspettare è completa). Come anticipato sopra, notate che “sto aspettando un amico” e “aspetto un amico”, in italiano non danno questa differenza di percezione. Un cameriere italiano verrà a chiedervi se volete prendere qualcosa con entrambi i verbi quando gli gira a lui, uno ceco, se usate počkat, aspetterà tendenzialmente un po’ di più.
Esempio 2: Se dite “domani compriamo la televisione“, in italiano date l’idea di una cosa certa. In ceco non è detto. Se infatti in ceco fate la frase imperfettiva “zítra si budeme kupovat televizi”, dite che domani sicuramente andate da Mediaworld, ma non è detto che compriate qualcosa. Magari ne guardate due o tre e vi tenete ancora qualche giorno per la scelta finale. Viceversa, con il verbo perfettivo “zítra si koupime televizi” è certo che domani in quel negozio della Mediaworld entrate col rotolo di dvojstovky in tasca e uscite con la cassa a cristalli liquidi sotto il braccio. Quindi occhio a quel che dite alle consorti!
Coppie aspettuali in ceco: quali verbi non le hanno
Alcuni verbi hanno soltanto la forma imperfettiva. In linea di massima sono:
i verbi che si imparano nei primi due anni di vita, ovvero být e mít e i modali, che in ceco sono 4 e non 33: moct, muset, smět e chtít.
verbi che sono imperfettivi per natura come stát (stare) e stát se (diventare) o vypadat (sembrare) e zdát se (avere l’impressione).
vi è anche vzít, che è il verbo perfettivo sia di brát (prendere) che di nést (portare). A tutti quei che pensano che il perfettivo di nést sia nosit, voglio far notare tutta l’imperfettività della frase “nosím brýle”.
Venendo a verbi che molto probabilmente conoscete, ma non sapete che fanno coppia aspettuale, l’imperfettivo di jít è chodit, quello di jet è jezdit. Cioè, in realtà sono due frequentativi ma non credo sia il caso di incasinare la cosa a caso più di quanto già non sia.
Perché i perfettivi cechi non accettano il tempo futuro (e cosa significa)
Non nel senso che sono destinati a sparire (magari). E forse lo avete già notato nell’esempio della televisione.
Nell’episodio precedente abbiamo detto che il futuro si fa con budu+infinito. Ecco, con i verbi perfettivi questa formula non vale, si usa direttamente il presente. Un po’ come in italiano quando diciamo “domani lo faccio”. In ceco si dice solo “zítra udělám”, mentre “zítra budu udělat” è sbagliato, non esiste proprio e vi saranno tagliate la lingua o le mani a seconda del mezzo di comunicazione. Tranquilli, questo errore continuo a farlo anche io.
Sfumature degli aspetti verbali cechi: oltre le regole base
Una buona parte dei perfettivi si creano aggiungendo una preposizione al verbo imperfettivo: dělat/udělat – pít/napít – jíst/najíst – spát/vyspat – srát/vysrat (quest’ultimo per chi volesse saperne di più sulla mia risposta imperfettiva al Martini).
Da questa cosa il ceco ha preso l’abitudine di attaccare svariate preposizioni davanti a un verbo per crearne altri con sfumature leggermente diverse, come ci insegnò il ministro Prymula durante la prima ondata di Coronavirus quando dal cilindro estrasse il suo famoso promořit (letteralmente “contagiare la nazione fuori per fuori”).
Prendiamo, completamente a caso, il verbo pít4, da cui derivano i seguenti verbi che sfumano ulteriormente l’aspetto:
vypít (bere fino al fondo del bicchiere in un solo sorso)
zapít (andare a berne una)
dopít (finire di bere)
popít (sorseggiare)
propít (forma lieve di “spaccarsi ammerda”, che se di solito si dice prochlastat)
E ci sono tanti verbi che hanno una miriade di derivati che in italiano dovremmo esprimere con frasi decisamente lunghe, come si è appena visto. Capito la storia della semplificazione della lingua?5
Note sugli aspetti verbali e il sistema linguistico ceco
1Per chi ha notato la didascalia sotto all’immagine di copertina. Anche il polacco ha gli aspetti verbali.
2 Visto che all’uscita dell’articolo eravamo in lockdown profondo, a questo punto mi preme specificare che Barcellona-Ferencváros l’ho vista, ma non dal Martini, senza ingombri di water né di šunkofleky.
3In tedesco i modali sono 6, quindi poteva andarci peggio, secondo il principio “siete degli eroi, non dei martiri”, con cui l’altissimo ci apostrofava quando ci lamentavamo della grammatica slava (e poi tirava fuori le lingue bantu e le lingue click).
4Evitando così al Canepa la fatica di bersi 7 rum in 20 minuti. Eccerto, perché i derivati sono 5, ma al Martini dovevo spiegare anche pít e napít.
5Giuro su Lev Bronštejn che questo ultimo sottocapitolo è stato scritto prima del commento del Ripamonti all’articolo sul sistema verbale della settimana scorsa e quindi non ha intenzione di risposta al medesimo.
Qua potete trovare tutti i numeri della nostra rubrica ceco in pillole
Mihael Grmek, CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons
Come Infiki misura la creatività urbana: metodologia e fattori della classifica
Praga è entrata nella top 25 delle città più creative del mondo. La classifica è stata stilata da Infiki, azienda che si occupa di stampa e che in particolare della produzione di copie fisiche di foto di Instagram. Uno dei parametri usati per stabilire la creatività è stato proprio Instagram, calcolando il numero di hashtag legati alle opere di street art dei vari centri abitati
Altri elementi presi in considerazione durante l’indagine sono stati il numero di musei, gallerie d’arte, teatri, discoteche, club di cabaret e ovviamente la presenza di monumenti e altre opere architettoniche. Infiki ha assegnato un punteggio finale a ogni città mettendo in relazione tutti questi fattori con la loro grandezza in km2.
Nella classifica Praga si trova al 23esimo posto su 75, al primo troviamo Parigi. La capitale ceca si è distinta particolarmente per la presenza di gallerie d’arte, teatri e locali incentrati sulla musica. Hanno contribuito alla buona posizione in classifica anche l’alto numero di monumenti ed edifici rilevanti dal punto di vista architettonico.
Il fattore popolazione/territorio di Praga
Perché Praga meriterebbe una posizione più alta: il fattore popolazione/territorio
Va anche tenuto conto del fatto che il numero di abitanti delle città non è stato preso in considerazione. Praga è cinque volte più grande di Parigi, ma ha anche il 40% in meno di residenti. Possiamo quindi affermare con sicurezza che se ci si fosse basati sulla popolazione invece che sulla superficie di un territorio, Praga avrebbe conquistato una posizione decisamente più alta in classifica.
Per quanto riguarda l’Italia, questa volta abbiamo una scusa per tirarcela. Il nostro paese compare infatti due volte nella lista: prima con Milano al 7mo posto e poi con Firenze al 23esimo.
Classifica città creative: Praga, Milano, Firenze
La classifica completa delle 25 città più creative con le posizioni di Praga, Milano e Firenze.
Praha-Eden: prima stazione della linea ammodernata
Sarà la prima di due stazioni sulla linea, recentemente ammodernata, tra i tunnel di Vinohrady e Hostivař. In futuro aprirà anche un’altra stazione, Praha-Zahradní Město.
La nuova stazione ferroviaria Praha-Eden entrerà in funzione leggermente prima del previsto, il 13 dicembre. La linea ha lo scopo di alleggerire la congestione di altre sezioni.
L’amministrazione ferroviaria (SŽ) considera il progetto come l’opera di rinnovamento più significativo del decennio, dato che trasformerà una linea a doppio binario nella prima ferrovia a quattro binari della Repubblica Ceca.
Aiuterà anche a liberare ampie aree per l’ulteriore sviluppo del cosiddetto “centro esteso” di Praga. I lavori per l’ammodernamento dei binari sono iniziati nel giugno 2018. Il percorso originale a due binari è stato raddrizzato e accorciato di 232 metri consentendo di aumentare la velocità a 120 km orari.
“Tra la stazione principale Hlavní nádraží e Hostivař, sta nascendo una vera e propria autostrada ferroviaria con una straordinaria capacità di trasporto suburbano, a lunga percorrenza e merci”, ha dichiarato in un comunicato stampa il direttore generale di SŽ Jiří Svoboda.
Le nuove tratte aiuteranno anche a riconnettere l’area di Vršovice. “I passeggeri e i residenti di Praga dovrebbero beneficiare di questi nuovi collegamenti … Vršovice diventerà un’area molto più facile da raggiungere”, ha aggiunto il direttore.
Praha-Eden e Zahradní Město: nuovi snodi del trasporto integrato di Praga
La stazione di Zahradní Město, una volta terminata, collegherà il trasporto ferroviario con le linee di tram e autobus (fermata omonima) e diventerà un nuovo snodo dei trasporti. La fermata Praha-Eden, vicino allo stadio dello Slavia, offrirà dunque ai passeggeri un nuovo punto di passaggio alle principali linee di autobus da Jižní Město a Vinohrady (fermata Slavia). Sarà anche comodo per gli sport fuori città e per gli appassionati di musica dal vivo che si tengono (tenevano? terranno?) al complesso sportivo dello Slavia.
Il progetto include anche la ristrutturazione della stazione ferroviaria Praha-Vršovice, che sarà trasformata in un nodo di trasporto senza barriere con un nuovo sottopasso che si estende fino a Nusle.
Il progetto Pranzo per i bambini Praga: come supporta famiglie e anziani
Per supportare i genitori, che spesso non hanno tempo o possibilità di cucinare un pasto ai propri figli, che si trovano a casa visto la chiusura forzata delle scuole, è stato inaugurato un nuovo progetto chiamato “Pranzo per i bambini”.
Come specificato sul sito internet della città di Praga, il progetto non riguarda solo ed esclusivamente i bambini, ma anche gli anziani.
Come funziona il progetto “Pranzo (non solo) per i bambini”?
È stato creato un modulo di registrazione e una mappa dove verranno inseriti tutti i ristoranti di Praga che decideranno di partecipare al progetto. In questi esercizi gli scolari potranno consumare un pranzo per 60 CZK IVA inclusa. Anche gli anziani potranno accedere a questo servizio, pagando un pasto 90CZK IVA inclusa.
Come spiegato sul sito, l’idea è quella di dare risposta a diverse esigenze e di mettere in connessione domanda e offerta, supportando le famiglie, ma anche i ristoratori in questo difficile periodo.
I pranzi dovranno essere ordinati in anticipo, idealmente il venerdì in giorni selezionati della settimana successiva. Tutto questo per consentire al ristorante una migliore pianificazione.
Altri ristoratori possono partecipare all’iniziativa
L’Ambasciata d’Italia a Praga inizierà a rilasciare la nuova carta d’identità elettronica (CIE) a partire da lunedì 30 novembre 2020.
Lo ha annunciato oggi con un comunicato sui suoi canali ufficiali.
Per poter richiedere la nuova carta d’identità elettronica è necessario essere regolarmente iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) e ín questo caso specifico, nella circoscrizione di Praga. Chi non fosse ancora iscritto potrà farlo attraverso il portale FastIT.
Sarà necessario prenotare un appuntamento attraverso il sistema PrenotaOnLine e la Sede consolare effettuerà tutte le verifiche del caso prima del giorno fissato. Dopo l’appuntamento, la richiesta verrà quindi inoltrata a Roma per l’emissione della carta. La CIE arriverà quindi all’indirizzo indicato entro 15-20 giorni per posta raccomandata.
Sarà possibile richiedere la carta d’identità elettronica a partire dal 16 novembre 2020.
Salvo casi eccezionali, la CIE viene rilasciata, per il momento, unicamente a chi non sia in possesso di un’altra carta d’identità valida, a chi abbia la carta d’identità in scadenza (a partire da 6 mesi prima della scadenza) o in caso di furto, smarrimento o deterioramento della carta precedente.
Verifica e rilascio della CIE: possibili impedimenti
Nel caso in cui, a seguito delle verifiche, emergessero elementi che impedissero (temporaneamente o meno) il rilascio della CIE, il connazionale sarà contattato dalla Sede consolare per la cancellazione dell’appuntamento.
È possibile chiedere l’appuntamento anche per un’altra persona (familiari). Tuttavia, al fine di consentire le necessarie verifiche, è necessario che al momento della richiesta dell’appuntamento siano forniti i dati di tutte le persone che devono ottenere la CIE (richiedenti). Se si presenteranno allo sportello persone i cui dati non erano stati inseriti nel sistema al momento della prenotazione dell’appuntamento, non sarà possibile procedere con la richiesta di CIE.
Nel caso di figli minori il genitore può, dal proprio account, far domanda di appuntamento per il figlio. In tal caso, nella scheda da compilare per l’appuntamento dovrà rispondere alla prima domanda “L’appuntamento è per” indicando “mio figlio” e poi inserire i dati del bambino e non del genitore che sta compilando il formulario.
Allo stesso modo, se si intende prenotare un appuntamento per un altro familiare, si potrà accedere col proprio account, selezionare nel campo “L’appuntamento è per” “un altro familiare” e quindi procedere con l’inserimento di tutti i dati relativi al familiare stesso (che sarà appunto il richiedente).
Documentazione necessaria per la CIE
Qual è la documentazione necessaria da portare con sé al momento dell’appuntamento per richiedere la CIE?
carta d’identità precedente (se non si possiede la carta d’identità precedente, è necessario presentare un altro documento di riconoscimento valido; se non si possiede un altro documento di riconoscimento valido, occorrono due testimoni); se la CIE è richiesta per un minorenne, è necessario che anche il genitore che lo accompagna presenti un documento di riconoscimento.
1 fotografia biometrica (recente, frontale, a colori formato 35 x 45 mm).
Assenso parentale e documenti per minori
nel caso in cui il richiedente abbia figli minori di 18 anni, atto di assenso al rilascio del proprio documento da parte dell’altro genitore, a prescindere dallo stato civile del richiedente (celibe/nubile, coniugato, separato o divorziato).
Se l’altro genitore non è cittadino dell’Unione Europea, l’atto di assenso dovrà essere firmato in presenza di un funzionario consolare, previa esibizione di un documento d’identità. Al fine di verificare la correttezza dell’atto di assenso presentato, è necessario che il minore sia già iscritto in anagrafe o che venga presentato l’originale del certificato di nascita da cui si evincano maternità e paternità del minore.
nel caso in cui il richiedente non sia più in possesso del precedente documento in seguito a furto o smarrimento, è necessario presentare al momento dell’appuntamento il formulario di dichiarazione di furto o smarrimento, unitamente alla denuncia effettuata presso le autorità locali di polizia.
contanti in valuta locale per effettuare il pagamento della CIE. Il costo della CIE è di: – Euro 21,95 in caso di primo rilascio o rinnovo; – Euro 27,11 in caso di duplicato (nuova carta emessa prima di 180 giorni dalla scadenza della precedente per furto, smarrimento o deterioramento). Le tariffe vanno pagate in corone ceche, in base al tasso di cambio aggiornato trimestralmente dall’Ambasciata.
La Carta d’identità elettronica arriva per posta
La CIE è emessa dal ministero dell’Interno italiano, che la spedisce, a mezzo posta raccomandata. In caso di mancata consegna, scaduto il termine di giacenza presso l’ufficio postale il plico viene restituito all’Ufficio consolare per ulteriori tentativi di consegna.
Quanto tempo vale la carta d’identità?
La validità della carta d’identità varia a seconda dell’età del titolare ed è di:
3 anni per i minori di età compresa tra 0 e 3 anni;
5 anni per i minori di età compresa tra 3 anni e il raggiungimento della maggiore età (18 anni);
Senza dubbio per chi vuole fare impresa nella Repubblica Ceca, l’IVA è una delle principali tegole burocratiche da affrontare. Questo per un motivo semplice: non tutti devono pagarla.
L’IVA è infatti prevista dalla direttiva europea 112/2006, tuttavia ad ogni Stato membro è concessa autonomia interna. La legge che regola l’IVA (in ceco DPH, Daň z přidané hodnoty) è stata recepita in Repubblica Ceca con la legge 235/2004 e suoi emendamenti.
Quindi ci sono delle differenze tra qui e l’Italia. Abbiamo già spiegato, ad esempio, che è soggetto al pagamento dell’IVA solo chi fattura oltre 2 milioni di corone per 12 mesi consecutivi. Quindi se in un anno di particolare (s)fortuna superate questo tetto, dovete registrarvi. La dichiarazione IVA va presentata per ogni mese entro il giorno 25 del mese successivo.
21% per la maggior parte dei prodotti e dei servizi
15% per prodotti alimentari di base, alcuni prodotti farmaceutici, alcune attrezzature mediche e alloggi sociali.
10% per prodotti per la nutrizione essenziale dei bambini, alcuni prodotti farmaceutici, libri, prodotti per mulini e altri prodotti per una dieta senza glutine e giornali. Il riscaldamento è soggetto alla DPH del 10% a partire dal 10 gennaio 2020. Le forniture di acqua potabile e servizi idrici e fognari sono soggette al tasso del 10% a partire dal 10 maggio 2020.
L’IVA si applica a qualsiasi cessione di beni o prestazione di servizi effettuata da soggetti passivi sul territorio della Repubblica Ceca.
Sono soggette all’IVA ceca le seguenti operazioni
Acquisto di beni all’interno della Repubblica Ceca, inclusa circolazione di merci da un altro Stato membro UE verso la ČR.
Cessione e trasferimento di beni immobili all’interno della Repubblica Ceca.
Prestazione di servizi all’interno della Repubblica Ceca.
Importazione di merci verso la Repubblica Ceca.
Registrazione IVA Repubblica Ceca: detrazione crediti e rimborsi
Ha il diritto alla detrazione il soggetto passivo, qualora utilizzi le operazioni imponibili passive per svolgere la propria attività economica. In parole povere, la si può scaricare.
In caso di credito IVA, l’Ufficio delle imposte rimborsa l’ammontare a credito entro 30 giorni dal giorno di presentazione della dichiarazione. Questa è una cosa diversa dall’Italia, dove il credito IVA viene reso solo tramite compensazione con il debito IVA.
Come registrarsi all’IVA in Repubblica Ceca: procedura e soglie
A differenza dell’Italia in cui la partita IVA viene rilasciata tramite la registrazione di una società al registro delle imprese, in Repubblica ceca si può richiedere o meno in base ad alcuni fattori.
Registrazione volontaria e discrezionalità dell’Ufficio finanze
Infatti, sotto la somma di 1.000.000 Kč di fatturato si può anche non avere una partita IVA in Repubblica ceca. Basta avere il živnostenský list, con relativi IČO e DIČ, e si può fatturare senza DPH. Comunque, per chi vuole, la partita IVA può essere richiesta anche sotto il tetto del milione, bisogna però dimostrare che la società è effettivamente operativa nel paese. La richiesta va presentata all’ufficio finanziario, che in ogni caso ha completa discrezione nel riconoscere la partita IVA alla società.
Insomma, l’operazione per richiedere la registrazione IVA è complessa e anche se fate una domanda perfettamente in regola, può essere che questa venga respinta perché l’impiegato di turno si è alzato con la luna storta. Secondo noi di Italia Praga one way l’idea migliore è farsi aiutare da uno studio di mediazione finanziaria, su tutti consigliamo Savino & partners, che ci ha fornito il materiale da cui è sviluppato questo articolo.
La domanda di registrazione all’IVA va presentata entro 15 giorni dal termine del mese nel quale si è raggiunto il limite di un milione di fatturato. Il richiedente diventa soggetto passivo a partire dal primo giorno del terzo mese successivo al mese nel quale ha maturato il limite di fatturato. Tramite la registrazione volontaria, invece, il soggetto diventa passivo nel giorno di validità riportato sulla delibera di registrazione.
Via Radlická Foto by ŠJů, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons
Smíchov City: timeline dei lavori, investimenti e 12.000 abitanti
Ad occuparsi del progetto sono stati il comune di Praga, alcuni rappresentanti di Praga 5 e il gruppo Sekyra. La costruzione del nuovo quartiere è iniziata ufficialmente il 30 settembre di quest’anno e saranno necessari 12 anni affinché Smíchov City sia completa.
Secondo le autorità cittadine, così si sfrutterebbe il potenziale di una delle migliori zone “dismesse” della città, trasformando Smíchov in un simbolo della trasformazione che Praga sta vivendo nel XXI secolo.
La città dei 15 minuti: visione urbanistica di Smíchov City
Il CEO di Sekyra Group Leoš Anderle ha spiegato che “il quartiere è pensato tenendo in mente i principi di una città basata sulle distanze brevi. Al suo interno ospiterà luoghi di lavoro, abitazioni e tutti i servizi pubblici saranno perfettamente accessibili”. L’area si estenderà per quasi 4000m² e includerà anche un viale pedonale di un kilometro.
Ci saranno anche una scuola e ampi spazi verdi e si stima che circa 12.000 persone passeranno per il quartiere ogni (vivendoci e/o lavorandoci).
Il vicesindaco Petr Hlaváček si è espresso molto positivamente sul quartiere emergente, affermando che “questo progetto dovrebbe fare da esempio per tutti i progetti urbani in larga scala di Praga”.
Anche Luděk Sekyra, presidente del consiglio d’amministrazione di Sekyra Group, ha dichiarato di vedere Smíchov City come “un elemento chiave in quello che sarà lo sviluppo della città”. “Vogliamo creare un nuovo centro di Praga, un’alternativa a quello che è il cuore storico della città. Il mio obiettivo è che il viale pedonale di in kilometro, che attraversa l’intera mappa, diventi una sorta di asse di comunicazione. Uno spazio creativo dove le persone possano incontrarsi e organizzare attività per la comunità”.
Architettura e fasi costruttive: infrastrutture di Smíchov City
Prima di iniziare i lavori ci sono voluti circa 15 anni di studi preliminari sulla zona, pianificazione dei trasporti pubblici e concorsi d’architettura. Inoltre una commissione dell’UNESCO ha dovuto accertarsi che la costruzione di Smíchov City non interferisse con lo status di Patrimonio dell’Umanità detenuto da Praga.
La particolarità della struttura architettonica di Smíchov City sarà dovuta al fatto che il suo design è il risultato di due concorsi d’architettura internazionali. Ogni sezione è quindi divisa in edifici disegnati da architetti di nazioni diverse. Una parte essenziale del progetto è “la conservazione e rivitalizzazione” di alcuni edifici preesistenti, tra cui il Radlická Cultural Sports Hall. Il centro sportivo è stato creato partendo da un un ex magazzino ferroviario e si troverà al centro della piazza di Smíchov City, accanto a Radlická.
Costi e tempistiche: 20 miliardi di corone, 4 fasi costruttive
Prima fase: 3,5 miliardi di corone e 28 mesi di lavori
Per completare la prima fase dei lavori ci vorranno 28 mesi e un investimento di 3,5 miliardi di corone. Il primo edificio a venire realizzato avrà una capienza di 195 unità abitative e si troverà all’incrocio tra Za Ženskými domovy e Nádražní. Dopodiché si passerà alla realizzazione di un ufficio di 10.000 m². Più di due ettari del quartiere verranno riservati a spazi verdi.
Trasporti e connessioni: il ruolo della stazione Smíchovské nádrazi
Verranno costruite anche una scuola elementare, alcune strutture mediche e un ponte faccia da collegamento con la stazione Smíchovské nádrazi. Il viale pedonale sarà una zona commerciale, con un campus di Česká spořitelna che si estenderà per 130.000 m². Per tutte le quattro fasi del progetto, si spenderanno circa 20 miliardi di corone. L’amministrazione ferraviaria sta anche lavorando a una restaurazione di Smíchovské nádrazi, in modo da garantire trasporti più efficienti per il quartiere nascente.
Smíchov City modello per la rigenerazione delle zone dismesse a Praga
Secondo Ondřej Boháč, il direttore dell’Istituto per lo Sviluppo di Praga (Institut plánování a rozvoje hl. m. Prahy-IPR), Smíchov City sarà il primo di una serie di distretti che nasceranno da alcune zone dismesse della città. Le prossime aree potrebbero essere quella di Hloubětín (Praga 8) e quelle attorno alle stazioni di Bubny-Zátory (Praga 7) e Nákladové nádraží Žižkov (Praga 3).
Quando un ceco vi dice che l’italiano è una lingua facile, per fargli cambiare idea potete dirgli che ha 13 tempi verbali contando solo l’indicativo.
Questo perché, e questa è una cosa che ci fa molto piacere, dal punto di vista dei tempi verbali il ceco è una lingua facilissima. Molto più dell’inglese (alla faccia dei meme). Certo, poi c’è un un elemento che rimescola un po’ le carte, ma lo vedremo la prossima volta.
Ad ogni modo, vi basti sapere che il ceco usa bene o male 4 tempi, di cui uno solo non è composto (cioè non usa un verbo ausiliario).
Semplificazione verbale nelle lingue slave
Come il ceco e le lingue slave hanno eliminato i tempi verbali
Qui tendo a ribadire quanto affermato l’ultima volta: le lingue si evolvono e aggiungo che nel farlo, di norma, tendono a diventare più semplici. Per quello il congiuntivo sta sparendo in italiano (ma lasciamo stare).
Ciò detto, chi sa il latino sa anche che, nel passare all’italiano, un po’ di robe complicate si sono perse. L’italiano non ha il neutro. L’italiano non ha i deponenti. E soprattutto, l’italiano si è liberato delle declinazioni(che in ceco però ci sono ancora), ed ha sviluppato l’articolo per farne a meno. Ecco, questa cosa, si chiama appunto “semplificazione di una lingua” e tutte le lingue latine in linea di massima si sono semplificate come l’italiano, perdendo neutro, deponenti e declinazioni.
Dall’altro lato abbiamo le lingue slave, che si son tenute le declinazioni e hanno preferito concentrare la semplificazione sui verbi. Queste lingue hanno eliminato quasi tutti i tempi. Il trucchetto con cui hanno risolto il problema ce lo teniamo, appunto, per la prossima volta.
In sostanza, comunque, il leggendario protoslavo e il leggermente mitico paleoslavo avevano un sistema di tempi simile a quello del latino (o meglio del greco, visto che aveva delle bestie strane, chiamate aoristi): 6 tempi indicativi, 4 congiuntivi, 2 imperativi. La solita roba. Le lingue slave invece (tranne alcune1), hanno un sistema molto più semplice.
I 4 tempi verbali del ceco: presente, passato, futuro e condizionale
Le tre forme verbali semplici del ceco
Un verbo ceco si presenta solo in queste forme:
presente indicativo
participio passato (attivo e passivo, ma cambia solo una lettera)
infinito presente
imperativo (#evabbeh)
gerundio passato e presente (questi due sono pressoché estinti, quindi non vi servono se non leggete uno di loroo non vedete una di queste)
Quindi in sostanza tre sole forme verbali più l’imperativo (che come tutti gli imperativi è incompleto e per lo più uguale al presente) e due gerundi ormai ai margini del vestigiale. Tutto il resto sono forme composte dal verbo in questione e dal verbo essere come ausiliario (il verbo essere ha conservato ben due tempi in più).
Futuro, passato e presente: i tre tempi verbali essenziali
Nascono così:
Futuro indicativo, composto dal verbo essere al futuro (budu, budeš, bude, budeme, budete, budou) e infinito del verbo che dà senso alla frase. Esempio: Budu vědět = saprò.
Passato indicativo, composto da essere al presente e participio passato del verbo che dà senso alla frase. Esempio: věděl jsem = sapevo/ho saputo/avevo saputo e tutti gli altri.
Ecco, la padronanza di questi tre tempi (presente, passato, futuro) in sostanza vi basta per campare senza grossi problemi. Se voleste passare a qualcosa di difficile, poi, abbiamo ancora…
Il quarto tempo verbale ceco: il condizionale per finali e ipotetiche
Il verbo essere (sempre e solo lui) esiste anche al condizionale (bych, bys, by, bychom, byste, by)2, che unito sempre al participio passato degli altri verbi serve a fare le finali e le ipotetiche condizionali. Questa il quarto ed ultimo tempo verbale del ceco.
Finali e ipotetiche: le due strutture del condizionale
Finali: si attacca il bych dietro ad una a, formando un abych/abys/aby (e-fossi/e-fosse) e dietro viene il participio passato. Ad esempio “Per uscire”/”Affinché io esca” = “abych šel ven”.
Ipotetiche: iniziare una frase in italiano con “se” ti mette in condizione di poter giostrare tra una novantina di combinazioni di tempi verbali. In ceco le combinazioni sono solo due.
La prima la risolvete senza congiuntivo. Si fa coi verbi all’indicativo ed è quella della certezza: “esco se non piove” in ceco è “jdu ven jestli neprší”. Da notare che la parola per “se”, jestli, in ceco medievale vuol dire letteralmente “se è” (jest-li).
Nel secondo caso, il bych/by di cui sopra lo si attacca dietro a un kdy (quando) e vi trovate l’altro modo di dire “se”: KDYBY (Quando-fosse), che ovviamente si declina in kdybych, kdybys eccetera. E ovviamente ci mettete dietro i vostri participi passati. “Se non piovesse uscirei” diventa “Kdyby nepršelo, šel bych ven”.
Articolo scritto nella luce di Пиффер Христолюбец (Piffer Khristoljubec)
1 Ad avere un sistema di tempi verbali più simile al nostro sono sostanzialmente 3 lingue slave: il Bulgaro, il Macedone e il favoleggiato Serbo Lusaziano.
2 In realtà è un aoristo, ma importa poco.
Qua potete trovare tutti i numeri della nostra rubrica ceco in pillole