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Schengen Repubblica Ceca: aggiornamenti live sulla riapertura dei confini

Viaggio in italia Cortina di Ferro Confini Schengen
La cortina di ferro a Čížov - fonte Commons

Riapertura confini Schengen Repubblica Ceca: aggiornamento live

Se sapete il ceco e volete controllare real time la situazione delle riaperture dei confini Schengen, potete consultare questa mappa interattiva

7 ottobre

VIAGGI VERSO L’ITALIA: OBBLIGO DI TAMPONE 
Considerato il sensibile peggioramento della situazione epidemiologica in Repubblica Ceca e il forte incremento di casi registrato oggi in Italia, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato questa sera un’ordinanza che con entrata in vigore immediata dispone test per chi arriva dalla Repubblica Ceca. Chi volesse recarsi in Italia dovrà presentare un test di negatività al Covid rilasciato non oltre 72 ore prima dell’arrivo a destinazione.
Worldometers della Repubblica Ceca per il 7 ottobre

15 settembre

    Quarantene e test Covid per paese Schengen

  • Necessario test (o quarantena di 5 giorni) per ingresso in Slovacchia
  • Olanda dispone quarantena di 10 giorni per chi si torna da Praga
  • Cipro chiude ai turisti cechi

Worldometers della Repubblica Ceca per il 14 settembre

14 settembre

Il peggioramento della situazione epidemiologica complica i viaggi dei cechi nell’area Schengen. Il numero di persone infette sta crescendo sei volte più velocemente che nella vicina Germania.
  • La Svizzera introduce la quarantena per i cechi da oggi
  • I turisti cechi non sono ammessi in Finlandia e Danimarca
  • I cechi possono andare in Ungheria solo se hanno prenotato un soggiorno
  • Chi proviene da Praga deve fornire un test negativo in Germania e Belgio
  • I cechi possono andare in Grecia solo via aerea
  • La Slovacchia probabilmente escluderà oggi la Repubblica Ceca dai paesi sicuri

10 settembre

    Restrizioni per regione: Praga vs resto della Repubblica Ceca

  • Germania e Belgio hanno inserito la regione di Praga nelle zone a rischio, quindi se vogliamo andarci ci serve un test negativo di max. 48 ore prima oppure quarantena. Vale solo per la regione di Praga, quindi ci spiace molto per la sezione Brno che questo giro non ha nulla di cui lamentarsi.
  • Sta storia dell’Ungheria la riassumiamo con “il primo settembre hanno chiuso completamente i confini e 5 giorni dopo li hanno riaperti a tutti i turisti perché si son accorti che a fine mese c’è la finale di supercoppa europea a Budapest e devon vendere i biglietti”. Fate conto che stasera a Budapest recuperano una partita di Europa league rinviata per Covid 2 settimane fa. Una partita tra una squadra estone e una squadra slovena però.

7 agosto

In ragione dei vari cambiamenti degli ultimi giorni pubblichiamo una mappa aggiornata e comprensiva di Stati non appartenenti all’area Schengen.europa ampia

12 giugno

  • Dal 15 giugno dovrebbe essere riaperto completamente la circolazione Schengen tra Repubblica Ceca e Italia. Il ministro degli Esteri ha ridisegnato i parametri di circolazione dei cittadini cechi, quindi si può andare dovunque nell’UE tranne che in Svezia e Portogallo. Da lunedì la situazione sarà più o meno questa. Fonte-Rozhlas

Dal 16 Austria e Slovenia dovrebbero riaprire completamente i confini con l’Italia

COLLEGAMENTI CON L’ITALIA

    Voli e trasporti terra verso l’Italia

  • Diverse compagnie aeree hanno in programma il ripristino di voli diretti con l’Italia. Su precisa richiesta di questa Ambasciata, Alitalia ha fatto sapere di non prevedere voli per il mese di giugno. Ad oggi sono disponibili solo soluzioni con partenza da Praga e scalo in Paese terzo.
  • L’Agenzia Profi Taxi ([email protected]) offre trasporti via terra verso Monaco e Verona.
  • Sono riaperte le frontiere con la Germania, da cui sono operativi collegamenti aerei con l’Italia.

5 giugno

  • Completa riapertura dei confini (livello Schengen) tra Repubblica Ceca, Austria, Slovacchia e Ungheria.
  • Repubblica Ceca apre completamente i confini con la Germania. Berlino non ricambia.
  • La Repubblica Ceca riapre gli aeroporti a tutti i voli provenienti dall’UE (ma i controlli restano).
  • UE dovrebbe decidere della riapertura dei propri confini interni ed esterni il 15 giugno.

La situazione attuale, al netto di aperture in altri Stati, è questa qui. Teniamo conto che la Svezia non ha mai chiuso i propri confini.

3 giugno

  • Da mezzanotte riapertura dei confini tra Repubblica Ceca e Slovacchia completa e reciproca, niente più controlli al passaggio da un paese all’altro.
  • Da mezzanotte l’Austria riapre i confini con la Repubblica Ceca e tutti gli altri paesi confinanti (Slovenia, Ungheria, Slovacchia, Germania, Svizzera, Lichtenstein) esclusa l’Italia. Il premier austriaco Sebastian Kurz ha dichiarato che Vienna potrebbe approvare la riapertura delle frontiere con l’Italia il 15 giugno.

1 giugno

Governo approva riapertura dei confini con il cosiddetto metodo del semaforo. I paesi europei vengono divisi in “sicuri”, “mediamente sicuri” e “a rischio”.

  • Nel caso di provenienza da un paese a rischio (rosso) tutti (cechi, stranieri residenti e stranieri) devono presentare un test negativo al COVID-19 all’ingresso nella ČR.
  • Nel caso di provenienza da un paese mediamente a rischio (giallo), il test negativo al COVID-19 deve essere presentato solo dagli stranieri non residenti.
  • Libertà completa per i paesi sicuri (verdi).

La proposta deve passare in parlamento e quindi tutto può cambiare. Se nulla accade, dal 15 giugno si seguirà la divisione degli Stati, come proposta dal ministro degli Esteri Tomáš Petříček.

30 maggio

Ministro Esteri Tomáš Petříček annuncia riapertura completa confini con 7 Stati. Slovenia, Croazia, Ungheria, Austria, Germania, Grecia e Bulgaria. La riapertura dovrebbe partire dal 15 giugno.

28 maggio

Croazia annuncia riapertura dei confini con 10 Stati dell’UE: Slovenia, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria, Germania, Polonia e repubbliche baltiche.

27 maggio

Riapertura dei confini tra Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. È possibile viaggiare tra i paesi senza la necessità di presentare un test negativo per covid-19 e senza quarantena se si tornano nel paese di origine entro 48 ore. Il premier ceco Andrej Babiš ha detto che ci saranno comunque controlli di frontiera, operati dagli agenti di polizia slovacchi. Alla frontiera, i cittadini cechi potrebbero ricevere una conferma dell’orario di ingresso nel territorio slovacco e successivamente dimostrare l’orario di uscita al ritorno. La stessa opzione sarà disponibile per viaggiare in Ungheria.

Il Ministro della Sanità Adam Vojtěch ha dichiarato che il governo sta lavorando sull’allentamento generale dei controlli, dividendo sempre i paesi in “rischiosi” e “non rischiosi”. La Repubblica Ceca potrebbe quindi non effettuare test alle persone che torneranno da paesi non rischiosi. Vojtěch originariamente ha parlato del fatto che un tale rilassamento del regime di frontiera dovrebbe aver luogo l’8 giugno.

I test potrebbero essere definitivamente abbandonati, per quanto riguarda Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia ed Austria, a partire dal 15 giugno.

26 maggio – Riapertura dei confini cechi, permanenza entro 72 ore

I cittadini UE e gli extracomunitari con residenza a lungo termine nell’UE possono entrare in Repubblica Ceca per un massimo di 72 ore per lavoro o per motivi familiari. Devono presentare un test negativo al COVID-19 e indicare l’indirizzo nel quale  soggiornano.

In caso di motivi familiari, solo gli stranieri con evidenti legami familiari nella Repubblica Ceca, incluso un partner di vecchia data, saranno fatti entrare nel Paese.

Ulteriore esenzione dal divieto di ingresso degli stranieri saranno i cittadini dell’UE che arrivano in Repubblica Ceca per studiare all’università, e i lavoratori dell’industria alimentare con visto ceco valido dall’11 maggio. Anche questi devono fornire un test negativo al Covid.

Altro nella sezione Notizie


Mappe ufficiali e risorse Covid-19 Repubblica Ceca

Mappe interattive confini Schengen e comunicazioni ufficiali

MINISTERO SALUTE CECO – https://www.mzcr.cz/obsah/2020_4107_1.html
AMBASCIATA D’ITALIA IN REPUBBLICA CECA

Mappe Covid-19 Repubblica Ceca e tracciamento casi


Cecoslovacchia: dalla Seconda Repubblica al Protettorato (1938-1939)

Protettorato
Mappa del Protettorato Fonte - commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Protektorat_Bohmen-Mahren.png Edit - Italia Praga One Way

Riportiamo, per gentile concessione, l’articolo “Cecoslovacchia: dalla Seconda Repubblica al Protettorato” di Amedeo Gasparini, originariamente pubblicato su L’Osservatore


La Prima Repubblica Cecoslovacca (1918-1938): ascesa e declino

Nel tardo ottobre 1918 Alois Jirásek – noto politico ceco, nominato quattro volte al Premio Nobel per la Letteratura, senza mai riceverlo – in Piazza San Venceslao a Praga dichiarò l’indipendenza della Cecoslovacchia da un decadente ed in seguito sconfitto Impero Austro Ungarico, l’ambizioso e multietnico progetto – profondamente ottocentesco nell’ossatura, arrugginito ulteriormente dalla Grande Guerra e vittima delle sue contraddizioni multietniche – che sarebbe stato frammentato dal Trattato di Saint-Germain (1919, per l’Austria) e Trianon (1920, per l’Ungheria); questi due, padri legittimi – o illegittimi a seconda dei punti di vista – della Prima Repubblica Cecoslovacca.

Prima Repubblica (durata vent’anni) che crollò in seguito agli Accordi di Monaco (29-30 settembre 1938) – firmati da Germania nazista, Italia fascista, Gran Bretagna, Francia – che prevedevano la cessione dei territori dei Sudeti al Terzo Reich; si noti – su espressa intenzione del Duce – che nessuna autorità cecoslovacca fu invitata a quello che poi sarebbe stato noto semplicemente come “diktat di Monaco”, che cannibalizzò le regioni dei cristalli con la scusa del “Lebensraum”, lo “spazio vitale”. Oltre a corroborare territorialmente e strategicamente i domini nazionalsocialisti, la prima conseguenza dell’annessione del ’38 fu la separazione di due etnie – quella ceca e quella sudeta – che avevano convissuto pacificamente per diversi decenni.

1938 – la conferenza di Monaco

Dalla conferenza della capitale bavarese sembravano aver vinto tutti: Francia e Regno Unito (che a differenza di Germania e Italia si erano presentati alla conferenza del tutto impreparati e incapaci a battere i pugni sul tavolo degli accordi di fronte ai due dittatori) credevano che la guerra sarebbe stata scongiurata. Neville Chamberlain addirittura tornò in patria sventolando una copia del trattato, mossa che gli fu rimproverata fino alla fine dei suoi giorni – e anche oggi – vista la legittimazione all’invasione territoriale dei nazionalsocialisti. Pesante la polemica di Winston Churchill – anche se fu l’unica o quasi nel giubilo del Partito Conservatore inglese – nei confronti del Primo Ministro: “You were given the choice between war and dishonour. You chose dishonour, and you will have war” (“Potevate scegliere tra guerra e disonore. Avete scelto il disonore e avrete la guerra”).

Leggi anche: Operazione anthropoid – l’attentato a Reinhard Heydrich

Dal canto suo, il Duce d’Italia – che si ritenne protagonista e mediatore (evidentemente di parte) durante gli accordi in Baviera – riuscì nella classica presa di tempo italiana: quella dello «stiamo a guardare», anche se è pur vero che la presa di tempo serviva per implementare le forze militari, anche se i risultati – campagna di Russia docet – sono stati miseri. Per quanto Hitler fingesse di tenere nel cassetto il suo progetto di Blitzkrieg (la guerra lampo), le sue intenzioni erano più che chiare: il Führer dovette aspettare qualche mese per assumere il comando totale dei territori cechi “affettati” dalla limitrofa Repubblica; a Sud l’Austria era diventata parte della Grande Germania sei mesi prima, in barba al Trattato di Saint-Germain che impediva l’unione tra i due paesi.

Il 1° ottobre 1938, quello che rimase della Prima Repubblica Cecoslovacca si aggregò in una fragile Seconda Repubblica, che durò solo centosessantasette giorni: il Capo dello Stato – il conservatore Emil Hácha – entrò in carica a fine novembre, dopo Edvard Beneš, dimessosi il 5 ottobre. Lo pseudo-indipendente territorio cecoslovacco – un tempo centro nevralgico dell’impero “unico e indivisibile” asburgico – era ridotto ad una piccola strisciolina, inglobata per metà nel Terzo Reich, confinante a Sud con l’Austria post-Anschluss e il regno magiaro del Reggente filonazista Miklós Horthy e a Nord-Est con la Polonia prossima all’invasione tedesca.

1939 – l’invasione

E poi nel marzo 1939 la fine di tutto: Hitler convocò – non era più il tempo di inviti – il leader slovacco ed sacerdote cattolico antisemita Jozef Tiso a Berlino il 13 marzo per convincerlo a far votare al Parlamento slovacco l’indipendenza da Praga. Cosa che puntualmente avvenne il giorno dopo, quando nacque la Repubblica Slovacca (1939-1945), indipendente (nemica di Praga, ma amica dei nazisti) con Tiso Presidente. All’una di notte del 14 marzo Hitler aveva convocato il Presidente cecoslovacco Hácha a Berlino, intimandogli di non opporre resistenza per l’invasione che avrebbe preso piede la mattina del giorno dopo. Con le spalle al muro – e incalzato anche dal Comandate della Luftwaffe, Hermann Göring, braccio destro del Führer – Hácha, debole di cuore tra l’altro, accettò l’occupazione della Wermacht, che si completò due giorni dopo.

La Seconda Repubblica Cecoslovacca era morta: la sua lenta esistenza era stata spenta de facto ottant’anni fa, il 15 marzo 1939, quando le truppe tedesche entrarono – senza trovare alcuna resistenza – nella città sul Moldava.

Studenti tedeschi si preparano ad accogliere Hitler il 15 marzo 1939
Fonte: Commons – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Skupina_n%C4%9Bmeck%C3%BDch_student%C5%AF_z_Prahy_jde_pozdravit_V%C5%AFdce.gif

Il Protettorato di Boemia e Moravia: la vassallizzazione della Cecoslovacchia

In seguito all’invasione lo scenario morfologico dell’Europa Orientale cambiò. Ad Est la Repubblica Slovacca di Tiso, mentre ad Ovest il Protettorato di Boemia e Moravia venne inizialmente posto sotto la diretta “supervisione” teutonica di Konstantin von Neurath, già ambasciatore a Roma dal 1921 al 1930, ambasciatore a Londra fino al 1932, ministro degli Esteri fino al febbraio 1938, quando subentrò Joachim von Ribbentrop, firmatario del famoso accordo con i bolscevichi dell’URSS. Sempre più indebolito, Emil Hácha rimase Presidente, ma fu obbligato alla massima fedeltà al Reich: nonostante le repressioni di von Neurath, Berlino lo sostituì con Reinhard Heydrich, principale collaboratore di Heinrich Himmler – numero due del Reich, braccio sinistro di Hitler – che si conquistò, neanche con molta fatica, il titolo di “Boia di Praga”, città segnata tutt’ora dalla barbarie nazionalsocialista e dall’indimenticato annientamento dei “sovversivi” che alzavano il capo.

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Cosa insegna la disgregazione della Seconda Repubblica Cecoslovacca (preceduta dagli accordi di Monaco) e la conseguente creazione del Protettorato di Boemia e Moravia ottant’anni fa? Abbastanza non è mai abbastanza: attenzione a fare concessioni al nemico sperando che con quanto concesso si siano preposte le premesse per la pace. Il regime totalitario non può accontentarsi: il suo spazio vitale è inesauribile per definizione. Il suo bacino d’influenza non è mai troppo. La sua fame non è mai saziabile. Come un virus, deve entrare in tutti i gangli sociali e statali per prosperare e moltiplicarsi: attraverso lo strumento della propaganda (che sia la stampa, la radio, il giornale, il social medium, poco importa), della scusa di dover proteggere il proprio popolo da un nemico (che siano ebrei, o testimoni di Geova, o zingari, o prigionieri politici, o asociali, o immigrati, poco importa), della costruzione del consenso tramite prebende (che siano territoriali o monetarie, poco importa), della nomina di un capo supremo (che si chiami Führer, Comandante, Condottiero, Duce, Poglavnik, Generale, Generalissimo, Colonnello, Imperatore, Capitano, Conducător, Caudillo, poco importa).

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Elezioni regionali 2020 Repubblica Ceca: risultati partito per partito e coalizioni

Elezioni regionali ceche 2020: un’analisi completa

È vero, Praga non è interessata dalle regionali 2020, ci teniamo il #SindacoPirata ancora un po’. Ma le regionali ci sono state in tutte le altre 13 regioni ceche, quindi è giusto dire qualcosa.

Ricordiamoci di non prendere questi risultati come un sondaggio elettorale. I partiti in corsa sono molti di più (notare che la sezione “altro” ha superato il 14%) rispetto alle politiche. Inoltre qui, al contrario che da noi, le coalizioni vengono separate rispetto ai risultati dei partiti nelle regioni in cui corrono da soli. Quindi, ad esempio, l’ODS ha preso l’8,66% dei voti totali solo nelle regioni dove ha corso da sola, ma in parecchie ha corso come coalizione. I voti delle coalizioni sono contati a parte e, dato che le coalizioni sono tutte diverse, sono considerate singolarmente. Altro esempio, la coalizione Pirati+Stan a livello nazionale ha preso l’1,4% dei voti, ma sono tutti nella regione di Olomouc, dove è arrivata seconda.

Affluenza 37%: numeri alti nonostante il Covid

Affluenza al 37%. Alta per i nostri stnadard alla faccia del Covid.

Vittoria ANO: risultati e commenti

Risultati elezioni regionali 2020: ANO vince con il 27%, Babiš consolida alle urne

ANO – il partito del premier di Andrej Babiš ha vinto, con buona pace dell’opposizione e della stampa anti Babiš. Con stampa anti Babiš si intende qualsiasi media che non sia suo (ovvero Dnes e Lidové Noviny) e che non sia un’agenzia di stampa, quindi neutrale per vocazione. Quindi stampa anti Babiš siamo anche noi. Il partito di maggioranza ha ottenuto più voti rispetto al 2016. Ha vinto in 10 regioni contro le 9 del 2016. Avrà in complesso 2 consiglieri in più. Il tutto in tempo di Coviddi. Agli spareggi per il Senato Ano manda 8 candidati su 27, il che conferma che Ano è un partito ad personam.

Pirati: exploit regionale e delusione senatoriale

Pirati – hanno vinto ma non bene come speravano. Nel 2016 avevano 5 consiglieri, ora ne avranno più di 100 – obiettivo centrato. Ma bisogna tener conto del fatto che nel 2016 in Parlamento avevano 0 e ora hanno il 10%. In ogni caso in tutte le regioni hanno ottenuto più del 10% (escluso Karlovy Vary) e questo è un risultato sorprendente. Altra sorpresa: sono un partito a trazione praghese e hanno dato il bago all’SPD praticamente dovunque. Meno bene al Senato. Speravano di ottenere 4 senatori, così da avere un gruppo tutto loro alla camera alta, e ne mandano due agli spareggi (uno si spera grazie al voto del Pieralli). La loro vittoria è testimoniata dallo stesso Babiš che in CS ha detto “i Pirati sono i nostri alleati naturali” (nel 2017 diceva così dell’ODS).

ODS e STAN – le due formazioni che hanno vinto meglio. Mandano parecchia gente al ballottaggio per il Senato (dove già hanno la maggioranza). Sono gli unici che hanno vinto in qualche regione (ODS a Hradec Králové e STAN a Liberec e in Boemia centrale).

KDU-ČSL – da buoni Democristiani sono per lo status quo e ottengono risultati simili a quelli del 2016. Poteva andar meglio a Zlín ma il voto di Domino ci ha salvati.

SPD – ignorando il sopracitato bago preso dai Pirati in regioni in cui dovrebbero essere molto più forti (Karlovy Vary, Ostrava, Ústí nad Labem), la valutazione resta difficile. Si tratta di un partito (marcatamente) populista ad personam che ruota attorno a Tomio Okamura. Questi nel 2016 aveva appena abbandonato il suo precedente partito (marcatamente) populista ad personam Úsvit, e quella volta l’SPD aveva ottenuto lo 0,6%. Ora, correndo sempre solo, l’SPD ottiene il 6%. Il punto è capire quanti dei consiglieri che nel 2016 stavano con Úsvit negli ultimi quattro sono passati con SPD. Okamura ha detto di aver guadagnato una trentina di consiglieri. Al Senato non pervenuti.

TOP 09 – Partito a trazione praghese come i Pirati. La capa Markéta Pekárová Adamová ha detto che le Regionali 2020 sono “un grande successo” perché tutte le coalizioni e i candidati sostenuti da Top 09 hanno ottenuto ottimi risultati. Sarebbe da capire ora quanti capi-lista o candidati al senato erano membri di Top09. Perché a prima vista nessun loro rappresentante sarà né hejtman (presidente della regione) né senatore.

KSČM e ČSSD – catastrofe annunciata secondo tutti (direi pure loro). I comunisti notano che “i nostri elettori vengono dalla parte più anziana della popolazione e hanno avuto paura del Covid”. Dalla qual frase non mi vien da dire che fra 4 anni e senza Covid possa andar meglio. I soc-dem, da tempo un partito che non sa bene cosa fare di sé stesso, sono passati dal 15 al 4,92%. Complici le elezioni del 2017, va bene. Ma sentire Hamáček commentare lo spoglio con la frase “direi che buona parte dell’ottimismo di qualche ora fa se n’è andato” non è confortante.

Trikolora – hanno ottenuto più di zero consiglieri regionali (2). Decisamente troppi. Decisamente pessimo risultato.

Coalizioni regionali 2020: indicazioni per le politiche 2021

Perché ANO ha vinto dovunque, ma molto probabilmente non governerà molte regioni. 4 anni fa si era andati al voto con l’idea del “vediamo che succede”. Ora si va con l’idea del “siamo tutti diversi, ma almeno non siamo quello lì”.

La stampa ceca ha dato attenzione alla coalizione Pirati+STAN a Olomouc. Due Partiti con programma “fluido e malleabile” che sono il primo forte alla Camera e il secondo in Senato. Si dice che possa essere una coalizione per le politiche del 2021. Stiamo a vedere. Ma non è l’unico caso, come ha lasciato intendere la capa di Top09.

Di fatto dietro ad Ano in quasi tutte le regioni c’è una schiera di coalizioni multipartitiche che, se trovano un accordo, possono governare senza il partito di Babiš. Ricollegandoci al discorso delle coalizioni, quindi, i partiti che possono avere più hejtman sono STAN e ODS. Secondo la stampa ceca può essere il principio della strategia per le elezioni del prossimo autunno. Ma è un discorso lungo, complesso e che devono portare avanti i partiti. Non certo noi.

Ballottaggio senato 2020: spareggi e candidati in corsa

Si è detto che i voti qui sono contati in maniera opposta a come si fa da noi. Per quanto riguarda il meccanismo elettorale, poi, funziona ugualmente in modo opposto. Da noi i candidati a presidenti della regione, se non ottengono il 40%, vanno al ballottaggio, mentre qui ti tieni la percentuale che becchi al primo colpo.

Ad andare al ballottaggio sono invece i candidati senatori (a meno che non prendano il 50%). Questo perché ogni membro del Senato ceco rappresenta una singola circoscrizione elettorale. Dei 27 senatori su 81 che si dovevano eleggere oggi, 26 dovranno attendere il ballottaggio di domenica prossima. L’unica circoscrizione che fa differenza è quella di Děčín, dove ha vinto Zbyněk Linhart (STAN).

Sistema elettorale Senato ceco: come funziona il ballottaggio 2020

Il Senato ceco viene eletto a rotazione, ogni due anni viene eletto un terzo degli 81 senatori. Inoltre la Repubblica Ceca ha un bicameralismo imperfetto alla tedesca. La camera alta ha dei poteri relativamente ridotti. Può respingere un progetto di legge approvato dalla camera dei deputati una sola volta, parimenti può chiedere una sola volta di apportare modifiche a un disegno di legge.

Il Senato è escluso dalle decisioni in merito al diritto costituzionale, alla legge elettorale, alla legge sui rapporti tra le camere del parlamento e a questioni correlate ad alcuni trattati internazionali. Inoltre, se il Senato non si esprime su un disegno di legge entro 30 giorni dalla proposta, la legge viene automaticamente inoltrata al presidente.

Il Senato non è soggetto a voti di fiducia e parimenti non esprime la fiducia al governo. Pertanto, in caso di scioglimento della Camera dei deputati, il Senato rimane attivo e può adottare misure urgenti che normalmente potrebbero essere proposte dal governo; tali misure devono essere approvate in occasione della prima riunione della camera dei deputati neo-eletto. Tali misure non possono però riguardare costituzione, bilancio dello Stato, legge elettorale e questioni relative ad alcuni trattati internazionali.

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Quote migratorie: il doppio standard UE che divide Est e Ovest

Quote migratorie

Addio alle quote migratorie: un’analisi

La scorsa settimana il ministro dell’Interno Jan Hamáček ci ha offerto la possibilità di parlare di quote migratorie nel momento esatto in cui sono state eliminate.

Proprio così. Non è chiaro perché ma Hamáček ha ribadito che Praga non vuole migranti assegnati dall’alto mentre commentava la nuova proposta europea sulla migrazione, che di fatto elimina la redistribuzione obbligatoria come intesa finora. Del patto non parleremo qui (ma potete leggerne su Euronews), basta dire che il premier Andrej Babiš ha detto di non essere del tutto d’accordo con il contenuto, ma ha notato positivamente che non si parla di quote migratorie.

Sul nostro gruppo si è poi scatenata una feroce diatriba che anzitutto ha messo in evidenza la superficialità con cui il problema è trattato, tanto in Italia quanto qui. E questo è il risultato della superficialità con cui i media affrontano il tema. Tanto i nostri quanto quelli cechi. E che di fatto ha messo in evidenza ancora una volta come l’UE sia divisa in blocco est e blocco ovest.  Con buona pace dei cechi che dicono di essere Europa centrale ma confinano con uno Stato che ha l’Est perfino nel nome.

Superficialità “est” – di natura prettamente populista

All’inizio di tutto (2015) la reazione fu “che ce li prendiamo a fare, visto che questi vogliono andare in Germania e in Svezia e non hanno la minima intenzione di stare qui? E se ci prendiamo questi, ne arriveranno altri”. Ma in effetti, voi rischiereste la morte in Libia e Mediterraneo per andare a spandere letame a Satu Mare?

Questo punto fu poi unito al discorso “noi non ci facciamo dare ordini dall’alto” (che è un elemento di diffidenza lasciato dalla dominazione sovietica, quindi un bel po’ di generazioni sulla base delle politiche migratorie vedono in Bruxelles una nuova Mosca).

Successivamente si è fatta della retorica pessima per cui l’UE è fonte di ogni male. Questo (ma proprio contro ogni aspettativa) ha portato in parlamento dei partiti nazional-populisti che dall’UE vogliono uscire. E lì hanno un po’ capito di aver fatto una puttanata. In particolar modo gli slovacchi.

In questa situazione, dunque, i governi non possono permettersi di fare dietro-front sulle quote migratorie, il tema è ancora troppo sentito. Sarebbe un suicidio che consegnerebbe il paese a populisti o estrema destra (in Polonia è successo). Come dissi una volta “in questa situazione manco Gandhi darebbe l’ok alle quote”. Figuriamoci Babiš o Hamáček.

Superficialità “ovest” – a nessuno interessa cosa succede qui

Che è un po’ quello che io chiamo “la questione della Zuzzana” dal modo in cui Mentana una volta storpiò il nome del capo di Stato slovacco. Manco preoccuparsi di controllare come si pronuncia un nome, figuriamoci il resto.

La stampa occidentale ha sempre trattato il V4 come una sorta di amabili cagacazzo entrati per sbaglio nel grande e glorioso progetto europeo. Certo, vorrei vedere cosa scriverebbero ora con V4 & co fuori dall’UE e nella sfera d’influenza di una Russia o di una Cina (per dirne una).

Sicché sulle quote migratorie è partito un dibattito in stile “se non sono solidali gli vanno tagliati i fondi europei“. Il punto è che la solidarietà umanitaria con gli altri 26 non è un requisito necessario a ricevere soldi da Bruxelles perché con quei soldi uno Stato non deve aiutare gli altri. Lo è invece avere un bilancio pubblico equilibrato (perché i soldi devi dimostrare di non buttarli via), cosa che in Italia viene trattata pochino e presentando l’UE come prepotente. Esattamente quello che fa la Repubblica Ceca sulle quote.

Il doppio standard UE: solidarietà selettiva su quote e qualità

Questo elemento della solidarietà comunque evidenzia come gli Stati membri siano tristemente concordi nell’accettare il principio “se il problema è mio gli altri devono aiutarmi, se è di qualcun altro a me che mi frega”. Vedi il caso opposto a quello migratorio, ovvero il fatto che le multinazionali ad est offrono prodotti di qualità minore rispetto che ad ovest. Non è che se ne parli molto “di là” e probabilmente pare di poco conto; ma significa che mangiando roba della Nestlé ceca dovremmo campare un po’ meno.

Tornando ai migranti, a ovest ČR & co sono stati presentati come dei bastian contrari anche se non è esatto. È vero che si sono sempre ostinatamente opposti alle quote migratorie, ma hanno anche provato a dare soluzioni alternative.

I paesi V4 tramite accordi a due (cioè senza la mediazione dell’UE) hanno dato parecchi finanziamenti all’Italia per aiutarla a gestire la migrazione. Hanno mandato le proprie forze dell’ordine ad aiutare la guardia costiera italiana. Si sono spesi per stabilizzare la Libia. Hanno fatto accordi con paesi africani che dovrebbero produrre un miglioramento della loro situazione economica e quindi ridurre il numero di morti di fame che vengono in Europa (e il paese che si è sbattuto di più, a sorpresa, dovrebbe essere l’Ungheria). Sono un po’ tutte cose che la Francia (per dire) non ha fatto e che sono contenute nel nuovo patto sulla migrazione, tra l’altro.

Ma di queste cose in Italia si è sempre parlato poco. Non posso nemmeno dire “non cielo dicono”, perché in effetti sul tema io stesso ho scritto parecchi articoli per Agenzia Nova.

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IIC Praga: programma ottobre-novembre 2020

febbraio 2022 maggio 2021 aprile 2021 IIC LOGO Enit e l'Italia XX settimana della lingua italiana

Programma eventi IIC: ottobre-novembre 2020

Trasmettiamo di seguito il programma degli eventi dell’Istituto italiano di cultura (IIC) per i mesi di ottobre e novembre 2020.

Vista la situazione epidemiologica l’IIC avverte il gentile pubblico che gli eventi sotto elencati potrebbero essere rinviati o potrebbe cambiare la modalità di partecipazione agli stessi.

ANIFILM: Festival di animazione a Třeboň

Dal 6 all’11 ottobre, il Festival internazionale del cinema di animazione.

Partecipazione italiana con “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” di Lorenzo Mattotti
Anifilm presenta ogni anno le tendenze, i metodi, le tecnologie e le tecniche di animazione nel loro sviluppo, supportando anche i lavori in fase di realizzazione e i nuovi progetti di animazione. I professionisti del cinema di tutto il mondo, ma anche studenti, educatori, teorici del cinema e appassionati di produzione animata, possono utilizzare Anifilm come piattaforma di confronto propositivo e come luogo di incontro. L’edizione 2020 del festival vedrà la partecipazione del film italiano La famosa invasione degli orsi in Sicilia, di Lorenzo Mattotti. In francese con sottotitoli in ceco e in inglese.
Nell’ambito della sezione industry del Festival, giovedì 8 ottobre si terrà anche un incontro virtuale con l’ingegnere del suono Andrea Martignoni.
Organizza la Občanské sdružení pro podporu animovaného filmu z.s.)/ OSPAF, col sostegno dell’Iiic.

Notte della Letteratura 2020: Lacci

7 ottobre 2020: Lettura dal romanzo “Lacci” di Domenico Starnone, sul tema Alternativa e tradizione.

Durante la serata, che si svilupperà in contemporanea dalle ore 18.00 alle 23.00 in numerosi luoghi di Praga 10, saranno letti brani della letteratura europea contemporanea tradotti in ceco. L’Italia sarà rappresentata dal romanzo “Lacci” di Domenico Starnone (Kniha Zlin, 2019, traduzione di Alice Flemrová).
Il libro di Starnone sarà presentato anche in altre città ceche, tra cui Dačice, Kutná Hora, Chomutov, Příbram, Litoměřice e Rýmařov. La Notte della letteratura è organizzata dai Centri Cechi, in collaborazione con il cluster EUNIC (European Union National Institutes for Culture) della Repubblica Ceca e con l’IIC.
Il programma ufficiale sarà annunciato nei prossimi giorni sul sito dell’evento.
Evento in lingua ceca
Ingresso libero

Prague Writers’ Festival 2020: Claudio Pozzani

Il poeta italiano Claudio Pozzani partecipa alla rassegna letteraria in programma dal 7 all’11 ottobre.

L’edizione 2020 del Prague Writers’ Festival vedrà la partecipazione del poeta italiano Claudio Pozzani, direttore artistico del Festival internazionale di poesia di Genova Parole spalancate, che venerdì 9 ottobre, con inizio alle ore 17.00, terrà un reading nel monastero praghese di Sant’Agnese (Anežská 12, Praga 1), mentre domenica 11, a partire dalle ore 16.00, commenterà nel Rock Café Prague (Národní 20, Praga 1) in compagnia del direttore del Festival Michael March, la proiezione del film concerto dei Talking Heads “Stop Making Sense”, diretto da Jonathan Demme. Collaborazione dell’IIC.
Ingressi a pagamento.

XX Settimana della lingua italiana nel mondo: 19-25 ottobre 2020

Su iniziativa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, dal 19 al 25 ottobre 2020 si terrà la XX Settimana della lingua italiana nel mondo che quest’anno avrà come tema: “L’italiano tra parola e immagine: graffiti, illustrazioni, fumetti”. Scopo della Settimana è di promuovere la lingua italiana in tutte le sue sfaccettature.

Mostra graphic novel 19-30 ottobre

Esposizione dedicata al graphic novel dal 19 al 30 ottobre.

XX SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO: “Il nuovo fumetto: temi, autori e linguaggi nel Graphic Novel italiano”
La XX edizione della Settimana della lingua italiana nel mondo, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, prende avvio a Praga con la mostra “Il nuovo fumetto: temi, autori e linguaggi nel Graphic Novel italiano”, un percorso espositivo interamente dedicato al Graphic Novel, che a partire da illustri precursori quali Dino Buzzati, Hugo Pratt, Andrea Pazienza, Vittorio Giardino e Lorenzo Mattotti, si focalizza sul nuovo secolo e sulle opere di numerosi artisti, tra cui Zerocalcare, Igort, Gipi, Francesca Ghermandi, Gabriella Giandelli, Lrnz, Manuele Fior e Leo Ortolani.
Organizzano LUCCA CREA Srl e l’IIC.
Dal 19 al 30 ottobre, Cappella barocca e Sala capitolare dell’IIC.
Ingresso libero (lunedì/giovedì, ore 10 – 17; venerdì, ore 10 – 13).

Serate barocche: Maestro delle Nazioni

21. 10. / 19:00 concerto

Omaggio a Giuseppe Tartini e ad Antonio Vivaldi L’ensemble Collegium Marianum inaugura la stagione 2020/2021 delle “Serate barocche” con un concerto interamente dedicato a Giuseppe Tartini e al suo illustre contemporaneo Antonio Vivaldi, nella suggestiva cornice del Palazzo Lobkowicz (Jiřská 3/1, Praha 1 – Hradčany). Tra i solisti, l’italiano Marco Testori suonerà il violoncello barocco. Organizza il Collegium Marianum, uno degli ensemble cechi più apprezzati nell’esecuzione di musiche del XVII e del XVIII secolo, col supporto dell’IIC e in collaborazione con la Lobkowicz Events Management.
Biglietti
Sito

Presentazione online: Hugo Pratt

22 ottobre / 18:00 – Letteratura: “Una ballata del mare salato” di Hugo Pratt. Presentazione online.

Nell’ambito della XX edizione della Settimana della lingua italiana nel mondo, l’Istituto Italiano di Cultura di Praga organizza la presentazione della traduzione ceca di “Una ballata del mare salato” di Hugo Pratt (Corto Maltese – Balada o slaném moři, Egmont, Praha, 2019, trad. Alice Flemrová), il volume che nel 1967 segna l’avvio dell’epopea di Corto Maltese, leggendario marinaio-eroe destinato ad incantare generazioni di lettori in tutto il mondo.
A presentare il volume sarà Alice Flemrová, docente di letteratura italiana presso l’Università Carlo di Praga e nota e instancabile traduttrice dall’italiano. Con lei dialogherà Richard Klíčník, fotografo, redattore, pubblicista, nonché traduttore ed esperto di fumetti.
L’incontro si terrà sulla piattaforma Zoom giovedì 22 ottobre, alle ore 18:00.
Partecipazione gratuita previa registrazione
25. 10. teatro – LK3P 2: Zelenavý ptáček 
Reinterpretazione in lingua ceca della commedia “L’augellin belverde” di Carlo Gozzi: un viaggio folle in un magico mondo dove tutto è possibile. Organizza la Geisslers Hofcomoedianten z.s. Regia di Petr Hašek. Collaborazione dell’IIC.
Teatro VILA Štvanice, Ostrov Štvanice 858, Praha 7, ore 20.00
Ingresso a pagamento

Festival del documentario di Jihlava

Dal 27 ottobre al 1 novembre si tiene il festival internazionale del documentario di Jihlava.

Anche quest’anno l’Istituto Italiano di Cultura di Praga collabora col Festival internazionale dei documentari di Jihlava, il più grande festival del settore nell’Europa centrale ed orientale, in programma dal 27 ottobre al 1 novembre nella città di Jihlava.
La XXIV edizione della rassegna prevede diverse sezioni, tra cui: “Fascinations”, una retrospettiva dedicata al cinema sperimentale polacco, “Constellations” con i titoli che hanno brillato ai principali festival mondiali di quest’anno e “Testimonies” dove saranno presentati i documentari più audaci nei settori della politica, della natura e del sapere.
Al programma anche una ricca presenza di opere italiane.

Mostra “Figure per Gianni Rodari” a Plzeň

6. – 27. 10. mostra illustrazione “Figure per Gianni Rodari – eccellenze italiane” a Plzeň

In occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita di Gianni Rodari dal 6 al 30 ottobre la Biblioteca di ricerca di Plzeň ospiterà la mostra “Figure per Gianni Rodari. Eccellenze italiane”, a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga e della Cooperativa Giannino Stoppani/Accademia Drosselmeier.
L’esposizione, ad ingresso libero, presenterà le opere di ventuno illustratori italiani, tra i quali Bruno Munari, Emanuele Luzzati, Altan, Beatrice Alemagna e Alessandro Sanna. L’iniziativa in onore di uno dei più innovativi autori per l’infanzia è organizzata in collaborazione con la Bologna Children’s Book Fair e la Regione Emilia-Romagna, e col sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’evento rientra nel quadro della XX Settimana della lingua italiana nel mondo.
Galleria di Evropský dům, nám. Republiky 12, Plzeň

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Mostra virtuale Enit: 100 anni di storia della promozione turistica italiana

febbraio 2022 maggio 2021 aprile 2021 IIC LOGO Enit e l'Italia XX settimana della lingua italiana

Comunicato IIC: mostra virtuale Enit

Trasmettiamo di seguito il comunicato stampa dell’IIC sulla mostra virtuale “Enit e l’Italia. Una gran bella storia”.

l’Istituto Italiano di Cultura di Praga, col sostegno dell’Ambasciata d’Italia, è lieto di segnalare che il prossimo 29 settembre, alle ore 12:00, si terrà l’evento di lancio della mostra virtuale online “Enit e l’Italia. Una gran bella storia”, organizzata da Enit – Agenzia Nazionale del Turismo, con l’obiettivo di valorizzare il lavoro di sistematizzazione del patrimonio culturale conservato dall’Ente.

Struttura della mostra virtuale: dalle origini all’era contemporanea

Si tratta di una mostra virtuale tridimensionale online che ripercorre le origini, gli sviluppi ed il ruolo centrale svolto dall’Enit in oltre cento anni di storia nella promozione dell’Italia come meta turistica all’estero.

La mostra è il risultato di un lavoro di recupero della storia dell’Ente che ha portato anche alla pubblicazione del volume “Promuovere la bellezza. Enit: cento anni di politiche culturali e strategie turistiche per l’Italia”. Strutturata per aree tematiche, la mostra racconta nella prima sezione la nascita dell’Ente e gli sviluppi fino ai giorni nostri; nella seconda, una selezione di manifesti storici consente un primo viaggio lungo l’Italia; si prosegue nella terza sezione con l’esposizione di pagine di editoriali promossi dall’Enit; per concludere con una panoramica fotografica tratta dall’Archivio che ripercorre l’Italia dal Nord al Sud.

L’incontro si terrà in lingua italiana, sulla piattaforma Zoom. Registrazione su Enit.it

Per ulteriori informazioni: Linda Valešová, ENIT – Czech Republic, Tel. / mobil +420 725 569 135; mail: [email protected]

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Mostra Rembrandt a Palazzo Kinský: 115 opere a Praga fino a gennaio 2021

Rembrandt
Učenec ve studovně, particolare. Fonte Galleria nazionale di Praga- https://sbirky.ngprague.cz/dielo/CZE:NG.DO_4288

Mostra Rembrandt inaugurata a Palazzo Kinský

La mostra “Rembrandt: Il ritratto di un uomo” è stata finalmente inaugurata a Palazzo Kinský in Piazza della Città Vecchia di Praga. Dura fino al 31 gennaio 2021.

Complessivamente sono presenti 115 opere provenienti da istituzioni nazionali e straniere e da collezioni private. Oltre 60 opere sono di Rembrandt Harmenszoon van Rijn, e il resto sono di suoi contemporanei e allievi. La mostra doveva iniziare nell’aprile di quest’anno, ma è stata posticipata a causa del coronavirus.

La mostra contiene molti prestiti internazionali. Non è mai stato possibile vedere così tante opere di Rembrandt insieme a Praga.

Composizione della mostra: 50 dipinti, 58 acqueforti e 7 disegni

Le 115 mostre della mostra comprendono 50 dipinti, 58 opere grafiche [penso acqueforti ndIP1W] e sette disegni. Il lavoro di Rembrandt è rappresentato da 10 dipinti e più di 50 opere su carta. Tra gli altri autori figurano Jan Lievens, Gerrit Dou, Ferdinand Bol, Govaert Flinck e Christopher Paudiss.

Učenec ve studovně: l’unico Rembrandt della Repubblica Ceca

La mostra è incentrata sul ritratto di Učenec ve studovně (discepolo nello studio, in copertina), l’unico dipinto di Rembrandt nella Repubblica Ceca. Fu dipinto nel 1634.

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Vaccino Covid ceco supera la fase 1: sviluppo verso la sperimentazione umana

Vaccino Campagna vaccinale in Repubblica Ceca
Di NIAID - Study Participant Receives NIAID/GSK Candidate Ebola Vaccine, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=36038613

Vaccino Covid ceco supera la fase 1: da roditori alla sperimentazione umana

Così riporta l’odierna edizione di Lidové Noviny, aggiungendo che il prototipo è stato testato su roditori, è sicuro e ha stimolato la risposta immunitaria corretta. L’ulteriore sviluppo dipenderà dalla decisione del ministero della Salute.

Il ministero della Salute ha annunciato l’inizio dello sviluppo del vaccino anti covid-19 all’inizio di maggio. I ricercatori hanno poi consegnato al ministero i dati sul completamento della prima fase la scorsa settimana. Solo dopo aver analizzato il fascicolo sarà possibile stabilire come procedere ulteriormente. Vale a dire che ancora non iniziano a punzecchiarci né tanto meno a chiedere se vogliamo fare da cavie umane (la sperimentazione umana dei vaccini si effettua su volontari, almeno fuori dalla Russia).

Chi sviluppa il vaccino: gli istituti coinvolti

Lo sviluppo del vaccino è un progetto che fa capo all’Istituto statale di sanità pubblica (Státní zdravotní ústav – SZÚ), all’Istituto di ematologia e trasfusioni (Ústavem hematologie a krevní transfuze) e all’Istituto di medicina clinica e sperimentale (Institutem klinické a experimentální medicíny – IKEM).

Finanziamento europeo e investimento ceco

Oltre a condurre un suo progetto interno, la Repubblica Ceca contribuisce finanziariamente allo sviluppo di un vaccino europeo ed ha stanziando a questo proposito 305 milioni di corone.

Coronavirus in Repubblica Ceca: altri articoli


Vannucci: il lockdown si evita con consapevolezza e rispetto delle regole

Italiani a Praga: Luca Vannucci, direttore del Laboratorio di Immunoterapia lockdown

Luca Vannucci: intervista sul Coronavirus

Dato che i numeri in relazione al Coronavirus sono quelli che sono, abbiamo intervistato di nuovo Luca Vannucci (qui interviste precedenti), direttore del Laboratorio di Immunoterapia all’Accademia delle Scienze Ceca a Praga.

Nuovo lockdown in Repubblica Ceca: necessario o evitabile?

La situazione è nuovamente critica anche se in parte diversa ai mesi scorsi. L’aumento di casi degli ultimi giorni è intenso e in qualche modo non prevedibile. È un aumento vero perché i contagiati aumentano a parità di test fatti. Un altro dato è che una discreta parte dei contagiati è sintomatica. Almeno finora però, la maggior parte dei sintomatici ha una malattia lieve che non necessita l’ospedale. Inoltre trattamenti e schemi di terapia definiti dall’esperienza di questi mesi permettono una gestione più agevole dei pazienti. Il dato da seguire ora è quanto aumentano i ricoveri giornalieri e quanti di questi sono gravi. Se il numero dei casi critici si mantiene basso nonostante la crescita dei contagiati, si potrebbe usare solo delle restrizioni – da rispettare adeguatamente – senza tornare al lockdown. Tuttavia questa è una situazione nuova e in evoluzione costante per cui non si possono fare previsioni definitive.

Perché la consapevolezza è più importante del lockdown

Se si riuscisse a trattare la maggior parte dei sintomatici a casa e ad isolare casi e zone critiche per tempo (pur con tutte le difficoltà del caso ecc.), si potrebbe adottare un modello più elastico di convivenza con il virus. Per poter fare così (escludendo la comparsa di aggravamenti oggettivi della situazione sanitaria che potrebbero renderlo inattuabile), c’è una condizione fondamentale per riuscirci: il grado di necessaria consapevolezza e collaborazione responsabile delle persone nei loro atteggiamenti.

Le tre regole fondamentali per evitare il lockdown: mascherine, distanza, igiene

In questo modo si può evitare di fare ricrescere la concentrazione ambientale del virus e con essa i contagi e la gravità della malattia che erano stati diminuiti dal lockdown. Ora il vantaggio ottenuto è in buona parte disperso dalla ripresa incontrollata di atteggiamenti non prudenti (per esempio assembramenti senza protezioni né social distancing). Per questo è importante continuare a seguire le tre regole fondamentali, ovvero “mascherine, distanziamento e igienizzarsi le mani spesso”.

Covid-19: mutazioni, effetti multi-organo e cosa sappiamo finora

Sostanzialmente no, salvo che può colpire non solo i polmoni ma più organi (cuore, intestino, reni, sistema nervoso, testicoli, vasi sanguigni – insomma, dove trova le molecole ACE2 a cui agganciarsi per infettarci). Non è il solo virus che agisce così: uno di questi è la parotite [gli orecchioni, ndIP1W], che nei bambini non è particolarmente grave mentre negli adulti si possono avere complicanze serie come pancreatite o sterilità. L’aggravarsi della parotite viene evitato con la vaccinazione, per il COVID-19 ancora non c’è ancora un vaccino. Questo virus ora cominciamo a conoscerlo un po’ meglio ma ci vuole ancora tempo per capire cosa fa effettivamente e quali strascichi lascia.

Carica virale e comportamenti: i fattori che contano davvero

Per quello che ne sappiamo ora, dalla primavera è mutato più volte, in relazione anche alle zone di diffusione, ma in maniera non significativa sulla sua attività. In alcune aree geografiche sembra un po’ più aggressivo che altrove (comunque sono vari i fattori che entrano in gioco); sostanzialmente però il suo comportamento non è cambiato in questi mesi e può aggredire con la stessa intensità (scarsa o drammatica) come prima.  È sempre stato presente e sempre quello è. Importante è la carica virale (ne avevamo parlato qui).

Reinfezione di Covid-19: possiamo ammalarci due volte?

Non lo sappiamo ancora. per certo. Tuttavia sono stati segnalati dei casi che risulterebbero aver sviluppato il Covid-19 due volte, ma non è chiaro se in questi casi il virus si sia nascosto [sarebbe una semplice ricaduta ndIP1W] o se in quel caso la risposta immunitaria sia stata debole [il contagiato ha sviluppato pochi anticorpi o anticorpi che non durano nel tempo ndIP1W].

Vaccino Covid-19: timeline, sviluppo e cosa aspettarsi

Se va tutto bene nel prossimo anno lo abbiamo, salvo non siano già in fase avanzata sperimentazioni su un largo numero di volontari [umani ovviamente ma visti i tempi non si sa mai, ndIP1W] che ne possano rendere più rapida la disponibilità in sicurezza. Le sperimentazioni sono iniziate [almeno 9 in corsa ndIP1W] ma a che punto siano non ho dati. Anche se non prevenisse totalmente la malattia sarebbe però utile almeno a proteggere dall’evoluzione verso i quadri più gravi, cosa importante soprattutto per le persone più deboli o esposte. Un’incognita sono le possibili mutazioni del virus che possono influire sull’efficacia del vaccino o anche, se il virus si indebolisse, renderlo meno necessario.

I nostri articoli sul Coronavirus in Repubblica Ceca


Tram T3 di Praga rinnovati fino al 2040: il piano della DPP

Voce del tram T3
Pavel Hrdlička (Czech Wikipedia user Packa) / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)

DPP conferma il rinnovamento dei tram T3 di Praga fino al 2040

Se avete trascorso anche un solo giorno a Praga dagli anni ’60 fino a oggi, siamo sicuri che anche voi avete messo piede in un tram T3. E se ancora non lo avete fatto, non preoccupatevi: avete almeno altri vent’anni di tempo.

Chiamato anche nesmrtelné (dal ceco “immortale”), con il suo design decisamente retrò, il tram T3 si integra perfettamente con il paesaggio praghese, rubando il cuore dei viaggiatori. Ogni tanto qualcuno rimane scettico davanti al suo aspetto, ma se pensate che si tratti di un ferro vecchio, state per ricredervi.

L’agenzia per il trasporto pubblico di Praga (Dopravní podník hlavního města Prahy – DPP) non solo usa con soddisfazione questo tipo di tram da parecchio tempo, ma ha deciso di continuare ad adoperarli almeno fino al 2040. Prima però, i mezzi verranno rinnovati.

Il progetto era stato approvato già nella primavera del 2019, ma solo recentemente è stata ufficializzata la gara d’appalto vinta dalla società Cegeleg.

Il direttore della compagnia Miroslav Opa ha spiegato che “Inizialmente questi mezzi erano stati progettati per durare circa sedici anni, ma nella pratica hanno dimostrato di poter resistere molto più a lungo, richiedendo pochissima manutenzione”.

I tram T3 verranno utilizzati prettamente per le corse serali, poiché la DPP ha dichiarato di non volere impiegare i propri mezzi più spaziosi e moderni in orari notturni.

Diventeranno veicoli con pianale ribassato, ovvero con ingressi senza scalini e più agevoli per le persone con mobilità ridotta. Si monteranno anche dei nuovi impianti elettrici.

“Sarà una ristrutturazione quasi totale” ha aggiunto Opa. “Vogliamo assicurarci che i tram continuino ad essere affidabili almeno per altre due decadi”.

Minima spesa, massima resa: ottimizzazione DPP

Strategia di ottimizzazione DPP per contenere i costi.

La DPP ha deciso di ottimizzare al meglio il processo di rinnovo: si smonteranno gli impianti
elettrici originali, si ripareranno aggiungendo nuovi componenti e infine si rimonterà il tutto.

Cegeleg e il progetto di rinnovamento: 300 milioni di corone

Cegeleg dovrà occuparsi della ristrutturazione di 65 tram direttamente a Praga, dove l’azienda ha già delle sedi. In totale, i lavori costeranno 300 milioni di corone.

Lezioni dal passato: i T3R.PFL e gli errori di budget della DPP

Ma se questa soluzione è abbastanza low cost, bisogna ricordare che la DPP non è sempre stata così efficiente con il suo budget! In passato sono già stati ricostruiti 35 tram T3, convertiti in T3R.PLF. Invece di riparare la carrozzeria pre-esistente, per i T3R.PFL si era deciso di costruire una nuova struttura esterna da zero, facendo lievitare vertiginosamente i costi.

Al momento Cegeleg sta anche lavorando alla modernizzazione dei tram di Lipsia e di Manila (Filippine).

Approfondisci: guida ai tram di Praga


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