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Divorzio a Praga: come funziona e l’esperienza italiana di Luca Menna

Luca Menna divorzio
Luca Menna - foto Jana Juškevič - https://yanayushkevich.com/

Prima o poi di divorzio su questa pagina avremmo dovuto parlare. Presentiamo quindi l’esperienza di Luca Menna.

La storia è archetipica. Italiano viene qua in vacanza (regalo di laurea), conosce una ceca, la invita in Italia. Si conoscono, si innamorano e dopo 2 anni di spostamenti reciproci, lei decide di trasferirsi in Italia. Si sposano, hanno un figlio. Le cose iniziano ad andare male, sostanzialmente per i problemi di lei ad adattarsi a vivere in Italia. È una cosa normale, come molti italiani hanno problemi ad adattarsi a vivere qui, è logico che ci sia anche il problema opposto. Quindi alla fine lei decide di tornare in Repubblica Ceca e chiedere il divorzio.

Come ti senti alla fine di tutto?

Dopo la sentenza di divorzio mi sento molto leggero e sollevato perché anche sulla “carta” la nostra relazione ha trovato la parola fine.

Perché è finita con tua moglie?

Perché è mancato tra di noi un certo dialogo interculturale. Eravamo la classica “coppia mista” che con coraggio ed amore ha cercato di creare una famiglia e fino ad un certo punto ci stava anche riuscendo. Poi, si sa, le coppie miste si muovono costantemente e quoridianamente su un doppio binario che vede sia la dimensione affettiva che quella relazionale soggetta a troppe differenze culturali, ambientali e di mentalità. Mi dispiace che la mia ex moglie non sia riuscita ad integrarsi ed ambientarsi in Italia, ma sento di avercela messa tutta per aiutarla, anche se alla fine posso comprenderla.

Il ruolo della famiglia ceca e della babička nel divorzio

I rapporti sono buoni dai. Soprattutto con la mia ex suocera (!!!) che in questi anni ha cercato sempre di farmi sentire meno la distanza con mio figlio, facendomi telefonare e mandandomi foto e video di lui. Insomma è una super nonna o meglio una super babička [ride, ndIP1W]. Con la mia ex mogliedopo un lungo periodo di distacco forte e freddo adesso siamo più collaborativi nel cercare le soluzioni migliori per il bene comune di nostro  figlio.

Divorzio a Praga vs Italia: tempi, procedura e differenze legali

Il processo qui a Praga ha molte similitudini con quello italiano, solo che qui la giustizia è molto più celere e nell’organizzazione sono molto precisi e attenti ad ogni minimo dettaglio. Tra l’altro, qui il divorzio diventa valido subito, al momento della sentenza, mentre in Italia c’è un periodo di limbo di qualche anno che viene lasciato lì nella speranza di eventuali ripensamenti. Mi hanno messo a disposizione una brava traduttrice al mio fianco che ha facilitato molto la comunicazione col giudice potendomi esprimere liberamente senza riserve e senza incomprensioni.

Discriminazione e competenze culturali

Ti sei sentito discriminato in quanto straniero? L’episodio in aula e le competenze culturali.

In realtà una sola volta. Nella penultima udienza, dove si decideva l’affidamento del bambino, la giudice ad un certo punto  mi fa: “Sig. Menna mi tolga una curiosità: ma lei si è laureato per fare spaghetti? Come funziona in Italia? Mi spieghi un po’!” [Qui dobbiamo segnalare che il sig. Menna lavora per un importante produttore di pasta. ndIP1W]. Questa domanda ha suscitato un certo imbarazzo non solo in me, ma anche nei presenti in aula. Le ho risposto che “in Italia ci sono anche laureati in fisica nucleare che fanno i facchini… ci arrangiamo noi italiani…” la cosa è finita così nell’ilarità generale.

Come trovare un avvocato per il divorzio a Praga da italiano

Mi serviva un avvocato che parlasse molto bene l’ Italiano. Quindi ho scelto il mio scorrendo la lista degli avvocati dell’Ambasciata d’Italia a Praga. Il mio è una persona molto cordiale, disponibile, un buon conoscitore della cultura italiana che parla e comprende molto bene la nostra lingua.

Come valuti il risultato della causa di divorzio?

Sentenza ovvia, scontata [affidamento del bimbo alla madre, ndIP1W]. Insomma sulla base del semplice fatto che due persone sono diverse culturalmente ed eticamente, è giusto che le loro strade si dividano. Alla fine di questa triste storia (ogni separazione porta strascichi dolorosi) rimarrò sempre un papà che ogni mese prende un aereo per raggiungere il proprio figliolo e dorme in albergo per giocare con lui al parco…va bene così.


Luca Menna: arbitro e professionista da 30 anni

47 anni, abruzzese, lavora da 20 anni per uno dei maggiori produttori di pasta in Italia. Arbitro per passione da 30 anni, uno dei più “anziani” direttori di gara dell’Associazione Italiana Arbitri.


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Massimo Canepa a Praga: 30 anni tra transizione ceca, impresa e Vespa Piaggio

Massimo Canepa in un disegno di Tiziano Marasco
Massimo Canepa in un disegno di Tiziano Marasco

Massimo Canepa: dall’impresa nella transizione ceca al sogno Vespa Piaggio

Massimo Canepa in Repubblica Ceca (1993)

Massimo Canepa arriva in Repubblica Ceca, fra i fondatori della comunità italiana.

Sono arrivato in Repubblica Ceca per la prima volta nel lontano 1993. Posso essere considerato a pieno titolo uno dei padri fondatori ancora viventi (per il rotto della cuffia, ndr) della comunità italiana. Inizialmente sono rimasto qualche mese e poi ho preso la decisione definitiva di trasferire la mia vita qua il 10 aprile 1994.

Massimo Canepa sulla sua Vespa Piaggio a Praga
Massimo Canepa sulla sua Vespa Piaggio

Da Príbram a Praga: la proposta di lavoro che cambiò tutto

Ho avuto una proposta di lavoro come dirigente in Repubblica Ceca dall’azienda per cui lavoravo in Italia. Avevano appena acquisito una fabbrica di carpenteria pesante proprio a Příbram. A Praga venivo spesso, ma mi resi conto che non era possibile fare avanti e indietro ogni mattina per andare a lavorare a Příbram. Sono solo 60km, ma le ore di lavoro erano tante e quelle di svago altrettanto. Decisi così di non stabilirmi a Praga.

Impatto con il mondo del lavoro ceco

Come fu l’impatto con il mondo del lavoro ceco, all’epoca in fase di marcata transizione dal sistema comunista a quello capitalista?

Mi aspettavo di trovare una fabbrica con tecnologie obsolete, invece fui sorpreso dalla modernità delle strutture, delle tecnologie a disposizione e dalle imponenti dimensioni dell’azienda. Dall’altro lato però c’erano delle gravi carenze a livello organizzativo.

Lo stipendificio: 1.400 impiegati per 600 operai in fabbrica

Beh, basti pensare che la fabbrica aveva 2,000 dipendenti così ripartiti: 1,400 negli uffici di amministrazione e solo 600 in produzione. Capirete da voi che si trattava di uno stipendificio tenuto in piedi da contributi statali. I bilanci dell’azienda erano sempre in perdita e questo sistema non poteva più funzionare dopo il 1989 e dovemmo operare una profonda riorganizzazione della forza lavoro (brutali licenziamenti, ndr).

Massimo Canepa sulla sua Vespa Piaggio a Praga

Chi acquistava bulloni da 10mm, chi da 12mm: l’assurdo burocratico ceco

C’erano impiegati addetti ai ruoli più disparati e spesso inutili. Basti pensare che nell’ufficio acquisti, ogni impiegato acquistava bulloni di filettature diverse, ad esempio c’era chi acquistava quelli con diametro 10, chi quelli con diametro 12 e così via. La mia prima domanda fu (all’epoca tradotta dall’interprete): “Ma perché questo lavoro non lo può fare una sola persona?” Mi risposero che “Ci hanno detto di fare così e lo facciamo!”.

Primo giro in fabbrica come dirigente

Questo non è l’episodio più particolare. Raccontami del tuo primo giro in fabbrica come dirigente.

Stavo andando a conoscere tutti i reparti dell’azienda con il mio interprete per capire come funzionasse. Entrai in un piccolo ufficio dove un impiegato stava a testa bassa a leggere il giornale e gli chiesi di cosa si occupasse. Mi rispose che era il “responsabile delle bandiere” e mi mostrò degli armadietti dietro di lui che contenevano dei vessilli della ČSSR, che periodicamente dovevano essere cambiati, ma questo avvenne fino al 1989 circa ed era il 1994. Praticamente l’addetto mi spiegò che lui era venuto a lavorare tutti i giorni regolarmente (lo provavano anche i registri delle presenze), ma che, stranamente, nessuno gli aveva più chiesto di cambiare le bandiere.

La nascita del business Vespa di Massimo Canepa

Dalla fabbrica di Příbram alla passione: come nasce il business Vespa di Massimo Canepa

L’esperienza da dirigente aziendale è finita molti anni fa ed ho iniziato ad occuparmi di quello che amo veramente, la Vespa Piaggio. Inizialmente ho aperto una rivendita di motocicli multimarca usati e ricambi a Příbram. Era un settore veramente agli albori, ma avevo percepito un certo interesse da parte dei cechi per le due ruote e il mio intuito mi dette ragione. Le vendite andarono benissimo e tantissimi cechi si avvicinarono al mondo delle moto e degli scooter. Ma la mia vera passione è sempre stata la Vespa Piaggio e da tre anni a questa parte sono riuscito a coronare questo sogno a Praga.

A destra la Vespa bianca di Simona Garau

Il trasferimento di Massimo Canepa

23 anni dopo: da Příbram a Praga e il negozio Vespa.

Sì, dopo 23 anni vissuti a Příbram, mi sono trasferito a Praga nel 2017 e ho aperto inizialmente un negozio dedicato solo alla Vespa a Palmovka. Ho subito notato quanto vivo e dinamico sia il mercato a Praga. Avevo già una base di clienti, ma in soli tre anni sono riuscito a farmi conoscere e a diventare un punto di riferimento per molti. Cosa che mi inorgoglisce e che mi rende felice di andare a lavorare ogni giorno.

Holešovice: il negozio Vespa Piaggio di Massimo Canepa a Praga

Sì, insieme ad altri tre partner, abbiamo deciso di unire le nostre forze e capacità e aprire un punto vendita con officina, che a suo modo ricorda le vecchie officine meccaniche italiane degli anni ’80. Si tratta di un posto dove puoi venire a bere un caffè e fare due chiacchiere, mentre il meccanico ti aggiusta la Vespa o mentre compri dei ricambi. Abbiamo aperto a maggio 2020 e siamo stati subito presi d’assalto da parte dei nostri clienti che ci hanno dimostrato subito grande affetto.

Dove trovare Massimo Canepa: indirizzo e contatti del negozio Vespa a Holešovice

Il negozio si chiama Vespisti Veri e si trova all’interno di una vecchia cartiera a Holešovice, a pochi passi dalla stazione della metropolitana. Tra l’altro è anche la sede del Vespa Club Praga. Venite pure, vi offro un caffè e un rummetto!

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Antivirus Ceco 2020: Tutte le Estensioni degli Aiuti per Imprese e Autonomi

antivirus fare business in repubblica ceca OSVČ
Lavoro liberi professionisti business

Prorogato contributo Antivirus in Repubblica Ceca

Il governo ceco ha esteso fino alla fine dell’anno l’erogazione di uno dei contributi del programma Antivirus.

Per le aziende costrette a chiudere a causa delle restrizioni, lo Stato rimborserà l’intero stipendio dei dipendenti. Lo stato rimborserà anche l’80 per cento della compensazione salariale alle persone in quarantena. Il ministero delle Finanze rinvierà tutti i pagamenti di IVA, imposta sul reddito e tassa di circolazione agli imprenditori interessati da misure governative fino alla fine dell’anno. Il consiglio dei ministri ha inoltre approvato un contributo agli imprenditori per affitto commerciale e compenso finanziario per tour operator e cultura.

Antivirus A fino alla fine dell’anno, aumentano gli aiuti

Il governo ha prorogato fino a fine anno l’erogazione di uno dei contributi del programma Antivirus, ovvero il contributo A. Per le aziende costrette a chiudere lo Stato rimborserà gli stipendi dei dipendenti fino a 50.000 corone di superhrubá. Anche il pagamento dell’80% dello stipendio degli impiegati in quarantena è stato prolungato fino alla fine dell’anno.

La misura è retroattiva, quindi vale anche per tutto ottobre.

Oltre al programma “A”, il programma Antivirus offre anche un contributo B, con il quale lo stato compensa il 60 per cento della retribuzione salariale quando la produzione e i servizi sono ridotti a causa della carenza di materie prime. Il piano B durerà fino a fine ottobre e non è prevista proroga. Vi è poi l’Antivirus C, che questo giro non è contemplato.

Ministero Finanze pospone l’IVA per le PMI

Il ministero delle Finanze (MF) differirà il pagamento di alcune tasse agli imprenditori colpiti dal covid. Sono rinviati tutti i pagamenti di IVA imposta sul reddito e bollo fino a fine 2020.

È sufficiente inviare all’amministrazione finanziaria una notifica in cui si dimostra di soddisfare le specifiche necessarie. Si può fare anche via posta elettronica.

Rimborsi IVA e Tax Credit: Recupera le Imposte Pregresse

Il MF ha reso noto che se gli imprenditori si aspettano una perdita fiscale per quest’anno, possono richiedere il rimborso dell’imposta sul reddito pagata nei due anni precedenti fino all’importo di tale perdita e avranno il denaro sul proprio conto entro quindici giorni dalla richiesta di rimborso.

Gli imprenditori possono continuare a usufruire di alcune misure all’interno del cosiddetto pacchetto di liberazione (liberační balíček), introdotto durante l’ondata primaverile della pandemia. Esse includono, ad esempio, un’esenzione globale dalla tassa amministrativa per la presentazione delle domande all’ufficio fiscale o doganale o un’esenzione globale dall’IVA sulla fornitura gratuita di attrezzature di protezione di base.

COVID III OSVČ: Bonus 500 CZK al Giorno per Autonomi e PMI

Siccome siamo sempre l’ultima ruota del carro, per noi non hanno ancora definito nulla. In ogni caso il MF intende anche proporre un’estensione del programma COVID III domani, durante la riunione straordinaria del governo, e un bonus compensativo per i lavoratori autonomi e le piccole società a responsabilità limitata senza dipendenti per un importo di 500 CZK al giorno.

Lo Stato paga nuovamente parte dell’affitto degli imprenditori

Gli imprenditori a cui è stato ordinato dal governo di chiudere o ridurre le operazioni in relazione alla lotta al coronavirus potranno richiedere il rimborso dell’affitto per il terzo trimestre 2020. Lo stato contribuirà al 50% dell’affitto totale per questo periodo. L’importo massimo del supporto è però di dieci milioni di corone. Questa volta la sovvenzione non è subordinata a eventuali sconti del locatore.

Chi Può Beneficiare: Ristorazione, Sport, Fiere e Spettacoli

La misura è volta ad aiutare strutture di ristorazione, discoteche, cinema, congressi, fiere, gallerie. Possono ricorrere a questa misura anche strutture sportive piste di pattinaggio, palestre, piscine, saune, centri wellness, zoo.

Sussidi per Tour Operator: Indennizzi Statali Crisi COVID

I vettori di autobus turistici (cioè NON Flixbus né Regiojet) riceveranno dallo Stato una cifra variabile per coprire le perdite dovute alla crisi.

I sussidi dovrebbero compensare i vettori per le perdite dall’inizio dello stato di emergenza a marzo fino alla fine di giugno di quest’anno. L’importo del sussidio verrà calcolato per numero di sedili degli autobus rimasti vuoti al giorno. Lo Stato distribuirà il denaro in base alle classi di emissione degli autobus e alla loro capacità. I vettori con la classe di emissioni EURO VI più ecologica riceveranno il massimo, fino a 135 corone per sedile al giorno. Anche qui sono comunque previsti dei tetti.

COVID Kultura: Finanziamenti Estesi Settore Culturale 2020

Artisti e imprenditori nel campo della cultura potranno richiedere una sovvenzione nell’ambito del programma COVID kultura, che prevede lo stanziamento complessivo di 750 milioni di corone. L’aiuto sarà fornito a chi ha sostenuto costi inutili o non ha potuto continuare la propria attività artistica o culturale a causa delle misure in atto contro la diffusione del coronavirus.

Non essendo esperti economisti, magnaschei di lungo corso, squali della finansa, la nostra panoramica è piuttosto miope. Potete trovare maggiori dettagli sul programma Antivirus (in ceco) nell’articolo di ČTK oppure presso i vari ministeri di riferimento:

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Smart-working nelle aziende italiane in Repubblica Ceca: l’indagine Camic 2020

Camera di commercio Italo Ceca: pubblicata la newsletter del 15 luglio

Smart working in aziende italiane in Repubblica Ceca

Oltre l’80% delle aziende italiane attive nella Repubblica Ceca ha implementato lo smart-working (telelavoro) come reazione alla pandemia di coronavirus.

È quanto emerge da un’indagine condotta in agosto dalla Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca (Camic) tra le imprese associate e partner. Il sondaggio sull’implementazione dello smart-working ha coinvolto 150 imprese.

Settori e dimensioni aziendali: chi ha adottato il telelavoro

La maggior parte delle imprese che ha fatto ricorso a forme di flessibilità è attiva nei servizi, circa il 20% nell’industria. Oltre il 50% delle aziende ha scelto il telelavoro come precauzione dovuta alla situazione epidemiologica, un quinto delle imprese ha adottato il lavoro a distanza per migliorare il funzionamento dell’azienda e il 16% vede lo smart working come puro benefit per i dipendenti.

“Questa indagine ci ha permesso di scattare una fotografia sulle nostre aziende, in merito a uno dei fenomeni più rilevanti degli ultimi anni per il mondo del lavoro” ha commentato Matteo Mariani, segretario generale Camic.

L’indagine completa è disponibile sul sito della Camera di Commercio Italo-Ceca

L’indagine mostra anche che l’implementazione dello smar-working è trasversale rispetto alle dimensioni delle aziende e ai settori produttivi. In secondo luogo, l’effetto acceleratore dell’emergenza Covid-19. Come dimostrano i dati, questo si ripercuote direttamente sulla gestione delle risorse umane, sul coordinamento dei team distaccati e sulla misurazione delle prestazioni. L’elemento tecnologico paradossalmente sembra passare in secondo piano.

Tra le imprese che non hanno implementato lo smart working, prevalgono le imprese industriali.

Impatto sulla produttività: cosa dicono i dati

Tra i potenziali effetti negativi, il possibile calo della produttività, temuto dal 44% dei soggetti senza esperienza. Tuttavia, circa il 60% delle imprese non registra variazioni significative in questo senso, il 25% riporta un miglioramento e il 17% un peggioramento delle prestazioni.

All’indagine hanno preso parte 150 imprese. In circa due terzi dei casi si tratta di piccole dimensioni (fino a 49 dipendenti), il 20% medie (fino a 249 dipendenti) e il 17% grandi imprese (250 e più dipendenti).

Il principale settore di attività sono i servizi e consulenza (48%), seguono industria (22%) e commercio (11%).

“Considerando il quadro nel suo insieme, possiamo affermare che la capacità di reazione delle aziende è stata importante. Per molti operatori, l’esperienza forzata dall’emergenza sta divenendo la nuova normalità. Per trasformarlo anche in un elemento di competitività, ogni azienda dovrà trovare il proprio equilibrio e ponderare gli obiettivi di impresa con
le esigenze organizzative e quelle dei dipendenti”, ha concluso Mariani.

Scopri altri articoli sulla sezione Lavoro in Repubblica Ceca


Magia nera e rituali occulti: come i cechi tentarono di uccidere Hitler nel 1938

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https://www.flickr.com/photos/recuerdosdepandora/7106028925

Il piano occulto: magia nera e rituali contro Hitler nel 1938

Un accordo tra un gruppo di maghi dell’occulto e il presidente cecoslovacco Edvard Beneš prevedeva una serie di incantesimi per uccidere il leader nazista.

Siamo nel 1938, momento delicatissimo per tutto il mondo e per la Cecoslovacchia, che sta cercando in tutti i modi di non cedere all’occupazione nazista.

Ci si concentra principalmente sulla difesa dei confini e si cerca un’alleanza con la Francia, ma vengono fatte anche scelte decisamente meno convenzionali. Come ad esempio, provare ad assassinare Hitler con un rito magico.

E se la cosa vi sembra assurda (non possiamo darvi torto), forse è il caso di fare un passo indietro e spiegare quella che è la storia dell’occulto nella Cecoslovacchia del XX secolo.

L’ermetismo della prima Repubblica e Jan Kefer

Il periodo tra il XIX e il XX secolo è caratterizzato da continue innovazioni tecnologiche, portando le persone ad una progressiva fiducia nei confronti della scienza a discapito del cristianesimo.

Tra scienza e religione inizia però a farsi strada qualcos’altro: l’ermetismo. Questo termine deriva da Ermete Trismegisto, dio greco dell’occulto, e racchiude dentro di sé discipline quali l’alchimia, l’astrologia e la magia in senso più ampio.

I primi anni del Novecento sono chiamati “l’età dell’oro dell’ermetismo ceco” ed è proprio nel 1906 che nasce colui che sarebbe diventato l’occultista più conosciuto della Cecoslovacchia: Jan Kefer.

Durante questa “età dell’oro” l’ermetismo si divide in due correnti: una composta da persone che durante e dopo la Prima Guerra Mondiale praticano l’occulto in maniera superficiale, principalmente con l’obiettivo di comunicare con i defunti.

Il secondo gruppo è invece composto da coloro che studiano questo mondo più a fondo. Nel 1920 questo gruppo fonda “L’associazione libera dei lavoratori dell’occulto”, rinominata poi Universalia nel 1930. Jan Kefer ne diventa il punto di riferimento dell’associazione, che conta ben 700 membri.

Non pensate a Kefer come ad un personaggio strambo e popolare solo tra il suo gruppo di seguaci: è un uomo di cultura, un abile pianista e parla molteplici lingue. Passa molto del suo tempo al Café Louvre, popolare luogo d’incontro per gli intellettuali della Prima Repubblica a stringere rapporti con altri uomini influenti.

Ma con l’arrivo dei tedeschi, la vita di Kefer assume tutta un’altra piega.

I quattro rituali occulti di Kefer contro Hitler: il piano segreto (1938-1941)

Quando la guerra con la Germania è ormai imminente, il Kefer e i suoi seguaci decidono che c’è solo un modo per salvare la Cecoslovacchia: usare la magia per uccidere Adolf Hitler.

Petr Kalač: la riscoperta dei documenti del Centro di Ermetismo Ceco

A dare un resoconto di questi avvenimenti è Petr Kalač, che fa parte del Centro di Documentazione dell’Ermetismo Ceco.

Il patto segreto con Beneš: politica e occultismo nella lotta antinazista

Nel 1938 il Kefer approccia il presidente cecoslovacco Edavrd Beneš per offrirgli i suoi servizi. Ovviamente, se si venisse a sapere pubblicamente che il presidente si è messo a dare retta a un gruppo di maghi per combattere la Germania, Beneš perderebbe tutta la sua credibilità. Ma in tempi così critici bisogna provare ogni possibile soluzione ed è così che Kefer riceve, privatamente, il permesso di procedere col suo piano.

La profezia oscura: l’epilogo dell’ultimo rituale del 1941

Secondo Kalač si possono contare ben quattro rituali tra il 1938 e il 1941. Tutt’ora non si conoscono le procedure esatte o i dettagli, ma sembrerebbe che il gruppo di occultisti cambiasse o aggiungesse dei nuovi elementi al rituale per ogni tentativo.

Ovviamente sappiamo tutti che Hitler non è morto a causa del malocchio, ma si narra che proprio durante l’ultimo rituale si sia materializzata una creatura dalla forma strana che si sarebbe rivolta a Kefer dicendogli “la Cecoslovacchia sopravviverà, ma tu pagherai con la vita”.

I nazisti, l’astrologia e la fine di Kefer

Nel giugno del 1941 Kefer viene arrestato dalla Gestapo. A quante pare, anche i nazisti provano un certo interesse nei confronti dell’occulto, tant’è che vogliono che Kefer diventi l’astrologo personale di Hitler.

Ovviamente lui si rifiuta, guadagnandosi l’antipatia della Gestapo che in breve tempo scopre di tutti i rituali organizzati per uccidere il Führer. Secondo Petr Kalač, a tradire Kefer è proprio un membro della sua cerchia di occultisti di nome Smichowski.

Kefer viene poi portato nel campo di concentramento di Flossenbürg, dove muore il 3 dicembre del 1941.

Secondo suo figlio non esiste nessuna documentazione ufficiale che attesta la permanenza di Kefer a Flossenbürg, nonostante la sua famiglia avesse ricevuto una lettera in cui lui stesso dichiarava di trovarsi prigioniero lì.

Alcuni occultisti sono convinti che a portarlo via sia stata proprio quella creatura strana apparsa durante l’ultimo rituale.


Come dichiarare di non possedere una TV in Repubblica Ceca: guida alla procedura online

Come compilare il modulo per non pagare il canone TV in Repubblica Ceca
Come compilare il modulo per non pagare il canone TV in Repubblica Ceca

Nel precedente articolo vi abbiamo spiegato la legge sul canone TV in Repubblica Ceca ed elencato i casi di esenzione.

Proprio recentemente ho ricevuto una lettera da parte di Česká televize, che mi informava della necessità di pagare il canone TV qualora fossi in possesso di uno degli apparecchi radiotelevisivi elencati.

Non possedendo una TV e non essendo gli smartphone e i computer soggetti a canone, ho quindi provveduto, come richiesto, a rispondere entro 30gg con una delle tre modalità disponibili (posta, email, via form online sul sito di ČT).

Ho deciso di fare tutto online e mi sono quindi collegato al sito prohlaseni.tvpoplatky.cz.
Una volta aperto il sito, la prima cosa da fare è compilare i tre campi obbligatori che identificheranno la nostra utenza.

Come compilare il modulo per non pagare il canone TV in Repubblica Ceca
Come compilare il modulo per non pagare il canone TV in Repubblica Ceca

Dobbiamo inserire

  • codice identificativo (viene comunicato dalla Česká televize nella lettera che riceverete)
  • prime tre lettere del cognome
  • indirizzo email

Come scaricare, firmare e caricare il modulo online su prohlaseni.tvpoplatky.cz

Una volta inseriti questi tre valori e cliccato Invia riceveremo via email un codice di accesso per proseguire ad una nuova schermata dove potremo scaricare il modulo in cui solennemente dichiareremo di non essere in possesso di alcuno degli apparecchi elencati.

modulo-dichiarazione-non-possesso-tv-repubblica-ceca

Il modulo deve essere stampato, compilato con i nostri dati, firmato, scannerizzato e caricato sul portale.

Cosa dichiari quando non possiedi una TV: elenco completo apparecchi

Cosa stiamo solennemente dichiarando?

Dichiariamo di NON possedere:

  • Televisione
  • TV portatile
  • TV portatile LCD
  • car TV
  • computer dotato di scheda o esterno (es. USB, apparecchiature per la ricezione di trasmissioni televisive)
  • decoder di trasmissioni televisive digitali (cosiddette set-top box)
  • videoregistratore dotato di sintonizzatore
  • registratore DVD dotato di sintonizzatore

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Elezioni Senato Repubblica Ceca 2020: esiti ballottaggi e nuova composizione

Senato Repubblica Ceca
Autore: Krokodyl – Vlastní dílo, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16871678

Ballottaggi Senato 2020 Repubblica Ceca: risultati e quadro completo

Proviamo, perché non è un’impresa scontatissima. In effetti, se un senatore rappresenta una coalizione di 4 partiti, i media cechi non lo contano come esponente del partito principale, ma di tutti e quattro. Quindi ad esempio, si legge in giro che una Top09 adesso ha 8 senatori, anche se non è affatto vero. Molto probabilmente Top09 di senatori dovrebbe averne al massimo 3, mentre gli altri 5 confluiranno nei gruppi parlamentari di partiti più forti, ovvero Stan e Ods.

Analisi Esiti

STAN e ODS sono i due partiti che hanno ottenuto più senatori. In precedenza ne avevano 19 a testa e ora il primo partito sarà STAN, quindi per una legge non scritta della politica ceca, il nuovo presidente del Senato dovrebbe essere di STAN.

ČSSD si conferma un partito nel dramma. A questo turno elettorale “difendeva” 10 poltrone alla camera alta e le perde tutte.

ANO si conferma un partito ad personam e chiude malissimo. Uno solo tra i suoi candidati vince il ballottaggio. Ano dunque avrà 2 senatori in meno rispetto al biennio 2018-2020.

Perché STAN vince alle elezioni del Senato: il ruolo della rappresentanza locale

Ricordiamo infatti che il Senato ceco viene eletto a rotazione, ogni due anni vengono eletti 27 senatori su 81. Ogni senatore inoltre rappresenta il distretto in cui è stato eletto, che poi è il motivo per cui STAN, formazione che riunisce personalità note a livello locale, va così bene alle elezioni della camera alta.

Elezioni Senato 2020 – risultati

Tenendo conto di quanto detto in precedenza e prendendo per buono che ogni candidato eletto rappresenterà la prima formazione della sua lista, i risultati dovrebbero essere questi:

  • STAN – 11 senatori
  • ODS = 6
  • KDU-ČSL = 4
  • Top09 = 2
  • Pirati, Ano, Svobodní, Indipendenti = 1 senatore a testa

TOT = 27

Composizione Senato ceco 2020: governo, opposizione e nuovi equilibri

Sulla base di questo, il nuovo numero di senatori partito per partito dovrebbe essere questo:

GOVERNO

  • ANO = 5 senatori (-2 rispetto al 2018-20)
  • ČSSD = 3 (-10)

OPPOSIZIONE

  • STAN = 27 (+6)
  • ODS = 23 (+6)
  • KDU-ČSL = 14 (-1)
  • Pirati = 4 (+1)
  • Top09 = 3 (+1)
  • Svobodní = 1 (+1)
  • Indipendenti = 1 (-2)

Cosa affascinante, servono 7 senatori per avere un gruppo parlamentare alla camera alta, quindi i due partiti di governo dovrebbero essere costretti a fondersi. All’opposizione si vedrà.

Senato ceco: poteri, limiti e funzionamento della camera alta

Inoltre la Repubblica Ceca ha un bicameralismo imperfetto alla tedesca. La camera alta ha dei poteri relativamente ridotti. Può respingere un progetto di legge approvato dalla camera dei deputati una sola volta, parimenti può chiedere una sola volta di apportare modifiche a un disegno di legge.

Il Senato è escluso dalle decisioni in merito al diritto costituzionale, alla legge elettorale, alla legge sui rapporti tra le camere del parlamento e a questioni correlate ad alcuni trattati internazionali. Inoltre, se il Senato non si esprime su un disegno di legge entro 30 giorni dalla proposta, la legge viene automaticamente inoltrata al presidente.

Il Senato non è soggetto a voti di fiducia e parimenti non esprime la fiducia al governo. Pertanto, in caso di scioglimento della Camera dei deputati, il Senato rimane attivo e può adottare misure urgenti che normalmente potrebbero essere proposte dal governo; tali misure devono essere approvate in occasione della prima riunione della camera dei deputati neo-eletto. Tali misure non possono però riguardare costituzione, bilancio dello Stato, legge elettorale e questioni relative ad alcuni trattati internazionali.

Altro dalla sezione attualità


Schengen Repubblica Ceca: aggiornamenti live sulla riapertura dei confini

Viaggio in italia Cortina di Ferro Confini Schengen
La cortina di ferro a Čížov - fonte Commons

Riapertura confini Schengen Repubblica Ceca: aggiornamento live

Se sapete il ceco e volete controllare real time la situazione delle riaperture dei confini Schengen, potete consultare questa mappa interattiva

7 ottobre

VIAGGI VERSO L’ITALIA: OBBLIGO DI TAMPONE 
Considerato il sensibile peggioramento della situazione epidemiologica in Repubblica Ceca e il forte incremento di casi registrato oggi in Italia, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato questa sera un’ordinanza che con entrata in vigore immediata dispone test per chi arriva dalla Repubblica Ceca. Chi volesse recarsi in Italia dovrà presentare un test di negatività al Covid rilasciato non oltre 72 ore prima dell’arrivo a destinazione.
Worldometers della Repubblica Ceca per il 7 ottobre

15 settembre

    Quarantene e test Covid per paese Schengen

  • Necessario test (o quarantena di 5 giorni) per ingresso in Slovacchia
  • Olanda dispone quarantena di 10 giorni per chi si torna da Praga
  • Cipro chiude ai turisti cechi

Worldometers della Repubblica Ceca per il 14 settembre

14 settembre

Il peggioramento della situazione epidemiologica complica i viaggi dei cechi nell’area Schengen. Il numero di persone infette sta crescendo sei volte più velocemente che nella vicina Germania.
  • La Svizzera introduce la quarantena per i cechi da oggi
  • I turisti cechi non sono ammessi in Finlandia e Danimarca
  • I cechi possono andare in Ungheria solo se hanno prenotato un soggiorno
  • Chi proviene da Praga deve fornire un test negativo in Germania e Belgio
  • I cechi possono andare in Grecia solo via aerea
  • La Slovacchia probabilmente escluderà oggi la Repubblica Ceca dai paesi sicuri

10 settembre

    Restrizioni per regione: Praga vs resto della Repubblica Ceca

  • Germania e Belgio hanno inserito la regione di Praga nelle zone a rischio, quindi se vogliamo andarci ci serve un test negativo di max. 48 ore prima oppure quarantena. Vale solo per la regione di Praga, quindi ci spiace molto per la sezione Brno che questo giro non ha nulla di cui lamentarsi.
  • Sta storia dell’Ungheria la riassumiamo con “il primo settembre hanno chiuso completamente i confini e 5 giorni dopo li hanno riaperti a tutti i turisti perché si son accorti che a fine mese c’è la finale di supercoppa europea a Budapest e devon vendere i biglietti”. Fate conto che stasera a Budapest recuperano una partita di Europa league rinviata per Covid 2 settimane fa. Una partita tra una squadra estone e una squadra slovena però.

7 agosto

In ragione dei vari cambiamenti degli ultimi giorni pubblichiamo una mappa aggiornata e comprensiva di Stati non appartenenti all’area Schengen.europa ampia

12 giugno

  • Dal 15 giugno dovrebbe essere riaperto completamente la circolazione Schengen tra Repubblica Ceca e Italia. Il ministro degli Esteri ha ridisegnato i parametri di circolazione dei cittadini cechi, quindi si può andare dovunque nell’UE tranne che in Svezia e Portogallo. Da lunedì la situazione sarà più o meno questa. Fonte-Rozhlas

Dal 16 Austria e Slovenia dovrebbero riaprire completamente i confini con l’Italia

COLLEGAMENTI CON L’ITALIA

    Voli e trasporti terra verso l’Italia

  • Diverse compagnie aeree hanno in programma il ripristino di voli diretti con l’Italia. Su precisa richiesta di questa Ambasciata, Alitalia ha fatto sapere di non prevedere voli per il mese di giugno. Ad oggi sono disponibili solo soluzioni con partenza da Praga e scalo in Paese terzo.
  • L’Agenzia Profi Taxi ([email protected]) offre trasporti via terra verso Monaco e Verona.
  • Sono riaperte le frontiere con la Germania, da cui sono operativi collegamenti aerei con l’Italia.

5 giugno

  • Completa riapertura dei confini (livello Schengen) tra Repubblica Ceca, Austria, Slovacchia e Ungheria.
  • Repubblica Ceca apre completamente i confini con la Germania. Berlino non ricambia.
  • La Repubblica Ceca riapre gli aeroporti a tutti i voli provenienti dall’UE (ma i controlli restano).
  • UE dovrebbe decidere della riapertura dei propri confini interni ed esterni il 15 giugno.

La situazione attuale, al netto di aperture in altri Stati, è questa qui. Teniamo conto che la Svezia non ha mai chiuso i propri confini.

3 giugno

  • Da mezzanotte riapertura dei confini tra Repubblica Ceca e Slovacchia completa e reciproca, niente più controlli al passaggio da un paese all’altro.
  • Da mezzanotte l’Austria riapre i confini con la Repubblica Ceca e tutti gli altri paesi confinanti (Slovenia, Ungheria, Slovacchia, Germania, Svizzera, Lichtenstein) esclusa l’Italia. Il premier austriaco Sebastian Kurz ha dichiarato che Vienna potrebbe approvare la riapertura delle frontiere con l’Italia il 15 giugno.

1 giugno

Governo approva riapertura dei confini con il cosiddetto metodo del semaforo. I paesi europei vengono divisi in “sicuri”, “mediamente sicuri” e “a rischio”.

  • Nel caso di provenienza da un paese a rischio (rosso) tutti (cechi, stranieri residenti e stranieri) devono presentare un test negativo al COVID-19 all’ingresso nella ČR.
  • Nel caso di provenienza da un paese mediamente a rischio (giallo), il test negativo al COVID-19 deve essere presentato solo dagli stranieri non residenti.
  • Libertà completa per i paesi sicuri (verdi).

La proposta deve passare in parlamento e quindi tutto può cambiare. Se nulla accade, dal 15 giugno si seguirà la divisione degli Stati, come proposta dal ministro degli Esteri Tomáš Petříček.

30 maggio

Ministro Esteri Tomáš Petříček annuncia riapertura completa confini con 7 Stati. Slovenia, Croazia, Ungheria, Austria, Germania, Grecia e Bulgaria. La riapertura dovrebbe partire dal 15 giugno.

28 maggio

Croazia annuncia riapertura dei confini con 10 Stati dell’UE: Slovenia, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria, Germania, Polonia e repubbliche baltiche.

27 maggio

Riapertura dei confini tra Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. È possibile viaggiare tra i paesi senza la necessità di presentare un test negativo per covid-19 e senza quarantena se si tornano nel paese di origine entro 48 ore. Il premier ceco Andrej Babiš ha detto che ci saranno comunque controlli di frontiera, operati dagli agenti di polizia slovacchi. Alla frontiera, i cittadini cechi potrebbero ricevere una conferma dell’orario di ingresso nel territorio slovacco e successivamente dimostrare l’orario di uscita al ritorno. La stessa opzione sarà disponibile per viaggiare in Ungheria.

Il Ministro della Sanità Adam Vojtěch ha dichiarato che il governo sta lavorando sull’allentamento generale dei controlli, dividendo sempre i paesi in “rischiosi” e “non rischiosi”. La Repubblica Ceca potrebbe quindi non effettuare test alle persone che torneranno da paesi non rischiosi. Vojtěch originariamente ha parlato del fatto che un tale rilassamento del regime di frontiera dovrebbe aver luogo l’8 giugno.

I test potrebbero essere definitivamente abbandonati, per quanto riguarda Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia ed Austria, a partire dal 15 giugno.

26 maggio – Riapertura dei confini cechi, permanenza entro 72 ore

I cittadini UE e gli extracomunitari con residenza a lungo termine nell’UE possono entrare in Repubblica Ceca per un massimo di 72 ore per lavoro o per motivi familiari. Devono presentare un test negativo al COVID-19 e indicare l’indirizzo nel quale  soggiornano.

In caso di motivi familiari, solo gli stranieri con evidenti legami familiari nella Repubblica Ceca, incluso un partner di vecchia data, saranno fatti entrare nel Paese.

Ulteriore esenzione dal divieto di ingresso degli stranieri saranno i cittadini dell’UE che arrivano in Repubblica Ceca per studiare all’università, e i lavoratori dell’industria alimentare con visto ceco valido dall’11 maggio. Anche questi devono fornire un test negativo al Covid.

Altro nella sezione Notizie


Mappe ufficiali e risorse Covid-19 Repubblica Ceca

Mappe interattive confini Schengen e comunicazioni ufficiali

MINISTERO SALUTE CECO – https://www.mzcr.cz/obsah/2020_4107_1.html
AMBASCIATA D’ITALIA IN REPUBBLICA CECA

Mappe Covid-19 Repubblica Ceca e tracciamento casi


Cecoslovacchia: dalla Seconda Repubblica al Protettorato (1938-1939)

Protettorato
Mappa del Protettorato Fonte - commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Protektorat_Bohmen-Mahren.png Edit - Italia Praga One Way

Riportiamo, per gentile concessione, l’articolo “Cecoslovacchia: dalla Seconda Repubblica al Protettorato” di Amedeo Gasparini, originariamente pubblicato su L’Osservatore


La Prima Repubblica Cecoslovacca (1918-1938): ascesa e declino

Nel tardo ottobre 1918 Alois Jirásek – noto politico ceco, nominato quattro volte al Premio Nobel per la Letteratura, senza mai riceverlo – in Piazza San Venceslao a Praga dichiarò l’indipendenza della Cecoslovacchia da un decadente ed in seguito sconfitto Impero Austro Ungarico, l’ambizioso e multietnico progetto – profondamente ottocentesco nell’ossatura, arrugginito ulteriormente dalla Grande Guerra e vittima delle sue contraddizioni multietniche – che sarebbe stato frammentato dal Trattato di Saint-Germain (1919, per l’Austria) e Trianon (1920, per l’Ungheria); questi due, padri legittimi – o illegittimi a seconda dei punti di vista – della Prima Repubblica Cecoslovacca.

Prima Repubblica (durata vent’anni) che crollò in seguito agli Accordi di Monaco (29-30 settembre 1938) – firmati da Germania nazista, Italia fascista, Gran Bretagna, Francia – che prevedevano la cessione dei territori dei Sudeti al Terzo Reich; si noti – su espressa intenzione del Duce – che nessuna autorità cecoslovacca fu invitata a quello che poi sarebbe stato noto semplicemente come “diktat di Monaco”, che cannibalizzò le regioni dei cristalli con la scusa del “Lebensraum”, lo “spazio vitale”. Oltre a corroborare territorialmente e strategicamente i domini nazionalsocialisti, la prima conseguenza dell’annessione del ’38 fu la separazione di due etnie – quella ceca e quella sudeta – che avevano convissuto pacificamente per diversi decenni.

1938 – la conferenza di Monaco

Dalla conferenza della capitale bavarese sembravano aver vinto tutti: Francia e Regno Unito (che a differenza di Germania e Italia si erano presentati alla conferenza del tutto impreparati e incapaci a battere i pugni sul tavolo degli accordi di fronte ai due dittatori) credevano che la guerra sarebbe stata scongiurata. Neville Chamberlain addirittura tornò in patria sventolando una copia del trattato, mossa che gli fu rimproverata fino alla fine dei suoi giorni – e anche oggi – vista la legittimazione all’invasione territoriale dei nazionalsocialisti. Pesante la polemica di Winston Churchill – anche se fu l’unica o quasi nel giubilo del Partito Conservatore inglese – nei confronti del Primo Ministro: “You were given the choice between war and dishonour. You chose dishonour, and you will have war” (“Potevate scegliere tra guerra e disonore. Avete scelto il disonore e avrete la guerra”).

Leggi anche: Operazione anthropoid – l’attentato a Reinhard Heydrich

Dal canto suo, il Duce d’Italia – che si ritenne protagonista e mediatore (evidentemente di parte) durante gli accordi in Baviera – riuscì nella classica presa di tempo italiana: quella dello «stiamo a guardare», anche se è pur vero che la presa di tempo serviva per implementare le forze militari, anche se i risultati – campagna di Russia docet – sono stati miseri. Per quanto Hitler fingesse di tenere nel cassetto il suo progetto di Blitzkrieg (la guerra lampo), le sue intenzioni erano più che chiare: il Führer dovette aspettare qualche mese per assumere il comando totale dei territori cechi “affettati” dalla limitrofa Repubblica; a Sud l’Austria era diventata parte della Grande Germania sei mesi prima, in barba al Trattato di Saint-Germain che impediva l’unione tra i due paesi.

Il 1° ottobre 1938, quello che rimase della Prima Repubblica Cecoslovacca si aggregò in una fragile Seconda Repubblica, che durò solo centosessantasette giorni: il Capo dello Stato – il conservatore Emil Hácha – entrò in carica a fine novembre, dopo Edvard Beneš, dimessosi il 5 ottobre. Lo pseudo-indipendente territorio cecoslovacco – un tempo centro nevralgico dell’impero “unico e indivisibile” asburgico – era ridotto ad una piccola strisciolina, inglobata per metà nel Terzo Reich, confinante a Sud con l’Austria post-Anschluss e il regno magiaro del Reggente filonazista Miklós Horthy e a Nord-Est con la Polonia prossima all’invasione tedesca.

1939 – l’invasione

E poi nel marzo 1939 la fine di tutto: Hitler convocò – non era più il tempo di inviti – il leader slovacco ed sacerdote cattolico antisemita Jozef Tiso a Berlino il 13 marzo per convincerlo a far votare al Parlamento slovacco l’indipendenza da Praga. Cosa che puntualmente avvenne il giorno dopo, quando nacque la Repubblica Slovacca (1939-1945), indipendente (nemica di Praga, ma amica dei nazisti) con Tiso Presidente. All’una di notte del 14 marzo Hitler aveva convocato il Presidente cecoslovacco Hácha a Berlino, intimandogli di non opporre resistenza per l’invasione che avrebbe preso piede la mattina del giorno dopo. Con le spalle al muro – e incalzato anche dal Comandate della Luftwaffe, Hermann Göring, braccio destro del Führer – Hácha, debole di cuore tra l’altro, accettò l’occupazione della Wermacht, che si completò due giorni dopo.

La Seconda Repubblica Cecoslovacca era morta: la sua lenta esistenza era stata spenta de facto ottant’anni fa, il 15 marzo 1939, quando le truppe tedesche entrarono – senza trovare alcuna resistenza – nella città sul Moldava.

Studenti tedeschi si preparano ad accogliere Hitler il 15 marzo 1939
Fonte: Commons – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Skupina_n%C4%9Bmeck%C3%BDch_student%C5%AF_z_Prahy_jde_pozdravit_V%C5%AFdce.gif

Il Protettorato di Boemia e Moravia: la vassallizzazione della Cecoslovacchia

In seguito all’invasione lo scenario morfologico dell’Europa Orientale cambiò. Ad Est la Repubblica Slovacca di Tiso, mentre ad Ovest il Protettorato di Boemia e Moravia venne inizialmente posto sotto la diretta “supervisione” teutonica di Konstantin von Neurath, già ambasciatore a Roma dal 1921 al 1930, ambasciatore a Londra fino al 1932, ministro degli Esteri fino al febbraio 1938, quando subentrò Joachim von Ribbentrop, firmatario del famoso accordo con i bolscevichi dell’URSS. Sempre più indebolito, Emil Hácha rimase Presidente, ma fu obbligato alla massima fedeltà al Reich: nonostante le repressioni di von Neurath, Berlino lo sostituì con Reinhard Heydrich, principale collaboratore di Heinrich Himmler – numero due del Reich, braccio sinistro di Hitler – che si conquistò, neanche con molta fatica, il titolo di “Boia di Praga”, città segnata tutt’ora dalla barbarie nazionalsocialista e dall’indimenticato annientamento dei “sovversivi” che alzavano il capo.

Leggi anche: Operazione anthropoid – il film sull’attentato

Cosa insegna la disgregazione della Seconda Repubblica Cecoslovacca (preceduta dagli accordi di Monaco) e la conseguente creazione del Protettorato di Boemia e Moravia ottant’anni fa? Abbastanza non è mai abbastanza: attenzione a fare concessioni al nemico sperando che con quanto concesso si siano preposte le premesse per la pace. Il regime totalitario non può accontentarsi: il suo spazio vitale è inesauribile per definizione. Il suo bacino d’influenza non è mai troppo. La sua fame non è mai saziabile. Come un virus, deve entrare in tutti i gangli sociali e statali per prosperare e moltiplicarsi: attraverso lo strumento della propaganda (che sia la stampa, la radio, il giornale, il social medium, poco importa), della scusa di dover proteggere il proprio popolo da un nemico (che siano ebrei, o testimoni di Geova, o zingari, o prigionieri politici, o asociali, o immigrati, poco importa), della costruzione del consenso tramite prebende (che siano territoriali o monetarie, poco importa), della nomina di un capo supremo (che si chiami Führer, Comandante, Condottiero, Duce, Poglavnik, Generale, Generalissimo, Colonnello, Imperatore, Capitano, Conducător, Caudillo, poco importa).

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Elezioni regionali 2020 Repubblica Ceca: risultati partito per partito e coalizioni

Elezioni regionali ceche 2020: un’analisi completa

È vero, Praga non è interessata dalle regionali 2020, ci teniamo il #SindacoPirata ancora un po’. Ma le regionali ci sono state in tutte le altre 13 regioni ceche, quindi è giusto dire qualcosa.

Ricordiamoci di non prendere questi risultati come un sondaggio elettorale. I partiti in corsa sono molti di più (notare che la sezione “altro” ha superato il 14%) rispetto alle politiche. Inoltre qui, al contrario che da noi, le coalizioni vengono separate rispetto ai risultati dei partiti nelle regioni in cui corrono da soli. Quindi, ad esempio, l’ODS ha preso l’8,66% dei voti totali solo nelle regioni dove ha corso da sola, ma in parecchie ha corso come coalizione. I voti delle coalizioni sono contati a parte e, dato che le coalizioni sono tutte diverse, sono considerate singolarmente. Altro esempio, la coalizione Pirati+Stan a livello nazionale ha preso l’1,4% dei voti, ma sono tutti nella regione di Olomouc, dove è arrivata seconda.

Affluenza 37%: numeri alti nonostante il Covid

Affluenza al 37%. Alta per i nostri stnadard alla faccia del Covid.

Vittoria ANO: risultati e commenti

Risultati elezioni regionali 2020: ANO vince con il 27%, Babiš consolida alle urne

ANO – il partito del premier di Andrej Babiš ha vinto, con buona pace dell’opposizione e della stampa anti Babiš. Con stampa anti Babiš si intende qualsiasi media che non sia suo (ovvero Dnes e Lidové Noviny) e che non sia un’agenzia di stampa, quindi neutrale per vocazione. Quindi stampa anti Babiš siamo anche noi. Il partito di maggioranza ha ottenuto più voti rispetto al 2016. Ha vinto in 10 regioni contro le 9 del 2016. Avrà in complesso 2 consiglieri in più. Il tutto in tempo di Coviddi. Agli spareggi per il Senato Ano manda 8 candidati su 27, il che conferma che Ano è un partito ad personam.

Pirati: exploit regionale e delusione senatoriale

Pirati – hanno vinto ma non bene come speravano. Nel 2016 avevano 5 consiglieri, ora ne avranno più di 100 – obiettivo centrato. Ma bisogna tener conto del fatto che nel 2016 in Parlamento avevano 0 e ora hanno il 10%. In ogni caso in tutte le regioni hanno ottenuto più del 10% (escluso Karlovy Vary) e questo è un risultato sorprendente. Altra sorpresa: sono un partito a trazione praghese e hanno dato il bago all’SPD praticamente dovunque. Meno bene al Senato. Speravano di ottenere 4 senatori, così da avere un gruppo tutto loro alla camera alta, e ne mandano due agli spareggi (uno si spera grazie al voto del Pieralli). La loro vittoria è testimoniata dallo stesso Babiš che in CS ha detto “i Pirati sono i nostri alleati naturali” (nel 2017 diceva così dell’ODS).

ODS e STAN – le due formazioni che hanno vinto meglio. Mandano parecchia gente al ballottaggio per il Senato (dove già hanno la maggioranza). Sono gli unici che hanno vinto in qualche regione (ODS a Hradec Králové e STAN a Liberec e in Boemia centrale).

KDU-ČSL – da buoni Democristiani sono per lo status quo e ottengono risultati simili a quelli del 2016. Poteva andar meglio a Zlín ma il voto di Domino ci ha salvati.

SPD – ignorando il sopracitato bago preso dai Pirati in regioni in cui dovrebbero essere molto più forti (Karlovy Vary, Ostrava, Ústí nad Labem), la valutazione resta difficile. Si tratta di un partito (marcatamente) populista ad personam che ruota attorno a Tomio Okamura. Questi nel 2016 aveva appena abbandonato il suo precedente partito (marcatamente) populista ad personam Úsvit, e quella volta l’SPD aveva ottenuto lo 0,6%. Ora, correndo sempre solo, l’SPD ottiene il 6%. Il punto è capire quanti dei consiglieri che nel 2016 stavano con Úsvit negli ultimi quattro sono passati con SPD. Okamura ha detto di aver guadagnato una trentina di consiglieri. Al Senato non pervenuti.

TOP 09 – Partito a trazione praghese come i Pirati. La capa Markéta Pekárová Adamová ha detto che le Regionali 2020 sono “un grande successo” perché tutte le coalizioni e i candidati sostenuti da Top 09 hanno ottenuto ottimi risultati. Sarebbe da capire ora quanti capi-lista o candidati al senato erano membri di Top09. Perché a prima vista nessun loro rappresentante sarà né hejtman (presidente della regione) né senatore.

KSČM e ČSSD – catastrofe annunciata secondo tutti (direi pure loro). I comunisti notano che “i nostri elettori vengono dalla parte più anziana della popolazione e hanno avuto paura del Covid”. Dalla qual frase non mi vien da dire che fra 4 anni e senza Covid possa andar meglio. I soc-dem, da tempo un partito che non sa bene cosa fare di sé stesso, sono passati dal 15 al 4,92%. Complici le elezioni del 2017, va bene. Ma sentire Hamáček commentare lo spoglio con la frase “direi che buona parte dell’ottimismo di qualche ora fa se n’è andato” non è confortante.

Trikolora – hanno ottenuto più di zero consiglieri regionali (2). Decisamente troppi. Decisamente pessimo risultato.

Coalizioni regionali 2020: indicazioni per le politiche 2021

Perché ANO ha vinto dovunque, ma molto probabilmente non governerà molte regioni. 4 anni fa si era andati al voto con l’idea del “vediamo che succede”. Ora si va con l’idea del “siamo tutti diversi, ma almeno non siamo quello lì”.

La stampa ceca ha dato attenzione alla coalizione Pirati+STAN a Olomouc. Due Partiti con programma “fluido e malleabile” che sono il primo forte alla Camera e il secondo in Senato. Si dice che possa essere una coalizione per le politiche del 2021. Stiamo a vedere. Ma non è l’unico caso, come ha lasciato intendere la capa di Top09.

Di fatto dietro ad Ano in quasi tutte le regioni c’è una schiera di coalizioni multipartitiche che, se trovano un accordo, possono governare senza il partito di Babiš. Ricollegandoci al discorso delle coalizioni, quindi, i partiti che possono avere più hejtman sono STAN e ODS. Secondo la stampa ceca può essere il principio della strategia per le elezioni del prossimo autunno. Ma è un discorso lungo, complesso e che devono portare avanti i partiti. Non certo noi.

Ballottaggio senato 2020: spareggi e candidati in corsa

Si è detto che i voti qui sono contati in maniera opposta a come si fa da noi. Per quanto riguarda il meccanismo elettorale, poi, funziona ugualmente in modo opposto. Da noi i candidati a presidenti della regione, se non ottengono il 40%, vanno al ballottaggio, mentre qui ti tieni la percentuale che becchi al primo colpo.

Ad andare al ballottaggio sono invece i candidati senatori (a meno che non prendano il 50%). Questo perché ogni membro del Senato ceco rappresenta una singola circoscrizione elettorale. Dei 27 senatori su 81 che si dovevano eleggere oggi, 26 dovranno attendere il ballottaggio di domenica prossima. L’unica circoscrizione che fa differenza è quella di Děčín, dove ha vinto Zbyněk Linhart (STAN).

Sistema elettorale Senato ceco: come funziona il ballottaggio 2020

Il Senato ceco viene eletto a rotazione, ogni due anni viene eletto un terzo degli 81 senatori. Inoltre la Repubblica Ceca ha un bicameralismo imperfetto alla tedesca. La camera alta ha dei poteri relativamente ridotti. Può respingere un progetto di legge approvato dalla camera dei deputati una sola volta, parimenti può chiedere una sola volta di apportare modifiche a un disegno di legge.

Il Senato è escluso dalle decisioni in merito al diritto costituzionale, alla legge elettorale, alla legge sui rapporti tra le camere del parlamento e a questioni correlate ad alcuni trattati internazionali. Inoltre, se il Senato non si esprime su un disegno di legge entro 30 giorni dalla proposta, la legge viene automaticamente inoltrata al presidente.

Il Senato non è soggetto a voti di fiducia e parimenti non esprime la fiducia al governo. Pertanto, in caso di scioglimento della Camera dei deputati, il Senato rimane attivo e può adottare misure urgenti che normalmente potrebbero essere proposte dal governo; tali misure devono essere approvate in occasione della prima riunione della camera dei deputati neo-eletto. Tali misure non possono però riguardare costituzione, bilancio dello Stato, legge elettorale e questioni relative ad alcuni trattati internazionali.

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