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Primark a Praga: dove si trova nel Flow Building e come candidarsi

Photo by Italia Praga One Way

Primark arriva in Repubblica Ceca

Il colosso della fast fashion farà il suo ingresso nel paese entro la fine del 2020, e si è alla ricerca di personale da assumere in prospettiva dell’apertura.

La catena d’abbigliamento irlandese Primark aprirà il suo primo punto vendita a Praga, per la precisione nel nuovo Flow Building (vedi foto) di Václavské náměstí.

Come candidarsi a Primark Praga: le posizioni aperte

Nonostante la pandemia, i lavori per la costruzione dell’edificio sono a buon punto e dovrebbero terminare entro la fine dell’estate. Secondo Kupi.cz si è già alla ricerca di impiegati da assumere per la nuova sede.

Perché i cechi aspettavano Primark a Praga: fine dei tour a Dresda e Vienna

Gli abitanti della Repubblica Ceca hanno atteso a lungo l’arrivo del marchio. Da anni esiste addirittura un’azienda di trasporti che si occupa di organizzare dei “Primark shopping tour” a Dresda.

Jan Kotrbáček, un consulente immobiliare la cui azienda collabora con Primark, ha dichiarato che “La nuova sede a Praga sarà la punta di diamante dell’Europa centrale e dell’est. Tutti i consumatori provenienti dalla Boemia e Moravia che fino ad ora sono stati costretti a recarsi a Dresda, Linz e Vienna si sposteranno a Praga perché il negozio sarà più grande e in una location più interessante nel centro della capitale”.

Strategia Primark nell’Europa centrale

La strategia di Primark: fast fashion a prezzi bassi che conquista l’Europa centrale.

Primark ha più di 300 sedi sparse tra l’Europa e il Nord America, la maggior parte di essi si trova in Spagna, Regno Unito e Irlanda. Il successo del brand consiste in una strategia che combina un continuo viavai di nuove collezioni d’abbigliamento (per l’appunto, la cosiddetta fast fashion) a prezzi particolarmente bassi.

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Pařezová chaloupka: quando una fermata autobus diventa un’attrazione (e nessuno frena più a Němčovice)

Pařezová chaloupka
Adam Hauner / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)

Situata in uno dei comuni più piccoli della Repubblica Ceca, con la sua aria fiabesca la Pařezová chaloupka riesce a catturare l’attenzione di tutti coloro che vi passano davanti.

Fermata autobus ispirata a fiaba ceca

Pařezová chaloupka: la fermata autobus trae ispirazione dalla celebre fiaba ceca Pohádky z mechu a Kapradí.

La Pařezová chaloupka non è una fermata degli autobus come tutte le altre: una casetta di legno a forma di albero con due folletti che fanno la guardia non può certo passare inosservata. E se pensate che sembri uscita da una fiaba avete ragione! La sua struttura è ispirata proprio a un cartone animato ceco (Pohádky z mechu a Kapradí – Storie di muschio e felci) che aveva due folletti (Křemílek e Vochomůrka) come protagonisti.

L’intenzione degli amministratori del comune di Němčovice (nei pressi di Plzeň) era proprio quella di creare un luogo particolare che attirasse l’attenzione dei guidatori.

Attrazione turistica: cosa rende unica Pařezová chaloupka

Da curiosità locale a meta turistica, questo luogo attira sia ciclisti che automobilisti.

Se prima chi si trovava di passaggio procedeva a tutta velocità senza degnare il paesino di particolare considerazione (ricordiamo che la popolazione di Němčovice raggiunge appena i 120 abitanti!) adesso è impossibile non fermarsi a dare un’occhiata. Molto spesso ciclisti e automobilisti interrompono il loro percorso per osservare meglio la fermata e scattare delle foto.

Progetto comunitario: come nasce e vive Pařezová chaloupka

Costruzione e inaugurazione della capanna a Němčovice (2018-2019).

I lavori per la Pařezová chaloupka sono iniziati nel 2018 ed è stata inaugurata nel 2019. La sua realizzazione è il frutto della collaborazione tra gli abitanti di Němčovice: molti si sono offerti volontari, chiedendo che gli venissero pagati solamente i materiali di costruzione.


Repubblica Ceca beneficiario netto dell’UE: +50 miliardi di corone nel 2020

Bilancio europeo: la ČR riceve 50 miliardi di corone in più
MPD01605 / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)

Benefici netti dall’UE per l’Albania

Aumenta l’attivo netto del paese, che dall’UE ha ricevuto 50 miliardi di corone in più rispetto ai contributi versati in precedenza nel bilancio europeo.

Le somme di denaro ricevute dall’Unione europea nella prima metà del 2020 ammontano a circa 50,1 miliardi di corone in più rispetto a quanto versato in passato dalla Repubblica Ceca nel bilancio europeo.

Ne ha parlato il ministro delle Finanze Alena Schillerová in una conferenza stampa. L’anno scorso invece la cosiddetta posizione netta del paese ammontava a 24,4 miliardi di corone.

Secondo il ministro, l’aumento della posizione netta durante l’inizio di quest’anno è dovuto soprattutto alle entrate maggiori ottenute dai fondi dell’Unione Europea uniti agli ausili ricevuti per via della pandemia coronavirus.

Nel primo semestre del 2020, la Repubblica Ceca ha ricevuto 82,1 miliardi di corone dal bilancio europeo ed ha versato 32 miliardi. Come negli anni scorsi, il paese è rimasto un  cosiddetto “beneficiario netto dell’UE” (riceve più soldi di quelli che dà).

Il direttore della Banca Nazionale Ceca (Česká národní banka – ČNB) Rusnok ha dichiarato che “l’euro offre dei vantaggi a lungo termine, mentre la corona è più adatta ad affrontare la crisi imminente”.

Dall’inizio dell’anno il paese ha ottenuto 52,4 miliardi di corone dal Fondo strutturale e dal Fondo di coesione. Inoltre sono stati elargiti anche 29,7 miliardi di corone per la Politica agricola comune.

Da quando si è unita all’UE nel maggio del 2004, la Repubblica Ceca ha versato 648,8 miliardi di corone nel bilancio europeo e da esso ha ricevuto 1.510 miliardi. In totale, la ČR ha quindi ricevuto 859,9 miliardi di corone in più rispetto ai contributi versati.

Secondo i dati raccolti dalla Commissione Europea nel 2018, si può dire lo stesso delle altre nazioni che sono entrate nell’UE nel 2004. Il volume dei versamenti supera le entrate solo per i paesi fondatori dell’unione (Germania, Francia, Italia o Regno Unito).

Mappa dei pagatori UE: Germania e Polonia

Germania e Polonia: la mappa dei pagatori e beneficiari netti dell’Unione Europea

Nel 2018, la nazione che ha contribuito maggiormente al bilancio europeo è stata la Germania che ha pagato 13,4 miliardi di euro (quindi circa 338 miliardi di corone) rispetto a quanto ricevuto. La Polonia è stata invece il paese che ha ricevuto di più, con circa 12,3 miliardi di euro (310 miliardi di corone) in più rispetto a quanto aveva versato nel bilancio.

Leggi altre notizie dalla Repubblica Ceca


Affitto a Praga: 10 consigli per evitare errori quando firmi il contratto

Affitto a Praga: tutti i siti e i gruppi Facebook dove cercare appartamento e coinquilini

Cercare un appartamento in affitto a Praga è decisamente un’esperienza stressante.

Cercare stanze e appartamenti in affitto a Praga: competizione e velocità

Prezzi degli affitti a Praga: tendenze e negoziazione

In questo post, oltre che in quest’altro dove vi abbiamo fornito alcune regole di base, vogliamo darvi una serie di utili consigli da seguire quando cercate una stanza o un appartamento in affitto in Repubblica Ceca.

Ammobiliato o non ammobiliato

Appartamento ammobiliato o no: strategie di negoziazione

Siate flessibili quando cercate un appartamento. La competizione è alta e se trovate l’appartamento perfetto, ma mancano alcuni arredi, chiedete se è possibile averlo arredato. In alcuni casi il padrone di casa potrebbe acconsentire, ma alzarvi l’affitto; altre volte potreste invece ritrovarvi una casa già arredata, ma preferireste scegliere voi i mobili. In questo caso potrete chiedere al proprietario di rimuovere parte dell’arredamento.

Danni e riparazioni

Controllate attentamente l’abitazione. Se vedete qualcosa di rotto, fatelo notare e chiedete se verrà aggiustato prossimamente così in futuro non potranno accusare voi stessi di averlo danneggiato.

È bene chiarire queste situazioni nel contratto d’affitto: così l’inquilino può dichiarare la propria disponibilità a convivere con certi problemi e il padrone di casa dovrà impegnarsi ufficialmente a completare tutte le riparazioni entro una certa data.

Controllate anche quante stanze hanno muri comunicanti con altri appartamenti. Più muri avrete in comune con i vicini, più saranno le possibilità di venire disturbati da rumori vari.

Informarsi sulla zona

Scegliere la zona giusta a Praga: quartieri, trasporti e servizi

Cercate di familiarizzare il più possibile con il vicinato prima di prendere una decisione definitiva. Ci sono abbastanza collegamenti con i mezzi pubblici? Il supermercato è nelle vicinanze? Per caso nel quartiere stanno svolgendo dei lavori importanti che potrebbero farvi passare la notte in bianco (o svegliarvi all’alba) per i prossimi mesi?

Se avete bambini o animali domestici, provate a capire se la zona è adatta anche a loro (ad esempio cercando dei parchi o altre aree dove poterli portare a giocare). Per aiutarvi, abbiamo scritto un articolo in cui parliamo delle zone di Praga in relazione agli affitti e un altro sulle zone più economiche.

La questione parcheggi

Non sottovalutate l’impatto che un parcheggio comodo può avere sulla vostra vita di tutti i giorni. Siete sicuri che la zona che v’interessa offra abbastanza posti auto? Tenete a mente che se visitate un appartamento durante il giorno potreste avere l’impressione che ci siano molti posteggi liberi, ma la sera la maggior parte di questi tenderà a riempirsi.

Nei condomini più moderni potrebbero esserci dei garage appositi dove affittare un posto riservato a voi. Altrimenti, se conoscete dei vicini con un parcheggio libero a disposizione, potreste affittare il loro posto. Solitamente il prezzo si aggira attorno alle 1.500/3.000Kč.

Occhio alle tariffe nascoste!

Spese condominiali a Praga: tariffe nascoste e come evitarle

Negli edifici più nuovi (e, talvolta, anche in quelli più datati) vi verrà chiesto di pagare alcune spese condominiali per la manutenzione delle aree comuni: ascensore, garage, scale, cortili… Solitamente questi costi partono da 1.000 Kč e aumentano in base alla grandezza in metri quadri del vostro appartamento.

Con tutta probabilità, il vostro futuro proprietario di casa non vi parlerà di queste spese di sua spontanea volontà e potrebbero anche non essere menzionate nel contratto. Per questo è importante che siate voi a spingere per avere più informazioni sulla manutenzione dell’edificio, chiedete anche di conoscere con esattezza a quanto ammontavano le tariffe degli anni precedenti in modo da avere un’idea più chiara di quanto pagherete voi.

Le bollette? Meglio pensarci da sé

Intestare le bollette a tuo nome: evita sorprese

Una volta firmato il contratto, è consigliato trasferire tutte le utenze a proprio nome. Così potrete essere direttamente in contatto con le agenzie che vi forniscono luce, acqua e gas: ciò significa pagare esattamente per quanto si consuma senza che ci sia il padrone di casa di mezzo (spesso i sovra prezzi sulle bollette possono diventare un’altra delle “tariffe nascoste” menzionate precedentemente). Un altro consiglio: per risparmiare sul gas, d’estate spegnete completamente le unità di riscaldamento invece di limitarvi ad abbassarne la potenza.

Chiarire le proprie aspettative

Soprattutto se vi state affidando a un agente immobiliare, siate diretti su tutto ciò che per voi non è assolutamente negoziabile: budget, presenza di un ascensore, parcheggio, numero di camere da letto ecc.

Spesso non basterà accennare queste cose una volta sola: se non insistete abbastanza, le agenzie continueranno a proporvi abitazioni che non rispondono ai vostri requisiti.

L’importanza di un buon padrone di casa

Se il proprietario dell’appartamento che state visitando non vi fa una buona impressione, continuate la vostra ricerca.

Non importa quanto vi piaccia una casa, se non potete sentirvi a vostro agio quando comunicate con il padrone finirete per stressarvi inutilmente, magari arrivando anche a traslocare nuovamente dopo un paio di mesi. Ascoltare il vostro istinto in questo caso può farvi risparmiare molto tempo (e soldi).

Negoziare sempre

Non abbiate paura di discutere sul prezzo! La cosa peggiore che potrebbe capitarvi è che vi si risponda di no.

Nella maggior parte dei casi i proprietari sono disposti a venirvi incontro, anche se solo fino a un certo punto. Vale la pena provare a chiedere, magari riceverete una contro-offerta che vi stupirà.

Leggere il contratto scrupolosamente

Questo consiglio è tanto scontato quanto essenziale. Spesso potreste addirittura imbattervi in delle discrepanze tra la versione inglese del contratto e quella in Ceco.

Inoltre cercate di chiarire sempre questioni legate alla vostra permanenza sulla casa (quanto preavviso si deve dare prima di lasciare l’abitazione?) e sulla cauzione (ammonterà solamente al primo e ultimo mese di affitto o ci saranno altri costi? In che condizioni dovrà essere la casa se si vuole ricevere indietro l’intero deposito?).

Domande chiave prima di firmare

Queste sono solo alcune delle domande di cui volete conoscere la risposta prima di firmare qualsiasi cosa.

Per altre domande sulla vita a Praga, controllate anche il nostro Rozbludník

Rozbludník: l’articolo in cui rispondiamo alle vostre domande su Praga

Altro nella sezione Appena arrivati


6 vacanze in Repubblica Ceca: safari, spa e castelli per ogni tipo di viaggiatore

Estate a Praga: vademecum per ritrovare il mare perduto

Safari, campeggi di lusso e romantici castelli sono solo alcune delle possibili vacanze che si possono fare rimanendo nei confini della ČR.

Quest’estate molti residenti hanno deciso di riscoprire le attrazioni locali rimanendo in Repubblica Ceca per le vacanze.

Le ferrovie ceche (České dráhy, ČD) hanno anche lanciato delle promozioni che dureranno per tutto luglio e agosto. Si può comprare un pass che permette di spostarsi all’interno del paese per una settimana al modico prezzo di 690 Kč e uno di due settimane per 990 Kč.

Safari in Repubblica Ceca: avventure in famiglia a Dvůr Králové

Molte famiglie ceche amano trascorrere le vacanze al lago, ma per chi volesse provare qualcosa di nuovo consigliamo il Safari Park Resort a Dvůr Králové.

La struttura offre alloggi piuttosto particolari, ma dotati di ogni comfort: case sull’albero con vasche idromassaggio e wifi, tende da campeggio “luxury” e camere d’albergo arredate in stile etnico.

La destinazione ideale per chi, pur non volendo uscire dalla Repubblica Ceca, vuole immergersi nell’atmosfera africana.

Laghi della Šumava: avventure e relax in natura

Per chi ama le escursioni in mezzo alla natura e il nuoto i laghi della Šumava rappresentano una delle mete estive più allettanti.

Il Lago Nero (Černé jezero) e il Lago del Diavolo (Čertovo jezero) si trovano nel cuore della foresta e al suo interno regna un clima di pace e quiete. Perfetto per chi ama i luoghi tranquilli e non affollati.

Se volete più informazioni, visitate questa pagina.

Repubblica Ceca: una galleria di luoghi imperdibili
Šumava

Glamping Repubblica Ceca: lusso sotto le stelle

Il glamping combina il fascino delle vacanze all’aria aperta con tutte quelle comodità a cui si deve rinunciare quando si va in campeggio.

Ad esempio, al nord della Boemia, potete alloggiare in una casa sull’albero completa di bagni, letti comodi e piccola terrazza.

La Treehouse pod Ještědem si trova nei pressi della montagna di Ještěd (vicino a Liberec) e può ospitare fino a quattro persone.

Spa termali Repubblica Ceca: tradizione e relax a Karlovy Vary

Quella di andare alla spa è una tradizione della Repubblica Ceca (o meglio, di tutta l’Europa centrale) che risale ai tempi degli antichi romani. E ancora oggi, non c’è modo migliore di rilassarsi.

Negli ultimi anni, i migliori resort del paese hanno reinventato il concetto di spa per adattarlo ai ritmi frenetici odierni, rendendolo il posto adatto sia per chi è interessato a dei trattamenti particolari che per coloro che vogliono semplicemente rilassarsi.

Repubblica Ceca: una galleria di luoghi imperdibili
Karlovy Vary

Ecco una lista con alcune delle migliori spa in Repubblica Ceca, dalle più tradizionali a quelle più moderne. Da non dimenticare poi le città termali come Karlovy Vary, Marianské Lázně e Luhačovice.

Olomouc: gioiello nascosto della Moravia con patrimonio UNESCO

Quando si parla di mete turistiche, Olomouc viene spesso sottovalutata, ma questa cittadina della Moravia ha un patrimonio storico non indifferente.

Nella piazza superiore si può ammirare la Colonna della Santissima Trinità, riconosciuta come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Questo è il monumento barocco contenente più statue in tutta l’Europa Centrale: raffigura 18 santi, 6 apostoli e 12 angeli.

Oltre alla Colonna, Olomouc ospita anche un orologio astronomico, una fortezza medievale e una vastità di chiese e fontane.

Inoltre, chi decide di recarsi in zona non può perdersi il romantico Castello di Bouzov, costruito nel 14esimo secolo.

Patrimoni Unesco cechi #1: Olomouc
Olomouc

Si possono trovare altre informazioni sui siti e monumenti storici di Omolouc in questa pagina.

Fuga romantica: castelli e resort spa

Se state cercando un posto dove portare la vostra dolce metà in ČR non vi mancheranno di certo le opzioni, soprattutto se siete amanti dei castelli.

Castello di Liblice: romance e spa in stile neo-rinascimentale

Se invece avete gusti particolari, il castello di Liblice è una struttura in stile neo-rinascimentale progettata dall’architetto italiano Giovanni Battista Alliprandi. Anche qui potrete accedere a vari servizi da spa e godere del parco che circonda il castello.

Castello di Liblice stile neo-rinascimentale con spa e parco
Castello di Liblice – foto Zdeněk Fišer – https://cs.m.wikipedia.org/wiki/Soubor:Z%C3%A1mek_Liblice.jpg

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Castelli della Repubblica Ceca: eccone 13 da visitare assolutamente

Estate a Praga: vademecum per ritrovare il mare perduto


Parcheggio a pagamento Praga 10: quando arrivano le zóny a Vršovice, Strašnice e Malešice

Praga 9 parcheggi a pagamento
Parcheggio a Vysočany. Fotocredit: By ŠJů, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30718296

Quando arrivano le zóny a pagamento a Praga 10: calendario agosto-novembre 2024

Il parcheggio a pagamento (ceco “zóna”) dovrebbe arrivare anche a Letňany e anche alla stazione ferroviaria di Klánovice. Un’estensione delle zone è inoltre prevista a Praga 5, 6 e 9. Proprio Praga 9 era stato l‘ultimo distretto in ordine di tempo ad introdurre le strisce blu, a gennaio.

La zóny, secondo le informazioni diffuse dal sito del Deník, dovrebbero iniziare a funzionare il 24 agosto a Vršovice e parte di Vinohrady, il 5 ottobre a Strašnice e il 2 novembre a Malešice.

Perché le zóny arrivano a Vršovice, Strašnice e Malešice

Secondo il municipio locale, il motivo è che Praga 10 è circondata da quartieri in cui il parcheggio a pagamento già esiste e quindi alcuni quartieri sono invasi da auto “forestiere”.

Per quanto riguarda i parcheggi nelle aree periferiche come Letňany e Klanovice, l’introduzione è dovuta piuttosto al gran numero di pendolari che parcheggiano in queste zone per poi proseguire con il trasporto pubblico [pausa scenica, n.d.IP1W]

Strisce blu ceche (modré zony): storia, tariffe e diffusione a Praga

Quanto costa il parcheggio a pagamento a Praga 10: tariffe e licenze

Le aree di parcheggio per residenti hanno prodotto, nel 2019 entrate per circa 650,5 milioni di corone grazie all’acquisto di licenze di parcheggio; vale a dire circa 130 milioni in più rispetto al 2018.

L’anno scorso il Municipio di Praga ha ricevuto la maggior parte dei ricavi per le licenze rilasciate (ma va?) a Praga 1: 170,7 milioni di corone, circa 60 milioni in più rispetto al 2018.

Le modré zony (come chiamate in ceco) furono introdotte per la prima volta nel 1996 in una parte di Praga 1. Successivamente, si è proceduto ad estenderle a tutta Praga 1 e in una parte di Praga 8 (Karlín). Ora trovate le zóny anche a Praga 2, 3, 4, 5 e 6.

Come trovare parcheggi a Praga: app, mappe e strumenti per trovare zóny libere


Elenco regioni europee a rischio COVID-19 secondo il ministero ceco

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Regioni europee ad alto rischio COVID-19: elenco per paese

Per rendere più sicuri i viaggi all’estero, il ministero degli Esteri della Repubblica Ceca ha pubblicato un nuovo elenco di regioni europee con un rischio maggiore di COVID-19.

L’elenco sembra essere più preciso del precedente sistema a semaforo, che impediva i viaggi all’estero sulla base dei numeri generali delle nazioni nel loro complesso (tutti i paesi dell’UE sono ora verdi secondo l’elenco ceco).

Il nuovo elenco regionale viene invece fornito come raccomandazione per evidenziare aree di altri paesi che portano un aumento rischio per potenziali viaggiatori.

Ecco l’elenco completo delle destinazioni di viaggio europee del ministero degli Esteri che comportano un aumento del rischio di COVID-19, a partire da oggi:

Austria

Austria Superiore
Vienna

Bulgaria

Sofia
Varna
Plovdiv

Croazia

Provincia di Vukovar (confine serbo)
Zagabria
Provincia di Osjek (confine serbo)
Spalato – Dalmazia

Portogallo

Lisbona
Norte

Romania

Suceava
Braşov
Distretto di Vrancea (vicino al confine con la Moldavia)

Svizzera

Zurigo
Waadat
Ginevra

Spagna

Catalogna
Aragona
Madrid
Paesi Baschi

Svezia

Västerbotten (capoluogo: Umeå)
Götaland Occidentale (tipo Malmö)
Jönköping

In ragione di questo elenco, i lavoratori stranieri provenienti da Svezia Lussemburgo, Bulgaria, Romania e Portogallo, sono ora tenuti a presentare un test COVID-19 negativo all’ingresso.

Per contro, a causa dell’aumento di casi COVID-19 nella Repubblica Ceca durante la scorsa settimana, il paese è stato rimosso dall’elenco delle destinazioni sicure sia in Lettonia che in Estonia. I viaggiatori che entrano in questi paesi dalla Repubblica Ceca devono ora sottoporsi a una quarantena obbligatoria di 14 giorni.

Fonti ufficiali: ministero ceco, ambasciata italiana e dati COVID-19

Comunicazioni ufficiali ministero ceco e ambasciata italiana

MINISTERO SALUTE CECO – https://www.mzcr.cz/obsah/2020_4107_1.html
AMBASCIATA D’ITALIA IN REPUBBLICA CECA

Mappe e dati aggiornati COVID-19 Repubblica Ceca e Italia


Erasmus in Repubblica Ceca: 8.000 studenti e 66,6 milioni di corone di budget nel 2021

Castello di Praga
Castello di Praga - credit Italiapragaoneway.eu

L’Erasmus resiste: la ČR continua gli scambi

L’interesse per i soggiorni Erasmus non è diminuito neanche dopo la pandemia: la ČR continuerà a partecipare agli scambi e ad accogliere gli universitari provenienti dall’estero.

Studenti cechi: studio all’estero e pandemia

Il 75% degli studenti cechi vuole studiare all’estero: cosa è cambiato con la pandemia

Nonostante la pandemia, il numero di studenti intenzionati a partire per l’Erasmus non è calato di molto. Secondo il Centro per la Cooperazione Internazionale (Dům zahraniční spolupráce – DZS) solamente un decimo degli universitari cechi ha deciso di cancellare definitivamente il proprio soggiorno all’estero, mentre tre quarti stanno pensando a rimandare la partenza a un secondo momento.

Roman Klepetko, gestore del dipartimento universitario che si occupa dei progetti di mobilità internazionale ha dichiarato che più del 75% degli studenti è ancora intenzionata a studiare all’estero per almeno un semestre. Se la situazione epidemologica dovesse peggiorare, quasi tutte le università sono pronte al passaggio alla didattica online.

Klepteko ha messo in chiaro che tutte le università della Repubblica Ceca sono pronte sia ad accettare studenti stranieri che ad organizzare lezioni in modalità telematica. Questi istituti fanno parte del 63% delle 1.133 università europee che continueranno a prendere parte al programma Erasmus. Le università che invece hanno deciso di non accettare studenti stranieri per questo semestre sono prettamente spagnole e del nord Europa.

Come funzionano le borse Erasmus per chi rimane online: chiarimenti del DZS

Inoltre Klepetko ha spiegato che le borse di studio Erasmus verranno concesse solamente agli studenti che soggiorneranno effettivamente all’estero e non a coloro che rimarranno in ČR e seguiranno le lezioni online.

Erasmus Repubblica Ceca in numeri

Partecipazione Erasmus Repubblica Ceca: 8.000 studenti e 315.000 partecipanti dal 1998.

Dai dati forniti dal DZS emerge che circa 8.000 studenti e 2.000 lavoratori della ČR partecipano a programmi Erasmus ogni anno. In totale, i Cechi che dal 1998 hanno preso parte al progetto sono 315.000.

La rappresentante DZS Lucie Durcová ha precisato che a febbraio, prima dell’inizio della pandemia, gli studenti che si trovavano all’estero erano 4.800. Di questi, due terzi hanno deciso di tornare in Repubblica Ceca e seguire le lezioni online, un terzo ha deciso di rimanere all’estero. In entrambi i casi, agli studenti non è stato chiesto di restituire la propria borsa di studio.

Dettaglio fondi per la Repubblica Ceca nel 2021

66,6 milioni di corone, 31,6 per l’università

Il budget ceco per il programma Erasmus+ è di 66,6 milioni di corone e gran parte di esso (31,6 milioni) è riservato all’istruzione universitaria.

Programma Erasmus+ Europa 2021-2027: budget aumentato a 21,2 miliardi di euro

Recentemente, il Consiglio europeo ha approvato un incremento del budget per i prossimi sette anni. Si passa da 14,7 miliardi di euro a 21,2 miliardi, partendo da gennaio 2021 fino alla fine del 2027.

I rappresentanti del DZS hanno detto che questo aumento permetterà al programma Erasmus di espandersi ulteriormente, rendendo possibili nuove attività e progetti.

Fonte – ČTK

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Mascherine obbligatorie da sabato agli eventi interni in Repubblica Ceca: le nuove regole Covid

Mascherine

Mascherine obbligatorie da sabato: regole Covid per eventi con oltre 100 persone

Da sabato a mezzanotte, sarà obbligatorio indossare maschere in occasione di eventi di massa interni per oltre 100 persone. Da lunedì, non sarà inoltre possibile organizzare eventi con oltre 500 persone. Lo ha annunciato il ministro della Sanità Adam Vojtěch. Le misure sono state approvate in ragione ai nuovi focolai di Covid in tutto il paese – le mascherine sono obbligatorie già in Moravia-Slesia, a Kutná Hora e Liberec.

Anche se con una crescita più morigerata rispetto alla primavera, il numero di casi attivi ha quasi raggiunto il numero massimo mai registrato nel paese (fonte worldometer). Ricordiamo che, a causa del Covid, il gruppo di retrocessione della massima serie calcistica ceca è fermo da tre settimane e quasi certamente così resterà.

Casi attivi in ČR

“Non introdurremo misure che vanno a limitare l’economia o la libera circolazione delle persone. Le misure adottate si basano sulle informazioni fornite dalle stazioni igieniche regionali in base alla loro esperienza con nuovi focolai “, ha affermato il ministro.

Il primo ministro Andrej Babiš ha precedentemente specificato che la misura nazionale dovrebbe coprire solo l’uso obbligatorio di mascherine e il numero di partecipanti a eventi. Vojtěch ha quindi sottolineato che in nessun caso dovrebbe trattarsi di limitare attività economiche.

Tuttavia, nonostante il numero crescente di nuovi casi e nuovi focolai, il ministro non considera la situazione attuale come una seconda ondata dell’epidemia. “Queste saranno misure di natura preventiva, non misure che dovrebbero interferire in modo fondamentale con la vita quotidiana delle persone”.

Lunedì il governo dovrebbe anche discutere la ricostituzione dell’unità di crisi.

Dall’inizio della pandemia, nella Repubblica Ceca 14.570 persone hanno contratto il Covid e più di tre quinti si sono ripresi. 364 persone sono morte in relazione all’infezione. I casi attivi sono 5062, il picco assoluto, registrato il 13 aprile, è 5.397.

Coronavirus in Repubblica Ceca: aggiornamenti e risorse

Tutti gli articoli, aggiornamenti e risorse ufficiali sul Coronavirus in Repubblica Ceca.

COMUNICAZIONI UFFICIALI

MINISTERO SALUTE CECO – https://www.mzcr.cz/obsah/2020_4107_1.html
AMBASCIATA D’ITALIA IN REPUBBLICA CECA

MAPPE E SITUAZIONE DEL CONTAGIO


Recovery Fund Repubblica Ceca: 35,7 miliardi dall’UE e come verranno usati

By TeaMeister - https://www.flickr.com/photos/158710843@N02/42098322520, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=82453833

Recovery Fund: 35,7 miliardi alla Repubblica Ceca

Nell’ambito del Recovery Fund, la Repubblica Ceca riceverà dall’UE 35,7 miliardi di euro con la possibilità di prenderne in prestito altri 15,4.

Il recovery fund è infatti diviso in più parti. Da un lato abbiamo i fondi strutturali che vengono assegnati agli Stati membri ogni 7 anni (periodo di programmazione, il prossimo è il 2021-2027). Questi aiuti, maggiorati per far fronte alla Corona-crisi, ammonteranno a 27 miliardi. Si tratta della somma più alta mai ricevuta da Praga per un periodo di programmazione, e meno male che fino a sei mesi fa si parlava di ridurre gli aiuti finanziari al V4. Oltre a questo, alla Repubblica Ceca arriveranno 8,7 miliardi di finanziamenti per la ripresa.

Inoltre, Praga potrà prendere in prestito altri 15,4 miliardi di euro. Potrà ma non sarà obbligata. Tenendo conto che le sorti dell’intero budget sembrano legate all’emissione di titoli europei, il primo ministro Andrej Babiš ha dichiarato che usufruire di questo prestito “a seconda delle condizioni”, potrebbe non risultare vantaggioso.

Babiš ha citato delle condizioni, le quali però non sono attualmente chiare e sono sostanzialmente di tre tipi, che ora analizziamo uno per uno.

Da dove arrivano i fondi del Recovery Fund europeo

Il primo punto è relativamente semplice. Per finanziare il Recovery fund, molto probabilmente, l’UE, per la prima volta nella sua storia, emetterà dei titoli propri che saranno acquistati dai mercati (siano essi multinazionali o paesi terzi), fornendo i soldi da dare ai singoli Stati. Unica garanzia che la mossa funzioni è la buona performance dell’economia europea, laddove europea vuol dire, in questo caso, tedesca. In pratica stiamo tutti facendo i froci con il culone della Merkel, andando a parafrasare l’altissimo. E pensare che quest’idea è italiana (li chiamavano corona bond).

Un’altra idea è quella di istituire una tassa europea che, per quanto si tratti di un’idea che ci renderebbe tutti molto più uniti, sicuramente non basterà a mettere insieme i 1.800 miliardi di euro complessivi del Recovery fund.

Come la Repubblica Ceca investirà i fondi del Recovery Fund

In secondo luogo, i finanziamenti dell’UE non possono essere utilizzati per pagare il reddito di cittadinanza o per creare una pensione minima da 8.000 corone al mese, così da garantirti il voto della fascia più manipolabile della popolazione.

Come la Repubblica Ceca userà i 27 miliardi di fondi strutturali

Bisogna fare qualcosa che sia utile per tutti, secondo il principio “se si chiamano strutturali, quei fondi vanno usati per riforme strutturali“. Non per nulla Babiš ha detto “dobbiamo ristrutturare la nostra economia, dobbiamo concentrarci principalmente sugli investimenti, dobbiamo concentrarci sulla nostra assistenza sanitaria, dovremmo cercare di accelerare il più possibile la digitalizzazione”. Una cosa sola ha dimenticato: lo spingere su forme di energia pulita.

Condizioni per ricevere i finanziamenti del Recovery Fund

Condizionalità: quando l’UE può revocare i finanziamenti

In ultimo, rimane da capire secondo quali condizioni i singoli Stati potranno ricevere questi finanziamenti.

Al netto del fatto che i fondi strutturali “semplici” (i 27 miliardi per Praga) vengono erogati e poi sta al paese usarne più che può nei sei anni che ha a disposizione, il resto può essere soggetto a condizioni. Ovvero, gli 8,7 e i 15,4 miliardi potrebbero essere, in teoria, anche revocati.

Questo è uno dei due contentini con cui l’UE ha tenuto a bada i “frugali” (l’altro probabilmente dev’essere stato aumentare i loro fondi di almeno il 30% ciascuno). Ovvero, se qualcuno si accorge che un paese cicala X non investe in maniera particolarmente efficace, si chiudono i rubinetti. Ma può anche essere che questo procedimento venga applicato a qualche paese del V4 che non va particolarmente d’accordo con lo Stato di diritto.

Quel che è certo è che la Slovacchia ha preso 40 miliardi e qualcuno laggiù già si chiede come faranno a spenderli tutti. Elemento che potrebbe far riflettere è anche che la Slovacchia ha preso solo 10 miliardi in meno della Repubblica Ceca ma ha la metà degli abitanti. Ma è presto per parlarne.

Impatti economici del Recovery Fund sulla Repubblica Ceca

Al di là di questo, praticamente tutte le nazioni si sono dette soddisfatte di come è andata a finire. Tutti hanno preso più soldi (anche solo in termini di fondi strutturali). Il raggiungimento dell’accordo ha fatto scendere il cambio euro-corona a 26,47 ovvero il dato più basso dal 15 marzo. Senza rendercene bene conto, forse, siamo tutti un po’ più uniti e meno diversi (o almeno questo si spera).

Ora, la CE e gli Stati hanno raggiunto l’accordo sul Recovery Fund, ma i dettagli saranno discussi meglio a settembre dal Parlamento europeo.

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