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Parcheggio a pagamento Praga 10: quando arrivano le zóny a Vršovice, Strašnice e Malešice

Praga 9 parcheggi a pagamento
Parcheggio a Vysočany. Fotocredit: By ŠJů, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30718296

Quando arrivano le zóny a pagamento a Praga 10: calendario agosto-novembre 2024

Il parcheggio a pagamento (ceco “zóna”) dovrebbe arrivare anche a Letňany e anche alla stazione ferroviaria di Klánovice. Un’estensione delle zone è inoltre prevista a Praga 5, 6 e 9. Proprio Praga 9 era stato l‘ultimo distretto in ordine di tempo ad introdurre le strisce blu, a gennaio.

La zóny, secondo le informazioni diffuse dal sito del Deník, dovrebbero iniziare a funzionare il 24 agosto a Vršovice e parte di Vinohrady, il 5 ottobre a Strašnice e il 2 novembre a Malešice.

Perché le zóny arrivano a Vršovice, Strašnice e Malešice

Secondo il municipio locale, il motivo è che Praga 10 è circondata da quartieri in cui il parcheggio a pagamento già esiste e quindi alcuni quartieri sono invasi da auto “forestiere”.

Per quanto riguarda i parcheggi nelle aree periferiche come Letňany e Klanovice, l’introduzione è dovuta piuttosto al gran numero di pendolari che parcheggiano in queste zone per poi proseguire con il trasporto pubblico [pausa scenica, n.d.IP1W]

Strisce blu ceche (modré zony): storia, tariffe e diffusione a Praga

Quanto costa il parcheggio a pagamento a Praga 10: tariffe e licenze

Le aree di parcheggio per residenti hanno prodotto, nel 2019 entrate per circa 650,5 milioni di corone grazie all’acquisto di licenze di parcheggio; vale a dire circa 130 milioni in più rispetto al 2018.

L’anno scorso il Municipio di Praga ha ricevuto la maggior parte dei ricavi per le licenze rilasciate (ma va?) a Praga 1: 170,7 milioni di corone, circa 60 milioni in più rispetto al 2018.

Le modré zony (come chiamate in ceco) furono introdotte per la prima volta nel 1996 in una parte di Praga 1. Successivamente, si è proceduto ad estenderle a tutta Praga 1 e in una parte di Praga 8 (Karlín). Ora trovate le zóny anche a Praga 2, 3, 4, 5 e 6.

Come trovare parcheggi a Praga: app, mappe e strumenti per trovare zóny libere


Elenco regioni europee a rischio COVID-19 secondo il ministero ceco

viaggi all estero, schengen, ue

Regioni europee ad alto rischio COVID-19: elenco per paese

Per rendere più sicuri i viaggi all’estero, il ministero degli Esteri della Repubblica Ceca ha pubblicato un nuovo elenco di regioni europee con un rischio maggiore di COVID-19.

L’elenco sembra essere più preciso del precedente sistema a semaforo, che impediva i viaggi all’estero sulla base dei numeri generali delle nazioni nel loro complesso (tutti i paesi dell’UE sono ora verdi secondo l’elenco ceco).

Il nuovo elenco regionale viene invece fornito come raccomandazione per evidenziare aree di altri paesi che portano un aumento rischio per potenziali viaggiatori.

Ecco l’elenco completo delle destinazioni di viaggio europee del ministero degli Esteri che comportano un aumento del rischio di COVID-19, a partire da oggi:

Austria

Austria Superiore
Vienna

Bulgaria

Sofia
Varna
Plovdiv

Croazia

Provincia di Vukovar (confine serbo)
Zagabria
Provincia di Osjek (confine serbo)
Spalato – Dalmazia

Portogallo

Lisbona
Norte

Romania

Suceava
Braşov
Distretto di Vrancea (vicino al confine con la Moldavia)

Svizzera

Zurigo
Waadat
Ginevra

Spagna

Catalogna
Aragona
Madrid
Paesi Baschi

Svezia

Västerbotten (capoluogo: Umeå)
Götaland Occidentale (tipo Malmö)
Jönköping

In ragione di questo elenco, i lavoratori stranieri provenienti da Svezia Lussemburgo, Bulgaria, Romania e Portogallo, sono ora tenuti a presentare un test COVID-19 negativo all’ingresso.

Per contro, a causa dell’aumento di casi COVID-19 nella Repubblica Ceca durante la scorsa settimana, il paese è stato rimosso dall’elenco delle destinazioni sicure sia in Lettonia che in Estonia. I viaggiatori che entrano in questi paesi dalla Repubblica Ceca devono ora sottoporsi a una quarantena obbligatoria di 14 giorni.

Fonti ufficiali: ministero ceco, ambasciata italiana e dati COVID-19

Comunicazioni ufficiali ministero ceco e ambasciata italiana

MINISTERO SALUTE CECO – https://www.mzcr.cz/obsah/2020_4107_1.html
AMBASCIATA D’ITALIA IN REPUBBLICA CECA

Mappe e dati aggiornati COVID-19 Repubblica Ceca e Italia


Erasmus in Repubblica Ceca: 8.000 studenti e 66,6 milioni di corone di budget nel 2021

Castello di Praga
Castello di Praga - credit Italiapragaoneway.eu

L’Erasmus resiste: la ČR continua gli scambi

L’interesse per i soggiorni Erasmus non è diminuito neanche dopo la pandemia: la ČR continuerà a partecipare agli scambi e ad accogliere gli universitari provenienti dall’estero.

Studenti cechi: studio all’estero e pandemia

Il 75% degli studenti cechi vuole studiare all’estero: cosa è cambiato con la pandemia

Nonostante la pandemia, il numero di studenti intenzionati a partire per l’Erasmus non è calato di molto. Secondo il Centro per la Cooperazione Internazionale (Dům zahraniční spolupráce – DZS) solamente un decimo degli universitari cechi ha deciso di cancellare definitivamente il proprio soggiorno all’estero, mentre tre quarti stanno pensando a rimandare la partenza a un secondo momento.

Roman Klepetko, gestore del dipartimento universitario che si occupa dei progetti di mobilità internazionale ha dichiarato che più del 75% degli studenti è ancora intenzionata a studiare all’estero per almeno un semestre. Se la situazione epidemologica dovesse peggiorare, quasi tutte le università sono pronte al passaggio alla didattica online.

Klepteko ha messo in chiaro che tutte le università della Repubblica Ceca sono pronte sia ad accettare studenti stranieri che ad organizzare lezioni in modalità telematica. Questi istituti fanno parte del 63% delle 1.133 università europee che continueranno a prendere parte al programma Erasmus. Le università che invece hanno deciso di non accettare studenti stranieri per questo semestre sono prettamente spagnole e del nord Europa.

Come funzionano le borse Erasmus per chi rimane online: chiarimenti del DZS

Inoltre Klepetko ha spiegato che le borse di studio Erasmus verranno concesse solamente agli studenti che soggiorneranno effettivamente all’estero e non a coloro che rimarranno in ČR e seguiranno le lezioni online.

Erasmus Repubblica Ceca in numeri

Partecipazione Erasmus Repubblica Ceca: 8.000 studenti e 315.000 partecipanti dal 1998.

Dai dati forniti dal DZS emerge che circa 8.000 studenti e 2.000 lavoratori della ČR partecipano a programmi Erasmus ogni anno. In totale, i Cechi che dal 1998 hanno preso parte al progetto sono 315.000.

La rappresentante DZS Lucie Durcová ha precisato che a febbraio, prima dell’inizio della pandemia, gli studenti che si trovavano all’estero erano 4.800. Di questi, due terzi hanno deciso di tornare in Repubblica Ceca e seguire le lezioni online, un terzo ha deciso di rimanere all’estero. In entrambi i casi, agli studenti non è stato chiesto di restituire la propria borsa di studio.

Dettaglio fondi per la Repubblica Ceca nel 2021

66,6 milioni di corone, 31,6 per l’università

Il budget ceco per il programma Erasmus+ è di 66,6 milioni di corone e gran parte di esso (31,6 milioni) è riservato all’istruzione universitaria.

Programma Erasmus+ Europa 2021-2027: budget aumentato a 21,2 miliardi di euro

Recentemente, il Consiglio europeo ha approvato un incremento del budget per i prossimi sette anni. Si passa da 14,7 miliardi di euro a 21,2 miliardi, partendo da gennaio 2021 fino alla fine del 2027.

I rappresentanti del DZS hanno detto che questo aumento permetterà al programma Erasmus di espandersi ulteriormente, rendendo possibili nuove attività e progetti.

Fonte – ČTK

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Mascherine obbligatorie da sabato agli eventi interni in Repubblica Ceca: le nuove regole Covid

Mascherine

Mascherine obbligatorie da sabato: regole Covid per eventi con oltre 100 persone

Da sabato a mezzanotte, sarà obbligatorio indossare maschere in occasione di eventi di massa interni per oltre 100 persone. Da lunedì, non sarà inoltre possibile organizzare eventi con oltre 500 persone. Lo ha annunciato il ministro della Sanità Adam Vojtěch. Le misure sono state approvate in ragione ai nuovi focolai di Covid in tutto il paese – le mascherine sono obbligatorie già in Moravia-Slesia, a Kutná Hora e Liberec.

Anche se con una crescita più morigerata rispetto alla primavera, il numero di casi attivi ha quasi raggiunto il numero massimo mai registrato nel paese (fonte worldometer). Ricordiamo che, a causa del Covid, il gruppo di retrocessione della massima serie calcistica ceca è fermo da tre settimane e quasi certamente così resterà.

Casi attivi in ČR

“Non introdurremo misure che vanno a limitare l’economia o la libera circolazione delle persone. Le misure adottate si basano sulle informazioni fornite dalle stazioni igieniche regionali in base alla loro esperienza con nuovi focolai “, ha affermato il ministro.

Il primo ministro Andrej Babiš ha precedentemente specificato che la misura nazionale dovrebbe coprire solo l’uso obbligatorio di mascherine e il numero di partecipanti a eventi. Vojtěch ha quindi sottolineato che in nessun caso dovrebbe trattarsi di limitare attività economiche.

Tuttavia, nonostante il numero crescente di nuovi casi e nuovi focolai, il ministro non considera la situazione attuale come una seconda ondata dell’epidemia. “Queste saranno misure di natura preventiva, non misure che dovrebbero interferire in modo fondamentale con la vita quotidiana delle persone”.

Lunedì il governo dovrebbe anche discutere la ricostituzione dell’unità di crisi.

Dall’inizio della pandemia, nella Repubblica Ceca 14.570 persone hanno contratto il Covid e più di tre quinti si sono ripresi. 364 persone sono morte in relazione all’infezione. I casi attivi sono 5062, il picco assoluto, registrato il 13 aprile, è 5.397.

Coronavirus in Repubblica Ceca: aggiornamenti e risorse

Tutti gli articoli, aggiornamenti e risorse ufficiali sul Coronavirus in Repubblica Ceca.

COMUNICAZIONI UFFICIALI

MINISTERO SALUTE CECO – https://www.mzcr.cz/obsah/2020_4107_1.html
AMBASCIATA D’ITALIA IN REPUBBLICA CECA

MAPPE E SITUAZIONE DEL CONTAGIO


Recovery Fund Repubblica Ceca: 35,7 miliardi dall’UE e come verranno usati

By TeaMeister - https://www.flickr.com/photos/158710843@N02/42098322520, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=82453833

Recovery Fund: 35,7 miliardi alla Repubblica Ceca

Nell’ambito del Recovery Fund, la Repubblica Ceca riceverà dall’UE 35,7 miliardi di euro con la possibilità di prenderne in prestito altri 15,4.

Il recovery fund è infatti diviso in più parti. Da un lato abbiamo i fondi strutturali che vengono assegnati agli Stati membri ogni 7 anni (periodo di programmazione, il prossimo è il 2021-2027). Questi aiuti, maggiorati per far fronte alla Corona-crisi, ammonteranno a 27 miliardi. Si tratta della somma più alta mai ricevuta da Praga per un periodo di programmazione, e meno male che fino a sei mesi fa si parlava di ridurre gli aiuti finanziari al V4. Oltre a questo, alla Repubblica Ceca arriveranno 8,7 miliardi di finanziamenti per la ripresa.

Inoltre, Praga potrà prendere in prestito altri 15,4 miliardi di euro. Potrà ma non sarà obbligata. Tenendo conto che le sorti dell’intero budget sembrano legate all’emissione di titoli europei, il primo ministro Andrej Babiš ha dichiarato che usufruire di questo prestito “a seconda delle condizioni”, potrebbe non risultare vantaggioso.

Babiš ha citato delle condizioni, le quali però non sono attualmente chiare e sono sostanzialmente di tre tipi, che ora analizziamo uno per uno.

Da dove arrivano i fondi del Recovery Fund europeo

Il primo punto è relativamente semplice. Per finanziare il Recovery fund, molto probabilmente, l’UE, per la prima volta nella sua storia, emetterà dei titoli propri che saranno acquistati dai mercati (siano essi multinazionali o paesi terzi), fornendo i soldi da dare ai singoli Stati. Unica garanzia che la mossa funzioni è la buona performance dell’economia europea, laddove europea vuol dire, in questo caso, tedesca. In pratica stiamo tutti facendo i froci con il culone della Merkel, andando a parafrasare l’altissimo. E pensare che quest’idea è italiana (li chiamavano corona bond).

Un’altra idea è quella di istituire una tassa europea che, per quanto si tratti di un’idea che ci renderebbe tutti molto più uniti, sicuramente non basterà a mettere insieme i 1.800 miliardi di euro complessivi del Recovery fund.

Come la Repubblica Ceca investirà i fondi del Recovery Fund

In secondo luogo, i finanziamenti dell’UE non possono essere utilizzati per pagare il reddito di cittadinanza o per creare una pensione minima da 8.000 corone al mese, così da garantirti il voto della fascia più manipolabile della popolazione.

Come la Repubblica Ceca userà i 27 miliardi di fondi strutturali

Bisogna fare qualcosa che sia utile per tutti, secondo il principio “se si chiamano strutturali, quei fondi vanno usati per riforme strutturali“. Non per nulla Babiš ha detto “dobbiamo ristrutturare la nostra economia, dobbiamo concentrarci principalmente sugli investimenti, dobbiamo concentrarci sulla nostra assistenza sanitaria, dovremmo cercare di accelerare il più possibile la digitalizzazione”. Una cosa sola ha dimenticato: lo spingere su forme di energia pulita.

Condizioni per ricevere i finanziamenti del Recovery Fund

Condizionalità: quando l’UE può revocare i finanziamenti

In ultimo, rimane da capire secondo quali condizioni i singoli Stati potranno ricevere questi finanziamenti.

Al netto del fatto che i fondi strutturali “semplici” (i 27 miliardi per Praga) vengono erogati e poi sta al paese usarne più che può nei sei anni che ha a disposizione, il resto può essere soggetto a condizioni. Ovvero, gli 8,7 e i 15,4 miliardi potrebbero essere, in teoria, anche revocati.

Questo è uno dei due contentini con cui l’UE ha tenuto a bada i “frugali” (l’altro probabilmente dev’essere stato aumentare i loro fondi di almeno il 30% ciascuno). Ovvero, se qualcuno si accorge che un paese cicala X non investe in maniera particolarmente efficace, si chiudono i rubinetti. Ma può anche essere che questo procedimento venga applicato a qualche paese del V4 che non va particolarmente d’accordo con lo Stato di diritto.

Quel che è certo è che la Slovacchia ha preso 40 miliardi e qualcuno laggiù già si chiede come faranno a spenderli tutti. Elemento che potrebbe far riflettere è anche che la Slovacchia ha preso solo 10 miliardi in meno della Repubblica Ceca ma ha la metà degli abitanti. Ma è presto per parlarne.

Impatti economici del Recovery Fund sulla Repubblica Ceca

Al di là di questo, praticamente tutte le nazioni si sono dette soddisfatte di come è andata a finire. Tutti hanno preso più soldi (anche solo in termini di fondi strutturali). Il raggiungimento dell’accordo ha fatto scendere il cambio euro-corona a 26,47 ovvero il dato più basso dal 15 marzo. Senza rendercene bene conto, forse, siamo tutti un po’ più uniti e meno diversi (o almeno questo si spera).

Ora, la CE e gli Stati hanno raggiunto l’accordo sul Recovery Fund, ma i dettagli saranno discussi meglio a settembre dal Parlamento europeo.

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Viadotto Negrelli: il ponte ferroviario che sfidò l’Ottocento

Viadotto Negrelli: storia e costruzione

Ponte ferroviario tra Praga e Germania (1846-1850).

La costruzione del viadotto Negrelli iniziò nel 1846 e durò quattro anni. Il primo ad essere incaricato per la sua progettazione fu Jan Pernier, che godeva di una certa notorietà nel territorio ceco per aver realizzato la linea ferroviaria che collega Praga e Olomouc. Ma nel 1985 Pernier morì in un incidente e allora si decise di affidare l’importante progetto all’architetto di origine trentina Alois Negrelli (il quale successivamente entrerà nella storia per aver progettato il canale di Suez).

Negrelli e l’ingegneria del vapore: pietra vs legno nel XIX secolo

Quello di Negrelli fu un lavoro d’ingegneria impressionante dato che per la prima volta si utilizzarono dei macchinari a vapore durante la costruzione.

Per quanto riguarda i materiali si usarono delle pietre. Una scelta notevole se si considera che ai tempi, per la maggior parte dei ponti di questo tipo, si impiegava il legno.

Il 1° giugno del 1950 ci fu la cerimonia d’inaugurazione: il viadotto era finalmente stato messo in funzione e guadagnò il titolo di ponte più lungo d’Europa. Con i suoi 87 archi che si estendono per 1.100 metri, questo record rimase imbattuto fino al 1910.

Nonostante i numerosi elogi, fu anche oggetto di alcune critiche: si temeva che diventasse un ostacolo per lo sviluppo della città, in particolare per quanto riguardava la costruzione di nuovi edifici.

Contrariamente a queste preoccupazioni, la struttura finì per diventare un simbolo d’innovazione a tutti gli effetti. Non era all’avanguardia solamente dal punto di vista ingegneristico, ma anche economico e sociale.

All’inizio del XX secolo, gli archi del ponte iniziarono ad essere utilizzarli per vari scopi. Ad esempio, la società Velox aveva deciso di usarli per ospitare le officine del suo Grand Garage, il più esclusivo di tutta l’Austria-Ungheria. Al suo interno si potevano parcheggiare fino a 50 automobili e 100 motocicli.

Viadotto Negrelli dopo il restauro 2017-2020: gli archi diventano negozi

Nel 2017 si è dato inizio ai lavori di ricostruzione, terminati il 29 maggio 2020. Le operazioni di restauro si sono concentrate proprio sullo spazio sotto le arcate del viadotto, in modo da poter ospitare negozi, boutique, uffici e altre attività.

Si sono apportate delle modifiche anche alla struttura ferroviaria, consentendo di passare da una velocità di 40km/h a 60km/h. Inoltre sono state implementate delle misure anti-rumore e anti-vibrazione.

Futuro del Viadotto Negrelli: il possibile collegamento verso l’aeroporto

Il ponte oggi non è più parte della tratta Praga-Dresda, ma solo della più prosaica Praga-Kladno (quindi difficilmente uno straniero ci passa sopra). Questo perché il centro nevralgico ferroviario della capitale è stato trasferito da Masarykovo (da cui il ponte parte) a Hlavní Nádraží). Il viadukt potrebbe però recuperare parte della sua importanza se la Praga-Kladno fosse deviata per creare il collegamento ferroviario tra il centro della capitale e l’aeroporto.

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Abbonamento annuale mezzi Praga: aumento del 50% da 3.650 a 5.500 CZK

Orari del Tram Praga Disinfezione Coprifuoco
E voi l'avete mai visto un 21?

Possibile aumento fino al 50% dell’abbonamento annuale ai mezzi pubblici

I fruitori dei mezzi pubblici praghesi molto probabilmente vedranno aumentare l’abbonamento annuale del 50%. Il prezzo passerebbe da 3.650 CZK a 5.500 CZK.

Sarebbe la fine della simbolica tariffa media giornaliera di 10 CZK al giorno per tutti i possessori di un abbonamento annuale.

Hana Marvanová, consigliere comunale di Praga, ha riferito che la proposta di aumento del 50% delle tariffe è stata presentata questa settimana. Il costo dell’abbonamento annuale diventerebbe quindi maggiore del prezzo che aveva prima del taglio effettuato nel 2015.

Sono in corso trattative con i responsabili della DPP.

Calo ricavi DPP: perché l’aumento diventa inevitabile

La riduzione del costo dell’abbonamento annuale effettuata nel 2015 fu una dei più grandi e apprezzati risultati della precedente amministrazione guidata da Adriana Krnáčová (ANO).

Il prezzo scese dalle 4,750CZK annue alle attuali (ancora per poco) 3650CZK e fu possibile grazie ad un maggiore contrasto all’evasione da parte portoghesi dei mezzi pubblici e di investimenti che incentivarono l’utilizzo di bus, metro e tram.

Pandemia e turismo: il buco da 4,5 miliardi di corone

Gli introiti di DPP furono di 4.5 miliardi di corone nel 2019, ma quest’anno a causa della pandemia di coronavirus e quindi alla drastica riduzione dell’utilizzo dei mezzi pubblici da parte di turisti e residenti stessi, molti dei quali lavorano ancora in home office, si prevede un netto crollo dei ricavati.

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Orari estivi DPP 2024: tagli a metro, tram e autobus a Praga

Praga: come cambieranno le linee dei tram da agosto

Trasporti estivi: tagli aerei e modifiche

I tagli ai trasporti estivi hanno colpito soprattutto i collegamenti con l’aeroporto, ma sono state apportate delle modifiche a tutte le linee.

L’Ente per i trasporti di Praga (Dopravní podnik hl. m. Prahy, DPP), ha reso noti gli orari delle nuove corse estive. Per via della diminuzione dei turisti, alcune linee sono interessate a riduzioni maggiori rispetto alle altre estati.  Riguardo il regime de trasporti estivi DPP risparmierà particolarmente sugli autobus che collegano la città all’aeroporto. Se nel 2019 si era raddoppiato il numero delle corse per via del continuo flusso di turisti, quest’anno le linee 100 e 119 sono quelle che hanno subito più tagli.

Questi autobus continueranno ad operare in regimi limitati, anche se potrebbero esserci dei cambiamenti se dovesse crescere il numero di turisti.

Metro Praga estate: intervalli estivi e orari ridotti

Nei giorni feriali, gli intervalli di tempo tra i passaggi delle metro aumenteranno di 10-45 secondi (quindi se prima passavano, nel migliore dei casi, ogni minuto e mezzo, ora l’intervallo minimo è di un minuto e 40). Nei festivi l’intervallo tra le corse sarà di 7,5 minuti e di 10 minuti dopo le ore 21:00.

Queste misure valgono per tutte le linee della metropolitana.

Tram estate: linee sospese (13, 21, 23) e nuove frequenze

Le linee 13, 21 e 23 non saranno più in funzione per via della carenza di turisti. Ma la mancanza della linea 13 verrà compensata con la reintroduzione della linea 4, che normalmente non è attiva durante i mesi estivi.

I tram della linea 16 saranno operativi per tutta la settimana, ma solamente sulla tratta Lehovec – Kotlářka.

Per la maggior parte delle corse, durante le ore di punta del mattino e del pomeriggio ci saranno tram ogni 10 minuti (prima erano ogni 8). A mezzogiorno saranno ogni 12 minuti invece che 10. Dopo le ore 21:00 i tram passeranno ogni 20 minuti, mentre prima ogni 15.

I tram delle tre linee cardine (9, 17 e 22) durante l’ora di punta del mattino e del pomeriggio passeranno ogni 5 minuti invece che 4, e all’ora di pranzo ogni 6 minuti. In queste linee le corse dopo le 21:00 saranno ogni 10 minuti come al solito.

Le linee 2 e 15, riprendono a circolare dopo le 22:30, il 15 torna a circolare anche in formato a due vagoni.

Durante le vacanze, il traffico notturno non sarà più rafforzato nei fine settimana e nei giorni festivi; quindi tutti i tram notturni passeranno sempre a intervalli di 30 minuti.

Continueranno ad essere chiuse le tratte tra Smíchovské nádraží e  Barrandov e a Strašnice.

Autobus estivi DPP: linee chiuse e orari modificati

Gli orari dei trasporti estivi per gli autobus non hanno subito grandi modifiche rispetto alla stagione estiva dell’anno scorso (escluse le sopracitate riduzioni a 100 e 119). Nelle ore di punta mattutine e pomeridiane dei giorni feriali molte corse saranno ogni 10 minuti, verso mezzogiorno ci saranno intervalli più lunghi.

Nel fine settimana la maggior parte dei bus passerà ogni 20 minuti.

Le cosiddette “corse scolastiche” rimarranno chiuse per tutta la durata delle vacanze estive (come la linea 177 nella parte Volha – Chodov), così come 122 e 182.

Sono state sospese le seguenti linee: 251, 252, 256, 259, 260, 261, 262, 265, 266, 267, 269, 271, 272 e 275 .

La linea 143 non sarà operativa nei fine settimana e nei festivi. Per i collegamenti fra Nové Butovice e l’Ospedale Na Homolce, è stata sospesa la linea 168. La linea 196 sarà operativa per tutta la settimana, ma solamente sulla tratta Smíchovské nádraží – Kačerov.

Dopo le 21:00 alcune linee avranno intervalli fra le corse di 20 o 40 minuti.
La maggior parte dei bus seguiranno gli orari serali dopo le 22:00, ad eccezione delle linee: 100, 101, 130, 158, 160, 230, 247.

Per tutta la stagione estiva le corse notturne passeranno ogni 30 minuti, non saranno dunque più frequenti nel week end.

Treni Linky-S: orari estivi e lavori in corso

Non ci saranno cambiamenti per quanto riguarda i trasporti estivi via treno. Continueranno ad esserci delle restrizioni al traffico dovute ai lavori presso la linea ferroviaria tra Vršovice e Hostivař (con i treni da Hostivař dirottati su Libeň e Masarykovo nádraží) e quella tra Radotín e Dobřichovice.

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Flixbus Praga-Italia: Venezia, Milano e le nuove linee estive 2024

Flixbus

Flixbus riapre i collegamenti con l’Italia

In particolare, la compagnia ripristinerà il collegamento tra Praga e Venezia.

Flixbus su questa linea  linea ferma a České Budějovice, Český Krumlov, Linz, Salisburgo, Villaco e Udine. I viaggi non sono ancora giornalieri, ma quattro volte a settimana: da giovedì a domenica alle 9.00 da Florenc, con arrivo a Venezia è previsto per le 20.25. Dall’Italia gli autobus partiranno ogni settimana dal venerdì al lunedì alle 10.00 da Venezia, arrivando a Praga alle 22.15.

Brno-Milano Flixbus: collegamento giornaliero diretto

Ringraziando la pertinacia dei nostri lettori e la pazienza che ci ha permesso di farci strada su un sito come quello di Flixbus che non fornisce la minima indicazione sulle corse, abbiamo scoperto che domani apre anche un collegamento Brno-Milano. Partenza ogni giorno da Brno alle 22.45 e da Milano alle 16.25. Fermate in Italia sono (sicuramente) Udine, Venezia, Padova e Milano.

Flixbus estivo: Zurigo, Lituania, Lettonia ed Estonia

Il 9 luglio, informa Deník, inizino anche i collegamenti con Zurigo (Svizzera). Le partenze in offerta sono dal mercoledì alla domenica alle 9.00 con arrivo alla fermata a Zurigo alle 20.30. Fermate intermedie Ratisbona, Ulm o Stoccarda e Tubinga.

Zlín-Monaco: la linea UNESCO Flixbus con fermate ceche patrimonio

Sul fronte a breve raggio, dovrebbe essere riaperta la tratta Zlín-Monaco (fermate: Kroměříž, Brno, Třebíč, Telč, Jindřichův Hradec, Třeboň, České Budějovice, Český Krumlov, Linz). La linea è stata soprannominata la linea UNESCO, poiché sono previste fermate sul percorso in cinque città ceche dell’elenco Unesco.

Venendo infine a nazioni in cui l’estate è una stagione vivibile (non solo quest’anno) il vettore ha anche annunciato l’apertura, dal 16 luglio, di collegamenti giornalieri con Lituania, Lettonia ed Estonia.

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Nuselský most: 485 metri di brutalismo socialista e il lato oscuro di Praga

Ponte di Nusle
By Adam Zivner - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9510236

Ponte di Nusle: collegamento e tragedia

Dagli anni ’70 collega Pankrác e IP Pavlova. Il ponte di Nusle (Nuselský most o Nuselák) è fondamentale per il trasporto a Praga, ma è anche un luogo dove si sono verificati più di 200 suicidi.

La struttura del Nuselský most: 485 metri di brutalisma

Lungo 485 metri, largo 26 e alto 40, il Nuselský most non è solo un ponte, ma un vero e proprio punto di riferimento all’interno dell’intricata giungla urbana di Praga. Il ponte di Nusle connette Pankrác alla Città Nuova tramite un’autostrada a sei corsie e la linea metropolitana C.

Perché il Nuselský most è diventato il ponte dei suicidi di Praga

Ma oltre ad essere una struttura fondamentale per i trasporti, negli anni è diventato tristemente famoso per essere stato lo scenario di svariate tragedie: si stima che almeno 200 persone si siano tolte la vita gettandosi dal Nuselák, che si è guadagnato così il secondo soprannome di “Ponte dei suicidi”. Sì, quelle alte ringhiere che vedete passando non servono a bloccare le auto e impedire che caschino in caso di incidente; servono solo ad impedire alla gente di buttarsi sotto.

La storia del Nuselský most: dal 1893 al regime comunista

A dispetto dell’estetica brutalista e del suo inserimento nella Magistrála, l’arteria stradale fortemente voluta dal regime socialista per tagliare in due la città e velocizzare il traffico, quella del Nuselák non è un’idea socialista.

Questo perché, nonostante sia stato inaugurato all’inizio degli anni ’70, la capitale boema stava pensando a un ponte sopra Nusle da più di cento anni. Già nel 1893 si era iniziato a pensare a come costruire un’infrastruttura che attraversasse la valle del Botič passando sopra al quartiere.

Dagli inizi del Novecento fino allo scoppio della seconda guerra mondiale vennero indetti anche dei concorsi rivolti agli architetti della nazione. A uno di essi partecipò anche Jan Kotěra, architetto famoso da queste parti soprattutto per aver costruito la villa dei Baťa a Zlín, la facoltà di diritto di Praga e la casa al numero 12 di piazza Venceslao. Ma nessuna delle proposte avanzate in quegli anni ebbe successo.

La vera svolta arrivò negli anni ’60, periodo in cui Praga ricominciò ad espandersi a vista d’occhio, inglobando i comuni limitrofi.

L’altopiano di Pankrác iniziò a riempirsi di nuovi paneláky e l’idea di costruire un ponte sulla valle del Botič divenne una necessità reale. Si organizzò un altro concorso, vinto da un trio di architetti composto da Vojtěch Michálek, Stanislav Hubička e Svatopluk Kobr. I lavori iniziarono nel 1967.

Nel ’68, in concomitanza con la Primavera di Praga, si fece strada l’idea di includere una linea metropolitana nel progetto. L’idea originale infatti prevedeva che sotto al ponte ci passasse il tram. Il ponte, così com’era, non sarebbe mai riuscito a reggere la metro e per questo si effettuarono dei lavori aggiuntivi per rinforzarne la struttura. In ciascuno dei piloni furono inserite delle barre d’acciaio da 700 tonnellate.

Il 22 febbraio del 1973 il ponte viene inaugurato in concomitanza con le celebrazioni per il 25esimo anniversario del Febbraio vittorioso (Vítězný únor, la presa di potere dei comunisti, ne dovremo parlare).

Da ponte Gottwald a Nuselský most: il ribattesimo del 1990

Inizialmente il ponte era stato chiamato “Klement Gottwald” in onore dell’ex presidente cecoslovacco e leader del partito comunista. Fu solo nel 1990 che venne ribattezzato “Nuselský”, togliendo così ogni sfumatura politica dal nome.

Durante l’erasmus del 2006 diversi cechi che incontrarono il vojvoda gli dissero che il Nuselák sarebbe crollato entro il 2012 a causa di problemi strutturali. In realtà è ancora lì.

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