Piano IPR: come cambiano le fermate tram di Seifertova a Žižkov
In Seifertova, dove transitano diverse linee di tram (5, 15, 26 e soprattutto il 9, una delle linee cardine di Praga), le fermate verranno spostate e il loro nome verrà cambiato. Secondo l’Istituto di pianificazione e sviluppo di Praga (IPR), la scelta è dovuta principalmente alle distanze irregolari tra le fermate attuali.
Al momento, le fermate Husinecká e Hlavní nádraží sono molto distanti, mentre, Lipanská e Olšanské náměstí sono troppo vicine. Ora, io capisco l’oggettività dell’affermazione, ma in primis Seifertova è stretta (con tutti i problemi di traffico che ne derivano) e le fermate sono dove c’è più spazio. E poi Husinecká e Hlavní nádraží sono distanti perché in mezzo c’è il nulla.
Capisco però anche che sull’attraversamento pedonale di Lipanská non si vede granché e ogni volta hai paura che qualcosa ti tiri sotto. E qui casca la prima scelta: secondo il piano elaborato dall’IPR Lipanská sarà spostata di circa duecento metri e messa davanti alla chiesa di San Procopio. Li almeno c’è un semaforo, quindi quando attraversi stai tranquillo.
Husinecká: nuova collocazione e cambio di nome in Náměstí Winstona Churchilla
Husinecká verrà poi spostata in corrispondenza di Náměstí Winstona Churchilla e anche questa è una scelta tattica, perché da lì passa l’autobus 135, che va a Florenc da un lato e a Náměstí míru dall’altro (Quindi può passare solo di lì, anche se in mezzo al nulla).
Přibisláská: nuova fermata sulla linea tram a Žižkov
I nomi delle fermate Husinecká e Lipanská, usati per decenni, dunque, dovrebbero scomparire. I nuovi nomi dovrebbero essere Přibisláská (dalla via che incrocia Seifertova davanti alla chiesa) e, ovviamente Náměstí Winstona Churchilla. In ogni caso, le novità sono previste tra quattro anni.
Matrioska a Praga vietate: nuove regole sui souvenir nei negozi del centro
Noi che ci viviamo siamo abbastanza abituati al problema, probabilmente invece i turisti non se ne rendono conto. Di fatto, quello che trovate nei negozi di Praga uno – che non sono quasi mai gestiti da cechi – di ceco ha poco e niente. Le matriosche sono il caso più eclatante, ma pure il resto è fatto su base industriale e non viene quasi mai da qui, nemmeno i cristalli di Boemia.
Quindi il comune, come annunciato dal sindaco Zdněk Hřib ha approvato nuovi termini e condizioni sulle procedure di selezione per il contratto di locazione nel centro. “Non conta più solo un prezzo, ma ci sono altri aspetti da considerare: lo scopo del contratto di locazione, il beneficio per i praghesi che vivono in centro (sempre che ce ne siano ancora) o il livello di esperienza del proprietario”, ha dichiarato il sindaco.
Quali souvenir non cechi sono vietati: i divieti nei contratti di locazione
I nuovi termini stabiliscono inoltre che gli affittati non potranno essere utilizzati, ad esempio, come discoteche, uffici di cambio, club per gioco d’azzardo, centri scommesse o negozi di souvenir con prodotti non inerenti alle tradizioni di Praga o della Repubblica Ceca.
Il sindaco Hřib stringe: cosa cambia nei prossimi rinnovi contrattuali
Hřib ha poi dichiarato che il comune sta lavorando per rendere più restrittive anche le condizioni di rinnovo dei contratti di affitto, ma anche eventuali misure contro chi è proprietario di spazi privati e non rispetta queste regole.
Lotta all’overtourism a Praga: oltre i souvenir, altre misure del comune
Lo rileva un’indagine del Centro ricerche sull’opinione pubblica (Centrum pro výzkum veřejného mínění – CVVM). La maggior parte degli intervistati pensa inoltre che le conseguenze della Brexit siano sfavorevoli per tutti, Regno Unito, Unione europea e Repubblica Ceca.
Chi supporta la Czexit: il profilo dei favorevoli cechi
Dati alla mano, solo tre cittadini su dieci hanno dichiarato di essere favorevole al referendum, mentre il 54 per cento si è detto nettamente contrario. I favorevoli alla Czexit sono più numerosi tra le persone anziane, con un reddito basso o con bassa scolarizzazione.
Dato sorprendente per noi, ma totalmente in linea con il principio che negli ex paesi del patto di Varsavia le cose vanno al contrario, i favorevoli alla Czexit sono per lo più di sinistra.
Come voterebbero i cechi in un referendum sulla Czexit
In caso di referendum sulla Czexit, il 45 per cento ha dichiarato che voterebbe per la permanenza, il 21 per cento per l’uscita, i restanti sono ovviamente indecisi.
Tendenza Czexit in calo: dal 40% nel 2016 al 27% nel 2023
Sul lungo periodo, il numero dei cechi “pro Czexit” è in costante calo dal 2016. Lo scorso anno, ad esempio, i favorevoli all’uscita dall’Ue costituivano il 27 per cento della popolazione, mentre nel 2016 erano oltre il 40 per cento.
Fotocredit: Commons - By Dolev - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4438355
Espansione Modré Zony: parcheggio impossibile
Con l’espansione costante delle Modré Zony (strisce blu), il parcheggio nel centro di Praga è diventato pressoché impossibile.
Come funzionano strisce blu, gialle e bianche a Praga
Per chi non lo sa, questa è la base del parcheggio a Praga:
Sulle strisce blu è completamente vietato. Le strisce blu sono per i residenti e se la municipale vi becca, nel migliore dei, semplicemente, non dovete andare a ritirare la vostra auto in zona rimozione.
Le strisce gialle sono per i mezzi, come in Italia
Le strisce bianche sono turpi e infide. Sicuramente potete lasciare l’auto durante la sera (18-8, 20-6 e così via) e al weekend. Non è detto che possiate parcheggiare come volete durante il giorno, ma dovete riferirvi alla segnaletica. Alcune sono regolamentate dal parchimetro, in altre serve il disco orario (con limite massimo due ore), altre infine sono completamente libere. Ovviamente queste ultime sono sempre meno man mano che ci si avvicina al centro.
Ora, restiamo dell’idea che, se non viaggiate molto, la macchina nella capitale ceca non serve a nulla e quindi il parcheggio a Praga non è problema vostro.
Però se avete delle visite il problema di dove far lasciare la macchina a questi che arrivano si presenta. E vi rendete pure conto che non sapete cosa rispondere. Idem se volete venire a farvi qualche giorno a Praga in macchina.
Come fare? Per nostra fortuna esiste un sito che si chiama mr. Parkit, ed è pure in inglese (ma anche in tedesco e polacco).
Funziona praticamente come booking. Dovete registrarvi (o chi viene a trovarvi deve registrarsi) dopodiché bisogna selezionare le date in cui vi serve il parcheggio. Il sito vi mostra poi i parcheggi che in quel periodo sono liberi, mostrandoveli sulla mappa e indicandovi il prezzo. Tutto qua.
mrParkit: come prenotare parcheggi a Praga online (alternativa veloce)
Trasferisci l’abbonamento Lítačka sul tuo cellulare
Le persone che usano il trasporto pubblico di Praga possono ora trasferire i loro abbonamenti dalle tessere Litáčkaai telefoni cellulari. Il trasferimento può essere effettuato con l’applicazione PID Lítačka.
Controllo digitale senza tessera: cosa devi sapere con l’app PID
I passeggeri possono quindi utilizzare il proprio smartphone per dimostrare di avere l’abbonamento quando si imbattono in un revizor (soprattutto se lo riconoscono, dato che viaggiano in borghese e il primo incontro non sempre ci si rende conto di quello che sta accadendo).
Altre opzioni includono la possibilità di trasferire l’abbonamento su una carta di debito o di credito, sulla tessera della ferrovia ceca In Karta o l’acquisto di un coupon cartaceo. Le opzioni della carta di pagamento sono state lanciate l’anno scorso, ma l’opzione del telefono è stata ritardata a causa di motivi tecnici.
In precedenza era possibile avere sul telefono solo biglietti di corsa singola. I revizoři porteranno delle power bank in modo che possano controllare i biglietti, anche se la batteria del telefono è scarica. Ma il passeggero deve avere il cavo corretto.
Una volta che il passeggero trasferisce l’abbonamento sul telefono cellulare, la Lítačka non è più valida. Chi viene fermato senza abbonamento, se ne ha effettivamente uno, deve presentarsi alla sede della PID entro 15 giorni con l’abbonamento valido. In questo caso pagherà una multa di 50 corone. Se invece venite fermati senza biglietto ne altro, la multa è la solita (che non prendiamo da tempo, l’ultima volta che è capitato era di 800 corone, nel 2014).
Il Consiglio Comunale di Praga 2 ha dato il proprio assenso ai fuochi di Capodanno a Praga e ha deciso di organizzarli nel proprio distretto, in particolare nell’area di Nusle.
Milujuprahu riferisce che i fuochi di Capodanno si chiameranno Prague Divine e si svolgeranno, in particolare, vicino al Centro Congressi di Vyšehrad vicino al Nuselský Most.
Visualizzazione da Karlovo Náměstì e dalle rive del Botič
Insomma, se volete vedere i fuochi, quest’anno non lo farete selle rive della Vltava ma su quelle del Botič – o al massimo da Karlovo Náměstí.
Il rumore e i rischi: perché gli animali domestici soffrono
Il consiglio ha inoltre sostenuto la campagna degli organizzatori che affronta i rischi dell’uso amatoriale della pirotecnica e gli impatti sulla salute.
Sebbene la direzione del consiglio comunale di Praga abbia deciso all’unanimità, in agosto, che la celebrazione di capodanno per l’arrivo del 2020 sarà senza fuochi d’artificio, gli organizzatori degli anni precedenti hanno deciso di mantenere la tradizione (ve lo avevamo già detto).
Come gli organizzatori hanno finanziato i fuochi senza il comune
Privi dei fondi del comune, hanno poi organizzato una raccolta fondi su un conto trasparente e hanno cercato sostegno presso i singoli distretti. Alla fine sono riusciti a concordare con Praga 2. Gli organizzatori hanno ricevuto il sostegno del consiglio comunale e un posto per fuochi d’artificio sicuri.
Perché il videomapping al posto dei fuochi (almeno inizialmente)
Dopo aver deciso che, per la prima volta non ci sarebbero stati i fuochi di capodanno, la giunta di Praga ha annunciato al loro posto ci sarebbe stato uno spettacolo di videomapping, attività in cui la capitale ceca pare si stia specializzando, visto che sempre più spesso vediamo show di questo tipo – ad esempio quello sulla torre di Žižkov dello scorso 20 luglio.
Costi e impatto ambientale: il dibattito sui fuochi d’artificio
Le ragioni del cambiamento non sono legate ai costi quanto alle proteste sollevate negli ultimi anni. I fuochi d’artificio infatti sono tanti e rumorosi, disturbano animali, anziani e bambini. Il comune ha assegnato la realizzazione del videomapping tramite appalto pubblico.Il costo dovrebbe aggirarsi comunque intorno ai due milioni di corone, in linea con i costi dei fuochi d’artificio degli ultimi anni.
Il governo della Repubblica Ceca ha approvato un piano per l’adozione di un’imposta sui giganti di Internet come Google, Amazon, Facebook e Apple.
Chi è colpito dalla digital tax ceca: soglie e ricavi
Similmente a quanto già fatto in Francia e alcuni altri paesi, la misura imporrebbe un’imposta annuale del 7% sui ricavi delle imprese digitali delle società nella Repubblica Ceca. La legge dovrebbe riguardare le società con vendite in tutto il mondo per un valore di oltre 750 milioni di euro e ricavi qui superiori ai 100 milioni di corone (4 milioni di euro).
Quando entra in vigore l’imposta digitale: timeline e gettito previsto
Il ministero delle Finanze ha stimato che l’imposta potrebbe portare nelle casse statali circa 5 miliardi di corone all’anno, a partire dal 2020. La legge ora deve essere approvata da entrambe le camere del parlamento.
130 paesi verso la digital tax: il contesto internazionale
Oltre alla Repubblica Ceca, sono circa 130 i paesi che stanno attualmente cercando un modo per tassare i giganti globali di Internet.
Copertina di "Helsinki, dove il punk si è fermato"
Punk oltre la cortina di ferro
Il romanzo che racconta la protesta da due lati della cortina di ferro
Ecco, il punk è stato un po’ tutto questo. Da tutte e due le parti della cortina di ferro, come si capisce molto bene leggendo il romanzo “Helsinki, dove il punk si è fermato”. Il libro, uscito in traduzione italiana nel 2018 perPoldi Librie presentato ora in Italia, è di Jaroslav Rudiš, uno dei più validi esponenti della letteratura ceca post-89.
La Cecoslovacchia del 1987 nel diario della punk Jeseník
Al di là dello stile piuttosto scorrevole, il romanzo porta con sé varie problematiche. Anzitutto strutturali. Si svolge in diversi luoghi e su più piani temporali. Da un lato abbiamo la Cecoslovacchia del 1987, vista dagli anni di una punk sedicenne di Jeseník (vicino Olomouc). Il quadro fornito in questo diario (sgrammaticato e senza punteggiatura), tratteggia molto bene il clima del regime socialista, anche se in verità se ne ricava l’idea di un paese un po’ più libero di quello che lo stereotipo occidentale lascerebbe credere.
Dall’altro lato – per la maggior parte di “Helsinki, dove il punk si è fermato” – è quello di Ole, proprietario di un bar, anche lui punk ai tempi della Germania est. Ma la storia di Ole si svolge ai giorni nostri in una città della Germania orientale, quando sia la DDR che lo spirito punk del protagonista sono spariti da un po’. Questa parte è però caratterizzata da lunghi flash back. E in questi flash back, visti col senno di poi, la percezione di un regime socialista e della Stasi onnipresente, ma anche la visione dei punk, è filtrata, più vicina a come ce la si potrebbe immaginare in occidente.
Punk Est vs Ovest: attitudini opposte
Il punk oltrecortina e quello occidentale condividono lo stesso spirito di rivolta, ma con attitudini radicalmente diverse.
Una cosa però emerge chiaramente: se l’attitudine punk è la stessa, i punk del Patto di Varsavia andavano in direzione opposta a quelli delle nazioni “atlantiche”. Se da noi i punk guardavano affascinati ai paesi comunisti (in primis i CCCP italiani), oltre cortina si guardava ad ovest, anche perché il punk dall’ovest veniva. Ma, si ripete, l’attitudine era quella.
Le persone normali facevano una vita routinaria forse più grigia, ma non diversa da quella occidentale. La classica routine “andare a scuola – trovare – lavoro – sposarsi – prendere casa e macchina – avere dei figli”, ai quali nel mondo socialista di solito si aggiungeva “divorziare – secondo matrimonio”.
E questo vale anche per molti aspetti “secondari” della vita e del costume.
Noi avevamo Diana ed MS, loro Start e Mars. Noi avevamo Morandi e Al Bano, loro Michal David e Karel Gott. Noi avevamo Kojak, loro il maggiore Zeman. Noi avevamo i boy scout, loro i pionieri. Le nostre sonde spaziali partivano da Cape Canaveral, le loro da Bajkonur.
Con “Helsinki, dove il punk si è fermato”, Rudíš ricostruisce meravigliosamente un mondo che non esiste più. E qui sta un problema. Ricostruisce un mondo di cui il target logico di una traduzione, ovvero i giovani che ascoltano musica alternativa e magari sono leggermente di sinistra, non sa nulla. Perché non c’erano ai tempi del socialismo. Ma anche perché comunque, di quei paesi si sapeva poco. Poche informazioni entravano, grazie a Radio Free Europe, e nulla usciva.
Cecoslovacchia vs Polonia: due punk oltrecortina, due regimi diversi
Ma questo problema riguarda anche chi nel 1987 aveva una certa età. Se gli stili di vita erano simili dai due lati della cortina, c’erano differenze profonde tra i paesi del patto di Varsavia. Ed è una cosa che nel romanzo si nota.
Basta un esempio, abbastanza cruciale per il romanzo. Negli anni ’80 cecoslovacchi, caratterizzati da un pugno di ferro che durava dal 1968, fare musica rock poteva costare il carcere (vedi i Plastic people of the Universe).
Nella Polonia di Solidarność, gruppi come Dezerter e Moskwa facevano musica punk e venivano passati dalla radio di Stato (il cui segnale veniva captato anche nelle attuali Repubblica Ceca e Slovacchia). Questo, a un certo tipo di ascoltatori, può spiegare perché le prime band esteuropee che negli anni ’90 bucarono i confini nazionali per imporsi, nel giro di un lustro, sulla scena metal estrema mondiale, venissero proprio dalla Polonia.
Passando al lato “tedesco” del romanzo ci si trova innanzi ad altre insidie. Ole, il protagonista vero di “Helsinki, dove il punk si è fermato”, è un uomo con la vita in pezzi (la vita quotidiana che non funziona) e pure, a suo modo, rimane un punk dentro di sé. Non ha più la cresta, ma come disse un vecchio metallaro quando gli fecero notare le stempiature “non contano i capelli fuori, ma quelli dentro”. Ole gestisce un bar frequentato da quarantenni che son rimasti punk, come da noi potrebbe esserci un’osteria “Ai Pink Floyd”. Ma il prog in Italia e il punk nella Repubblica Ceca sono due cose diverse.
E anche Italia e Repubblica Ceca sono paesi diversi. Per noi il punk era protesta, per loro era resistenza a un regime. E questo ha fatto si che nei cechi il punk sia sopravvissuto alla gioventù. I cechi se lo sono portato dentro, oltre le vite rispettabili (che vanno in frantumi), oltre il lavoro rispettabile.
Questa è una delle cose più difficili da spiegare agli italiani. Si può essere dirigenti di banca e ascoltare i Dead Kennedys? Si può smettere giacca e cravatta per mettere il chiodo per andare a un concerto di un gruppo conosciuto da 25 persone, bevendo e fumando marijuana come non ci fosse un domani? In Italia è raro. In Repubblica Ceca è relativamente normale.
Ed è normale perché, nel passaggio da Cecoslovacchia e Repubblica Ceca, dal 1988 al 1993, tutto è cambiato ma qualcosa è rimasto, soprattutto a livello di cultura underground. Ed è rimasto a moltissime persone. E soprattutto, pur trasferendo il tutto nell’ex Germania Est, Jaroslav Rudíš è riuscito a trascriverlo in questo romanzo.
1988-1993: come il punk cecoslovacco diverge da quello polacco
Questo ci collega a uno dei problemi principali del tradurre un po’ tutta la letteratura ceca del post 1989. La letteratura ceca, in effetti, è rimasta molto specifica fino al 1989. Tutti gli scrittori cechi, pur diversissimi tra loro sono accomunati nello spirito di venire da una stessa nazione. Si potrebbe escludere Kundera. Ma si deve dire che quella nazione si è molto trasformata dal 1989, è andata molto avanti.
E così molti pongono l’accento sulla pochezza letteraria di molti nuovi scrittori (non a torto) e si fasciano la testa per l’assenza di “nuovi Kundera, Škvorecký e Hrabal” (con uno spirito curiosamente simile a quello delle scene indie e del metal). E non si accorgono che “nuovi Kundera, Škvorecký e Hrabal” non ce ne saranno più perché il contesto culturale è un altro. I confini sono caduti, la censura anche, la Repubblica Ceca non è la Cecoslovacchia.
E così gli scrittori perdono un po’ della loro voce originale, diventano internazionali, si globalizzano. E così saltano fuori i Miloš Urban che prendono il Pendolo di Focault e lo trapiantano in un thriller mitteleuropeo. E saltano fuori i Rudíš, che creano un legame indissolubile tra Repubblica Ceca e Germania, un legame fatto di punk e Wim Wenders. I tempi cambiano, le nazioni cambiano e i romanzi sono qui a ricordarcelo. Per fortuna.
10 romanzi cechi da leggere dopo Helsinki: altri capolavori di letteratura ceca
In occasione della 4° edizione, la “Settimana della cucina italiana nel mondo” allargherà in Repubblica Ceca lo spettro dei precedenti appuntamenti.
Alla promozione commerciale dei prodotti enogastronomici, gli eventi in programma assoceranno infatti l’approfondimento delle tante tradizioni eno-gastronomiche italiane da un punto di vista nutrizionale, ma anche sociale, a beneficio degli operatori cechi di diversi settori.
Coinvolte anche le scuole per presentare alle nuove generazioni della Repubblica Ceca la cucina italiana e il valore conviviale del mangiare, del condividere una buona tavola, variegata, equilibrata e sostenibile.
Partner dell’Ambasciata d’Italia per il 2019 è il Friuli Venezia Giulia, legato da secolari rapporti con le terre di Boemia e Moravia, e ancora oggi fra i territori italiani più conosciuti e frequentati dai turisti cechi.
Programma dettagliato 18-24 novembre: apertura, masterclass e degustazioni
Lunedì 18 novembre l’Istituto Italiano di Cultura ospiterà la cerimonia di apertura della Settimana con la conferenza “Dieta mediterranea e salute” del celebre medico nutrizionista e divulgatore televisivo Giorgio Calabrese. All’incontro, introdotto dall’Ambasciatore Francesco Saverio Nisio e dalla Direttrice dell’Istituto, Alberta Lai, parteciperanno accademici, nutrizionisti, dietologi, operatori del settore e rappresentanti dei media.
Il 19 novembre sarà la volta della sede praghese dei grandi magazzini Makro, dove lo chef toscano Emanuele Ridi, noto in Repubblica Ceca anche per le sue apparizioni televisive, insegnerà un semplice ed economico menù per alunni a venticinque cuochi di mense scolastiche ceche.
Nella medesima giornata gli stessi cuochi, insieme a rappresentanti di enti locali e di istituzioni sanitarie, assisteranno ad una presentazione dedicata all’Italia e alla filosofia slow food. Faranno parte dell’evento dimostrazioni pratiche sulla produzione artigianale di alcuni prodotti iconici della gastronomia del Belpaese. Fra questi pizza, gelato, pasta e pasticceria.
20 novembre: cinema ‘Ricette d’amore’ e degustazione Friuli Venezia Giulia
Il 20 novembre spazio anche al cinema, con la proiezione al kino Royal della pellicola “Ricette d’amore”, con Sergio Castellitto, cui seguirà una degustazione di prodotti tradizionali del Friuli Venezia Giulia.
Il 21 novembre salirà in cattedra lo chef friulano Massimo De Belli che nella scuola di cucina “Laboratorio” animerà una masterclass per chef italiani e cechi. Seguiranno alcuni piatti di sua preparazione ad una presentazione di vini della regione.
Menù speciali nei ristoranti praghesi con certificazione di ospitalità italiana
Sempre nel quadro della Settimana della cucina, dal 18 al 24 novembre alcuni ristorantipraghesi con certificazione di “ospitalità italiana” proporranno menù italiani dedicati alla rassegna.
Le sale liberty del kino Lucerna di Praga hanno ospitato oggi la conferenza stampa di presentazione del MittelCinemaFest 2019, il Festival centro-europeo del cinema italiano che taglia quest’anno il traguardo della VII edizione per la Repubblica Ceca.
A presentare l’iniziativa l’Ambasciatore d’Italia Francesco Saverio Nisio, la Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga, Alberta Lai e il Segretario generale della Camic, Matteo Mariani.
Il concerto di Fellini con la PKO Orchestra: 3 dicembre al Lucerna
Presente anche il Maestro Walter Attanasi che il 3 dicembre dirigerà l’orchestra PKO di Praga con un programma di musiche tratte dai più celebri film di Federico Fellini. Il concerto aprirà ufficialmente a Praga le celebrazioni per il centenario della nascita del grande regista.
“La rassegna 2019 del festival propone una selezione di opere di grandi registi e di autori emergenti, di commedie e film drammatici, che proietteranno gli spettatori in un’esperienza nel cinema italiano contemporaneo, specchio ed elemento di rifrazione dell’Italia dei nostri giorni” ha dichiarato l’Ambasciatore Nisio. Il diplomatico ha sottolineato il felice connubio tra istituzioni e comunità d’affari italiana che anche quest’anno ha permesso la realizzazione di un’iniziativa tra le più significative nel variegato panorama culturale della Repubblica Ceca.
Calendario MittelCinemaFest 2019: date e cinema a Praga, Ostrava e Brno
Il MittelCinemaFest 2019 verrà inaugurato il 28 novembre, nella Sala grande del cinema Lucerna, con il film “Quanto basta”, per poi fare tappa dal 5 all’8 dicembre al cinema Luna di Ostrava, e dall’8 al 9 dicembre al cinema Art di Brno.
La rassegna praghese offrirà al pubblico otto pellicole proiettate nel corso di quest’anno ai principali festival internazionali e recentemente alla Mostra del Cinema di Venezia.
Gli 8 film italiani in programma: dal 28 novembre al 4 dicembre
“Quanto basta” di Francesco Falaschi, (giovedì 28 novembre, ore 18:00 alla presenza del regista – replica il 1 dicembre alle 19:15)
“Compromessi sposi” di Francesco Miccichè (venerdì 29 novembre, ore 18.30, alla presenza del regista)
“Dafne” di Federico Bondi (venerdì 29 novembre alle 20.45)
“Il campione” di Leonardo D’Agostini (sabato 30 novembre, ore 18.30, alla presenza del regista)
“Il sindaco del rione Sanità” di Mario Martone (sabato 30 novembre, ore 20.45)
“Bangla” di Phaim Bhuiyan (lunedì 2 dicembre, ore 18.30)
“Il traditore” di Marco Bellocchio (lunedì 2 dicembre, ore 20.15)
“Momenti di trascurabile felicità” di Daniele Lucchetti (mercoledì 4 dicembre, ore 19.00)
Biglietti, orari e informazioni pratiche
La serata inaugurale vedrà come protagonista anche l’Agenzia Nazionale per il Turismo – ENIT e la promozione del territorio italiano. Tutti i film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in ceco e in inglese, mentre i biglietti potranno essere acquistati on-line o alle casse dei singoli cinema.
Organizzano l’Ambasciata d’Italia a Praga, l’Istituto Italiano di Cultura, la Camic, l’ENIT, l’Istituto Luce Cinecittà e il cinema Lucerna. Collaborano il Comune di Praga, UniCredit, Ferrero, Segafredo, Hotel Alchymist di Praga, Fondazione Eleutheria, Italian Business Center e numerosi altri partner.
L’edizione 2019 del MittelCinemaFest si tiene nell’anno delle celebrazioni per il centenario dell’apertura della rappresentanza italiana a Praga e dell’avvio delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.