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Fuochi di Capodanno a Praga 2025: organizzati da Ohňostroje pro Prahu

Capodanno 2022 a Praga Tradizioni Praghesi: i fuochi del primo gennaio

Fuochi di Capodanno a Praga: sì ma non dal comune

I tradizionali fuochi di capodanno a Praga ci saranno, anche se non saranno organizzati dal comune. A farsene carico sarà l’associazione Ohňostroje pro Prahu (Fuochi d’artificio per Praga).

Secondo quanto diffuso dai media, Ohňostroje pro Prahu aprirà a breve una raccolta fondi per organizzare i fuochi di capodanno.

Il consiglio di Praga ha deciso all’unanimità di eliminare i fuochi in agosto. La coalizione di Pirati, TOP 09, Stan e Praha Sobě hanno deciso di sostituire la tradizionale forma che celebra l’arrivo del nuovo anno con un videomapping.

Come donare per i fuochi di Capodanno a Praga 2025: il conto trasparente

Il comune di Praga in passato ha sempre collaborato con Ohňostroje pro Prahu per l’organizzazione dei fuochi, dunque l’associazione quest’anno ha deciso di continuare la tradizione in proprio. Se volete contribuire, potete fare una donazione al conto 2301702478/2010. Il conto è trasparente.

Gli organizzatori non hanno reso noto il luogo in cui la cerimonia avrà luogo dato l’atteggiamento ostile del Comune.

Fonte – La notizia è riportata da Žižkovské listy, che ci giunge in cartaceo e quindi non abbiamo link da darvi.

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I progetti di trasformazione del centro di Praga secondo l’IPR

Centro di Praga
Piazza Venceslao

Ridisegnare il centro di Praga: i nuovi piani dell’IPR e Václavské náměstí

Ma i cambiamenti nel cuore di Praga, secondo l’Istituto di pianificazione e sviluppo di Praga (IPR – Institutu plánování a rozvoje hlavního města Prahy), potrebbero essere molto di più. Molti di questi progetti sono già in fase di sviluppo e alcuni sono già in attesa del permesso di costruzione. “Il filo conduttore è rendere il centro di Praga più verde, gradevole e piacevole per le persone”, si legge sul sito dell’IPR. Vediamo ora quali.

Václavské náměstí pedonale: il progetto di tram deviato e rigenerazione

Di rimettere a nuovo il Václavák si parla dal 2005 anche se fin qui si è fatto poco o nulla a causa di problemi burocratici. Il progetto prevede, come è ben noto, la reintroduzione del del tram nella metà superiore della piazza (il percorso sarebbe una deviazione del 9, da Hlavní nádraží passando per via Opletalova, Washingtonova, Wilsonova fino al Muzeum per poi rientrare nella piazza e proseguire fino a Vodičkova o oltre). Si tratta anche di una soluzione per congiungere in modo diretto via Vinohradská e Hlavní nádraží.

Questa modifica delle linee tranviarie porterà dei cambiamenti in tutte le aree circostanti. In primis, si prevede di fare del Václavák un’area totalmente pedonale. I lavori inizieranno nel 2022 nella parte alta e in primavera in quella bassa.

Stazione centrale di Praga: nuova viabilità e spazi verdi nel progetto IPR

Dopodiché, il progetto è quello di rendere meno caotica l’area tra la Stazione e il Museo nazionale, in particolare nella zona dell’Opera, migliorando sia la viabilità che i percorsi dei pedoni. Per i pedoni si dovrebbero aggiungere marciapiedi, aree verdi, e cambiare la pavimentazione dei passaggi pedonali sulla Magistrála (che in effetti si rischia parecchio ad attraversarla), fino a I.P. Pavlova.

Infine, ma non è che dovevamo venire noi o altri più autorevoli di noi a dirlo, deviare il tram sarà un’ottima occasione per “rivitalizzare il parco davanti alla stazione” (come probabilmente dicono all’IPR), ovvero “mandar via i barboni da Sherwood” (come dice un po’ chiunque).

Un altro Palladium e il “corso delle mura”

L’altro Palladium, tipo a 50 metri da quello che c’è già, dovrebbe sorgere tra la torre di Jindřišská e via Na Příkopě e dovrebbe essere anche “immerso nel verde”.

Il “corso delle mura” dovrebbe poi rendere pedonali (e con passaggio del tram) un’altra bella fetta di vie del centro, ovvero quelle che sorgono sopra l’antico fossato attorno alle mura della Città vecchia.

Il progetto è un po’ fumoso ad oggi, ma permane l’idea di “ampi marciapiedi e tanti alberi”. Comunque le strade che verrebbero unificate in questo enorme passaggio pedonale sono Revoluční, Na Příkopě (che è già il corso), 28. října e Národní třída. Non è propriamente chiaro se ci sarà una nuova linea di tram che congiungerà direttamente Náměstí Republiky e Národní třída, ma l’idea di rendere il centro di Praga sempre più ostile alle auto sembra abbastanza chiara.

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Fonte – Forbes e sito dell’IPR

Foto – Sito dell’IPR


Fumetto italiano a Praga: l’IIC inaugura la sezione Bonelli con Tex Willer

Settimana della lingua italiana 2019 IIC

Fumetti alla Settimana della Lingua Italiana

Due giorni dedicati al fumetto hanno caratterizzato mercoledì 23 e giovedì 24 ottobre la XIX Settimana della lingua italiana 2019 organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Praga.

Davanti all’ambasciatore Francesco Saverio Nisio e alla direttrice dell’IIC di Praga Alberta Lai, l’amministratore della Sergio Bonelli EditoreDavide Bonelli, ha ufficializzato la donazione della collezione completa di Tex Willer alla Biblioteca dell’Istituto, insieme ad altri importanti titoli editi dall’etichetta di via Buonarroti come Dylan Dog, Dampyr e Martin Mystère che andranno ad arricchire il già cospicuo catalogo del settore.

Inoltre la Bonelli Editore ha donato all’Istituto un’esclusiva illustrazione, appositamente realizzata dal decano dei disegnatori di Tex: Giovanni Ticci.

Al taglio del nastro per l’inaugurazione della sezione “Fumetti” erano presenti anche l’imprenditore Giorgio Bonelli, lo sceneggiatore Mauro Boselli, il disegnatore Giorgio Giusfredi, autori di storie immortali dell’eroe western nato dalla matita e dalla fantasia di Gianluigi Bonelli, e il cantante Giampiero Anelli, in arte Drupi, amico della famiglia Bonelli e in particolare di Gianluigi, protagonista della canzone “La storia di Gianluigi B.”.

“Un eroe positivo italiano che ci accompagna da 71 anni”, ha sottolineato nel suo intervento l’ambasciatore Nisio a proposito di Tex Willer “e che continua ad appassionare varie generazioni di lettori. Un’eccellenza italiana che dimostra come anche il fumetto sia arte e letteratura degna di avere il suo spazio nei centri di cultura e nelle biblioteche”.

Incontro con autori Bonelli: Boselli e Giusfredi a confronto

Dopo la cerimonia del taglio del nastro, davanti a quasi 200 persone, la direttrice Lai ha aperto il dibattito con Boselli e Giusfredi, intervallato dalle domande del pubblico. Al centro del confronto la produzione fumettistica italiana, con i relatori che hanno intrattenuto i presenti con il racconto di aspetti particolari, aneddoti e curiosità della storia e dei personaggi dell’universo bonelliano.

Andrea Pazienza e Pentothal: la lezione di un maestro del fumetto underground

Giovedì invece è stata la giornata dedicata ad Andrea Pazienza, il grande fumettista e artista visivo morto a soli 32 anni dopo aver vissuto e studiato tra San Severo, Pescara, San Benedetto del Tronto, Bologna e Montepulciano.

Il giornalista e saggista Luigi Di Fonzo, autore del libro “Andrea Pazienza. Il mio nome è Pentothal”, ha aperto il suo intervento con la proiezione di un film inedito che mostra Pazienza, nel gennaio 1977, a Bologna mentre spedisce il plico con le prime tavole della sua prima opera “Le straordinarie avventure di Pentothal”.

Un pubblico molto attento ha poi seguito la proiezione delle tavole più significative che la rivista Alter Alter pubblicò tra aprile 1977 e luglio 1981 in dieci puntate. Un’opera prima che mette a fuoco lo straordinario talento di un ragazzo poco più che ventenne che portò le tensioni politiche e sociali e le problematiche giovanili a livello di arte.

Altre informazioni sulla Settimana della lingua italiana 2019 sul sito del MAE

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La cortina di ferro in Repubblica Ceca: 11 siti storici che non troverai in nessuna guida

Viaggio in italia Cortina di Ferro Confini Schengen
La cortina di ferro a Čížov - fonte Commons

Resti autentici della cortina di ferro in Repubblica Ceca: dove vederla

Čížov – cortina di ferro

Čížov: i resti più autentici della cortina di ferro in Repubblica Ceca

Vicino a questo piccolo villaggio a 20 km da Znojmo troverete alcuni tra gli ultimi resti della cortina di ferro vera e propria.

Mikulov – Memoriale per le vittime della cortina di ferro

Mikulov e Valtice: museo della cortina di ferro e memoriale delle vittime

Il memoriale per le vittime della cortina di ferro si trova a circa un chilometro dall’ex dogana sulla strada che va da Brno a Vienna. Molti tentativi di fuga dalla Cecoslovacchia hanno avuto luogo vicino a Mikulov. Oggi Mikulov è famosa per altri motivi, quindi se ci andate potete approfittarne.

Valtice – Museo della difesa dei confini

A Valtice, vicino a Mikulov, si trova un museo dedicato a tutti i sistemi di protezione dei confini statali dal 1918 ad oggi. La parte principale della mostra è però ovviamente incentrata sulla cortina di ferro. Ficino a Valtice inoltre trovate il villaggio di Úvaly, che durante  la guerra fredda avrebbe dovuto essere abbandonato per la sua eccessiva vicinanza al confine. Il progetto alla fine non fu realizzato.

Il percorso della cortina di ferro

Jindřichův Hradec – Sentiero del XX secolo vicino a Nová Bystřice

Nová Bystřice e Nové Hrady: escursioni e musei all’aperto

Questa escursione sul confine ceco-austriaco può essere fatta in due percorsi (lungo e corto) e presenta lo sviluppo storico della regione nel XX secolo. Durante questo periodo, il territorio locale fu colpito più volte da drammatici cambiamenti politici.

Třeboň – Museo all’aperto della protezione dei confini statali a Nové Hrady

Inaugurato nel 2013, quello di Nové Hrady è un museo all’aperto sulla protezione del confine di stato. Il museo si trova in prossimità dell’ex ufficio doganale al confine con Nové Hrady – Pyhrabruck (Austria). Potete visitarlo durante un weekend a Třeboň.

Domažlice – Torre di avvistamento di Kurz a Čerchov

Domažlice e Šumava: torri di avvistamento e ricostruzioni della cortina di ferro

Si tratta della torre più alta della Foresta boema (Šumava). Può essere raggiunta in bicicletta o a piedi.

Kvilda: ricostruzione della cortina di ferro a Bučina

La ricostruzione della cortina di ferro, del 2008, è costituita da una barricate di filo spinato ricostruita e da altri elementi caratteristici. Vicino troverete anche il villaggio di Bučina, abbandonato durante la guerra fredda.

Cortina di ferro ricostruita – fonte Commons

F@MU 2019: l’IIC apre le porte domenica 13 ottobre – Prima istituzione italiana all’estero

Giornata nazionale delle famiglie al museo FRONT

IIC Praga apre le porte alla Giornata F@MU

L’Istituto Italiano di Cultura di Praga (IIC) taglia il traguardo come primo luogo della cultura italiano all’estero a partecipare all’iniziativa nazionale delle famiglie al museo.

Accogliendo il tema di F@MU 2019, “C’era una volta nel Museo” l’IIC partecipa alla Giornata nazionale delle famiglie al museo con il proprio ventaglio di secoli che narrano una storia italiana nel cuore di Praga lunga oltre quattrocento anni.

La giornata interessa ogni anno centinaia tra istituzioni ed enti culturali d’Italia; è rivolta principalmente a famiglie con bambini di età compresa tra i cinque e gli undici anni, che per l’occasione saranno coinvolti in una speciale visita attiva.

Domenica 13 ottobre, infatti, l’Istituto aprirà le porte ai piccoli ospiti e alle loro famiglie, focalizzando l’attenzione sui propri spazi nel centro dell’Europa. Sarà offerto ai visitatori un percorso di grande respiro storico e artistico volto a riscoprire quelle radici che fanno della comunità italiana a Praga una delle più antiche presenti sul territorio. Un percorso tematico sulla vita dell’Istituto dalla fine del Cinquecento al XXI secolo attraverso antichi documenti d’archivio e lo splendore della propria architettura.

I ragazzi e la Congregazione dei Piccoli Italiani

Inoltre, i ragazzi parteciperanno attivamente alla costituzione di una “Congregazione dei Piccoli Italiani di Praga”. Il racconto dell’Istituto Italiano di Cultura si apre con le cronache della Congregazione Italiana di Praga, costituita nel lontano 1573.Famiglie al museo IIC FRONT

Storia dell’ospedale degli italiani

Nata sotto il motto “Pro deo et paupere”, la Congregazione fu la prima istituzione di carattere laico a divenire un punto di riferimento per la numerosa comunità italiana di Praga, per la maggior parte costituita da architetti, muratori e scalpellini impiegati presso la corte imperiale.

Dediti alla solidarietà verso il prossimo, i congregati furono impegnati nell’aiutare le fasce più deboli della città senza alcuna distinzione di religione e nazionalità e, agli inizi del Seicento, eressero un luogo di carità presso il monte San Giovanni a Malá Strana, che prese il nome di Ospedale degli Italiani.

Nell’area dell’Ospedale fu anche eretta una cappella barocca, con volte in grisaille, consacrata nel 1617 e ancora parte integrante dell’Istituto. Nel corso dei secoli la Congregazione si distinse per la sua attività all’interno dello scenario urbano boemo. Questo attirò la benevolenza degli imperatori, da Rodolfo II in poi, che onorarono questo sodalizio con speciali privilegi.

Nel 1804 l’ospedale fu convertito in un orfanotrofio i cui bambini potevano non solo alloggiare, ma anche studiare e apprendere un mestiere. Infine intorno al 1942 i congregati decisero, di comune accordo con l’allora Regio Consolato Generale d’Italia a Praga, di cedere allo Stato italiano gli edifici di loro proprietà affinché si costituisse una nuova realtà dalla quale, nella seconda metà del ’900, nacque l’attuale Istituto Italiano di Cultura.

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Regole busking Praga: i divieti su costumi e attività di strada

Busking a Praga
Busking a Praga

Regole busking Praga 2024: divieti costumi e attività vietate

Dove non è permesso il busking: Staroměstské náměstí, muro Lennon e altre zone

Secondo la nuova legge, in piazza della Città vecchia (Staroměstské náměstí) e altre parti del centro di Praga non troverete più né i panda (o altri animali) né i soffiatori di bolle. Oltre alla Piazza della Città Vecchia, il busking sarà proibito anche davanti al muro di John Lennon, a Náměstí Míru, così come via Nerudova e via Spálená.

Costumi e attività vietati: il decreto del comune di Praga

In particolare, il decreto stabilisce che sono vietate “esibizioni con costumi da animali o personaggi di film, programmi televisivi o giochi per computer”. Il decreto prevede inoltre che gli artisti di strada non debbano limitare il passaggio pedonale, l’ingresso agli edifici e gli ingressi alla metropolitana.

Eccezione Ponte Carlo: regole diverse per gli artisti di strada

Come al solito, le nuove norme non riguardano il Ponte Carlo, che è soggetta a regole interne che determinano chi e con quale attività può essere.

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Fonte – ČT24

Foto – Needpix


Repubblica Ceca al 24° posto nel ranking mondiale della qualità della vita: supera gli USA

Riapertura dei confini Sondaggio Qualità vita Repubblica Ceca

Repubblica Ceca 24ª nell’indice qualità della vita

La Repubblica Ceca si è classificata al 24° posto su 149 paesi nel nuovo indice di qualità della vita pubblicato dall’agenzia Deloitte il mese scorso.

Il paese guadagna due posizioni rispetto al 2018, e supera anche gli Stati Uniti per la prima volta. Gli USA sono ​​al 26 ° posto nell’indice di qualità della vita di quest’anno.

“Anche i paesi più ricchi hanno punti deboli che devono affrontare”, ha detto il presidente di Deloitte Josef Kotrba commentando il risultato, spiegando che “in tutto il mondo un fenomeno preoccupante è il declino dei diritti, che sta interessando persino una culla della democrazia come gli Stati Uniti”.

Per determinare i punteggi nell’indice di qualità della vita 2019, i paesi sono stati classificati in base a tre categorie principali: bisogni umani di base, fondamenti del benessere e opportunità. Queste categorie includevano sottoindici come Sicurezza personale, Assistenza medica, Qualità ambientale, Accesso alle conoscenze di base e Libertà personale.

Classifiche della Repubblica ceca per categoria

La Repubblica ceca si è classificata 15° nella categoria Esigenze umane di base, 24° per le Opportunità e 31° per i Fondamenti del benessere.

Dove eccelle la Repubblica Ceca: record e primati

Nella Repubblica Ceca, tuttavia, la Repubblica Ceca si è classificata o vincita al n. 1. Questi includevano denutrizione (2,5% della popolazione), accesso all’elettricità (100%), tasso di alfabetizzazione degli adulti (99%), abbonamenti al telefono cellulare (119% [!]) E matrimonio anticipato (0%).

Paesi scandinavi dominano il ranking: Norvegia in testa, Italia al 22°

Come nella maggior parte di questi sondaggi, i paesi scandinavi hanno dominato la classifica della qualità della vita, con la Norvegia al primo posto davanti a Danimarca, Svizzera, Finlandia, Svezia. L’Italia si trova al 22° posto.

Qualità della vita: Repubblica Ceca a confronto

Repubblica Ceca vs Europa: ranking qualità della vita con Germania, Austria, Polonia

Venendo ai paesi confinanti con la Repubblica Ceca, la Germania occupa l’8° posto, l’Austria il 20°, la Polonia al 33° e la Slovacchia al 35°. “Se confrontiamo i paesi di Visegrad Four, la Repubblica Ceca è molto più avanti di Slovacchia, Ungheria e Polonia”, ha aggiunto Kotrba.

Tra i 149 paesi esaminati dall’indice, la più bassa qualità della vita è stata rilevata in Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, Ciad, Eritrea e Repubblica Democratica del Congo.

Fonte – expats

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Foto – Treccani


Sulle ali della libertà: mostra street art all’ambasciata italiana di Praga

Sulle ali della Libertà
Locandina
Sulle ali della LibertàSulle ali della Libertà

Street art italo-ceca per il centenario

Nel quadro delle celebrazioni per il centenario della rappresentanza italiana a Praga e dell’avvio delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, l’iniziativa Sulle ali della libertà coinvolge giovani artisti italiani e cechi.

Via Thunovská: la location esclusiva dell’ambasciata italiana a Malá Strana

A fare da scenario una parte della via Thunovská di proprietà dell’Ambasciata e normalmente non percorribile. In pieno centro storico, nel cuore del quartiere di Malá Strana, la parte italiana di via Thunovskà sarà accessibile al pubblico dal 20 settembre fino al 3 ottobre, proiettando i visitatori in un viaggio nell’arte contemporanea.

Progetto Et Cetera 6ª edizione: street art tra Roma e Praga

Dopo aver affrontato aspetti delle arti figurative, della fotografia e della cinematografia in spazi prestigiosi quali il MAXXI di Roma e l’Istituto italiano di cultura di Praga, il progetto “Et Cetera”, promosso dalla fondazione Eleutheria in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e col sostegno dell’Istituto italiano di cultura, giunge alla 6° edizione.

Come ha sottolineato l’ambasciatore Francesco Saverio Nisio, “la Street Art è una cartina di tornasole dell’evoluzione dei nostri tempi e una composita allegoria globalizzata del mondo odierno. Esprime con un linguaggio universale, ben noto anche in Italia, le speranze, i timori e le istanze di libertà della società contemporanea”.

Libertà e memoria: Jan Palach e Jan Zajíc nella street art contemporanea

Non a caso il tema scelto per la rassegna è la “libertà”, anche per commemorare i 50 anni dalla morte di Jan Palach e di Jan Zahjíc, i due ragazzi cechi che nel 1969 si immolarono in nome dei diritti della propria gente, minacciati e soffocati dalle truppe del Patto di Varsavia, divenendo simboli di libertà e di lotta all’oppressione.

Artisti cechi: Toy Box, Obic, David Strauzz e I-Am-Rushdog

Gli artisti cechi e italiani selezionati tra oltre 100 candidati hanno provenienze e personalità diverse ma sono accomunati dalla forza icastica dei loro messaggi. Toy Box, che non mostra il suo viso ma coglie l’anima nascosta delle persone con dei selfie murali; Obic, lo sperimentatore che attraverso labirinti grafico-ornamentali elude la componente espressiva a favore della linearità stratificata e della forma pura; David Strauzz che sfida l’isolamento interiore attraverso l’astrazione e l’interazione; I-Am-Rushdog, le cui specialità sono la calligrafia e il lettering.

Artisti italiani: Er Pinto, Solo, Diamond e Yest dal Trullo

Poi gli italiani Er Pinto e Solo, provenienti dal Trullo di Roma, uno dei quartieri di riferimento dell’arte urbana della Capitale grazie al “Festival Internazionale di Poesia di Strada”; Diamond, caratterizzato da uno stile elegante e provocatorio con echi di Art Nouveau, tra i primi ad operare il passaggio dal writin galla Street art e Yest che integra l’arte narrativa del fumetto con le tecniche dei graffiti.

L’iniziativa Sulle ali della libertà è curata da Francesco Augusto Razetto, da Ottaviano Maria Razetto e da Genny Di Bert, rispettivamente presidente, vice-presidente e curatrice della fondazione Eleutheria. Patrocinio del comune di Praga capitale, del municipio di Praga 1, della Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca e dell’Art & Design Institut di Praga. Sponsor principali: UniCredit Bank Czech Republic and Slovakia e Architectural Consulting.

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Eva Zaoralová nominata Cavaliere dell’OMRI: riconoscimento alla traduttrice ceca

Istituto Italiano di Cultura a Praga: programma eventi per aprile 2016

Eva Zaoralová insignita Cavaliere Ordine al Merito

La traduttrice e critica cinematografica ceca ha ricevuto ieri a Praga, nel corso di una cerimonia in forma privata, le insegne di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Il riconoscimento OMRI e il ruolo dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga

Il titolo è stato conferito a Zaoralová per l’opera meritoria nella promozione e tutela del prestigio nazionale all’estero nel campo delle lettere e della diffusione della lingua italiana.

L’onorificenza è stata concessa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella su proposta del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dietro segnalazione dell ́Istituto Italiano di Cultura (IIC) di Praga.

Chi è Eva Zaoralová: traduttrice, docente e critica cinematografica ceca

Eva Zaoralová ha insegnato Storia del cinema all ́accademia FAMU di Praga e tuttora collabora con alcune delle piùimportanti riviste cinematografiche internazionali. Ha tradotto in ceco numerosi autori italiani, scrivendo anche libri e articoli su Giuseppe Dessì, Federico Fellini, Goffredo Parise, Michelangelo Antonioni, Alba de Cespedes, Sveva Casati Modignani, Cesare Pavese, Carlo Fruttero e Alberto Bevilacqua.

Dal 1994 collabora con l’attore Jiří Bartoška nella direzione del Festival cinematografico di Karlovy Vary, di cui fino al 2010 è stata direttrice artistica. Ha fatto parte delle giuriedi numerosi festival, tra cuiVenezia, Berlino, Cannes, Mannheim, Wiesbaden e Antalya.

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Boches a beatbox: il canto a tenore sardo incontra l’innovazione all’IIC di Praga

Boches a beatbox: Sardegna protagonista ieri all’IIC
Boches a beatbox: Sardegna protagonista ieri all’IIC

Musica, tradizioni e cucina sarda a Praga

La musica, le tradizioni e la cucina sarda sono stati i protagonisti ieri all’Istituto Italiano di Cultura di Praga (IIC) con “Boches a beatbox”.

Si tratta di un progetto che unisce il tradizionale canto a tenore della Sardegna, curato dai Tenore San Gavino di Oniferi, con Francesco, Giovanni e Carmelo Parisi, rispettivamente boche, contra e mesu boche, e il bassu di Giuseppe Brau, con le forme musicali innovative e sperimentali dell’armonica beatbox di Moses Concas.

Moses Concas: il musicista che fonde canto a tenore e beatbox

Concas è un musicista sardo trapiantato a Londra, interprete di musica internazionale e world music con sapienti incursioni nel folklore, nonché appassionato ricercatore delle sonorità più arcaiche della Sardegna.

“Boches a beatbox” nasce su iniziativa dell’Associazione Culturale “L’Intermezzo” di Nuoro a seguito della partecipazione al bando indetto dalla Regione Autonoma della Sardegna, “Identity Lab”. La gara ha come obiettivo la realizzazione di progetti innovativi che valorizzino i beni culturali regionali, ne rafforzino la fruibilità e portino ad un incremento delle attività economiche ad essi collegate.

Nello specifico “Boches a beatbox” mira ad esportare alcune espressioni identitarie della Sardegna e, al contempo, a costituire un legame e un confronto tra l’isola e altre nazioni avviando un dialogo con culture “altre” alla ricerca di analogie, scambi e reciproco accrescimento.

Come ha sottolineato nel suo discorso di saluto la nuova Direttrice Alberta Lai, insediatasi al vertice dell’IIC di Praga il 26 agosto scorso dopo aver guidato per quattro anni l’Istituto Italiano di Cultura di Chicago, “lo spettacolo ‘Boches a beatbox’ coniuga felicemente la millenaria tradizione musicale della Sardegna con la versatilità e l’originalità del giovane musicista sardo Moses Concas”.

Il canto a tenore sardo: patrimonio UNESCO e identità musicale

Il canto a tenore, infatti, è uno stile di canto corale sardo di grande importanza in quanto espressione sociale del mondo agro-pastorale. Nel corso della conferenza di apertura, tenutasi nei suggestivi spazi della Cappella barocca dell’Istituto piena in ogni ordine di posto, è stato inoltre rimarcato che per la sua unicità e per la sua bellezza nel 2005 il canto a tenore ha ricevuto dall’UNESCO il riconoscimento di patrimonio intangibile dell’umanità.L’evento è stato organizzato dall’agenzia di viaggio Sardegna Travel con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga e il sostegno, tra gli altri, dell’Unione Europea, della Regione Autonoma della Sardegna e della Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca.

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