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Giovanni Sciola e l’Istituto Italiano di Cultura: dentro la macchina culturale di Praga

Italiani in Repubblica Ceca: Giovanni Sciola, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura

Oggi Italia Praga One Way incontra Giovanni Sciola, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura (IIC) di Praga.

Il ruolo degli Istituti Italiani di Cultura all’estero

Quale è il ruolo degli Istituti nei vari paesi e quale è il ruolo del direttore, nello specifico?

Gli Istituti, come dice il loro stesso nome, hanno il compito di promuovere la cultura italiana nel paese che li ospita. Ovviamente – se mi consentite un paradosso – si tratta di un compito quasi “impossibile”, essendo tale cultura estremamente vasta. Le occasioni per promuoverla sono pressoché infinite, sia a livello di eventi che di organizzazione dei vari corsi di lingua. In tutto questo, dunque, il ruolo di un direttore va oltre la semplice supervisione amministrativa di tutti i processi che mantengono in vita un IIC. Decisiva è infatti la capacità del direttore di coniugare la promozione della cultura con lo specifico del paese ospitante. Che dire poi? L’IIC di Praga è unico nel suo genere anche a livello di struttura, di storia e di tradizione. Solo per fare un esempio, il prossimo 3 luglio cadono i 400 anni della consacrazione della cappella.

Ci sono differenze tra i vari istituti e di che genere?

Differenze tra gli IIC: dai casi di Finlandia a Cracovia

Naturalmente sì, e variano anche da quanto cospicua è la comunità italiana (e le sue aspettative) in un dato paese e dai rapporti che il paese stesso ha con l’Italia. Parlando per esperienza personale, ho lavorato in Finlandia, dove la presenza italiana è minima, e l’attività era soprattutto legata alla collaborazione nell’ambito della ricerca scientifica. Ho lavorato anche in Polonia e in questo caso molte iniziative erano legate alla tradizione religiosa del Paese. Ma anche alla Shoah, poiché l’IIC di Cracovia collabora ad iniziative con il Museo del vicino Campo di Auschwitz. Non ho mai lavorato invece in paesi di forte immigrazione italiana come il Canada o l’Argentina, dove gli Istituti hanno ovviamente contatti e iniziative indirizzate anche agli italiani di terza o quarta generazione.

La migrazione in ČR però sta aumentando per motivi lavorativi. Ci sono, dunque, possibilità di lavoro presso l’IIC?

Lavoro presso l’IIC: stage Erasmusplus e accordi universitari

La migrazione sta aumentando: una realtà come la vostra ne è testimonianza. Le possibilità sono molte; ciò che possiamo offrire noi non è moltissimo. In primis uno stage (abbiamo in passato intervistato due stagisti: Christian e Alice, ndr) tramite il programma Erasmusplus {LINK} o tramite un soggiorno presso l’IIC (accordi bilaterali della Università). È necessario inviare all’istituto una mail con CV e una proposta lavorativa. Oltre a questo c’è la possibilità di diventare dipendenti dell’IIC quando si libera un posto. In questo caso viene pubblicato un bando a cui segue il relativo concorso. Per partecipare è necessario soggiornare nel Paese (con relativa documentazione) da almeno 2 anni.

A queste possibilità va aggiunta quella di lavorare come insegnanti di italiano.

Insegnare italiano all’IIC di Praga: requisiti e team docenti

Certo. Oltre alla coordinatrice Anna Polverari abbiamo quattro insegnanti di ruolo e quattro insegnanti part time. I corsi, dal livello principianti ai più avanzati, sono molti e in questo senso ricordo che il numero di insegnanti varia in base alla richiesta. Per insegnare presso l’Istituto è necessario avere, oltre a una laurea congruente, una specializzazione universitaria IT LS2 in italiano.

Tornando alle attività promozionali, quali sono i criteri di valutazione e di selezione di tali attività?

Partnership culturali e strategie di espansione oltre Praga

Molto spesso veniamo interpellati direttamente, soprattutto da enti pubblici e istituzioni e realtà culturali italiane che hanno una forte volontà di farsi conoscere all’estero. Oltre a questo, il nostro obiettivo attuale è quello di portare l’IIC fuori Praga. Ad esempio collaboriamo con vari festival e offriamo alla controparte la possibilità di ottenere collaborazioni e ulteriori contatti in Italia. Ciò che è decisivo, dunque, è saper trovare interlocutori in grado di far germinare un evento o una proposta nel migliore dei modi. A tal proposito è bene dire che un direttore, anche per questo, deve saper essere flessibile e far sì che le attività dell’Istituto siano il più variegate possibile e si discostino anche dai suoi interessi e dalle sue conoscenze specifiche.

Quale è la sua più grande soddisfazione come direttore e come migliorerebbe l’attività dell’istituto se ci fossero maggiori finanziamenti?

Le soddisfazioni sono molte e sono tanto più grandi quando quello che era poco più che un appunto, un’idea o una suggestione diviene un evento concreto. Come già detto, il nostro obiettivo attuale è anche quello di portare l’IIC anche fuori Praga aumentando le collaborazioni con realtà esterne, oltre che far conoscere l’Italia di oggi, che va al di là dell’immagine e delle conoscenze che gli stranieri hanno normalmente del nostro paese.

A proposito di paesi, lei ne ha visti molti. Ha mai pensato di fermarsi a vivere in uno di questi?

Ho amato tutti i Paesi nei quali ho vissuto. E trovato varie ragioni per decidere di rimanerci a vivere. Ma sono pensieri che si fanno sempre, mi è capitato in Cina, in Polonia, in Finlandia. A maggior ragione rimarrei volentieri qui a Praga. E ovviamente, ça va sans dire, sarei rimasto in Francia.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Questo dovrebbe essere il mio ultimo incarico come direttore d’Istituto. Se dovessi ritornare in Italia stabilmente, mi piacerebbe dedicarmi ad attività di promozione dell’area da cui provengo, ovvero la zona bresciana del Garda. O, meglio, riprendere in mano i miei studi di storia contemporanea abbandonati da tempo immemore.

 

Roaming abolito dal 15 giugno 2017: il cronoprogramma delle nuove tariffe UE

Roaming: addio dal 15 giugno 2017

Nel giro di pochi mesi i consumatori europei potranno finalmente viaggiare in UE senza che il credito telefonico si prosciughi nel giro di pochi giorni o ricevere bollette mensili con cifre stratosferiche: dal 15 giugno 2017 verranno infatti abolite le tariffe roaming che si applicano utilizzando i dati del nostro telefono cellulare se utilizzato in altre nazioni dell’Unione Europea.

Le tre istituzioni dell’UE (Parlamento, Consiglio e Commissione) hanno infatti approvato un accordo sul tetto massimo di prezzi che gli operatori telefonici europei possono applicarsi tra loro. Secondo l’accordo le tariffe scenderanno progressivamente dal 15 giugno 2017 nel corso degli anni successivi.

Le nuove tariffe saranno decisamente più basse più basse di quelle attuali, ma allo stesso tempo abbastanza elevate in modo tale da permettere ai vari operatori europei di non aumentare i prezzi al dettaglio.

Tabella tariffe massime roaming all’ingrosso: cronoprogramma 2017-2022

Data Tetto max. prezzi
all’ingrosso / GB
Dal 15 giugno 2017 7,7 €
Dal 1 gennaio 2018 6 €
Dal 1 gennaio 2019 4,5 €
Dal 1 gennaio 2020 3,5 €
Dal 1 gennaio 2021 3 €
Dal 1 gennaio 2022 2,5 €

Importante ricordare che, al momento, il tetto dei prezzi all’ingrosso per GB è 50 €.

L’abolizione del roaming è dunque un’ottima notizia per tutti coloro che, come molti di noi, vivono all’estero o si trovano spesso a viaggiare in Unione Europea per diversi motivi, lavorativi o affettivi.

Tre nuovi ponti sulla Vltava: i progetti infrastrutturali di Praga fino al 2030

Praga: tre nuovi ponti nei prossimi 10 anni

A Praga, che già conta 28 collegamenti sopra il suo fiume, la Vltava, potrebbero essere costruiti tre nuovi ponti. La notizia è riferita dal quotidiano Deník.

Il primo congiungerebbe Podolí e Zlíchov (Praga 4 e 5), andando così ad affiancare il ponte già esistente tra Braník e Barrandov. Nuovi ponti potrebbero anche sorgere tra Holešovice e Karlín (Praga 7 e 8) e tra Podbaba e Troja (Praga 6 e 8).

Podolí-Zlíchov: il primo ponte sulla Vltava in cantiere

I primi lavori a iniziare saranno sicuramente quelli del ponte di Podolí, non lontano daŽluté Lázně. L’idea è di riempire lo spazio vuoto tra il ponte di Barrandov e il ponte Palacký, in modo da potervi far transitare anche i mezzi pubblici. Il ponte, secondo quanto riporta Deník, non dovrebbe esser progettato per le automobili.

Podbaba-Troja: il ponte dello Zoo e la linea tram verso Bohnice

In tempi più lunghi (circa 10 anni) dovrebbe essere costruito anche un ponte di collegamento tra Podbaba e Troja, e anche in questo caso l’obiettivo è quello di allungare la linea di tram che finisce a Podbaba anche all’altra parta del fiume dove sorge lo zoo (che è notoriamente mal servito dall’MHD a causa della sua posizione) e proseguire verso Bohnice. Il progetto non è definito ed è contemplata la possibilità di creare un tunnel sotto la Vltava.

Il terzo ponte collegherebbe Holešovice e Karlín. Allo stato attuale, ci sono tre versioni di quello che potrebbe essere lo sviluppo e la zona specifica dei lavori.

 

David Černý e Kafka: come la scultura Metamorphosis decompone l’identità

Metamorphosis: la scultura di David Černý come scomposizione meccanica dell’identità in Kafka.

Di Lorenzo Polo

David Černý: 11 metri di acciaio e ingegneria robotica dedicati a Kafka

La scultura che Černý ha dedicato a Franz Kafka  con il titolo di “Metamorphosis” è alta 11 metri ed è composta di 42 pannelli d’acciaio ruotanti attorno al proprio asse. Il volto dello scrittore viene  composto e ricomposto ciclicamente dando vita a una serie di coreografie. A differenza delle precedenti sculture di Černý, dove la volontà di creare uno stile anche solo fine a sé stesso appare evidente, questa assomiglia più al prodotto autonomo di una mente artificiale. Non è un caso che  si sia servito del reparto di ingegneria meccanica di una nota ditta specializzata in robotica per questo progetto.

E’ stato più volte notato come nelle opere di Kafka i personaggi delle narrazioni, anche quelli più rilevanti, appaiono privi di tratti fisici distintivi e sono sempre e soltanto funzioni subordinate alla necessità di un congegno invisibile, incomprensibile e indecifrabile. Questo non fa che determinare la loro assenza sulla scena della vita. Non c’è infatti presenza che sappia accogliere questa capacità di essere essenzialmente ciò che si è. Desideri come scheletri che assomigliano a vettori, come quelli appuntati alle figure distorte e ai volti “cancellati” di Francis Bacon.

Gregor e i meccanismi della Metamorfosi: quando l’identità scompare

Prendiamo un esempio che tutti possono comprendere. Nella Metamorfosi, Gregor è incastrato in meccanismi (il risveglio come insetto e i problemi pratici, le dinamiche psicologiche e familiari etc) che lo privano della sua propria identità. La statua di Černý riflette questa mancanza attraverso la superficie riflettente dei pannelli. La area del volto è vuota, riverbera solamente immagini esterne deformandole nelle curvature della propria sagoma. Solo il profilo della testa svela una parvenza di riconoscibilità.

In questa scultura Černý non ha inteso dar vita alla rappresentazione monumentale di un’icona letteraria o meno, ma all’essenza stessa della psicologia umana.

Lo stupore della ricomposizione: l’identità come proiezione altrui

La scomposizione/ricomposizione del volto, creata dalla rotazione simultanea o alternata dei pannelli è un evento che provoca essenzialmente stupore. Uno stupore che risulta in certo qual modo comico come si può osservare attraverso gli occhi dei bambini che ridono spontaneamente. E’ anche il riconoscimento di una verità fondamentale: l’identità umana non è altro che una proiezione negli occhi dell’altro, restituita a noi in sfaccettature che riemergono per formare la “nostra” immagine.

Freud, Lacan e Kafka: la tortura della scrittura nella struttura narrativa

Questo assunto, attestato ormai attraverso Fraud e Lacan nella storia del pensiero e della psicologia, raggiunge in Kafka il suo limite estremo. La pratica chirurgica dell’autore del Processo e della Colonia Penale si configura come uno strumento di tortura e godimento nella scrittura. Si è già visto come la struttura delle sue narrazioni può essere descritta  come  una trave reticolare che si snoda in più punti proliferando come una radice (Deleuze). La statua di Černý è costituita da un asse verticale a reticolo su cui sono innestati uno sopra l’altro i  pannelli ruotanti: ognuno di essi è una sezione del cranio di Kafka ed ogni parte è stata resa programmabile in modo indipendente di modo che le possibili combinazioni possano risultare pressoché infinite.

Nella La Colonia Penale la macchina programmata per incidere sul corpo la sentenza del condannato “per 12 ore di fila”, funziona in modo analogo*.

Nel racconto La Tana i percorsi sotterranei non sono semplificabili attraverso la lotta per la sopravvivenza o la fuga davanti al pericolo, ma una ricerca che sfocia nel paradosso della sospensione dove tutto alla fine “rimane immutato…” e restano solo tracce, ombre di desiderio che rivelano la struttura dell’inconscio, simile agli ingranaggi di un pendolo che oscilla costantemente tra principio di piacere e impulso di distruzione. Sullo sfondo il deserto e il vento. Come quello che spinge via la carrozza del Medico (di Campagna n.d.r.) nella tormenta.

Anche il Castello e il Processo sono dei tentativi di opporsi a una forza superiore. Ciò che è peculiare in Kafka è che l’impossibilità è insieme la premessa ed il motivo di questa ricerca.

*“Il corpo rappresentato da Kafka sul punto di essere scavato dagli innumerevoli aghi della macchina, è l’organismo inserito in un «orizzonte spersonalizzato» che dissolve la potenzialità eversiva della corporeità in quanto centro d’irradiazione del desiderio e delle pulsioni”.  Loretta Pistilli “Il corpo tra scrittura e morte. Una lettura fenomenologica del racconto di Franz Kafka «Nella colonia penale”»

 

Riapre il Consolato italiano a Brno: Pavel Zezula console onorario

Patrimoni Unesco cechi #9: Brno (non solo villa Tugendhat)

Riapre il Consolato onorario italiano a Brno: Pavel Zezula console onorario

Riapre il Consolato onorario italiano a Brno con la nomina di Pavel Zezula, presidente di Nova Mosilana a.s., azienda tessile del gruppo Marzotto. Laureato in Tecnologia meccanica e management industriale al Politecnico di Brno, membro della locale Camera di commercio e con una lunga esperienza nei rapporti con l’Italia, dove ha vissuto per diversi anni, Zezula avrà il compito di coadiuvare l’Ambasciata italiana nell’assistenza ai connazionali e di favorire la proiezione esterna del “Sistema Italia” nelle regioni meridionali ed orientali della Repubblica Ceca.

“Con la nomina di Pavel Zezula a Console onorario, il 2017 prende avvio all’insegna di una nuova fase della presenza italiana in Moravia con numerosi eventi di grande visibilità da qui alla fine dell’anno che riguarderanno il design, una rinnovata presenza di imprese italiane interessate a collaborazioni industriali, la musica, il cinema e la gastronomia. Vogliamo essere più presenti fuori Praga e, dopo l’apertura di una nuova rotta aerea Ostrava-Bergamo, puntiamo sulla Moravia e ringraziamo il governatore Bohumil Simek e il sindaco di Brno, Petr Vokral, per la loro grande disponibilità a sostenere i nostri sforzi”, in questi termini si è espresso l’Ambasciatore Aldo Amati.

Náplavky di Praga 2024: il progetto con bar, gallerie e servizi igienici

Náplavka estate 2016: il calendario degli eventi lungo il fiume di Praga

Lungo le Náplavky, ovvero il lungofiume di Praga tra il teatro nazionale e Vyšehrad entro l’estate del prossimo anno verranno aggiunti, ai locali già esistenti, gallerie, caffè e servizi igienici. Secondo uno studio architettonico, che verrà discusso a febbraio dalla giunta della capitale ceca, inoltre, quest’anno, sulle Náplavky spunteranno anche nuove panchine.

Scavati nell’argine: il metodo costruttivo praghese

Secondo la tradizione tipica di Praga, tali edifici non saranno costruiti, ma scavati. Gli architetti infatti intendono creare i nuovi locali scavando direttamente nell’argine della Vltava (e sarà sicuramente divertente capire quali sono le misure preventive in caso di alluvione).

Locali su barca: la tradizione delle Náplavky di Praga

Le náplavky sono il lungofiume di Praga che si estende all’incirca dal Teatro nazionale al Ponte ferroviario di Vyšehrad. Praticamente è un ampio molo di quasi un chilometro al quale sono ormeggiate imbarcazioni adibite a ristoranti.

Come abbiamo detto più volte, questo lungo fiume è tra i principali centri di aggregazione della movida praghese tra la primavera e l’estate, la maggior parte dei locali, inoltre, sono barche ormeggiate nel fiume.

Concerti ed eventi sulle Náplavky: la programmazione estiva

Spesso e volentieri vengono organizzate manifestazioni di vario tipo, concerti e molto altro. Ogni anno Italia Praga One Way  dedica un articolo al programma eventi delle Náplavky, normalmente a fine aprile.

Fonte Deník

Mostra fotografica Václav Havel al DOX: 300 scatti storici

DOX: Mostra fotografica HAVEL

Presso il centro d’arte contemporanea DOX, fino al 13 marzo 2017, una splendida mostra dedicata a Václav Havel è allestita in occasione dell’80º anniversario della sua nascita.

Assicurazioni immobili per aziende italiane in Repubblica Ceca: partnership IIB, RENOMIA e CAMIC

Camera di commercio Italo Ceca: pubblicata la newsletter del 15 luglio

La società International Insurance Brokers (IIB), membro di RENOMIA NETWORK, è stata selezionata è stata selezionata come partner unico per la fornitura di servizi assicurativi dalla Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca (Camic) come partner per un progetto dedicato al settore immobiliare.

Concerto di beneficenza per Arquata del Tronto all’Abbazia Emmaus di Praga

Comunicato IIC: concerto di beneficenza “Omaggio alla città di Arquata del Tronto“

L’Istituto Italiano di Cultura di Praga è lieto di annunciare il concerto di beneficenza “Omaggio alla città di Arquata del Tronto“ in programma mercoledì 22 febbraio 2017 alle ore 19.00 nel refettorio dell’Abbazia Emmaus.

Artiste e programma: Ivana Veberová ed Edita Adlerová

Chi beneficia del ricavato: ricostruzione post-terremoto

Nel corso della serata verranno eseguite canzoni e arie italiane nell’interpretazione delle soliste Ivana Veberová ed Edita Adlerová. Il concerto si terrà con il patrocinio del cardinale Dominik Duka e dell’IIC di Praga. Il ricavato sarà interamente devoluto per la ricostruzione della cittadina di Arquata del Tronto, colpita l’anno scorso da un devastante terremoto.

Alessandro Daniele: l’IT manager italiano che dice la verità su lavoro e tecnologia in Repubblica Ceca

Italiani in Repubblica Ceca: Alessandro Daniele, manager

Italia Praga One Way incontra oggi, peraltro in uno dei peggiori bar di Blatnice pod Svatým Antonínkem (perché questo é un blog che ama la marcitud… ehm… il rischio, ndr.), Alessandro Daniele, attivo come crysis manager nel settore informatico. La sua vita si divide tra Brno e Ostrava, è inoltre famoso per le sue opinioni molto poco allineate sugli italiani e l’italianità all’estero. Insomma, prepariamoci a prendere un fracco di legnate.

Come mai sei venuto in Repubblica Ceca e che cosa fai di preciso?

Come un IT manager italiano ha ricostruito la carriera in Repubblica Ceca

Dopo svariati anni in Asia come freelance ero rientrato in Italia; dopo 2 settimane ne avevo già le tasche piene del bel paese e ho pensato di andare via in maniera superveloce, accettando quindi la prima offerta che mi sarebbe arrivata dall’estero. Detto fatto, uno dei millemila sedicenti imprenditori Italiani mi contatta dalla Repubblica Ceca, una proposta che puzzava di falso a km di distanza. E così fu, infatti, ma ormai io il mio traguardo lo avevo raggiunto. Da lì ho ricostruito la mia carriera lavorativa, prima in IBM a Brno: un postaccio infame ma comunque in grado di dare qualcosa a chi è abbastanza stronzo da rubare tutto quello che può rubare in termini di know-how e certificazioni. Adesso sono a Ostrava, lavoro per Okin a.s. una azienda 100% ceca che vende i processi IT a Verizon. Per loro mi occupo di gestione crisi e major incident.

Il gap tecnologico Italia-Repubblica Ceca: 25 anni di ritardo

Come valuti la Repubblica Ceca dal punto di vista delle tecnologie informatiche rispetto all’Italia?

Ti piace sparare sulla croce rossa vero? Anche lo Swaziland è tecnologicamente avanzato rispetto all’Italia (rutt… ehm… ride, ndr). Il gap informatico tra Italia e resto del mondo è di circa 25/30 anni. Basti pensare che il 90% delle funzioni IT attualmente utilizzate nei processi industriali di tutta Europa nello stivale manco esistono.

Quali sono le aziende di punta del web ceco e quali consigli agli stranieri per avviare una carriera lavorativa all’estero?

Aziende IT ceche che assumono stranieri: Avast e opportunità lavorative per italiani

La ČR ha delle ottime e solide aziende informatiche. Avast per citarne una random. Avviare una carriera lavorativa qui? Semplice: c’è fame, tanta fame (leggi: domanda di forza lavoro, ndr), di figure con alle spalle una professionalità, quindi se non sai l’inglese almeno ad un livello elevato o se non sei specializzato, resta pure a casa o vai pure a Londra a migliorare il tuo livello linguistico tra un piatto e l’altro (oppure fai lavori con condizioni assurde tipo me appena arrivato, ndr.).

Condizioni di lavoro ceche: schiavismo o opportunità?

Qualche tempo fa è uscita la mappa con “le cose peggiori di ogni stato europeo”. Per noi c’era l’evasione fiscale, per la Rep. Ceca le condizioni di lavoro prossime allo schiavismo. Concordi?

Sicuramente il mondo del lavoro ceco è molto diversificato: passi da lavori con paga da fame e turni massacranti a lavori altamente retribuiti, tantissimo tempo libero ed una marea di benefit; generalizzare non fa mai bene, ma sicuramente ci sta margine di lavoro e miglioramento, quindi sostanzialmente mi trova in accordo (anche in virtù di quello che troverete in coda all’intervista, ndr.).

Brno vs Ostrava: il vero volto delle città ceche lontano dai cliché

Venendo alle città, tu vivi tra Ostrava e Brno. Di quest’ultima ti chiedo se la fama di centro dinamico ed in espansione sia meritata.

Sicuramente Brno è in espansione. Non certo per la lungimiranza della sua amministrazione ma è indubbio che sia in espansione, tra università, multinazionali e il mondo che ruota attorno alla fecondazione assistita. È sicuramente un borgo che ribolle, probabilmente più vivo di Praga, ormai fossilizzata sulle rive del suo fiume pigro e a volte aggressivo.

Di Ostrava invece, sarebbe bello sapere qualcosa in più oltre allo stereotipo “città industriale nera e piena di fabbriche”.

Ostrava? Bellissima città, pensa che riesce a far sembrare bello un centro sociale pieno di rasta e cani puzzolenti.

Tu hai fama di essere un bastian contrario e provocatore nella comunità italiana a Brno (e non solo). Qual’è il tuo rapporto effettivo coi nostri concittadini qui?

Ottimo direi, tranne alcuni casi clinici mi trovo bene con tutti e 5 gli italiani che conosco.

Sai spiegarti perché gli italiani all’estero sono (ancora di più) sostenitori di una supremazia della cucina che manco Göbbles e Mengele messi assieme?

Perché il 47% di analfabetismo funzionale conta. Non solo quando devi spiegare a te stesso perché votare Grillo, ma pure quando non vuoi ammettere che anche gli altri sanno far da mangiare.

Può essere questa convinzione a ingenerare negli italiani all’estero la smania di importare prodotti e aprire ristoranti, convinti di trovare un eldorado?

L’ho già detto più volte.

E in ultimo: esiste davvero qualcosa in cui la ČR è ancora dietro all’Italia? 

Certamente esistono, ad esempio la ČR è ancora indietrissimo rispetto all’Italia in tutti i suoi lati negativi. La gente non e’ ancora stupida, i politici non sono ancora arrivati al punto di mangiare l’impossibile fregandosene delle apparenze, i rapporti personali non sono ancora degenerati al livello di “sei mio amico solo se sei utile/ricco/figo”, etc, etc, etc. Poi, ammettiamolo, la ČR è indietro anche su inezie tipo il sistema pensionistico e la previdenza sociale (inadeguati), ma sono dettagli che all’Italiano medio che arriva qui con in valigia le calze di nylon per cuccare interessano poco.

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