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Puglia Experience a Praga: le eccellenze enogastronomiche all’Ambasciata d’Italia

A Praga il progetto “Puglia Experience”: eccellenze enogastronomiche presentate all’Ambasciata d’Italia
Eccellenze enogastronomiche pugliesi presentate a Praga

Puglia Experience: l’Italia in Repubblica Ceca

I rapporti tra Italia e Repubblica Ceca sono sempre più solidi e proficui, e tra le numerose iniziative che si stanno avvicendando in Boemia e dintorni va annoverato l’evento Puglia Experience.

Organizzato dalla Camera di commercio italo-ceca (Camic), Puglia Experience si è tenuto ieri, 15 marzo, nelle sale dell’Ambasciata d’Italia a Praga. Obiettivo, ovviamente, era presentare alla comunità imprenditoriale locale le eccellenze territoriali ed enogastronomiche della regione Puglia.

L’incontro ha visto la partecipazione dell’ambasciatore italiano, Aldo Amati, del presidente della Camic, Gianfranco Pinciroli, dell’assessore per le Politiche agricole della regione Puglia, Leonardo Di Gioia, e di una rappresentanza di Unioncamere.

L’evento è stato aperto dai saluti dell’ambasciatore Amati e del presidente Pinciroli, che hanno ringraziato i numerosi presenti, tra cui il vicemin istro dell’Industria e del commercio, Jiri Koliba, e il direttore della sezione alimentare del ministero dell’Agricoltura, Jindřich Fialka.

Amati elogia l’interesse per i prodotti regionali

“L’elevata attenzione che l’imprenditoria locale ha dimostrato nei confronti dei meravigliosi prodotti offerti dalla regione ci fa particolarmente piacere e siamo lieti di aver contribuito all’organizzazione di questo incontro”, ha dichiarato Amati, ricordando come la Repubblica Ceca sia già da tempo un mercato molto importante per l’Italia dal punto di vista commerciale, con l’interscambio che ha raggiunto un nuovo record nel 2016 e il livello delle esportazioni italiane in continua crescita da diversi anni.

“Il nostro obiettivo, ora, non è più solo quello di aumentare la presenza dei prodotti italiani all’estero, ma di diffonderne l’esperienza, le origini e la conoscenza di quelle peculiarità che li distinguono a livello internazionale. Ed è proprio per raggiungere questo risultato che la nostra Camera di commercio sta potenziando la promozione all’estero delmade in Italy”, ha aggiunto il segretario generale della Camic, Matteo Mariani .
A tal proposito sono stati illustrati quattro corsi formativi organizzati dalla Camic nell’ambito del progetto “Puglia Experience”, al fine di incrementare lo standard qualitativo dei ristoranti italiani attraverso la conoscenza dei prodotti territoriali. Il progetto è aperto ai professionisti del settore Horeca, della distribuzione all’ingrosso e del commercio a dettaglio. Il primo seminario, che si è svolto martedì 14 marzo, è stato concentrato su vini e vitigni tipici della Puglia. A seguire altre eccellenze del settore come il grano e la sua lavorazione in pane e pasta, produzione di olio d’oliva e lavorazione di latticini e formaggio.
I workshop sono tenuti da docenti provenienti dalla Facoltà Agraria dell’Università degli Studi di Bari e per ogni appuntamento sarà presente un’azienda pugliese con i suoi prodotti. “Il principale obbiettivo dei seminari è presentare agli operatori cechi in maniera approfondita i prodotti della regione. I partecipanti acquisiranno conoscenze utili per distinguere i prodotti di qualità e trasmettere ai clienti le principali caratteristiche dei vini e degli alimenti della Puglia”, ha spiegato Andrea Kunová, Food & Turism manager della Camera Italo-Ceca.
Durante l’evento è stato presentato il sistema di certificazione “Ospitalità Italiana”, che attesta il controllo sulla qualità e sulla provenienza dei prodotti offerti nei ristoranti italiani a Praga (attualmente 23).
L’incontro si è concluso con una degustazione di prodotti d’eccellenza, tra cui vari vini come il Negramaro, il Nero di Troia e il Primitivo, il pane di Altamura, la burrata, la cacioricotta e l’olio extravergine d’oliva di cui la Puglia detiene il 35 per cento della produzione nazionale.

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Quale libro rappresenta la Repubblica Ceca secondo Reddit: la scelta tra Kundera e le polemiche

Quale libro rappresenta la Repubblica Ceca nel mondo?

Vi siete mai chiesti quale libro rappresenta la vostra nazione nel mondo?

Su Reddit è stata recentemente pubblica una mappa molto particolare, che si arroga il diritto di scegliere un libro “ambasciatore” di ciascuna nazione del mondo.

Kundera e l’Insostenibile leggerezza dell’essere

Il libro ambasciatore della Repubblica Ceca: l’opera di Milan Kundera come simbolo culturale nazionale.

Secondo i creatori di questa mappa L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera è il libro che può fregiarsi del titolo di ambasciatore della letteratura ceca nel mondo.

Ecco la mappa completa (cliccate sopra l’immagine per la versione ingrandibile)

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Cliccate qui per la versione ingrandibile.

Polemiche su Orgoglio e pregiudizio e Amica Geniale

Le polemiche sugli altri paesi: perché questi romanzi dividono i lettori

Ma le polemiche sono infinite. Per il Regno Unito è stato scelto Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, a discapito di capolavori di Dickens o di Shakespeare. Per l’Italia è stato scelto l’Amica Geniale di Elena Ferrante.

Cosa ne pensate esperti di letteratura ceca? Vi sentite rappresentati dal libro di Milan Kundera?


Kolbenova non è più: il mercato delle pulci di Praga si trasferisce (e perde il suo fascino)

Addio al mercato delle pulci di Kolbenova

Lo storico mercato delle pulci di Kolbenova ha chiuso i battenti e si è spostato in una nuova location.

Kolbenova chiude: addio al mercato delle pulci storico di Praga

Il declino del mercato delle pulci di Praga

Da Kolbenova a Vysočany: quando il mercato delle pulci di Praga perde il suo charm

Da quando si è spostato da Praga 9 a U Elektry nella zona di Vysočany ha perso gran parte del suo fascino e appeal.

Il fotografo locale Rishabh Kaul ha pubblicato una serie di imperdibili scatti che testimoniano la particolarità del vecchio mercato.

“Adesso è più organizzato, imborghesito… e quindi più noioso. Una visita al mercato di Kolbenova era come fare un viaggio nel tempo: ti chiedevi come fosse possibile che qualcuno potesse ancora vendere certe cianfrusaglie e soprattutto… chi potesse comprare certe cose! Le persone erano più interessate a scavare tra ricordi nostalgici che a comprare e contrattare per certi beni.”

Rishabh Kaul

Perché U Elektry (Vysočany) non ha lo stesso appeal del vecchio mercato

Secondo Kaul la nuova location non riesce a far passare l’idea di caos e lo charm che veniva perfettamente incarnato dalla vecchia location di Kolbenova.


Casa Danzante verde il 17 marzo: l’illuminazione speciale di San Patrizio a Praga

La Casa Danzante si vestirà di verde nel giorno di San Patrizio

Questo venerdì vedrete la Casa Danzante sotto un’altra veste.

San Patrizio illumina la Tančící dům di verde

Per celebrare il giorno di San Patrizio, la Tančící dům sarà illuminata completamente di verde.

Lo annuncia la deputata irlandese Assumpta Griffin con un’intervista su Metro.cz.

Lo spettacolo di luci sulla Náplavka: 17 marzo 2017

Programma San Patrizio a Praga: musica, cinema e birra

Tanta musica e anche un’imbarcazione destinata a vasca idromassaggio sulla Vltava per l’occasione.

Il Kino 64 U Hradeb, cinema recentemente restaurato e ora adibito anche a circolo culturale, proitetterà film, documentari sull’Irlanda e degustazioni di birra.

L’evento proseguirà nel garage del Kotva, un luogo piuttosto inusuale che ha già ospitato la settimana della moda praghese lo scorso anno. DJ, cocktails, musica live e cibo animeranno la notte fino alle 3am.

Ulteriori informazioni e dettagli sul sito ufficiale dell’evento.


Stipendio medio Repubblica Ceca 2016: quando il picco nominale nasconde l’inflazione

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I salari in Repubblica Ceca hanno raggiunto il livello più alto di sempre secondo i dati dell’ufficio centrale di statistica ceco.

Stipendio medio a 30.000 CZK: +4,2% nominale vs +2,8% reale nel Q4 2016

In termini reali, dopo il periodo di inflazione, i salari sono aumentati del 2.8%; al contempo il numero degli occupati è aumentato del 1.6% a fronte di un aumento lordo globale del 5.8% dei salari.

Stipendi a Praga e Karlovy Vary

Il salario medio mensile più alto di tutta la Repubblica Ceca si registra a Praga, dove raggiunge il livello di 36,584 CZK, mentre la regione con gli stipendi più bassi è Karlovy Vary, con 25,496 CZK (aumento del 4.8%).

Per la prima volta nella storia del paese, salari e stipendi sono cresciuti di circa il 6%, superando le 25,000 corone ceche lorde.

Zeisel: occupati record, inflazione erode salari

Secondo Viktor Zeisel, economista della Komerční banka, il record di occupati ha inciso sull’aumento dei salari medi, ma dall’altro lato l’inflazione ha eroso una fetta dello stesso incremento.

“Sebbene i salari medi crescano ad un tasso di tutto rispetto, in termini reali stiamo assistendo ad una diminuzione degli stessi a causa dell’aumento dei prezzi dovuti all’inflazione”

– Viktor Keisel, Aktualne.cz

L’inflazione colpisce particolarmente su beni alimentari e prezzo dell’energia e studi hanno accertato che il 21% dello stipendio viene speso per l’affitto.


Tirocinio a Praga: l’intervista a Camilla Rimoldi, stagista IIC e studentessa di ceco

Stagisti in Repubblica Ceca: Camilla Rimoldi, studentessa di ceco

Italia Praga One Way incontra Camilla Rimoldi, studentessa di ceco e stagista presso l’Istituto Italiano di Cultura.

Il fascino inatteso dello studio del ceco

Perché studiare ceco? La scelta accidentale che affascina.

La prima domanda è logica: perché hai deciso di studiare ceco?

Me lo chiedono in tanti… persino (e soprattutto) i cechi! Per quanto mi riguarda, è stata una scelta accidentale: volevo accostare allo studio del russo quello di un’altra lingua slava. Ho provato ad assistere ad una lezione di ceco, pensando di nascondermi in ultima fila… Non avevo una visione molto realista del numero degli studenti! Sono stata presto affascinata dalla cultura e dalla lingua ceca e non ho mai rimpianto la mia scelta.

Le tre difficoltà principali del ceco

Declinazioni, pronuncia e differenze tra scritto e parlato rendono complesso l’apprendimento della lingua ceca.

Quali sono le principali asperità nello studio del ceco?

Gli stranieri di solito sono spaventati dalla pronuncia e dal numero di consonanti che i cechi riescono a mettere in fila nel totale disprezzo delle vocali. Per noi italiani, tuttavia, credo che la pronuncia risulti fattibile, eccezion fatta per la temibile “ř” ceca con cui i locali sostengono di poter riconoscere gli impostori stranieri. Per me, invece, la principale difficoltà è rappresentata dalle declinazioni: una cosa è studiarle a memoria, un’altra è metterle in pratica nella lingua parlata. Inoltre, c’è una differenza piuttosto marcata tra il ceco scritto (spisovná čeština), quello che ho studiato sui libri, e il ceco parlato nei contesti informali (obecná čeština), quello che sento tutti i giorni in giro per Praga: appena arrivata avevo il terrore che quello che dicevo risultasse troppo scolastico. (a margine di ciò inseriamo il link alla nostra rubrica semilinguistica, ndr.)

I vantaggi concreti di parlare ceco a Praga

Quali invece i vantaggi (se ce ne sono)?

I vantaggi sono concreti vivendo a Praga: essere capaci di muoversi più facilmente per la città, affrontare una discussione con un’impiegata della posta poco disponibile, fare amicizia con i cechi seduti al tavolo accanto al tuo… Più in generale, studiare una lingua minore dà tante soddisfazioni: dal privilegio di studiare in gruppi ristretti ed essere maggiormente seguiti dagli insegnanti, alla consapevolezza di dare il tuo piccolo contributo alla diffusione di una lingua di cui molti ignorano l’esistenza. Il mondo degli studenti di ceco e dei boemisti, inoltre, è piuttosto ristretto, quindi si hanno molte occasioni di conoscersi e di confrontarsi.

Stage all’Istituto Italiano di Cultura

Dalle traduzioni agli eventi culturali: un’esperienza completa.

Cosa ti ha spinto ad accettare il tirocinio presso l’IIC? Quali erano le tue mansioni?

Quando ho fatto domanda all’IIC di Praga ero alla ricerca di uno stage nella capitale; avendo frequentato l’Istituto per consultarne la biblioteca, mi sono detta che sarebbe stato il luogo ideale per i miei studi. Quando ho ricevuto una risposta positiva, non potevo che esserne felice! Le mie mansioni spaziavano molto: il mio posto ufficiale era alla contabilità, ma mi sono occupata anche di traduzioni dal ceco all’italiano, disbrigo di corrispondenza, revisioni linguistiche…. E la parte più dinamica, l’organizzazione dei numerosi eventi culturali che si tengono all’Istituto o ai quali esso collabora.

Secondo te quali sono le prime mosse da fare, come studente, una volta arrivati qui?

Vivere a Praga: SIM, conto ceco e trasporti – la checklist pratica per studenti

Uscire e passeggiare per la città, perdersi tra le viuzze di Malá Strana e rimirare i meravigliosi palazzi sulla Vltava. Dopodiché, occuparsi delle questioni pratiche: fare una SIM, aprire un conto ceco – consiglio Airbank (noi invece Fio e Equabank, ndr.), comprare l’abbonamento ai trasporti (economico e utilissimo). In generale, consiglio agli studenti che vengono a Praga di immergersi nella realtà boema e di approfittare di tutte le opportunità che Praga offre, senza limitarsi alla frequentazione di stranieri e luoghi expat.

Pur parlando la lingua, hai trovato delle difficoltà nell’ambientarti, o ci sono state cose che ti hanno messo a disagio?

Il temperamento ceco: il realismo e l’ambientamento da insider

Non ricordo particolari difficoltà nell’ambientarmi in Repubblica Ceca. Sicuramente i cechi non hanno sempre il sorriso sulle labbra e questo può risultare frustrante per chi non è abituato, ma se non si arriva pensando di essere in Spagna è meno traumatico del previsto. Nemmeno la spiccata abitudine a mangiare carne, presente del resto nella maggior parte dei piatti tipici, è mai risultata fonte di disagio per una vegetariana come me – Praga è piena di bar, ristoranti e alimentari vegan friendly.

Secondo te gli italiani del nord hanno meno problemi ad acclimatarsi in ČR rispetto a quelli del sud?

Sicuramente il clima freddo e il grigiore che spesso impera in inverno risultano più accettabili, con le dovute eccezioni, ad un italiano del nord. Così come un certo distacco da parte delle persone, soprattutto quelle che lavorano nella pubblica amministrazione. Tendenzialmente non amo ragionare per cliché, ma facendo riferimento alla mia diretta esperienza, penso che l’attaccamento alla propria terra sia più diffuso tra gli italiani del sud (il che mi pare comprensibile considerando i paesaggi mozzafiato che, ahimè, non sono comparabili ad alcun angolo della Lombardia): per quanto a volte mi manchi “casa”, ho sempre tenuto a bada la nostalgia senza problemi.

Ci sono invece cose che ti sono piaciute particolarmente?

Il grande rispetto che i cechi hanno per la cultura e il fatto che questa sia concepita in maniera “democratica” e non elitaria: per esempio, qui è possibile andare all’opera a prezzi più che ragionevoli. In generale, la cultura è molto diffusa anche e soprattutto fra i giovani e l’atteggiamento nei suoi confronti è rilassato e ben poco snob. Mi ha colpito fin dall’inizio, inoltre, la dinamicità della società: sia a Brno, dove ho vissuto per cinque mesi, che a Praga è incredibile il numero di iniziative a cui è possibile partecipare in città: concerti, conferenze, mercatini delle pulci, tandem linguistici, festival di tutti i tipi…

Ci sono cose che consiglieresti assolutamente di fare a chi resta in ČR per tre mesi?

Visitare il più possibile: in generale consiglio di approfittare della posizione geografica del Paese, davvero nel cuore dell’Europa, ma a chi resta tre mesi suggerisco piuttosto di esplorare la Repubblica Ceca – i prezzi dei trasporti sono modici, a volte stracciati (Kutná Hora si può raggiungere in treno al costo di otto euro a/r) e l’occasione di vedere certi luoghi difficilmente ricapiterà. Český Krumlov è sicuramente una delle cittadine più affascinanti e ha uno charme quasi fiabesco, ma consiglio anche Olomouc e Brno in Moravia. A chi si trova a Praga, consiglio di non cercare automaticamente luoghi per expat dando per scontato che i restanti non siano English-friendly: in Repubblica Ceca, per esempio, il doppiaggio dei film è praticamente inesistente, quindi è possibile frequentare i bei cinema di cui la città dispone, spesso godendo anche dei sottotitoli in inglese (soprattutto durante i tanti festival cinematografici organizzati a Praga).

Infine, come valuti la ČR in prospettiva emigrativa? È un buon paese in cui trasferirsi?

Sicuramente se dopo il mio Erasmus sono rimasta a Praga è anche perché trovo sia una città funzionale, efficiente, a misura d’uomo e perché ho un debole per la cultura ceca e per certe vedute indimenticabili che la città regala… Da un punto di vista lavorativo, ancora non ho diretta esperienza ma conosco molti stranieri che si sono trasferiti qui: trovare lavoro in una delle tante multinazionali sembra relativamente semplice e, anche se tendenzialmente gli stipendi non sono altissimi, i costi contenuti della città fanno sì che ci si possa togliere alcuni sfizi. Il tasso di disoccupazione è il più basso in Europa, e per noi Italiani questo risulta indubbiamente affascinante. Tuttavia, non conoscendo la lingua si ha accesso solo a una fetta ristretta del mercato del lavoro.


Dove si trova Ostrava: la città dell’acciaio tra il passato comunista e il futuro incerto

Città ceche: Ostrava, la città di acciaio sospesa tra passato e futuro

Come ottenere la patente ceca a Ostrava: burocrazia e aneddoti dal Municipio

Per la cronaca: in Italia per la stessa operazione mi avevano chiesto €100, ma questa è un’altra storia. Il municipio si trova a poche fermate dalla stazione centrale di Ostrava, e così, risolta la questione burocratica, mi avvio verso la stazione dove mi attende il treno per Praga.

Da anni ormai parto e arrivo nella stazione di Svinov essendo più comoda per chi bazzica la zona meridionale della città, e così tornare dopo tanto tempo nella stazione centrale mi fa ripensare a quel lontano pomeriggio di un freddo aprile di 13 anni fa quando scesi sulla stessa identica piattaforma dalle quale adesso sto per salire sul treno diretto verso Praga.

Tredici anni tra Praga e Ostrava: il legame personale con la città

Nel sovrappasso sopra quegli stessi binari incontrai quella che fino a quel momento era stata solo un’amica epistolare e che, presto, sarebbe diventata la madre di mia figlia.

Ostrava la nera: la città dell’acciaio e del carbone nella Moravia-Slesia

Città dell’acciaio, del carbone, delle miniere e delle fabbriche. Conglomerato urbano popolato da rudi operai venuti dagli angoli più remoti del blocco sovietico.

Città alla quale sono indissolubilmente legato da quel lontano pomeriggio che mi ha visto poi tornare regolarmente per vedere mia figlia ivi nata e cresciuta.

Un rapporto con la città quindi esclusivamente familiare. Dunque niente, o quasi, Stodolní per me.

Sono 12 anni che transito regolarmente tra Praga e Ostrava e, non fosse per mia figlia, non credo ci rimetterei più piede in vita mia. Forse, e sottolineo il forse, al massimo lo farei per il festival Colours.

Eppure, almeno una volta nella vita, una visita questa strana città se la merita davvero.

Soprattutto se vivete in ČR, è un posto assolutamente da conoscere perché, in un certo qual modo, rappresenta ancora un passato non troppo lontano che le vetrine luccicanti di Praga sembrano nascondere ma che, come dimostrato anche dal dibattito pubblico e politico, è ancora vivo e presente e in momenti di crisi culturali alza la voce e pretende di essere ascoltato.

Ostrava: urbanistica e storia della città dell’industria pesante

Partiamo dall’urbanistica: Ostrava, in origine un piccolo centro di campagna al confine tra Slesia e Moravia, crebbe tantissimo dopo che nella zona fu scoperto il carbone, e questo grazie agli ingenti investimenti di un certo signor Rotschild.

Crescita divenuta poi esponenziale durante il regime comunista che della produzione dell’industria pesante fece uno dei pilastri di legittimazione della sua esistenza. Deriva, infatti, da qui il soprannome di “cuore di acciaio” dell’allora Cecoslovacchia.

Un tempo città tenuta sul palmo della mano dai soudruzi (compagni) comunisti, quale simbolo dei prodigi produttivi del socialismo reale, una volta crollato il muro, il resto del paese si è rapidamente sganciato da questa zavorra fuligginosa per guardare a Ovest, ai servizi, a produzioni più leggere, meno maleodoranti e tecnologicamente più avanzate.

Ostrava: declino industriale e disoccupazione

Pesante, sporca, inquinata, non voluta, se n’è rimasta lì a rimpiangere il suo passato glorioso insieme a migliaia di disoccupati (le fonderie Vitkovice e Nová Huť impiegavano insieme qualcosa come 50.000 dipendenti), invalidi sul lavoro (miniere e altiforni sono posticini assai rischiosi dove lavorare) e tanto senso di ingiustizia.

Ma come, dicono loro, per decenni ci siamo sporcati le mani e la faccia di carbone, ci siamo fottuti i polmoni per produrre l’acciaio per costruire questo paese e adesso ci mollate così? Questo in estrema sintesi il grido lanciato al resto del paese che guarda a Ovest.

Destino ingrato effettivamente. Forse possiamo vederlo come una specie di contrappasso dantesco per la sorte inaspettatamente generosa che, oltre cent’anni fa, trasformò un manipolo di paeselli dimenticati da Dio in una città ricca e potente.

Della serie, il Signore dà, il Signore prende. Ma il potenziale è ancora tutto lì. Sebbene a migliaia siano scappati verso Praga o Brno (il treno che da anni prendo la domenica sera per tornare a Praga è puntualmente pieno zeppo di pendolari),

Ostrava vs Brno: dove si trovano e come confrontarsi nella Repubblica Ceca

Ostrava e l’agglomerato urbano della Moravia-Slesia

Ma quando diciamo Ostrava dobbiamo tenere a mente che non parliamo solo della città in quanto tale, ma di un agglomerato urbano enorme che, oltre a Ostrava, conta città di ragguardevoli dimensioni quali Bohumín, Orlová, Karviná, Havířov…

L’intera regione della Moravia-Slesia (Moravskosleský kraj), conta 1,2 milioni di abitanti, e non è poco in un paese che ne ha 10,5, e sono tutti più o meno concentrati lì, perché a est ci sono i Monti Beschidi, bellissimi, e a ovest i Monti Frassino, forse ancora più belli.

E dato che il carbone sotto terra se ne frega dei confini umani, ecco che subito dopo la frontiera con la Polonia abbiamo altri centri enormi come Katowice o, in Slovacchia, Žilina.

Posizione strategica e declino dopo lo sviluppo rapido

Eppure, nonostante la posizione strategica, crocevia tra tre paesi, al centro della direttrice Varsavia – Vienna, la zona rimane assopita e nostalgica del suo passato, vittima della maledizione di chi ha avuto tanto e troppo in fretta. Un po’ come alla roulette, vinci, e diventi euforico, poi perdi tutto e vai in depressione.

Ma qualcosa si sta muovendo: molti dei maledetti paneláky, come vengono chiamate queste orribili batterie di polli in cemento dove vive quasi tutta la città, sono oggi ristrutturati, colorati.

Fanno sempre schifo, ma almeno si percepisce il tentativo di farci qualcosa. Per farvi un’idea se venite a Ostrava vi consiglio caldamente di vedere l’incrocio tra le vie Horní e Dr. Martínka: un’esperienza imperdibile se volete immergervi per un attimo nel peggior brutalismo architettonico di stampo sovietico. Si tratta infatti di un’enorme rotonda dal centro della quale girandovi a 360° non vedete altro che paneláky, paneláky e altri paneláky. Vi assicuro, è impressionante, pare di stare dentro Blade Runner, o in una proiezione tragica di 1984 dove tutti vivono in gabbie di cemento.

Eppure non sbagliamoci, la città vanta un primato inatteso (chi mi segue sa cosa ne penso dei “primati” cechi):

Ostrava: capitale del verde in Europa centrale

Ostrava ha la più alta concentrazione di verde pubblico di tutta l’Europa centrale.

Com’è possibile? Proprio perché gli abitanti sono quasi interamente concentrati in questa altissime gabbie di cemento, fuori rimane molto spazio verde, ma anche perché quasi tutta la città fu disegnata secondo i principi dell’urbanistica socialista che riconosceva allo spazio pubblico un ruolo importante. Il fenomeno è poi rimarcato da un’altra caratteristica poco comprensibile per chi arriva da una città europea classica la cui struttura prevede ha un centro storico, di solito di origine medievale, circondato da una fascia residenziale di epoca risorgimentale e, man mano, da anelli sempre più moderni.

Ebbene, Ostrava no. Essendo nata sostanzialmente come un conglomerato-fusione di zone urbane preesistenti, non ha un centro come lo intendiamo di solito. O meglio, ce l’ha ma non è l’unico né il più importante. Chi sta nella zona sud di Ostrava, come me, raramente va in quel centro che rimane quasi un altro mondo, perché nel proprio quartiere trova tutto quello che gli serve, i quartieroni come Poruba, Dubina, Zábřeh, Vítkovice erano progettati proprio in modo che la gente avesse vicino tutto quello che serviva: negozi, uffici, ospedali, scuole. Oggi, con la presenza di enormi centri commerciali disseminati nelle zone periferiche, il bisogno di vivere il centro è ancora più ridotto.

Allora, per tornare alla questione del verde, se d’inverno lo spettacolo può essere di un deprimente unico: il grigiore del cielo misto a quello degli onnipresenti enormi mostri di cemento, in primavera e in estate non finite di stupirvi quanto verde sia questa città. Addirittura la zona sud ospita un intero bosco, chiamato Bělský les, e non parlo di qualche albero, ma di ettari ed ettari di vero e proprio bosco con abeti, pini, querce, larici, faggi e chi più ne ha più ne metta!

Vitkovice: il complesso siderurgico che ha fatto grande Ostrava

Torniamo alle prospettive future. Altro motivo di speranza è la cosiddetta Dolní oblast Vítkovice. Per anni uno spauracchio in rovina del passato industriale della città, un distretto enorme di acciaio, altiforni, capannoni, inagibile, non visitabile, senza un futuro.

Visibilissimo da una delle arterie principali, la strada statale 56 che porta a sud verso Frýdek Místek, pareva ricordare a tutti “questo eravate, e questo rimarrete”. Importantissimo allora il progetto di rivitalizzazione del miliardario Svetlík, attuale proprietario delle fonderie Vítkovice che, anche con aiuti pubblici, sia ben chiaro, ha investito per rendere nuovamente agibile almeno parte dell’immenso areale. 

Oggi uno degli altiforni è stato rinominato Bolton tower in onore dell’atleta giamaicano Usain Bolt, che da anni ospita regolarmente Ostrava per correre alla competizione Tretra, cosa di cui gli ostraviani gli sono molto grati.

Ma soprattutto da 5-6 anni a questa parte ogni estate ospita il festival Colours di Ostrava, una delle rassegne musicali più importanti di tutto il paese che ormai attira ogni anno migliaia e migliaia di giovani e meno giovani da tutto il paese oltre che dall’estero. Due anni fa ci andai anch’io per sentire suonare Björk e rimasi impressionato da come un evento musica potesse rendere alla vita uno spazio come quello delle fonderie che sembrava destinato all’oblio pieno di merore della ruggine.

Importantissimo anche l’effetto simbolico per gli abitanti di Ostrava. Se, infatti, Ostrava era il cuore di acciaio della Cecoslovacchia, gli altiforni di Vitkovice erano l’anima di questo cuore di acciaio, insomma, il sancta sanctorum del tempio consacrato al dio dei piani di produzione quinquennali. Oggi ospita in cima alla Bolton Tower uno skyline bar sciccosissimo, un capannone è diventato un centro tecnico visitato dai bambini, mia figlia compresa, un ex gassificatore è stato trasformato in un uno splendido auditorium multimediale.

Ostrava: un messaggio di rinascita

Tutto questo è un potente messaggio di rinascita per la città: “questo eravate, ma tornerete a vivere”.

Il futuro di Ostrava: rigenerazione dopo il declino industriale

Insomma, difficile indovinare il futuro di questa città strana, insolita, unica nel suo genere. Molto dipenderà anche dallo sviluppo di tutta l’area circostante perché, così lontana e decentrata dagli attuali flussi economici più importanti che prediligono l’asse Vienna – Brno – Praga – Berlino – Amburgo, Ostrava deve guardare ai propri vicini e a nord.

In ogni caso, la città vale assolutamente una visita per rivivere da vicino com’era questo paese perché a Ostrava il passato socialista è onnipresente. I pochi luoghi dove non se ne percepisce l’impronta pesante sono i grandi centri commerciali Avion e Futurum, o il nuovo centralissimo Nová Karolina, con cui la città ha vanificato un’incredibile opportunità di rivitalizzare il proprio centro. Uguali identici a quelli di Praga, Brno, ma anche Vienna, Berlino, Milano ché l’omogeneizzazione commerciale è l’arma principale della diffusione mondiale del denaro. Forse anche per questo sono così abbondantemente frequentati dagli ostraviani, un modo per fuggire almeno per qualche ora dall’onnipresente cemento.

La žente di Ostrava: chi vive nella città dell’acciaio

In chiusura due parole sui suoi abitanti. Non sono mai entrato in sintonia con la gente del posto: duri, arcigni, perennemente incazzati, come se si trascinassero sempre dietro il peso dell’ingiustizia, di cui abbiamo parlato all’inizio, di essere stati improvvisamente abbandonati dalla storia.

Sostengono di essere sinceri, diretti, non finti come tutti gli altri (chi poi?), a me sembrano solo scuse per nascondere freddezza, sospetto, rabbia…. Ma anche questo sta cambiando, le nuove generazioni sono sempre meno appesantite da questo presunto Torto: studiano, viaggiano, imparano. Loro sono il futuro, l’avvenire, ma ci vorranno ancora diversi anni prima che prendano il posto nella cabina di comando della città soppiantando questi dinosauri nostalgici che oggi votano liberamente, anche se in modo identico ripetto a quando non potevano votare liberamente.

La Storia va avanti, la città sta cambiando, the show must go on. Allora affrettatevi a visitarla se volete acciuffare ancora un po’ dell’anima metallurgica e cementizia della capitale cecoslovacca del socialismo realista.

Altre città ceche da scoprire oltre Praga e Ostrava


Offerte di lavoro a Praga per italiani: le opportunità della settimana (marzo 2017)

come trovare lavoro a praga italia praga one way

Sono sempre di più le offerte di lavoro per stranieri in Repubblica Ceca: il costante calo del tasso di disoccupazione apre molte porte anche agli italiani che vogliono tentare un’esperienza all’estero.

Lingua inglese e italiano come requisiti

Moltissime sono infatti le aziende che richiedono come competenza base la conoscenza dell’inglese più un’altra lingua, tra le quali rientra praticamente sempre anche l’italiano (insieme a tedesco, francese, spagnolo…).

Posizioni aperte a Praga: offerte di lavoro 6-12 marzo 2017

Senior Client Executive with Italian | Praga

Ruolo manageriale a stretto contatto con il cliente finale e account team.
Maggiori informazioni



Cash Application Representative with Italian | Praga

Maggiori informazioni



Sourcing Analyst with Italian | Praga

Analisi dati di mercato, prezzi e generazione di report.
Maggiori informazioni



HR Services Administrator (m/f) with Italian and English | Praga

Gestione del personale: registrazione assenze, accoglienza nuovi assunti, trasferimenti e dimissioni.
Maggiori informazioni


Finance Operations Accountant – English and Italian as advantage | Praga

Supporto ad attività di contabilità: registrazioni fatture, ricevute e riconciliazioni.
Maggiori informazioni


Locali gay a Praga: 4 club e bar da conoscere

Praga gay-friendly: i più famosi locali gay della Repubblica Ceca

Club gay a Praga: dove andare

I migliori locali gay a Praga: guida insider ai 4 club LGBTQ

Praga offre una moltitudine di alternative per divertirsi e si dimostra una città assolutamente aperta e libertina sotto ogni punto di vista.

Dove trovare scene gay a Praga: bar intimi e club dance

Moltissimi sono infatti i locali gay-friendly di Praga: da semplici bar dove incontrarsi e scambiare qualche parola con un amico a cruising club dove trovare partner per incontri piccanti.

Andiamo a conoscere meglio alcuni dei locali LGBTQ-friendly della capitale ceca.

2 Praga gay-friendly: i più famosi locali gay della Repubblica Ceca

Saints Bar Vinohrady: bar gay internazionale nel quartiere della movida

Situato nel cuore di Praga, esattamente nel bellissimo quartiere di Vinohrady è uno dei club assolutamente da visitare se arrivate per la prima volta in città. Ambiente piacevole, larga selezione di birre e drink e uno staff estremamente cordiale e disponibile. I proprietari sono inglesi e questo attrae una clientela internazionale con cui scambiare conversazioni in inglese.

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3 Praga gay-friendly: i più famosi locali gay della Repubblica Ceca

Piano Bar Praga: gay bar vintage con vibe ceca autentica

Un locale in vecchio stile, definito come retro-style gay bari. Gli interni sono arricchiti da fotografie, esposizione di quadri e ovviamente non manca il pianoforte. Un locale dove trascorre il tempo piacevolmente giocando a biliardo, carte, scacchi. La clientela è tipicamente ceca e lo staff non parla benissimo inglese. Ciò non deve però scoraggiarvi: avrete modo di immergervi totalmente nella cultura ceca e conoscere la scena gay praghese.

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4 Praga gay-friendly: i più famosi locali gay della Repubblica Ceca

Kafírna U Českého pána: il bar gay storico di Praga vecchia

Uno dei locali gay più vecchi di Praga: un luogo intimo e riservato, perfetto per un drink durante la settimana. La clientela è prevalentemente ceca e l’età media è generalmente alta. Si trova in centro, ma drink e bevute hanno un prezzo ragionevole. Vengono anche serviti degli snack, prevalentemente di cucina ceca.

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5 Praga gay-friendly: i più famosi locali gay della Repubblica Ceca

Friends Bar & Club: il megaclub gay del centro storico di Praga

Chiudiamo in bellezza con il Friends Bar & Club: uno dei club gay più grandi e famosi del centro storico di Praga. Diviso in due parti: una zona bar aperta fino alle 18 ogni giorno e un’area aperta solo alla sera con salottini privati, video proiettori e una zona per ballare. Dal mercoledì al sabato le serate vengono animate da DJs e la clientela è prevalentemente giovane e internazionale.

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Freud appeso a Praga: il significato psicologico nella scultura di David Černý

David Černý e Freud: una storia dello sviluppo umano.

Articolo di Brayan Stee Nuñez Harnandes

David Černý e Freud: il significato psicologico della scultura appesa

La scultura di David Černý raffigurante Freud “appeso” non è solamente una manifestazione culturale, mette in luce un linguaggio proprio della sua psicologia. Con questo vogliamo ricordare che la rappresentazione di un oggetto e soprattutto di un personaggio come Freud non è una rappresentazione neutra, ma dispone di tutto un meccanismo di significati che a Praga si sveglia per raccontare una storia.

Embryo

Embryo rappresenta l’inizio della vita e non è un caso che si trovi proprio nel mezzo di una tubazione mostrando in questo modo la particolarità dell’unione nel passaggio della vita e il movimento della corporalità attraverso uno scambio di fluidi indeterminati. Allo stesso tempo osserviamo una presenza nell’origine della vita e una sorta di permanenza dello scarto anche dentro la creazione che ci riporta al corpo come corpo organico con il suo scambio costante di fluidi e cellule. La sua illuminazione notturna ha un’importanza fondamentale perché mostra la realizzazione della vita dentro una componente oscura. L’elemento circostante della nascita è infatti l’oscurità mentre la vita attraverso la sua luce mostra una capacità di sviluppo dentro il suo proprio limite e il suo carattere deforme.

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Babies a Kampa

L’infanzia incarnata dai bimbi che si muovono vicino al fiume, allontanandosi dall’oceano-mamma come forma di gioco che non permette di avere una faccia –perché non c’è faccia a cui appartenere- rappresenta dispositivi fatti per essere riempiti di complessi e desideri ma che hanno anche un processo biologico perché escono del corpo materno. Il fondamento del loro gioco non ha capacità di espansione perciò non camminano ma si muovono a carponi per terra come esseri preparati e determinati a volere ma che ancora devono imparare ad acquistare una maschera e mettere in ordine il loro cumulo di desideri.blank

Horse

The Horse rappresenta, oltre a un  rovesciamento della statua di San Venceslao a Václavské náměstí, la fase dello sviluppo massimo dell’essere umano, come metafora mostra la fase più completa del desiderio nell’essere umano provocando essa stessa il desiderio che si muove verso la propria realizzazione ma che proprio compiendosi si dissolve. In seguito si può parlare solo di una forza che permane nel rovescio del suo senso, cioè l’impotenza e l’inevitabilità del desiderio che non si può compiere perché appunto realizzarlo è anche perderlo. Il cavallo, segno di movimento e voglia di arrivare a un destino diventa esso stesso un destino dove ognuno deve imparare ad affrontare la terribile impossibilità di movimento aldilà delle proprie passioni e desideri.

Babies sulla torre di Žižkov

Babies sulla torre di Žižkov: la regressione e la fine della vita

La regressione come fase conclusiva dell’esistenza, rappresentata dalla vecchiaia, mostra come il volere e la sua riproduzione diventano asimmetrici e verticali. Verticali nel senso che l’orizzontalità che avevamo con il cavallo come forma di sviluppo del desiderio e la sua impossibilità a realizzarsi si vede distrutta dal caos della presenza della morte la quale provoca anche un desiderio di ascensione. Riconoscendo la sua inutilità ma anche guardando di nuovo all’inizio del processo che permette di terminare la vita e proseguirla grazie al suo percorso attraverso la passione del desiderante. Da qui in poi la vita è un oggetto verticale in attesa di imparare a volare o cadere, a causa della forza di gravità.

Leggi anche l’articolo di Lorenzo Polo sulla statua che Černý ha dedicato a Kafka.


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