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Adozioni per coppie omosessuali in Repubblica Ceca: la sentenza del 2016

Repubblica Ceca: adozioni consentite alle coppie omosessuali

Correva l’anno 2006 quando la Repubblica Ceca, prima nazione tra quelle appartenenti all’ex blocco orientale, legalizzò le “Registrovaná Partnerství, unioni registrate tra persone dello stesso sesso che, pur non essendo totalmente paritarie al matrimonio tradizionale, vedono comunque riconosciuti molti dei diritti e doveri delle coppie sposate, tra cui quello dell’erogazione degli alimenti in caso di separazione o di ereditare i beni del partner in caso di morte, ma, all’epoca, non quello di adottare un bambino.

La scelta di escludere dal diritto di adozione coloro che decidessero di legalizzare una relazione sentimentale con una persona del proprio sesso pareva un bizzarro controsenso: adottare figli erano infatti consentito ai single, perché vietarlo alle coppie omosessuali registrate e riconosciute per legge?

Petr Laně: il caso che scardina la discriminazione sulle adozioni

Tale esclusione puzzava di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale, portata alla luce recentemente dal caso di Petr Laně che, registratosi molti anni fa come coppia insieme al suo partner Jan Rous, si era visto rifiutare l’inserimento del suo nome nel registro dei candidati idonei all’adozione.

La sentenza di giugno 2016: adozioni legali per coppie omosessuali

Una recente sentenza, (notizia del 28 giugno 2016), che abolisce il paragrafo 13 comma 2 della legge sull’unione domestica registrata in quanto discriminatorio nei confronti dell’orientamento sessuale, ha dato ragione a Petr Laně: si tratta di un enorme passo avanti per la comunità LGTB in Repubblica Ceca nella battaglia per il riconoscimento di diritti paritari rispetto alle coppie etero.

Primo adottante in coppia omosessuale: il riconoscimento dopo la sentenza

A seguito di questa sentenza, pochi giorni fa Petr Laně, dopo una serie di test di formazione e psicoattitudinali, è stato ufficialmente riconosciuto idoneo ad adottare un figlio (notizia del 15 febbraio 2017, fonti: Expats.cz e iDnes). Petr è la prima persona appartenente ad un’unione omosessuale registrata in Repubblica Ceca ad essere entrata a far parte del registro per le adozioni.

A questo riguardo è d’obbligo una precisazione: il diritto di adozione riguarderà l’individuo singolo che lo richiede e non verrà esteso alla coppia, questo significa che uno solo dei due partner è riconosciuto come genitore legale del bambino.

Al momento, le unioni omosessuali registrate in Repubblica Ceca solo circa duemila. Molte persone, prima della sentenza del giugno 2016, preferivano non legalizzare la propria unione per avere la possibilità di adottare in quanto legalmente celibi o nubili.


Mostra Jewelry New Design all’IIC Praga | 23 febbraio 2017

Comunicato IIC: mostra New Design

L’Istituto italiano di cultura è lieto di invitarvi all’esposizione dei progetti di Design dei Metalli e dell’Oreficeria per il concorso “New Design”.

Giovedì 23 febbraio 2017 alle ore 18.00, Sala conferenze (1° piano).

“New Design” www.new-design.it un progetto giovane: più di ottanta Licei Artistici di tutta Italia hanno voluto aderire a questa iniziativa focalizzata sull’oreficeria con la quale il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e le scuole danno ai giovani talenti l’opportunità di esprimere la loro creatività. Giunto alla sua settima edizione, “New Design” rappresenta un’alternativa alla didattica curricolare, una nuova maniera di coniugare scuola e ricerca, attingendo ispirazione dalla tradizionale vocazione e genialità italiana. Quest’anno il concorso amplia i suoi orizzonti e, dopo avere fatto una tappa nella splendida cornice dell’Arsenale di Venezia, punta all’Europa e ne sceglie proprio il cuore, Praga.

Inaugurazione e dettagli dell’evento

Come partecipare e contatti IIC Praga

Vi aspettiamo il giorno 23 febbraio (ore 18.00) all’Istituto Italiano di Cultura per l’inaugurazione della mostra “Jewelry New Design”, dove sarà esposta una selezione delle opere vincitrici dell’edizione 2016.

Email: [email protected]

https: www.iicpraga.esteri.it

Divieto di fumo nei ristoranti Repubblica Ceca: la legge antifumo entra in vigore a giugno 2017

Divieto di fumo in Repubblica Ceca: sarà presto realtà?

Il divieto di fumare nei ristoranti diviene realtà anche in Repubblica Ceca (uno degli ultimi paesi UE sprovvisto di regolamentazione in materia). Oggi infatti il presidente Miloš Zeman ha ratificato il disegno di legge a riguardo, la legge entrerà in vigore a partire dal 31 maggio 2017.

Come abbiamo detto il mese scorso, sarà proibito fumare nei cinema, durante i concerti al chiuso, nelle sale espositive e negli impianti sportivi chiusi (ovvero ai palazzetti del ghiaccio), non è nemmeno prevista l’introduzione di stanze separate per fumatori. Oltre a questo, la legge vieta completamente il fumo nei locali, non è stata infatti approvata la proposta secondo cui ogni locale avrebbe potuto decidere se dedicare uno spazio ai fumatori (che comunque non sarebbero stati serviti dal personale).

Divieto sigarette elettroniche in ospedali e centri commerciali

Le sigarette elettroniche e i distributori automatici sono vietati negli ospedali e nei centri commerciali.

Il disegno di legge vieta anche il fumo l’uso delle sigarette elettroniche in ospedali, scuole e centri commerciali, la vendita di sigarette nei distributori automatici (che però qui non abbiamo mai visto), a meno che la macchina non impedisca la vendita di tabacco ai minori (come in Italia, tramite tessera sanitaria).

Dove puoi ancora fumare: eccezioni alla legge antifumo ceca

I beer garden come Riegrovy Sady invece non sono soggetti a divieto. Nei locali chiusi e nelle hospody invece sarà possibile fumare narghilè. Infine, non è stato approvato il divieto di fumo in auto alla presenza di bambini. Sono state infine aumentate le multe per la vendita di sigarette in luoghi non autorizzati o a minori – fino a 2 milioni di corone.

Interscambio commerciale Italia-Repubblica Ceca: 11,8 miliardi di euro nel 2016

Lavoro a Praga: tante posizioni aperte in Wunderman
Trasmettiamo il comunicato stampa della Camera di commercio italo-ceca (Camic) sui dati di interscambio tra i due paesi.

Italia: quarto partner commerciale della Repubblica Ceca

L’Italia è il quarto partner commerciale europeo e il quinto mondiale della Repubblica Ceca, con un volume di affari in espansione dell’11,6%. Secondo i dati rilasciati dall’Ufficio di Statistica Ceco (ČSU) il 2016 è stato un anno di grandi successi per l’interscambio commerciale tra Italia e Repubblica Ceca. L’Italia ha superato Francia e Austria.

Interscambio commerciale: record dopo il 2015

Dopo il record segnato nel 2015, l’interscambio commerciale tra i due Paesi ha raggiunto nel

2016 la cifra di 11,8 miliardi di euro, in aumento dell’11,6%. L’Italia diventa quindi il quarto partner commerciale europeo e il quinto mondiale della Repubblica Ceca. Davanti all’Italia solo la Germania, la Cina, la Polonia e la Slovacchia.
“L’andamento del commercio estero tra l’Italia e la Repubblica Ceca è il risultato del lavoro svolto dalle imprese italiane in Repubblica Ceca e della crescente attenzione delle aziende ceche per il mercato italiano. In questi ultimi anni stiamo assistendo stabilmente a una crescita dell’intercambio a doppia cifra. Le aziende ceche e italiane hanno saputo instaurare dei rapporti commerciali contraddistinti da grande serietà e professionalità. L’ottimo andamento del commercio con l’Italia è uno dei motivi per cui le aziende italiane dovrebbero investire di più in Repubblica Ceca“, ha dichiarato il presidente della Camic Gianfranco Pinciroli.
“Fa molto piacere assistere a questa crescita straordinaria dell’interscambio che è motivo di orgoglio per il Sistema Italia in Repubblica Ceca. Siamo in presenza di un mercato, quello ceco, che offre un ampio ventaglio di opportunità che va esplorato costantemente nelle diverse Regioni stimolando l’ottima predisposizione del pubblico verso i prodotti made in Italy e lo stile di vita italiano”, ha dichiarato l’Ambasciatore Aldo Amati.
In forte crescita, del 16,6%, le vendite verso l’Italia, che toccano i 6,3 miliardi di euro, grazie alle quali Italia è il sesto mercato mondiale per le imprese ceche. Gli acquisti dall’Italia sono cresciuti del 6,6% raggiungendo quota 5,5 miliardi di euro. Nelle importazioni l’Italia è il quinto paese più importante per la Repubblica Ceca subito dopo Germania, Cina, Polonia e Slovacchia.
La bilancia commerciale quindi risulta in attivo a favore della Repubblica Ceca per 800 milioni di euro. Si conferma la posizione strategica dell’industria automobilistica e meccanica, che pesa nell’interscambio Italia–Repubblica Ceca di 5,2 miliardi di euro, +13,9 % rispetto al 2015. Nelle importazioni dall’Italia in forte aumento settori come gli acquisti di elettrodomestici e altre apparecchiature elettroniche (+19,1%), di mobili (14,6%), di apparecchiature di precisione e ricerca (+12%) e anche di vino (+11%). Per quanto riguarda le vendite verso l’Italia tra i settori più dinamici c’è l’industria del tabacco (+73,3%), le vendite di macchinari per l’industria (+34%), di automobili (+32,2%) e di apparecchiature per la ricerca (+27,1%).

Lavoro in Repubblica Ceca: il tasso di disoccupazione più basso dell’UE

italiano Repubblica Ceca: un paradiso per chi cerca lavoro

Tasso di disoccupazione ai minimi storici in Repubblica Ceca secondo EUROSTAT

Secondo l’EUROSTAT i numeri riguardanti l’occupazione in Repubblica Ceca continuano a migliorare e la percentuale di disoccupazione tocca oggi i minimi storici.

Perché Repubblica Ceca è il paese con meno disoccupazione in UE

Contrariamente alla maggior parte degli Stati Europei, in particolare a quelli appartenenti alla parte meridionale del Continente da anni in forte crisi, la Repubblica Ceca è invece in costante crescita e miglioramento: secondo i dati diffusi dall’Eurostat nel gennaio 2017 è infatti la Nazione con il tasso di disoccupazione più basso in UE, sceso al minimo storico toccando il 3,6% nel dicembre 2016.

Crescita occupazionale Repubblica Ceca: trend dal 2015 con nuovi posti di lavoro

Continua dunque il trend iniziato a metà 2015, soprattutto grazie alla costante creazione di ulteriori nuovi posti di lavoro.

Nel dicembre 2016, 72,9 persone su 100 tra i 15 e i 64 anni avevano un lavoro stabile: 2,1 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. Scendendo maggiormente nei dettagli, i dati sull’occupazione in Repubblica Ceca variano dal 48,1% degli individui tra i 15 e i 29 anni, al 87,5% tra coloro che appartengono alla fascia d’età tra i 30 e i 49 anni e al 70% tra le persone dai 50 ai 64 anni.

Riguardo ai dati di occupazione per genere, il tasso oscilla tra l’80% (maschile) e il 65,6% (femminile).

Un confronto impari quello con l’Italia

L’Italia ne esce invece piuttosto ammaccata: nella classifica delle Nazioni europee, si piazza al quartultimo posto, seguita solo da Cipro, Spagna e Grecia.

Leggi anche:

Offerte di lavoro per italiani in Repubblica Ceca: 6-12 febbraio 2017

Praga: tre nuovi ponti nei prossimi 10 anni

Il nuovo anno ha portato ad un netto incremento delle offerte di lavoro per italiani in Repubblica Ceca, particolarmente concentrate nell’area di Praga.

Offerte di lavoro per italiani a Praga

Sono molte infatti le aziende che richiedono come competenza base la conoscenza della lingua inglese più un’altra lingua, tra le quali rientra praticamente sempre anche l’italiano (oppure tedesco, francese, spagnolo…).

Elenco delle offerte attive (6-12 febbraio 2017)


Buyer support with English and Italian | Praga

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Accounting clerk with English and Italian | Praga

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Customer Service Specialist with Italian and German/French | Praga

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Cloud Operations Developer | Praga

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Web Developer/UI | Praga

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Giovanni Sciola e l’Istituto Italiano di Cultura: dentro la macchina culturale di Praga

Italiani in Repubblica Ceca: Giovanni Sciola, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura

Oggi Italia Praga One Way incontra Giovanni Sciola, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura (IIC) di Praga.

Il ruolo degli Istituti Italiani di Cultura all’estero

Quale è il ruolo degli Istituti nei vari paesi e quale è il ruolo del direttore, nello specifico?

Gli Istituti, come dice il loro stesso nome, hanno il compito di promuovere la cultura italiana nel paese che li ospita. Ovviamente – se mi consentite un paradosso – si tratta di un compito quasi “impossibile”, essendo tale cultura estremamente vasta. Le occasioni per promuoverla sono pressoché infinite, sia a livello di eventi che di organizzazione dei vari corsi di lingua. In tutto questo, dunque, il ruolo di un direttore va oltre la semplice supervisione amministrativa di tutti i processi che mantengono in vita un IIC. Decisiva è infatti la capacità del direttore di coniugare la promozione della cultura con lo specifico del paese ospitante. Che dire poi? L’IIC di Praga è unico nel suo genere anche a livello di struttura, di storia e di tradizione. Solo per fare un esempio, il prossimo 3 luglio cadono i 400 anni della consacrazione della cappella.

Ci sono differenze tra i vari istituti e di che genere?

Differenze tra gli IIC: dai casi di Finlandia a Cracovia

Naturalmente sì, e variano anche da quanto cospicua è la comunità italiana (e le sue aspettative) in un dato paese e dai rapporti che il paese stesso ha con l’Italia. Parlando per esperienza personale, ho lavorato in Finlandia, dove la presenza italiana è minima, e l’attività era soprattutto legata alla collaborazione nell’ambito della ricerca scientifica. Ho lavorato anche in Polonia e in questo caso molte iniziative erano legate alla tradizione religiosa del Paese. Ma anche alla Shoah, poiché l’IIC di Cracovia collabora ad iniziative con il Museo del vicino Campo di Auschwitz. Non ho mai lavorato invece in paesi di forte immigrazione italiana come il Canada o l’Argentina, dove gli Istituti hanno ovviamente contatti e iniziative indirizzate anche agli italiani di terza o quarta generazione.

La migrazione in ČR però sta aumentando per motivi lavorativi. Ci sono, dunque, possibilità di lavoro presso l’IIC?

Lavoro presso l’IIC: stage Erasmusplus e accordi universitari

La migrazione sta aumentando: una realtà come la vostra ne è testimonianza. Le possibilità sono molte; ciò che possiamo offrire noi non è moltissimo. In primis uno stage (abbiamo in passato intervistato due stagisti: Christian e Alice, ndr) tramite il programma Erasmusplus {LINK} o tramite un soggiorno presso l’IIC (accordi bilaterali della Università). È necessario inviare all’istituto una mail con CV e una proposta lavorativa. Oltre a questo c’è la possibilità di diventare dipendenti dell’IIC quando si libera un posto. In questo caso viene pubblicato un bando a cui segue il relativo concorso. Per partecipare è necessario soggiornare nel Paese (con relativa documentazione) da almeno 2 anni.

A queste possibilità va aggiunta quella di lavorare come insegnanti di italiano.

Insegnare italiano all’IIC di Praga: requisiti e team docenti

Certo. Oltre alla coordinatrice Anna Polverari abbiamo quattro insegnanti di ruolo e quattro insegnanti part time. I corsi, dal livello principianti ai più avanzati, sono molti e in questo senso ricordo che il numero di insegnanti varia in base alla richiesta. Per insegnare presso l’Istituto è necessario avere, oltre a una laurea congruente, una specializzazione universitaria IT LS2 in italiano.

Tornando alle attività promozionali, quali sono i criteri di valutazione e di selezione di tali attività?

Partnership culturali e strategie di espansione oltre Praga

Molto spesso veniamo interpellati direttamente, soprattutto da enti pubblici e istituzioni e realtà culturali italiane che hanno una forte volontà di farsi conoscere all’estero. Oltre a questo, il nostro obiettivo attuale è quello di portare l’IIC fuori Praga. Ad esempio collaboriamo con vari festival e offriamo alla controparte la possibilità di ottenere collaborazioni e ulteriori contatti in Italia. Ciò che è decisivo, dunque, è saper trovare interlocutori in grado di far germinare un evento o una proposta nel migliore dei modi. A tal proposito è bene dire che un direttore, anche per questo, deve saper essere flessibile e far sì che le attività dell’Istituto siano il più variegate possibile e si discostino anche dai suoi interessi e dalle sue conoscenze specifiche.

Quale è la sua più grande soddisfazione come direttore e come migliorerebbe l’attività dell’istituto se ci fossero maggiori finanziamenti?

Le soddisfazioni sono molte e sono tanto più grandi quando quello che era poco più che un appunto, un’idea o una suggestione diviene un evento concreto. Come già detto, il nostro obiettivo attuale è anche quello di portare l’IIC anche fuori Praga aumentando le collaborazioni con realtà esterne, oltre che far conoscere l’Italia di oggi, che va al di là dell’immagine e delle conoscenze che gli stranieri hanno normalmente del nostro paese.

A proposito di paesi, lei ne ha visti molti. Ha mai pensato di fermarsi a vivere in uno di questi?

Ho amato tutti i Paesi nei quali ho vissuto. E trovato varie ragioni per decidere di rimanerci a vivere. Ma sono pensieri che si fanno sempre, mi è capitato in Cina, in Polonia, in Finlandia. A maggior ragione rimarrei volentieri qui a Praga. E ovviamente, ça va sans dire, sarei rimasto in Francia.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Questo dovrebbe essere il mio ultimo incarico come direttore d’Istituto. Se dovessi ritornare in Italia stabilmente, mi piacerebbe dedicarmi ad attività di promozione dell’area da cui provengo, ovvero la zona bresciana del Garda. O, meglio, riprendere in mano i miei studi di storia contemporanea abbandonati da tempo immemore.

Roaming abolito dal 15 giugno 2017: il cronoprogramma delle nuove tariffe UE

Roaming: addio dal 15 giugno 2017

Fine delle tariffe roaming al dettaglio nell’UE (2017)

Nel giro di pochi mesi i consumatori europei potranno finalmente viaggiare in UE senza che il credito telefonico si prosciughi nel giro di pochi giorni o ricevere bollette mensili con cifre stratosferiche: dal 15 giugno 2017 verranno infatti abolite le tariffe roaming che si applicano utilizzando i dati del nostro telefono cellulare se utilizzato in altre nazioni dell’Unione Europea.

Le tre istituzioni dell’UE (Parlamento, Consiglio e Commissione) hanno infatti approvato un accordo sul tetto massimo di prezzi che gli operatori telefonici europei possono applicarsi tra loro. Secondo l’accordo le tariffe scenderanno progressivamente dal 15 giugno 2017 nel corso degli anni successivi.

Le nuove tariffe saranno decisamente più basse più basse di quelle attuali, ma allo stesso tempo abbastanza elevate in modo tale da permettere ai vari operatori europei di non aumentare i prezzi al dettaglio.

Tabella tariffe massime roaming all’ingrosso: cronoprogramma 2017-2022

Data Tetto max. prezzi
all’ingrosso / GB
Dal 15 giugno 2017 7,7 €
Dal 1 gennaio 2018 6 €
Dal 1 gennaio 2019 4,5 €
Dal 1 gennaio 2020 3,5 €
Dal 1 gennaio 2021 3 €
Dal 1 gennaio 2022 2,5 €

Importante ricordare che, al momento, il tetto dei prezzi all’ingrosso per GB è 50 €.

L’abolizione del roaming è dunque un’ottima notizia per tutti coloro che, come molti di noi, vivono all’estero o si trovano spesso a viaggiare in Unione Europea per diversi motivi, lavorativi o affettivi.

Tre nuovi ponti sulla Vltava: i progetti infrastrutturali di Praga fino al 2030

Praga: tre nuovi ponti nei prossimi 10 anni

A Praga, che già conta 28 collegamenti sopra il suo fiume, la Vltava, potrebbero essere costruiti tre nuovi ponti. La notizia è riferita dal quotidiano Deník.

Il primo congiungerebbe Podolí e Zlíchov (Praga 4 e 5), andando così ad affiancare il ponte già esistente tra Braník e Barrandov. Nuovi ponti potrebbero anche sorgere tra Holešovice e Karlín (Praga 7 e 8) e tra Podbaba e Troja (Praga 6 e 8).

Podolí-Zlíchov: il primo ponte sulla Vltava in cantiere

I primi lavori a iniziare saranno sicuramente quelli del ponte di Podolí, non lontano daŽluté Lázně. L’idea è di riempire lo spazio vuoto tra il ponte di Barrandov e il ponte Palacký, in modo da potervi far transitare anche i mezzi pubblici. Il ponte, secondo quanto riporta Deník, non dovrebbe esser progettato per le automobili.

Podbaba-Troja: il ponte dello Zoo e la linea tram verso Bohnice

In tempi più lunghi (circa 10 anni) dovrebbe essere costruito anche un ponte di collegamento tra Podbaba e Troja, e anche in questo caso l’obiettivo è quello di allungare la linea di tram che finisce a Podbaba anche all’altra parta del fiume dove sorge lo zoo (che è notoriamente mal servito dall’MHD a causa della sua posizione) e proseguire verso Bohnice. Il progetto non è definito ed è contemplata la possibilità di creare un tunnel sotto la Vltava.

Il terzo ponte collegherebbe Holešovice e Karlín. Allo stato attuale, ci sono tre versioni di quello che potrebbe essere lo sviluppo e la zona specifica dei lavori.

David Černý e Kafka: come la scultura Metamorphosis decompone l’identità

Metamorphosis: la scultura di David Černý come scomposizione meccanica dell’identità in Kafka.

Di Lorenzo Polo

David Černý: 11 metri di acciaio e ingegneria robotica dedicati a Kafka

La scultura che Černý ha dedicato a Franz Kafka  con il titolo di “Metamorphosis” è alta 11 metri ed è composta di 42 pannelli d’acciaio ruotanti attorno al proprio asse. Il volto dello scrittore viene  composto e ricomposto ciclicamente dando vita a una serie di coreografie. A differenza delle precedenti sculture di Černý, dove la volontà di creare uno stile anche solo fine a sé stesso appare evidente, questa assomiglia più al prodotto autonomo di una mente artificiale. Non è un caso che  si sia servito del reparto di ingegneria meccanica di una nota ditta specializzata in robotica per questo progetto.

E’ stato più volte notato come nelle opere di Kafka i personaggi delle narrazioni, anche quelli più rilevanti, appaiono privi di tratti fisici distintivi e sono sempre e soltanto funzioni subordinate alla necessità di un congegno invisibile, incomprensibile e indecifrabile. Questo non fa che determinare la loro assenza sulla scena della vita. Non c’è infatti presenza che sappia accogliere questa capacità di essere essenzialmente ciò che si è. Desideri come scheletri che assomigliano a vettori, come quelli appuntati alle figure distorte e ai volti “cancellati” di Francis Bacon.

Gregor e i meccanismi della Metamorfosi: quando l’identità scompare

Prendiamo un esempio che tutti possono comprendere. Nella Metamorfosi, Gregor è incastrato in meccanismi (il risveglio come insetto e i problemi pratici, le dinamiche psicologiche e familiari etc) che lo privano della sua propria identità. La statua di Černý riflette questa mancanza attraverso la superficie riflettente dei pannelli. La area del volto è vuota, riverbera solamente immagini esterne deformandole nelle curvature della propria sagoma. Solo il profilo della testa svela una parvenza di riconoscibilità.

In questa scultura Černý non ha inteso dar vita alla rappresentazione monumentale di un’icona letteraria o meno, ma all’essenza stessa della psicologia umana.

Lo stupore della ricomposizione: l’identità come proiezione altrui

La scomposizione/ricomposizione del volto, creata dalla rotazione simultanea o alternata dei pannelli è un evento che provoca essenzialmente stupore. Uno stupore che risulta in certo qual modo comico come si può osservare attraverso gli occhi dei bambini che ridono spontaneamente. E’ anche il riconoscimento di una verità fondamentale: l’identità umana non è altro che una proiezione negli occhi dell’altro, restituita a noi in sfaccettature che riemergono per formare la “nostra” immagine.

Freud, Lacan e Kafka: la tortura della scrittura nella struttura narrativa

Questo assunto, attestato ormai attraverso Fraud e Lacan nella storia del pensiero e della psicologia, raggiunge in Kafka il suo limite estremo. La pratica chirurgica dell’autore del Processo e della Colonia Penale si configura come uno strumento di tortura e godimento nella scrittura. Si è già visto come la struttura delle sue narrazioni può essere descritta  come  una trave reticolare che si snoda in più punti proliferando come una radice (Deleuze). La statua di Černý è costituita da un asse verticale a reticolo su cui sono innestati uno sopra l’altro i  pannelli ruotanti: ognuno di essi è una sezione del cranio di Kafka ed ogni parte è stata resa programmabile in modo indipendente di modo che le possibili combinazioni possano risultare pressoché infinite.

Nella La Colonia Penale la macchina programmata per incidere sul corpo la sentenza del condannato “per 12 ore di fila”, funziona in modo analogo*.

Nel racconto La Tana i percorsi sotterranei non sono semplificabili attraverso la lotta per la sopravvivenza o la fuga davanti al pericolo, ma una ricerca che sfocia nel paradosso della sospensione dove tutto alla fine “rimane immutato…” e restano solo tracce, ombre di desiderio che rivelano la struttura dell’inconscio, simile agli ingranaggi di un pendolo che oscilla costantemente tra principio di piacere e impulso di distruzione. Sullo sfondo il deserto e il vento. Come quello che spinge via la carrozza del Medico (di Campagna n.d.r.) nella tormenta.

Anche il Castello e il Processo sono dei tentativi di opporsi a una forza superiore. Ciò che è peculiare in Kafka è che l’impossibilità è insieme la premessa ed il motivo di questa ricerca.

*“Il corpo rappresentato da Kafka sul punto di essere scavato dagli innumerevoli aghi della macchina, è l’organismo inserito in un «orizzonte spersonalizzato» che dissolve la potenzialità eversiva della corporeità in quanto centro d’irradiazione del desiderio e delle pulsioni”.  Loretta Pistilli “Il corpo tra scrittura e morte. Una lettura fenomenologica del racconto di Franz Kafka «Nella colonia penale”»

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