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Lavoro IT a Praga: 12 posizioni aperte con Wunderman a Smíchovské

Lavoro a Praga: tante posizioni aperte in Wunderman

Wunderman é costantemente alla ricerca di nuovo personale da inserire nel suo quartiere generale a due passi da Smíchovské nádraží.

Avevamo parlato di Wunderman poche settimane fa e adesso l’azienda ha inserito ulteriori offerte di lavoro sul proprio sito di recruitment ufficiale.

Ricordiamo che una buona conoscenza della lingua inglese è un requisito fondamentale per tutti i ruoli che vi proponiamo di seguito.

Maggiori dettagli sulle compentenze tecniche richieste le trovate all’interno di ciascun annuncio.



Gozi a Praga: due giorni di incontri su UE e relazioni commerciali Italia-Repubblica Ceca

Sottosegretario Gozi a Praga oggi: focus sul futuro dell’UE e le relazioni bilaterali tra Italia e Repubblica Ceca

Il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio italiano con delega agli Affari europei, Sandro Gozi, apre oggi a Praga una due giorni di incontri che lo vedrà impegnato in molteplici sedi.

Nell’ordine, Gozi avra`un confronto con gli imprenditori e la comunità d’affari italiana presso la Camera di commercio italo-ceca, in una lezione alla Scuola di alti studi di economia, in una visita al Rettorato dell’Università Carlo, all’Istituto Italiano di Cultura e alla sede della European Global Navigation Satellite Systems Agency (GSA – Galileo), l’agenzia europea che gestisce gli interessi pubblici legati ai programmi correlati ai sistemi satellitari di navigazione globale.

Nuove sfide Ue e relazioni Italia-Repubblica Ceca

Al centro dell’agenda, le nuove sfide dell’Unione europea, l’avvicinamento delle elezioni politiche di ottobre in Repubblica Ceca e le eccellenti relazioni economiche bilaterali tra Roma e Praga.

Di particolare rilievo l’appuntamento odierno con l’omologo ceco Tomas Prouza, in occasione di un dibattito presso il Governo introdotto dall’Ambasciatore italiano Aldo Amati e interamente incentrato sulle eccellenze del “Sistema Italia” e sul futuro dell’Europa a sessant’anni dalla firma dei Trattati di Roma. “Si avvicina il 60° anniversario della ratifica dei Trattati e occorre trovare una nuova concreta ‘road map’ per l’Europa – ha dichiarato a tal proposito l’Ambasciatore Amati – Il Sottosegretario Gozi e la sua controparte Prouza cercano una piattaforma di azioni comuni sui dossier più importanti per il Continente: immigrazione, crescita economica e sicurezza”.
Tra i temi che saranno affrontati durante i confronti istituzionali, infatti, la necessità di adottare una strategia condivisa per rendere più efficaci le risposte dell’Unione europea alle principali questioni aperte a livello continentale e internazionale, come la crisi migratoria, la difesa comune, il processo di allargamento ai Balcani occidentali, il dialogo con la Russia e l’attuale situazione in Ucraina.
Una particolare attenzione sarà inoltre dedicata alle relazioni bilaterali ed economiche tra Italia e Repubblica Ceca, soprattutto alla luce degli ultimi dati forniti dell’Istituto di statistica ceco da cui si evince che l’interscambio commerciale tra i due Paesi ha raggiunto nel 2016 la cifra record di quasi 12 miliardi di euro, con un aumento dell’11,6 per cento rispetto all’anno precedente.

L’Italia è così diventata il quarto partner commerciale europeo e il quinto mondiale per la Repubblica Ceca, dietro Germania, Cina, Polonia e Slovacchia.

Export Italia: 6,3 miliardi di euro

Sempre secondo l’Istituto statistico, l’export verso l’Italia è arrivato a 6,3 miliardi di euro, con acquisti dall’Italia cresciuti a 5,5 miliardi di euro.


Torre di Žižkov: il dito di Jakeš che divide Praga

10 cose che trovi solo a Praga 5G

Torre di Žižkov: simbolo socialista di Praga

Detta anche “dito di Jakeš” o “il missile” o più semplicemente “il ripetitore” (Vysílač). Per molti un punto di orientamento visibile praticamente da qualsiasi parte di Praga. Considerata da molti un simbolo dell’era socialista, la torre di Žižkov è stata inaugurata solo dopo la Rivoluzione di velluto il 17 febbraio 1992.

Costruzione, controversie e il tunnel di Strahov (1985-1992)

Inaugurata dopo la fine del socialismo, lo abbiamo detto e lo ribadiamo. La torre di Žižkov però rientra a pieno titolo nel novero La sua costruzione, durata più di sette anni, è stata infatti avviata nel 1985.

Dopo il 1989, in maniera abbastanza prevedibile, il suo destino è stato incerto. Alcuni avevano paura di radiazioni e onde elettromagnetiche, altri semplicemente la trovavano brutta. Furono presentati progetti, nel 1990, per demolire la torre ancora incompiuta e utilizzarla per costruire il tunnel di Strahov (usando i tubi della torre come rivestimenti delle gallerie). Ma rimasero progetti, e il Vysílač fu terminato nel 1992.

Václav Aulický, l’architetto della torre, parlando delle critiche alla sua opera, ha detto in un’intervista che il suo obiettivo era quello di essere originale. “La situazione era controversa, si temeva che la costruzione avrebbe avuto un impatto negativo sulla skyline di Praga. Si trattava di scegliere se fare una torre monoblocco, enorme e larga, o se farla di più parti sottili. Ho scelto la seconda possibilità”.

Per costruire la torre furono necessarie 12.000 tonnellate di cemento e acciaio. Il progettista e ingegnere strutturale Jiři Kozák per la Torre aveva inventato e brevettato un metodo di costruzione composita del cemento armato.

Specifiche tecniche della torre

216 metri, ascensori e piattaforma panoramica.

altezza della torre: 216 m
altezza della piattaforma di osservazione: 93 m
numero di impianti di risalita: 2 per il pubblico, 1 per i dipendenti (max. velocità 4 m/s)
numero di gradini: 736

Le modifiche: dai bambini di Černý all’illuminazione colorata

La torre di Žižkov, tuttavia, è ben lungi dall’essere nello stato in cui nel febbraio 1992. Nel corso del quarto di secolo di attività, ha subito diverse modifiche e ristrutturazioni. Primo fra tutti, i bambini. Il lavoro dell’architetto David Černý, intitolato Babies Babies, apparsi nel 2000, fu presentato prima come installazione temporanea, poi permanente.

Oltre a questo, l’impianto di illuminazione esterna a tre colori, aggiunto nel 2006. Venendo all’offerta, più o meno turistica, del Vysílač: pagando l’ingresso (230 Kč/9€, non una bazzecola in termini cechi) è possibile raggiungere le cabine con punti di osservazione panoramica. Poi c’è il ristorante e una camera di albergo unica nel suo genere. Si trova nell’ultima sfera, in cima alla torre, sopra di essa solo l’antenna. Unico problema: 15.000 corone a notte.

Torre di Žižkov: da odiata a famosa

Da 4º edificio più brutto (CNN) a 33º su TripAdvisor: una storia di amore e odio.

Dal 1992, in ogni caso, il “pirullone” (come lo chiamo io) è rimasto dov’è e ha continuato a suscitare giudizi contrastanti, o meglio, opposti. La torre non conosce vie di mezzo, o si ama o si odia. Così, se da un lato è stata votata come squarto edificio più brutto al mondo dalla CNN, in un servizio del 2012, su Trip Advisor si classifica come 33ma migliore attrattiva della capitale ceca – e va detto che è l’unica struttura costruita nel XX secolo ad apparire nella classifica assieme a Veletžní palác. Ed è il monumento di Praga più fotografato su Instagram.

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Adozioni per coppie omosessuali in Repubblica Ceca: la sentenza del 2016

Repubblica Ceca: adozioni consentite alle coppie omosessuali

Correva l’anno 2006 quando la Repubblica Ceca, prima nazione tra quelle appartenenti all’ex blocco orientale, legalizzò le “Registrovaná Partnerství”, unioni registrate tra persone dello stesso sesso che, pur non essendo totalmente paritarie al matrimonio tradizionale, vedono comunque riconosciuti molti dei diritti e doveri delle coppie sposate, tra cui quello dell’erogazione degli alimenti in caso di separazione o di ereditare i beni del partner in caso di morte, ma, all’epoca, non quello di adottare un bambino.

La scelta di escludere dal diritto di adozione coloro che decidessero di legalizzare una relazione sentimentale con una persona del proprio sesso pareva un bizzarro controsenso: adottare figli erano infatti consentito ai single, perché vietarlo alle coppie omosessuali registrate e riconosciute per legge?

Petr Laně: il caso che scardina la discriminazione sulle adozioni

Tale esclusione puzzava di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale, portata alla luce recentemente dal caso di Petr Laně che, registratosi molti anni fa come coppia insieme al suo partner Jan Rous, si era visto rifiutare l’inserimento del suo nome nel registro dei candidati idonei all’adozione.

La sentenza di giugno 2016: adozioni legali per coppie omosessuali

Una recente sentenza, (notizia del 28 giugno 2016), che abolisce il paragrafo 13 comma 2 della legge sull’unione domestica registrata in quanto discriminatorio nei confronti dell’orientamento sessuale, ha dato ragione a Petr Laně: si tratta di un enorme passo avanti per la comunità LGTB in Repubblica Ceca nella battaglia per il riconoscimento di diritti paritari rispetto alle coppie etero.

Primo adottante in coppia omosessuale: il riconoscimento dopo la sentenza

A seguito di questa sentenza, pochi giorni fa Petr Laně, dopo una serie di test di formazione e psicoattitudinali, è stato ufficialmente riconosciuto idoneo ad adottare un figlio (notizia del 15 febbraio 2017, fonti: Expats.cz e iDnes). Petr è la prima persona appartenente ad un’unione omosessuale registrata in Repubblica Ceca ad essere entrata a far parte del registro per le adozioni.

A questo riguardo è d’obbligo una precisazione: il diritto di adozione riguarderà l’individuo singolo che lo richiede e non verrà esteso alla coppia, questo significa che uno solo dei due partner è riconosciuto come genitore legale del bambino.

Al momento, le unioni omosessuali registrate in Repubblica Ceca solo circa duemila. Molte persone, prima della sentenza del giugno 2016, preferivano non legalizzare la propria unione per avere la possibilità di adottare in quanto legalmente celibi o nubili.


Mostra Jewelry New Design all’IIC Praga | 23 febbraio 2017

Comunicato IIC: mostra New Design

L’Istituto italiano di cultura è lieto di invitarvi all’esposizione dei progetti di Design dei Metalli e dell’Oreficeria per il concorso “New Design”.

Giovedì 23 febbraio 2017 alle ore 18.00, Sala conferenze (1° piano).

“New Design” www.new-design.it un progetto giovane: più di ottanta Licei Artistici di tutta Italia hanno voluto aderire a questa iniziativa focalizzata sull’oreficeria con la quale il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e le scuole danno ai giovani talenti l’opportunità di esprimere la loro creatività. Giunto alla sua settima edizione, “New Design” rappresenta un’alternativa alla didattica curricolare, una nuova maniera di coniugare scuola e ricerca, attingendo ispirazione dalla tradizionale vocazione e genialità italiana. Quest’anno il concorso amplia i suoi orizzonti e, dopo avere fatto una tappa nella splendida cornice dell’Arsenale di Venezia, punta all’Europa e ne sceglie proprio il cuore, Praga.

Inaugurazione e dettagli dell’evento

Come partecipare e contatti IIC Praga

Vi aspettiamo il giorno 23 febbraio (ore 18.00) all’Istituto Italiano di Cultura per l’inaugurazione della mostra “Jewelry New Design”, dove sarà esposta una selezione delle opere vincitrici dell’edizione 2016.

Email: [email protected]

https: www.iicpraga.esteri.it

Divieto di fumo nei ristoranti Repubblica Ceca: la legge antifumo entra in vigore a giugno 2017

Divieto di fumo in Repubblica Ceca: sarà presto realtà?

Il divieto di fumare nei ristoranti diviene realtà anche in Repubblica Ceca (uno degli ultimi paesi UE sprovvisto di regolamentazione in materia). Oggi infatti il presidente Miloš Zeman ha ratificato il disegno di legge a riguardo, la legge entrerà in vigore a partire dal 31 maggio 2017.

Come abbiamo detto il mese scorso, sarà proibito fumare nei cinema, durante i concerti al chiuso, nelle sale espositive e negli impianti sportivi chiusi (ovvero ai palazzetti del ghiaccio), non è nemmeno prevista l’introduzione di stanze separate per fumatori. Oltre a questo, la legge vieta completamente il fumo nei locali, non è stata infatti approvata la proposta secondo cui ogni locale avrebbe potuto decidere se dedicare uno spazio ai fumatori (che comunque non sarebbero stati serviti dal personale).

Divieto sigarette elettroniche in ospedali e centri commerciali

Le sigarette elettroniche e i distributori automatici sono vietati negli ospedali e nei centri commerciali.

Il disegno di legge vieta anche il fumo l’uso delle sigarette elettroniche in ospedali, scuole e centri commerciali, la vendita di sigarette nei distributori automatici (che però qui non abbiamo mai visto), a meno che la macchina non impedisca la vendita di tabacco ai minori (come in Italia, tramite tessera sanitaria).

Dove puoi ancora fumare: eccezioni alla legge antifumo ceca

I beer garden come Riegrovy Sady invece non sono soggetti a divieto. Nei locali chiusi e nelle hospody invece sarà possibile fumare narghilè. Infine, non è stato approvato il divieto di fumo in auto alla presenza di bambini. Sono state infine aumentate le multe per la vendita di sigarette in luoghi non autorizzati o a minori – fino a 2 milioni di corone.

Interscambio commerciale Italia-Repubblica Ceca: 11,8 miliardi di euro nel 2016

Lavoro a Praga: tante posizioni aperte in Wunderman
Trasmettiamo il comunicato stampa della Camera di commercio italo-ceca (Camic) sui dati di interscambio tra i due paesi.

Italia: quarto partner commerciale della Repubblica Ceca

L’Italia è il quarto partner commerciale europeo e il quinto mondiale della Repubblica Ceca, con un volume di affari in espansione dell’11,6%. Secondo i dati rilasciati dall’Ufficio di Statistica Ceco (ČSU) il 2016 è stato un anno di grandi successi per l’interscambio commerciale tra Italia e Repubblica Ceca. L’Italia ha superato Francia e Austria.

Interscambio commerciale: record dopo il 2015

Dopo il record segnato nel 2015, l’interscambio commerciale tra i due Paesi ha raggiunto nel

2016 la cifra di 11,8 miliardi di euro, in aumento dell’11,6%. L’Italia diventa quindi il quarto partner commerciale europeo e il quinto mondiale della Repubblica Ceca. Davanti all’Italia solo la Germania, la Cina, la Polonia e la Slovacchia.
“L’andamento del commercio estero tra l’Italia e la Repubblica Ceca è il risultato del lavoro svolto dalle imprese italiane in Repubblica Ceca e della crescente attenzione delle aziende ceche per il mercato italiano. In questi ultimi anni stiamo assistendo stabilmente a una crescita dell’intercambio a doppia cifra. Le aziende ceche e italiane hanno saputo instaurare dei rapporti commerciali contraddistinti da grande serietà e professionalità. L’ottimo andamento del commercio con l’Italia è uno dei motivi per cui le aziende italiane dovrebbero investire di più in Repubblica Ceca“, ha dichiarato il presidente della Camic Gianfranco Pinciroli.
“Fa molto piacere assistere a questa crescita straordinaria dell’interscambio che è motivo di orgoglio per il Sistema Italia in Repubblica Ceca. Siamo in presenza di un mercato, quello ceco, che offre un ampio ventaglio di opportunità che va esplorato costantemente nelle diverse Regioni stimolando l’ottima predisposizione del pubblico verso i prodotti made in Italy e lo stile di vita italiano”, ha dichiarato l’Ambasciatore Aldo Amati.
In forte crescita, del 16,6%, le vendite verso l’Italia, che toccano i 6,3 miliardi di euro, grazie alle quali Italia è il sesto mercato mondiale per le imprese ceche. Gli acquisti dall’Italia sono cresciuti del 6,6% raggiungendo quota 5,5 miliardi di euro. Nelle importazioni l’Italia è il quinto paese più importante per la Repubblica Ceca subito dopo Germania, Cina, Polonia e Slovacchia.
La bilancia commerciale quindi risulta in attivo a favore della Repubblica Ceca per 800 milioni di euro. Si conferma la posizione strategica dell’industria automobilistica e meccanica, che pesa nell’interscambio Italia–Repubblica Ceca di 5,2 miliardi di euro, +13,9 % rispetto al 2015. Nelle importazioni dall’Italia in forte aumento settori come gli acquisti di elettrodomestici e altre apparecchiature elettroniche (+19,1%), di mobili (14,6%), di apparecchiature di precisione e ricerca (+12%) e anche di vino (+11%). Per quanto riguarda le vendite verso l’Italia tra i settori più dinamici c’è l’industria del tabacco (+73,3%), le vendite di macchinari per l’industria (+34%), di automobili (+32,2%) e di apparecchiature per la ricerca (+27,1%).

Lavoro in Repubblica Ceca: il tasso di disoccupazione più basso dell’UE

italiano Repubblica Ceca: un paradiso per chi cerca lavoro

Tasso di disoccupazione ai minimi storici in Repubblica Ceca secondo EUROSTAT

Secondo l’EUROSTAT i numeri riguardanti l’occupazione in Repubblica Ceca continuano a migliorare e la percentuale di disoccupazione tocca oggi i minimi storici.

Perché Repubblica Ceca è il paese con meno disoccupazione in UE

Contrariamente alla maggior parte degli Stati Europei, in particolare a quelli appartenenti alla parte meridionale del Continente da anni in forte crisi, la Repubblica Ceca è invece in costante crescita e miglioramento: secondo i dati diffusi dall’Eurostat nel gennaio 2017 è infatti la Nazione con il tasso di disoccupazione più basso in UE, sceso al minimo storico toccando il 3,6% nel dicembre 2016.

Crescita occupazionale Repubblica Ceca: trend dal 2015 con nuovi posti di lavoro

Continua dunque il trend iniziato a metà 2015, soprattutto grazie alla costante creazione di ulteriori nuovi posti di lavoro.

Nel dicembre 2016, 72,9 persone su 100 tra i 15 e i 64 anni avevano un lavoro stabile: 2,1 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. Scendendo maggiormente nei dettagli, i dati sull’occupazione in Repubblica Ceca variano dal 48,1% degli individui tra i 15 e i 29 anni, al 87,5% tra coloro che appartengono alla fascia d’età tra i 30 e i 49 anni e al 70% tra le persone dai 50 ai 64 anni.

Riguardo ai dati di occupazione per genere, il tasso oscilla tra l’80% (maschile) e il 65,6% (femminile).

Un confronto impari quello con l’Italia

L’Italia ne esce invece piuttosto ammaccata: nella classifica delle Nazioni europee, si piazza al quartultimo posto, seguita solo da Cipro, Spagna e Grecia.

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Offerte di lavoro per italiani in Repubblica Ceca: 6-12 febbraio 2017

Praga: tre nuovi ponti nei prossimi 10 anni

Il nuovo anno ha portato ad un netto incremento delle offerte di lavoro per italiani in Repubblica Ceca, particolarmente concentrate nell’area di Praga.

Offerte di lavoro per italiani a Praga

Sono molte infatti le aziende che richiedono come competenza base la conoscenza della lingua inglese più un’altra lingua, tra le quali rientra praticamente sempre anche l’italiano (oppure tedesco, francese, spagnolo…).

Elenco delle offerte attive (6-12 febbraio 2017)


Buyer support with English and Italian | Praga

Maggiori informazioni


Accounting clerk with English and Italian | Praga

Maggiori informazioni


Customer Service Specialist with Italian and German/French | Praga

Maggiori informazioni


Cloud Operations Developer | Praga

Maggiori informazioni


Web Developer/UI | Praga

Maggiori informazioni


Giovanni Sciola e l’Istituto Italiano di Cultura: dentro la macchina culturale di Praga

Italiani in Repubblica Ceca: Giovanni Sciola, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura

Oggi Italia Praga One Way incontra Giovanni Sciola, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura (IIC) di Praga.

Il ruolo degli Istituti Italiani di Cultura all’estero

Quale è il ruolo degli Istituti nei vari paesi e quale è il ruolo del direttore, nello specifico?

Gli Istituti, come dice il loro stesso nome, hanno il compito di promuovere la cultura italiana nel paese che li ospita. Ovviamente – se mi consentite un paradosso – si tratta di un compito quasi “impossibile”, essendo tale cultura estremamente vasta. Le occasioni per promuoverla sono pressoché infinite, sia a livello di eventi che di organizzazione dei vari corsi di lingua. In tutto questo, dunque, il ruolo di un direttore va oltre la semplice supervisione amministrativa di tutti i processi che mantengono in vita un IIC. Decisiva è infatti la capacità del direttore di coniugare la promozione della cultura con lo specifico del paese ospitante. Che dire poi? L’IIC di Praga è unico nel suo genere anche a livello di struttura, di storia e di tradizione. Solo per fare un esempio, il prossimo 3 luglio cadono i 400 anni della consacrazione della cappella.

Ci sono differenze tra i vari istituti e di che genere?

Differenze tra gli IIC: dai casi di Finlandia a Cracovia

Naturalmente sì, e variano anche da quanto cospicua è la comunità italiana (e le sue aspettative) in un dato paese e dai rapporti che il paese stesso ha con l’Italia. Parlando per esperienza personale, ho lavorato in Finlandia, dove la presenza italiana è minima, e l’attività era soprattutto legata alla collaborazione nell’ambito della ricerca scientifica. Ho lavorato anche in Polonia e in questo caso molte iniziative erano legate alla tradizione religiosa del Paese. Ma anche alla Shoah, poiché l’IIC di Cracovia collabora ad iniziative con il Museo del vicino Campo di Auschwitz. Non ho mai lavorato invece in paesi di forte immigrazione italiana come il Canada o l’Argentina, dove gli Istituti hanno ovviamente contatti e iniziative indirizzate anche agli italiani di terza o quarta generazione.

La migrazione in ČR però sta aumentando per motivi lavorativi. Ci sono, dunque, possibilità di lavoro presso l’IIC?

Lavoro presso l’IIC: stage Erasmusplus e accordi universitari

La migrazione sta aumentando: una realtà come la vostra ne è testimonianza. Le possibilità sono molte; ciò che possiamo offrire noi non è moltissimo. In primis uno stage (abbiamo in passato intervistato due stagisti: Christian e Alice, ndr) tramite il programma Erasmusplus {LINK} o tramite un soggiorno presso l’IIC (accordi bilaterali della Università). È necessario inviare all’istituto una mail con CV e una proposta lavorativa. Oltre a questo c’è la possibilità di diventare dipendenti dell’IIC quando si libera un posto. In questo caso viene pubblicato un bando a cui segue il relativo concorso. Per partecipare è necessario soggiornare nel Paese (con relativa documentazione) da almeno 2 anni.

A queste possibilità va aggiunta quella di lavorare come insegnanti di italiano.

Insegnare italiano all’IIC di Praga: requisiti e team docenti

Certo. Oltre alla coordinatrice Anna Polverari abbiamo quattro insegnanti di ruolo e quattro insegnanti part time. I corsi, dal livello principianti ai più avanzati, sono molti e in questo senso ricordo che il numero di insegnanti varia in base alla richiesta. Per insegnare presso l’Istituto è necessario avere, oltre a una laurea congruente, una specializzazione universitaria IT LS2 in italiano.

Tornando alle attività promozionali, quali sono i criteri di valutazione e di selezione di tali attività?

Partnership culturali e strategie di espansione oltre Praga

Molto spesso veniamo interpellati direttamente, soprattutto da enti pubblici e istituzioni e realtà culturali italiane che hanno una forte volontà di farsi conoscere all’estero. Oltre a questo, il nostro obiettivo attuale è quello di portare l’IIC fuori Praga. Ad esempio collaboriamo con vari festival e offriamo alla controparte la possibilità di ottenere collaborazioni e ulteriori contatti in Italia. Ciò che è decisivo, dunque, è saper trovare interlocutori in grado di far germinare un evento o una proposta nel migliore dei modi. A tal proposito è bene dire che un direttore, anche per questo, deve saper essere flessibile e far sì che le attività dell’Istituto siano il più variegate possibile e si discostino anche dai suoi interessi e dalle sue conoscenze specifiche.

Quale è la sua più grande soddisfazione come direttore e come migliorerebbe l’attività dell’istituto se ci fossero maggiori finanziamenti?

Le soddisfazioni sono molte e sono tanto più grandi quando quello che era poco più che un appunto, un’idea o una suggestione diviene un evento concreto. Come già detto, il nostro obiettivo attuale è anche quello di portare l’IIC anche fuori Praga aumentando le collaborazioni con realtà esterne, oltre che far conoscere l’Italia di oggi, che va al di là dell’immagine e delle conoscenze che gli stranieri hanno normalmente del nostro paese.

A proposito di paesi, lei ne ha visti molti. Ha mai pensato di fermarsi a vivere in uno di questi?

Ho amato tutti i Paesi nei quali ho vissuto. E trovato varie ragioni per decidere di rimanerci a vivere. Ma sono pensieri che si fanno sempre, mi è capitato in Cina, in Polonia, in Finlandia. A maggior ragione rimarrei volentieri qui a Praga. E ovviamente, ça va sans dire, sarei rimasto in Francia.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Questo dovrebbe essere il mio ultimo incarico come direttore d’Istituto. Se dovessi ritornare in Italia stabilmente, mi piacerebbe dedicarmi ad attività di promozione dell’area da cui provengo, ovvero la zona bresciana del Garda. O, meglio, riprendere in mano i miei studi di storia contemporanea abbandonati da tempo immemore.

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