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Alessandro Daniele: l’IT manager italiano che dice la verità su lavoro e tecnologia in Repubblica Ceca

Italiani in Repubblica Ceca: Alessandro Daniele, manager

Italia Praga One Way incontra oggi, peraltro in uno dei peggiori bar di Blatnice pod Svatým Antonínkem (perché questo é un blog che ama la marcitud… ehm… il rischio, ndr.), Alessandro Daniele, attivo come crysis manager nel settore informatico. La sua vita si divide tra Brno e Ostrava, è inoltre famoso per le sue opinioni molto poco allineate sugli italiani e l’italianità all’estero. Insomma, prepariamoci a prendere un fracco di legnate.

Come mai sei venuto in Repubblica Ceca e che cosa fai di preciso?

Come un IT manager italiano ha ricostruito la carriera in Repubblica Ceca

Dopo svariati anni in Asia come freelance ero rientrato in Italia; dopo 2 settimane ne avevo già le tasche piene del bel paese e ho pensato di andare via in maniera superveloce, accettando quindi la prima offerta che mi sarebbe arrivata dall’estero. Detto fatto, uno dei millemila sedicenti imprenditori Italiani mi contatta dalla Repubblica Ceca, una proposta che puzzava di falso a km di distanza. E così fu, infatti, ma ormai io il mio traguardo lo avevo raggiunto. Da lì ho ricostruito la mia carriera lavorativa, prima in IBM a Brno: un postaccio infame ma comunque in grado di dare qualcosa a chi è abbastanza stronzo da rubare tutto quello che può rubare in termini di know-how e certificazioni. Adesso sono a Ostrava, lavoro per Okin a.s. una azienda 100% ceca che vende i processi IT a Verizon. Per loro mi occupo di gestione crisi e major incident.

Il gap tecnologico Italia-Repubblica Ceca: 25 anni di ritardo

Come valuti la Repubblica Ceca dal punto di vista delle tecnologie informatiche rispetto all’Italia?

Ti piace sparare sulla croce rossa vero? Anche lo Swaziland è tecnologicamente avanzato rispetto all’Italia (rutt… ehm… ride, ndr). Il gap informatico tra Italia e resto del mondo è di circa 25/30 anni. Basti pensare che il 90% delle funzioni IT attualmente utilizzate nei processi industriali di tutta Europa nello stivale manco esistono.

Quali sono le aziende di punta del web ceco e quali consigli agli stranieri per avviare una carriera lavorativa all’estero?

Aziende IT ceche per stranieri

Aziende IT ceche che assumono stranieri: Avast e opportunità lavorative per italiani

La ČR ha delle ottime e solide aziende informatiche. Avast per citarne una random. Avviare una carriera lavorativa qui? Semplice: c’è fame, tanta fame (leggi: domanda di forza lavoro, ndr), di figure con alle spalle una professionalità, quindi se non sai l’inglese almeno ad un livello elevato o se non sei specializzato, resta pure a casa o vai pure a Londra a migliorare il tuo livello linguistico tra un piatto e l’altro (oppure fai lavori con condizioni assurde tipo me appena arrivato, ndr.).

Condizioni di lavoro ceche: schiavismo o opportunità?

Qualche tempo fa è uscita la mappa con “le cose peggiori di ogni stato europeo”. Per noi c’era l’evasione fiscale, per la Rep. Ceca le condizioni di lavoro prossime allo schiavismo. Concordi?

Sicuramente il mondo del lavoro ceco è molto diversificato: passi da lavori con paga da fame e turni massacranti a lavori altamente retribuiti, tantissimo tempo libero ed una marea di benefit; generalizzare non fa mai bene, ma sicuramente ci sta margine di lavoro e miglioramento, quindi sostanzialmente mi trova in accordo (anche in virtù di quello che troverete in coda all’intervista, ndr.).

Brno vs Ostrava: il vero volto delle città ceche lontano dai cliché

Venendo alle città, tu vivi tra Ostrava e Brno. Di quest’ultima ti chiedo se la fama di centro dinamico ed in espansione sia meritata.

Sicuramente Brno è in espansione. Non certo per la lungimiranza della sua amministrazione ma è indubbio che sia in espansione, tra università, multinazionali e il mondo che ruota attorno alla fecondazione assistita. È sicuramente un borgo che ribolle, probabilmente più vivo di Praga, ormai fossilizzata sulle rive del suo fiume pigro e a volte aggressivo.

Di Ostrava invece, sarebbe bello sapere qualcosa in più oltre allo stereotipo “città industriale nera e piena di fabbriche”.

Ostrava? Bellissima città, pensa che riesce a far sembrare bello un centro sociale pieno di rasta e cani puzzolenti.

Tu hai fama di essere un bastian contrario e provocatore nella comunità italiana a Brno (e non solo). Qual’è il tuo rapporto effettivo coi nostri concittadini qui?

Ottimo direi, tranne alcuni casi clinici mi trovo bene con tutti e 5 gli italiani che conosco.

Sai spiegarti perché gli italiani all’estero sono (ancora di più) sostenitori di una supremazia della cucina che manco Göbbles e Mengele messi assieme?

Perché il 47% di analfabetismo funzionale conta. Non solo quando devi spiegare a te stesso perché votare Grillo, ma pure quando non vuoi ammettere che anche gli altri sanno far da mangiare.

Può essere questa convinzione a ingenerare negli italiani all’estero la smania di importare prodotti e aprire ristoranti, convinti di trovare un eldorado?

L’ho già detto più volte.

E in ultimo: esiste davvero qualcosa in cui la ČR è ancora dietro all’Italia? 

Certamente esistono, ad esempio la ČR è ancora indietrissimo rispetto all’Italia in tutti i suoi lati negativi. La gente non e’ ancora stupida, i politici non sono ancora arrivati al punto di mangiare l’impossibile fregandosene delle apparenze, i rapporti personali non sono ancora degenerati al livello di “sei mio amico solo se sei utile/ricco/figo”, etc, etc, etc. Poi, ammettiamolo, la ČR è indietro anche su inezie tipo il sistema pensionistico e la previdenza sociale (inadeguati), ma sono dettagli che all’Italiano medio che arriva qui con in valigia le calze di nylon per cuccare interessano poco.

Pražský motoráček: il treno vintage che attraversa il Semmering praghese

Pražský motoráček: un modo per vedere l'altra Praga in treno

Attraversare il Pražský semmering con il Pražský motoráček

Se siete stati a Praga avrete quasi sicuramente visto girare sulle rotaie i caratteristici tram turistici risalenti all’inizio del 1900. Quello che in pochi sanno, però, è che Praga è piuttosto rinomata a tutti i livelli di turismo con mezzi pubblici d’epoca (e non solo di quelli di oggi).

Oggi affrontiamo, ad esempio, il caso del Pražský motoráček, ovvero di un treno turistico, anche se non esattamente mainstream. Si tratta di una treno attivo solo il sabato e la domenica, o nei giorni festivi, sul Pražský semmering (che spiegheremo meglio in seguito).

Il treno è costituito solamente da automotrici diesel (da qui motoráček) M 262.0 degli anni 50 e 60, rimesse a nuovo. In sostanza, il Pražský motoráček è una linka-S socialista.

Il treno percorre, si è detto, il Semmering di Praga, ovvero congiunge Hlavní nádraží e la stazione di Zličín – cosa che farà contenti i colleghi di Bighellonando in Cechia.

Pražský motoráček, automotrice diesel M 262.0 degli anni 50 sul Semmering di Praga
Il Semmering

Percorso del Pražský motoráček

Da Hlavní nádraží a Zličín attraverso la Prokopské Údolí.


Sostanzialmente, una volta lasciata Hlavní nádraží, il Pražský motoráček supera un tunnel di 1 km e quindi entra nella valle del Botič. Superato il noto ponte di ferro sulla Vltava, giunge a Smíchovské nádraží e poi a Žvahov. Da questa stazioncina ha inizio il Semmering vero e proprio, ovvero la parte che attraversa la Prochopské Údolí, la valle di Procopio (un giorno recupereremo il vecchio articolo su Praga 5).

Cosa è il “Semmering”

Semmering è una cittadina della Stiria e il suo nome è diventato emblematico nel lessico ferroviario (almeno in tutto l’ex Kaisertum). Si trova infatti oltre una vallata nella quale gli austriaci costruirono un complesso sistema di ponti ferroviari in pietra per poter permettere al treno di raggiungere la cittadina.

E proprio come nelle valli alpine della Stiria, anche qui, nella Prokopské Údolí, è stato costruito un ponte in pietra che domina buona parte della valle. Superatolo, godrete un nutrito gruppo di vedute di quella che – non solo per noi, ma anche per i praghesiè l’altra Praga. Al di la della Prokopské Údolí (che offre parecchia natura e paesaggi da brivido), infatti, si possono vedere quartieri meno conosciuti, fabbriche più o meno dismesse e anche rovine di castelli – o di qualcosa di simile.

Una volta giunti alla stazione di Praga Zlíčín, oltre a importunare i colleghi di cui sopra e farvi una birra con klobása alle 11.30, potete anche scegliere di tornare a casa con il tram numero 9, il cui capolinea è lì vicino.

Prezzi e biglietti: come viaggiare gratis con Lítačka sul Pražský motoráček

Se avete Opencard o Lítačka potete prendere questo treno (né più né meno di una Linka-S) gratuitamente, oppure fate il biglietto sul luogo. Altre informazioni sul sito della PID.

Orari del pražský motoráček

Alternative nei giorni feriali

La linea Praha hl.n. – Rudna nad Prahou offre soluzioni di trasporto nei giorni lavorativi.

Il Pražský motoráček è attivo solo durante il fine settimana. Nei giorni feriali invece è possibile prendere la linea Praha hl.n. – Rudna nad Prahou, che pure attraversa il Semmering praghese. Nel pomeriggio potete trovare un treno ogni ora.

Il mondo degli outsider: art brut italiano fotografato da Pavel Konečný a Praga

Istituto Italiano di Cultura a Praga: programma eventi per aprile 2016

Comunicato stampa e una cartella fotografica relativi alla mostra “Il mondo degli outsider” del fotografo Pavel Konečný, un collezionista ceco di art brut. L’esposizione, dedicata a dieci artisti italiani marginali e alle loro produzioni documentate nel corso di vari soggiorni in Italia dal 2011 al 2015, resterà aperta presso l’Istituto Italiano di Cultura di Praga fino al 28 febbraio 2017.

Una testimonianza figurativa delle visite a giardini originali, a cortili e abitazioni straordinarie che appartengono a vari artisti marginali e che rispecchiano fedelmente i loro destini travagliati, i loro ricordi vivi, le immaginazioni, i sogni e le aspirazioni. Il tutto inserito in ambienti assolutamente autentici ed espresso con un proprio linguaggio artistico, con opere talvolta definite come periferia dell‘architettura, della scultura o della pittura, ma rappresentate con un’insolita carica di poesia pura e di originalità. Le fotografie di Pavel Konečný (1949), un collezionista ceco di Art brut, cercano di documentare l’unicità e l‘originalità, la gioia sincera derivante dalla creazione artistica degli autori italiani spontanei, i cosiddetti outsider, che il collezionista ceco ha avuto occasione di incontrare durante i suoi viaggi in Italia dal 2011 al 2015. Spera di contribuire così ad attirare l’attenzione del vasto pubblico su questi esempi di creatività umana, di fantasia e di sogni fragili che si sono conservati, ma allo stesso tempo rischiano di sparire per sempre.

Il mondo degli outsider – profilo degli autori

Filippo Bentivegna (1888- 1967) è nato nella cittadina di Sciacca vicino ad Agrigento, in Sicilia. Probabilmente suo padre era un pescatore. Quando aveva circa diciotto anni, Filippo è emigrato in America e ha lavorato a Boston nei cantieri per la costruzione della ferrovia. Dopo una triste vicenda legata ad un amore non ricambiato e ad un infortunio alla testa, la sua vita è cambiata drasticamente ed è ritornato in patria, dove si è dovuto sottoporre a cure psichiatriche. Ha comprato un terreno alle pendici del monte Cronio dove ha potuto dar spazio alle sue ossessioni creando nei successivi cinquant’anni centinaia di teste umane in pietra. Nel 1968 Jean Dubuffet ha acquisito varie sue opere per la propria collezione. Nel 1974 la Regione Sicilia ha comprato il terreno aprendolo al pubblico.

Fiorenzo Pilia (1933) vive a San Sperate, in Sardegna. E‘ nato in una famiglia povera ed è cresciuto con altri sette fratelli. Il suo talento innato e la sua aspirazione alla creazione artistica si sono potuti sviluppare solo dopo sessant’anni di duro lavoro nei campi. La sua creatività si è manifestata improvvisamente (come lui stesso dice „per volontà divina“) nel dicembre del 1993, quando ha deciso di creare la sua prima statua e ha cominciato a realizzare il grandioso progetto del giardino „abitato“ da imponenti statue policrome aventi un tema in comune, ossia quello di celebrare la vita umana e soprattutto la donna come madre. Ai visitatori della sua galleria l’autore fornisce personalmente una spiegazione dettagliata che si conclude sempre con la visita alle viscere di un’enorme statua di donna nuda giacente, proprio laddove ha origine la vita umana.

Fellicu Fadda (1932), per l’anagrafe Rafael Fadda, vive nella cittadina sarda di Ghilarza, dove ha il suo laboratorio creativo su una superfice di vari ari vicino a casa su un terreno in leggera pendenza che crea un piccolo anfiteatro naturale. L’autore faceva il muratore, ma dal 1982 scolpisce qui le sue opere imponenti nella pietra basaltica. L’ampiezza dei motivi rappresentati nel suo teatro di pietra a cielo aperto è ammirevole. Accanto a temi biblici e sacri tratti dalla vita di Cristo, l’autore rappresenta le divinità antiche (Demetra). Fantasiosi temi erotici si alternano a richiami alla cultura megalitica. Il punto centrale del complesso è la grande torre nurago che l’autore ha collocato al centro del terreno come simbolo della passata grandezza della Sardegna.

Bartolomeo Mereu soprannominato Banana (1935) vive in Sardegna, nella sua casa vicino al porto di Cala Gonone non lontano da Dorgali, dove è nato. E‘ cresciuto in una famiglia di agricoltori con altri quattro fratelli. Ha smesso di andare a scuola dopo la terza elementare ed in età adulta ha frequentato vari corsi serali. Fino a diciannove anni ha aiutato i propri genitori con il lavoro nei campi e dopo è partito per cercare fortuna all‘estero lavorando dieci anni in Belgio ed in Germania. Quando è tornato nella natia Sardegna, ha comprato un bar che ha trasformato in gelateria gestendolo per ben trentanove anni. Cerca nella macchia pezzi di legno vecchio e ne ricava figure varie, teste e animali. Nel 2015 ha avuto la sua prima mostra a Dorgali.

Pietro Moschini (1923 – 2011) è nato a Tuscania, in Lazio, ed ha lavorato tutta la vita come agricoltore. I suoi genitori erano contadini analfabeti. Ha frequentato la scuola per sei anni, ma dopo ha dovuto smettere per aiutare il padre nei campi e per mantenere la famiglia. Ha lavorato la terra fino alla pensione. Ha scolpito la sua prima statua di legno nel 1952. Negli anni successivi ha creato alcune centinaia di opere di vario materiale (legno, sughero, corteccia, pietra vulcanica, marmo, cemento ecc.), con le quali ha riempito la propria casa nel centro di Tuscania, antica città etrusca. Nel 2014 la sua casa è stata trasformata in un piccolo museo.

Bonaria Manca (1925) è nata a Orune, in Sardegna, come penultima di tredici figli. Negli anni cinquanta la sua famiglia si è trasferita per motivi molto seri nell’antica città di Tuscania, nel Lazio settentrionale. Dal 1965 vive nella grande casa acquistata dalla sua famiglia e si dedica al pascolo delle pecore, al cucito ed ai lavori di casa rispettando la tradizione sarda. Nel 1968 si è sposata, ma il matrimonio non è durato molto. Dopo la morte della madre (1975) e dell’amato fratello (1978) Bonaria è entrata in una crisi che è sboccata nella separazione dal marito. Essendo rimasta sola, ha cominciato a cantare ed a dipingere i suoi ricordi dolorosi su tela, per poi passare alla decorazione delle pareti della propria casa, ricoprendole di pitture piene di poesia e mito.

Domenico Brizi (1925) vive a Piansano, vicino a Tuscania, nel Lazio. Lavorava a Roma come portiere ed aiutante presso i famosi studi di Cinecittà, ma in seguito è tornato al paese dedicandosi all‘agricoltura. Il suo giardino è diventato il luogo dove ha cominciato a mettere in pratica le sue capacità creative, soprattutto da quando è andato in pensione. Come prima cosa ha creato una piccola grotta scavata e scolpita nel tufo che usa come rimessa per gli attrezzi. Al momento crea ancora rilievi e statue di animali policromi e di figure umane. Purtroppo l’integrità del giardino riccamente decorato è messa in pericolo dall’acqua che filtra dalla strada sovrastante.

Girolamo Ricci (1931) è contemporaneamente scultore, intagliatore e pittore. Vive nel piccolo paese di Pievelunga, in Umbria. Ha lavorato duramente tutta la vita come agricoltore. Ha cominciato a manifestare le sue doti di arte spontanea soltanto quando è andato in pensione. Ispirato da un sogno, dopo la morte della moglie Liliana ha deciso di costruire nel giardino di casa sua una piccola cappella dedicata alla Madonna, decorandola con statue di pietra e cemento che ha realizzato da solo e che ha poi intensamente policromato. Integra le proprie statue con oggetti rinvenuti per caso, come ceramica e giocattoli. Intaglia nel legno anche figure umane e di animali, dpinge inoltre su materiali vari (porte, botti, assi, lamiere, tegole e altro ancora) prediligendo la raffigurazione della coppia uomo e donna.

Mario Andreoli (1928), ex ferroviere, vive a Manarola, uno degli stupendi paesi delle Cinque Terre, dove la sua famiglia possedeva un terreno in collina. Nel 1961 suo padre, poco prima di morire, gli ha chiesto di rinnovare la croce che un tempo si ergeva sulla cima del colle. Da quel momento l’anno di Mario si suddivide in due parti: la prima, da dicembre a gennaio, è dedicata alla realizzazione di scene sacre e storiche, alla costruzione di croci, palme, cammelli e pecore intorno al presepe mentre la seconda parte, nel periodo di Pasqua, è dedicata alla Via Crucis. Quando è andato in pensione, Mario ha comprato anche il terreno circostante ed oggi, su una superficie di 4000 metri quadri, si dipanano 8 km di cavi che portano corrente elettrica a più di 250 figure per un totale di 15.000 lampadine, le quali per quattro mesi all’anno illuminano il colle sopra Manarola che fa parte dell’area dichiarata patrimonio mondiale culturale e naturale dell‘UNESCO.

Angelo Stagnaro (1940) vive a Casarza Ligure. A otto anni ha cominciato a raccogliere e collezionare minerali desiderando farlo anche come lavoro. A sedici anni, però, ha dovuto smettere di studiare per motivi familiari ed ha dovuto cominciare a lavorare nei vicini cantieri navali di Riva Trigoso. Il suo sogno irrealizzato di avere un museo mineralogico ha trovato consolazione nella produzione scultorea. Le prime sculture di metallo ottenute da pezzi di ferro saldati assieme sono del 2000. Con un‘ossessione quasi assillante ha creato un piccolo giardino caleidoscopico con figure storiche e mitiche che portano i nomi di dèi antichi, ma anche quelli di persone famose che l’autore ha raffigurato in modo alternativo.

Lavoro a Praga: posizioni aperte in Wunderman (marketing, IT, project management)

Lavoro a Praga: tante posizioni aperte in Wunderman

Wunderman è un’azienda multinazionale che opera nel settore marketing, consulenza e advertising in oltre 60 paesi del mondo.

Wunderman a Praga: sedi e opportunità di lavoro a Smíchovské nádraží

Posizioni aperte a Wunderman Praga: annunci e requisiti

Ovviamente una buona conoscenza della lingua inglese è un requisito fondamentale per tutti i ruoli che vi proponiamo di seguito.

Maggiori dettagli sulle compentenze tecniche richieste le trovate all’interno di ciascun annuncio.


Ruoli marketing e operativi chiave

Social Media Manager, Purchase Order, CRM Specialist.

Social Media Manager
Gestione di community online


Purchase Order Specialist
Richiesta la conoscenza della lingua tedesca


CRM/Campaign manager
Gestione di campagne di direct marketing e analisi dei dati


Project Management e ruoli cross‑funzionali a Wunderman Praga

Project Management Office Analyst
Responsabile dell’implementazione e gestione di progetti, processi e budget.


Senior Software Developer
Sviluppatore software con almeno 6 anni di esperienza


Senior Front End Developer
Sviluppatore con esperienza di almeno due anni e conoscenza di Bootstrap, SASS e/o LESS, JavaScript.


Reporting & Insight Analyst with VB skills
Richiesta conoscenza avanzata di Excel


Drupal Developer
Esperienza di almeno due anni con Drupal e conoscenza di HTML5, CSS3, Drupal 7/8.


Posizioni IT a Wunderman Praga: developer e analyst

Czizincii: documentario sull’immigrazione in Repubblica Ceca all’IIC Praga

Istituto Italiano di Cultura a Praga: programma eventi per aprile 2016

L’Istituto italiano di Cultura ha il piacere di invitare alla proiezione del film “Czizincii” (Repubblica Ceca, 2016, 90′), un documentario dei registi Emanuele Ruggiero e António Pedro Nobre. Un ritratto sull’immigrazione in Repubblica Ceca dai primi giorni dopo l’invasione sovietica del ’68 fino alla recente crisi migratoria, caratterizzato sia da stranieri che hanno vissuto nel Paese dal 1969 ad oggi, sia dagli gli immigrati cechi che per motivi vari hanno vissuto all’estero.

Proiezione IIC Praga: data, orario e incontro con i registi di Czizincii

Al termine della proiezione, che si terrà il primo febbraio 2017, alle ore 17.30, nella Sala proiezioni dell´Istituto, sarà possibile confrontarsi con i registi.

trailer: https://goo.gl/WLlcj7

Contatti Istituto Italiano di Cultura Praga

Istituto Italiano di Cultura

Šporkova 14
118 00 Praga 1 (Rep.Ceca)
Email: [email protected]
https: www.iicpraga.esteri.it

A Praga si può fumare? Dove dopo il divieto 2024 nella Repubblica Ceca

Divieto di fumo in Repubblica Ceca: sarà presto realtà?
Dopo diversi anni di discussioni e dibattiti a favore e contro le misure proposte in relazione alla legislazione antifumo, sembra che la Repubblica Ceca avrà, fra pochi mesi (e come la maggior parte dei paesi dell’UE), una regolamentazione sul fumo nei locali.

La proposta di legge, approvata dalla camera dei deputati a dicembre, è stata approvata la scorsa settimana anche dal senato, il presidente della Repubblica Miloš Zeman ha già anticipato l’intenzione di non respingere la legge (il presidente ceco può opporsi a una legge approvata alle camere ponendo il suo veto, ma può farlo una sola volta).

Pertanto sarà proibito fumare nei cinema, durante i concerti al chiuso, nelle sale espositive e negli impianti sportivi chiusi (ovvero ai palazzetti del ghiaccio), non è nemmeno prevista l’introduzione di stanze separate per fumatori. Oltre a questo, la legge vieta completamente il fumo nei locali, non è stata infatti approvata la proposta secondo cui ogni locale avrebbe potuto decidere se dedicare uno spazio ai fumatori (che comunque non sarebbero stati serviti dal personale).

Il disegno di legge vieta anche il fumo l’uso delle sigarette elettroniche in ospedali, scuole, e centri commerciali, la vendita di sigarette nei distributori automatici (che però qui non abbiamo mai visto), a meno che la macchina non impedisca la vendita di tabacco ai minori (come in Italia, tramite tessera sanitaria).

Dove si può fumare a Praga: le eccezioni (beer garden, hospody, narghilè)

I beer garden come Riegrovy Sady invece non sono soggetti a divieto. Nei locali chiusi e nelle hospody invece sarà possibile fumare narghilè. Infine, non è stato approvato il divieto di fumo in auto alla presenza di bambini. Sono state infine aumentate le multe per la vendita di sigarette in luoghi non autorizzati o a minori – fino a 2 milioni di corone.

Quando entra in vigore il divieto di fumo: date e sanzioni per violazioni

Il disegno di legge dovrebbe entrare in vigore da maggio, in concomitanza con la Giornata mondiale senza tabacco, il 31.

Fonti – expats e ČT24

Camic gennaio 2017: previsioni economiche per la Repubblica Ceca

Camera di commercio Italo Ceca: pubblicata la newsletter del 15 luglio

Italia Praga One Way presenta la newsletter di gennaio della Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca (Camic) con le previsioni economiche per il 2017.

La newsletter è disponibile a questo link

Anno 2017: cosa ci aspetta?
Elezioni politiche, fine intervento sul corso della corona, ma anche la seconda ondata del Registro Elettronico degli Incassi. Eecco alcuni eventi attesi nel nuovo anno.

Codice edilizio di Praga tradotto in italiano

Codice edilizio di Praga Capitale tradotto in italiano

Iveco Czech Republic: un altro anno di record
Iveco Czech Republic di Vysoké Mýto: un altro anno di recordLa produzione di autobus ha superato nel 2016 i numeri da record storico dell’anno precedente, la società si conferma l’ottavo esportatore più grande del Paese

Alitalia e la campagna Global Sale

Ritorna la campagna Global Sale di Alitalia

Come insegnare italiano a Praga: l’esperienza di Erica Casu e Language Atelier

Italiani in Repubblica Ceca: Erica Casu, fondatrice di Language atelier

Incontriamo Erica Casu per l’appuntamento settimanale con Italiani in Repubblica Ceca. Erica ha fondato la scuola di lingue Language atelier assieme a Lorenzo di Bisceglie (Link a fondo pagina)

Ciao, anzitutto spiegaci come mai sei arrivata a Praga e di cosa ti occupi qui?

Ciao! Questa sarebbe una storia troppo lunga, perciò, per farla breve, diciamo che la ragione principale per cui sono arrivata qua è di tipo sentimentale, e ha origine in Spagna (!) non pochi anni fa. Faccio l’insegnante di italiano e gestisco la scuola Language Atelier insieme al mio collega Lorenzo.

Language Atelier: come nasce una scuola di lingue a Praga

Che cosa fai di preciso per Language atelier e come mai tu è Lorenzo avete deciso di fondare una scuola?

Per Language Atelier insegno l’italiano; organizzo i corsi delle altre lingue; gestisco le richieste di traduzioni; faccio promozione della nostra scuola ecc.. Credo che ciò che ci ha spinti a fondare la nostra scuola sia stato la voglia di avere un progetto da portare avanti a modo nostro, e anche la necessità di avere un’attività più stabile. Insegnare è un mestiere molto bello ma non sempre garantisce sicurezza.

Il clima ceco: quando la Sardegna manca (troppo)

Sei sarda: partendo dal fatto che preferirei un inverno in Russia piuttosto che stare un’ora d’estate lì, tu hai il problema climatico opposto? Come ti tiri su quando è nuvoloso o fa „freddo“?

Vivere a Praga da italiana: il shock climatico della Sardegna

Beh, devo dire che il clima mitteleuropeo non è certo il mio clima ideale. Amo il clima della Sardegna e ancora, quando scendo per le vacanze estive capita spesso che mi chieda chi me lo ha fatto fare Tuttavia, più che per il freddo in sé, sento la mancanza di luce. Già a fine gennaio comincio a sentirmi piuttosto giù di morale e, puntualmente, mentre mi interrogo su quali ragioni esistenziali ci siano dietro questo stato d’animo, scopro che semplicemente mi manca la luce del sole. Sono sarda, ognuno ha i suoi difetti!

Venendo all’attività di insegnante: cosa spinge i cechi a studiare le lingue straniere?

Questa è una cosa che stimo molto dei cechi: moltissimi parlano almeno una, perfino due lingue straniere. Anche chi comincia in età adulta ed è cosciente dello sforzo e del tempo che studiare una lingua richiede, ci si cimentano senza fare troppi complimenti. Probabilmente per alcuni, Studiare una lingua rappresenta una finestra sul mondo; per altri un mondo intelligente di passare il tempo libero, senza mai arrendersi al noi carissimo dolce far niente.

Corsi di lingue a Praga: inglese, francese, tedesco e italiano

Quali sono le lingue più richieste in generale e le lingue più richieste a Language Atelier?

Le lingue più richieste sono sicuramente l’inglese, il francese e il tedesco, ma anche l’italiano è abbastanza richiesto. Nell’ultimo anno, però, sono aumentate anche le richieste di corsi di ceco da parte di italiani, e questo non può che farci piacere.

Perché i cechi amano studiare italiano: il fascino dell’Italia

Che cosa poi, li spinge a studiare italiano?

I cechi amano l’Italia, la conoscono in lungo e in largo. La amano per le montagne e per il mare, ma soprattutto per lo stile di vita, a volte forse troppo idealizzato e stereotipato. Studiano l’italiano per piacere e per poter arrangiarsi quando viaggiano in Italia. Amano la melodia dell’italiano, che trovano una lingua bella e allegra. Inoltre, credo sia abbastanza di moda, quindi diciamo pure che “fa figo” studiare l’italiano.

Cosa rende un buon insegnante di italiano a Praga

Quali sono i punti chiave di un buon insegnante (di italiano in primis)?

Credo che un buon insegnante debba avere soprattutto empatia. Ogni studente è diverso, pertanto capire com’è la persona che ci si trova di fronte e, di conseguenza, trovare dei percorsi e degli argomenti interessanti, è importantissimo. Questo rende le lezioni un piacevole passatempo che stimola gli studenti e li spinge a continuare. Un insegnante di italiano diventa molto spesso un caro amico dei suoi studenti.

Imparare il ceco: l’errore di chi vive in Repubblica Ceca senza studiare

Tu invece parli ceco? E come ti poni nei confronti degli stranieri che dopo 5 anni non parlano ceco?

Io parlo il ceco, ma non benissimo. Continuo a studiare e non mi arrendo! Penso che sia un peccato e un errore non voler imparare la lingua del Paese in cui si vive. Si perde moltissimo perché non saremmo mai veramente integrati ma continueremmo a sentirci sempre al di fuori, sempre un po’ turisti.

Cosa consigli, infine, ai nuovi arrivati che vogliono imparare il ceco?

Nessuno vi dice che dovete parlare il ceco perfettamente. I cechi in primis si rendono conto della difficoltà della propria lingua. Il mio consiglio è di fare uno sforzo e non arrendersi. Non perdete tempo prezioso, cominciate subito! Impararlo è possibile se si vuole, e poi le sfide difficili sono quelle che ci danno più soddisfazioni!

Offerte di lavoro Repubblica Ceca per italiani: posizioni Grafton a Praga

interviste-italia-praga-one-way

Proponiamo anche questa settimana una serie di offerte di lavoro in Repubblica Ceca che richiedono la conoscenza della lingua italiana.

Requisiti lingua italiana e inglese: cosa serve per candidarsi

Ovviamente è necessario anche sapere la lingua inglese ad un livello medio-alto.

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Regional Procurement Associate speaking ITALIAN

Luogo: Praga
Requisiti: Lavoro di contatto con il pubblico e i clienti, contratto semestrale di partenza con stipendio 180 kč all’ora.
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LOGISTICS – Junior Planner with Italian

Luogo: Praga
Requisiti: Non &e richiesta alcuna competenza specifica se non le capacità di pianificazione
Maggiori informazioni


Regional Procurement Associate

Luogo: Praga
Requisiti: Richieste competenze in campo economico; ottima conoscenza della lingua inglese e italiana.
Maggiori informazioni


Le altre offerte della Grafton che prevedono l’italiano sono qui

Altre offerte di lavoro per italiani

Sei interessato ad altre posizioni? Consulta la nostra pagina dedicata a tutte le offerte di lavoro per italiani in Repubblica Ceca.

TUTTE LE OFFERTE DI LAVORO PER ITALIANI

21 cose che fanno impazzire gli abitanti di Praga: la psicologia dell’insider

Italiani a Brno: il collettivo Poldi Libri, casa editrice veneta con il cuore in Repubblica Ceca

Torna praghesi imbruttiti, dopo l’articolo sulle 30 cose che i praghesi non fanno, arriva quello sulle cose che fanno imbestialire gli abitanti di Praga. Ancora una volta l’ispirazione è Člichili e, anche in questo caso, ci siamo permessi libertà di modifiche e licenze poetiche rispetto l’originale.

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Infrastrutture a Praga che mandano in bestia: porfido, scale mobili e semafori

1) Il porfido – è dovunque! Niente scarpe col tacco o ballerine nella capitale ceca, solo stivali da ulano o scarpe da alpinismo

2) Usi di convivenza civile nella metropolitana. Se state fermi sulla scala mobile, state sempre sulla destra. Se la metro è piena e non dovete scendere, scendete comunque e fate defluire la massa di gente che deve scendere davvero. Altrimenti dopo il primo “S dovolením” (permesso) vi beccherete due o tre spallate che manco Jaap Stam alla Lazio.

3) Marciapiedi a Žižkov: i marciapiedi di Praga sono noti per essere sconnessi, gibbosi, fallosi e fallici (è una città collinosa, che ci puoi fare?). Aggiungete che a Žižkov gli abitanti NON raccolgono le cacche dei loro cani. Insomma, andate a Praga 3, fate 100 metri a piedi e capirete cosa vuol dire giocare a campo minato in 3D.

4) I semafori tra Legerova e Sokolova. Legerova e Sokolova sono le due strade che formano i 2 maxi incroci dietro a IP Pavlova. Per chi viene da fuori, si tratta di due strade a 4 corsie (ma ciascuna a senso unico) che incrociano una strada su cui transitano 4 linee di tram. In tutto questo, il verde per l’attraversamento pedonale dura 8 secondi.

5) Le Zone Blu. Praga 1, 2, 3, 7 e anche un bel po’ di Praga 4, 5, o 6. Ci sono solo parcheggi per residenti. E polizia a ogni incrocio.

6) Cantieri durante le vacanze. In estate almeno un quarto dei binari del tram di Praga è fuori uso a causa dei lavori di ristrutturazione. A rotazione. Dal 2006 (come minimo).

7) Via 5 maggio. Le due vie da 4 corsie di cui sopra, arrivate a Vyšehrad, si fondono in via 5 maggio (Ulice 5. května). Ha 8 corsie e vi porta dritti sull’autostrada Brno-Praga-Plzeň. C’è un problema. Il limite, su questa strada a 8 corsie, lunga 20 km, è 50 ALL’ORA!

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Tram e caos urbano a Praga: quello che fa impazzire i praghesi

8) Il tram 17. Un tram che spacca Praga da nord a sud, una tratta lunghissima. In linea di massima. A meno che non fermi nel capolinea di Vystavíště (praticamente a metà tragitto). Da qui dovete fare 1 km indietro verso la fermata normale. Soprattutto se state andando a Nádraží Holešovice per prendere un treno.

9) La ciclabile a Modřany. Traffico di pattini, pattini in linea, skateboard e biciclette che manco la 5a strada a Nuova York. Se siete pedoni è la fine.

10) “Vlak jede do vozovny XY”. Meno sapete il ceco e meglio stampatevi in testa questa frase, che a volte viene detta dalla “vocina del tram”. Significa che suddetto tram non va al suo solito capolinea, ma va in deposito. Ovvero va dove cazzo gli pare.blank

11) Le due Ikea. già basterebbe il nome dell’azienda. Aggiungete che per arrivare all’Ikea dovete arrivare a uno dei capolinea della metro gialla e prendere UN ALTRO autobus speciale.

12) Teste di cazzo in BMW. Qui mi dissocio da Chiličili. Il problema è della BMW, non di Praga.

13) Premiate profumerie 9 e 22. Salite su questi due tram, che assieme al 3 e al 17 sono i più frequenti. Sarà tutto chiaro!

14) Zone di svago e agglomerazione umana: Sulle náplavky trovi solo hipster e vegani (quindi occhio a mangiar carne), a Letná e Stromovka c’è un traffico simile a quello della ciclabile di Modřany, a Divoká Šárka rischi di pestare un chiodo ogni 10 metro. E poi la Ladronka, che andrebbe bene ma per noi ha un nome poco rassicurante.

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15) Bagni a pagamento nei McDonald’s. Ma proprio coi tornelli.

16) I “Nákupáky”. Detti anche OC. Per noi centri commerciali. Sono DOVUNQUE. Smíchov, Arkády, Tesco, fino al Palladium. Un incrocio tra la galleria dei borghesi e un centro di allevamento intensivo di pollame.

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17) Barboni e mendicanti, ma soprattutto quelli che raccolgono fondi per iniziative di carità.

18) Mezzi pubblici verso lo zoo. Bambini, bambini e ancora bambini.

19) Caffetterie per non fumatori (nel fine settimana). Vedi 18, solo che non stai andando da nessuna parte.

20) Piazza Venceslao dopo le 10. Solo gente che vuole rifilarvi sostanze di dubbia provenienza e qualità (e avete capito quanto Italia Praga one way sostenga la qualità e il km 0 su queste cose) o che vi invita a bordelli e affini. Occhio. Se vi sentono parlare italiano, cambiano lingua.

21) Gente che salta le code. No scusate. È un problema della nazione, non di Praga.

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