Kuoni assume Operations Executive a Praga: opportunità per italiani
Segnaliamo che l’agenzia Kuoni, stabilita a Praga, sta assumendo ora personale. La compagnia gestisce sistemi di prenotazione on line e fa servizi di coordinazione e customer service (sito qui).
L’ufficio Kuoni di Praga è attualmente alla ricerca di nuovi colleghi per far parte di due reparti maggiormente in crescita (prenotazioni di alberghi e prenotazione servizio). Al meglio si tratta di trovare persone già residenti a Praga, sicuramente i colloqui si svolgono di persona.
Posizioni aperte: Operations Executive, responsabile per l’elaborazione e la conferma di richieste ad alberghi/servizi, utilizzando sistemi in-house della società. La comunicazione durante il lavoro è in gran parte via telefono o e-mail.
Compiti
- monitorare, gestire modificare le richieste
- collegare, monitorare e comunicare con le parti interessate
- Negoziare con i fornitori per offrire tariffe esclusive e articoli ad hoc
Competenze necessarie?
- Lingua inglese (min. livello B2) + altra lingua straniera (Francese, tedesco, italiano, spagnolo o cinese mandarino)
- Istruzione secondaria
- ottime capacità di comunicazione scritta e verbale
- Conoscenza software Microsoft (Outlook, Excel, Word)
- Precedente esperienza in service desk è un grande vantaggio
- Capacità di lavorare sotto stress
- Esperienza nel settore turistico è un vantaggio
Competenze richieste: inglese B2+, software e esperienza nel turismo
Specifiche ulteriori
- Inizio ASAP
- Tempo pieno
- Contratto a tempo indeterminato
- Salario competitivo
- 25 giorni di vacanza
- 3 Sick day
- Training primi 7-14 giorni e ulteriori corsi di formazione per tutto l’anno
- Caffetteria
- Scheda Multisport Benefit
- Sconto prenotazione in albergo in tutto il mondo
- Eventi aziendali
- Possibile sviluppo di carriera della Società
Benefici e condizioni contrattuali del lavoro a Kuoni
Come candidarsi a Kuoni Praga: contatti diretti e requisiti
Email di contatto:
[email protected]
[email protected]
Sito:
www.kuonigrouptravel.com
Fecondazione assistita a Praga: costi, cliniche e normative ceche
Il turismo medico continua a crescere in Repubblica Ceca
Secondo uno studio effettuato dal Registro Nazionale della Riproduzione Assistita, negli ultimi anni la Repubblica Ceca ha osservato un forte incremento del numero di donne straniere che desiderano sottoporsi a un trattamento per la fecondazione assistita e che per questo motivo decidono di affidarsi alle cliniche ceche.
Cosa vedere a Plzeň: la città ceca oltre la Pilsner Urquell
La prima cosa che viene in mente quando nominiamo la città di Plzeň è la Pilsner Urquell, birra la cui fabbrica risiede proprio nella città ceca.
Ma c’è dell’altro: Plzeň è infatti un centro di elevato interesse culturale ed artistico. La sua storia iniziò nell’anno 1000 come teatro di scontri e battaglie, ma fu solo nel 1295 che, grazie a Venceslao II di Boemia, suo fondatore, divenne una vera e propria città.
Roxy e NOD Praga: i due volti della Dlouhá tra live music e arte

In questo articolo trattiamo non uno, ma due locali che funzionano in stretta sinergia, infatti uno si trova al primo piano e l’altro nel seminterrato dello stesso edificio: il NOD e il Roxy.
L’edificio si trova nella centralissima Dlouhá ulice (via lunga), a due passi da Piazza della Città Vecchia. Dlouhá è un autentica istituzione della movida praghese, poiché raccoglie non meno di 5 discoteche in 100 metri.
Eventi gennaio 2017 dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga
Ecco il programma degli eventi di gennaio 2017 organizzati dall’istituto italiano di cultura di Praga.
Metro Jinonice chiusa 7 mesi: chiusura e alternative bus
Chiusura metro Jinonice: 7 gennaio – 7 agosto 2017
Lavori di ricostruzione DPP: cosa comporta la chiusura della metro
I 2.000 castelli della Repubblica Ceca: guida completa divisa per regione
italia praga one way vi porta alla scoperta di tutti i castelli della Repubblica Ceca, uno dei paesi con la più alta concentrazioni di fortificazioni al mondo.
Divisi per regione andremo a conoscere uno ad uno tutti i castelli che popolano questa nazione: sono circa 2.000.
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Struttura della guida: foto e schede per ogni fortezza
Quanti castelli ci sono nella Repubblica Ceca?
Dedicheremo una gallery per ciascuna regione inserendo almeno una foto per castello. Confidiamo di riuscire a recuperne almeno una per ciascuna fortificazione.
Le 14 regioni della Repubblica Ceca con castelli: elenco e divisione amministrativa
Ecco come saranno divisi gli articoli (anche se non sarà questa la successione esatta):
- Praga (Hlavní město Praha)
- Boemia meridionale (Jihočeský kraj)
- Moravia meridionale (Jihomoravský kraj)
- Karlovy Vary (Karlovarský kraj)
- Hradec Králové (Královéhradecký kraj)
- Liberec (Liberecký kraj)
- Moravia-Slesia (Moravskoslezský kraj)
- Olomouc (Olomoucký kraj)
- Pardubice (Pardubický kraj)
- Plzeň (Plzeňský kraj)
- Boemia centrale (Stredoceský kraj)
- Ústí nad Labem (Ústecký kraj)
- Vysočina (Kraj Vysočina)
- Zlín (Zlínský kraj)
Buona lettura e buon divertimento!
Capodanno a Praga: fuochi d’artificio dal metronomo di Letná
I botti e i fuochi di capodanno sono una tradizione diffusa in tutto il mondo. Praga non è da meno, anzi potrete vedere i fuochi in tutti i luoghi classici, da Staroměstské náměstí al Castello.
Quello che è un po’ più singolare è il fatto che a Praga potete vedere i fuochi anche la sera del primo gennaio.
Il Battaglione Nazdar: quando i cecoslovacchi combatterono per l’Italia
La storia dei disertori cecoslovacchi che durante la prima guerra mondiale furono riuniti in una Legione dell’esercito italiano – furono talmente tanti che un intero battaglione venne rinominato come Nazdar.
L’importante presenza della comunità italiana in Repubblica Ceca è un fatto ormai assodato, (altrimenti non saremmo qui a scrivere in un sito come questo, peraltro), tuttavia è importante capire che non sono sempre stati solo i legami commerciali a costituire i fili che legano la storia italiana alla storia ceca, ed ancor prima.
Si potrebbe andare indietro di secoli, per trovare i primi contatti tra le due culture, tuttavia qua mi limiterò ad un episodio storicamente vicino, e fondamentale per la storia dei popoli ceco e slovacco. Il 1918.
Quando Tomas G. Masaryk, primo presidente della Repubblica Cecoslovacca, proclamò l’esistenza dello Stato stesso, lo fece da un ufficio di Parigi, più precisamente al numero 10 di Rue Bonaparte, che ancora oggi accoglie l’istituto di Cultura Ceco (Český Dům). Tuttavia, non tutti i cechi erano in Francia, in quel momento. Una nutrita schiera, infatti, era stata trasferita nei dintorni di Foligno.
Come i cechi finirono prigionieri in Italia: dall’Austro-Ungheria a Foligno
La risposta è semplice: come prigionieri di guerra. L’Impero austro–ungarico infatti arruolava tra le sue file tutti coloro che fossero nati nei territori dell’impero, e poiché Boemia e Moravia non facevano eccezione, cechi e slovacchi furono costretti a servire tra le file dell’Imperatore Francesco Giuseppe.
Tuttavia, qui, la storia si complica.
Dal Battaglione Nazdar francese alla Legione italiana: un riconoscimento politico tardivo
Allo scoppio del conflitto, moltissimi cechi e slovacchi erano emigrati in altri paesi, un nutrito gruppo, ad esempio, in Francia. E fu qui che essi videro la possibilità di colpire l’Impero che opprimeva la loro terra, arruolandosi come volontari nella Legione Straniera.
La quantità di cecoslovacchi che servirono nella Legione è talmente impressionante che un intero battaglione venne rinominato come Nazdar, ed era composto esclusivamente da figli della Boemia e della Moravia. Distintosi in combattimento sul fronte occidentale, il Battaglione Nazdar combatté al fianco delle truppe francesi sotto il tricolore della République, senza mai ottenere un riconoscimento politico nonostante gli sforzi compiuti.
Milan Rastislav Štefanik e il primo esercito cecoslovacco: il riconoscimento dalla Legione italiana
Lo slovacco Štefanik, astronomo, pilota, soldato e diplomatico, compì numerosi viaggi nel bel paese cercando di spingere le autorità politiche, ed il re, ad addestrare e portare al fronte le migliaia di truppe cecoslovacche. Queste, una volta giunte sul fronte italiano, si erano arrese in massa, abbandonando l’Austria–Ungheria, e formando la “Legione italiana”.
Dopo innumerevoli viaggi, scambi di note diplomatiche, discorsi in parlamento, e strette di mano, Štefanik riuscì ad ottenere qualcosa di unico. Il riconoscimento della Legione italiana sotto autorità del governo Cecoslovacco in esilio a Parigi. Il primo esercito della Cecoslovacchia, quindi, fu istituito in Italia. Vide il suo battesimo di fuoco nel 1918, proprio sui nostri monti, sulle nostre linee. I soldati cecoslovacchi combatterono con uniformi italiane, ed un nastro bianco e rosso sulla giubba.
Alcuni dipinsero sugli elmetti il leone di Boemia. Combatterono con audacia ed abnegazione, anche perché era risaputa la punizione per i disertori nell’Impero austro – ungarico: l’impiccagione. E fu questo il triste epilogo di un gruppo di soldati cecoslovacchi caduti in mano agli austriaci a Trento, nel 1918. Ancora oggi una targa commemorativa ricorda la tragica fine del gruppo. I soldati cecoslovacchi combatterono con coraggio e passione, tentando di infliggere una dura sconfitta al nemico, per poter tornare nella loro terra da uomini liberi, figli di una Repubblica indipendente.
Un episodio in particolare ricorda l’importanza del legame tra i due paesi, da questo punto di vista.
Dicembre 1918. La guerra è ormai al termine, ed in Europa imperversano fame, miseria e dolore dopo quattro anni sanguinosi e terribili. A Parigi hanno inizio le primissime trattative di fine conflitto, e nessuno immagina le condizioni difficili in cui gli equilibri dell’Europa saranno costretti per i successivi vent’anni.
Masaryk, in quel cupo clima di incertezza, prende il treno, lasciando Rue Bonaparte, e scende a Padova, dove un reggimento appena tirato a lucido, con al petto lucide medaglie conquistate col sangue sul fronte italiano, attende, in marziale rigore. Al presidente Masaryk, vengono per la prima volta introdotti questi soldati. I suoi soldati. Uomini che, attraverso le sue parole, hanno trovato la forza di combattere per la loro terra, anche se con uniformi italiane. Pochi giorni dopo, Masaryk entra a Praga per la prima volta da presidente. A scortarlo nella sua marcia trionfale, una fila di soldati. I legionari d’Italia: i primi soldati della Repubblica Cecoslovacca.
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