Dopo anni di progetti volti a completare la ristrutturazione di Piazza Venceslao a Praga, la capitale ceca sembra finalmente essere in vista di una soluzione.
Il progetto ha ricevuto l’ok della giunta di Praga 1.
Pedonalizzazione parziale e modifiche al layout
Secondo il piano, metà della piazza diventerà completamente pedonale e vengono previste anche delle modifiche nella parte inferiore della piazza, ovvero quella compresa tra il New Yorker e la linea dei tram.
Inoltre, secondo l’articolo del periodico Reflexche ci avete segnalato, il progetto ha ricevuto anche il permesso di avvio dei lavori che per il 2018.
Costo ricostruzione: -200 milioni di corone tra Můstek e via Vodičková
Nella piazza saranno però inseriti nuovi alberi, panchine e fontane.
Fase 2 della ricostruzione: la parte superiore di Piazza Venceslao
Non appena il progetto otterrà il timbro finale, il comune intende eseguire anche la preparazione per la ricostruzione della parte superiore della piazza.
Praga, come ben sapete, ha una vita notturna e tunzettara molto viva, i locali si sprecano e la scena pullula di DJ, più o meno underground. Tra i vari eventi regolari della stagione praghese, non possiamo non citare il Balkan Bashavel, manifestazione che abbiamo seguito fin dai suoi inizi.
Chi sono i MALALATA: il duo slovacco di Balkan Bashavel
Musica Bregović, reggae e dance: il suono del Balkan
Il fulcro di questa serie di eventi, basati su uno strano misto di musica alla Bregović, reggae e dance, è il duo MALALATA, ovvero i dj slovacchi Roman Lalík a Jakub Kmošena.
Dove e quando: Balkan Bashavel nelle venue praghesi e oltre
Il duo, e diversi altri gruppi che hanno dato vita al Balkan, hanno iniziato suonando soprattutto nei locali di via Krymská (ve li presenteremo). Ora invece il Balkan si svolge in luoghi sempre più grandi, come il parco di Stromovka d’estate e la Kulturní sportovna in via Radlická (alla metro di Anděl), e anche fuori Praga (Brno, Slovacchia e Polonia).
Italia Praga One Way incontra oggi Matteo Mariani, segretario generale della Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca (Camic).
Camic: Camera italiana a Praga
Fondata a Praga nel 2001, Camic è un ente no profit che svolge attività di networking e servizi di promozione commerciale delle aziende associate, agevolando l’accesso delle imprese italiane al mercato ceco. Raggruppa un numero significativo di associati, in particolare imprenditori italiani che operano sul mercato ceco. Nel 2003 Camic viene riconosciuta come Camera italiana all’estero dal Ministero dell’Industria e del Commercio ceco e dal Governo italiano attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico, allora Ministero delle Attività Produttive.
Imprese italiane a Praga: professionalità, capitali e mentalità ceca
Lei lavora per la Camic da 10 anni durante i quali avrà visto molte aziende italiane arrivare a Praga. Riuscirebbe a identificare qualche elemento comune che distingue quelle che non riescono ad “attecchire” da quelle che invece che hanno avuto successo?
Dal 2007 il contesto è cambiato notevolmente. Il mercato attuale, nel bene e nel male, è più maturo. Fino a qualche anno fa, diciamo prima della famosa crisi, le maglie erano più ampie e l’asticella più bassa. Oggi per avere successo e continuità, in ogni settore, servono professionalità e capitali. Esattamente come in Italia. Un altro aspetto molto importante è capire la ČR e i cechi. La mentalità, gli usi e le prassi ceche sono diverse da quelle italiane e l’impatto può essere demotivante, se non devastante. Prima ci si immerge nel contesto e ci si integra, e prima si riesce a trasmettere e comunicare il proprio modello.
Settori italiani leader a Praga: immobiliare, tessile, automotive
Quali sono i settori imprenditoriali dove sono maggiormente presenti gli italiani?
L’Italia è presente in tutti i settori, dal manifatturiero ai servizi, dal commercio alla ristorazione. Anche in ambito industriale, vi sono eccellenze in diversi comparti, come il tessile, la meccanica, l’automotive o l’agroalimentare. Nel settore bancario e assicurativo vantiamo leader di mercato come Unicredit e Generali. Accanto ai grandi nomi internazionali, vi sono poi centinaia di imprenditori, che hanno riprodotto anche a Praga il classico modello italiano di piccola e media impresa, anche famigliare. Nella capitale, ad esempio, siamo tra i leader indiscussi nel settore immobiliare, anche con importanti riconoscimenti a livello nazionale, in particolare nella ristrutturazione e recupero di edifici storici e di pregio.
Appalti pubblici e autostrade: la nuova frontiera italiana in Repubblica Ceca
Esistono ancora dei settori poco “frequentati” dagli italiani che offrirebbero opportunità interessanti?
Storicamente gli italiani non si sono confrontati con i grandi appalti, o lo abbiamo fatto meno degli altri grandi paesi. Ma anche questo sta cambiando. Nell’ultima tornata di prequalifiche per la costruzioni di una serie di tratti autostradali, per la prima volta si sono presentate diverse nostre aziende. Un ingresso in questo senso sarebbe indubbiamente strategico.
Internazionalizzazione italiana: strategia di mercato, non fuga di capitali
Cosa risponderebbe a chi vi accusa di favorire la delocalizzazione e la fuga di capitali all’estero dall’Italia?
Rispondo che non è molto aggiornato. Quella italiana è un’economia matura, siamo la seconda manifattura d’Europa e il costo del lavoro è relativamente alto. Per conquistare quote di mercato all’estero, bisogna uscire di casa. Le distanze sono importanti e molti grandi committenti prendono in considerazione solamente fornitori di prossimità. Un settore per tutti, l’automotive. Per mantenere la propria competitività, è necessario essere internazionali. E questo non vuol dire esclusivamente vendere all’estero, ma anche essere all’estero, perché alcuni mercati non sono conquistabili dall’Italia. Una buona strategia può essere quindi diversificare le produzioni per i vari mercati. Posso fare l’esempio di un nostro socio, leader nella produzione di capsule in metallo per l’industria alimentare, che con l’apertura di uno stabilimento in Repubblica Ceca, dedicato al mercato centro-europeo, in particolare tedesco, ha potuto potenziare la produzione in Italia e battere sul mercato interno il loro più grande competitor americano. In pratica, delocalizzando hanno riconquistato il mercato italiano, escludendo gli americani.
Come sono cambiati gli italiani e le loro aziende che arrivano a Praga in questi ultimi anni?
Prima Praga era una meta ambita da professionisti ma anche da cercatori di fortuna. Arrivava di tutto. Oggi c’è una selezione naturale molto forte e non c’è più spazio per chi improvvisa. Da un lato c’è meno vivacità, dall’altro si può considerare sicuramente un contesto migliore da un punto di vista imprenditoriale. Ma questo è un discorso generale, che riguarda tutti, italiani inclusi.
Quanti soci avete? Sono tutti italiani? E in generale esiste una stima di quante aziende italiane o a capitale misto italiano sono attive in ČR?
Attualmente abbiamo 370 soci e il nostro obiettivo è incrementare questo numero. Crediamo molto nel ruolo della nostra associazione e i soci ci danno riscontri positivi. Fare stime è difficile, perché non esistono registri ufficiali e perché molti imprenditori hanno più società, soprattutto nel settore commerciale e immobiliare. Si parla di 1500-2000 imprenditori, inclusi i piccoli e i piccolissimi. Ma è un numero basato su mere stime, quindi va preso con assoluta cautela.
Gli italiani che vivono qui si rendono ben conto di quanto funzioni bene questo paese. Perché il nostro è invece fermo da più di 10 anni? E’ possibile prendere qualche lezione dalla ČR?
La Repubblica Ceca non è il paradiso, ma siamo tutti concordi nel dire che funziona molto bene. Evito di fare analisi su cosa non vada in Italia, perchè credo che sia un discorso molto complesso, e probabilmente non spetta nemmeno a me fare questo tipo di valutazioni. Quello che invidio di più – in senso buono – alla Repubblica Ceca è la capacità di programmare, anche a livello politico. Le grandi linee strategiche vengono mantenute nel medio periodo, nei 10-20 anni. La riforma fiscale, la legge sugli incentivi agli investimenti, la strategia sui fondi strutturali, sono state create 10, 15 o 20 anni fa e non sono state stravolte dai vari governi, che anche qui si sono alternati. La ČR ha deciso ad esempio di non puntare sull’attrazione di investimenti a basso costo, perché la ČR non è un paese a basso costo. Sin dal primo ciclo di fondi strutturali, programmato nel 2005-2006, ha puntato invece su investimenti ad alto valore aggiunto, finanziando solo questi, con criteri molto rigidi e selettivi. Una strategia seria, che ha pagato e molto. All’Italia questo manca, i piani sono sempre momentanei e spesso vengono rivoluzionati ancora prima che abbiamo potuto dare i primi frutti. Una strategia Paese è importante nel turismo, nella scuola, nello sviluppo economico.
I cechi in generale amano l’Italia per la sua cultura, gastronomia, turismo, arte. Però tendevano a non fidarsi troppo degli italiani nel business. È cambiata questa diffidenza?
Assolutamente. Credo che gli italiani abbiano una buona fama attualmente. Lo dimostrano anche i numeri, visto che l’interscambio tra i due paesi ha superato gli 11 miliardi di euro quest’anno, segnando un +20% in due anni. Sono ritmi di crescita decisamente superiori alla media con gli altri paesi.
Infine una domanda più leggera: per gli italiani che vivono qui a Praga ormai manca poco dell’Italia, clima a parte, ma molti sentono la mancanza di un vero e proprio bar all’italiana. Perché nessuno lo ha mai aperto e quali chance avrebbe un progetto del genere?
Qualcuno lo ha aperto, magari con qualche contaminazione centro-europea, ma cosi come lo concepiamo noi italiani a mio avviso ha poche chance. Semplicemente perché il concept del bar non è così internazionale come può essere ad esempio la pizzeria. Il bar è prettamente italiano e i suoi ricavi si basano su abitudini esclusivamente italiane: la colazione dolce in piedi, l’ennesimo caffè al bancone, il tramezzino al tonno, la gazzetta dello sport, l’aperitivo e l’apericena (perdoni l’espressione!). Gli stranieri, inclusi i cechi, non hanno queste abitudini e la comunità italiana non è così estesa o cosi altamente concentrata in un’area da garantire un flusso sufficiente di clienti. E quindi di ricavi. Comunque se dovesse aprirlo lei, me lo dica, perché il bar manca molto anche a me!
(PS: Un nome per il bar lo faccio: anche se non ha tutte le specifiche definite qui sopra, il Simply U Kravaty 2 di Luca Magnago (intervista qui) ci va piuttosto vicino)
Segnaliamo che l’agenzia Kuoni, stabilita a Praga, sta assumendo ora personale. La compagnia gestisce sistemi di prenotazione on line e fa servizi di coordinazione e customer service (sito qui).
L’ufficio Kuoni di Praga è attualmente alla ricerca di nuovi colleghi per far parte di due reparti maggiormente in crescita (prenotazioni di alberghi e prenotazione servizio). Al meglio si tratta di trovare persone già residenti a Praga, sicuramente i colloqui si svolgono di persona.
Posizioni aperte: Operations Executive, responsabile per l’elaborazione e la conferma di richieste ad alberghi/servizi, utilizzando sistemi in-house della società. La comunicazione durante il lavoro è in gran parte via telefono o e-mail.
Compiti
monitorare, gestire modificare le richieste
collegare, monitorare e comunicare con le parti interessate
Negoziare con i fornitori per offrire tariffe esclusive e articoli ad hoc
Competenze necessarie?
Competenze richieste: inglese B2+, software e esperienza nel turismo
Lingua inglese (min. livello B2) + altra lingua straniera (Francese, tedesco, italiano, spagnolo o cinese mandarino)
Istruzione secondaria
ottime capacità di comunicazione scritta e verbale
Conoscenza software Microsoft (Outlook, Excel, Word)
Precedente esperienza in service desk è un grande vantaggio
Capacità di lavorare sotto stress
Esperienza nel settore turistico è un vantaggio
Specifiche ulteriori
Benefici e condizioni contrattuali del lavoro a Kuoni
Inizio ASAP
Tempo pieno
Contratto a tempo indeterminato
Salario competitivo
25 giorni di vacanza
3 Sick day
Training primi 7-14 giorni e ulteriori corsi di formazione per tutto l’anno
Caffetteria
Scheda Multisport Benefit
Sconto prenotazione in albergo in tutto il mondo
Eventi aziendali
Possibile sviluppo di carriera della Società
Come candidarsi a Kuoni Praga: contatti diretti e requisiti
Il turismo medico continua a crescere in Repubblica Ceca
Secondo uno studio effettuato dal Registro Nazionale della Riproduzione Assistita, negli ultimi anni la Repubblica Ceca ha osservato un forte incremento del numero di donne straniere che desiderano sottoporsi a un trattamento per la fecondazione assistita e che per questo motivo decidono di affidarsi alle cliniche ceche.
Fecondazione eterologa: normativa e flussi di pazienti verso la Repubblica Ceca
L’esodo delle coppie italiane per i trattamenti di fecondazione eterologa in Repubblica Ceca.
Molte coppie che, pur impossibilitate a procreare in maniera naturale o tramite la fecondazione assistita omologa, desiderano comunque avere un figlio, decidono di ricorrere a tecniche di tipo eterologo in Paesi stranieri, come in Repubblica Ceca. Il costo per ogni trattamento si aggira intorno ai 3 – 4 mila euro.
Ovodonazione e quadro legale ceco
La legge locale consente l’ovodonazione: nella maggioranza dei casi (99%) le donne ceche sono le donatrici di ovuli.
In Repubblica Ceca è inoltre consentita la diagnosi pre-impianto utile ad escludere malattie genetiche o ereditarie.
Gli embrioni non trasferiti possono essere congelati.
Cliniche per la fecondazione assistita a Praga e in Repubblica Ceca
In maniera proporzionale in Repubblica Ceca sta inoltre aumentando nel tempo il numero dei centri registrati per la fecondazione assistita: 40 al momento, contro i 26 che si contavano nel 2007.
L’accesso alle tecniche è consentito alle coppie eterosessuali sposate o conviventi. Sono escluse dal trattamento le donne single e le coppie omosessuali.
La prima cosa che viene in mente quando nominiamo la città di Plzeň è la Pilsner Urquell, birra la cui fabbrica risiede proprio nella città ceca.
Plzeň: storia e cultura tra medioevo e rinascita
Ma c’è dell’altro: Plzeň è infatti un centro di elevato interesse culturale ed artistico. La sua storia iniziò nell’anno 1000 come teatro di scontri e battaglie, ma fu solo nel 1295 che, grazie a Venceslao II di Boemia, suo fondatore, divenne una vera e propria città.
Durante i secoli Plzeň venne più volte assediata: dagli hussiti, dagli svedesi e infine dai nazisti durante la II guerra mondiale.
Un gioiello a un’ora da Praga
Per chi risiede in Repubblica Ceca da un po’ di tempo, una visita è d’obbligo: si tratta di un piccolo gioiello a poco più di un’ora da Praga, a cui vale la pena dedicare un weekend.
Náměstí Republiky e la Cattedrale di San Bartolomeo
Il campanile della cattedrale è il più alto della Repubblica Ceca.
Il cuore della città si trova in Náměstí Republiky, una bella piazza circondata da palazzi gotici e rinascimentali, nel cui centro sorge la Cattedrale di San Bartolomeo, costruita in stile gotico tra il 1295, anno della fondazione della città, e il XVI secolo, che vanta il campanile più alto della Repubblica Ceca (102,3 metri).
Sul lato orientale del cancello della cattedrale sono raffigurate ventinove teste d’angelo dorate: la leggenda popolare consiglia di accarezzarne uno in particolare come portafortuna per un prospero futuro. L’angelo portafortuna è facilmente riconoscibile, essendo esso il più “consumato” (e accarezzato) tra tutti.
All’interno della piazza è anche possibile ammirare la Colonna della Peste, commissionata allo scultore Christian Widmann nel 1681 dagli abitanti scampati alla terribile epidemia, che raffigura nella statua della Vergine nella parte superiore e una composizione scultorea raffigurante i Santi nella parte inferiore della rappresentazione.
Allontanandoci non troppo dalla piazza centrale, vale la pena dedicare una visita al Plzeň Historical Underground, una rete di corridoi e pozzi scavati nel XIV secolo sotto il reticolo urbano che, attraverso un percorso suggestivo si snodano per 14 chilometri (durante la visita ne viene percorso circa solo uno) sotto la superficie della città. Un casco protettivo viene obbligatoriamente fornito ad ogni visitatore. È sconsigliata la visita a chi soffre di claustrofobia.
Scoprire la storia della birra ceca
Visita alla Pilsner Urquell e Brewery Museum: come scoprire la storia della birra ceca
Nella stessa area troviamo inoltre il Brewery Museum, dedicato non solo ad appassionati ma anche a chi vuole saperne di più sulla storia e sulla produzione della birra dall’antichità ad oggi. Al suo interno sono stati ricreati gli ambienti di produzione e consumo ed è esposta una collezione di calici e bicchieri, alcuni anche molto antichi. L’ingresso costa 90kč ed è inoltre possible richiedere all’ingresso un opuscolo informativo in lingua italiana.
La grande attrazione della città è però laPilsner Urquell Brewery, la “Fabbrica della Birra”. Aperta nel 1842 ai tempi dell’Impero Austro-Ungarico, è raggiungibile a piedi dalla piazza centrale in dieci minuti circa ed è riconoscibile per l’ingresso monumentale che accoglie i visitatori. È possibile prenotare ed effettuare visite in inglese, della durata di circa un paio d’ore. Durante il percorso guidato vengono spiegati i vari passaggi della produzione della birra e mostrati tutti i locali di produzione, dalla sala cottura al reparto per l’imbottigliamento, dalle cantine alla zona assaggi fino al cinema panoramico. Nel biglietto d’ingresso (costo: 200kč) è inclusa la degustazione di una birra da 0.3 l non filtrata, spillata direttamente dalla botte nelle fredde cantine (5-7 °C) del museo.
La Grande Sinagoga di Plzeň: la seconda sinagoga più grande d’Europa
Assolutamente da vedere è infine la Grande Sinagoga, la seconda in Europa per grandezza, che presenta una cupola a cipolla tipica delle chiese russe ed un soffitto in stile arabo. La sala centrale è spesso usata per concerti, mentre le pareti vengono adibite a mostre fotografiche. Il culto viene invece praticato in quella che una volta era la sala di preghiera invernale. Realizzata in stile romantico e neo-rinascimentale da Emmanuel Klotz con due torri gemelle di 45 metri di altezza ciascuna, venne costruita in maniera differente rispetto a quello che fu il primo progetto di sinagoga gotica con torri più alte (65 metri) dell’architetto austriaco Fleischer. Iniziata nel 1888, si salvò dalla guerra per essere stata utilizzata come deposito di stoccaggio, ma fu purtroppo abbandonata al suo destino durante la Shoah. Lo stesso avvenne durante il periodo comunista, durante il quale la sinagoga venne lasciata cadere in rovina. Solo un restauro successivo, effettuato nel 1998, la rese nuovamente agibile.
Non fatevi ingannare dall'austerità dell'ingresso, lo abbiamo messo solo per aiutarvi a trovare i luoghi
NOD e Roxy: due locali in sinergia
In questo articolo trattiamo non uno, ma due locali che funzionano in stretta sinergia, infatti uno si trova al primo piano e l’altro nel seminterrato dello stesso edificio: il NOD e il Roxy.
Dlouhá ulice: il cuore della movida praghese
L’edificio si trova nella centralissima Dlouhá ulice (via lunga), a due passi da Piazza della Città Vecchia. Dlouhá è un autentica istituzione della movida praghese, poiché raccoglie non meno di 5 discoteche in 100 metri.
Il Roxy
Di queste però, il Roxy è l’unica abbastanza grande (e lo è parecchio) per potervi ospitare eventi live, che si susseguono con un ritmo impressionante. Ovviamente la fa da padrone l’elettronica, dalla house alla drum n bass, negli ultimi anni vi si sono esibiti artisti del calibro di Paul Kalkbrenner e Sven Väth. Molto interessanti però anche i (molto più rari) concerti di artisti provenienti dalla branca più sperimentale del metal, da Devin Townsend ai Between the Buried and Me.
Il NOD, con il caratteristico megafemore (che d’estate viene appeso sopra la via)
NOD: caffé hipster con galleria d’arte contemporanea
Il NOD invece è il tipico esempio di caffé hipster, a cui è legato anche una galleria artistica, dove le mostre, spesso di installazioni, si alternano ogni mese o ogni due mesi. Elemento non da poco, il caffé al NOD è buono.
Mostra d’arte contemporanea dedicata a 16 giovani fotografi italiani Il tema comune dei lavori esposti riguarda la “street photography”, la fotografia di strada con i soggetti ripresi in situazioni reali e spontanee per raccontare ed evidenziare alcuni aspetti della società. Organizza la Fondazione Eleutheria in collaborazione con l’Istituto. Dall’8 dicembre 2016 fino al 20 gennaio 2017 Orario di apertura: lunedì, martedì, mercoledì e giovedì, ore 9.00-13.00 / 14.00-16.00; venerdì, ore 9.00-14.00
Su iniziativa di Magdalena Kracík Štorkánová, il progetto riunisce varie personalità artistiche col fine di documentare nel corso di un anno l’evoluzione dei singoli percorsi di ricerca in diversi contesti nazionali ed europei. Partecipano: Magdalena Kracík Štorkánová (Repubblica Ceca) – mosaico; Orodé Deoro (Italia) – scultura e performance; Anita Bartos (Austria) – collage; Lea Stefan Ruppert (Austria) – improvvisazioni e Stephen Filípek (Repubblica Ceca) – musica. Organizza l’associazione Art a craft Mozaika z.s., in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Praga, il Forum Austriaco di Cultura, il Museo della Città di Ústí nad Labem, la Galleria dei cristalli cechi di Praga, il birrificio di Únětice e l’Accademia di Belle Arti di Praga.
Il primo incontro si terrà il 17 gennaio 2017, alle ore 17.00, nella Galleria dei cristalli cechi di Praga (Bartoškova 26, Praga 4).
Il secondo appuntamento è in programma il 3 marzo 2017, alle ore 17.00, nei locali del Museo della città di Ústí nad Labem (Masarykova 1000/3, CZ)
Mostra fotografica di Pavel Konečný “Il mondo degli outsider”
Inaugurazione evento all’Istituto Italiano di Cultura
Giovedì 19 gennaio 2017, ore 18.00, loggiato del 1° piano dell’Istituto Italiano di Cultura
Le fotografie di Pavel Konečný (1949), un collezionista ceco di art brut, documentano l’unicità, l’originalità e la gioia derivanti dalla creazione di autori non professionisti, i cosiddetti outsider. L‘autore della mostra già da molti anni si occupa di questo tipo di produzione artistica.
Inaugurazione: giovedì 19 gennaio 2017, ore 18.00, loggiato del 1° piano dell’Istituto Italiano di Cultura La mostra rimarrà aperta fino al 28 febbraio 2017.
La metropolitana continuerà a transitare per la stazione di Jinonice, ma non farà fermata.
Sono previsti degli autobus sostitutivi che collegheranno l’area di Jinonice con la stazione della metro di Nové Butovice: in particolare gli autobus n. 137 e 149.
italia praga one way vi porta alla scoperta di tutti i castelli della Repubblica Ceca, uno dei paesi con la più alta concentrazioni di fortificazioni al mondo.
I 2.000 castelli del Portogallo per regione
Divisi per regione andremo a conoscere uno ad uno tutti i castelli che popolano questa nazione: sono circa 2.000.
Dedicheremo una gallery per ciascuna regione inserendo almeno una foto per castello. Confidiamo di riuscire a recuperne almeno una per ciascuna fortificazione.
Elenco delle regioni e dei loro castelli
Elenco delle 14 regioni ceche e loro divisione amministrativa, con castelli presenti in ciascuna.
Ecco come saranno divisi gli articoli (anche se non sarà questa la successione esatta):