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Jan Palach: il patriota che si immolò a Praga contro l’occupazione sovietica

Jan Palach, patriota, eroe, e simbolo

Il messaggio eterno di Jan Palach

Ricordiamo Jan Palach, perché, crediamo, il suo messaggio non sia morto con la caduta del muro né con l’occidentalizzazione della ČR.

I turisti passeggiano per Piazza San Venceslao, mentre si smontano le luminarie natalizie, ed i vari negozi e bar illuminano la piazza con le loro insegne. Fa freddo, ma il clima è rilassato; qualcuno chiede una foto, qualcun altro si accende una sigaretta e osserva la piazza, altri ancora controllano cartine, mappe e smartphone. La statua di San Venceslao a cavallo torreggia, con il suo sguardo severo a scrutare la piazza, testimone degli accadimenti della storia, mentre la figura imponente del Národní Muzeum, il Museo Nazionale di Praga domina il quadro. Un gelido giorno di gennaio come molti altri, si potrebbe pensare.

Ma portando indietro l’orologio al 16 gennaio 1969, si vedrebbe un giovane studente dell’Università Carlo posare una borsa contenente alcuni scritti, e dopo essersi cosparso di benzina, darsi fuoco con un accendino.

Proprio li, in Piazza San Venceslao, a pochi passi dalla statua del santo. Il giovane in questione era Jan Palach, nato a Všetaty nel 1948, studente di economia, e patriota cecoslovacco. Il motivo del suo disperato gesto trova la sua origine nell’agosto del 1968.

La Primavera di Praga e l’occupazione del Patto di Varsavia

Il partito comunista cecoslovacco (Komunistická Strana Československa, o semplicemente KSČ) capeggiato da Dubček aveva dato inizio in maniera lenta e costante a misure di liberalizzazione politica a partire dal gennaio del 1968, dando origine alla Primavera di Praga e al così definito “Socialismo dal volto umano”. Questo periodo di apertura venne tuttavia bruscamente interrotto dall’entrata di mezzo milione di uomini del Patto di Varsavia controllate da Mosca.

Leggi anche 21 agosto: L’occupazione sovietica del 1968

I soldati sovietici si impossessarono delle vie principali, degli snodi stradali e ferroviari, nonché della capitale. Non vi furono gli scontri di Budapest ’56, ma di certo non fu nemmeno un intervento del tutto pacifico.

Dubček e il braccio di ferro con Mosca: come la PCUS riportò il controllo

Iniziò dunque il braccio di ferro tra Alexander Dubček ed il Partito Comunista dell’Unione Sovietica (PCUS), con Dubček che partiva in terribile svantaggio. Ciò lo portò ad accettare i dettami del PCUS.

Il popolo cecoslovacco, nel vedere i carri armati (che solo due decadi prima li avevano liberati) occupare il paese, iniziò ad arrendersi all’evidenza. Dopo mesi di occupazione sovietica, ed il reinsediamento del “vecchio” socialismo, il popolo sembrò perdere la speranza.

Palach dichiarò che a seguito del suo gesto ne sarebbero seguiti altri, poiché si era costituita, secondo quanto lui dichiarato, una rete di patrioti pronti ad immolarsi. E’ vero che seguirono altre immolazioni, ma le prove dell’esistenza di una tale rete non sono mai state dimostrate. Quello che qui interessa è dare alcune spiegazioni a quello che è accaduto.

Auto immolazione e protesta politica

Il significato dell’auto immolazione: oltre la protesta contro l’invasione sovietica.

Si può dire che il gesto di Palach sia stato di protesta contro l’invasione, ma ciò significherebbe semplificare e snaturare un’azione di protesta tanto dura. Infatti l’auto immolazione del giovane Jan Palach ha diversi motivi, e diversi significati.

In primis, il desiderio di vedere i suoi concittadini tornare a lottare per i loro diritti e non piegarsi all’acciaio sovietico. In secondo luogo, fu un atto di protesta per l’arrendevolezza di Dubček davanti alle richieste del PCUS. Infine, Palach decise di sacrificare sé stesso per lanciare un messaggio a tutti i suoi compatrioti. Il popolo cecoslovacco non si era arreso dopo lo smembramento del paese nel 1938, non si era arreso durante l’occupazione, e nemmeno durante il periodo stalinista. Il popolo cecoslovacco non si sarebbe arreso nemmeno ora, davanti ai carri T-62 sferraglianti per le vie di Praga.

Il giovane morì pochi giorni dopo, il 19 gennaio, in seguito alle tremende ustioni. I funerali di Jan Palach si tennero a Praga. La salma venne rimossa dalle autorità nel 1973 a causa dell’impatto che ebbe la sua morte sull’opinione pubblica. Il corpo, successivamente cremato, tornò al cimitero di Olšany (Olšanský hřbitov), a Praga solo nel 1990, ed è li che ancor oggi le ceneri di Jan Palach, riposano.

Il monumento principale a lui dedicato (la croce in piazza Venceslao) è il punto in cui si diede fuoco, davanti al Narodní Muzeum, ricordato da una croce sul terreno. Nello stesso punto si diede fuoco un altro giovane, poco più di un mese dopo. Era Jan Zajíc, ed anche ad egli è dedicato questo monumento.

Il messaggio di Palach, tuttavia, non muore con la caduta del muro, e tanto meno con l’occidentalizzazione del paese. Testi, brani e movimenti culturali dedicati a Palach ed alla Primavera di Praga continuano oggi a esistere, ricordando lo spirito di sacrificio con cui Palach, Zajíc ed altri giovani hanno deciso di protestare. Ragazzi che hanno dato la vita pur di vedere restituite le libertà ai loro concittadini, e affinché la speranza non abbandonasse del tutto il popolo cecoslovacco, piegandolo definitivamente alle imposizioni del governo sovietico. La memoria di questi giovani non deve, dunque, andare perduta.

Leggi anche il nostro articolo sul memoriale di Jan Palach e Josef Toufar


Riaperture 19 gennaio: Praga resta fascia viola, cartolerie e bimbi riaprono

Jan Blatný - riaperture
Ministro della Salute Jan Blatný - copyright Úřad vlády ČR - https://www.facebook.com/uradvlady/photos/10158761918845390

Riaperture 19 gennaio: le novità

Cartolerie e abbigliamento bimbi riaprono, con esclusione degli adulti.

Questa cosa significa, almeno da quanto ci riferisce Seznamzprávy, che possono riaprire bene o male tutti i negozi di abbigliamento e/o di scarpe (tipo, Baťa dovrebbe riaprire). Possono però vendere solo dětská móda. In soldoni potete andare da H&M e comprare delle mutande a vostro figlio. Per le vostre mutande, invece, dovete ancora arrangiarvi con aghi, fili e toppe (tranquilli, le mercerie sono aperte). Queste sono le riaperture e pare che per un po’ non ce ne saranno altre. Anche le scuole restano chiuse.

Restrizioni ancora attive: coprifuoco e divieti

Rimane valido il divieto di uscire la sera dopo le 21:00 e di bere alcolici in pubblico. Insomma, rimaniamo in fascia viola (livello 5) sebbene ormai 12 regioni ceche su 14 siano nella fascia rossa (livello 4) del sistema PES. E le ultime due (Praga e Zlín), sono arancioni (livello 3).

La situazione di ieri

Sistema PES: come funzionano i nuovi criteri con ricoveri e terapie intensive

Questo è dovuto ai nuovi criteri di calcolo di coefficiente del sistema PES, che noi vi avevamo anticipato, ma non sono stati definiti (dovrebbero esserlo mercoledì). Questi nuovi criteri infatti terranno conto della pressione del Covid sul sistema sanitario, ovvero del numero di ricoveri e terapie intensive.

Covid Repubblica Ceca: 6.666 ricoveri, variante britannica in diffusione

Secondo il ministro della Salute Jan Blatný, la Repubblica Ceca potrebbe passare al livello 4 (con annesse riaperture) solo quando i ricoveri complessivi saranno scesi a “2.000 o 3.000”. Attualmente negli ospedali cechi i pazienti con il Covid sono purtroppo più del doppio, e ad oggi hanno raggiunto la mistica cifra di 6.666 – dato verificabile ogni giorno su seznam.cz.

A margine, Blatný ha anche affermato che la variante britannica del Coronavirus è presente nella Repubblica Ceca e si sta diffondendo molto rapidamente.

Perché Praga rimane fascia viola (livello 5) mentre 12 regioni passano al rosso


Programma IIC Praga gennaio 2021: Fellini, cinema sardo e Memoria

Aprile 2022 IIC gennaio 2021 novembre 2021 Febbraio 2021 marzo 2021

Eventi IIC Praga: gennaio 2021

Si trasmette il programma di eventi per gennaio 2021 dell’Istituto italiano di cultura (IIC) di Praga.

20 − 27/1 “Felliniana, omaggio a Fellini” – Teatro online

Lo spettacolo della compagnia Artemis Danza di Parma, diretto da Monica Casadei, è stato registrato a fine dicembre nel Teatro Galli di Rimini quale evento conclusivo delle celebrazioni felliniane. Realizzato con il sostegno del Comune di Rimini, con il contributo del MIBACT e dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia Romagna, in collaborazione con il Teatro Municipale di Piacenza, il Teatro Comunale di Bologna e gli Istituti Italiani di Cultura di Chicago, Hong Kong, Jakarta, Lima, Praga, Toronto, Tunisi, Zurigo, è stato patrocinato dal Comitato Fellini 100 – Celebrazioni per il Centenario di Federico Fellini. La première dello spettacolo in versione streaming si terrà il giorno 20 gennaio 2021 a partire dalle ore 21 sulla piattaforma di Ater teatrinellarete.it

Come accedere e dove guardare gli eventi IIC Praga: piattaforme e modalità

Lo spettacolo sarà poi disponibile gratuitamente sullo stesso canale per 7 giorni, dal 20 al 27 gennaio 2021 compresi.

teatrinellarete.it

Sardegna: destinazione Repubblica Ceca 2021

Sardegna. L’isola delle meraviglie.

Il progetto multidisciplinare “Sardegna. L’isola delle meraviglie”, finalizzato alla scoperta del patrimonio culturale e paesaggistico della Sardegna, sarà realizzato su iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga nel corso di tutto il 2021 e si articolerà in numerosi eventi (concerti, spettacoli, mostre, proiezioni, seminari, dibattiti, degustazioni) volti a valorizzare le eccellenze dell’isola in ambito artistico, cinematografico, letterario, etnografico, archeologico, musicale, enogastronomico.

Sguardi d’autore sulla Sardegna

Gennaio – marzo 2021.

Prima iniziativa in ordine di tempo nell’ambito di questo ampio progetto è la rassegna dedicata al cinema sardo contemporaneo “Sguardi d’autore sulla Sardegna”, curata dal giornalista e regista Sergio Naitza. La serie cinematografica comprenderà 7 film diretti da altrettanti registi sardi che negli ultimi anni si sono distinti anche in ambito internazionale. Le proiezioni, in lingua originale con sottotitoli in inglese e in ceco, saranno disponibili in streaming sulla piattaforma MYmovies.

26/1, 18:00 – 22:00 L’uomo che comprò la luna

Trama – Nell’isola di Sardegna, una terra fuori dal tempo, c’è un uomo che rivendica d’essere proprietario della luna. Due agenti segreti italiani, indagano per conto degli Stati Uniti, irritati perché la luna sarebbe un affare loro. Per risolvere il caso viene reclutato un soldato che ha ripudiato le sue radici sarde e, con l’aiuto di un “formatore culturale”, dovrà riappropriarsi attraverso prove e test etnici della sua identità isolana e scoprire chi ha comprato la luna.

regia: Paolo Zucca
cast: Jacopo Cullin, Stefano Fresi, Francesco Pannofino, Benito Urgu, Lazar Ristovski, Angela Molina
anno: 2018
durata: 103′

premi:
Italian Film Festival USA 2020: Audience Award
Festival del Cinema Italiano di Ajaccio 2018: Prix des Etudiants, Prix du Public
Les rencontres du cinéma italien à Toulouse 2018: Prix du Jury
Ravno Selo Film Festival 2019: Premio del Pubblico
Flaiano Film Festival 2019: Premio del Pubblico
Ischia Film Festival 2019: Premio del Pubblico
Nastri d’Argento 2019: Migliore Attore Commedia (Stefano Fresi)

Piattaforma: MYmovies
Lingua: originale
Sottotitoli: CZ / ENG

27 gennaio: Giorno della Memoria all’IIC Praga

Il Giorno della Memoria è la ricorrenza internazionale istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 1º novembre 2005 per commemorare le vittime dell’Olocausto. Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. L’Italia ha formalmente istituito la giornata commemorativa, nello stesso giorno, alcuni anni prima della corrispondente risoluzione delle Nazioni Unite (legge 20 luglio 2000 n. 211) con lo scopo di ricordare le vittime della Shoah e delle leggi razziali e tutti coloro che hanno messo a rischio la propria vita per proteggere i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista.

Presentazione documentario su Terezín

27/1 18:00 – Il grande inganno

Omaggio a Doris Grozdanovičová

Introdurrà la regista Mary Mirka Milo. Andreas Pieralli, presidente della sezione ceca della onlus Gariwo, Darina Sedláčková, rappresentante dell’associazione Živá paměť e Vojtěch Blodig, vicedirettore del Memoriale di Terezín interverranno con un ricordo della signora Doris Grozdanovičová.

Alle ore 18 sulla piattaforma zoom in italiano, con traduzione simultanea in lingua ceca.

regia di: Mary Mirka Milo
anno: 2020
durata: 52′
piattaforma: Vimeo (il film sarà visualizzabile dalle ore 18.30 del 27 gennaio inserendo la password: “Memoria”)
lingua: originale
sottotitoli: CZ

Nel documentario, presentato dall’Istituto Italiano di Cultura di Praga in anteprima mondiale per gentile concessione del produttore Light History, in occasione del Giorno della Memoria 2021, la regista Mary Mirka Milo, attraverso filmati di repertorio, testimonianze e interviste ricostruisce la storia del campo di concentramento e dell’ignobile inganno ordito ai danni di migliaia di deportati ebrei. Fra le testimonianze principali quella di Doris Grozdanovičová (Jihlava 1926 – Praga 2019), sopravvissuta alla deportazione e alla prigionia a Terezín, cui l’evento di commemorazione è dedicato.

Tutti gli eventi


Čertovy hlavy: le teste del diavolo di Václav Levý fuori Praga

Čertový hlavy - il copyright di questa foto ci appartiene
Čertový hlavy - il copyright di questa foto ci appartiene

Čertovy hlavy: le teste del diavolo e la scultura di Václav Levý

Le Čertovy hlavy si trovano nel paese di Želízy, ad una decina di chilometri dalla cittadina di Mělník, nella regione della Bohemia centrale. Le sculture sono state create dall’artista Václav Levý negli gli anni 1841-1846 e rappresentano, per l’appunto, due teste giganti del diavolo. Levý è uno degli scultori cechi più importanti del diciannovesimo secolo ed altre sue opere si trovano a Praga nella chiesa di San Cirillo e Metodio ed in quella di San Vito.

Come raggiungere Čertovy hlavy da Praga: treno, bus e auto

Le teste sono facili da raggiungere anche se non si dispone di una macchina: si prende uno dei tanti treni da Praga fino a Mělník e poi con il bus 691 si raggiunge la destinazione. Il viaggio con i mezzi pubblici dura approssimativamente 2 ore, con la macchina più o meno 1 ora.

Questo rende la località perfetta per una giornata fuori porta.

L’accesso è completamente gratuito, le teste sono ben visibili già dalla strada sottostante, nel villaggio di Želízy e si raggiungono seguendo il percorso turistico blu (qui lo trovate segnato sulla mappa).

Ci si può arrampicare sopra le teste e da lì avere un ampio panorama della campagna circostante e di Mělník, con il suo castello sulla collina e la centrale elettrica. Se il cielo è terso si riesce a vedere anche la famosa collina Říp.

Foresta di Kokořín: trekking e rocce arenarie dalla destinazione

Oltre le teste parte la magnifica foresta di Kokořín (parte dell’area protetta Kokořínsko–Máchův), con un numero infinito di percorsi per camminate e biciclettate ed una moltitudine di rocce arenarie.

Grotta Klácelka: storia ed escursioni

Rilievi di personaggi cechi storici e proseguimento escursionistico.

Per continuare la camminata nella foresta, seguendo il percorso blu verso sud si può raggiungere la grotta Klácelka, dove si possono osservare altri rilievi sulla roccia di personaggi cechi noti. Troviamo, per esempio Jan Žižka (leader militare hussita, da cui deriva il nome del quartiere Žižkov a Praga) e Prokop Holý (detto Prokop il Grande, altro generale hussita). Ma ci sono anche simboli della fantasia dalle caratteristiche umane o in forme animali della favola Lišák Ferina (la volpe Ferina) di František Matouš Klácel (da cui prende il nome la grotta).

Dall’altro lato della vallata, sempre seguendo il percorso blu, o tagliando via il percorso giallo, si raggiungono altri rilievi interessanti: Had, un serpente, una sfinge ed Harfenice, una donna con l’arpa.

Altri articoli su escursioni nella Repubblica Ceca


Abitanti della Repubblica Ceca 2021: 10,52 milioni e dinamiche demografiche

Censimento 2021 Repubblica Ceca: qualche dato e statistica sulla vostra nuova casa

Abitanti della Repubblica Ceca 2021: 10,52 milioni e dinamiche demografiche

Molti di voi già vivono qui a Praga e in Repubblica Ceca; molti di voi si stanno per trasferire in questa nuova e affascinante nazione. Grazie al censimento 2021, svoltosi la scorsa primavera, possiamo darvi qualche dato in più sul vostro (e nostro) nuovo paese.

È sempre bene non farsi trovare impreparati durante una conversazione al pub.

Con questo flash-post potrete memorizzare qualche statistica in più sulla Repubblica Ceca.

Popolazione 10.52 milioni di abitanti
Tasso di crescita 0,17%
Età media 42,7 anni (+1,7 anni)
Maschi 49,3%
Femmine 50,7%
Aspettativa di vita 78,31 anni
Tasso di mortalità 10,29 morti ogni 1000 abitanti
Tasso di mortalità infantile 2,36 morti ogni 1000 nascite
Secondo i dati, continua la concentrazione attorno le tre città principali: il 48,2 per cento della popolazione vive in quattro regioni, Praga, Boemia Centrale, Moravia meridionale (Brno) e Moravia-Slesia (Ostrava). Poco più di un quarto della popolazione si trova a Praga e nella regione della Boemia centrale. La Boemia centrale è la regione che ha registrato il maggior incremento di abitanti in questi dieci anni. Al contrario, la popolazione è diminuita nel nord-est e, di fatto, nella regione di Zlín.
Dato problematico, gli over 65 hanno toccato i 2,1 milioni, quindi il 20% della nazione è in età pensionabile. La fascia di età meno rappresentata sono invece gli under 25. A livello di età, i ventunenni sono meno di tutti (ma nel 99′ non erano tutti a cercar de fare un figlio che nascesse il 1 gennaio 2000?)
A livello di istruzione, 1,55 milioni di cechi hanno un diploma universitario (+400 mila rispetto al 2011). La maggior parte degli studenti è di sesso femminile (10 anni fa era il contrario).
Gli stranieri costituiscono il 4,7 per cento della popolazione e sono 490.400. Il gruppo più numeroso risultano gli ucraini, circa 150.200. Gli ucraini superano così gli slovacchi, che sono circa 95.600. Rimane però il fatto che anche in Slovacchia hanno fatto il censimento e molti slovacchi hanno tendenzialmente preferito compilare il censimento del loro paese (sebbene fossero tenuti a fare entrambi). Le altre minoranze più cospicue sono vietnamiti (54.200) e russi (35.300). Sugli italiani il censimento 2021 non fornisce dati, ma quelli dell’ambasciata dicono che siamo circa 7.400.
Altre info su www.scitani.cz

Altro nella sezione Vivere


Come funzionano i numeri civici a Praga: guida ai due numeri

indirizzi praghesi
Questo sta a Bustěhrad, ma ci sembrava giusto aprire così By ŠJů, Wikimedia Commons, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=70771183

Come funzionano i numeri civici praghesi: storia e sistema a due cifre

Chi è stato in via Nerudova probabilmente sa che un tempo gli indirizzi praghesi erano determinati semplicemente dalle insegne sulle case. “U dvou Slunců” (ai due Soli), oltre che essere il nome dell’hospodazza del caso, era anche l’indirizzo a cui inviare le lettere. E questo perché sull’edificio erano effigiati due Soli. Poi sono arrivati questi maledetti numeri arabi e gli indirizzi a Praga sono diventati una giunga (#cazo).

Žukovského 888/2, Náměstí Jana Palacha 1/2, Náměstí Republiky 1078/1. Quante volte vi siete chiesti perché negli indirizzi praghesi ci sono due numeri? E quante volte, pensando che il civico fosse il primo, siete andati da tutt’altra parte?

In effetti all’inizio la cosa lascia un po’ disorientati. Per qualche motivo infatti, l’indirizzo in tutta la Repubblica Ceca ha due copie di numeri, ovvero

Číslo orientační vs Číslo popisné: quale numero civico usare a Praga

Spieghiamo come funzionano con l’esempio di via Žukovského 888/2, luogo in cui, se avete scelto l’opzione one way, siete già stati (e se non l’avete fatto, sarebbe bello provvedere):

  • 2 è il číslo orientační (numero orientativo), il banale civico. Il numero a cui dovete fare riferimento per trovare l’edificio nella strada. Solitamente il ČO è contrassegnato da una targa blu o rossa1.
  • 888 è il číslo popisné (numero descrittivo), che se vai in giro non ti serve a una beneamata, però qua viene dato. A Praga e in buona parte del paese, è un numero importante a fini di catasto, perché è il numero che identifica un edificio in maniera univoca, praticamente il numero di serie. In soldoni: se abiti in una casa col civico 3 e tra casa tua e la casa che sta all’1 costruiscono qualcosa, il tuo civico diventa (in teoria) 5. Il Číslo popisné invece resta uguale. Quando compare, il ČP è contrassegnato da una targa rossa o bianca.

Ad ogni modo, se vi viene dato un indirizzo completo di ČP e ČO, quello che a voi serve è normalmente il secondo (888/2, 1024/75, 758/114). Oppure, secondo un metodo un po’ più empirico anche se non sempre esatto, il numero più piccolo (i čísla popisná di solito hanno almeno 3 cifre mentre qui non esiste una strada, nemmeno l’Evropská třída, che arriva al civico 200).

Ora, se siete qui e vi interessa solo saper leggere gli indirizzi, fermatevi qua. Ora inizia la parte #casino e proseguite a vostro rischio. Se andate avanti e non capite più niente, non venite a lamentarvi. Vi ho avvertito!

ul. 5 května, questa è davvero Praga
Autor: ŠJů, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16785436

Eccezioni: come funzionano i numeri civici nelle altre città ceche

Sia ben chiaro che, se i cechi hanno questo sistema di dare per iscritto due numeri assieme, un motivo c’è: di fatto, per i cechi il popisné è più importante dell’orientační.

Tralasciando gli indirizzi praghesi, ad esempio, sappiate che nei paesi più piccoli si usa solo il popisné. E non solo in quelli piccoli. Ecco un elenco di centri anche belli grossi in cui viene usato solo il popisné: Pardubice (capoluogo di regione!), Kladno, Frýdek-Místek, Třinec, Příbram, Orlová, Trutnov, Kolín, Vsetín, Litvínov, Uherské Hradiště, Havlíčkův Brod, Sokolov, Chrudim, Strakonice.

Ora, vivendo a Praga, di come funzionano gli indirizzi in queste città ce ne importa il giusto. Però se avete esperienza di vita vissuta in una di queste città (tipo, il Canepa ne avrebbe, senza far nomi), potete raccontarcelo.

A qualcun’altro poi potrebbe sorgere la seguente domanda. “Tenendo conto che i popisná sono diversi, è possibile che più edifici stiano allo stesso civico?”

Questa domanda ha senso ed è suffragata da due osservazioni empiriche.

    Numeri civici in Repubblica Ceca: il sistema oltre Praga

  • Da un lato ogni tanto si cammina per Praga e non si vede un numero blu anche per un centinaio di metri e in quel centinaio di metri si passa da 72 al 78 anche se la via è fitta di case.
  • Dall’altro ogni tanto sulle case si trovano non solo due, ma anche tre numeri.

Ora, a questa domanda non siamo in grado di rispondere. Possiamo però azzardare una spiegazione sul terzo numero (e chi ne sa di più può darci una mano, se vuole).

Tre numeri civici a Praga: quando e perché succede

In effetti a Praga (e forse altrove), per alcune oscure trame del destino, su alcuni edifici è segnato anche il parcelní číslo, ovvero il numero di appezzamento catastale su cui un edificio si trova a sorgere.

Può tranquillamente essere pure che si tratti anche di un vecchio popisné číslo, ma pure di un evidenční číslo (numero di registro) che l’amministrazione ha dimenticato di togliere (in entrambi i casi). Gli evidenční čísla in effetti sono stati aboliti, ma ancora oggi vengono usati per tre casi specifici:

  1. edifici per la ricreazione familiare (chaty)
  2. costruzioni temporanee (tendoni e cose così)
  3. edifici che non richiedono un permesso di costruzione o notifica all’autorità edilizia.

Questi evidenční čísla, a Praga, hanno l’abitudine di essere neri in campo giallo.

Storie e curiosità dei civici praghesi storici

A Praga per le strade con sviluppo sud-nord la numerazione dei civici aumenta secondo la corrente della Vltava. Per le capre e i terrapiattisti, la Vltava scorre verso nord e quindi i numeri aumentano percorrendo una strada verso nord.

Per le strade est-ovest invece fa fede la direzione di allontanamento dalla Vltava. Quindi in Koněvova e Seifertova i numeri aumentano andando a est, sull’Evropská Třída aumentano andando verso ovest. Questo sempre in teoria, perché non è sistematico.

Infine, per Bořivojova, che ha uno sviluppo ad angolo e quindi è sia sud-nord che est-ovest, vale la numerazione secondo la corrente del fiume.

Altro nella sezione Vita Praghese


Repubblica Ceca: terza nazione europea per ristoranti vegan e vegetariani

Praga: meta vegan friendly in Europa

Per quanto di primo acchito paia improbabile, sembra che Praga e la Repubblica Ceca siano uno dei luoghi più vegan friendly d’Europa.

Qui c’è da dire che già in tempi ancor meno sospetti di questi avevamo dedicato un articolo alla Praga vegan friendly. Ed essendo noi assai poco vegan friendly, ci eravamo fatti aiutare da voi lettori, sicché il quadro che ne era emerso sembrava parecchio incoraggiante per i magnatofu non onnivori.

Ad ogni modo, a riconferma di questo, arriva uno studio della società di integratori vegetali Mint, che ha esaminato i dati dell’app Happycow (relativa al cibo vegetariano e non ai formaggini della Veselá Kráva) per confrontare il numero di ristoranti vegani e vegetariani presenti rispetto alla popolazione di ciascun paese europeo.

232 ristoranti vegan in Repubblica Ceca: come è arrivata al terzo posto europeo

In questo studio la Repubblica Ceca si è classificata terza dietro a Portogallo e Islanda, con 232 ristoranti vegetariani nel paese, circa 21,6 per ogni milione di persone.

Crescita +58% in 4 anni: come è cambiata l’offerta vegan nel paese

I dati sono stati confrontati con quelli del medesimo studio condotto nel 2016 e hanno mostrato che c’è stato un aumento del 58% nei ristoranti vegani o vegetariani nel paese negli ultimi quattro anni.

Il rapporto definisce una sorpresa (ma va) che la Repubblica Ceca si sia classificata così in alto anche perché “più si va ad est nella mappa europea e meno locali per vegetariani si trovano.”

Ovviamente c’è una differenza quando si tratta dell’offerta nelle città più grandi come Praga e Brno rispetto ai centri più piccoli.

Fonte – Expats

Metodologia dello studio Mint

Come è stata elaborata la classifica vegan europea


Clitici cechi in seconda posizione: la regola rigida del slovosled

Ordine delle parole
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Ordine delle parole in ceco

Avendo iniziato a studiare sia il ceco che il tedesco assieme e da zero, non ho mai pensato che l’ordine delle parole del ceco potesse essere un problema.

L’ordine delle parole del tedesco (che ci servirà più avanti) è in effetti rigidissimo e spesso opposto a quello dell’italiano. Parlare in tedesco è come giocare a tetris, una data parola ha un unico posto all’interno della frase. Il problema principale è dunque incastrare le parole al posto giusto seguendo uno schema logico ovviamente teutonicamente ferreo ma, in compenso, opposto a quello di chiunque altro.

A margine, “ordine delle parole” in ceco si dice slovosled.

Comunque, l’unica cosa che avevo notato all’inizio è che in ceco l’aggettivo va prima del nome e non dopo. Come in un po’ tutte le lingue euro della famiglia indoeuropea tranne quelle latine. Se questo vi crea problemi abbiamo la soluzione. Andate in Polonia, loro sono gli unici slavi che mettono gli aggettivi dietro ai nomi.

Poi, a pensarci, in effetti un problema un po’ più serio lo ho avuto quando abbiamo affrontato le poche parole che, nella frase ceca, devono andare in una posizione specifica, ovvero…

Clitici cechi: posizione fissa in seconda parola della frase

…che in effetti è l’unica cosa davvero rigida del ceco. I clitici vanno sempre come seconda parola di qualsiasi frase e, se ne capita più di uno assieme, vanno messi secondo un ordine specifico.

Cosa sono i clitici e perché il ceco è diverso dall’italiano

Cosa sono i clitici? Sono parole, monosillabi, che in teoria non hanno accento. Ci sono anche in italiano, e sono per lo più pronomi e loro contrazioni. In italiano però c’è l’abitudine di attaccarli dietro ad altre parole e per questo vengono detti particelle enclitiche: ber-si, far-lo, dir-ci, di-glie–lo. Ecco, questi in grassetto sono dei clitici e a questo punto, pensando che non è possibile dire “dilloglie”, avrete capito che pure in italiano hanno una gerarchia.

Regole per i pronomi clitici in ceco

In ceco è uguale. Cambiano solo due cose: vanno sempre in seconda posizione e non puoi attaccarli a nulla, nemmeno al ca.

Cosa vuol dire che stanno in seconda posizione. Ve lo spiego in modo largo. Avete presente che in inglese se fate l’inversione del verbo (da you are ad are you) cambia il senso della frase. Ecco, c’è anche in tedesco. Ma se fate l’inversione del verbo in tedesco non vuole automaticamente dire che sia un’inversione per fare una domanda. Semplicemente il verbo in tedesco deve essere la seconda parola di (quasi) ogni stramaledetta frase (e nelle altre è l’ultima). Aiutiamoci con una tabella in cui abbiamo le frasi tedesche equivalenti a “ero lì ieri” e “ieri ero lì”.

pos. 1 pos. 2 pos. 3 pos. 4
ich war da gestern
gestern war ich da

Quel “war” (was) di lì non lo schiodate nemmeno se gli mandate l’Armata rossa.

Lo stesso vale per i clitici. Prendiamo l’esempio classico del ceco, ovvero il riflessivo “se” e traduciamo le frasi “mi chiamo Maroš” e “io mi chiamo Maroš”. Accade ciò:

pos. 1 pos. 2 pos. 31 pos. 4
jmenuju se Maroš —
já se jmenuju Maroš

Non si scappa. Sposti il vebo ma non il se.

Andiamo ora nel dettaglio.

I 5 tipi di clitici cechi: gerarchia e ordine obbligatorio con esempi tabulari

I clitici sono di 5 tipi e, se in una proposizione ce n’è più di uno, vanno tutti al secondo posto. E ci vanno secondo questo ordine qui.

  1. la congiunzione -li (che vuol dire se ed è attaccata al verbo, es.: jdu-li = se vado)
  2. il verbo essere quando è usato come ausiliare per il passato o il condizionale 
  3. il riflessivo – si, se
  4. le particelle pronominali al dativo – mi, ti, mu, vám
  5. le particelle pronominali all’accusativo  – mě, tě, ho, tu, to

Tavola riassuntiva: clitici cechi in contesto

Esempi intabellati1:

pos 1 pos. 2 pos. 3 pos. 4
Prohlížel jsem si ho pořádně
Já bych si to pořádně prohlížel
Včera večer jsem mu to řekl na zastávce
Řekl jsem mu to na zastávce včera večer

O anche la semplice frase introduttiva sui clitici nell’articolo di wikipedia dedicato al slovosled: Sejde-li se více klitiků v jednom větě blablabla.

Detto questo, ovviamente avrete capito che è impossibile che in una frase compaiano tutti i 5 tipi di clitici assieme. Se non altro perché è impossibile che nella stessa proposizione ci siano -li e by assieme. Una frase con -li e jsem come ausiliare dovrebbe essere invece tecnicamente possibile ma pure parecchio una šchifezza (byl-li jsem na poště… ma si può fare?).

Ordine delle parole – la posizione 0

In ceco poi esistono tre parole che non vengono contate in questa storia delle posizioni. Sono ale (ma), a e i (entrambe significano “e”). Non lamentatevi che in tedesco sono 5.

Queste parole, se messe a inizio proposizione, contano come posizione 0.

Princ. p. 1 p. 2 p. 3 ecc. p. 0 p. 1 p. 2 p. 3 ecc.
Řekl, že si  jde koupit cigarety, ale pak se nevrátil
Řekl, že si  jde koupit cigarety, — pak se ale nevrátil

Con questo ultimo esempio potete inoltre notare che le virgole in ceco non sono spruzzate a biga di coppo in giro per la frase come in italiano, servono invece a distinguere le varie proposizioni subordinate.

E con questa le sigarette le vado a comprare io.


Note

1 Le posizioni dalle 3 in poi ovviamente sono del tutto inutili. Le ho messe per chiarezza.

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Ceco in pillole vol. #0: la lingua ceca, basi e domande


Vaccino COVID Repubblica Ceca: prenotazioni aperte da febbraio per tutti

Nuovo PES turismo medico
Army Spc. Angel Laureano holds a vial of the COVID-19 vaccine, Walter Reed National Military Medical Center, Bethesda, Md., Dec. 14, 2020. (DoD photo by Lisa Ferdinando)

Piano vaccini Repubblica Ceca: priorità, prenotazioni online e timeline

Il piano relativo al vaccino è stato illustrato dal ministro della Salute Jan Blatný durante una conferenza stampa. Inizialmente si vaccineranno coloro che lavorano a contatto con i pazienti covid e le persone con più di 80 anni, per un totale di 600.000 cittadini. Si punta a concludere questa parte del piano entro la fine di marzo.

Come prenotarsi al vaccino COVID: piattaforma online e numero 1221

Dal 15 gennaio, sarà disponibile un sistema di prenotazione online del vaccino riservato agli over 80. A febbraio la piattaforma sarà aperta al resto della popolazione, ma la precedenza continuerà a spettare ai gruppi prioritari.

Fasi vaccino COVID Repubblica Ceca: timeline e categorie prioritarie

Superata la fase di vaccini per gli over-80 e il personale dei reparti covid, si passerà al resto dei lavoratori ambito medico e ad altre categorie professionali. Tra queste troviamo i militari coinvolti nelle operazioni di emergenza anti-covid e i vigili del fuoco.

Tempistiche e obiettivi della campagna: quando tutti saranno vaccinati

Secondo il ministero, le tempistiche precise della vaccinazione dipenderanno principalmente dai tempi di produzione e consegna da parte dei produttori.

Il sistema di prenotazione sarà simile ai siti dove si ci prenota per i test antigenici con cui già abbiamo familiarità. Bisognerà registrarsi nella piattaforma, specificare la propria età, il lavoro e lo stato di salute. Dopodiché si riceverà un’e-mail o un SMS di conferma.
La prenotazione può essere effettuata anche da un parente di chi la richiede, da un medico curante o da un operatore telefonico chiamando il numero 1221.

Documentazione richiesta per priorità vaccinale: cosa serve

Coloro che richiederanno di essere inseriti nelle fasce prioritarie dovranno fornire delle prove. Per esempio, nel caso di condizioni di salute particolari sarà richiesta della documentazione a riguardo. Lo stesso vale per chi fa parte di una categoria professionale con diritto di priorità: bisognerà dimostrarlo tramite certificato o carta dei servizi.
Se la motivazione è quella dell’età avanzata sarà sufficiente la carta d’identità.

Certificato vaccinale COVID e sistema PES: le modifiche

Inoltre, chi si sottoporrà al vaccino riceverà un certificato che potrà usa per esempio al posto della conferma di tampone negativo quando si va all’estero.

Secondo quanto dichiarato da Blatný, le persone più in salute e giovani riceveranno il vaccino verso la fine della primavera. Si pensa di arrivare a cinque milioni di vaccinazioni entro la fine dell’estate. Il ministero della Salute punta a pubblicare un resoconto con i dati aggiornati ogni giovedì.

Nel frattempo, cambieranno alcuni parametri del sistema PES. Si calcolerà il numero di persone sono state ricoverate in ospedale per via del covid-19 e che prima non sapevano di essere infette poiché non avevano fatto nessun test.

Questo nuovo parametro serve principalmente a quantificare il sovraccarico di lavoro nelle strutture ospedaliere. La prossima settimana il ministero aggiornerà le tabelle dati seguendo questo nuovo metodo di calcolo. Con la loro uscita, verranno aggiornate le restrizioni del governo.

I nostri articoli sul Coronavirus in Repubblica Ceca


Sistema PES Repubblica Ceca: come cambiano i criteri di calcolo da oggi

Seconda ondata

Sistema PES: ricoveri covid-19 e test antigenici al centro

Il sistema PES a partire da oggi sarà calcolato, come anticipato a dicembre, sulla percentuale di ricoverati per covid-19. Tutti gli altri parametri, se si esclude la percentuale di test positivi, rimangono invariati. Secondo i dati misurati ieri, il punteggio era 89.

I dati esatti relativi ai nuovi coefficienti del sistema PES saranno pubblicati la prossima settimana. Secondo il ministro della Salute Jan Blatný, i nuovi parametri riflettono “molto meglio” la pressione del virus sul sistema sanitario ma rendono anche più facile definire se nell’immediato “la situazione migliorerà o no”.

Secondo quanto riferisce Lidové Noviny, con il nuovo sistema sarà effettuata una distinzione tra i risultati dei test normali e degli antigenní testy, i test che danno un risultato nel giro di pochi minuti. Questo perché gli antigenní testy vengono effettuati da persone spesso asintomatiche che vogliono essere sicure del loro stato di salute. Ne consegue quindi che la percentuale di positivi negli antigenní è più bassa (insomma, da questo punto di vista i criteri si fanno più stringenti).

Coefficienti per fascia d’età e calcolo nazionale

Oltre a questo, proprio per il discorso della situazione ospedaliera, si utilizzeranno coefficienti diversi per le varie fasce di età. Sostanzialmente, il punteggio del sistema PES dipenderà da quanto rapidamente il covid si diffonde tra gli anziani.

Oltre a questo il coefficiente del PES sarà calcolato solo a livello nazionale, per le regioni saranno solo pubblicati i vari dati. Non saranno pubblicati invece i dati degli okresy perché il parametro dei ricoveri non è calcolabile

Cronologia vaccinazione Repubblica Ceca: gruppi prioritari a marzo

Venendo al fronte vaccino, il ministero della Salute riferisce che la vaccinazione dei gruppi prioritari sarà completata a marzo mentre le fasce meno a rischio saranno vaccinate in estate.

Coronavirus Repubblica Ceca: ultime notizie e aggiornamenti


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