Diciamocelo chiaramente: se cercate un hovězí guláš (goulash di manzo) riscaldato al microonde in Piazza della Città Vecchia, circondati da menù plastificati e prezzi che farebbero impallidire un banchiere di Zurigo, questa guida non fa per voi. Qui parliamo della Repubblica Ceca vera, quella delle hospody fumose (almeno nell’anima, visto che ormai si fuma sul marciapiede), dei piatti che richiedono una licenza edilizia per essere digeriti e della pivo (birra) che continua ostinatamente a costare meno dell’acqua minerale.
Trovare ristoranti tipici Praga non turistici nel 2026 è diventata una missione per agenti sotto copertura. Tra gentrificazione selvaggia e “trappole per TikToker”, i veri rifugi praghesi si sono spostati nei vicoli di Žižkov, tra i palazzi liberty di Vinohrady o nelle ex zone industriali di Smíchov.
Noi di Italia Praga One Way, con le arterie ormai rassegnate a anni di test sul colesterolo, abbiamo aggiornato la nostra lista dei dieci comandamenti dove il concetto di “turista da spennare” non è ancora arrivato.
1. Klášterní Šenk (Břevnov)
Perché è “non turistico”
Situato nel monastero di Břevnov, questo posto è il safe place dei praghesi che vogliono fuggire dal delirio del centro. Qui non si scherza: se non prenotate con un certo anticipo, finirete a guardare gli altri mangiare attraverso il vetro.
L’atmosfera e cosa ordinare
Camini accesi e mattoni a vista. La specialità è la carne arrosto, ma se volete fare i raffinati di periferia, puntate sulle Halušky (gnocchetti di patate con formaggio di pecora e pancetta) o sulla selvaggina. Accompagnate tutto con la birra Benedict prodotta nel monastero: è letteralmente benedetta.
Sito: www.klasternisenk.cz
2. La Casa Blů
Perché è “non turistico”
Nonostante i tentativi del turismo di massa di invadere il quartiere ebraico, La Casa Blů resiste come un’anomalia spazio-temporale. È rimasto un porto franco per expat e praghesi che cercano un’anima internazionale che non sappia di plastica.
L’atmosfera e cosa ordinare
Chilli con carne, fajitas e un’atmosfera così rilassata che il concetto di “servizio affrettato” non è mai stato recepito. Ottimo per chi ha saturato il limite settimanale di knedlíky (canederli).
Sito: www.lacasablu.cz
3. Smíchovský radniční sklípek
Perché è “non turistico”
Siamo nel seminterrato del municipio di Smíchov. Un posto dove il termine “minimalismo” non è mai stato tradotto. Se cercate le tovaglie bianche e i camerieri che vi chiedono com’è andata la giornata, avete sbagliato quartiere. Qui si viene per la Staropramen spillata a regola d’arte e per i prezzi da dopoguerra.
L’atmosfera e cosa ordinare
È la quintessenza della taverna boema. Ordinate il koleno da 800g a 289 corone (stinco di maiale con varie ed eventuali) e non fatevi domande sulla quantità di grasso: è l’unico modo per sopravvivere all’umidità praghese del 2026.
Sito: www.smichovskysklipek.cz
4. V Kolkovně
Perché è “non turistico”
Lo ammettiamo: è il più “ordinato” della lista, ma la sede originale mantiene uno standard qualitativo che i locali rispettano ancora. È il compromesso ideale per chi vuole la tradizione senza l’odore di taverna medievale sui vestiti.
L’atmosfera e cosa ordinare
Stile art-nouveau e ottima Pilsner Urquell. Il hovězí guláš servito con houskové knedlíky (canederli di pane) è un classico eseguito con rigore. Anche la pečená kachna da 1.2kg per 449 corone (anatra arrosto) merita il rispetto che si deve a un piatto nazionale.
Sito: vkolkovne.kolkovna.cz
5. Modrý Zub
Perché è “non turistico”
Perché i praghesi sanno che dopo tre giorni di patate e maiale, l’unico modo per resettare l’organismo è il peperoncino. La sede di via Jindřišská è il nascondiglio perfetto per un pranzo veloce che non preveda salse pesanti.
L’atmosfera e i consigli dell’insider
Essenziale e rapido. Attenzione: qui il livello di piccante è una sfida alle convenzioni di Ginevra. Se il menù segna tre peperoncini, assicuratevi di avere la pivo a portata di mano. Il Pad Thai è una certezza, le zuppe sono un salvavita.
Sito: www.modryzub.com
6. Sochi (Rajská Zahrada)
Perché è “non turistico”
Un turista medio non arriverebbe mai a Rajská Zahrada nemmeno con il GPS rotto. Ma è qui, in piena periferia, che si nasconde la vera cucina georgiana. Se cercate l’autenticità senza filtri Instagram, avete trovato il posto.
L’atmosfera e cosa ordinare
Gestione familiare e zero fronzoli. Ordinate il Khachapuri (pane al formaggio) e i Khinkali (grossi ravioli di carne). Si mangia con le mani e si spende quanto un biglietto del tram. Un’esperienza radicale.
Instagram: sochi_restaurant (rigorosamente non aggiornato); il sito web è un reperto archeologico con i certificati di sicurezza scaduti pure per Google.
7. U Bansethů (Nusle)
Perché è “non turistico”
Dimenticate i locali del centro e spingetevi fino a Nusle. U Bansethů è una leggenda che sopravvive al tempo. È la taverna praghese per eccellenza: legno scuro, camerieri che non perdono tempo in sorrisi inutili e clientela locale che sa esattamente cosa vuole.
L’atmosfera e cosa ordinare
La loro pečená kachna (anatra arrosto) è un’istituzione cittadina. Hanno anche un microbirrificio (Pivovar Bašta) proprio accanto che produce una birra scura che è praticamente un pasto completo. Pochi minuti di tram dal centro, ma sembra un altro pianeta.
Sito: www.ubansethu.cz
8. U Sadu (Žižkov)
Perché è “non turistico”
Situata all’ombra della torre della TV, questa è la tana dei residenti di Žižkov. Aperta fino a tardi, è l’ultimo rifugio per chi ha esagerato con i giri di slivovice (distillato di prugne) e ha bisogno di sostanza solida prima dell’alba.
L’atmosfera e i consigli dell’insider
Arredamento caotico e sotterranei labirintici che sembrano progettati da un architetto dopo un abuso di assenzio. La vera prova di maturità da U Sadu è il hovězí tatarský biftek (tatarák), ovvero la tartare di manzo. Avete due strade: ordinarlo namíchaný (già condito), se siete pigri o non vi fidate del vostro istinto, oppure fare i veri duri e chiederlo nemíchaný (da condire).
In questo secondo caso, vi arriverà una tavoletta di legno con la carne cruda circondata da una costellazione di ciotoline: syrové vejce (uovo crudo), cibule (cipolla tritata), hořčice (senape) e varie koření (spezie). Siete voi i piccoli chimici del colesterolo: mischiate a piacere finché non raggiungete la perfezione. Il tutto va spalmato sulle topinky (fette di pane fritte nell’olio) dopo averci strofinato sopra così tanto česnek (aglio) da garantirvi un posto isolato e spazioso sul tram del ritorno per i successivi tre giorni.
Un consiglio vitale: bevete pivo (birra). Ne hanno una selezione infinita, spesso artigianale, e l’offerta alla spina cambia così velocemente che se ordinate due giri diversi rischiate di fare un tour degustativo completo senza alzarvi dalla sedia.
Sito: www.usadu.cz
9. The Italians (Smíchov)
Perché è “non turistico”
Anche se si parla la nostra lingua, non è un posto per turisti spaesati, ma il quartier generale degli expat che non sanno rinunciare alla qualità. In un ex capannone industriale, troverete la pace dei sensi gastronomica.
L’atmosfera e cosa ordinare
Mercato con cucina a vista. Pasta e pizza sono serie. Trovate una selezione di vini che vi farà dimenticare per un attimo di essere a 1000 km dall’Italia. Qualità sopra la media, prezzi di conseguenza. Gli affettati al banco possono costare più di un volo low cost.
Sito: www.theitalians.cz
10. Fraktál (Letná)
Perché è “non turistico”
Letná è il distretto dei designer, degli artisti e di chiunque possieda un cane di razza indefinibile. Il Fraktál è il cuore rock del quartiere, lontano dai circuiti delle guide patinate.
L’atmosfera e cosa ordinare
I burger sono solidi e l’attitudine è quella giusta. Se siete della fazione vegetariana, il fratello Vegtrál è a un tiro di schioppo. È il posto perfetto per una birra circondati da gente che lavora nel cinema (o almeno lo dicono loro).
Facebook: fraktalbar o vegtral
💡 La Dritta 2026:
In Repubblica Ceca, l’assenza di sorrisi non è maleducazione, è coerenza. Se il cameriere vi ignora, siete nel posto giusto: significa che il cibo è buono abbastanza da non aver bisogno di moine. La mancia (circa il 10%) si comunica a voce prima di pagare o si aggiunge al POS. Non lasciatela sul tavolo.
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