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Patrimoni Unesco cechi #12: la zona Krušnohoří
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La regione mineraria Krušnohoří si trova al confine tra Sassonia e Boemia settentrionale. 

L’area delle Krušnohoří è caratterizzata da una serie di monumenti industriali legati all’attività mineraria storica della regione, durata circa 800 anni. Dopo decenni di sforzi da parte di governi, università, associazioni e musei tedeschi e cechi, nel luglio 2019 la regione è stata finalmente iscritta nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco.

Un totale di 22 siti sono stati inclusi nell’elenco di questa importante regione: 17 in Germania e 5 in Repubblica Ceca. In questo articolo ci concentreremo sulla parte ceca (ma va là), quindi sulle seguenti località: il paesaggio minerario di Jáchymov; il paesaggio minerario del triangolo Abertamy – Boží Dar – Horní Blatná; la Torre Rossa della Morte (Rudá věž smrti); il paesaggio minerario di Krupka e il paesaggio minerario di Mědník.

I ricchi giacimenti di argento, stagno, cobalto e uranio hanno dato sviluppo, fin dal XII secolo, all’industria mineraria, che è poi stata la forma di economia dominante dell’intera regione fino al XX secolo. Tutto ciò ha avuto un enorme impatto sulle modalità, tecnologie e progresso del settore minerario e metallurgico, che hanno finito per influenzare tutto il mondo.
Anche il paesaggio è stato condizionato dall’attività mineraria, creando un’
identità e un’autenticità che non hanno eguali in nessuna parte del globo.

L’obiettivo principale della salvaguardia di queste zone è preservare la storia dell’estrazione dei minerali nelle Krušnohoří dal XII al XX secolo. Allo stesso tempo, dovrebbe aiutare e promuovere il sostegno di un turismo sostenibile e l’ulteriore sviluppo dell’area.

1. Le miniere di Jáchymov (Jáchymovské doly)

Poco dopo la sua fondazione, nel 1516, Jáchymov divenne per breve tempo la più importante zona di estrazione dell’argento in Europa e nel mondo. Jáchymov è generalmente considerata una delle culle delle scienze minerarie, le cui fondamenta furono gettate nel XVI secolo da Georgius Agricola, umanista e mineralogista tedesco. Il suo trattato in 12 volumi “De re metallica”, pubblicato nel 1556, può essere considerato il primo studio scientifico completo sull’estrazione mineraria e la metallurgia.
L’opera rappresentò il punto di riferimento nel campo dell’attività mineraria per i due secoli successivi.

Grazie all’enorme produzione di argento, Jáchymov divenne centrale anche per lo sviluppo dei sistemi monetari. Nel 1520 la zecca reale locale iniziò a coniare i tolari d’argento di Jáchymov (in ceco Jáchymovský tolar, in tedesco Joachimstaler), su esempio dei Guldengroschen (o Guldiner) sassoni. Questa moneta gettò le basi per il sistema commerciale tolare, che venne applicato in molti paesi europei da li fino alla fine del XIX secolo.
Curiosità: il nome del dollaro statunitense deriva proprio dal tolar di Jáchymov. E pure oggi ne avete imparata una.

Nel XVI secolo a Jáchymov fu creato un insieme unico di architettura tardo gotica e rinascimentale, come la chiesa di San Gioacchino (Svatého Jáchyma), la chiesa di Tutti i Santi (kostel Všech svatých), la Zecca Reale (Královská mincovna), oggi museo, il municipio e numerose case nel centro della cittadina.
Nel 1716 fu fondata la prima scuola mineraria statale al mondo, che divenne un modello per la creazione di strutture simili sia nell’impero austro-ungarico che nel resto d’Europa.

Krušnohoří
Krušnohoří, Důl Mauritius – copyright https://www.krusnohorci.cz/unesco

Sempre a Jáchymov, dal XIX secolo si iniziò ad estrarre un nuovo minerale, l’uranio.

L’anno 1840 segna la prima estrazione sistematica di uranio al mondo.
Inizialmente l’uranio veniva usato per creare inchiostri. Successivamente, dopo che Marie Curie-Sklodowská e suo marito Pierre Curie, nel 1898, isolarono i nuovi elementi radio e polonio, Jáchymov ebbe il monopolio della produzione di radio fino alla prima guerra mondiale.
Nel 1906 venne fondata la prima stazione termale al radon al mondo, utilizzando l’acqua della miniera radioattiva locale per curare i disturbi muscolo-scheletrici.

Jáchymov conobbe la più grande espansione dell’estrazione dell’uranio dopo la seconda guerra mondiale. In quel periodo l’uranio locale veniva esportato principalmente in Unione Sovietica, dove fu anche utilizzato per produrre la prima bomba atomica russa, fatta esplodere nel 1949. Durante il dopoguerra, il regime comunista vi istituì campi di lavoro, in cui gli oppositori erano forzati ad estrarre uranio ed altri minerali destinati alle armi.

I luoghi più rilevanti della zona mineraria Unesco di Jáchymov sono descritti qui.

2. Il paesaggio culturale minerario del triangolo Abertamy – Horní Blatná – Boží Dar

La zona delimitata dalle cittadine Abertamy – Boží Dar – Horní Blatná rappresenta un vasto paesaggio minerario relitto, oggi scarsamente popolato e per lo più ricoperto da foreste.
Questo territorio presenta singolarità legate all’estrazione dello stagno, del ferro e di altri minerali, portata avanti dal XVI al XX secolo.

Il fossato di Blatenský (Blatenský vodní příkop) è un canale artificiale di 12 km che attraversa l’area, unendo Horní Blatná a Boží Dar, e veniva utilizzato per l’estrazione dei minerali. La costruzione del fossato iniziò nel 1540 e con il tempo il suo corso venne modificato più volte. L’acqua delle torbiere di Boží Dar veniva utilizzata per azionare le macchine presenti nelle miniere della regione.

È anche doveroso menzionare che la tecnica del panning era largamente usata per la ricerca dello stagno. Ciò è dimostrato dalla presenza di cumuli di residui minerari, detti sejpy (cassaforti) in ceco, sulla collina d’oro (Zlatý Kopec) e lungo il fiumiciattolo Černá, nei pressi di Boží Dar.

Gigantesche miniere di superficie e gallerie sotterranee, che non hanno eguali in altre parti del mondo, sono ancora visibili in quest’area, citiamo: le fosse del lupo (Vlčí jámy), la miniera di Červená jáma (il pozzo rosso) e il sotterraneo della miniera di Mauritius. Qui si trova la lista di tutti i luoghi di rilievo di quest’area.

3. La Torre Rossa della Morte

La Torre Rossa della Morte (Rudá věž smrti), situata nel villaggio di Vykmanov, vicino a Ostrov, commemora e documenta le sofferenze dei prigionieri politici che furono detenuti in condizioni disumane nei campi di lavoro forzato di Jáchymov negli anni 50.

Il complesso, dominato da una torre di sette piani in mattoni rossi, servì negli anni 1951-1956 come impianto centrale di trattamento e smistamento dell’uranio estratto non solo nella regione di Jáchymov, ma anche in altre aree dell’allora Cecoslovacchia. Il luogo faceva parte del campo di lavoro forzato Vykmanov II (nome in codice “L”), istituito nel 1951, in cui furono internati 300 prigionieri politicamente scomodi. La Torre Rossa della Morte era uno dei luoghi di lavoro più pericolosi nella regione di Jáchymov, poiché tutti coloro che vi lavoravano non indossavano nessun dispositivo di protezione ed entravano in contatto diretto con il materiale radioattivo.

I prigionieri erano costretti a prendere il materiale dai carri e trasportarlo fino all’ultimo piano della torre. Da li dovevano gettarlo su enormi setacci, attraverso i quali il minerale si rompeva e cadeva al piano terra. Li c’erano altri prigionieri, il cui compito era quello di spostare il minerale frantumato all’interno di barili di ferro (alti 50 cm e con un peso massimo di 80 kg), usando mazze di legno. I barili poi venivano sigillati e portati in Unione Sovietica in treno.

Attraverso quest’attività si sollevavano enormi nuvole di polvere radioattiva, che con il vento si spargeva per tutto il campo, oltre che ad essere respirata, ingoiata e a rimanere sui vestiti e sulla pelle.

L’intero campo di lavoro fu abolito nel 1956.

4. Il paesaggio minerario di Krupka

Krupka rappresenta la più antica area mineraria di stagno delle Krušnohoří ed uno degli insiemi di monumenti architettonici meglio conservati sul versante ceco. Oltre all’estrazione dello stagno e del rame, risalenti già al XIII secolo, dal XIX secolo a Krupka si estrassero altri minerali, tra cui il tungsteno.

La tutela Unesco si applica principalmente al paesaggio delle vecchie zone minerarie, che comprende la città alta di Krupka, con le gallerie, i cumuli e le depressioni. Qui si trovano l’entrata alla miniera Starý Martin, che vanta di avere la venatura di stagno più lunga dell’Europa centrale; il museo tecnico dei minatori e il vecchio sentiero minerario che portava da Krupka alta a Krupka bassa.

La protezione si applica anche all’architettura, realizzata in connessione con le attività minerarie. La città bassa di Krupka ha conservato una struttura urbanistica medievale, il cui nucleo storico è dato dalle rovine del castello, successivamente usato come sede di un ufficio minerario. Continuando per il centro storico, si notano edifici sacri di pregio artistico e case borghesi di stampo medievale o rinascimentale. Per esempio: la chiesa gotica dell’Assunzione della Vergine Maria, con l’adiacente campanile minerario; la chiesa gotica dello Spirito Santo (svatého Ducha); la chiesa cimiteriale rinascimentale di Sant’Anna (svaté Anny);  case storiche, e una vecchia fucina.

5. Il paesaggio minerario della collina di Mědník

La collina di Mědník, ovvero la collina del rame, si trova nel villaggio di Měděnec e presenta una singolare concentrazione di miniere. Sulla collina si trovano i resti di circa 80 gallerie, pozzi e miniere databili dal XV al XIX secolo, che documentano i vari metodi di estrazione del ferro e del rame.

I punti minerari più importanti di questa località storica sono la galleria di Marie Pomocné (Vergine Maria Ausiliatrice) e quella della Země zaslíbená (terra promessa), parzialmente aperte al pubblico rispettivamente nel 2007 e nel 2012. Si aggiunge l’ex miniera di Měděnec, operativa negli anni 1968–1992 come ultima miniera di ferro nelle terre ceche. Un importante monumento nella zona protetta sono anche i resti di una cava di calcare tra il villggio di Kovářská e la cittadina Loučná pod Klínovcem. Questo monumento tecnico è la più antica fornace per la calce conservata in Boemia.

Dal punto di vista storico-architettonico, è di rilievo la cappella barocca dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria, datata 1674.

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Marci Muchomůrka
Marci Muchomůrka
La papessa | Ameba cittadina del mondo. Proviene dalla città eterna ma sogna di stabilirsi in Kyrgyzstan per aprire un import-export di olivello spinoso. Prima di trapiantarsi a Praga ha fatto l'interrail dei luoghi più piovosi d'Europa, che comincia in Irlanda, passa dai Carpazi e finisce a Udine. Nel frattempo, per Italia Praga One Way scrive di temi e luoghi che non interessano a nessuno, ricevendone come guiderdone 1L di succo di zenzero e curcuma ogni mese.

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