Resterà aperta fino al 27 ottobre, nella Cappella barocca dell’Istituto Italiano di Cultura di
Praga, la personale del pittore, scultore, illustratore e poeta Karel Zlín dedicata all’Italia.

Il percorso espositivo ruota intorno alla Commedia dell’arte, declinandone i contenuti tradizionali, barocchi, onirici e archetipici secondo la reinterpretazione soggettiva dell’artista, in un canone espressivo maturato dal confronto con i grandi maestri della tradizione italiana da Caravaggio a Giorgione, da Giacometti a Modigliani, fino a Giorgio de Chirico, considerato come la più alta espressione dell’arte novecentesca.

Ma l’Italia, meta ideale dell’artista nel corso delle peregrinazioni successive alla fuga
avvenuta nel 1976 dalla Cecoslovacchia “normalizzata” dopo l’intervento sovietico
dell’agosto 1968, ha influenzato la formazione di Karel Zlin anche attraverso la poesia di
Leopardi e di Foscolo, da lui tradotti in lingua ceca a completamento di un pantheon ideale di poeti e pensatori composto da Nerval, Baudelaire, Rimbaud, Hölderlin, Novalis, Rilke, Trakl, Kafka e Benn.

“L’Italia per me è una seconda patria mancata a causa delle vicissitudini della vita”, ha
dichiarato Zlin, cittadino francese dal 1981, nel presentare la mostra.

L’esposizione rientra tra gli eventi organizzati dall’Istituto di Cultura di Praga nel quadro
della “Settimana della lingua italiana nel mondo” (16 – 22 ottobre), che anche quest’anno si tiene sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. La personale di Karel Zlin sarà anche l’iniziativa di punta per la Repubblica Ceca della “Giornata del Contemporaneo”, la manifestazione internazionale organizzata dall’Amaci – Associazione dei musei d’arte
contemporanea italiani, in collaborazione con la Farnesina, per portare l’arte del nostro tempo al grande pubblico


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Il Vojvoda | Friulano di nascita, parla 9 lingue e scrive in 4 alfabeti. Ha studiato metallistica all'università di Hedlund e seguito le lezioni del professor Krull. Alimenta la fiamma di Trockij, si è stabilito a Praga nel 2011. All'epoca stava fuggedo dalla Russia, dove aveva tentato di sabotare la rielezione di Putin. Riparato a Vienna ha provato a convincere gli austriaci a riprendere le loro terre, stabilendo però il parlamento al Karlmarxhof. Fallito anche questo tentativo, si è stabilito a Praga dove lo aveva invitato il suo amico Egon Bondy. Potete trovarlo a Žižkov travestito da Major Zeman. Per italia praga one way fa il favellatore di lingua ceca e riceve mezzo chilo di halušky al mese (con la bryndza e la slanina, mica quelli coi crauti).

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