Come comunicare l’emigrazione presso l’Ambasciata a Praga

Nella serata di lunedì si è tenuto, presso i saloni dell’Ambasciata d’Italia a Praga, un incontro tra sportivi di primo piano italiani e cechi, che nel corso dell’evento hanno voluto sottolineare la vicinanza tra i due paesi dal punto di vista sportivo.

Alcuni sono nomi legati allo sport di oggi, come l’allenatore dello Sparta Praga Stramaccioni, o ancora Paolo Bossini, head coach della nazionale ceca di nuoto; altri sono nomi legati alla storia dello sport, come Nicola Pietrangeli e Jan Kodes.

La serata si è aperta, dopo l’introduzione da parte dell’ambasciatore Aldo Amati, con l’intervista all’allenatore Stramaccioni, il quale ha parlato della sua esperienza come primo allenatore straniero in terra ceca, e parte della “rivoluzione” che lo Sparta sta portando nel calcio ceco, ovvero l’arrivo di molti stranieri e di schemi di gioco più innovativi.

Il coach ha espresso il suo orgoglio nell’allenare la squadra con più titoli nel Paese, e non nasconde la profonda affezione che lo lega oggi ad essa nonostante le iniziali differenze culturali, linguistiche, e di protocollo, nonché alcune prestazioni al di sotto delle aspettative.

In particolare, Strama ha notato che, se in Italia vigono regole ferree riguardo l’assunzione di alcool nel post match, in Repubblica Ceca la birra al giocatore non si toglie mai. Una tradizione difficile da comprendere per lo sportivo italiano, ma che comunque , ha affermato, rispetta, pur limitandosi “ad una Coca Cola”.

A seguito del suo intervento è Paolo Bossini a parlare. Head coach della nazionale della Repubblica Ceca di nuoto, Bossini, come Stramaccioni, si è trovato di fronte differenze culturali che  contano.

In effetti, Bossini ha notato che “inizialmente risulta difficile entrare in confidenza con i cechi,” per poi elogiarne il buon cuore, la sincerità, e la competenza. La lingua si è dimostrata una barriera superabile, e per questo ringrazia Carlo Capalbo, che lo ha aiutato inizialmente come traduttore per il suo lavoro. Sarò appunto Capalbo il terzo personaggio a prendere la parola nel corso della serata.

Carlo Capalbo è il fondatore della Maratona di Praga. Capalbo, che vive in Repubblica Ceca da oltre vent’anni, racconta di come sia nata quest’idea, e della figura chiave di Emil Zátopek, maratoneta cecoslovacco che “su di una tovaglietta di carta” gli ha esposto il suo piano per la maratona nella capitale ceca. Piano che con pazienza e caparbietà, Capalbo ha trasformato in realtà. Il tutto nato da una birra in una hospoda. O più di una, ma comunque…

Dopo Capalbo, è Nicola Pietrangeli, nome legato alla storia del tennis italiano, a prendere il microfono. Pietrangeli racconta di come conobbe Praga nel 1958, per gli Internazionali di Cecoslovacchia, torneo che vinse, e di come la città sia enormemente cambiata da allora. Parla anche del suo collega/rivale Jan Kodes, al quale poco dopo passa la parola.

Kodes, vincitore di Wimbledon nell’edizione del 1973, ricorda la sua giovanile rivalità con Pietrangeli e dedica meravigliose parole all’Italia, paese in cui, dice, ha sempre trovato un pubblico che sa amare il tennis.

Interviene poi Kateřina Neumannová, sciatrice olimpica ceca, oro olimpico a Torino 2006 per la categoria fondo 30 Km.  La sciatrice elogia i colleghi italiani per lo spirito di condivisione a tavola: racconta infatti di come sia entrata facilmente in confidenza con gli sportivi italiani proprio per la loro cucina, che condividono sempre con piacere prima delle gare anche con altre squadre. Confessa poi di nutrire un profondo amore per il Barolo.

Infine èLuboš Kubík a prendere la parola. Ex giocatore della Fiorentina, racconta di come sia entrato nel calcio professionale italiano nel 1989, migrando dalla cortina di ferro che all’epoca si stava sfaldando. Chiude richiamando l’attenzione di Stramaccioni, confessandogli il suo amore per il calcio ceco, ma di come sia sempre stato in realtà un tifoso dello Slavia. Il coach sorride.

Gli astanti applaudono, e si conclude così una serata all’insegna dello sport, o meglio, di storie di sport, boccali di birra, match, e bottiglie di vino che legano i due paesi.


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Il (nuovo) Doge | Vicentino di nascita, discendente diretto del Palladio. Ha prestato servizio per conto della Legione straniera, per la quale sorvegliava il confine italo-jugoslavo a Gorizia. Sorpreso a falsificare propusnicy, è stato trasferito a Praga, dove per sbaglio ha conosciuto Mark Renton all’Irish di Malá Strana. Ispirato da questi, ha aperto un noleggio di sottomarini a Inverness e attualmente tenta la stessa impresa sul Danubio a Ratisbona. A Praga ha lasciato il suo compagno di scorrerie ADG, ma ha promesso di tornare presto, fors’anche troppo. Per italia praga one way mantiene un profilo bbasso e scrive articoli storico-risorgimentali, ricevendo ogni mese una bambola gonfiabile con le fattezze di Lucia Javorčekova (che è slovacca, ma lui non se ne cura).

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