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Cemento a Praga: il Grande Stadio di Strahov
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Il Grande Stadio di Strahov (Velký Strahovský Stadion) è lo stadio più grande del mondo: ha una superficie totale di 63.000 metri quadrati, una capacità di 250.000 posti (di cui, 56.000 a sedere) ed ospita 9 campi da calcio al suo interno.

Solo il Circo Massimo, che può ospitare fino a 320.000 persone, dovrebbe essere più grande. Il complesso dello Stadio di Strahov – inutilizzato da anni, come è noto – si trova in cima alla collina omonima, da cui si ha una vista superba (e gratis) di Praga.

Nel 1926 si iniziò a costruire uno stadio per il raduno del Sokol (una società di ginnastica e di educazione fisica fondata durante l’impero austro-ungarico) secondo il progetto dell’architetto Ludvík Čížek.

Il disegno prevedeva una base in terra battuta, un campo di allenamento in sabbia e tribune in legno parzialmente coperte, supportate da strutture in acciaio e cemento armato. All’inizio degli anni ’30 il grande stadio fu ricostruito su progetto dell’architetto Alois Dryák ed ulteriori modifiche proseguirono negli anni seguenti.

I primi anni

Il successivo raduno del Sokol avvenne nel 1932. Vi prese parte anche il presidente T. G. Masaryk, che si presentò a cavallo.

Nel 1938 si completarono la tribuna occidentale e due torri di sei piani. Nello stesso anno ci fu l’ultimo raduno del Sokol prima dell’invasione della Cecoslovacchia da parte dei Nazisti.
Durante questo evento Masaryk disse pubblicamente addio per l’ultima volta ai cittadini e fece più volte il giro dello stadio sventolando una sciarpa bianca e rossa (i colori nazionali) in una decappottabile. Proprio in suo onore lo stadio venne ribattezzato con il suo nome (Stadion Masarykův).

Fu però durante la guerra che fu scritto il capitolo più triste nella storia dello stadio. Qui si svolsero le parate dell’esercito tedesco, ad esempio in occasione del cinquantesimo compleanno di Adolf Hitler nel 1939. Dopo la guerra, i tedeschi si radunarono nello stadio in attesa di essere trasportati fuori dalla Boemia e dalla Cecoslovacchia.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale lo stadio fu usato per la commemorazione del 30° anniversario della battaglia di Zborov, a cui partecipò il presidente Edvard Beneš e fu riempito con la cavalleria legionaria e veicoli da combattimento.

Il raduno del Sokol del 1948 rappresentò una forte protesta contro l’inizio del regime comunista. Poco dopo i Sokol furono sciolti e seguirono le Spartakiády, ovvero eventi sportivi ginnici di propaganda di massa.

Le Spartakiády

La prima Spartakiáda ebbe luogo nello stadio Strahov il 23 giugno 1955 e commemorava il decimo anniversario della liberazione della Cecoslovacchia da parte dell’Armata Rossa.

Mentre i raduni dei Sokol si tenevano ogni 6 anni, le Spartakiády avvenivano ogni 5 anni e ginnasti e spettatori di ogni parte della Cecoslovacchia raggiungevano Praga per una settimana di feste e celebrazioni.

Si conta che nel 1960, durante la seconda rappresentazione di questa mostruosa propaganda del regime comunista, parteciparono 750.000 ginnasti e più di 2.000.000 di spettatori. Nel 1970, la Spartakiáda non ebbe luogo a causa dell’invasione delle truppe sovietiche del 1968.

Oltre all’area propria dello stadio, vale la pena ricordare che sulla strada che circonda lo stadio si svolgevano gare motociclistiche e automobilistiche, a cui gli spettatori potevano assistere dalle tribune esterne. Negli anni ’60 c’era persino una pista di atletica indoor e piste da corsa sugli spalti.

Nel 1961 la tribuna est dello stadio fu ricostruita nello stile architettonico detto di Bruxelles. E furono anche creati 11 padiglioni per i dormitori universitari. Il completamento dello stadio avvenne 1980, quando divenne il campo sportivo centrale dell’Associazione Cecoslovacca di educazione fisica e sport (ČSTV).

L’ultima Spartakiáda ebbe luogo nel 1985. Anche se la risoluzione fa abbastanza schifo, qui sotto potete vedere il video di quei memorabili giorni del 1985. Altrimenti potete cercarvi il video di Poupata di Michal David.

Dopo il 1989

In generale, bisogna dire che dopo la caduta del Comunismo lo stadio non ebbe più molta utilità, date le dimensioni spropositate, e si danneggiò: erbacce ed alberi iniziarono a crescere sia sul campo, che sugli spalti e le gallerie andarono in rovina.

Negli anni ’90 e anche all’inizio del nuovo millennio, lo stadio fu utilizzato per eventi espositivi e per concerti di band famose. Ad esempio, il 18 agosto 1990 ebbe luogo uno dei più grandi concerti rock dei Rolling Stones, al quale parteciparono circa 100.000 persone, tra cui l’allora Presidente della Repubblica Václav Havel.

Si sono poi esibiti a Strahov anche i Guns N ‘Roses (1992), Bon Jovi (1993), gli Aerosmith ed i Pink Floyd (1994), I fratelli Nedvěd (1996), gli U2 (1997), gli AC/DC (2001) ed i Rammstein ed Ozzy Osbourne (2002).

All’inizio degli anni 2000 si pensò alla demolizione, ma alla fine si decise di preservare la struttura. E così, il 6 marzo del 2003 le tribune in cemento vennero iscritte nell’elenco dei monumenti culturali della Repubblica Ceca. Lo Stadio di Strahov è attualmente utilizzato dallo Sparta Praga, che lo ha in affitto fino al 2030.

Progetti futuri (Leggi anche: Nuovi tram verso Strahov)

Secondo i piani della città di Praga lo Stadio Strahov dovrebbe diventare un luogo di sport, cultura ed arte. In poche parole un centro creativo ed un luogo di incontro con la nostra stessa storia.

Nel 2021 è stata annunciata l’intenzione di aprire un bando per l’uso e l’aspetto futuri dello stadio. Tra le proposte, c’è quella di creare un’esposizione permanente del Museo della Memoria della Nazione del XX secolo.

Al momento, l’organizzazione Post Bellum ha allestito una mostra nei locali della tribuna a sud.

Nel piazzale del parcheggio a nord-ovest dello stadio si svolgono proiezioni di film in stile Drive-in e dj sets. Autokino Strahov è il punto di riferimento.

Si possono visitare alcune parti dello stadio sia durante il festival primaverile Open House Praha, oppure tramite visite guidate (in ceco e in inglese) organizzate sempre da Open house Praha durante tutto l’anno.

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Marci Muchomůrka
Marci Muchomůrka
La papessa | Ameba cittadina del mondo. Proviene dalla città eterna ma sogna di stabilirsi in Kyrgyzstan per aprire un import-export di olivello spinoso. Prima di trapiantarsi a Praga ha fatto l'interrail dei luoghi più piovosi d'Europa, che comincia in Irlanda, passa dai Carpazi e finisce a Udine. Nel frattempo, per Italia Praga One Way scrive di temi e luoghi che non interessano a nessuno, ricevendone come guiderdone 1L di succo di zenzero e curcuma ogni mese.

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