Città ceche: Plzeň, oltre la birra c'è di più

La prima cosa che viene in mente quando nominiamo la città di Plzeň è la Pilsner Urquell, birra la cui fabbrica risiede proprio nella città ceca.

Ma c’è dell’altro: Plzeň  è infatti un centro di elevato interesse culturale ed artistico. La sua storia iniziò nell’anno 1000 come teatro di scontri e battaglie, ma fu solo nel 1295 che, grazie a  Venceslao II di Boemia, suo fondatore, divenne una vera e propria città.

Durante i secoli Plzeň venne più volte assediata: dagli hussiti, dagli svedesi e infine dai nazisti durante la II  guerra mondiale.

Per chi risiede in Repubblica Ceca da un po’ di tempo, una visita è d’obbligo: si tratta di un piccolo gioiello a poco più di un’ora da Praga, a cui vale la pena dedicare un  weekend.

Il cuore della città si trova in Náměstí Republiky, una bella piazza circondata da palazzi gotici e rinascimentali, nel cui centro sorge la Cattedrale di San Bartolomeo, costruita in stile gotico tra il 1295, anno della fondazione della città, e il XVI secolo, che vanta il campanile più alto della Repubblica Ceca (102,3 metri).

Sul lato orientale del cancello della cattedrale sono raffigurate ventinove teste d’angelo dorate: la leggenda popolare consiglia di accarezzarne uno in particolare come portafortuna per un prospero futuro. L’angelo portafortuna è facilmente riconoscibile, essendo esso il più “consumato” (e accarezzato) tra tutti.

All’interno della piazza è anche possibile ammirare la Colonna della Peste, commissionata allo scultore Christian Widmann nel 1681 dagli abitanti scampati alla terribile epidemia, che raffigura  nella statua della Vergine nella parte superiore e una composizione scultorea raffigurante i Santi nella parte inferiore della rappresentazione.

Allontanandoci non troppo dalla piazza centrale, vale la pena dedicare una visita al Plzeň Historical Underground, una rete di corridoi e pozzi scavati nel XIV secolo sotto il reticolo urbano che, attraverso un percorso suggestivo si snodano per 14 chilometri (durante la visita ne viene percorso circa solo uno) sotto la superficie della città. Un casco protettivo viene obbligatoriamente fornito ad ogni visitatore. È sconsigliata la visita a chi soffre di claustrofobia.

Nella stessa area troviamo inoltre il Brewery Museum, dedicato non solo ad appassionati ma anche a chi vuole saperne di più sulla storia e sulla produzione della birra dall’antichità ad oggi. Al suo interno sono stati ricreati gli ambienti di produzione e consumo ed è esposta una collezione di calici e bicchieri, alcuni anche molto antichi. L’ingresso costa 90kč ed è inoltre possible richiedere all’ingresso un opuscolo informativo in lingua italiana.

La grande attrazione della città è però la Pilsner Urquell Brewery, la “Fabbrica della Birra”. Aperta nel 1842 ai tempi dell’Impero Austro-Ungarico, è raggiungibile a piedi dalla piazza centrale in dieci minuti circa ed è  riconoscibile per l’ingresso monumentale che accoglie i visitatori. È possibile prenotare ed effettuare visite in inglese, della durata di circa un paio d’ore.
Durante il percorso guidato vengono spiegati i vari passaggi della produzione della birra e mostrati tutti i locali di produzione, dalla sala cottura al reparto per l’imbottigliamento, dalle cantine alla zona assaggi fino al cinema panoramico. Nel biglietto  d’ingresso (costo: 200kč) è inclusa la degustazione  di una birra da 0.3 l non filtrata, spillata direttamente dalla botte nelle fredde cantine (5-7 °C) del museo.

Assolutamente da vedere è infine la Grande Sinagoga, la seconda in Europa per grandezza, che presenta una cupola a cipolla tipica delle chiese russe ed un soffitto in stile arabo. La sala centrale è spesso usata per concerti, mentre le pareti vengono adibite a mostre fotografiche. Il culto viene invece praticato in quella che una volta era la sala di preghiera invernale.
Realizzata in stile romantico e neo-rinascimentale da Emmanuel Klotz con due torri gemelle di 45 metri di altezza ciascuna, venne costruita in maniera differente rispetto a quello che fu il primo progetto di sinagoga gotica con torri più alte (65 metri) dell’architetto austriaco Fleischer. Iniziata nel 1888, si salvò dalla guerra per essere stata utilizzata come deposito di stoccaggio, ma fu purtroppo abbandonata al suo destino durante la Shoah. Lo stesso avvenne durante il periodo comunista, durante il quale la sinagoga venne lasciata cadere in rovina. Solo un restauro successivo, effettuato nel 1998, la rese nuovamente agibile.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale della città di Plzeň.


SHARE
Previous articleLocali a Praga: Roxy e NOD
Next articleFecondazione assistita: Repubblica Ceca tra le mete del “turismo della fertilità”
La principessa | Torinese di nascita, è fuggita dal Regno di Sardegna perché perseguitata dalle guardie del Re: la famiglia Savoia non le perdonò mai un tentativo di colpo di Stato che comunque andò a vuoto. Aveva parcheggiato la propria Fiat 600 di fronte al Palazzo Reale, indossando la maschera della Principessa Leila e reclamando il potere nel nome del sangue blu che scorrerebbe nelle sue vene. Una volta scoperta e incastrata, dovette fuggire in Cechia, dove si nascose nel castello del Principe Nedvěd di Boemia, con il quale condivideva la stessa fede calcistica. È stata spesso vista nel centro di Praga mentre cercava di ordinare un trdelník. Per italia praga one way scrive articoli di malcostume in cambio di nakládaný hermelín con le brusinky.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here