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Città ceche: Zlín, l’impero delle scarpe

Una enorme sequela di casette cubiche di mattoni rossi attorno a tre edifici da 20 piani l’uno. Disposti su file di viali lunghissimi. Dall’aereo Zlín sembra una maglia della Ternana, da terra non è il massimo per orientarsi.

da Truemetal.it

Così descrissi Zlín, uno dei capoluoghi di regione più periferici e imbucati della Repubblica Ceca, dopo la mia visita. Riduttivo probabilmente (anche perché in quella sede dovevo sostanzialmente scrivere di un concerto a Zlín e non di Zlín in sé), perché questa piccola città, di circa 80.000 abitanti, è unica nel suo genere. In tutto il mondo, probabilmente.

Si trova nella stretta valle della Dřevnice, e questo può spiegarne lo sviluppo in lunghezza. In secondo luogo, bisogna dire che Zlín ha conosciuto un grandissimo sviluppo in poco tempo, anzi, fu sviluppata con un concept architettonico precisissimo ed estremamente finalizzato.

L’idea infatti era quella di creare in pochi anni (e così avvenne, dal 1912 al 1932) una enorme città-fabbrica in cui gli operai non venissero sfruttati, come al tempo accadeva, ma riuscissero a vivere una vita serena.

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Fornire alloggi nei pressi degli stabilimenti produttivi che soddisfino le esigenze di una vita economica ma confortevole, così la gente non dovrà  viaggiare molto per recarsi al lavoro e dunque non si stancherà inutilmente

Questa era l’idea di Tomáš Baťa, titolare del progetto e proprietario della (omonima) fabbrica che, come saprete, produceva scarpe. Ne produce ancora, ma poco prima della seconda guerra mondiale i Baťa (e le loro fabbriche) emigrarono nel nuovo mondo. E non tornarono, anche perché dopo la guerra vi fu l’avvento del socialismo e le fabbriche di Zlín furono nazionalizzate. Sarà anche per il lengame ad una famiglia capitalista, ma i comunisti durante il regime cambiarono perfino il nome della città, che divenne Gottwaldov, in onore di Klement Gottwald.

LA FABBRICA

Comunque sia, Zlín fu edificata secondo i principi del funzionalismo, e l’effetto, ancora oggi, resta davvero particolare. Esclusa la piazza principale – piazza abbastanza tipica di paesotto austrungarico con qualche elemento di innovazione – tutta la città è un conglomerato geometrico di case e condomini quadrati di mattoni rossi. Tutti incredibilmente vicini eppure non opprimenti e degradati come nelle periferie delle grandi città. Anzi, Zlín è molto verde ed anche per questo l’atmosfera della città è piuttosto surreale.

Provincia languida e zona industriale, fabbriche e aperta campagna convivono in uno strano modo e tutt’ora, secondo uno strano Feng-shuj, anche i nuovi edifici (ad esempio l’università), sono costruiti “a cubetti” secondo i principi del funzionalismo.

Motivo ulteriore per visitarla, e chiudiamo il cerchio, a Zlín si tengono tanti concerti. Qui sorge infatti il Masters of Rock, un bar che è tra i monumenti della musica dura in Repubblica Ceca.  Qui, ogni anno, viene una miriade di gruppi metal e si tiene uno dei più importanti festival di musica pesante della Rep Ceca, l’omonimo Masters of Rock. E non bastasse, alcune di queste band si permettono il lusso di snobbare la più mondana Praga. E non band piccole o marginali. Sonata Artica, Korpiklaani, Cradle of Filth, UFO, perfino i Manowar una volta han preferito fermarsi al Masters of Rock senza degnar d’un guardo la capitale boema.

Insomma, se vi piace il metal consultate il calendaio per sapere quando recarvi a Zlín. A tutti gli altri, soprattutto a chi vive in Moravia, consigliamo la città per una gita di un giorno.

Foto di copertina – istituto turistico Zlín

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