IIC: concerto

In occasione del cinquantesimo anniversario della Primavera di Praga, aprirà al pubblico domani 20 aprile, nella Cappella barocca dell’Istituto, la mostra “Praga 1968” che presenta gli avvenimenti di quell’anno in oltre 100 scatti realizzati dal fotografo ceco
Pavel Sticha, dallo svedese Sune Jonsson e dagli italiani Carlo Leidi e Alfonso Modonesi.
La mostra giunge a Praga, dove resterà aperta con ingresso gratuito fino all’8 giugno, dopo essere stata presentata in Italia a Manzano (Udine), per poi fare tappa al Museo della Fotografia e delle arti visive di Jindřichův Hradec e a Bratislava.
Una breve parentesi, quella iniziata nel gennaio 1968, coincisa con l’ascesa al potere in Cecoslovacchia di Alexander Dubček e proseguita fino all’agosto dello stesso anno,
quando un corpo di spedizione di truppe del Patto di Varsavia invase il Paese e stroncò le riforme in corso.
Come ha dichiarato l’Ambasciatore Aldo Amati, “l’irrealizzabilità di una terza via che coniugasse comunismo e capitalismo, così bene rappresentata dalla repressione della ‘Primavera di Praga’, può farci riflettere oggi in un contesto, quello europeo, che vede i
partiti social-democratici in grave difficoltà di fronte all’ondata populista”.
Pavel Sticha prima di abbandonare la Cecoslovacchia era un fotografo del quotidiano
“Svoboda”. A lui si deve un contributo di immagini sulla “Primavera” che inquadrano i
protagonisti di quei giorni in momenti cruciali qua li la nomina di Dubček a segretario del
Partito comunista nel febbraio 1968 e il corteo del primo maggio.
In mostra anche i lavori di Sune Jonsson che era giunto in Cecoslovacchia per realizzare un servizio sull’assedio di Praga del 1648, ultimo evento bellico della Guerra dei trent’anni, quando una colonna svedese fuinviata alla conquista di Hradčany; si trovò invece ad assistere all’invasione del le truppe del Patto di Varsavia. Negli scatti di Carlo Leidi e Alfonso Modonesi trovano invece posto gli avvenimenti dei mesi autunnali del 1968 e la vita nei reparti della ČKD, la più grande industria ceca ove si era riunito clandestinamente il congresso del Partito comunista dopo l’invasione.
Eloquenti le immagini dei muri e dei balconi di Praga dove con graffiante ironia
comparivano scritte contro l’invasione e a sostegno della “Primavera”. Tra gli scatti più
significativi, la piazza del Castello la mattina del 28 ottobre 1968, i cittadini che depongono fiori e lumi ai piedi della statua di San Venceslao e la tomba di Jan Palach fotografata nel marzo 1970; un documento raro, quest’ultimo, in quanto pochi mesi dopo la sepoltura scomparirà per mano della polizia.
La mostra “Praga 1968” è realizzata grazie ad una collaborazione tra l’Ambasciata d’Italia, l’Istituto Italiano di Cultura di Praga, il Consiglio Regionale del Friuli-Venezia Giulia e il Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia (Craf) di Spilimbergo (PN).
Patrocinio del Ministro della Cultura della Repubblica Ceca

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Il Vojvoda | Friulano di nascita, parla 9 lingue e scrive in 4 alfabeti. Ha studiato metallistica all'università di Hedlund e seguito le lezioni del professor Krull. Alimenta la fiamma di Trockij, si è stabilito a Praga nel 2011. All'epoca stava fuggedo dalla Russia, dove aveva tentato di sabotare la rielezione di Putin. Riparato a Vienna ha provato a convincere gli austriaci a riprendere le loro terre, stabilendo però il parlamento al Karlmarxhof. Fallito anche questo tentativo, si è stabilito a Praga dove lo aveva invitato il suo amico Egon Bondy. Potete trovarlo a Žižkov travestito da Major Zeman. Per italia praga one way fa il favellatore di lingua ceca e riceve mezzo chilo di halušky al mese (con la bryndza e la slanina, mica quelli coi crauti).

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