L’8 maggio in Repubblica Ceca -e in diversi altri paesi europei – si festeggia il Den vítězství, o Den osvobození, ovvero il giorno della liberazione, conosciuto anche (per gli anglofoni soprattutto) come VE-Day, ovvero il giorno della vittoria alleata in Europa (Victory in Europe Day). È stato infatti l’8 maggio 1945 che venne firmata la fine delle ostilità tra le forze alleate e la Germania nazista.

Tuttavia, la data dell’8 maggio è divenuta ricorrenza solo dal 1993: perché? Ebbene, per capire com’è veramente andata, sarebbe opportuno tornare leggermente indietro nel tempo.

Era il 5 maggio 1945, e da lì a pochissimi giorni sarebbe terminata la guerra. Truppe statunitensi provenienti da ovest e l’Armata Rossa da est entravano nella Cecoslovacchia occupata facendo indietreggiare le truppe tedesche.

La morsa stringeva e, mentre in Germania si combatteva la tremenda Battaglia di Berlino, i soldati tedeschi che lottavano contro l’Armata Rossa dovevano passare da Praga e dai suoi ponti per ritirarsi verso le posizioni americane (com’è ben noto, la cattura da parte sovietica sarebbe stata ben peggiore).

Ma a Praga, dopo anni di occupazione, la popolazione insorse. La rivolta ebbe caratteri più o meno spontanei, infatti il governo cecoslovacco in esilio a Londra necessitava di un’azione decisa atta a dimostrare che la Resistenza nel paese non era sconfitta (e legittimare dunque un futuro governo indipendente, a guerra finita), ma nonostante questo l’insurrezione nacque più o meno spontaneamente.

Ciò indusse i tedeschi a fermarsi nella città, e vennero perpetrati orribili massacri ai danni della popolazione civile, a Praga e nel resto della Boemia. Così mentre gli americani entravano a Plzeň, l’Armata Rossa non dava tregua ai reparti tedeschi in fuga, e a Praga si combatteva strada per strada.

Il 7 maggio i tedeschi accettarono la resa incondizionata alle truppe alleate a Reims. L’8 maggio la stessa dichiarazione venne firmata a Berlino, ed in tutto il fronte occidentale si smise di combattere. Da qui il VE Day, giorno della formale resa tedesca. Tuttavia l’8 maggio per il fronte orientale non valse in maniera così netta.

Le truppe dell’Armata Rossa infatti raggiunsero la periferia di Praga solo il 9 maggio, la ritirata tedesca procedeva verso ovest. I combattimenti disperati delle truppe tedesche continuarono ancora per giorni.

Truppe delle Waffen SS fuori Praga tentarono di aprirsi una via per raggiungere le linee americane, venendo però bloccati dalla Resistenza. E mentre il 10 maggio 1945 nel resto d’Europa i fucili tacevano, in Boemia i combattimenti non cessavano di intensità. Infatti le truppe tedesche presenti nella regione godevano ancora di piena autonomia dal punto di vista operativo.

L’offensiva in Boemia ebbe termine solamente il 12 maggio, giorno in cui gli ultimi reparti tedeschi deposero le armi. Nonostante i tentativi, i tedeschi non riuscirono a raggiungere le linee americane e furono costretti a consegnarsi ai sovietici che, nel frattempo, avevano liberato Praga. La guerra, per la Cecoslovacchia, finì dunque solamente in quella data.

Le celebrazioni della vittoria vennero però tenute, dal 1946 al 1989, il 9 maggio. Questo perché coloro che liberarono definitivamente Praga dall’occupazione tedesca non furono i membri della Resistenza, ma le truppe dell’Armata Rossa.

Per Mosca il documento firmato il 7 maggio non aveva alcun valore, poiché nessun rappresentante sovietico era presente a Reims, mentre il documento di Berlino dell’8 maggio entrò in vigore quando a Mosca sarebbe stato già il 9.

Da qui la data tutt’oggi celebrata nella Federazione Russa come la vittoria della Grande Guerra Patriottica. E da qui l’obbligo di festeggiare la fine della guerra il 9 maggio esteso a tutto il Patto di Varsavia, Praga compresa.

La data venne immediatamente cambiata nel 1989, a seguito della Rivoluzione di Velluto, e del cambio di regime in Cecoslovacchia.

Oggi l’8 maggio è un giorno festivo nel calendario del paese, la vittoria viene celebrata attraverso omaggi solenni alle vittime del conflitto, e parate militari in svariate città, Praga ovviamente compresa.

Sezione militare britannica del cimitero di Olšany

Per chi volesse invece omaggiare i caduti in maniera privata, al di fuori delle festività, il consiglio è di andare presso il cimitero di Olšany, dove in diverse sezioni riposano i combattenti caduti in Cecoslovacchia di diverse nazionalità. Esiste una sezione per l’Armata Rossa, ed una dedicata ai combattenti delle Legioni Cecoslovacche che hanno combattuto nella Prima Guerra mondiale.

Sezione del cimitero di Olšany dedicata all’Armata Rossa

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Il (nuovo) Doge | Vicentino di nascita, discendente diretto del Palladio. Ha prestato servizio per conto della Legione straniera, per la quale sorvegliava il confine italo-jugoslavo a Gorizia. Sorpreso a falsificare propusnicy, è stato trasferito a Praga, dove per sbaglio ha conosciuto Mark Renton all’Irish di Malá Strana. Ispirato da questi, ha aperto un noleggio di sottomarini a Inverness e attualmente tenta la stessa impresa sul Danubio a Ratisbona. A Praga ha lasciato il suo compagno di scorrerie ADG, ma ha promesso di tornare presto, fors’anche troppo. Per italia praga one way mantiene un profilo bbasso e scrive articoli storico-risorgimentali, ricevendo ogni mese una bambola gonfiabile con le fattezze di Lucia Javorčekova (che è slovacca, ma lui non se ne cura).

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