Di Alessandro Daniele (che vive tra Brno e Ostrava)
Integrazioni: Andreas Pieralli
Editing: Tiziano Marasco

Ciao a tutti da Alessandro, detto anche “la Persona orribile” o “il Troll di caverna”.

I ragazzi di Italia Praga One Way mi hanno chiesto di scrivere un piccolo articolo sulle 10 domande più bizzarre che mi hanno rivolto gli “aspiranti migranti” italiani quando pianificano di arrivare in Repubblica Ceca. Giustamente ho pensato di stravolgere la richiesta e di scrivere un breve vademecum per gli aspiranti, a breve ovviamente arriveranno le 10 domande più bizzarre e le relative risposte.

Perché prima di stilare una “classifica” in effetti vorrei aggiungere dei piccoli consigli personali, come la vedete? Non vi va? Problemi vostri, io ve li scodello lo stesso, dopo 10 anni di ČR credo di potermi permettere questa libertà.

La prima cosa che farò è sbattervi in faccia la dura realtà, tanto poi ci penseranno altri a dirvi che la ČR è il paradiso in terra, io mi limiterò a dirvi che non lo è, quindi se scoprite che ho ragione io e non loro, poi non venite a piangere nel gruppo, chiaro?

Ma come? Non è il paradiso in terra? Ma non c’è una disoccupazione minima e tutti che stanno bene? NO! Non lo è, è una nazione di 10 milioni di abitanti, con circa 1 milione di poveri e oltre 834 mila persone con carichi pendenti (espropri fiscali – exekuce, ndr) sulla testa, per un totale di 4,7 milioni di procedimenti in corso. Questo a fronte di una quota di poveri statistici relativamente stabile nel tempo di 1 milione circa di persone. Non credo, però, che sia corretto sommare queste due cifre perché se l’85% delle esecuzioni non può essere soddisfatta è proprio perché la gente guadagna così poco da non avere nessuna speranza di estinguere il debito.

Degli 8 milioni restanti, circa la metà campa con 3 lavori, di cui 2 in nero, altrimenti con un solo stipendio dovrebbe scegliere, di mese in mese, se pagare l’affitto o se mangiare in quanto prendono meno di 15mila Kč al mese.

Ok Ale, capito l’antifona, ma sicuramente lo stato è forte e ha un welfare rodato (questo ammettiamo che è un mito di tutti i paesi dell’ex blocco, ndr)? NO! Lo stato non solo non è forte, ma se ne frega pure, vi basti pensare che se lavori da 2 anni e resti disoccupato hai diritto a ben 6 mesi di disoccupazione al 60% del tuo stipendio (ma fino a un massimo 14.000 corone al mese). Se lavori da 25 anni e resti disoccupato, hai invece diritto a 6 mesi di disoccupazione al 60% del tuo stipendio (ma fino a un massimo 14.000 corone al mese).

Ma vi sono delle eccezioni. Se hai tra i 50 e i 55 puoi arrivare a 8 mesi, se hai più di 55 anni e sei ancora vivo puoi sperare in 11 mesi di indennità. I primi due mesi prendi il 65%, poi i due mesi successivi si passa al 50%, ché sennò c’è il rischio che ingrassi e il resto va al 45% così non rischi di farci l’abitudine.

E finiti questi 5 (o 8 o 11) mesi che succede, finisco per strada? No, cioè, forse un po’ sì, Dopo si passa al minimo vitale che è di ben 3.410 corone (tipo 130€) al mese. Ma se puta caso nonostante questo lauto contributo ti passasse la voglia di riqualificarti continuamente, allora per punizione passerai al cosiddetto minimo esistenziale (e che esistenza) che è di 2.200 corone (tipo 85€). Parliamo sempre di cifre mensili. E quello, comunque, non ve lo possono proprio levare. D’altronde l’obittivo è quello di dare così poco per costringere la gente ad accettare quei lavori con salari da fame che sono il vero segreto del boom economico ceco!

Inoltre non importa quanti contributi tu abbia versato nella tua vita lavorativa, le pensioni in ČR sono con il massimale, quindi se trovi un bel lavoro, ben pagato, stai regalando soldi allo stato in quanto con 35 anni di contributi e stipendio da 65 mila kč, andrai comunque in pensione con 14 mila kc al mese, se sei fortunato.

Aggiungiamo a questo un altro fattore, che spesso passa in cavalleria nella testolina di molti sedicenti “wannabe expat”, le competenze; sempre più spesso leggo di gente senza arte né parte, senza nessuna skill, senza nessuna competenza linguistica, senza nulla insomma, dei coglioni fatti e finiti, che pensano che emigrando faranno i big money.

Beh… non funziona così sapete?

Se non sapete fare una beata fava in Italia, non è che le competenze vi crescano sulla schiena emigrando. Resterete degli incapaci che andranno ad ingrossare le fila dei sottopagati a 50 corone all’ora con 7 giorni lavorativi su 7 a 12-14 ore al giorno per racimolare due spicci da spendere poi in hospoda. Quindi pensateci bene, vale la pena venire a fare i morti di fame qui, dove non avete nessun appoggio o è meglio continuare a fare i morti di fame a casa, dove bene o male un piatto di zuppa ed un tetto non mancano mai? Ai posteri l’ardua sentenza.

Ora che vi ho sbattuto in faccia la realtà delle cose, possiamo passare alle facezie, ovvero alle domande più bizzarre che mi siano state rivolte in 10 anni di CZ e le mie relative risposte.


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