Praga: ministro Franceschini a Praga, cultura base della diplomazia

Il ministro dei Beni e delle attività culturali italiano Dario Franceschini si trovava ieri nella capitale ceca per assistere alla presentazione dello stato di avanzamento dei lavori della Cappella dell’Assunzione della vergine Maria (Vlašská Kaple), di proprietà dello stato italiano

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Praga: ministro Franceschini a Praga, cultura base della diplomazia
Da sinistra: l'ambasciatore Amati, i ministri Herman e Franceschini, il cardinale Duka e il direttore dell'IIC Sciola

“La cultura è una delle basi portanti dei rapporti tra le nostre nazioni, già buonissimi in diversi settori e i rapporti secolari tra Italia e Boemia testimoniano come la conoscenza dell’altro sia la migliore arma di cui la diplomazia europea ed internazionale dispone”

Lo ha detto ieri ministro dei Beni e delle attività culturali italiano Dario Franceschini durante la sua visita a Praga. Il ministro si trovava nella capitale ceca per assistere alla presentazione dello stato di avanzamento dei lavori della Cappella dell’Assunzione della vergine Maria (Vlašská Kaple), di proprietà dello stato italiano.

Franceschini ha spiegato che in futuro la cooperazione a livello culturale dovrà essere ulteriormente approfondita. Successivamente, durante la sua visita all’Istituto italiano di cultura (IIC), Franceschini ha ribadito spiegato che gli IIC svolgono un grande lavoro di diplomazia, aggiungendo che è in fase di discussione una legge per aumentare il budget degli IIC in futuro.

Durante la visita, il ministro è stato accompagnato dall’ambasciatore italiano a Praga, Aldo Amati, dal direttore dell’Istituto di cultura italiana Giovanni Sciola, dal cardinale Dominik Duka e dall’esarca uniate della Repubblica Ceca Ladislav Hučko. La visita prevedeva, oltre alla visita alla Vlašská kaple,  l’inaugurazione, all’Istituto, della mostra “La Congregazione Italiana di Praga. Una storia secolare”, dove sono presentati preziose opere d’arte e documenti di archivio per la prima volta esposti al pubblico.

L’ambasciatore Amati durante la visita alla cappella ha ricordato come i rapporti tra Italia e Repubblica Ceca vantino una tradizione di 400 anni. La cappella e l’ospedale degli italiani, ora divenuto sede dell’Istituto di cultura, sono due simboli delle buone relazioni che intercorrono tra i nostri paesi. Amati ha ribadito che la probabile data di riapertura al pubblico della cappella è prevista per il mese di agosto e che molto probabilmente sarà gestita dall’esarcato ceco. L’opera di restauro sarà completata dagli esperti della Ahrcos, azienda italiana specializzata in restauro di edifici storici diretta da Alessandro Battaglia.

La presentazione dello stato di avanzamento dei lavori di restauro della Cappella si tiene in concomitanza con il 400ma anniversario della consacrazione della chiesa barocca di San Carlo Borromeo, nel complesso architettonico dove oggi ha sede l’Istituto Italiano di Cultura.

La cappella, un edificio di forma ovale manierista con cupola, fu costruita tra il 1590-1597, disegnata per le esigenze della comunità italiana a Praga, che già al tempo era molto numerosa. Di fatto la cappella, chiusa da 20 anni a causa della precaria condizione strutturale, è proprietà della Repubblica Italiana, elemento che ha complicato molto il processo di restauro, per motivi sia burocratici di coordinamento tra Italia e ČR, che logistici, dovuti alla distanza.

Il primo progetto di recupero era stato presentato nel 2005 dall’allora ambasciatore Radicati, solo con Amati tuttavia i lavori hanno avuto inizio. I costi delle operazioni sono ancora da definire, le stime parlano di 900 mila euro. Alle operazioni contribuiscono (SIAD, Ahrcos, PSN, Univerzální stavební, Generali e Brembo).

Per motivi non del tutto certi, fino al 1700 l’Italia, in ceco e in altre lingue slave, era chiamata “Vlaskie”, e gli italiani “Vlachové”, da qui deriva il nome ceco della Vlašská kaple, di via Vlašská a Malá Strana e di Vlašský Dvůr a Kutná Hora. In polacco ancora oggi l’Italia è chiamata “Włochy”.

Fonte – AgenziaNova


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