Palickap, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

L’orologio astronomico di Brno (Brněnský orloj) si può trovare a náměstí Svobody (piazza della libertà), dove si lascia ammirare in tutti i suoi sei metri di lucente granito africano.

Il Brněnský orloj stato eretto nel 2010 e da allora è oggetto di continue allusioni, battute e critiche per via della sua forma non convenzionale.

Ogni città ha bisogno di un simbolo. Sentiamo “Parigi” e pensiamo “Torre Eiffel”, ci parlano di Roma e la prima cosa che ci viene in mente (dopo i ritardi dell’ATAC) è il Colosseo. Non c’è quindi da stupirsi se anche a Brno si è voluto erigere un monumento che rappresentasse la capitale della Moravia. Un’idea assolutamente normale. L’esecuzione? Un po’ meno.

L’orologio nasce per ricordare agli abitanti un importante pezzo di storia morava: la fuga degli svedesi nel 1645. Brno era sotto assedio da quattro estenuanti mesi, ma gli scandinavi non erano ancora riusciti a entrare. Un giorno il generale Torstenson decise che, se non avesse sfondato le mura della città entro mezzogiorno, si sarebbe arreso.

La gente di Brno venne a sapere del piano del generale e decise di far suonare le campane del mezzodì un’ora prima, con conseguente ritirata in anticipo dell’esercito nemico. Per questo motivo in Moravia gli orologi rintoccano il mezzogiorno alle 11 e non alle 12!

Ed è proprio alle 11 che una pallina di vetro viaggia attraverso i meccanismi interni del Brněnský orloj e viene poi “sputata” fuori da uno dei tre fori presenti in superficie (e sì, se siete tra i fortunati che riescono a prenderla, potete conservarla come souvenir).

Questa particolarità deriva dalla leggenda secondo cui il Tortenson sarebbe potuto morire solo tramite un rituale magico che prevedeva il colpirlo in testa con una sfera (il che conferma la tradizione tutta ceca di risolvere i conflitti bellici con il malocchio, che non risparmiò nemmeno Hitler).

La forma dell’orologio è quella di un proiettile proprio per rappresentare la vittoria sugli svedesi. Anche se nella realtà dei fatti, quando si guarda questo monumento “proiettile” non è sicuramente la prima parola che viene in mente.

Se non fosse alto sei metri, l’orloj sembrerebbe qualcosa che potreste trovare negli scaffali del vostro sexy shop di fiducia. Non c’è quindi da stupirsi di fronte a tutte le battute e controversie di cui è oggetto.

Come se non bastasse, oltre che esteticamente… ambiguo, il monumento sembra non soddisfare nemmeno il suo scopo principale: segnare l’ora. Invece di un classico quadrante ci si ritrova davanti a un sistema complicato, fatto di lenti d’ingrandimento, insiemi di linee varie e pezzi che roteano a intervalli precisi.

Basti pensare che persino l’ingegnere che lo ha progettato, Oldřich Rujbr, ha avuto bisogno di controllare il suo orologio da polso in un’intervista dove gli si chiedeva di spiegare come funzionava la sua creazione.


Ma ora traiamo le conclusioni su questa bizzarra struttura.

Nonostante tutto, si può definire il Brněnský orloj un bel monumento? Direi di no.
Almeno lo si può definire utile? Neanche, come ben si nota dal video qui sopra.

Riesce a far parlare di sé, e di conseguenza della città in cui si trova, diventandone il simbolo? Assolutamente sì, che piaccia o meno ai moravi.

Ringraziamo il venerabile vice per averci fornito i contributi video nonché un gustoso bonus:

L’originale e spaventosamente enorme contraccettivo gonfiabile per proteggere l’orloj dai botti di capodanno:

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FONTEKudyznudy.cz
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La Ba(o)rbona - Originaria dei monti sicani, alterna la vita nell'isola natìa con lunghi soggiorni nella Mitteleuropa. La sua natura filo-gitana e la scarsità di risorse la portano a non avere fissa dimora e a familiarizzare con tutti i divani, materassini gonfiabili e brandine del vecchio continente. In realtà è una spia segreta, ma neanche lei si ricorda per quale governo. In ogni caso, se le offrite una pacca sulla spalla e un carboidrato a vostra scelta riuscirete a portarla dalla vostra parte. Quando le chiedono cosa l'abbia portata in Boemia risponde sempre "Flixbus" e non capisce perché questa risposta non sia soddisfacente. Per Italia Praga One Way fa quello che gli altri non hanno mai avuto il coraggio di fare: accollarsi il lavoro arretrato e defenestrare dalla Žižkov Tower tutti coloro osano definirla un brutto edificio.

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