David Černý e Freud: una storia dello sviluppo umano.
TM

Articolo di Brayan Stee Nuñez Harnandes

La scultura di David Černý raffigurante Freud “appeso” non è solamente una manifestazione culturale, mette in luce un linguaggio proprio della sua psicologia. Con questo vogliamo ricordare che la rappresentazione di un oggetto e soprattutto di un personaggio come Freud non è una rappresentazione neutra, ma dispone di tutto un meccanismo di significati che a Praga si sveglia per raccontare una storia.

Adv Inline

Embryo

Embryo rappresenta l’inizio della vita e non è un caso che si trovi proprio nel mezzo di una tubazione mostrando in questo modo la particolarità dell’unione nel passaggio della vita e il movimento della corporalità attraverso uno scambio di fluidi indeterminati. Allo stesso tempo osserviamo una presenza nell’origine della vita e una sorta di permanenza dello scarto anche dentro la creazione che ci riporta al corpo come corpo organico con il suo scambio costante di fluidi e cellule. La sua illuminazione notturna ha un’importanza fondamentale perché mostra la realizzazione della vita dentro una componente oscura. L’elemento circostante della nascita è infatti l’oscurità mentre la vita attraverso la sua luce mostra una capacità di sviluppo dentro il suo proprio limite e il suo carattere deforme.

Babies a Kampa

L’infanzia incarnata dai bimbi che si muovono vicino al fiume, allontanandosi dall’oceano-mamma come forma di gioco che non permette di avere una faccia –perché non c’è faccia a cui appartenere- rappresenta dispositivi fatti per essere riempiti di complessi e desideri ma che hanno anche un processo biologico perché escono del corpo materno. Il fondamento del loro gioco non ha capacità di espansione perciò non camminano ma si muovono a carponi per terra come esseri preparati e determinati a volere ma che ancora devono imparare ad acquistare una maschera e mettere in ordine il loro cumulo di desideri.

Horse

The Horse rappresenta, oltre a un  rovesciamento della statua di San Venceslao a Václavské náměstí, la fase dello sviluppo massimo dell’essere umano, come metafora mostra la fase più completa del desiderio nell’essere umano provocando essa stessa il desiderio che si muove verso la propria realizzazione ma che proprio compiendosi si dissolve. In seguito si può parlare solo di una forza che permane nel rovescio del suo senso, cioè l’impotenza e l’inevitabilità del desiderio che non si può compiere perché appunto realizzarlo è anche perderlo. Il cavallo, segno di movimento e voglia di arrivare a un destino diventa esso stesso un destino dove ognuno deve imparare ad affrontare la terribile impossibilità di movimento aldilà delle proprie passioni e desideri.

Babies sulla torre di Žižkov

La regressione come fase conclusiva dell’esistenza, rappresentata dalla vecchiaia, mostra come il volere e la sua riproduzione diventano asimmetrici e verticali. Verticali nel senso che l’orizzontalità che avevamo con il cavallo come forma di sviluppo del desiderio e la sua impossibilità a realizzarsi si vede distrutta dal caos della presenza della morte la quale provoca anche un desiderio di ascensione. Riconoscendo la sua inutilità ma anche guardando di nuovo all’inizio del processo che permette di terminare la vita e proseguirla grazie al suo percorso attraverso la passione del desiderante. Da qui in poi la vita è un oggetto verticale in attesa di imparare a volare o cadere, a causa della forza di gravità.

Leggi anche l’articolo di Lorenzo Polo sulla statua che Černý ha dedicato a Kafka.


Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato su cosa succede a Praga e in Repubblica Ceca, metti Mi Piace sulla nostra pagina Facebook “Italia Praga one way” e aggiungimi agli amici.
Non dimenticare di seguire anche il nostro canale Instagram.
Hai domande da farci? Iscriviti al gruppo ufficiale “Italiani in Repubblica Ceca”.

Adv Bottom

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.