Home Vivere L'altra Praga Kunsthalle: da vecchia stazione a museo d’arte

Kunsthalle: da vecchia stazione a museo d’arte

Kunsthalle a Klárov (Malá Strana). Il Copyright di quest'immagine ci appartiene

La stazione di trasformazione (in ceco Zengerova transformační stanice) prende il nome dall’importante fisico ceco Václav Zenger.

La trafostanice di Zenger, chiamata Zengerovka in slang, fu creata negli anni 1930-1932 secondo il progetto dell’architetto Vilém Kvasnička, aiutato da Jan Mayer, entrambi allievi di Jan Kotěra.

Lo stile dell’edificio fa parte del Classicismo moderno. Kvasnička seppe unire la funzione industriale di un interno ordinato e razionalista a una concezione esterna di palazzo urbano, con facciata neoclassica, permettendo all’edificio di fondersi naturalmente con l’architettura storica di Malá Strana.

Il progetto rispecchia molti dei principi chiave dell’architettura moderna teorizzati dall’architetto svizzero Le Corbusier. Ad esempio, il tetto piano, la struttura in cemento armato e i pilastri che elevano l’edificio.

L’immobile era diviso in quattro parti principali: la zona residenziale, la sala macchine, la stazione di trasformazione e la sottostazione (ovvero i nodi che connettono più linee elettriche).

Nel 1931 la stazione di Zenger venne messa in funzione e gli scambi di corrente alimentavano i tram e i filobus di Praga 1, 6 e 7. Inoltre, la trafostanice divenne un hub chiave per la teleferica di Petřín, usata per portare i Sokol su allo stadio di Strahov.

Il visionario dell’arte cinetica Zdeněk Pešánek, già nominato nell’articolo sulla trafostanice Edison, progettò quattro sculture cinetiche con la luce per la facciata anteriore della Zengerovka. I materiali usati per queste sculture erano il gesso, la plastica, il metallo e tubi al neon. Le opere furono esposte nel padiglione cecoslovacco all’Esposizione Universale di Parigi nel 1937, dove vinsero alcuni premi. Purtroppo, dopo essere state riportate a Praga, furono perse e ciò che rimane oggi sono solo i modelli, conservati nella Galleria Nazionale di Praga (Národní galerie Praha, NGP).

Con la nazionalizzazione degli anni 50 la stazione di trasformazione divenne di proprietà degli impianti di distribuzione di energia di Praga e la parte di scambio passò alla compagnia di trasporti della capitale.

Da Zenger a Kunsthalle (aka museo d’arte)

Nei primi anni duemila si ammodernò l’intera stazione di trasformazione e si collocarono tutte le apparecchiature tecniche nel seminterrato. La maggior parte dell’enorme edificio rimase così vuota e si iniziò a pensare a un nuovo utilizzo, tra cui la creazione di un hotel. Non se ne fece più nulla.

Nel 2018 la Pudil Family Foundation, fondata da Pavlína e Petr Pudil, ha acquistato l’immobile e ne ha iniziato la ricostruzione per tramutarlo in un museo. Nello stesso anno, su iniziativa del Klub Za starou Prahu (il Club per la vecchia Praga), l’edificio è stato dichiarato monumento culturale.

I lavori sono terminati nel 2020, dando vita al Kunsthalle, tedesco per “Galleria d’arte”, che ha aperto il 22 febbraio 2022.

Gli elementi architettonici e tecnologici della Zengerovka sono stati minuziosamente documentati e inventariati durante la rimozione e ciò ha permesso una ricostruzione abbastanza fedele.

L’edificio conserva tutte le parti essenziali del progetto originale. Si tratta di: grondaie, cornicioni, facciate, fondamenta, persiane in acciaio, scala e balaustra dell’originale terrazza “finta” (all’epoca della trafostanice non si usava la terrazza). Una struttura di spicco è la gru, che è stata rinnovata ed incorporata come manufatto storico.

Le innovazioni sono invece rappresentate da un layout interno aperto, che facilita l’esposizione delle mostre, e dalla tonalità beige della facciata, che ricorda la pietra arenaria. Inoltre, nel nuovo ingresso principale si è deciso di aggiungere una passerella. Si tratta di una forma a piramide triangolare in acciaio inossidabile, lavorata con il bronzo. Sulla terrazza è presente una caffetteria con una vista superba su Praga.

Per i curiosi: il nome Kunsthalle ancorato alla facciata è creato da dieci lettere in acciaio inossidabile, chiuse, come se fossero scatole. Il metodo di lavorazione usato è detto spalatura in bronzo, che imita una struttura in bronzo.

Abbiamo parlato anche di un’altra trafostanice, la Edison


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